Agosto 2016 Archives

- Home Politiche europee -

Ridiamo l'Unione Europea ai cittadini!

user-pic
 

europa 2.jpg

Per sottrarre l'Unione Europea al giogo del terrorismo e delle spinte antidemocratiche, è necessario restituirla al più presto ai cittadini. Come? Adottando pratiche inclusive e promuovendo la partecipazione dei cittadini ai processi decisionali. Invertendo la rotta, insomma. Fino ad oggi infatti abbiamo assistito ad un'Europa supina al diktat delle banche e dell'austerità e retta da un'impalcatura prevalentemente di tipo economico finanziario, dalla quale in singoli Stati membri dell'Unione Europea, i Parlamenti nazionali sono stati progressivamente esclusi da queste scelte. Una simile Europa non può che far disinnamorare i cittadini e i singoli Paesi dal 'sogno europeo'. Contro l'instabilità che genera odio, è in primo luogo necessario definire azioni programmatiche che mirino a rafforzare la coesione sociale, a migliorare la situazione occupazionale e le situazioni di crisi economica e sociale che trovano terreno fertile e si radicano nei conflitti sociali, ancor più che religiosi.

È quindi urgente cereare al più presto i presupposti per contribuire ad un miglioramento effettivo dell'architettura dell'Unione, del metodo decisionale al suo interno e delle stesse istituzioni, rivelatosi inadeguato e fallimentare. In questo contesto è fondamentale che l'Unione Europea dimostri di essere coerente con i suoi principi fondanti, sospendendo l'accordo stipulato con la Turchia per la gestione dei flussi migratori. Un accordo illegittimo, ai sensi dell'art 216 e seguenti TFUE, perché non è stato adeguatamente ponderato e perché non è stato sottoposto al parere dei cittadini europei, che non hanno potuto esprimere il proprio consenso sull'opportunità di contrattare con la Turchia, in violazione del principio democratico previsto nei Trattati europei.

L'illegittimità dell'Accordo in questione deriva anche dal fatto di esser stato stipulato con un Paese - appunto, la Turchia - nel quale i principi democratici e lo Stato di diritto non vengono rispettati, dove le epurazioni sono ormai la norma e la libertà d'espressione, opinione e di stampa sono ormai una chimera. Questo patto con il Diavolo è stato stretto da pochi rappresentanti dell'Ue a nome nel Palazzo che ha lasciato fuori dalla porta democrazia e popolo europeo. Ma 500 milioni di cittadini non possono dipendere da 27 persone, soprattutto su scelte così cruciali come questa. E se non si cambia rotta, questo modus operandi sarà la condanna fatale per l'Europa di oggi e quella di domani, che nel frattempo non saremmo riusciti a ridisegnare.

GUARDA IL VIDEO DELL'INTERVENTO IN AULA:



Ultimi video

Titolo

Il portale ufficiale del Parlamento 5 Stelle con tutte le notizie, gli articoli, le attività e i video
Copia e incolla il codice nel tuo sito: