Archivio

Cara Viola di Firenze

| commenti

Cara Viola di Firenze,

ti ringrazio per la tua petizione che il giornale di De Benedetti ha prontamente provveduto a rilanciare nel titolo di apertura in prima pagina, come fa regolarmente con tutte le petizioni di tutti i ventiquattrenni d’Italia.

Tu chiedi al Movimento 5 Stelle di sostenere un governo che faccia una decina di cose: la riforma elettorale, la legge sul conflitto di interessi, il reddito di cittadinanza, la cancellazione dei rimborsi elettorali… Noi le condividiamo, dunque se venissero presentate in Parlamento, seriamente e senza trucchi, le voteremmo; anzi le presenteremmo noi per primi.

Il problema, però, è che non le condivide Bersani. Ti ricordi quando gridava (vabbe’, dai: rantolava) che il reddito di cittadinanza era una promessa populista e insostenibile? E che i rimborsi elettorali sono essenziali per la democrazia? E la riforma elettorale, la legge sul conflitto di interessi, perché non le ha fatte quando governava?

Secondo te, veramente il PD dopo le elezioni ha avuto una crisi di coscienza ed è diventato buono, e ha deciso che improvvisamente voleva aiutare i “grillini” a realizzare il loro programma di stravolgimento dell’Italia, andando contro gli interessi che lo sostengono da anni? Per crederci, bisogna essere veramente ingenui o molto piddini.

Se per il Paese è necessario un governo che porti avanti il programma del M5S, una strada c’è: far fare il governo al M5S, e che siano gli altri a dargli fiducia. Ma se questa strada ti pare eccessiva, ce n’è ancora un’altra: un governo di persone super partes (ma veramente, non come Monti & c.) che si proponga con quel programma lì. Ma persino se dovessero fare il governo PD-PDL con relativa fiducia, basta che proponga quelle cose lì e noi le voteremo: non è che perché fanno il governo col PDL allora non possono più portare avanti questi punti, se veramente li vogliono fare.

Quello che non puoi pensare, invece, è che il Movimento 5 Stelle possa promuovere la nascita di un governo di Bersani e di Monti (son già talmente alleati che manco c’è bisogno di dirlo), con ministri tipo Enrico Letta e Rosy Bindi, per poi magari vedere questo governo far passare ogni genere di porcata senza nemmeno transitare dal Parlamento, a botte di decreti e di sottogoverno, costringendoci nel frattempo a tenerlo vivo per completare riforme che “casualmente” si impantanerebbero esattamente come si sono impantanati il taglio degli stipendi dei parlamentari e l’abolizione delle province durante il precedente governo Monti-Bersani.

Quindi ti ringrazio per la tua proposta e ti rassicuro che noi la porteremo avanti senz’altro, ma che non siamo così ingenui da pensare che improvvisamente gli stessi che hanno rovinato l’Italia muoiano dalla voglia di cambiarla. E per favore, dì a Pierlu Smacchiagiaguari che la smetta di dire “venite a dirmelo in Parlamento” e di rivolgersi direttamente ai nostri neoparlamentari cercando di convincerli a votare la fiducia (magari in cambio di un ministero), che magari il pirla che ci casca lo trova pure, ma in generale come tentativo di spaccarci è piuttosto patetico.

Con stima,

La Circoscrizione 1 avrà una Casa del Quartiere.

| commenti

Verrà approvato in questi giorni l'assegnazione dei locali di via Dego 6 della Circoscrizione 1 alle associazioni Torino Teatro Operetta, Strumento Testa, Fita, Scuola e Futuro e Quelli della Uno .

Con una scelta condivisa all'interno di una riunione di capigruppo, la Circoscrizione ha voluto premiare un progetto, tra i tanti presentati , che avesse una forte valenza territoriale e che esprimesse attraverso le attività da svolgersi, un punto di riferimento per tutti i cittadini della Circoscrizione.

Sarà quindi una gestione di un anno attraverso un progetto sperimentale che nell'intenzione dei proponenti vuole attivare davvero tantissime iniziative a "costo zero".

Con una macchina da cucire partirà un laboratorio di cucito che vuole essere soprattutto un modo per riciclare abiti e tessuti , ci sarà una Banca del Tempo, incontri di multi culturalità e un incontro mensile con i politici della Circoscrizione che faranno una relazione sul lavoro svolto.

Un'attenzione forte anche alla filosofia della decrescita con laboratori di panificazione , caseificazione e auto-produzione di detersivi ecologici.

Il piano terreno verrà allestito con mostre riguardanti il territorio, ma anche inserito in percorsi museali itineranti che troverebbero buona collocazione negli spazi di via Dego 6.

