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MoVimento 5 Stelle

Trentino - 

La risposta dell'assessore Mellarini relativa alla via crucis sofferta nel corso della realizzazione della cosiddetta Centrale Unica di Emergenza (in realtà l'aggettivo è valido esclusivamente sulla carta) evidenzia l'ennesimo caso di gravi incapacità gestionali da parte della Provincia Autonoma di Trento.

Smontare pezzo per pezzo le argomentazioni rivolteci è tutto fuorchè arduo. Potremmo in primis fare riferimento ai costi ingenti del nuovo servizio, già noti da circa 2 mesi grazie ad un question time del Movimento 5 Stelle (nr. 4579 del 31 maggio u.s.) e pari a circa 4 milioni di euro. Inoltre potremmo rilevare che al tempo la notizia non provocò reazioni nelle altre forze politiche, nessuno si stracciò le vesti. Adesso c'è chi a scoppio ritardato si risveglia e si prodiga nel denunciarne a mezzo stampa lo scandalo.

Messa da parte l'ironia, le domande che non hanno trovato risposta (e che temiamo non la troveranno nemmeno in futuro) sono relative alle seguenti ragioni:
1) il ritardo clamoroso (la CUE doveva essere pronta già nel 2013);
2) la mancata integrazione con le altre Centrali, 115 e 118 rimangono tuttora nettamente separate;
3) il costo di esercizio che solo di personale ammonta a circa 800.000 euro annui, sebbene nelle promesse iniziali si confermasse un totale riassorbimento degli stessi attraverso l'integrazione delle altre due centrali;
4) la sbandierata geo-localizzazione, che non è ancora chiaro se funzioni veramente o necessiti di un app installata sullo smartphone del chiamante;
5) la faraonica realizzazione di via Pedrotti, i cui lavori non sono ancora terminati, e che alla prova dei fatti si è rivelata impermeabile come uno scolapasta.

Ci domandiamo come mai si sia deciso di accollare alle casse pubbliche dei costi talmente esorbitanti. È sì vero che il nuovo servizio deriva da una direttiva europea ma, da quanto possiamo leggere, l'obbligo della CUE prevede un bacino di utenza di 3 milioni di persone, requisito che il Trentino è ben lontano dal raggiungere, anche contando gli orsi.

Per tutte le ragioni sopra evidenziate, è palese che, per quanto ci riguarda, si tratti di un servizio inutile. Nessuno finora si è mai lamentato dell'efficienza nè del 115 nè del 118, pertanto il sospetto è che l'operazione sia stata artatamente creata per altri scopi, diversi dall'assicurare migliori performance ai cittadini.

Cons. Filippo Degasperi

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Al seguente link la risposta dell'assessore Mellarini alla nostra interrogazione:
http://www.consiglio.provincia.tn.it/doc/IDAP_834424.pdf?zid=124c55cf-d587-4e34-a1fa-c0454fa1569d


Trentino - 

Gli accordi con i sindacati prevedevano che l'APSS organizzasse l'assistenza ai turisti attraverso i medici di medicina generale convenzionati . Era stata conseguentemente concordata una disciplina improntata sull'acquisizione della disponibilità dei medici con il solo riconoscimento di quanto versato dagli utenti per le visite ambulatoriali (20 euro/una lorde) e domiciliari (30 euro/una lorde). I medici tra l'altro avrebbero messo a disposizione gratuitamente sia il materiale di medicazione, sia la propria sede.

Non in tutte le valli si riusciva a raccogliere la disponibilità dei medici di medicina generale (l'APSS non pubblicizzava in maniera adeguata il servizio, ad esempio in Val di Fassa e Fiemme, con una popolazione internazionale, le locandine erano solo in italiano) e gli si consentiva di lavorare con i turisti in regime libero professionale con parcelle elevate, sebbene la fattispecie non fosse prevista. A causa di tutto ciò, i medici di base non si sentivano in obbligo di accettare un servizio che non era di loro esclusiva competenza e che ritenevano inadeguato per entità, in particolare in rapporto a coloro che venivano pagati in libera professione dall'APSS stessa.

