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Malasosta all'italiana

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Questa settimana in Comune abbiamo ricevuto il presidente di GTT Ceresa. Si è parlato un po’ di tutto, dagli investimenti in nuovi tram (speriamo, ma non c’è ancora niente di concreto) alla situazione finanziaria dell’azienda, legata anche ai tagli della Regione Piemonte.

I fondi per il trasporto pubblico, difatti, dipendono dalla Regione, che dal 2010 al 2013 li ha tagliati del 15%, con il conseguente taglio di linee e di passaggi, nonostante l’utenza sia molto aumentata a causa della crisi. Poi nel 2014 c’è stato un ulteriore taglio di 18 milioni di euro, che non è stato tradotto in tagli di servizio perché altrimenti esso sarebbe collassato; per cui è rimasto il buco. Con un ricorso al TAR, la Regione è stata condannata a ripianare almeno in parte questo buco; Chiamparino vorrebbe cavarsela con 3 milioni su 18, e se così sarà ci saranno altri tagli nel 2015 per recuperare il resto.

E non pensiate che basti “far pagare quelli che non pagano”: in realtà i biglietti coprono meno di un terzo dei costi del trasporto, e anche se tutti i portoghesi pagassero si recupererebbe al più qualche milione di euro, a fronte però dei costi necessari per potenziare i controlli. Ceresa, peraltro, a fronte delle lamentele dei cittadini sull’evasione del biglietto ha anche esposto una contro-lamentela, raccontando che quando alcuni giorni fa è stato infine bloccato il ragazzo senza biglietto che aveva appena picchiato due controllori e cinque vigili, la gente gridava “lasciatelo stare poverino”.

Tra le altre cose discusse stamattina con GTT c’è la questione delle multe degli ausiliari del traffico. In un Paese normale, a fronte di qualcuno che parcheggia male ci sarebbe qualcun altro che gli fa una multa, ma noi non siamo un Paese normale; per questo esistono due tipi diversi di ausiliari del traffico, quelli abilitati secondo l’art. 17 comma 132 della relativa legge, che possono fare le multe solo per violazioni di sosta relative alle strisce blu, e quelli abilitati secondo l’art. 17 comma 133, che possono fare le multe per qualsiasi violazione di sosta su tutto il territorio comunale.

Il risultato pratico è che gli ausiliari della divisione parcheggi di GTT, che sono quasi tutti “comma 132″, possono multare la vettura parcheggiata nelle strisce blu che ha sforato di dieci minuti la scadenza del tagliando, ma non possono multare la vettura a fianco parcheggiata su un portone o nel posto dei disabili, cosa che richiede l’abilitazione “comma 133″; il che certo fa piacere a chi parcheggia abitualmente nei posti dei disabili, ma non agli altri che si beccano la multa per molto meno, e ai cittadini in generale.

La soluzione sarebbe abilitare gli addetti secondo il comma 133, cosa per cui sono già stati fatti corsi di aggiornamento nel lontano 2012; però tutto si è fermato su problemi sindacali, perché ovviamente, se l’addetto deve fare la multa non solo sulle strisce blu ma anche sull’adiacente posto dei disabili, deve anche essere pagato di più e compensato per questa responsabilità aggiuntiva (peraltro nel settore trasporti il contratto nazionale è scaduto e non rinnovato da sette anni, gli scatti sono bloccati da un pezzo, e capisco che a quel punto si riduca anche la disponibilità lato lavoratori).

Dato però che gli stipendi li paga GTT, ma le multe le incassa il Comune, che per questo servizio paga a GTT un fisso di 3.700.000 euro l’anno, per i bilanci di GTT la cosa è comunque un costo. Inoltre, come sapete, sia GTT che il settore parcheggi sono da anni in vendita, anche se nessuno se li piglia; e dunque all’acquirente privato fare multe a vantaggio del Comune non interessa per niente, per non parlare del fatto che la legge richiede che gli ausiliari del traffico “comma 133″ siano comunque dipendenti di una società di trasporto pubblico, per cui se per caso l’acquirente privato dei parcheggi fosse stato uno che fa solo parcheggi le multe sarebbero andate a farsi benedire.

Comunque, pare che adesso si sia giunti a più miti consigli, ossia che si sia concluso che tanto il settore parcheggi non si vende, e si sia deciso di procedere con l’abilitazione “comma 133″ di almeno una ventina di addetti su cento; anche il consiglio comunale potrebbe esprimersi a breve in senso favorevole.

