Gennaio 2016 Archives

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Ue, Il Governo ha ucciso la democrazia con una 'nota-fantasma' !

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Il Governo ha ammesso di aver inviato direttamente in sede europea il contributo dell'Italia per la revisione dell'Unione Economica e Monetaria (Uem) senza informare e consultare le Camere, come invece previsto dalla normativa vigente. Come si è giustificato? Affermando che si trattava in realtà di un 'non paper', ovvero di 'un documento non ufficiale del presidente del Consiglio come contributo a un rapporto prima dei 4 e poi dei 5 presidenti'. È quanto ci ha risposto oggi in Aula alla Camera il sottosegretario di Stato alle Politiche europee, Gozi, in occasione della nostra interrogazione sulla mancata consultazione del Parlamento prima dell'invio del parere dell'Italia in sede europea alla revisione dell'Uem.

Non solo il parlamento è stato bypassato con una 'nota fantasma' a nome di Renzi per integrare il cosiddetto Rapporto dei cinque presidenti ma, secondo quanto riferito da Gozi, gli stessi presidenti, avendo presentato questo 'documento informale' non a nome delle istituzioni ma 'in qualità di grandi personalità a capo delle istituzioni, non hanno di fatto impegnato formalmente le istituzioni che essi rappresentano'. Com'è possibile che dei processi decisionali così importanti per la sovranità nazionale avvengano in un modo così approssimativo e poco trasparente? Inoltre lo stesso Gozi ha concluso riconoscendo che c'è bisogno di un 'maggiore controllo democratico e di un coinvolgimento sia del parlamento nazionale che di quello europeo' oltre che di 'ridiscutere una revisione dell'accordo interistituzionale siglato nel 2008 in termini di politiche europee' soprattutto per rivedere le regole relative agli accordi sui documenti non ufficiali, come nel caso di quello al centro della nostra interrogazione.

La verità è che il Governo non vuole che si parli di Unione Economica e Monetaria né che si permetta una vera partecipazione democratica, come invece richiesto dallo stesso report dei 5 presidenti, sia perché dovrebbe scontrarsi col fatto che i cittadini vogliono scelte diverse da quelle avallate nelle sedi europee sia perché dovrebbe spiegare paradossi come quello della Bce, che ha la vigilanza unica sui conti delle banche senza però garantire la tutela unica dei depositi né la condivisione, anche solo parziale, del finanziamento del debito pubblico.

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Ue, con Calenda Renzi svende l'Italia ad una liberalizzazione spietata

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Con la nomina di Calenda a rappresentante dell'Italia in Europa, è chiaro l'intento di Renzi di svendere il nostro Paese alla liberalizzazione spietata. Obiettivo? Ottenere come contropartita da parte dell'Ue una maggiore tolleranza sulle due più grandi rogne che pendono sulla sua testa: il rischio del tracollo del sistema bancario italiano accelerato dalla direttiva europea 'bail in', approvata in Europa dallo stesso Pd, e il margine di flessibilità sulla Stabilità che a marzo potrebbe costare all'Italia una manovra correttiva lacrime e sangue.

L'intento di Renzi si capisce bene se si guarda il curriculum di Calenda. Oltre ad essere un politico e non un diplomatico, Calenda ha avuto tra i suoi principali incarichi il coordinamento della posizione italiana su dossier come quello sul Ttip, l'accordo transatlantico di libero scambio tra Usa e Ue, e quello sull'ingresso della Cina nell'economia di mercato. Due colpi che spingeranno la nostra economia e, in generale quella europea, verso una liberalizzazione spietata con una revisione al ribasso di tutti gli standard di qualità, travolgendo le eccellenze del nostro made in Italy e l'immenso patrimonio delle Piccole medie imprese, che rappresentano il 95% del tessuto imprenditoriale italiano e che difficilmente riusciranno a stare al passo con gli standard stracciati di competitività del mercato cinese.