Ancora nell'interrato potrebbe collocarsi un Cineforum e andrebbe anche utilizzata la grande sala per la presentazione di libri, il terrazzo al primo piano anch'esso valorizzato con incontri culturali.

Un programma ambizioso che strizza l'occhio a tutti quelli che vorranno supportare l'iniziativa mettendoci un po' del loro tempo o delle loro competenze per fare partire il progetto.

E se anche gli spazi di via Dego non sono grandissimi e non c' è un punto di ristorazione nutriamo davvero la speranza che questa costruzione diventi la nostra Casa del Quartiere intesa come come presidio territoriale che ha occhi e orecchi per la Circoscrizione e per le esigenze reali dei cittadini.

Un punto di incontro tra le diverse generazioni che potranno attraverso la semplicità di un bottone cucito al mattino, di un tè alle cinque o di un libro letto ai bambini il sabato, ritrovare quel piacere genuino di stare insieme.

Per tutto questo solo una tessera annuale di 10 euro per i residenti e la volontà di accogliere le tante iniziative che vorrete proporre.

Unipol-Fonsai, la storia d'Italia

| commenti

Oggi non si fa campagna elettorale, ma i problemi di Torino non spariscono; e ce n’è uno che, secondo me, sintetizza bene il malcostume e il degrado dell’Italia.

La Sai è una delle storiche assicurazioni di Torino; attraversa tutto il Novecento per finire poi, a fine anni ’80, nelle mani dell’ingegner Salvatore Ligresti da Paternò, amico di Craxi, di Berlusconi, di Cuccia, di Dell’Utri, di La Russa e con inquietanti connessioni siciliane alle spalle. Tangentopoli lo vide arrestato e condannato per mazzette dalla Sai all’Eni, ma fu solo uno stop temporaneo; nell’era berlusconiana Ligresti rimane uno dei padroni di Milano, con partecipazioni un po’ ovunque, da Mediobanca alle grandi operazioni immobiliari. Nel 2003 Sai si compra Fondiaria, altra storica assicurazione; nasce Fondiaria-Sai o amichevolmente Fonsai, con sede legale e principale in corso Galileo Galilei 12 a Torino, sede che a tutt’oggi occupa circa 1500 torinesi.

Ligresti, come tutti i “capitalisti” italiani della seconda Repubblica, cresce grazie al debito: con la compiacenza di banche di cui è azionista, su tutte Unicredit, riesce a conquistare grandi aziende con pochi soldi… finché non arriva la crisi. E chi è più liquido di un’assicurazione? Dunque Ligresti comincia a scaricare i buchi immobiliari su Fonsai, depredandola di decine di milioni di euro. A fine 2011, Fonsai è sull’orlo del fallimento: non ha nemmeno le riserve per garantire gli assicurati. Ma non si può mandare gambe all’aria la quinta assicurazione italiana: too big to fail. Che si fa?

E qui arriva “abbiamo una banca”: Unipol, ovvero il PD. Anch’essa non naviga proprio in buone acque, e allora – come già visto per le multiutility – si travestono due buchi come una sinergia, con la compiacenza della stampa, e si avvia la fusione tra Unipol e Fonsai, in cui ovviamente la prima sarà il nuovo padrone, dato che l’intero impero Ligresti è ormai vicino all’inevitabile tracollo.

Ma prima bisogna coprire i buchi, e allora, mentre la Consob si mette interi prosciutti sugli occhi e non risponde nemmeno agli esposti tramite avvocato, per prima cosa si annientano i piccoli risparmiatori. In un massacro stile Parmalat, di cui “curiosamente” parla solo Linkiesta e qualche giornale minore, agli azionisti si propone la seguente “scelta”.

In pratica, le azioni Unipol vengono svalutate di quasi il 90%; chi, al prezzo già in perdita di prima dell’operazione, ha 100 euro di azioni Unipol può scegliere tra sottoscrivere l’aumento di capitale, pagando altri 229 euro di tasca propria per ritrovarsi poi in mano la stessa quota di proprietà di prima in una azienda dal dubbio futuro, oppure veder crollare le proprie azioni a un valore di 11,5 euro.

Ma agli azionisti Fonsai va ancora molto peggio: qui la svalutazione è di quasi il 99%, con un concambio di 252 a 1: chi ha 100 euro di azioni Fonsai può scegliere tra tirarne fuori altri 299 per non perdere tutto, oppure vedere le proprie azioni ridotte al valore di 1,18 euro.

