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MoVimento 5 Stelle

Trentino - 

Domani mercoledì 13 dicembre si terrà a Trento alle ore 11:00 presso la sala commissioni al primo piano del Palazzo della Regione la conferenza stampa del MoVimento 5 Stelle sul tema "Folgaria: sviluppo e responsabilità".

La cittadinanza e tutti gli organi d'informazione sono cordialmente invitati.


Trentino - 

In una recente risposta ad una nostra interrogazione, l'assessore Zeni aveva giustificato la nomina della primaria del punto nascite dell'ospedale di Cavalese con la motivazione di avere una maggiore contrattualità nell'ottenere dal Ministero della Sanità una deroga al mantenimento dell'apertura. Con la recente dichiarazione si tratta di evidente demagogia.

È molto improbabile se non impossibile che il Ministero della Sanità, dopo un periodo molto lungo di chiusura del punto nascite e un numero di parti nettamente inferiore a 500, possa concedere una proroga tenendo conto che l'assistenza pediatrica verrà assicurata non da medici assunti dall'ospedale di Cavalese ma con la mobilità. Inoltre l'assistenza medica ostetrica verrà assicurata da medici pensionati anch'essi non assunti a tempo indeterminato ma con contratto libero professionale.

Di fronte a questa situazione di insicurezza assistenziale, la deroga ministeriale diventa un'utopia. Nel frattempo l'assessore Zeni persiste nella promessa di una apertura sempre più lontana.


Trentino - 


Dopo che i dati relativi al costo della "pronta disponibilità" del dr. Ramponi sono stati resi noti, ci attendevamo spiegazioni chiare. Di certo non ci aspettavamo di udire l'inconfondibile rumore di unghie sui vetri trasmesso dalla lettura della stizzita replica odierna.

Punto 1. Il dr. Ramponi si conferma un supereroe quasi indispensabile, visto che, oltre a svolgere al meglio il suo lavoro di capo area (a memoria sovraintende a 7 reparti) riesce a inanellare più turni di reperibilità che giorni di calendario. Nel 2016 sono stati 424 e, sommati alle 106 ore di intervento, hanno fruttato al professionista quasi 40mila euro. Più di due anni di lavoro per un operaio per rimanere a casa in attesa o, se si preferisce, circa 375 euro per ogni ora di servizio effettivo.

Punto 2. Il dr. Ramponi per giustificare il fatto che in 3 anni, nonostante la "pronta disponibilità" non sia mai stato chiamato in ospedale, spiega che "prima che nascesse la neurochirurgia, quasi ogni notte si viaggiava verso Verona o Bolzano. Avere un neurochirurgo H24 a Trento ha portato un vantaggio enorme". Se ne deduce quindi che la sua costosa reperibilità non serve più. Vien da chiedersi perchè nessuno tra i ben informati ci abbia mai pensato.

Punto 3. Quanto al vezzo di chiamare il medico dell'elisoccorso per i trasferimenti da ospedale a ospedale, il dr. Ramponi tira in ballo la scusa delle urgenze, scrivendo che il medico reperibile impiega 20 minuti per arrivare, mentre l'altro sarebbe operativo subito. Omette però di ricordare che il medico dell'equipe si trova a Mattarello e che per raggiungere l'Ospedale o per essere raggiunto dall'ambulanza impiega del tempo. Forse è inferiore ai 20 minuti ma così facendo lascia sguarnito l'elicottero che, fino al rientro, diventa inutilizzabile. Guarda caso, proprio dopo l'interrogazione di un cittadino disinformato sembra che tale pratica, almeno per i trasferimenti provinciali, sia stata accantonata.

Punto 4. In carcere c'è un medico per i giorni feriali. Chissà se anche a lui/lei è concesso di rendersi reperibile durante qualche festivo.

L'invito ad informarsi, già messo in pratica peraltro, sarà puntualmente seguito fino a che su questa vicenda non sarà fatta totale chiarezza. Nel frattempo un suggerimento da profano: perché non invertire gli importi dei compensi tra "pronta disponibilità" e ore effettive svolte? Siamo pronti a scommettere che le chiamate, anche dall'ospedale, fioccherebbero.

