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PROGRAMMA TOSCANA - Scegli il Futuro Migliore 1/2

ACQUA PUBBLICA E TUTELA DELLE ACQUE :acqua.jpg

Il Movimento 5 Stelle ritiene l'Acqua un bene primario che deve tornare pubblico, come indicato dal Referendum del 2011, senza finalità di lucro e la sua gestione dev'essere partecipata dai cittadini. Noi vogliamo mettere in campo tutte le azioni perché sia possibile bere l'acqua del rubinetto come se fosse di fonte e si possa tornare ad avere mare, fiumi e laghi come la natura ci aveva presentato. Per ottenere questi risultati riteniamo necessario:


  • Stabilire e garantire un minimo vitale giornaliero gratuito di 50 litri di acqua, a carico della fiscalità pubblica (noi che ad oggi abbiamo la bolletta più cara d'Italia!);

  • Rendere obbligatoria l'indicazione in bolletta delle caratteristiche fisico-chimiche dell'acqua erogata e aumentare il numero delle sostanze inquinanti monitorate;

  • Pianificazione di interventi immediati rivolti alla rimozione e bonifica di arsenico e tallio;

  • Intervenire per il miglioramento della depurazione delle acque, attraverso ammodernamento, ampliamento e nuove costruzioni degli impianti appositi;

  • Adeguare e rinnovare la rete di distribuzione idrica e fognaria ad oggi mal funzionante;

  • Affidare il servizio idrico integrato ad aziende di diritto pubblico in considerazione dei bacini idrografici presenti sul territorio, superando l' AIT e le attuali Società di gestione (S.p.a.);

  • Spostamento dei costi di gestione del servizio idrico nella fiscalità regionale generale;

  • Vincolare i piani urbanistici alla disponibilità della risorsa acqua;

  • Vincolo per tutte le strutture scolastiche e gli uffici pubblici all'utilizzo esclusivo di acqua del rubinetto per uso potabile (dove conforme alle norme).

AGRICOLTURA E SVILUPPO RURALE :11173338_10204011063984884_4910376101219694967_n.jpg

La presenza dell'essere umano è fondamentale per la gestione, lo sviluppo e la manutenzione del territorio, purché l'attività sia svolta nel rispetto degli equilibri della natura. Il Movimento 5 Stelle sostiene l'agricoltura, come nell'occasione del voto contrario espresso sull'IMU Agricola, e riconosce la sua centralità per la sopravvivenza della società. In Toscana abbiamo soltanto 50.000 lavoratori agricoli ed altri 15.000 nell'industria agroalimentare. Dobbiamo incentivare e sostenere l'industria agroalimentare puntando su quella fase di filiera dove il prodotto acquista valore.


MENO BUROCRAZIA PIÙ TRASPARENZA


Tutti gli agricoltori ci chiedono di poter dedicare il loro tempo alla terra e non alle carte. Questo si può ottenere semplificando le pratiche burocratiche e garantendo procedure più rapide e trasparenti. Per arrivare all'equilibrio ottimale tra monitoraggio ed esigenze di produzione riteniamo necessario:

  • Istituire un percorso partecipato tra produttori e consumatori per riscrivere insieme le regole sui controlli di filiera in difesa della qualità, riducendo la burocrazia e migliorando l'efficacia;
  • Migliorare l'attuale piattaforma ARTEA;
  • Promuovere la tracciabilità del prodotto (azienda, trattamenti ricevuti, metodo di produzione);
  • Massima promozione alle opportunità di finanziamento e sostegno dai fondi europei, regionali e statali tramite l'azione distribuita di uno sportello apposito regionale;
  • Sostenere i mercati locali e i centri commerciali naturali.