Ora, uno può dire che è normale che le azioni di una società semifallita diventino carta straccia, ma nessuno ha tutelato i risparmiatori in alcun modo, né prima – avvisandoli della crisi della società, mantenuta sottotraccia per anni esattamente come con Parmalat prima e con MPS poi – né dopo, obbligando i manovratori a concambi più umani. Intere famiglie hanno perso i propri risparmi per le manovre finanziarie di questa gente!

Mentre i risparmiatori finiscono in rovina, però, c’è chi ci guadagna: ad esempio Piergiorgio Peluso, figlio del ministro dell’Interno Anna Cancellieri, tuttora in carica a gestire le elezioni. Peluso fino al maggio 2011 stava in Unicredit, ed era stato lui a garantire gli assurdi crediti della banca alle società di Ligresti sempre più in crisi. Poi Ligresti lo assume come direttore generale di Fonsai, quando essa è già in crisi irreversibile, con un modesto stipendio di un milione e duecentomila euro l’anno. Poco più di un anno dopo, quando si conclude la cessione di Fonsai a Unipol, i nuovi padroni lo licenziano con una buonuscita di altri tre milioni e seicentomila euro.

In totale, Peluso in un anno ha incassato quasi cinque milioni di euro da una società semifallita che ha rovinato migliaia di risparmiatori.

No, scusate, lo scrivo in grassetto maiuscolo: IL FIGLIO DEL MINISTRO DELL’INTERNO HA INCASSATO IN UN ANNO CINQUE MILIONI DI EURO DA UNA SOCIETA’ SEMIFALLITA CHE HA ROVINATO MIGLIAIA DI RISPARMIATORI. Come mai non l’hanno scritto tutti i giornali in prima pagina?

Non è finita qui, perché ovviamente il danno successivo riguarda i lavoratori. Prima si tagliano gli agenti, poi, come facilmente prevedibile, i nuovi padroni vogliono spostare le sedi Fonsai di Torino e Firenze presso la sede centrale Unipol di Bologna o a Milano. Per Torino significa perdere la sede legale, con milioni di euro di tasse comunali e regionali, e millecinquecento posti di lavoro.

Giovedì mattina centinaia di lavoratori Fonsai hanno protestato, per noi c’era Alberto Airola che ha scattato questa foto: la settimana prossima saranno ricevuti da Fassino e noi faremo in modo che se ne parli in consiglio comunale. Ma non preoccupatevi, penso che Fassino risponderà da par suo: dopo tante parole, provvederà a promuovere una sollecita variante urbanistica che consentirà a Unipol di trasformare la sede ormai inutile, situata in una delle zone più eleganti di Torino, in nuovi palazzi di lusso. Giusto accanto a quelli che costruirà la Fiat sulla ex sede de La Stampa. Scommettiamo?

La grande finanza amica della politica incassa, i politici e i loro parenti incassano, gli unici che ci perdono sono le casse pubbliche, i lavoratori e i risparmiatori. Una classica storia d’Italia.

L'immaginazione al potere

| commenti

«Io so che voi li calcolate niente visto che la corte è armata, ma vi supplico di permettermi di dirvi che li si dovrebbe calcolare molto, tutte le volte che calcolano loro stessi come tutto. Sono a questo punto: essi stessi cominciano a calcolare i vostri eserciti come niente e la disgrazia è che la loro forza consiste nella loro immaginazione; e si può dire in verità, che a differenza di tutte le altre forme di potenza, essi possono, quando sono arrivati ad un certo punto, tutto ciò che credono di potere» (Il cardinale di Retz parla del popolo, dalle Memorie, 1675, via Barravento)

Sarà stata l’apparizione di Dario Fo, ma l’ultima accusa che l’apparato del PD ha trovato da tirarci contro è quella di essere sessantottini alla D’Alema, giovani rivoluzionari che poi occuperanno le poltrone e non le molleranno più; il che è alquanto buffo, dato che D’Alema è tuttora uno dei loro padroni del partito e dato che noi abbiamo una regola per cui nelle posizioni elettive, quelle che controllano tutto, si può stare solo per un periodo strettamente limitato.

In realtà la situazione di oggi è molto diversa, ma c’è un elemento che ricorda quell’epoca: la voglia, anzi la necessità, di immaginare un mondo nuovo, senza i dogmi di allora, ma con cinquant’anni di esperienza in più.

Esistono dei momenti storici in cui l’ordine sociale va in crisi e non regge più; questo è uno di quelli. Il comunismo e il capitalismo, modelli sociali fondanti da centocinquant’anni, hanno fallito entrambi; deve nascere qualcosa di nuovo, che contemperi la libertà e il benessere con la solidarietà e la giustizia, trovando un punto medio compatibile con un’epoca in cui le risorse disponibili saranno molto più scarse di adesso, e non potranno essere sprecate né suddivise in maniera troppo sbilanciata.