Secondo me, però, questo è tutt’altro che sufficiente. Torino ha seri e crescenti problemi di sosta selvaggia un po’ dappertutto, e non parliamo di auto formalmente in divieto ma che non disturbano nessuno, ma di automobili abbandonate sui posti per disabili, sulle fermate dei pullman, sui passi carrai, sugli scivoli agli incroci, sulle piste ciclabili, spesso per molto tempo e con arroganza, spesso bloccando pedoni, anziani, disabili, ciclisti o semplicemente le altre auto, e non di rado causando incidenti: basta scorrere l’agghiacciante galleria di Malasosta.

Per questo, un aumento sensato delle multe a chi sosta in maniera incivile e pericolosa farebbe solo bene; non lo riterrei una “spremitura” dei cittadini. Allora, dato che il Comune comunque incasserebbe non poco dalle multe in più, non basterebbe fare un accordo per formare altri addetti, magari gli ex autisti inabili alla guida, e mandarli a fare gli ausiliari del traffico, pagando a GTT il loro costo?

Non so se sia un’idea troppo semplice, comunque ho presentato una mozione in tal senso, che comprende anche la proposta di pattuglie in bicicletta per controllare le piste ciclabili e quella di nuove telecamere a protezione delle corsie preferenziali e delle aree pedonali. I partiti evitano di fare queste proposte, perché ritengono che gli incivili siano in maggioranza e fare multe sia impopolare; io però penso che siamo giunti a un livello in cui l’anarchia per le nostre strade non è più tollerabile.

La lenta ma inesorabile crisi del mercato di corso Spezia, uno dei più vecchi di Torino, coincide con la costruzione del sottopasso omonimo, che ha causato lo spostamento dell'area mercatale dalla sua sede storica, sul lato ovest di via Nizza, alla sua nuova sede, al centro del corso.
Originariamente, infatti, il mercato era situato all'inizio del corso, in corrispondenza dell'attuale uscita del sottopasso.
La nuova destinazione dei banchi, decisamente più piccola rispetto all'area originaria, è dunque quella del vecchio parcheggio, che comprendeva un centinaio di posti auto.

Non volendo in questa sede discutere nuovamente dell'(in)utilità del sottopasso di corso Spezia, bisogna comunque rilevare che è stata la sua costruzione a causare la perdita dei parcheggi di servizio al mercato.
Ad inizio febbraio, durante un incontro che i commercianti di circoscrizione hanno avuto con l'Assessore Mangone, una delle problematiche emerse, oltre al costo del plateatico e all'ammontare della tassa rifiuti, è stata proprio l'assenza di parcheggi, a causa della quale il flusso dei clienti è notevolmente diminuito.

Così, recependo le istanze dei cittadini, abbiamo avanzato una proposta:
in data 16 febbraio il Movimento 5 Stelle presenta un Ordine del giorno, a prima firma Monica Amore, con cui chiede all'Assessorato competente della Città di Torino ed a GTT (tramite il Presidente di circoscrizione ed il Coordinatore al commercio) la concessione gratuita del vicino parcheggio a pagamento Bacigalupo, per 1-2 ore, nella giornata di sabato.

Per limitare il beneficio della sosta gratuita ai soli clienti del mercato di corso Spezia, e dunque per evitare la saturazione dei posti auto, che invaliderebbe il senso della proposta, abbiamo chiesto al Comune di fornire agli operatori mercatali le apposite macchinette per la vidimazione del ticket per il parcheggio.

L'Ordine del giorno è stato approvato con 7 voti favorevoli, 5 contrari ed 1 astenuto, e ci auguriamo che questa misura possa concedere un po' di respiro alla già difficile situazione del commercio locale.