L'Adige - reperibilità ramponi contestate - 8 dic 2017.png

L'articolo pubblicato dal quotidiano L'Adige in data 8 dicembre 2017

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Interrogazione nr. 4223 del 13 marzo 2017 - Scarica PDF

Interrogazione nr. 5156 del 9 ottobre 2017 - Scarica PDF


Trentino - 

Il crollo che stamattina ha coinvolto un muro esterno dell'Istituto Pertini, destando enorme paura e determinando l'immediata sospensione delle lezioni, è l'emblema di quello che in questa legislatura ha subito la Formazione professionale pubblica.

Abbiamo una scuola fatiscente di cui si scopre quasi per caso la pericolosità. Abbiamo studenti ospitati in una struttura mentre a pochi passi, in pieno anno scolastico, procede il cantiere della demolizione. Abbiamo addirittura un'assemblea sindacale prevista nel giorno del crollo, proprio nel luogo del crollo.

Studenti e personale non meritano questo trattamento in un contesto come quello trentino in cui la Formazione professionale pubblica (che, ricordiamolo, è una delle competenze primarie della Provincia Autonoma) dovrebbe rappresentare il fiore all'occhiello.

Invece l'intenzione, evidente anche nella Finanziaria che andrà a breve in discussione, è quella di procedere con lo smantellamento di quanto costruito nei decenni precedenti. Forse, se per la Provincia la Formazione professionale è un peso, sarebbe opportuno restituirne la competenza al Governo.

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Lavori di demolizione in corso.

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I locali della parte agibile, allagati.

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Il crollo ha demolito l'impianto antincendio.


Trentino - 

La società FolgariaSki Spa ha presentato in pompa magna l'ultimo bilancio. L'incontro avrebbe avuto come protagonista il presidente Rossi pronto a sostenere ancora gli impiantisti. In base alla sua lettura, "ora la società passa dal galleggiamento al consolidamento".

Il conto economico mostra un utile di oltre 1,6 milioni di euro, ma senza le plusvalenze (oltre 1,8 milioni) il totale dei costi (6,2 milioni) supererebbe abbondantemente i ricavi dell'attività caratteristica (5,5 milioni). Considerato che le plusvalenze hanno a che fare con operazioni straordinarie certamente non ripetibili, l'ottimismo pare perlomeno frettoloso.

Curiosa anche la situazione dell'attivo che vede una serie di poste ampiamente rivalutate: per esempio la Stazione Cornetto che, per usare un eufemismo, non sembra nell'immediato poter contribuire ai risultati della società.

Di certo si persiste (e non potrebbe essere altrimenti, visti i nomi) nel mantenere l'Altopiano imbrigliato indissolubilmente allo sci da discesa, continuando sulla strada già battuta con gli esiti noti. Per contro si rischia di abbandonare un territorio con un altissimo potenziale ad un futuro di false promesse.

Abbiamo presentato l'allegata interrogazione per avere chiarimenti in merito al vagheggiato "consolidamento" e agli eventuali salvagenti della Provincia.

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Interrogazione nr. 5402 del 24 novembre 2017 - Scarica PDF


Trentino - 

Qui di seguito alleghiamo il documento stampabile in formato PDF.

VOLANTINO SETTIMANALE nr. 5

Ai seguenti link, per chi volesse, è invece possibile scaricare i nostri precedenti volantini distribuiti nelle ultime quattro settimane.

VOLANTINO SETTIMANALE nr. 4 PDF

VOLANTINO SETTIMANALE nr. 3 PDF

VOLANTINO SETTIMANALE nr. 2 PDF

VOLANTINO SETTIMANALE nr. 1 PDF


Trentino - 

Lungo la ciclabile Torbole-Arco sarà realizzato un bicigrill di 100 mq, su due livelli e con un discreto numero di posti auto. La domanda presentata ha sorprendentemente ottenuto parere favorevole dalla conferenza per i servizi provinciali: adesso la palla è nelle mani del Consiglio Comunale di Arco, che ha l'onere di approvare una deroga urbanistica al piano regolatore.

