Novembre 2013 Archives

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Semestre italiano di presidenza Ue: M5S chiede maggiore partecipazione

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Da settimane chiediamo che il governo coinvolga il parlamento nell'organizzazione del prossimo semestre italiano di presidenza dell'Ue.

Ieri il ministro Moavero è venuto a riferire in commissione: ha risposto in maniera esauriente alle domande facciata del partito unico e vagamente alla nostra interrogazione sulle modalità di spesa e del tipo di iniziative cheandranno ad essere economicamente sostenute.

Nel corso della riunione abbiamo fatto presente al ministro che un'oretta di discussione dedicata all'argomento non è vero coinvolgimento del Parlamento, ma pura facciata, e quindiabbiamo chiesto che il percorsodi preparazione del semestre di presidenza italiana possa vedere ampiamente coinvolto il Parlamento.

Nonostante il ministro Moavero si è reso disponibile a venire in commissione una volta alla settimana, il presidente della commissione ha manifestato la sua contrarietà all'iniziativa.

Il presidente Bordo ha risposto:"è troppo"(!!) non sia mai che si lavori di piu! no comment!

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Bilancio Ue: i forti picchiano i deboli e il Parlamento si inginocchia

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Genuflesso di fronte al potere dei forti. Dopo mesi di pressioni da parte della Commissione e del Consiglio europeo, l'Europarlamento (esautorato non meno del nostro) si piega al diktat e viene costretto a ratificare il bilancio 2014-2020 senza neanche poter discutere gli emendamenti.
Così, nel silenzio mediatico italiano, entra in vigore il principio della "condizionalità macroeconomica", secondo cui le regioni in difficoltà rischiano di perdere, incolpevoli, i fondi Ue se il loro Stato centrale non rispetta i (folli) parametri del fiscal compact e della camicia di forza finanziaria imposta dall'Europa.
Questi parametri, naturalmente, sono tarati sui Paesi forti. Mentre è naturale che i fondi vadano soprattutto agli stati membri più deboli.
Una logica malata, dunque, sottende al principio della "condizionalità macroeconomica". Una logica che il Parlamento (sovrano?) non riesce nemmeno a scalfire. In pratica, l'Europa punisce chi è in difficoltà invece di aiutarlo. E tutto ciò nella pressoché totale indifferenza dei media italiani. L'Ue, dapprima, fissa delle regole impossibili da rispettare per molte nazioni e poi decide di colpire chi non riesce ad adeguarsi. È questa l'Europa che vogliamo? No, noi vogliamo un Europa diversa. Più vicina ai popoli e meno alle banche e alla finanza.

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Settimana Europea per la riduzione dei rifiuti - "Meno 100 chili"

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In occasione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti 2013, patrocinata dalla Camera dei Deputati e dal Senato, le commissioni Politiche Europee e Ambiente M5S (Camera) organizzano la proiezione del film-documentario e dibattito "MENO 100 CHILI RIDUZIONE RIFIUTI tra responsabilità individuale e strategie politiche".

Il documentario ha un alto valore sociale perché contribuisce a tenere aggiornato il dibattito su un'emergenza particolarmente grave in alcuni luoghi d'Italia come quella della gestione dei rifiuti.

Le linee guida europee contenute nella direttiva 98/2008 chiariscono che il primo obiettivo nella gestione dei rifiuti è la loro riduzione quantitativa, obiettivo che il documentario, grazie a tutti i consigli per ridurre i rifiuti, contribuisce a raggiungere.

Il programma prevede l'intervento iniziale di Luigi Di Maio (M5S), vice presidente Camera dei Deputati seguito da un dibattito al quale prenderanno parte Stefano Vignaroli (M5S), commissione Politiche Europee, Ermete Realacci, presidente Commissione Ambiente Camera dei Deputati, Roberto Cavallo in quanto esperto internazionale di rifiuti e autore del libro "Meno 100 chili - Ricette per la dieta della nostra pattumiera" da cui è tratto il film.

Inoltre ci saranno Enzo Favoino, della Scuola Agraria Parco di Monza, esperto internazionale di rifiuti e Massimiliano Iervolino (Radicali Italiani), scrittore esperto di problematiche inerenti al ciclo dei rifiuti solidi urbani. All'appuntamento saranno presenti ancora Paola Nugnes (M5S), commissione Ambiente Senato e Mirko Busto (M5S), commissione Ambiente Camera dei Deputati, Dario Tamburrano di Transition Italia, l' attore e scrittore Giuseppe Cederna e il giornalista e saggista Mario Tozzi.
L'incontro sarà moderato da Lucia Cuffaro, Movimento per la Decrescita Felice.

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"Condizionalità macroeconomica"? Ultima fregatura targata UE

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Ecco l'Europa che se ne frega della crescita e che punisce chi resta indietro. L'Ue che parla tedesco, o al limite olandese, che non tiene conto delle specificità territoriali e che pensa che persino Catanzaro, Coimbra o Merida siano o debbano entrare in provincia di Francoforte.

Il bilancio dei prossimi sette anni pecca già di per sé a causa della scarsa ambizione e dell'angusta visione. Nel Qfp (Quadro finanziario pluriennale) 2014-2020, infatti, la dotazione della politica di coesione è scesa a 325 miliardi. Ma, come se non bastasse, nel nuovo regolamento per i fondi comunitari - dopo oltre un anno e circa 70 incontri negoziali tra i burocrati dell'Unione - si è deciso di inserire una fregatura dal nome astruso: 'condizionalità macroeconomica'.
Cosa vuol dire?

In pratica, il rubinetto delle risorse europee destinate alle Regioni, unico volano per la ripresa economica (soprattutto in alcune aree), potrebbe chiudersi non per colpa delle Regioni stesse, magari per una cattiva gestione della spesa. No. L'Europa potrebbe stringere i cordoni solo perché lo Stato membro non rispetta gli indicatori economici del famigerato Fiscal compact.

E pensare che i fondi Ue possono favorire investimenti per la crescita e l'occupazione. Che senso ha scaricare sulle Regioni responsabilità che non sono loro? E poi è abbastanza naturale che molte delle aree più bisognose siano quelle dei Paesi più in difficoltà, gli stati membri che il Fiscal compact sta finendo di massacrare. Secondo M5S gli aiuti devono andare dove effettivamente servono.

Oppure la Germania pensa che i soldi debbano restare in Nord Europa?
Il bello è che gli euro-burocrati si vergognano essi stessi di quello che decidono. E sulla 'condizionalità macroeconomica' il commissario Ue per la politica regionale, Johannes Hahn, spiega: "È uno strumento importante ma spero resti solo teorico. Sono fiducioso che non venga usato".

Ecco, tirano il sasso e nascondono la mano. Prima ti mettono le tagliole e poi ti dicono: "Speriamo tu non ci cada dentro". Abbiamo proprio bisogno di questa Europa?


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