Chiediamo che invece sia il Ttip che l'ingresso della Cina nell'economia italiana siano bloccati. Come potrà essere Calenda un interlocutore adeguato per la salvaguardia delle Pmi e i cittadini italiani?

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Ttip, se la Commissaria Ue Malmstrom ci risponde con una 'mail vuota', noi la mailbombardiamo di nuovo! #NoTTIP

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O la Malmstrom ha sbagliato destinatario o, più banalmente, la sua risposta è pura 'fuffa'. Affermando che 'un elenco dei documenti europei sulle negoziazioni del TTIP' è disponibile on line, la commissaria Ue, Malmstrom, ha risposto di fatto con una 'mail vuota' alla nostra richiesta su quando sarebbe stata aperta in Italia la 'sala di lettura'con il testo del Ttip consultabile e su quali sarebbero le modalità di accesso per parlamentari e cittadini.

Eppure lo scorso 26 novembre è stata proprio lei ad annunciare durante un'audizione al Senato con alcuni parlamentari che entro due settimane una 'sala di lettura' con il testo del Ttip sarebbe stata disponibile nella sede del ministero degli Esteri di ogni paese dell'Unione europea. Così, scaduto il tempo, da lei indicato con un blitz alla Farnesina il 22 dicembre abbiamo verificato di persona che di questa fantomatica sala non v'è alcuna traccia. Nello stesso giorno le abbiamo scritto per chiederle conto della sua promessa, invitando tutti i cittadini italiani a seguire il nostro esempio. Un mailbombing che ad oggi conta oltre 1500 mail con una media di 6 mail spedite ogni giorno dal form sul nostro sito.

Rinnoviamo l'invito a scrivere alla Commissaria Ue Malmstrom a tutti coloro che vogliono difendere il proprio diritto all'informazione su un accordo internazionale che rischia di rivedere al ribasso gli standard di sicurezza alimentare, minacciando così il nostro made in Italy; di favorire le multinazionali a scapito delle Pmi, che in Italia rappresentano circa il 90% del tessuto imprenditoriale; di ridurre la sovranità nazionale, poiché consentirà ad un'impresa di poter fare causa ad uno Stato che approva una legge contro i suoi interessi economici.

Aiutateci a difendere il diritto all'informazione e alla partecipazione democratica. Scrivete anche voi, utilizzando il form che trovate qui, alla Commissaria Malmstrom per chiederle di farci leggere al più presto il testo del Ttip in Italia.

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Ue, Boldrini usa bandiera come 'foglia di fico'!

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Di fronte ad un'Europa succube delle lobbies e governata dai banchieri, il lampo di genio della presidente della Camera, Boldrini, di inserire la bandiera europea e l'Inno alla Gioia nella Costituzione italiana sembra come la 'foglia di fico' per coprire la deriva del progetto politico europeo, trasformato da sogno di pace e democrazia in mera infrastruttura economica e monetaria.
I simboli non vanno usati per nascondere una mancanza. Il nostro obiettivo è portare la democrazia in Europa, rendendola un soggetto politico reale e non di riempirla di simulacri vuoti. La Boldrini si fa inoltre sostenitrice di un reddito di cittadinanza europeo. Le ricordiamo che il M5S ha già depositato una proposta di legge per realizzarlo in Italia e che il presidente del Consiglio, Renzi, lo ha definito 'incostituzionale' . Le norme europee infatti non possono essere contrarie ai principi fondamentali della nostra Costituzione come quello sancito dall'articolo 1 invocato a sproposito da Renzi. Quindi delle due l'una: o ha ragione il M5S o Renzi. Risponda prima su questo!


Membri Camera
- BATTELLI Sergio
- NESCI Dalila
- FRACCARO Riccardo
- VIGNAROLI Stefano
- DI MAIO Luigi
- PETRAROLI Cosimo

Membri Senato
- DONNO Daniela
- FATTORI Elena
- LEZZI Barbara

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