SICUREZZA ALIMENTARE


  • Vogliamo che ciò di cui abbiamo bisogno sia coltivato e trasformato in Toscana, incentivando la filiera produttiva locale;

  • Non vogliamo produrre prodotti agricoli per esclusive finalità energetiche (per combustione);

  • Vogliamo una exit strategy dai pesticidi nel nostro territorio;

  • Adozione di un marchio di filiera "chilometro utile" tale da identificare i prodotti agricoli ed agroalimentari ad alta sostenibilità ambientale;

  • Accesso PUBBLICO ai dati non sensibili in modo tale da garantire al consumatore o utente finale la sicurezza del prodotto, dell'azienda e della filiera anche mediante codice QR;

  • Valorizzazione del prodotto agroalimentare "Made in Toscana".


FILIERA CORTA E KM ZERO


  • Vogliamo incentivare la filiera corta di qualità, sostenendo e promuovendo l'incontro tra produttori a km zero e consumatori locali

  • Vogliamo incentivare i centri commerciali naturali e i mercati contadini locali;

  • Aiutare la nascita di mercati permanenti degli agricoltori, com'è già da 7 anni a questa parte "IL MERCATALE" di Montevarchi (Arezzo) magari mettendo a disposizione oltre ai finanziamenti anche degli spazi gratuiti per i primi 3 anni;


AZIENDE AGRICOLE


  • Vogliamo favorire il ricambio generazionale e il recupero delle zone agricole abbandonate e marginali;

  • Promuoveremo le sinergie tra agricoltura e "turismo naturale";

  • Pressioni al Parlamento Italiano per eliminare l' IMU agricola;

  • Sgravi fiscali alle aziende che propongono modelli sostenibili che riducono l'impronta ecologica;

  • Divieto del foraggiamento artificiale;

  • Sostegno e promozione della permacultura e della coltivazione di piante per la fitodepurazione e per contenimento del dissesto idrogeologico;

  • Favorire l'accesso al capitale di rischio delle piccole imprese agricole ed agroalimentari, anche sostenendo progetti di azionariato popolare.

NUOVO PIANO DI SVILUPPO RURALE

  • Piano della mobilità e infrastrutture telematiche per la connettività;
  • Veicolare i contributi europei a quelle misure più urgenti e maggiormente utili allo sviluppo (art.11 del REG.UE 1305/2013);
  • "Stanare" la ricerca accademica e le scuole di agraria rendendole al servizio della produttività e della redditività delle aziende agricole, promuovendo la comunicazione fra due mondi ancora troppo distanti fra loro;
  • Sostenere l'introduzione di colture parallele e, quando necessario, sostitutive a quelle tradizionali, in modo da diversificare i rischi dovuti ai cambiamenti climatici (es: creazione e sviluppo della filiera della canapa a livello regionale; sperimentazione e diffusione di piante officinali nei terreni marginali);
  • Promuovere lo sviluppo del turismo sostenibile nelle molteplici zone rurali di pregio non ancora valorizzate;
  • Promozione e tutela dell'economia e della filiera del Bosco;
  • Favorire una maggiore sinergia fra silvicoltura ed artigianato (la maggior parte del legno utilizzato dalla manifattura del legno proviene da fuori Toscana);
  • Sostenere maggiormente, in particolar modo rispetto a quanto previsto dal p.s.r., l'apicoltura e le forme di allevamento sostenibile;
  • Marketing delle località di pregio ancora poco conosciute, spesso fonte di prodotti tipici dalle elevate potenzialità, incentivando progetti di comunità locali che lavorino in rete;
  • Attività d' informazione adeguata per sensibilizzare gli agricoltori circa i vantaggi che potrebbero derivare dal potenziamento delle produzioni di qualità.