MoVimento 5 Stelle - Circoscrizione 9

Il titolo dell'intervento è quanto mai aulico:"Riqualificazione dello spazio pubblico creando un cannocchiale visivo sull'asse corso Galileo Ferraris da corso Vittorio Emanuele a Piazza Albarello".
In realtà si tratta del solito parcheggio interrato che si presenta come un "un trincerone" che
per almeno 18 mesi dividerà in due corso Galileo Ferraris, un super-cantiere di quattro piani interrati dove sono previsti 456 posti auto di cui 388 a rotazione, 68 privati di cui 40 box, 28 posti auto e 15 posti moto.
Nella riqualificazione di corso Galileo Ferraris è previsto un giardino a raso con area giochi centrale e spazio fitness, l'eliminazione dei semafori e attraversamento in rilevata, due piste ciclabili, due chioschetti uno informativo e uno di ristorazione.
Gli alberi non verranno toccati perchè gli scavi sono a 3,5 mt dai tigli.

Le mura minori dette rivellino che sono state trovate già ad un metro di profondità e che appartengono alla Cittadella,pare rimarranno a vista.
Ho chiesto in Commissione che venisse presa in considerazione la possibilità di lasciare a vista anche dall'alto le mura dell'edificio seicentesco dove una leggenda racconta che nella loro costruzione fossero state riempite di rottami di monumenti, colonne, lapidi e statue romane, e altri preziosi tesori d'antichità.
Chissà che cosa troveranno in uno scavo profondo quattro piani!E quanto verrà restituito alla città!

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I commercianti, ma anche i cittadini presenti alla nostra Commissione sono però furiosi del "cantierone" e chiedono per quale motivo sia stato chiuso il passaggio di attraversamento da via Bertolotti e perchè non siano stati coinvolti nella programmazione della sistemazione provvisoria.
Risulta quindi un "beau geste"la restituzione di un giardino ai cittadini ma non aver aperto dei tavoli di partecipazione ai cittadini tramite la Circoscrizione 1 mi pare il solito percorso autoreferenziale del Comune che non programma ma insegue i desideri dei costruttori.
Le fermate del pullman non sono state adeguate alla nuova viabilità, e neanche i parcheggi provvisori che andrebbero a disco orario. Non sono stati interessati i cittadini per sapere cosa servisse davvero in quella zona e i due chioschetti mi pare siano la solita marchettina a qualche partito ( davvero è importante un punto informativo e un altro punto di ristorazione?) Insomma nulla di nuovo dalla Circoscrizione1, nulla di nuovo dalla Circoscrizione1.

Circa quattro anni fa, alle ultime elezioni amministrative, abbiamo deciso di presentarci non solo in Comune ma anche in tutte le Circoscrizioni. Per noi, che rappresentavamo una forza politica ai propri esordi, fu uno sforzo considerevole che fu compiuto perché ritenevamo prioritario avere anche dei portavoce in quelle istituzioni che, nella nostra visione politica, sono il primo luogo di contatto tra cittadini e istituzioni.

Secondo il vigente Regolamento, infatti, il consigliere di circoscrizione ha tutti i diritti e doveri del consigliere comunale, con la sola limitazione inerente le competenze territoriali, (cfr. art 6 comma 3 dello Statuto), ottiene un gettone di presenza per il lavoro che svolge, ha un ruolo politico ed è dotato di strumenti ufficiali per eseguire il suo compito.

In teoria è quindi un ruolo politico bellissimo per chi ama creare condivisione, partecipazione e informazione sulla cosa pubblica. In pratica, invece, abbiamo imparato dalla nostra esperienza che le circoscrizioni oggi non sono capaci di rispondere a questa esigenza: forse anche perché è da vent'anni che si parla di riforma e questa riforma non arriva mai? Le circoscrizioni di oggi non sono il luogo di riferimento dei cittadini, molti torinesi non sono assolutamente a conoscenza della circoscrizione in cui risiedono e molti nemmeno conoscono il ruolo della circoscrizione in quanto ente istituzionale. Non sono un reale luogo di partecipazione e punto di riferimento dei cittadini per la segnalazione delle esigenze dei cittadini. La partecipazione cittadina alle commissioni, l'attuale luogo di lavoro dei consiglieri, è solitamente scarsa e si riduce alla presenza dei diretti interessati: associazioni, tecnici o altro a seconda della commissione. Le circoscrizioni non sono neppure un reale luogo decisionale politico capace di dare risposte alle esigenze del territorio a causa della mancanza di assegnazione di competenze reali e specifiche. Inoltre generano costi che oggi, a fronte dell'evidente differenze contesto economico e sociale, non sono più sostenibili: stiamo parlando di 250 consiglieri di circoscrizione (con gettone di presenza di 60€ per un massimo di 14 sedute) e 10 presidenti (con indennità fissa da 2500€ al mese) per una discrezionalità di risorse da allocare che è non raggiunge nemmeno i 7 mln di euro. L'attività istituzionale purtroppo si concentra principalmente nel ratificare le scelte fatte dalla Giunta in merito ai soggetti a cui erogare contributi. Nessuno di noi demonizza lo strumento del contributo in quanto tale, evidentemente necessario per realizzare attività culturali e sociale sul proprio territorio. Ma la mancanza di programmazione e di strumenti che garantiscano maggiore apertura a tutti i soggetti del territorio e la scarsità di risorse sta trasformando quello che dovrebbe essere il ruolo politico - quindi la scelta di criteri e priorità per attuare le politiche - in clientelismo, la scelta prioritaria dei soggetti anziché dei progetti. Una giunta quindi che sceglie i soggetti e un consiglio, privo di alcun reale ruolo di indirizzo e di programmazione, che ratifica le scelte.