Il progetto prevede la costruzione su area agricola di pregio disciplinata dall'art. 38 della L.P. 5/2008, che consente di utilizzare questi terreni agricoli per la realizzazione di manufatti non ad uso agricolo e solamente per opere pubbliche o di pubblico interesse. Dinanzi a questa vicenda, le nostre perplessità sono così evidenti da determinarci a presentare un'interrogazione in Provincia.

Persino per un profano è palese che la tipologia della struttura potrebbe porsi al di fuori dei requisiti di legge. In aggiunta a ciò, giova ricordare che il bicigrill verrà posizionato a soli 500 metri da un altro punto di ristoro per ciclisti e che l'accesso dei mezzi veicolari sarà garantito da una nuova strada carraia.

Riteniamo quindi opportuno tornare sui propri passi e rinunciare ad un'operazione di dubbio interesse pubblico, il cui primo effetto sarà il togliere terreno agricolo (nello specifico un oliveto) da un'area già densamente antropizzata e con poche sacche di verde rimaste intatte.

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Interrogazione nr. 5367 del 21 novembre 2017 - Scarica PDF


Trentino - 

Fin dalla prima applicazione della Voluntary Disclosure avevamo sollevato il problema, chiedendoci prima a gennaio (leggi qui), poi ad aprile (leggi qui) e infine a luglio 2016 (leggi qui) se fosse accertabile che questi soldi arrivassero in Trentino. In nessun documento infatti si garantisce che il denaro ricavato venga poi restituito alla nostra Provincia. Qualche regione (Sicilia e Valle d'Aosta) aveva subito proposto ricorso, proprio sulla base di questo timore.

Le nostre preoccupazioni venivano addirittura sminuite a luglio 2016 con la bocciatura di un ordine del giorno con cui chiedevamo che le entrate fossero destinate al sostegno delle piccole e medie imprese. Il presidente in quella occasione aveva lasciato intendere che 10 milioni di euro fossero solo briciole e che fossero ben altre le tematiche serie su cui discutere.

Ipse dixit, loro vigilavano e garantivano che non ci sarebbero stati problemi. Adesso però scatta l'impugnativa alla Corte Costituzionale: due anni dopo l'allerta lanciata dal M5s, Rossi si risveglia. Per restare in tema, sarebbe anche interessante conoscere se ci sono stati restituiti i gettiti degli anni precedenti e quale sia loro ammontare.

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Interrogazione nr. 2541 del 20 gennaio 2016 - Vedi iter

Interrogazione a risposta immediata nr. 2999 del 21 aprile 2016 - Vedi iter

Proposta di ordine del giorno nr. 14 del 25 luglio 2016 - Vedi iter


Trentino - 

Una delle istituzioni dell'economia trentina, il SAIT, sta vivendo momenti particolarmente difficili. Secondo la nostra lettura, gran parte della responsabilità ricade su chi ha operato una serie di scelte sia di carattere commerciale, sia di carattere immobiliare, che hanno avuto conseguenze disastrose sulle performances del gruppo.

Oggi la responsabilità di queste scelte ricade non su chi le ha operate ma sui lavoratori. Il consorzio ha dichiarato inizialmente 130 esuberi, successivamente scesi a 116. Ci siamo occupati fin da subito della vicenda e abbiamo cercato di approfondire i documenti a disposizione, avendo come precipuo scopo la tutela della dignità del personale a rischio.

Presto gli esuberi si tradurranno in licenziamenti. Nel frattempo manca nel modo più totale il sostegno dell'ente pubblico. La Provincia, in quanto ente di vigilanza sulle cooperative, avrebbe pieno titolo per intervenire. Peccato che non lo voglia fare.

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L'intervista rilasciata a Trentino TV il 23 novembre 2017 - Guarda video