FORMAZIONE SCUOLA E UNIVERSITÀ10906267_10204011063944883_4813125415069763084_n.jpg

La scuola pubblica è un modello di società. Nella suddivisione delle competenze istituzionali la Regione Toscana ha il potere di intervenire sull'edilizia scolastica per garantire dei luoghi sicuri e salubri. La nostra priorità sarà agire in tal senso, perché i nostri studenti chiedono alla regione, prima di tutto, edifici sani e in sicurezza

DIRITTO ALLO STUDIO ED EDILIZIA SCOLASTICA

  • Creazione Fondo regionale per la messa in sicurezza degli edifici, efficientamento energetico e messa a norma antisismica;
  • Piena attuazione della legge 104/92 per il diritto allo studio e l'integrazione dei diversamente abili, con rimozione delle barriere architettoniche tutt'ora presenti; Sostegno alla riqualificazione degli spazi sportivi scolastici;
  • Verifica sulle operazioni immobiliari compiute in termini di edilizia scolastica;
  • Promozione all'utilizzo dei libri di testo digitali per una scuola "senza zaino";
  • Realizzazione di una banda larga a basso costo;
  • Controllo dei Fondi Pez erogati dalla Regione ai Comuni per la gestione della scuola;
  • Sostegno alla creazione di poli specialistici con "villaggi annessi";
  • Sostegno all'autonomia scolastica con fondi dedicati;
  • Politiche precise e puntuali contro la dispersione scolastica: attraverso la promozione di progetti unitari fra scuola e famiglia, istituzioni, imprese e agenzie formative territoriali;
  • Maggiore trasparenza e controllo sui contributi erogati alle Istituzioni Scolastiche, per verificare il loro reale e congruo utilizzo.

RICERCA E UNIVERSITÀ

  • Monitoraggio dei progetti esistenti tra Scuola, Università e mondo dell'impresa, con elaborazione di sistema di incentivi sulla base delle opportunità di sviluppo;
  • Indirizzo qualità e controllo della formazione universitaria.

FORMAZIONE E ORIENTAMENTO PROFESSIONALE

  • Formazione continua del personale interno, anche mediante piattaforme di e-learning;
  • Formazione professionale mirata alle esigenze del tessuto produttivo attraverso Fondo Sociale Europeo;
  • Formazione diretta del personale di Regione Toscana e/o delle pubbliche amministrazioni privilegiando, ove possibile, il team interno.
  • Promuovere un registro online dell'appartenenza al "mondo artigianale/artistico toscano " finalizzato a legittimare le peculiarità e le manualità artigianali e manifatturiere oltre alle opere artistiche.

SPORT

  • Inserimento dell'obbligo della concessione degli impianti pubblici dati in gestione a privati per momenti di libera fruizione, con anche definizione di tempi certi dei progetti finanziati dal fondo sportivo;
  • Promozione della conoscenza e del rispetto del corpo, attraverso progetti sportivi radicati e duraturi che promuovano la cultura del benessere psicofisico.


MOBILITÀ SOSTENIBILE10303290_10204011063624875_7236825383762820659_n.jpg

Noi siamo convinti della necessità di porre le esigenze delle periferie al centro dell'agenda di governo regionale, nell'idea di consentire una rivitalizzazione dei piccoli centri tramite un potenziamento sensibile del Trasporto pubblico locale (TPL).

TRASPORTO PUBBLICO LOCALE

Vogliamo


  • Intervenire sulla Carta dei Servizi del trasporto ferroviario per aumentare le corse dedicate al traffico pendolare e turistico, anche in ottica interregionale;

  • Superare l'utopia della gara unica regionale per il TPL su gomma in quanto crea diseconomie di scala, a favore di lotti più piccoli su base di ambiti territoriali omogenei con dimensione ottimale ai fini della gestione del servizio;

  • Una gara regionale per l'affidamento del servizio ferroviario con un potenziamento del servizio, un miglioramento della qualità ed un rinnovo del materiale rotabile;

  • Semplificazione tariffaria con una tariffazione integrata unica (biglietto unico) su tutto il territorio regionale (treni, trasporti su gomma e traghetti);

  • Tariffa urbana basata sul tempo effettivo di percorrenza in minuti e agevolazioni tariffarie e servizi agevolati e/o gratuiti per utenti deboli (famiglie, studenti, anziani) e per zone isolate e/o disagiate;

  • Rinnovo parco mezzi preferendo quelli elettrici ed a metano;

