Ottobre 2014 Archives

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Piano industriale di Gubitosi pieno di fuffa, dove vuole andare a parare?

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Tg2-ad-interim.jpg Questa settimana in Commissione di Vigilanza abbiamo audito il direttore del TG2, Marcello Masi, e anche in questa occasione abbiamo espresso ancora una volta i nostri dubbi e le nostre preoccupazioni sulla destinazione finale del servizio pubblico. Ci domandiamo dove andrà a parare la razionalizzazione di Gubitosi che toglie le redazioni ai tg e le unifica, ma mantiene le singole testate, il tutto senza un chiaro obiettivo da perseguire, senza coinvolgere il Parlamento per cambiare prima la governance Rai e poi, alla luce di un progetto organico, riformare il sistema di servizio pubblico.

Le banalità espresse nel piano industriale di Gubitosi, come potete sentire nel video, sono sconfortanti: sul canale 1 (TG1) leggiamo: "Offerta generalista e istituzionale per eccellenza...il luogo dell'affidabilità, della tradizione...in cui il mainstream della società italiana si specchia..." e via così, con il nulla. Ma come? Gli altri tg, quindi, formalmente dovrebbero essere meno belli?

Sempre secondo Gubitosi, il TG2 sarà dedicato ai giovani, allo sport...insomma che sarà? L'Italia 1 della Rai? Mentre il TG3 diventa il telegiornale attento al sociale e alla cultura... Ma come? Negli altri non si parlerà di queste tematiche? Intuite anche voi che questa è fuffa, parole in libertà per riempire pagine e non dire niente, nascondendo una probabile fase di transizione in cui, per non scontentare nessuno, si tengono le 3 testate TG1, TG2, TG3 ma 1 sola redazione, a disposizione delle larghe intese. Alla faccia del riordino, del risparmio, del pluralismo!

Neanche a noi sta bene la RAI così com'è oggi, ma neanche come la vogliono Renzusconi e Gubitosi.

Qui trovate il video dell'intervento in commissione: http://goo.gl/mOgYBh

Alberto Airola - Commissione di Vigilanza Rai



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Nel Patto del Nazareno anche il regalo del canone frequenze e la svendita Ray Way?

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Mentre le PMI soffrono, il tasso di disoccupazione aumenta e tutti i fondamentali del Paese scricchiolano, grazie ad una delibera AGCOM (approvata il 30 settembre), si elargisce un maxisconto a Rai e Mediaset!

In sette anni il gruppo della famiglia Berlusconi potrebbe risparmiare fino a 80 milioni di euro, a discapito delle tv medio-piccole, che dovranno aumentare l'esborso, ma anche del bilancio dello Stato.

La svendita di Raiway, il cui più acquirente più accreditato è Ei Towers, società detenuta a maggioranza Mediaset, e adesso il maxisconto alla stessa Mediaset per l'affitto delle frequenze televisive, fanno pensare che il Patto nel Nazareno non riguardasse solo le riforme, ma anche interessi personali legati alle aziende di Berlusconi e al controllo dell'informazione.

Ci sono anche altri segnali che portano in questa direzione: dalla riforma della governace della Rai, al nuovo piano industriale presentato dal Dg della Rai Gubitosi.

Dopo un lungo letargo il Corriere della Sera, attraverso il direttore De Bortoli, ha chiesto di conoscere tutti i reali contenuti del Patto del Nazareno. Un quesito fondamentale per capire cosa vogliono davvero fare dell'Italia Renzi e Berlusconi che il Movimento ha già sollecitato da tempo, con un'interrogazione parlamentare (qui il link).

Dopo questo ennesimo regalo alla famiglia Berlusconi e alle sue televisioni, che la "sinistra", al di là delle proteste di facciata, consente da oltre 20 anni (oggi è in corsa per la Corte Costituzionale proprio Luciano Violante, il quale dichiarò alla Camera che non sarebbero state toccate le televisioni di Berlusconi), a nostro parere è chiaro che siamo di fronte ad un disegno concordato tra il presidente del Consiglio e l'ex senatore decaduto.