In questo contesto, seppure forza di opposizione, riteniamo doveroso dare il nostro contributo costruttivo nel portare avanti una riforma istituzionale che non è più procrastinabile. Così abbiamo impiegato le nostre energie nella commissione decentramento che ha recentemente approvato in Comune - con il nostro voto favorevole - delle prime linee guida. Voler ridurre il numero delle circoscrizioni in quanto organi elettivi ad un massimo di sei, dalle dieci attuali, affiancandole alla reintroduzione dei quartieri come strumenti di prossimità con i cittadini, volerle arricchire di strumenti partecipativi deliberativi in cui siano i cittadini ad essere coinvolti nelle scelte dell'allocazione delle risorse disponibili (introducendo il bilancio partecipativo), voler implementare meccanismi di programmazione delle risorse (bilanci, assestamenti, delibere quadro) che coinvolgano i consigli circoscrizionali come luoghi di indirizzo e di discussione politica distinguendoli dal ruolo esecutivo di una giunta con valenza esterna, voler ridisegnare le competenze conferendone magari meno ma effettive, tutto ciò non vuol dire "uccidere il decentramento", come alcuni sostengono. Fare tutto ciò vuole invece dire iniziare finalmente quella riforma attesa da due decenni che tenterà di ridare alle Circoscrizioni dignità ed una funzione effettiva che ad oggi non hanno.

Noi abbiamo lavorato con costanza in questi mesi contribuendo attivamente al ridisegno delle circoscrizioni facendo recepire alcuni indirizzi voluti dal movimento 5 stelle: la riduzione ad esempio del numero delle circoscrizioni si accompagna all'inserimento di nuovi strumenti partecipativi (es. il bilancio deliberativo) nel tentativo di rendere questi organi un luogo reale di incontro tra i cittadini e le istituzioni. Con il nostro voto abbiamo palesato il nostro sostegno a questa riforma perché solo partendo dal ridisegno delle istituzioni, adattandole al nuovo contesto sociale ed economico, possiamo migliorare la nostra Città. Non procedere per l'ennesima volta con una riforma del decentramento è facile: basta sostenere che è possibile farne una migliore, perché è sempre possibile migliorare; basta raccontare che il modello attuale non è poi così male, anche se i cittadini non sono coinvolti, anzi sovente non sanno neppure dell'esistenza dell'Istituzione stessa, mantenendo di fatto queste istituzioni decentrate nella loro totale autoreferenzialità; basta tirarsi indietro e non fare proposte di merito nei luoghi preposti per farlo trovando così qualche motivo per giustificare che forse in realtà non si vogliono tagliare poltrone e ruoli elettivi decisionali.

Noi, da forza di opposizione, abbiamo deciso di migliorare questa riforma istituzionale nel suo percorso anziché cercare di affossarla.


Viviana Ferrero, consigliere circoscrizione 1
Serena Imbesi, consigliere circoscrizione 2
Maura Paoli, consigliere circoscrizione 3
Nicola Santoro, consigliere circoscrizione 4
Antonino Iaria, consigliere circoscrizione 5
Paolo Tkalez, consigliere circoscrizione 6
Fabio Versaci, consigliere circoscrizione 7
Claudio Di Stefano, consigliere circoscrizione 8
Monica Amore, consigliere circoscrizione 9
Luigi D'Alberti, consigliere circoscrizione 10

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