Giugno 2016 Archives

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Legge Ue, schiaffo a made in Italy e vittime aggressioni

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No a questa Legge europea che da un lato sferra un colpo mortale all'olio extravergine d'oliva made in Italy e alla dignità delle vittime di aggressioni, dall'altro favorisce l'evasione fiscale e le mafie che lavano il denaro sporco attraverso il gioco d'azzardo. la Legge europea votata oggi in Aula.

Ancora una volta assistiamo a un'Italia zerbino nei confronti dell'Unione Europea, al Governo Renzi e alla sua maggioranza che non esitano a svendere l'olio extravergine d'oliva made in Italy, il nostro 'oro verde', eliminando l'obbligo di indicare in etichetta la data di scadenza e quella di imbottigliamento. Una vergogna che ha fatto spaccare persino il Pd, con la deputata piddina, Mongiello, prima firmataria della cosiddetta legge 'salva olio', che ha votato gli emendamenti del M5S contro il suo stesso partito.

L'asservimento del Governo Renzi all'Europa non si ferma nemmeno davanti alle vittime dei reati violenti, che non sono riuscite ad avere un risarcimento da chi ha commesso gravi reati come omicidio, violenza sessuale o altri gravi atti. Queste persone e i rispettivi famigliari in questa legge europea vengono offese con un fondo che risarcisce solo le spese mediche e prevede condizioni difficili d'accesso, come ad esempio quella di avere un reddito inferiore a 11,528 euro. Una vergogna tutta italiana che, ancora una volta, trova in questa Europa una sponda per colpire i più deboli e piegarsi ai forti.

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#StopTTIP #StopCETA, fuori le lobbies dallo Stato!

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Da tempo il ministro dello Sviluppo Economico, Calenda, e il Governo Renzi stanno negoziando il TTIP nel massimo riserbo e senza alcun mandato, se non quello dei poteri forti che grazie a questo Governo dettano legge. Noi invece diciamo 'Stop TTIP', fuori i mercanti dal tempio, fuori le multinazionali dalle istituzioni, fuori le lobbies dallo Stato. Oggi in Aula alla Camera abbiamo liquidato così il ministro dello Sviluppo Economico, Calenda, che più che un'informativa urgente ha fatto un vero e proprio spot sul TTIP. Un dissenso che abbiamo letteralmente mostrato con uno striscione e decine di cartelli con la scritta 'Stop TTIP'.

Oggi abbiamo visto Calenda per la prima volta in Aula nella sua veste di ministro dello Sviluppo Economico come successore dell'ex Ministro Guidi, travolta dal caso Trivellopoli insieme a tutto il Governo di Renzi. Dopo un simile scandalo, che ha dimostrato quanto il Governo sia succube delle lobbies, ci si sarebbe aspettato un cambio di rotta, invece il primo atto politico di Calenda è stato quello di inviare una lettera alla Commissione europea chiedendo che il CETA, accordo di libero scambio con il Canada simile al TTIP, dove hanno sede grandi multinazionali del comparto agroalimentare come la Monsanto, non venga ratificato dai Parlamenti nazionali. Solo per questo il ministro Calenda si dovrebbe dimettere.

Oggi Calenda si è presentato in Aula alla Camera per continuare a difendere le lobbies, sostenendo a spada tratta il TTIP, contro gli interessi dei cittadini, sbandierando la pagliacciata di una sala di lettura presso il Mise aperta in ritardo e a condizioni proibitive, sottoposta alle norme sul Segreto di Stato al pari del disastro di Ustica e delle stragi degli anni di piombo. E noi possiamo dirlo perché ci siamo già stati.

Non ci stupisce che Calenda agisca per proteggere gli interessi dei potenti, anziché dei cittadini. A dircelo, d'altronde, è la sua stessa storia personale. Già pupillo di Montezemolo in Confindustria, si è occupato di internazionalizzazione dell'impresa. Nel 2013 si candida con Scelta Civica del tecnocrate Monti ed entra a far parte del Governo Letta, quello ricordiamolo dei 7 miliardi e mezzo regalati alle banche. Caduto Letta salta sul carro del vincitore e approda nel PD dove viene nominato da Renzi prima rappresentante dell'Italia in Unione Europea, ed ora Ministro per lo sviluppo economico. E come pensa di rilanciare lo sviluppo economico? Sostenendo il TTIP. O il CETA, bypassando addirittura il Parlamento?

Chiediamo che il ministro dello Sviluppo Economico, Calenda, e il Governo Renzi, al prossimo Consiglio Ue del 28-29 giugno, dicano in Ue che l'Italia è contro il TTIP e il CETA che, a dispetto di quanto ha voluto far credere ancora una volta oggi Calenda, restano un rischio per la sovranità nazionale, il made in Italy, la tutela della salute e dell'ambiente.


GUARDA IL VIDEO DELL'INTERVENTO IN AULA:

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#StopSiae ecco come abbiamo anticipato l'Antitrust

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L'Antitrust sulla Siae dice quello che il MoVimento 5Stelle sostiene da sempre e in questa direzione va la nostra proposta di legge che applica esattamente quanto disposto dal parere dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato inviato a Governo e Parlamento: superare il monopolio della Siae tracciando una regolamentazione del mercato e aprendolo a tante Pmi italiane.

Il Governo Renzi si sarebbe risparmiato questa 'tirata d'orecchie' da parte dell'Antitrust se solo avesse accolto il nostro emendamento, presentato in Aula alla Camera in occasione della discussione della legge di delegazione europea, che chiedeva di recepire le indicazioni della direttiva Ue Barnier per porre fine al monopolio Siae in Italia, unica eccezione in Europa insieme con la Repubblica Ceca.

La lotta del M5S contro il monopolio per la gestione dei diritti d'autore va avanti da molto prima non solo del parere dell'Antitrust, ma prima ancora dell'addio alla Siae da parte di alcuni big della musica italiana, come Fedez e Gigi D'Alessio. Speriamo che il parere di un ente terzo come l'Antitrust convinca finalmente il Governo a sanare l'anomalia del monopolio Siae. Il M5S è già pronto a fornire una soluzione mettendo a disposizione la propria proposta di legge che presenterà nei prossimi giorni".allo scopo di evitare


Membri Camera
- BATTELLI Sergio
- NESCI Dalila
- FRACCARO Riccardo
- VIGNAROLI Stefano
- DI MAIO Luigi
- PETRAROLI Cosimo

Membri Senato
- DONNO Daniela
- FATTORI Elena
- LEZZI Barbara

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