  • Stimolare i Comuni affinché individuino all'interno dei centri abitati delle corsie preferenziali, in modo da essere maggiormente appetibile l'offerta del trasporto pubblico e riducendo i tempi di percorrenza;

INFRASTRUTTURE

Preferiamo gli interventi infrastrutturali necessari per il pendolarismo, rispetto alle mega opere, spesso inutili e fonte di sprechi e corruzione, come sotto attraversamento TAV a Firenze, nuovo aeroporto Fiorentino, piattaforma Europa sul porto di Livorno ed autostrada tirrenica (sopra il tracciato attuale). Inoltre individuiamo Pisa come Aeroporto prioritario toscano da inserire nell'ambito di una rete di collegamenti efficaci iniziando dal potenziamento del trasporto pubblico

Prevediamo di


  • Aumentare gli investimenti nel servizio ferroviario con una spesa pari almeno al 5% del bilancio regionale per aumentare i treni in circolazione e per riqualificarli;

  • Completare il raddoppio della linea ferroviaria Firenze-Viareggio;

  • Completare il raddoppio ed elettrificare la linea ferroviaria Empoli-Siena;

  • Rilanciare e modernizzare la linea Lucca-Aulla;

  • Recupero e valorizzazione tracciati ferroviari abbandonati;

  • Riconvertire in percorsi ciclabili i tratti di ferrovie dismesse, a fini turistici;

  • Mettere in sicurezza, senza pedaggio, i grandi assi viari regionali come la variante Aurelia, la Siena-Firenze e la FIPILI (che ha dei tratti non ancora rinnovati es. Empoli-Ginestra Fiorentina);

  • Riqualificazione e messa in sicurezza dell'attuale pista di Peretola per rendere lo scalo un City airport destinato ad un utenza business in grado di servire la regione in sinergia con Pisa;

  • Valorizzazione dell'aeroporto della Pila (Marina di campo - Elba) come infrastruttura turistica e necessario servizio di continuità territoriale per i residenti;

  • Superamento dell'attuale realtà dell'aeroporto di Ampugnano (Siena) in sinergia con le richieste della popolazione e per la valorizzazione del territorio;

  • Contrastare il monopolio sul trasporto marittimo, ad esempio sulla tratta Piombino-Isola d'Elba, aumentando gli slot alle altre compagnie al fine di aumentare la concorrenza ed avere un prezzo del biglietto più basso;

  • Pianificare l'integrazione e la multi-modalità del trasporto (aereo, autobus, treno, traghetto);

  • Avviare una revisione partecipata dei contratti di servizio del trasporto ferroviario, che coinvolga gestori e utenti, in particolare i pendolari abbonati;

  • No all'ampliamento del Porto Commerciale di Marina di Carrara e sì all'ampliamento del Porto Turistico all'interno del porto esistente;

  • Sì all'adeguamento del Porto di Piombino per esigenze turistico-commerciali, al fine di favorire il superamento della mono-cultura dell'acciaio.


RELAZIONI CON STATO E UNIONE EUROPEA11165267_10204011063904882_3433935075784615351_n.jpg

La Regione Toscana è un'istituzione inserita all'interno di un contesto istituzionale. Ha il potere di gestire quanto a lei delegato, in autonomia o collaborazione con altri enti, e ha la possibilità di farsi sentire nelle sedi opportune per stimolare processi dei quali, altrimenti, subirebbe solo le conseguenze. Negli ultimi anni gli enti periferici come regioni e comuni, amministrati dai partiti di governo, hanno subìto scelte scellerate compiute dal Governo Italiano e dagli organismi europei. Il contrasto a queste scelte è stato debole e privo di efficacia. Noi abbiamo un'idea precisa di come relazionarci con lo Stato Centrale e con l'UE: essere portavoce delle reali esigenze della cittadinanza e non impliciti sostenitori, ma finti oppositori, dei colleghi di partito al gradino superiore.

