Febbraio 2016 Archives

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Ue, Renzi offre a Italiani papello ispirato da pizzini Juncker

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Il position paper di Renzi è come un papello scritto ispirato da 'pizzini di Juncker'. Offerto all'opinione pubblica italiana come un tentativo di voler reindirizzare questo modello fallimentare di Europa, il documento del duo 'Renzi-Padoan' ripropone in realtà la stessa ricetta di Juncker portando in scena una nuova puntata del finto conflitto tra Italia e Unione Europea.

Non solo Renzi ripropone un documento di facciata, del tutto inconsistente, ma ancora una volta lo fa illegalmente, in barba a tutte le norme che regolano gli istituti democratici. In base all'articolo 7 della legge 234 del 2012, infatti, il Governo è obbligato a condividere questo tipo di documenti con il Parlamento, che in questo modo fornire linee di indirizzi agli argomenti proposti.
Dopo il danno, non poteva mancare la beffa. Il position paper, proposto come un atto innovativo di visione politica, è in realtà un'idea di terza mano che l'Italia presenta persino in ritardo. Lo stesso tipo di documento infatti è stato presentato la scorsa estate da Germania e Francia.

Inconsistenti, se non critici, anche i dettagli del testo, in primis il rilancio del Piano Juncker, che finora ha già impegnato l'Italia con 8 miliardi di euro, in un piano europeo d'investimenti, senza avere la certezza che questi abbiano una ricaduta sul nostro territorio e che finora hanno finanziato solo grandi opere. Per non parlare del ministro europeo del Tesoro, una figura che dovrebbe centralizzare la gestione delle politiche di bilancio dei singoli paesi Ue ma di cui non si conoscono ancora poteri e funzioni né se e da chi sarà eletto. Anzi stando a quando spiegato nel position paper di Renzi, dovrebbe entrare a far parte della Commissione Ue sulla stessa linea del rappresentante della politica estera, che viene infatti nominato in sede Ue, non votato dai cittadini. Questo sì che significherebbe commissariare in maniera definitiva da sovranità nazionale.

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TTIP, Round finale per democrazia. Governo risponda su 'sala lettura' in Italia!

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Siamo al round finale della democrazia e di questo passo, se i cittadini continueranno ad essere esclusi dai contenuti del Ttip, tra pochi mesi ci ritroveremo a cantare il De profundis di ogni istituto democratico. Oggi a Bruxelles inizia il 12esimo round dei negoziati Usa-Ue di un accordo commerciale di libero scambio di cui ancora i cittadini non sanno nulla, nonostante le promesse da parte dei negoziatori di renderne noti i contenuti quanto prima.

È ormai dallo scorso dicembre che chiediamo al Governo informazioni sulla 'sala di lettura' con una copia del Ttip consultabile, che, secondo quanto annunciato dalla Commissaria Ue, Cecilia Malmstrom, lo scorso 26 novembre in un'audizione al Senato con alcuni parlamentari italiani, sarebbe dovuta essere disponibile entro due settimane nella sede del ministero degli Esteri di ogni paese Ue. Da allora sono passati tre mesi ma ad oggi il Governo non è ancora riuscito a esprimersi.

Solo pochi giorni fa, sotto le pressioni dei comitati della campagna italiana 'Stop TTIP', anche la presidente della Camera Boldrini, se n'è dovuta ricordare inoltrando formale richiesta all'Esecutivo sulla stanza promessa. Perché Renzi, così pronto a pontificare su tutte le questioni Ue, dalla Brexit alla flessibilità a lui tanto cara, non dice nulla sul Ttip e sulla 'sala di lettura' in Italia? Nel frattempo, mentre lui pensa solo a salvarsi da una possibile infrazione Ue per la sua Stabilità che fa acqua da tutte le parti, i negoziati procedono in formula blindata tenendo all'oscuro l'opinione pubblica.

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Consiglio Ue, Governo smentisce se stesso con no a nostre proposte

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Un attimo prima Renzi, venuto a riferire in aula per il Consiglio Ue del 18-19 febbraio, critica il giogo dell'austerità imposto dall'Ue ai conti pubblici dell'Italia e, subito dopo, la sua maggioranza boccia la nostra risoluzione che propone, tra le altre cose, anche il superamento del Fiscal Compact, a cominciare dal vincolo anacronistico del 3% nel rapporto deficit-Pil. Basta questo esempio per far capire come ancora una volta il Governo smentisce se stesso pur di non accogliere una proposta del MoVimento 5stelle per il bene dei cittadini.