Il Movimento 5 Stelle è, in queste elezioni, l’unica opzione per immaginare un mondo nuovo, invece che aggrapparsi disperatamente alle rovine del vecchio. E’ ovvio che nessuno sa dove finiremo, e saremmo dei pazzi a dire che abbiamo le ricette per tutto, che sappiamo già tutto, che tutto funzionerà a meraviglia. Ci aspettano comunque anni di fatica e sofferenza, di tentativi non sempre riusciti, ma un conto è percorrerli senza speranza e senza equità, un conto è percorrerli come inizio di una strada nuova.

Per questo, nei pochi minuti che ho potuto avere sabato scorso, e che vedete nel video, ho voluto parlare dei poveri e di una società migliore. Nel servizio che mi avete affidato in questi anni, quella è stata la parte più difficile e insieme più toccante: visitare comunità per disabili, residenze per anziani, case alloggio per donne vittime di violenza, persino la strada con le prostitute, incontrare persone senza casa e senza lavoro, e sentire tante vite difficili senza poter dare risposte.

Voterò Movimento 5 Stelle per immaginare un mondo migliore. Del resto, avrebbe senso, qui e oggi, porsi un obiettivo meno ambizioso di questo?

Una grande opportunità

| commenti

Nei prossimi giorni in tanti voteranno Movimento 5 Stelle per la prima volta perché stufi, perché esasperati, per "dargli una lezione", per "per mandarli tutti a casa" e per decine di altri motivi.

Io, per esempio, tempo fa ho deciso di impegnarmi nel M5S perché per me era diventato impossibile dare fiducia a chi l'aveva ripetutamente tradita. Perché?

Perché parlano da sempre di conflitto di interessi ma non hanno colto le occasioni che ci sono state per fare la legge;
perché erano assenti al momento della votazione sullo scudo fiscale che poteva far cadere B.;
perché D'Alema non sapeva che quella sopra fosse una votazione importante;
perché parlano di diritti e immigrazione ma i CIE li ha istituiti la legge Turco-Napolitano;
perché parlano di tagliare i costi della politica ma hanno votato per l'aumento dei fondi ai gruppi consiliari nella Regione Lazio;
perché hanno lasciato in un cassetto, fino alla loro decadenza, centinaia di migliaia di firme di cittadini che chiedevano che venisse discussa una loro proposta di legge;
perché ho sentito troppe volte dire no alla guerra per poi vedermi rifinanziate le missioni in Afghanistan;
perché hanno chi insulta le bidelle dopo essere andato a fare la spesa con la scorta come capolista al Senato;
perché hanno cambiato la costituzione inserendo il pareggio di bilancio senza nemmeno chiedersi cosa ne pensassero i cittadini;
perché mettono nel loro statuto delle regole che però poi sono soggette a mille deroghe;
perché Lusi e Penati hanno fatto tutto da soli e nessuno sapeva nulla;
perché, comunque andrà, si alleeranno con Monti;
perché parlano di ambiente ma gli inceneritori e il TAV si devono fare e basta;
perché parlano di partecipazione e volontà popolare ma non rispettano gli esiti referendari;
perché non c'entrano nulla col Monte dei Paschi;
perché questa lista non finisce qui.

Poi alla domanda: ci sono anche brave persone là in mezzo? Certo: ci sono persone oneste, capaci e con un reale senso civico che si impegnano in prima persona quotidianamente per il bene della città. In comune, in quest'anno e mezzo, ne ho conosciute di persone così.
Oggi però, più che mai, penso che cercare di cambiare le cose dall'interno non sia sufficientemente efficace ed incisivo e i fatti lo dimostrano.

Per questo, in questo momento storico, non possiamo permetterci di fallire di nuovo, con quella che, probabilmente, è l'ultima possibilità che abbiamo per dare inizio ad un grande cambiamento.
Abbiamo già dimostrato che è possibile cambiare, che è possibile fare politica senza rimborsi elettorali, che è possibile fare politica non per carriera, che è possibile rimanere persone normali una volta entrati nelle istituzioni.

La strada nuova è tortuosa e non sappiamo con certezza dove ci porterà ma sono pronta a correre il rischio e a votare ci andrò felice.