LA NOSTRA AZIONE VERSO LO STATO CENTRALE

  • Chiederemo più fondi per le scuole toscane, con particolare riguardo per le aree periferiche solo sfiorate dai 14 milioni stanziati dal Governo nell'ultimo biennio per interventi anche di messa in sicurezza;
  • Pressione nella Conferenza Stato Regioni affinché l'Italia superi i vincoli di Bilancio e il Fiscal Compact e torni al più presto alla sovranità monetaria;
  • Pressione al Ministero dell'Ambiente affinché lo Stato intervenga con programmi definitivi per la bonifica dei SIN Toscani

LA TOSCANA NELL'UNIONE EUROPEA

  • Garantire la trasparenza delle valutazioni progettuali, assegnazione equa ed erogazione efficiente dei fondi comunitari;
  • Istituzione di un canale ufficiale europeo telematico e trasparente per le relazioni tra regione ed eurodeputati in particolare tra quelli eletti nella circoscrizione di appartenenza;
  • Azioni di formazione e promozione rivolti agli amministratori locali per acquisire le competenze per l'utilizzo efficiente di fondi europei;
  • Agevolare finanziamenti per le PMI, per le imprese e gli organismi di ricerca che garantiscono un'innovazione "market ready" (Premiare i soggetti che garantiscono un impatto economico dei risultati progettuali);
  • Utilizzo di qualsiasi canale comunicativo disponibile per informare e divulgare opportunità relative ai fondi europei e normativa UE;
  • Azioni di formazione e promozione rivolti agli amministratori locali per acquisire le competenze per l'utilizzo efficiente di fondi europei;
  • Definire priorità dove la nostra regione ha maggior forza (beni culturali, moda, design, creatività, turismo);
  • Presenza, all'interno del Comitato delle Regioni, di tutte le forze politiche rappresentative dell'elettorato regionale e non solo dei principali gruppi UE;
  • Mandato vincolante del rappresentante regionale all'interno del Comitato delle Regioni, perché agisca nell'assoluto rispetto di quanto deliberato dal consiglio regionale;
  • Istituzione di una commissione permanente per le politiche UE ed affari internazionali;
  • Pianificazione di un calendario di incontri con le altre commissioni permanenti;
  • Ruolo di coordinamento delle commissioni permanenti per la stesura del regolamento attuativo dei fondi UE;
  • Azioni per l'introduzione di nuove aree prioritarie di finanziamento a scadenza dei programmi pluriennali europei.


SALUTE E SANITÀ PUBBLICA10952451_10204011063704877_2812384786458535156_n.jpg

Il Movimento 5 Stelle sostiene una sanità ed un sociale pubblici ed universali. Per centrare questo obiettivo è fondamentale che i partiti restino fuori dalla determinazione degli incarichi dirigenziali che devono essere affidati per pubblica selezione, seguendo criteri di merito.
Il Movimento 5 Stelle ritiene necessario che le riforme della sanità vengano fatte con adeguamenti progressivi e non con trasformazioni colossali decise dall'alto, senza la partecipazione dei diretti interessati. A questo proposito ribadiamo la nostra contrarietà al Modello per Intensità di Cure adottato dalla Regione Toscana, che prevede il superamento dei reparti differenziati secondo la disciplina specialistica.

Vogliamo:


  1. prevenzione sanitaria e sociale e promozione della salute quali cardini del sistema sanitario regionale. In particolare ci premono gli interventi mirati a stili di vita individuali, collettivi ed ambientali, sani;

  2. eliminazione dei ticket aggiuntivi, abbattimento delle liste di attesa e potenziamento capillare del 118;

  3. difesa dei presidi ospedalieri periferici e della rete dei servizi assistenziali territoriali, con particolare attenzione ai disabili, ai non autosufficienti e alle patologie cronico-degenerative;

PREVENZIONE E SALUTE PUBBLICA


  • Sostegno alla prevenzione primaria sanitaria e sociale;

  • Tutela della salubrità del territorio, dell'aria, delle acque , del cibo e dell'ambiente di lavoro;

  • Sostegno e promozione di stili di vita individuali, collettivi ed ambientali sani che migliorino il benessere delle persone;

  • Reale attivazione registro tumori;

  • Progressiva chiusura inceneritori e centrali a carbone anche limitrofe alla Regione Toscana.

