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Il copia e incolla di Siae sui bagarini on line

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Non bastava l'irremovibile feticcio del monopolio sulla gestione dei diritti d'autore, su cui in queste ore l'Antitrust ha aperto un'istruttoria, ora la Siae combatte i bagarini on line facendo copia e incolla dalla proposta di legge del MoVimento 5stelle sul secondary ticketing, approdata su Rousseau circa tre mesi fa. Punto per punto, il libro bianco della Siae contro il bagarinaggio sul web è tutto un rimaneggiare della proposta di legge 5stelle.

Si va dall'obbligo di emissione di biglietti nominali, come avvenuto per la sicurezza negli stadi, ad appositi strumenti atti a contrastare alterazioni della libera concorrenza per le società che si occupano di compravendita, fino alle sanzioni amministrative, da 5 mila euro a 180 mila euro, su siti internet utilizzati per l'acquisto di grandi quantitativi di biglietti, prevedendone, nei casi più gravi, anche l'oscuramento.

Così dopo tre mesi dalla presentazione della nostra proposta di legge, dopo che l'Antitrust ci ha dato ragione, suggerendo le nostre stesse misure nel proprio parere depositato alla Camera nell'ambito dell'indagine conoscitiva sul secondary ticketing, si fa viva la Siae con il suo libro bianco, come se fosse il santo Graal della lotta ai bagarini. E se ne prende pure il merito! Per carità, siamo ben felici di vedere che il cambiamento che abbiamo innescato stia prendendo piede anche in quelle sedi che hanno fatto resistenza.

Visto che alla Siae piace tanto ispirarsi al MoVimento 5stelle, prenda spunto allora anche dalla nostra proposta di legge sul diritto d'autore e abolisca il suo stesso monopolio.

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Bilancio, voto on line cittadini su fondi ricerca. L'appello dal Forum Globale Democrazia Diretta

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Dal Forum Globale della Democrazia Diretta, in corso a San Sebastián, in Spagna, il M5S, dove partecipa con una propria delegazione di deputati 5stelle della Commissione Politiche Ue, annuncia la propria proposta per portare nella Legge di Bilancio un primo tassello di democrazia partecipata in rete: far votare on line i cittadini, da una lista pubblica sul sito web della Presidenza del Consiglio dei Ministri, i progetti di ricerca internazionale a cui destinare i 40 milioni di euro complessivi previsti dalla Manovra per gli anni 2017-2019 e siano messi al corrente della graduatoria finale.

Si tratta di un emendamento al comma 5 dell'articolo 74 che mira a 'consentire la partecipazione italiana a centri di ricerca europei e internazionali e alle iniziative promosse dai gruppi intergovernatori informali, dalle istituzioni e dagli organismi dell'Unione europea e dalle banche e dai fondi di sviluppo e di investimento europei', anche in base a quanto previsto da 'accordi internazionali approvati e resi esecutivi'.

Con questo proposta non sono previsti oneri aggiuntivi per lo Stato ma si dà un primo strumento per consentire ai cittadini di esprimersi su come orientare la spesa pubblica.

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Anche Rovazzi dice addio a Siae. Aboliamo monopolio con la legge del M5S!

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Anche Fabio Rovazzi, autore del tormentone "Andiamo a comandare", dice addio alla Siae per la raccolta dei propri diritti d'autore. Una scelta che segue quella di altri artisti di spicco della musica italiana, come Fedez e Gigi D'Alessio, e che tiene accesi i riflettori sulla battaglia contro il monopolio della Siae in Italia che il M5S punta ad abolire con una propria proposta di legge. Una questione sollevata da tempo in Parlamento dal M5S, già in occasione del voto della legge di delegazione europea, con la presentazione di un proprio emendamento che chiedeva di recepire la direttiva Ue Barnier, che offre la possibilità di aprire il mercato della raccolta e gestione del diritto d'autore anche ai privati.

È inutile che il presidente della Siae, Filippo Sugar, continui a sciorinare numeri sul business della Società che va avanti per inerzia, solo appunto grazie al monopolio. Una cosa è certa: se il M5S andrà al Governo, la Siae farà bene a tremare perché potrà dire addio ai suoi privilegi e a quelli di tutte le lobby che grazie ad essa oggi lucrano sul diritto d'autore a scapito dei consumatori, artisti imprenditori ed editori minori.

Sono due gli obiettivi principali della nostra proposta di legge: garantire più trasparenza e partecipazione nella gestione dei diritti d'autore e redistribuire in maniera più equa i compensi raccolti. Inoltre con la nostra legge non ci limitiamo ad abolire il monopolio della Siae, un'anomalia comune in Europa solo alla Repubblica Ceca che in Italia dura ormai da 75 anni per una legge di epoca fascista del 1941, ma istituiamo l'Autorità di Garanzia degli Autori e degli Editori (AGAE), un ente di vigilanza specifico per il settore in modo da dare regole chiare e precise al mercato ed evitare così il far west della liberalizzazione spietata, creando così nuove opportunità per le tante Pmi italiane.

Tra le altre requisiti richiesti per le imprese interessate, l'istituzione di una sede legale in Italia o di un altro Paese Ue, di almeno una sede sociale attiva sul territorio italiano e l'impegno a garantire la massima equità e trasparenza, anche contribuendo a creare presso l'Agae una banca dati informatica, liberamente accessibile e aggiornata, delle opere e dei titolari dei diritti amministrati. Tra il ventaglio delle possibilità proposte dal M5S, anche l'utilizzo di licenze creative commons.

Guarda il video della proposta di legge del M5S:

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Legge Ue, occasione persa. Così il M5S abolirà il monopolio Siae!

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Il monopolio della Siae sopravvive alla legge di delegazione europea approvata oggi al Senato. Un'occasione persa per abolirlo, visto che sull'argomento lo stesso Governo ha bloccato gli emendamenti della sua stessa maggioranza e si è poi limitato ad approvare un ordine del giorno che non incide davvero sulla norma.

L'unica possibilità per eliminare il monopolio Siae è la nostra proposta di legge che fornisce anche gli strumenti per regolamentare il mercato una volta rimosso il monopolio.

Pur essendo consapevoli che la direttiva europea Barnier non impone l'abolizione del monopolio Siae, troviamo anacronistico mantenere in piedi un sistema di gestione del diritto d'autore che in Europa è comune solo alla Repubblica Ceca e ha prodotto solo sprechi favorendo solo i big. L'ordine del giorno del Pd appare pertanto come una semplice operazione di facciata, confermata dal fatto che quando la legge di delegazione europea era in discussione alla Camera, il Governo ha bocciato i nostri emendamenti sul recepimento della direttiva Ue Barnier.

Guarda il video della proposta di legge 5stelle:

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Siae, ecco tutte le bugie di Sugar!

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Vergognosa la propaganda di Filippo Sugar, presidente della Siae, che, pur di salvaguardare, la propria posizione di potere sul mercato italiano, fa credere che abolire il monopolio equivalga ad eliminare il diritto d'autore. È esattamente il contrario: dall'apertura del mercato, opportunamente regolamentato come proponiamo nella nostra proposta di legge, deriverebbe una maggiore tutela per artisti e imprenditori. Gli unici interessi che verrebbero intaccati sarebbero quelli della Siae. Questa è la verità!

Sugar cerca di far valere le proprie ragioni con una fantomatica 'lettera dei mille' in difesa della Siae. Non a caso gli artisti che hanno firmato questo 'manifesto pro-Siae' sono per la gran parte dei big, da Jovanotti a Benigni. Vada a chiedere ad uno dei tanti artisti minori o a una della Pmi cosa pensano della Siae. Ma quella sull'abolizione dei diritti d'autore con l'eliminazione del monopolio, non è l'unica bugia di 'Mister Siae'.

Ecco le altre menzogne di Sugar smentite una per una:

1. Rischio di una 'liberalizzazione selvaggia': è falso perché il mercato può essere regolamentato, come previsto dalla nostra proposta di legge che fornisce specifici strumenti.

2. La gestione della Siae già risponde alla direttiva Ue Barnier; falso, basti pensare all'equo compenso pagato dai consumatori con l'acquisto dei dispositivi per ascoltare musica e guardare video per il quale l'Italia rischia una nuova infrazione dall'Unione Europea.

3. La Siae è controllata dagli autori; certo: solo da quelli più potenti, visto che le decisioni in assemblea sono su base associativa, per cui chi porta più soldi, ha più voce in capitolo, e i compensi vengono attribuiti in base a delle statistiche, non ad esempio per il numero effettivo di passaggi in radio.

4. Un nuovo operatore dovrebbe 'firmare un accordo con la Siae e riconoscere le commissioni per i rilevamenti'; questo non può essere vero nel momento in cui non ci si limita solo all'abolizione del monopolio ma si riforma tutto il meccanismo di raccolta dei contributi né sarà valido in un sistema concorrenziale in cui la Siae s'illude di poter continuare a sfruttare le rendite di potere acquisite.

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Legge Ue, schiaffo a made in Italy e vittime aggressioni

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No a questa Legge europea che da un lato sferra un colpo mortale all'olio extravergine d'oliva made in Italy e alla dignità delle vittime di aggressioni, dall'altro favorisce l'evasione fiscale e le mafie che lavano il denaro sporco attraverso il gioco d'azzardo. la Legge europea votata oggi in Aula.

