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Legge Ue, occasione persa. Così il M5S abolirà il monopolio Siae!

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Il monopolio della Siae sopravvive alla legge di delegazione europea approvata oggi al Senato. Un'occasione persa per abolirlo, visto che sull'argomento lo stesso Governo ha bloccato gli emendamenti della sua stessa maggioranza e si è poi limitato ad approvare un ordine del giorno che non incide davvero sulla norma.

L'unica possibilità per eliminare il monopolio Siae è la nostra proposta di legge che fornisce anche gli strumenti per regolamentare il mercato una volta rimosso il monopolio.

Pur essendo consapevoli che la direttiva europea Barnier non impone l'abolizione del monopolio Siae, troviamo anacronistico mantenere in piedi un sistema di gestione del diritto d'autore che in Europa è comune solo alla Repubblica Ceca e ha prodotto solo sprechi favorendo solo i big. L'ordine del giorno del Pd appare pertanto come una semplice operazione di facciata, confermata dal fatto che quando la legge di delegazione europea era in discussione alla Camera, il Governo ha bocciato i nostri emendamenti sul recepimento della direttiva Ue Barnier.

Guarda il video della proposta di legge 5stelle:

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Legge di delegazione europea: ennesima beffa al parlamento a danno dei cittadini

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La normativa europea ormai costituisce il 70 per cento delle nuove leggi, spesso in contrasto con gli interessi nostrani nella tutela, per esempio, del made in Italy. La Legge europea, e la legge di delegazione europea, sono i due strumenti con cui i parlamentari possono contribuire al recepimento delle direttive europee e commentare l'adozione dei regolamenti. In particolare il Movimento 5 stelle si è battuto in commissione con una serie di emendamenti, che senza entrare nel merito sono stati bocciati. Il motivo?

I due disegni di legge, Europea e di Delegazione europea, sono arrivati blindati alle Camere e quindi, tutte le discussioni in Commissione, tutti gli emendamenti e qualunque tentativo di modifica sono stati alla fine una buffonata. Nessun emendamento è stato accolto, semplicemente, per non ripassare all'altra Camera. E quello che il Movimento era riuscito ad ottenere su una legge è stato reintrodotto nell'altra. Una beffa.

Ci riferiamo alla direttiva sull'etichettatura. Bloccato l'articolo 3 in Legge Europa perché sostanzialmente eliminava l'obbligatorietà di inserimento della provenienza delle materie prime in etichette, nella Legge di delegazione Europea è stato invece blindato il concetto per cui vanno seguiti i precetti della UE e "...prevedere, previo svolgimento della procedura di notifica prevista dalla vigente normativa europea, l'indicazione obbligatoria nell'etichetta della sede e dell'indirizzo dello stabilimento di produzione o, se diverso, di confezionamento...".

Questo vuol dire che si mantiene il principio per cui solo l'ultima trasformazione deve essere indicata. Le materie prime possono essere anche estere ma se trasformo in Italia, allora il prodotto potrebbe risultare italiano.
E' l'ennesima dimostrazione dell'incapacità del Governo di farsi portatore dell'interesse del Made in Italy sui tavoli istituzionali europei, soccombendo alle logiche lobbistiche della Commissione Europea.

Il Movimento 5 stelle è quantomeno riuscito a tutelare ancora una volta la salute dei cittadini. Infatti è stato accolto l'ordine del giorno a prima firma Fattori che impegna il Governo a effettuare i rilevamenti sulla presenza di Glifosato nei terreni e negli alimenti, nonostante la posizione del Ministro Martina in sede europea è stata quella dell'astensionismo sul prolungamento dell'autorizzazione al potente erbicida. Oggi i controlli vengono effettuati solo in Toscana e Lombardia, mentre con questo ordine del giorno si estende a tutto il territorio nazionale.