L'assessore Rossi pertanto, con delibera 1951/2009, riteneva necessario emanare nuove disposizioni al fine di potenziare il servizio: eliminava quanto spendevano gli albergatori in alcune località e accollava al Servizio sanitario provinciale l'importo giornaliero spettante ai medici del servizio turistico per un importo massimo di 180 euro (5.800 euro mensili), a tutti i liberi professionisti che avessero deciso di accettare.
A questo punto, un Sindacato firmatario si rivolgeva al Tribunale di Trento. Nel frattempo, l'ex assessore correva ai ripari con l'emanazione di una nuova delibera che sistemava gli aspetti formali, tuttavia confermava la nuova direttiva permettendo ad un medico senza iscrizione in graduatoria, libero professionista, di ottenere 5.800 euro mensili più le quote derivanti dalle visite.

Il sistema è tuttora vigente. Abbiamo deciso di depositare un'interrogazione perché riteniamo siffatte modalità di pagamento dei medici per i turisti spropositate rispetto ad una situazione in cui ai residenti, per ragioni di "appropriatezza" viene tagliato il servizio di guardia medica.


Cons. Filippo Degasperi

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L'interrogazione in formato pdf è scaricabile dal seguente link:
http://www.consiglio.provincia.tn.it/doc/IDAP_834381.pdf?zid=f3239c34-4ca7-49e5-9dc7-e9c7e531650f

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Interrogazione a risposta scritta n. 4876

Modalità di pagamento dei medici per i turisti delle nostre valli questa estate ed il prossimo inverno, spropositata rispetto alla normativa vigente e con costi esorbitanti per le casse provinciali rispetto alle necessità

Secondo l'ACN dei MMG del 23.03.2005 e seguenti del 29.7.2009 e del 10.3.2010, era previsto, all'art. 32, che l'APSS organizzasse il servizio di assistenza ai turisti attraverso i medici di medicina generale convenzionati (medici di base e/o guardie mediche); vale a dire figure che vengono scelte attraverso una selezione con un concorso per titoli e una graduatoria provinciale, che ne attesta le relative competenze e peculiarità.

In attuazione di tale disposizione era stato concordato con le OOSS dei medici di medicina generale una nuova disciplina del servizio, approvata con la precedente deliberazione n. 1111 del 9.06.2006 e perfezionata nell'accordo integrativo provinciale del 17.04.2007 e in quello del 2013, con le seguenti caratteristiche:
- acquisizione da parte dell'APSS della disponibilità dei medici di assistenza primaria a svolgere il servizio con l'aggravio di orari aggiunti all'orario di servizio per i propri assistiti (già di per sé impegnativo) e con la sola remunerazione dell'incasso di quanto versato dagli utenti per le visite ambulatoriali (20 euro/una lorde) e domiciliari (30 euro/una lorde). I medici mettevano a disposizione dell'APSS gratuitamente sia il materiale di medicazione, sia la propria sede, togliendo le precedenti spese aziendali di mantenimento di affitto delle sedi delle guardie turistiche, il mantenimento del vitto e dell'alloggio delle stesse, la spesa riguardante i farmaci, le medicazioni, il materiale di sterilizzazione;
- i fine settimana l'assistenza era coperta dai medici di guardia con le stesse tariffe di cui sopra, presso le sedi di guardia. Si consideri che nelle altre regioni il compito viene dato unicamente ai medici di guardia che vengono retribuiti circa 23 euro all'ora.
Con tale disposizione, non in tutte le valli (in particolare in quelle a bassa affluenza turistica), si riusciva ad avere la disponibilità dei medici di medicina generale, anche perché l'APSS non pubblicizzava in maniera adeguata il servizio dei medici di base (in Val di Fassa e Fiemme, con una popolazione internazionale le locandine erano solo in italiano) e permetteva loro di lavorare con i turisti in regime libero professionale con parcelle elevate sebbene la fattispecie non fosse prevista per quanto di competenza dell'ACN di riferimento.

Tale comportamento scorretto si evidenziava ancora di più in Val di Sole, dove addirittura il servizio veniva svolto da medici in regime libero professionale autorizzati dall'APSS ad usare il ricettario provinciale (rosso) per i turisti benché le loro spese venissero pagate indirettamente dagli albergatori all'APSS che li girava ai medici stessi.
A causa di tutto ciò i medici di base non si sentivano in obbligo di accettare un servizio che non era di loro esclusiva competenza, e che ritenevano inadeguato per entità, in particolare in rapporto a coloro che venivano pagati in libera professione dall'APSS stessa.