Ancora una volta assistiamo a un'Italia zerbino nei confronti dell'Unione Europea, al Governo Renzi e alla sua maggioranza che non esitano a svendere l'olio extravergine d'oliva made in Italy, il nostro 'oro verde', eliminando l'obbligo di indicare in etichetta la data di scadenza e quella di imbottigliamento. Una vergogna che ha fatto spaccare persino il Pd, con la deputata piddina, Mongiello, prima firmataria della cosiddetta legge 'salva olio', che ha votato gli emendamenti del M5S contro il suo stesso partito.

L'asservimento del Governo Renzi all'Europa non si ferma nemmeno davanti alle vittime dei reati violenti, che non sono riuscite ad avere un risarcimento da chi ha commesso gravi reati come omicidio, violenza sessuale o altri gravi atti. Queste persone e i rispettivi famigliari in questa legge europea vengono offese con un fondo che risarcisce solo le spese mediche e prevede condizioni difficili d'accesso, come ad esempio quella di avere un reddito inferiore a 11,528 euro. Una vergogna tutta italiana che, ancora una volta, trova in questa Europa una sponda per colpire i più deboli e piegarsi ai forti.

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#StopSiae ecco come abbiamo anticipato l'Antitrust

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L'Antitrust sulla Siae dice quello che il MoVimento 5Stelle sostiene da sempre e in questa direzione va la nostra proposta di legge che applica esattamente quanto disposto dal parere dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato inviato a Governo e Parlamento: superare il monopolio della Siae tracciando una regolamentazione del mercato e aprendolo a tante Pmi italiane.

Il Governo Renzi si sarebbe risparmiato questa 'tirata d'orecchie' da parte dell'Antitrust se solo avesse accolto il nostro emendamento, presentato in Aula alla Camera in occasione della discussione della legge di delegazione europea, che chiedeva di recepire le indicazioni della direttiva Ue Barnier per porre fine al monopolio Siae in Italia, unica eccezione in Europa insieme con la Repubblica Ceca.

La lotta del M5S contro il monopolio per la gestione dei diritti d'autore va avanti da molto prima non solo del parere dell'Antitrust, ma prima ancora dell'addio alla Siae da parte di alcuni big della musica italiana, come Fedez e Gigi D'Alessio. Speriamo che il parere di un ente terzo come l'Antitrust convinca finalmente il Governo a sanare l'anomalia del monopolio Siae. Il M5S è già pronto a fornire una soluzione mettendo a disposizione la propria proposta di legge che presenterà nei prossimi giorni".allo scopo di evitare

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Musica, se Fedez lascia la Siae e il M5S ha una legge contro il monopolio...

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La scelta di Fedez di lasciare la Siae per la raccolta dei suoi diritti d'autore ha il merito di accendere i riflettori sul dibattito del monopolio della Siae in Italia. Una questione sollevata da tempo dal M5S fino a qualche giorno fa in Aula alla Camera, in occasione del voto della legge di delegazione europea, con la presentazione di un proprio emendamento che chiedeva di recepire la direttiva Ue Barnier, che prevede appunto l'apertura del mercato della raccolta e gestione del diritto d'autore anche ai privati.

La proposta del M5S è stata bocciata dal Governo e dalla sua maggioranza ma noi andremo avanti con una nostra proposta di legge che rompe il monopolio della Siae, un'anomalia comune in Europa solo alla Repubblica Ceca che in Italia dura ormai da 75 anni per una legge del 1941, e regolamenta il mercato permettendo ad artisti e imprenditori di avere libertà di scelta nel nostro Paese.

Un modo per far circolare gli introiti del settore in Italia, dove attualmente sono vietate soluzioni alternative alla Siae per chi, come Fedez, per trovarle deve rivolgersi ad imprenditori italiani costretti a fuggire all'estero. Tra il ventaglio delle possibilità proposte dal M5S, anche l'utilizzo di licenze creative commons.

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#Franceschiniripensaci, Governo salva il monopolio della Siae ma la battaglia del M5S va avanti

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Sempre la stessa musica. Stavolta è proprio il caso di dirlo. Il Governo ancora una volta salva il monopolio della Siae bocciando il nostro emendamento all'articolo 14 del disegno di legge Delegazione Europea che chiedeva invece di recepire la direttiva Ue che avrebbe aperto alla liberalizzazione del mercato della musica come richiesto nei giorni scorsi da oltre 300 piccole e medie imprese del settore che a tale scopo hanno scritto una lettera a Renzi.


"Il diritto di autore sulle opere musicali genera in Europa 5 miliardi di euro di ricavi ogni anno, gestiti da vecchi monopolisti che, forti di norme compiacenti, gestiscono questo gettito in modo opaco
- scrivono nella missiva startup e Pmi musicali - Questa gestione genera enormi svantaggi economici per autori ed editori, costretti a iscriversi a enti in cui non contano nulla. In particolare ne soffrono economicamente gli autori ed editori più deboli, soprattutto i giovani. In Italia questo giogo è sancito da una legge del 1941 che garantisce una posizione monopolistica alla SIAE. (...) Naturalmente in Italia la lobby della conservazione è in azione per impedire il cambiamento e le sue argomentazioni sembrano aver fatto breccia anche in alcuni esponenti del Governo, ma siamo certi che il Governo sotto la sua leadership non si farà sviare nel favorire alcuni a svantaggio di molti che si attendono che vecchi privilegi e rendite di posizione siano smantellate e merito e concorrenza possano affermarsi", concludono gli imprenditori del settore.

Purtroppo invece il Governo Renzi ha dato ascolto alle lobby ma la nostra battaglia 'Stop Siae' non si fermerà qui. Presenteremo nuovi atti parlamentari e una proposta di legge chiedendo a tutte le forze politiche di sostenerla, sapendo che dovremo lottare in primis contro il ministro dei Beni Culturali, Franceschini, strenuo difensore del monopolio della Siae, unico caso in Europa insieme alla Repubblica Ceca. Eccezione che l'Ue chiedeva appunto di correggere.

Non è un caso se nei giorni scorsi centinaia di artisti e imprenditori della musica hanno lanciato la campagna social su twitter proprio sotto l'hashtag #Franceschiniripensaci. Stavolta non l'ha fatto, ma a breve il M5S gli darà una nuova occasione.

GUARDA L'INTERVENTO INTEGRALE IN AULA:

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Diritto d'autore, Stop al monopolio della SIAE!

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Fermare il monopolio della Siae recependo la direttiva europea sul diritto d'autore aprendo così il mercato della musica alle tante Pmi presenti sul territorio italiano creando così un maggiore pluralismo e una più equa redistribuzione delle possibilità imprenditoriali. È quanto chiede il M5S un emendamento alla legge di delegazione europea, in discussione in questi giorni in Aula alla Camera.

Abbiamo già proposto questa misura in Commissione Politiche Ue ma è stata bocciata dalla maggioranza e dal Pd che, anche su questo tema, si è spaccato facendo vincere l'ala che fa capo al ministro dei Beni Culturali, Franceschini, il quale, nel corso delle audizioni, ha invece difeso la validità del ruolo della Siae come garante del settore. Noi non ci arrendiamo e, raccogliendo le numerose istanze provenienti dal mondo della musica, ripresenteremo l'emendamento 'Stop SIAE' e daremo battaglia in Aula alla Camera per farlo approvare.

Chiediamo a tutte le altre forze politiche di votare il nostro emendamento dimostrando così di avere a cuore le piccole medie imprese della musica e lo straordinario patrimonio artistico che esse rappresentano.

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Ue, Boldrini usa bandiera come 'foglia di fico'!

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Di fronte ad un'Europa succube delle lobbies e governata dai banchieri, il lampo di genio della presidente della Camera, Boldrini, di inserire la bandiera europea e l'Inno alla Gioia nella Costituzione italiana sembra come la 'foglia di fico' per coprire la deriva del progetto politico europeo, trasformato da sogno di pace e democrazia in mera infrastruttura economica e monetaria.
I simboli non vanno usati per nascondere una mancanza. Il nostro obiettivo è portare la democrazia in Europa, rendendola un soggetto politico reale e non di riempirla di simulacri vuoti. La Boldrini si fa inoltre sostenitrice di un reddito di cittadinanza europeo. Le ricordiamo che il M5S ha già depositato una proposta di legge per realizzarlo in Italia e che il presidente del Consiglio, Renzi, lo ha definito 'incostituzionale' . Le norme europee infatti non possono essere contrarie ai principi fondamentali della nostra Costituzione come quello sancito dall'articolo 1 invocato a sproposito da Renzi. Quindi delle due l'una: o ha ragione il M5S o Renzi. Risponda prima su questo!


Membri Camera
- BATTELLI Sergio
- NESCI Dalila
- FRACCARO Riccardo
- VIGNAROLI Stefano
- DI MAIO Luigi
- PETRAROLI Cosimo

Membri Senato
- DONNO Daniela
- FATTORI Elena
- LEZZI Barbara

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