Dopo il question time di Dalila Nesci sulla svendita di Ray Way (qui il video), con questa interrogazione (prima firma Mirella Liuzzi), che fa seguito alla decisione dell'AGCOM sui canoni televisivi, vogliamo che si faccia chiarezza una volta per tutte e dunque chiediamo espressamente al governo se questo atto faccia parte "dell'accordo comunemente conosciuto come Patto del Nazareno".

Di seguito il testo:

Interrogazione a risposta scritta
Al Ministro per lo Sviluppo Economico; Al Presidente del Consiglio dei Ministri;

Per sapere - premesso che:

- con delibera del 30 settembre scorso l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) ha adottato nuovi criteri per la determinazione dei canoni delle frequenze televisive terrestri, secondo quanto previsto dall'articolo 3-quinquies del Decreto Legge 2 marzo 2012 n. 16, convertito con modificazioni dalla Legge 26 aprile 2012, n. 44 recante "Disposizioni urgenti in materia di semplificazioni tributarie, di efficientamento e potenziamento delle procedure di accertamento";
- il citato provvedimento è stato preceduto da un'attività istruttoria piuttosto tormentata tanto che la stessa AGCOM, prima dell'estate, aveva deciso di sospendere l'emanazione della delibera in attesa di un intervento legislativo di riordino complessivo della materia annunciato dal Governo;
- senonché, stante l'assenza di qualsivoglia iniziativa da parte del Governo, AGCOM ha inteso adottare la delibera ritenendo "[...] ineludibile, allo stato, adempiere i compiti assegnati all'Autorità dalla vigente normativa primaria, restando ovviamente riservata ogni successiva determinazione agli organi titolari della funzione di indirizzo politico, con i quali proseguirà la proficua collaborazione istituzionale instauratasi nel rispetto delle reciproche attribuzioni" (da Comunicato stampa diffuso da AGCOM in data 30 settembre 2014);
- secondo quanto si apprende da fonti di stampa, il provvedimento è stato votato a maggioranza dal Consiglio dell'Autorità con il voto favorevole dei Commissari Antonio Martusciello, ex dirigente di Pubblitalia e fondatore di Forza Italia, Francesco Posteraro, eletto in quota UDC e Antonio Preto, in passato collaboratore degli on.li Antonio Tajani e Renato Brunetta; il voto contrario del presidente AGCOM Angelo Maria Cardani e l'astensione del commissario Antonio Nicita;
- secondo quanto si apprende da fonti di stampa, il provvedimento prevede, in sostanza, che i canoni per la concessione delle frequenze televisive non verranno più calcolati sulla base dei bilanci delle società editrici dei canali ma con riferimento ai bilanci delle società che detengono le torri di trasmissione, vale a dire per quanto riguarda RAI e Mediaset le società Ray-way e Elettronica Industriale;

considerato che:

- secondo quanto si apprende da fonti di stampa tali nuovi criteri consentiranno a Rai e Mediaset risparmi di spesa nell'ordine di 103,7 milioni di euro nei sette anni di vigenza del nuovo provvedimento con conseguente mancati incassi a carico dell'erario pubblico;
***
per sapere:

- se i contenuti del provvedimento AGCOM citato, che consentiranno un significativo risparmio di spesa per il gruppo Mediaset, siano stati oggetto dell'accordo comunemente conosciuto come "Patto del Nazareno" sottoscritto dal Presidente del Consiglio onorevole Matteo Renzi e l'ex senatore Silvio Berlusconi.

- quali iniziative intenda adottare il Ministero in indirizzo nonché la Presidenza del Consiglio dei Ministri per scongiurare i mancati incassi per l'erario dello Stato determinati dall'adozione del provvedimento AGCOM citato.


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