L'assessore Rossi pertanto, in data 30.07.2009, con delibera n. 1951, riteneva necessario emanare nuove disposizioni applicative al fine di potenziare il servizio: eliminava quanto spendevano gli albergatori della Val di Sole per l'APSS e accollava l'importo forfettario giornaliero spettante fino ad allora ai medici del servizio turistico della Val di Sole di importo massimo di 180 euro al giorno (5.800 euro mensili), a tutti i liberi professionisti che avessero deciso, in tutte le valli del Trentino, di accettare un simile servizio.

A questo punto un Sindacato firmatario dell'ACP 2007 si rivolgeva al Tribunale di Trento perorando l'illegale presa di posizione dell'assessore che avrebbe "dimenticato" il passaggio in Comitato ex art.24 dei Medici di Medicina Generale per la variazione del contratto stesso, senza sentire le OOSS, inserendo di fatto nella delibera una frase "incarichi liberi professionali in alternativa o ad integrazione" del servizio offerto dai medici di base che di fatto esautorava questi ultimi dal servizio ottenuto per contrattazione.

In data 2 ottobre 2009 l'ex assessore emanava una nuova delibera (n. 2380) che di fatto toglieva la dizione scorretta "in alternativa" ma confermava la nuova direttiva che permette ad un medico senza alcun titolo né iscrizione in graduatoria, libero professionista, di ottenere 5.800 euro mensili più le quote derivanti dalle visite ambulatoriali e domiciliari ottenute con contrattazione regolare dalle OOSS dei medici di base. Tale sistema è tutt'ora vigente.


Tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Provincia per conoscere:

1. se corrisponda al vero che in Val di Sole i medici del servizio turistico erano retribuiti
dall'APSS con i soldi versati dalla Associazione albergatori della Val di Sole o dagli stessi
albergatori, in caso affermativo;
2. per quale motivo nella stagione 2008, mentre era normato l'ACP per i medici di medicina generale il Distretto Sanitario Val di Sole accettava una simile formula di pagamento non dovuto e non in regola con l'ACN e provinciale dei medici di medicina generale;
3. a che titolo vengono spesi da parte della APSS con il permesso della Provincia 5.800 euro mensili per ognuno dei medici del servizio turistico quando in passato era sufficiente
pagare il vitto e l'alloggio con 30 euro mensili in ogni valle;
4. sulla base di quale regola o criterio viene determinata la zona turistica e che differenza
passa tra il medico di servizio turistico di Marilleva e quello di Fondo;
5. sulla base di quale regolamento viene scelto un medico del servizio turistico rispetto ad un altro, dal momento che non si attinge da nessuna graduatoria;
6. quanti medici di servizio turistico sono stati impegnati in libera professione nella stagione estiva attuale e con quale indennizzo totale vengono retribuiti;
7. a quanto assomma l'affitto delle sedi per tali medici da parte dell'APSS;
8. a quanto assomma il materiale di medicazione pagato dall'APSS per il lavoro in libera
professione di tali medici, visto che per i medici di medicina generale pagati 20 euro in
ambulatorio le prestazioni extra sono obbligatoriamente gratuite;
9. a quanti medici è stato concesso anche l'uso di locali per il pernottamento durante la
settimana e a quanto assomma la spesa per l'eventuale locazione;
10. per quale motivo, se la spesa dei medici liberi professionisti in Val di Sole, era a carico degli albergatori si è deciso di caricarla in capo alla Provincia, come del resto per la Valle di Fiemme, la Val di Non, il Bondone, Riva del Garda e Bezzecca vale a dire a carico dei nostri concittadini;
11. per quale motivo, se il medico libero professionista viene già retribuito direttamente
dall'APSS con uno stipendio simile a quello di un medico di base con vent'anni di servizio e con 1.500 mutuati, si permette allo stesso anche di chiedere il rimborso della visita ai turisti;
12. se sia confermato che l'assessore non ha discusso l'argomento con le OOSS in Comitato ex art. 24 provinciale per l'Accordo dei medici di medicina generale ed eventualmente per quale ragione;
13. per quale motivo non si è cercato, prima di dare la medicina turistica a liberi professionisti, un accordo migliorativo anche economico con i medici di base, che conoscono meglio il territorio, sono specializzati da decenni di lavoro sul campo, hanno a disposizione gli strumenti tecnologici ed informatici dell'APSS e potevano mettere gratuitamente a disposizione dell'APSS le proprie sedi e i propri strumenti (vedi ACP del 17.4.2013 per la medicina generale);
14. come pensa la Provincia Autonoma di Trento di assegnare gli incarichi in tutte le valli a liberi professionisti che non hanno a disposizione PC, connessioni di rete o stampanti, per ovviare al DL n. 80 che prevede che tutti i medici ricettino per via informatica, per non incorrere nelle penali del Ministero delle Finanze o alla Legge Brunetta che impone a tutti i medici sul territorio di usare l'informatica per le certificazioni INPS.