Avevamo chiesto di togliere il monopolio alla SIAE per quanto riguarda la direttiva sui diritti d'autore. Sappiamo che, purtroppo, in Italia, vige questo monopolio. Avevamo presentato emendamenti congrui per concedere una libertà di scelta rispetto a quello che è stato il monopolio degli ultimi settant'anni. È stato ottenuto solo un impegno del governo a "valutare l'opportunità di promuovere gradualmente la gestione autonoma dei diritti d'autore, in primo luogo attraverso programmi informativi in merito alle licenze di tipo creative commons".

Ci sono normative per le quali il Movimento 5 stelle non può dare la delega al Governo: una direttiva sullo scambio di tessuti di cellule di organi. Sono temi etici e scientifici molto profondi, per i quali chiediamo invece una discussione seria in Parlamento.

Per concludere, sono quattro le procedure di infrazione aperte nei nostri confronti: due riguardano gli aiuti di Stato - e forse una si aprirà per quanto riguarda l'ILVA - e due riguardano l'immondizia. Su questi temi la scelta politica di questo governo è di non adeguarsi a ciò che "ci chiede l'Europa". In realtà l'Europa ci dice tante cose e Renzi e company ascoltano solo quello che fa loro comodo, inclusa una norma che ancora una volta tutela le banche.

Il Movimento 5 stelle non accetta di dare la delega a questo Governo, sordo agli interessi dei cittadini e opportunista per quanto riguarda l'Europa. Vogliamo restituire sovranità al Parlamento.




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Siae, ecco tutte le bugie di Sugar!

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Vergognosa la propaganda di Filippo Sugar, presidente della Siae, che, pur di salvaguardare, la propria posizione di potere sul mercato italiano, fa credere che abolire il monopolio equivalga ad eliminare il diritto d'autore. È esattamente il contrario: dall'apertura del mercato, opportunamente regolamentato come proponiamo nella nostra proposta di legge, deriverebbe una maggiore tutela per artisti e imprenditori. Gli unici interessi che verrebbero intaccati sarebbero quelli della Siae. Questa è la verità!

Sugar cerca di far valere le proprie ragioni con una fantomatica 'lettera dei mille' in difesa della Siae. Non a caso gli artisti che hanno firmato questo 'manifesto pro-Siae' sono per la gran parte dei big, da Jovanotti a Benigni. Vada a chiedere ad uno dei tanti artisti minori o a una della Pmi cosa pensano della Siae. Ma quella sull'abolizione dei diritti d'autore con l'eliminazione del monopolio, non è l'unica bugia di 'Mister Siae'.

Ecco le altre menzogne di Sugar smentite una per una:

1. Rischio di una 'liberalizzazione selvaggia': è falso perché il mercato può essere regolamentato, come previsto dalla nostra proposta di legge che fornisce specifici strumenti.

2. La gestione della Siae già risponde alla direttiva Ue Barnier; falso, basti pensare all'equo compenso pagato dai consumatori con l'acquisto dei dispositivi per ascoltare musica e guardare video per il quale l'Italia rischia una nuova infrazione dall'Unione Europea.

3. La Siae è controllata dagli autori; certo: solo da quelli più potenti, visto che le decisioni in assemblea sono su base associativa, per cui chi porta più soldi, ha più voce in capitolo, e i compensi vengono attribuiti in base a delle statistiche, non ad esempio per il numero effettivo di passaggi in radio.

4. Un nuovo operatore dovrebbe 'firmare un accordo con la Siae e riconoscere le commissioni per i rilevamenti'; questo non può essere vero nel momento in cui non ci si limita solo all'abolizione del monopolio ma si riforma tutto il meccanismo di raccolta dei contributi né sarà valido in un sistema concorrenziale in cui la Siae s'illude di poter continuare a sfruttare le rendite di potere acquisite.


Membri Camera
- BATTELLI Sergio
- NESCI Dalila
- FRACCARO Riccardo
- VIGNAROLI Stefano
- DI MAIO Luigi
- PETRAROLI Cosimo

Membri Senato
- DONNO Daniela
- FATTORI Elena
- LEZZI Barbara

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