Novembre 2016 Archives

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Bilancio, voto on line cittadini su fondi ricerca. L'appello dal Forum Globale Democrazia Diretta

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Dal Forum Globale della Democrazia Diretta, in corso a San Sebastián, in Spagna, il M5S, dove partecipa con una propria delegazione di deputati 5stelle della Commissione Politiche Ue, annuncia la propria proposta per portare nella Legge di Bilancio un primo tassello di democrazia partecipata in rete: far votare on line i cittadini, da una lista pubblica sul sito web della Presidenza del Consiglio dei Ministri, i progetti di ricerca internazionale a cui destinare i 40 milioni di euro complessivi previsti dalla Manovra per gli anni 2017-2019 e siano messi al corrente della graduatoria finale.

Si tratta di un emendamento al comma 5 dell'articolo 74 che mira a 'consentire la partecipazione italiana a centri di ricerca europei e internazionali e alle iniziative promosse dai gruppi intergovernatori informali, dalle istituzioni e dagli organismi dell'Unione europea e dalle banche e dai fondi di sviluppo e di investimento europei', anche in base a quanto previsto da 'accordi internazionali approvati e resi esecutivi'.

Con questo proposta non sono previsti oneri aggiuntivi per lo Stato ma si dà un primo strumento per consentire ai cittadini di esprimersi su come orientare la spesa pubblica.

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Anche Rovazzi dice addio a Siae. Aboliamo monopolio con la legge del M5S!

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Anche Fabio Rovazzi, autore del tormentone "Andiamo a comandare", dice addio alla Siae per la raccolta dei propri diritti d'autore. Una scelta che segue quella di altri artisti di spicco della musica italiana, come Fedez e Gigi D'Alessio, e che tiene accesi i riflettori sulla battaglia contro il monopolio della Siae in Italia che il M5S punta ad abolire con una propria proposta di legge. Una questione sollevata da tempo in Parlamento dal M5S, già in occasione del voto della legge di delegazione europea, con la presentazione di un proprio emendamento che chiedeva di recepire la direttiva Ue Barnier, che offre la possibilità di aprire il mercato della raccolta e gestione del diritto d'autore anche ai privati.

È inutile che il presidente della Siae, Filippo Sugar, continui a sciorinare numeri sul business della Società che va avanti per inerzia, solo appunto grazie al monopolio. Una cosa è certa: se il M5S andrà al Governo, la Siae farà bene a tremare perché potrà dire addio ai suoi privilegi e a quelli di tutte le lobby che grazie ad essa oggi lucrano sul diritto d'autore a scapito dei consumatori, artisti imprenditori ed editori minori.

Sono due gli obiettivi principali della nostra proposta di legge: garantire più trasparenza e partecipazione nella gestione dei diritti d'autore e redistribuire in maniera più equa i compensi raccolti. Inoltre con la nostra legge non ci limitiamo ad abolire il monopolio della Siae, un'anomalia comune in Europa solo alla Repubblica Ceca che in Italia dura ormai da 75 anni per una legge di epoca fascista del 1941, ma istituiamo l'Autorità di Garanzia degli Autori e degli Editori (AGAE), un ente di vigilanza specifico per il settore in modo da dare regole chiare e precise al mercato ed evitare così il far west della liberalizzazione spietata, creando così nuove opportunità per le tante Pmi italiane.

Tra le altre requisiti richiesti per le imprese interessate, l'istituzione di una sede legale in Italia o di un altro Paese Ue, di almeno una sede sociale attiva sul territorio italiano e l'impegno a garantire la massima equità e trasparenza, anche contribuendo a creare presso l'Agae una banca dati informatica, liberamente accessibile e aggiornata, delle opere e dei titolari dei diritti amministrati. Tra il ventaglio delle possibilità proposte dal M5S, anche l'utilizzo di licenze creative commons.

Guarda il video della proposta di legge del M5S:

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Terremoto, Il Governo ammette. Ancora nessuna richiesta dei fondi Ue!

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A solo una settimana dal termine di scadenza, previsto per il prossimo 16 novembre, il Governo, rispondendo oggi al nostro question time in Aula, ha ammesso che non ha ancora chiesto gli aiuti previsti dal Fondo di Solidarietà Ue per le aree colpite dal sisma lo scorso 24 agosto. E pensare che, se subito dopo il sisma, il Governo avesse avviato l'iter per ottenere l'anticipo del 10%, oggi avremmo già almeno una parte di queste risorse. Una mancanza grave che esprime quanto questo Governo sia lontano dal Paese reale, dalle vere emergenze ed esigenze dei cittadini.

Era il 25 agosto, il giorno subito dopo il terremoto, quando sollecitavamo la richiesta degli aiuti economici del Fondo di Solidarietà Ue. Ma il nostro appello è rimasto inascoltato e così oggi, a pochi giorni dal termine di scadenza, siamo stati costretti a rilanciarlo in in un question time Aula alla Camera. A risponderci è stato il ministro per le Riforme Costituzionali, Boschi.

La richiesta di questi aiuti economici va presentata entro 12 settimane dall'avvenuta calamità da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri attraverso la Protezione Civile che fa appunto capo a Palazzo Chigi. Non solo oggi il ministro Boschi ci ha detto che il Governo non ha ancora presentato alcuna domanda ma ha sostenuto che c'è tempo fino al 16 novembre e che la Protezione Civile aspetta la conta dei danni da parte della Regioni e delle amministrazioni locali delle aree interessate. Non è che il Governo, per nascondere la propria incapacità, sta cercando di scaricare la responsabilità sulle Regioni ed Enti locali già vessati dall'emergenza post sisma?

Inoltre riguardo alla stima dei danni era stato lo stesso capo della Protezione Civile a dichiarare una stima di circa 3-4 miliardi di euro. Cosa aspetta quindi? 'C'è ancora tempo', dice la Boschi. Lo vada a dire ai tanti sfollati, che devono affrontare la stagione invernale in sistemazioni di fortuna, e a tutti quegli allevatori e agricoltori costretti ad abbandonare le loro terre e il loro bestiame.


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