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.


Trentino - 

Come mettere d'accordo la destra "liberale", la sinistra "liberal" e i partiti degli affari localistici? Come sempre accollando alle casse pubbliche oneri e rischi che la cosiddetta "imprenditoria" non si vuole assumere. In effetti a chi non piacerebbe giocare alla roulette con i soldi altrui sicuro di potersi incamerare le possibili vincite? Il Trentino è ormai assuefatto a operazioni come quella di Folgarida. Cambiano gli artifici finanziari ma il ritornello è lo stesso che risuona da decenni. Peccato che la musica non valga per tutti. Non vale per le decine di migliaia di commercianti e artigiani per i quali vige il mantra della libera concorrenza, non vale per esempio per Tassullo, lasciata andare alla deriva nel vasto mare dell'Economia Classica.
Di fronte a un'operazione come quella di Folgarida ci si stupisce della rassegnazione dei trentini. Si chiudono punti nascita, si chiudono guardie mediche, si chiudono scuole (qualcuna perché cade letteralmente a pezzi), si chiudono i Comuni. Ma se serve una ventina di milioni per tenere al coperto le fascine di qualche "imprenditore"...detto e fatto.
A questo punto come minimo ci attendiamo che tutti i cittadini trentini, ormai proprietari della stragrande maggioranza degli impianti di risalita (Funivie Folgarida Marilleva comprese) possano liberamente usufruirne a prescindere dal censo. È già tutto pagato.

Filippo Degasperi
Cons. prov. M5s


Trentino - 

In principio il mantra era il seguente: la Provincia deve sostenere con le risorse pubbliche le società impiantistiche di quelle località minori che altrimenti sarebbero destinate a chiusura certa. Già questo approccio era discutibile dato che evita di fare i conti con la realtà. Chi si occupa di turismo ha definito la situazione di molte delle stazioni sciistiche una "bomba a tempo".
La Provincia, anziché avviare ragionamenti che portassero al superamento della dipendenza di questi territori da seggiovie e skilift, ha deciso di procrastinare le scelte iniettando nel sistema un centinaio di milioni di euro pubblici, trasformando i trentini nei proprietari di tonnellate di ferraglia distribuita sulle nostre montagne.
Ora la novità. Esistono poche aree profittevoli e Folgarida è una di queste.
Se è finita male le ragioni vanno cercate nelle scelte imprenditoriali (?) di chi l'ha amministrata. Per porvi rimedio e rilanciarla sarebbe sufficiente l'intervento di imprenditori capaci e pronti ad investire. Qualcuno si è palesato ma forse non è gradito a chi governa. Ecco allora che si torna al classico che ha portato il Trentino nella situazione asfittica di oggi. Ancora soldi pubblici, ancora soldi pubblici per rimediare agli errori e alle carenze imprenditoriali, ancora soldi pubblici per gli impianti da sci (stavolta però per quelli che funzionerebbero anche da soli).
Non è certo perseverando negli errori che il Trentino tornerà a crescere. Se a far funzionare gli impianti sono i soldi dei trentini, almeno si pensi a permettere a tutti i giovani, a prescindere dal censo, di poterli utilizzare rendendoli gratuiti fino a 18 anni.