Forse la nostra proposta 'anti austerità', basata su indicatori della qualità della vita e fattori ambientali e sociali, era troppo virtuosa per essere accolta dal Governo. Magari se fosse stata una semplice richiesta strumentale, volta soltanto ad evitare la bocciatura della Stabilità da parte dell'Ue, il Governo l'avrebbe riconosciuta come propria.

Incomprensibile anche la bocciatura di altre misure del M5S ampiamente condivisibili tra cui quelle sui migranti, come ad esempio la ripartizione più equa del peso della crisi migratoria su tutti gli Stati membri dell'Unione europea, la gestione delle domande d'asilo nei luoghi d'origine, e lo stop totale alla vendita di armi ai paesi in conflitto o a quelli direttamente o indirettamente legati al terrorismo internazionale.


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Ue, il sogno di Renzi parte da Ventotene e naufraga a Ponza

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Il sogno europeo di Renzi parte da Ventotene, da lui ricordato oggi nella lettera a La Repubblica come luogo di prigionia dei padri della Resistenza, ma naufraga a Ponza, isola del primo esilio di Mussolini e simbolo più adatto alle politiche personalistiche di un premier non eletto, che punta il dito contro l'Austerity dell'Unione europea perché sa che la sua legge di Stabilità rischia la bocciatura da parte dell'Ue, in quanto sfora i limiti del deficit, e a marzo sarà costretto a fare una manovra correttiva lacrime il sangue per i cittadini.
Ventotene come luogo di formazione per fare dei nostri giovani gli 'europei del futuro' è uno spot che offende i tanti ragazzi sfruttati in Italia e costretti, mai come durante la sua Legislatura, a emigrare all'estero in cerca dicondizioni formative e lavorative più dignitose.

Questa è la chimera offerta da Renzi alle nuove generazioni per distogliere l'attenzione dal fatto che sta smantellando scuola pubblica, università e mondo della ricerca. Lo dimostra proprio la sua Stabilità che, invece di promuovere interventi strutturali, offre ai giovani pochi spiccioli a fini elettorali come il bonus di 500 euro per i neo diciottenni, ovvero i neoelettori.
Lo sanno bene le famiglie dei disabili che, proprio per colpa del Governo Renzi, da quest'anno dovranno conteggiare nel proprio Isee anche l'assegno di sostegno. È questa la cosiddetta 'attenzione al sociale' che Renzi dice di voler portare a Bruxelles nella sua 'lettera-favoletta'?.

L'evanescenza dell'idea di Europa di Renzi è testimoniata dal ruolo poco chiaro che dovrebbe avere il fantomatico ministro del Tesoro europeo. Tantisono ancora gli interrogativi aperti: chi lo legittima? A chi risponde del suo operato? Come sapremo che si dedicherà a migliorare le condizioni di vita dei cittadini europei e non invece a rispondere alla legge spietata dei 'conti pubblici'? Fino a che non abbiamo risposte chiare e convincenti, fino a che le regole sono quelle dell'austerità definite da Berlino, non ci sono alternative che l'uscita dall'euro per riappropriarci della nostra sovranità monetaria.

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Ue, una vittoria a 5 stelle per i cittadini europei!

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Una nuova vittoria a 5 stelle che restituirà la sovranità ai cittadini italiani permettendo loro di poter incidere sulle scelte delle istituzioni europee. Oggi è stata approvata all'unanimità la nostra risoluzione sull'Iniziativa dei Cittadini Europei (Ice). Uno strumento che può far compiere un vero e proprio passo in avanti per la democrazia diretta.

La risoluzione mira infatti a semplificare le procedure per le firme, introducendo anche la raccolta online, a garantire la più ampia informazione possibile sull'oggetto delle proposte e, soprattutto, impegna a dare seguito adeguato alle Ice completate con successo, prevedendo che la Commissione avvii l'elaborazione di un atto giuridico per ogni Ice andata a buon fine, entro 12 mesi dall'emanazione di un parere positivo.

Siamo riusciti ad ottenere, per la prima volta, l'impegno a far sì che la Commissione europea si esprima entro un massimo di 12 mesi sulle proposte di legge sottoscritte dai cittadini. L'Ice infatti prevede la possibilità, da parte dei cittadini, di depositare una proposta legislativa da sottoporre alla Commissione europea. Tuttavia, nonostante 6 milioni di firme raccolte per le diverse proposte, a causa dei troppi ostacoli procedurali solo 51 istanze sono state depositate e appena 3 sono ancora in fase di valutazione. Ora sarà possibile invertire questa rotta sulla base di quanto chiesto anche da Democracy International.


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