  • Migliorare il primo soccorso con l'estensione delle competenze di base estese al maggior numero possibile di cittadini;

  • Progetti sulla Disabilità pianificati e partecipati con le famiglie dei disabili;

  • Rapporti con volontariato e non profit che rispettino il principio di sussidiarietà senza sostituirsi al pubblico per la gestione ordinaria;

  • Realizzazione del registro digitale malattie gravi (tumori) geolocalizzato consultabile via web.

SANITÀ PUBBLICA ACCESSIBILE E FUNZIONALE


  • No al ticket sulle radiografie, eliminazione dei ticket aggiuntivi;

  • Sanità pubblica di alta qualità ed efficienza incentrata sui bisogni del paziente; pensata, progettata e guidata su evidenze scientifiche;

  • Sanità pubblica trasparente che sappia e voglia premiare il merito svincolata dai partiti politici;

  • Sanità pubblica che sia capace di recuperare, mantenere e valorizzare il rapporto di fiducia tra i cittadini ed i suoi operatori;

  • Formazione efficace ed efficiente per i propri operatori finalizzata ad un costante miglioramento della qualità dei servizi offerti;

  • Potenziare l'informazione e il coinvolgimento dei cittadini come soggetti attivi, consapevoli e responsabili;

  • Selezione pubblica con criteri oggettivi e trasparenti mirati alla competenza ed al merito, del direttore generale attualmente di nomina politica e di tutti i dirigenti dipartimentali;

  • Inclusione dei lavoratori da quelle 'strutture chiave' delle aziende sanitarie che ne decidono i destini, come per esempio la commissione terapeutica regionale che aggiorna i prontuari delle aziende o nelle scelte che compiono i direttori di dipartimento;

  • Potenziare il coordinamento tra ARPAT e servizi ASL;

  • Valutazione ambientale che tenga conto dell'effettiva ricaduta sullo stato di salute dei cittadini nel territorio dove si insediano le attività produttive;

  • Diffusione e miglioramento dei piccoli ospedali funzionali al territorio su cui insistono;

  • Migliorare l'appropriatezza prescrittiva, con verifiche periodiche concordando obiettivi regionali specifici con i medici di medicina generale (MMG) e pediatri di libera scelta (PLS), con una reale presa in carico del paziente, promuovendo una una reale rete con i centri specialistici;

  • Riattivazione dei distretti e dei consultori con percorsi condivisi tra territorio e ospedale, con l'attivazione di indicatori a cui tutte le strutture dovranno adeguarsi e rispondere;

  • Riorganizzazione di strutture come le aggregazioni funzionali territoriali (AFT) e le Case della Salute in reali strutture pubbliche riabilitative dedicate a pazienti cronici e diversamente abili;

  • Eliminazione dei carrozzoni come le società della salute;

  • Riduzione della spesa attraverso un controllo ed un taglio delle indennità accessorie dei dirigenti;

  • Rendicontazione trasparente delle organizzazioni sanitarie;

  • Censimento trasparente e pubblico dei macchinari non utilizzati;

SUPERAMENTO MODELLO PER INTENSITÀ DI CURA


  • Divisione in reparti specialistici e aumento dei posti letto per acuti;

  • Assunzioni nella linea di produzione: più medici e infermieri, meno incarichi dirigenziali;

  • No all'accorpamento ASL, se non previa effettiva dimostrazione con dati oggettivi di risparmio ed efficienza.

DIECI PUNTI PER IL SOCIALE


  1. Definizione e approvazione dei LIVEAS. I livelli essenziali di assistenza sociale (LIVEAS) devono essere approvati e finanziati perché costituiscono diritti soggettivi di cittadinanza. Solo attraverso la definizione dei diritti di cittadinanza ed assistenza sociale sarà possibile garantirne la loro corretta tutela.