Cons. Filippo Degasperi - M5s


Trentino - 

Il collegio della Corte costituzionale da oggi può vantare la presenza di due trentini. Oltre al giudice effettivo infatti, scopriamo di avere anche un giudice di complemento, da impiegare nei casi più spinosi.
Il Parlamento sta provando a incidere sui privilegi che i politici si sono auto-riconosciuti negli anni passati? Ecco che, richiamato in servizio dai princìpi del diritto, il presidente Rossi tuona: "il provvedimento romano è incostituzionale". In effetti per uno che ha spacciato la distribuzione di 96 milioni (lordi, per carità) tra un centinaio di consiglieri ed ex come una riforma modello deve sembrare ben strano. L'impostazione della legge nazionale è certamente diversa rispetto alla riforma bis varata dal Consiglio regionale nel 2014. Quest'ultima infatti per gli ex consiglieri fa salvi elementi inaccettabili quali i maxianticipi, il cumulo tra più vitalizi e il cumulo tra più vitalizi e trattamenti previdenziali incassati grazie al versamento di contributi figurativi introducendo limature (6%...) e limiti (9mila euro per il cumulo) insignificanti in termini di equità rispetto ai normali lavoratori.
Senza dimenticare che il nostro novello costituzionalista, per non sbagliarsi, ha anche statuito che la parte della (sua) legge che prevedeva i recuperi forzosi delle mancate (minime) restituzioni si può non applicare. Ma come evitare che la norma nazionale taglia-vitalizi produca danni irreparabili per il Trentino Alto Adige? Ecco che il giudice di complemento sforna a tempo di record la soluzione geniale: "userò l'Autonomia per dire no".
In effetti a questo serve l'Autonomia: a far peggio di Roma.

Filippo Degasperi
Cons. prov. M5s


Trentino - 

Nelle ultime settimane si è fatto un gran parlare delle AFT, spacciate da qualcuno come esempio di innovazione e di salvaguardia dei territori.
La realtà però è molto diversa da come viene narrata.
Le AFT sono previste fin dal 2013 (da una legge nazionale). Già allora l'assessore alla salute (oggi presidente della Provincia) aveva previsto, entro 3 mesi, l'individuazione di 25 sedi di aggregazioni, nell'ordine di una per distretto.
Tutto doveva entrare a regime entro il 1 gennaio 2017. Il termine è inutilmente spirato e il ritardo è clamoroso.
Di certo parlare di Trentino all'avanguardia su questo fronte significa mistificare la realtà.
A 4 anni di distanza delle 25 sedi ne è stata attivata 1 (una), dopo che l'immobile realizzato con qualche milioncino di euro giaceva inutilizzato da anni.
C'è un accordo recente (maggio 2017) che prevede (solo) altre 4 AFT: Ala, Trento, Mezzolombardo e Pergine) ma tutto è fermo.
Prima di ciarlare di nuove sedi sarebbe opportuno attivare quelle promesse, magari rivolgendosi a chi, dopo gli impegni elettorali, non si è accorto del trascorrere del tempo.
Per questi motivi abbiamo depositato l'allegata interrogazione.

Filippo Degasperi
Cons. prov. M5s

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Trento, 27 luglio 2017

Egregio Signor
Bruno Dorigatti
Presidente del Consiglio Provinciale
SEDE

Interrogazione a risposta scritta n.

L'ultimo accordo della medicina generale firmato dall'attuale Presidente Rossi nel 2013, quando era assessore alla salute, impegnava l'APSS, attraverso il Comitato aziendale, ai sensi dell'art.28 ter, a scegliere le sedi di aggregazioni pertinenti, nell'ordine di una per Distretto, entro tre mesi dalla firma dell'accordo stesso. Poi, ai sensi dell'art.28 bis lett. b) nei successivi due anni, dovevano essere individuate definitivamente tutte le altre aggregazioni territoriali (24).
Il tutto doveva avvenire entro il 1 gennaio 2017. La data è trascorsa da molto tempo senza che l'Azienda abbia mai attuato tale accordo, né al tempo del dott. Flor, né attualmente con il dott. Bordon. Il 31 maggio del 2017, mentre l'Azienda continuava ad ignorare tale situazione, la Provincia interveniva chiedendo alle OOSS della medicina generale addirittura delle correzioni semplificative riguardo allo sblocco della vicenda delle aggregazioni funzionali territoriali (AFT) ed al fine di verificare, "da subito" in cinque sedi sparse sull'intero territorio trentino, la fattibilità delle stesse aggregazioni H12 dei medici di famiglia. Questo risulta quanto deliberato dalla Giunta provinciale e doveva portare, nell'immediato, all'apertura di AFT a Trento, Mezzolombardo, Malè, Pinzolo, Ala, come modifica dell'accordo attuale datato 2013.

Tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Provincia per conoscere

1. se corrisponde al vero che l'APSS non ha mai convocato le OOSS della medicina generale per concordare le 25 sedi, tranne che per le prime quattro (Mezzolombardo, Trento, Pergine, Riva del Garda) mai partite;
2. se corrisponde al vero che le OOSS hanno regolarmente individuato i 4 coordinatori di macroarea a cui dovevano fare riferimento le 4 AFT;
3. se corrisponde al vero che la Provincia aveva concordato con le OOSS le quattro AFT, una per distretto, che dovevano partire entro tre mesi dalla firma dell'accordo del 2013;
4. se corrisponde al vero che su richiesta dell'Assessora Borgonovo Re venne implementata una quinta AFT, quella di Ala, che non è ancora partita nonostante sia stata individuata la struttura da tre anni, attualmente vuota;
5. se corrisponde al vero che a tutt'oggi, nonostante le diffide delle OOSS della medicina generale l'APSS non ha attivato i progetti contenenti gli obiettivi delle AFT e neppure quelli provinciali;
6. se corrisponde al vero che il 30% degli emolumenti dei medici di medicina generale sono trattenuti dall'Azienda e non vengono erogati perché non vengono dati gli obiettivi ai medici;
7. se corrisponde al vero che la somma derivante dal blocco stipendiale dei medici di medicina generale per gli obiettivi prefissati dalla Provincia assomma ad oltre dieci milioni di euro.

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.


Cons. prov. Filippo Degasperi


Trentino - 

L'aula del Consiglio provinciale ha approvato due ordini del giorno del M5s presentati da Filippo Degasperi per il disegno di legge n. 208/XV di assestamento alla manovra finanziaria 2017.
Grazie al primo ordine del giorno la Provincia si impegna a chiedere che anche agli inquilini ITEA con canone concordato siano concesse le detrazioni fiscali previste per i canoni di locazione.
Con l'approvazione del secondo ordine del giorno la Giunta si è impegnata a fornire ai giovani e a bambini affetti da diabete di tipo 1 i dispositivi più recenti sostituendo quelli attualmente in uso con catetere superati dall'evoluzione della tecnologia.
Sfortunatamente il terzo ordine del giorno (su peggioramento polizza infortuni della Provincia a sfavore di studenti e loro famiglie) non è stato approvato senza nemmeno avere la possibilità di discutere un'intesa, tanto che la Giunta ha espresso parere negativo senza motivarlo in aula. Un pessimo segnale che però dimostra che la questione scandalosa degli esigui risparmi ottenuti con la diminuzione dei massimali e l'introduzione di nuove franchigie nella polizza infortuni della Provincia, il tutto a danno degli utenti del sistema educativo trentino, ha colpito nel segno e la Giunta non è stata in grado di giustificarsi.
Ecco quindi gli ordini del giorno:

- n. 7 "Adeguamento della polizza infortuni a favore degli utenti del sistema educativo provinciale" (non approvato), leggi qui:
http://www.movimento5stelle.it/listeciviche/liste/trentino/2017/07/27/Proposta_di_ordine_del_giorno_n._7_208_XV_2744_M5S.pdf

Vedi l'intervento di Degasperi in aula su ordine del giorno n.7: https://youtu.be/bv31YjSCiu4
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- n. 16 "Agevolazioni fiscali per inquilini di alloggi ITEA locati con contratti a regime convenzionale" (approvato solo il punto 1), leggi qui:
http://www.movimento5stelle.it/listeciviche/liste/trentino/2017/07/27/Proposta_di_ordine_del_giorno_n._16_208_XV_4205_M5S.pdf

