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La Rai svende la Rai. Adesso tocca alle infrastrutture

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Giovedì 8 maggio sono stato invitato a un incontro sindacale dei lavoratori Rai sulla questione dei 150milioni di euro chiesti da Renzi all'azienda pubblica tv (come contributo agli 80€) e dalla paventata intenzione di Gubitosi di vendersi quote di Raiway e accorpare sedi regionali.

All'incontro erano numerose le partecipazioni eccellenti: vari colleghi di commissione vigilanza, politici, il dg Gubitosi, rappresentanti del governo.

Vi confesso che questo genere di eventi sebbene probabilmente necessari, a me sono sempre sembrati occasioni per i Vip di fare passerelle da cui tenersi lontani per non avallare la "fuffa" che puntualmente rifilano ai lavoratori e ai Cittadini italiani i medesimi Vip politici e dirigenti.

Un conto è andare ad ascoltare i lavoratori un conto intervenire a fianco dei suddetti personaggi.

Invece sbagliavo e ho fatto bene ad accettare l'invito di alcuni dipendenti Rai, perchè è molto più utile esserci, intervenire e dire la verità.

La verità è che continua il saccheggio di un bene comune e adesso tocca alle infrastrutture della tv pubblica. Un dg Gubitosi che messo all'angolo da Renzi, invece di risparmiare sugli sprechi (i suoi dirigenti e i suoivicedirettori inutili ma costosi che continua ad assumere a man bassa, le esternalizzazioni...), mette all'asta le "ossa e i muscoli" del servizio pubblico tv, la rete di antenne del digitale terrestre sul territorio nazionale, di proprietà degli Italiani.

Tutti restano sul vago..."cominceremo solo col vendere un 40% di quote di Raiway..." e poi "faremo un nuovo piano industriale..." e ancora: "anche negli altri paesi si privatizza", con l'immancabile citazione finale della BBC, sempre portata ad esempio ma mai lontanamente imitata.

Siamo tutti stanchi di queste balle, di queste "chiacchiere da bar". Sappiamo che sono alla frutta, con un'azienda pubblica che tutti, politici, amici dei politici e dirigenti, stanno spremendo fino all'osso da anni. Credete che non andranno fino in fondo a farsi gli affari propri? Che una qualche dignità, li fermerà un momento prima della tragedia finale?

Basta votare PD, SEL, FI, Scelta Civica e poi lamentarsi con il sindacalista di turno.
Mandiamoli a casa alle elezioni e ripartiamo da zero. Solo allora riusciremo con competenza e meritocrazia e senza politici di torno, a risanare la Rai e avere un adeguato servizio d'informazione e di tv pubblica, magari persino meglio della BBC.

Qui di seguito trovate il video al mio intervento.
Alberto Airola, portavoce M5S al Senato - Commissione Vigilanza Rai


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Europa ed Euro: il Servizio Pubblico informa i cittadini?

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Cosa ho chiesto alla Rai?

Il 27 marzo ho depositato un'interrogazione in Commissione Vigilanza Rai, per sapere se il Servizio Pubblico intenda dedicare una trasmissione o un approfondimento alle politiche monetarie europee attraverso il contributo di esperti economisti indipendenti (non legati a partiti o movimenti) al fine di sollevare pareri ed ipotesi che informino adeguatamente i cittadini sulla tematica.

Perché una trasmissione sull'euro?

In questi anni in molti hanno portato all'attenzione dell'informazione pubblica vivaci dibattiti sui vincoli europei derivati da trattati internazionali. Spread, austerity e fiscal compact sono solo alcuni dei termini che ci siamo abituati a sentire dal Governo Monti in poi.

I toni si inaspriscono quando si affronta nello specifico la questione "euro sì, euro no".
Le posizioni di economisti favorevoli alla moneta unica contrapposte a quelle dei c.d. euroscettici, sono state tradotte (anche se con modalità diverse) all'interno dei programmi di quasi tutte forze politiche che, mediante gli eurodeputati, saranno rappresentate anche all'interno delle istituzioni dell'Ue.

La Commissione delle Comunità Europee ricorda il ruolo perno dell'informazione sulla moneta unica, mediante una Comunicazione del 28 dicembre 2006, che a distanza di otto anni conserva ancora una valenza attualissima.

Cos'ha fatto il Movimento Cinque Stelle in merito?

In questi mesi, alla Camera dei Deputati, il M5S ha avviato un il ciclo di incontri aperto a tutte le forze politiche e al pubblico con la partecipazione di economisti ed esperti per discutere delle politiche europee, dell'impatto dei vincoli dell'Ue sulla nostra economia e delle prospettive della moneta unica. Gli incontri si sono articolati su diversi momenti di riflessione basati su argomentazioni neutrali, positive e negative in merito alla nostra permanenza nell'Unione europea e nell'Unione europea monetaria così come spiega Laura Castelli.

Qui i video dei tre incontri:
primo incontro
secondo incontro
il terzo incontro

In conclusione

Le elezioni europee 2014 sono un appuntamento importante per tutti i 500 milioni di cittadini degli Stati Membri, in quanto negli ultimi anni alcune misure legate alle scelte europee hanno inevitabilmente condizionato e accentuato le differenze tra economie in salute ed economie in difficoltà dei Paesi Ue.
La politica monetaria è al centro del dibattito, per questo essere informati è il primo passo per scegliere con consapevolezza coloro che ci rappresenteranno in Europa.

Qui il testo integrale dell'interrogazione che ho depositato.

Mirella Liuzzi, portavoce M5S Camera


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