  2. Sviluppo di modelli organizzativi funzionali dei servizi sociali. Vogliamo puntare alle sperimentazioni efficaci, alle buone prassi e ai modelli funzionali. Vogliamo strutturare un sistema regionale indipendente di confronto e valutazione dei sistemi organizzativi, tutelando gli operatori sociali. Intendiamo strutturare finanziamenti chiari, finalizzati e con meccanismi di rendicontazione partecipati e trasparenti.

  3. Tutela delle fasce deboli della popolazione, non degli interessi di partito. L'accesso ai servizi sociali deve essere garantito a chi ne ha bisogno, rapidamente e senza dover aspettare i tempi della burocrazia. Intendiamo tutelare i più deboli in modo competente, senza pressioni politiche, difendendoli anche dai furbi o dai raccomandati. Il diritto all'assistenza non è un diritto al privilegio.

  4. Liberiamo il terzo settore dal giogo dei partiti. Vogliamo un terzo settore che si senta libero di realizzare i propri sogni senza vincoli o condizionamenti, un terzo settore che possa programmare la propria azione senza dover piegare il capo davanti alla politica. Vogliamo un terzo settore capace di creare benessere, di aggregare, di dare un valore aggiunto ancor più prezioso alla società.

  5. Tutela dell'infanzia, dell'adolescenza e delle responsabilità familiari. Quando si parla di famiglie e minori si pensa al futuro. Ogni tipo di risorsa spesa qui è investita nel nostro futuro. Intendiamo puntare con forza ad azioni preventive, di cura e riabilitazione dei disagi familiari. Vogliamo promuovere buone prassi, forme innovative di solidarietà ed intervento sulle famiglie in difficoltà.

  6. Inclusione sociale e parità di condizione. Uno Stato che non pensa prioritariamente ai più deboli è uno Stato che tradisce la Costituzione. Una Regione che non promuove l'inclusione sociale è un territorio che si prepara alle barricate. Una società solidale non vive nel timore di perdere qualcosa ma, al contrario, riconosce il vantaggio che comporta integrare persone e idee.

  7. Contrasto alla povertà e al disagio abitativo. La povertà in Italia è una piaga radicata e diffusa. Sprecare denaro in opere inutili mentre un bambino su dieci soffre la fame è semplicemente incivile. Vogliamo contrastare la povertà con qualsiasi mezzo, a partire dal reddito di cittadinanza. Vogliamo cercare nelle migliaia di alloggi vuoti una soluzione per il disagio abitativo.

  8. Aiuto domestico familiare finalizzato a favorire l'autonomia e la permanenza nel proprio domicilio di persone disabili e non autosufficienti. Una vita libera, dignitosa ed autonoma è il desiderio più naturale ma a volte più difficile da realizzare. Il M5S intende fare scelte organizzative importanti nei confronti di disabili e persone non autosufficienti, in primo luogo riconoscendo, valorizzando e sostenendo in tutti i modi la figura del familiare che assiste.

  9. Protezione di persone con limitazioni dell'autonomia e non assistibili a domicilio. La rete dei servizi residenziali rappresenta una risorsa fra le più importanti del sistema di protezione sociale regionale. Le potenzialità di aiuto che sono latenti in questo sistema sono enormi. Vogliamo liberare queste potenzialità, impantanate nell'immobilità clientelare delle istituzioni e dei partiti.

  10. Inserimento sociale di soggetti affetti da disabilità psichiatrica, psicofisica o dipendenza. Intendiamo riconsiderare un approccio globale per multiproblematicità e multidimensionalità del disagio, basato sull'unicità della persona. Vogliamo fermare il paradosso dove lo Stato da un lato incentiva comportamenti che danno dipendenza (gioco d'azzardo, alcool, fumo), dall'altro li cura attraverso il sistema sanitario pubblico.

Segue ...

Per Maggiori Informazioni .... www.movimento5stelletoscana.it

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