Vedi l'intervento di Degasperi in aula su ordine del giorno n.16: https://youtu.be/zr7c5eojg8E
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- n. 17 "Messa a disposizione dei pazienti affetti da diabete di tipo 1 di dispositivi per l'insulina senza catetere" (approvato con modifiche al punto 1), leggi qui:
http://www.movimento5stelle.it/listeciviche/liste/trentino/2017/07/27/Proposta_di_ordine_del_giorno_n._17_208_XV_4204_M5S.pdf

Leggi qui il punto 1 dell'ordine del giorno n. 17 dopo l'approvazione concordata con la Giunta: http://www.movimento5stelle.it/listeciviche/liste/trentino/2017/07/27/modifica%20punto%201%20odg%2017.jpeg

Vedi l'intervento di Degasperi in aula su ordine del giorno n.17: https://youtu.be/W_H7cQT8Qyc



Trentino - 

Degasperi, dopo aver subito ieri (25 luglio) l'aggressione verbale da parte del Presidente Rossi alla fine del Consiglio provinciale, oggi ne stigmatizza il comportamento in aula. Vedi il video dell'intervento di Degasperi qui:
http://www.movimento5stelle.it/listeciviche/liste/trentino/2017/07/26/Degasperi%20stigmatizza%20il%20comportamento%20del%20Presidente%20Rossi.mp4

Oppure puoi vederlo su Youtube: https://youtu.be/ITHLaeL7dcY

Leggi i commenti sull'accaduto sulla pagina Facebook di Degasperi: https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1895984290653694&id=1382196788699116


Trentino - 

Il Museo delle Scienze di Trento ha speso quasi 40.000 euro in tre anni per ospitare esperti negli hotel della zona. Questa la risposta ad una nostra interrogazione, dalla quale emerge un dato interessante, ovvero la presenza dell'Hotel America di Trento tra le strutture ricettive coinvolte.
Dalla risposta non riusciamo ad apprendere quale sia l'ammontare dei corrispettivi riconosciuti all'Hotel citato, tuttavia si riconosce che, tramite visura camerale della società Hotel America srl, è possibile rilevare tra gli amministratori Lanzinger Maria Teresa e nell'elenco dei soci e degli altri titolari di diritti su azioni o quote sociali Lanzinger Michele.
Abbiamo quindi depositato una nuova interrogazione con la quale chiediamo se il socio dell'Hotel America srl e il direttore del Museo delle Scienze di Trento siano in realtà la stessa persona; in caso affermativo, ciò potrebbe configurare una situazione di conflitto di interesse, su cui la Provincia dovrebbe prontamente intervenire con iniziative mirate.

Cons. Filippo Degasperi
M5S

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Trento, 21 luglio 2017

Egregio Signor
Bruno Dorigatti
Presidente del Consiglio Provinciale
SEDE

Interrogazione a risposta scritta n.

Ospiti del MUSE alloggiati presso l'Hotel America: possibile conflitto di interessi?

Con l'interrogazione n. 4254 lo scrivente chiedeva informazioni circa le spese di ospitalià sostenute dal Museo delle Scienze di Trento, oltre che sulle strutture ricettive coinvolte.
La risposta individua tra queste ultime l'Hotel America di Trento. Nella risposta non è specificato quale sia l'ammontare dei corrispettivi riconosciuti all'Hotel citato. Rileva però che, attraverso la visura camerale della società Hotel America srl, è possibile rilevare tra gli amministratori Lanzinger Maria Teresa e nell'elenco dei soci e degli altri titolari di diritti su azioni o quote sociali Lanzinger Michele.

Tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Provincia per conoscere

1. se il socio della società Hotel America srl è lo stesso direttore del Museo delle Scienze di Trento; in caso affermativo:
2. se l'amministratore citato in premessa è parente del direttore del Museo delle Scienze;
3. l'ammontare dei pagamenti effettuati dal Museo delle Scienze all'Hotel America per ciascun anno 2014, 2015, 2016 e fino alla data della risposta;
4. le ragioni della scelta dell'Hotel America, il soggetto e le modalità con cui è stata effettuata tale scelta;
5. se tale situazione sia stata verificata dagli organismi di controllo e con quale esito;
6. se tale situazione non configuri ipotesi di conflitto di interesse ed eventualmente quali iniziative intende adottare la Provincia.

A norma di regolamento si richiede risposta scritta

Cons. prov. Filippo Degasperi

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