Cinque stelle per ricominciare

| commenti

Se per capire cos’è il Movimento 5 Stelle provate ad aprire un giornale o una bacheca di partito, sentirete cose come queste:

Il Movimento 5 Stelle devasta le stazioni (in realtà era un rave). Il Movimento 5 Stelle ha fatto un giornalino elettorale che sì, in effetti è stato pagato con le donazioni dei cittadini e non con fondi pubblici, però non c’era il bollo, il superbollo, la benedizione di Mario Calabresi. Il Movimento 5 Stelle falsifica le foto delle piazze, ma le falsifica apposta male perché non è capace, non come Bersani che mette direttamente le foto di due anni prima. Il Movimento 5 Stelle è maschilista e discrimina le donne, non come il PD che candida tantissime donne – peccato che le metta in fondo alle liste, dove non saranno mai elette, mentre nelle posizioni eleggibili la lista con più donne è proprio il M5S.

Il Movimento 5 Stelle pensa che l’omosessualità sia una depravazione perché una volta un attivista ha detto così, e il fatto che dal blog di Grillo alle aule comunali sia l’unica forza politica che ha preso posizioni chiare e uniformi per i diritti è solo fumo negli occhi. Il Movimento 5 Stelle è fascista ed è alleato di Casapound (parlare cinque minuti per strada con qualcuno vuol dire allearsi) ma è anche all’80% composto da gente dei centri sociali e pericolosi No Tav. Il Movimento 5 Stelle non va in televisione per non rispondere alle domande, infatti le interviste di Grillo dal camper a Sky e a Euronews sono realizzate da un sosia.

La verità è che milioni di italiani ormai conoscono il Movimento 5 Stelle nell’unico modo che conta, ovvero parlando con le persone che lo compongono e osservando quello che fa quando entra nelle istituzioni. Con tutti i suoi limiti e tutte le sue incognite, il Movimento è l’unica forza determinata a cambiare profondamente l’Italia e con le mani libere per farlo, in un momento in cui la conservazione di un ordine sociale marcio porta soltanto alla morte per fame.

Votare il Movimento 5 Stelle non risolverà d’incanto tutti i nostri problemi, perché ci vorranno comunque anni, e perché siamo noi cittadini a doverlo fare ogni giorno, in tutti gli aspetti della vita; ma, come dice Dario Fo nel video, è l’unico modo per cominciare a ricominciare, come dopo una guerra. Tutto il fumo sparso a piene mani in queste settimane, considerandovi pecore da riportare all’ovile, non può nascondere questa semplice verità.

E' sconcertante dover ritornare per l'ennesima volta in aula - dopo la oramai triste e nota questione Giovannetti (ad oggi non risolta), la ex dirigente Martina e la questione Vaciago conclusasi nel peggiore dei modi - a discutere del ricorso da parte sua sig. Sindaco ad incarichi ad personam ex art 110.


Abbiamo più volte in aula, con interpellanze e altri mezzi a nostra disposizione, criticato il ricorso a questo strumento di cui è stato abusato in passato: nomine reiterate negli anni che hanno fatto sì che soggetti esterni rimanessero nell'ente per 10-15 anni. Sappiamo tutti che la ratio della norma, non è questa, bensì di reperire, come cita la norma stessa, temporaneamente figure esterne con particolari professionalità di cui l'ente non è dotato.


E cosa succede oggi? Dopo una lenta ma attenta politica di riduzione di ricorso a nomine fiduciarie, ci troviamo a discutere un qualcosa che ha dell'incredibile: 8 bassanini - cioè 8 contratti fiduciari - per riassumere e qualificare come dirigenti delle persone che sono state chiaramente declassate prima dal TAR e dal Consiglio di Stato. Ma come si può fare una cosa simile? Con che arroganza nei confronti della Città, dei dipendenti e di tutti coloro che fanno parte di questa macchina si può decidere di intraprendere questa strada? Non c'erano davvero soluzioni alternative oppure era semplicemente la scelta più conveniente per pochi?

Ammettiamo pure che ci sia la necessità di coprire queste figure, non si poteva ad esempio ricorrere all'art. 52 comma 2 del DLGS 165/2001 che stabilisce chiaramente che nelle more di espletamento di un concorso pubblico possano essere temporaneamente incaricati a funzioni superiori funzionari dell'Amministrazione e quindi usare personale interno?


E questi sono alcuni dei primi interrogativi che emergono a fronte delle azioni che avete intrapreso.


Ma torniamo un po' indietro per capire come siamo arrivati a questa situazione paradossale. Perché è evidente a tutti, ma è utile ricordarlo, che questa eredità - lei Sig. Sindaco - l'ha ottenuto dal suo tanto amato predecessore, sul quale lei ha basato la sua campagna elettorale, e che oggi, grazie alla sua fiducia, siede tranquillamente in una poltrona presso la fondazione San Paolo, e non avvio in questa sede la discussione sull'inopportunità di tale nomina.


Ricordare la storia serve proprio per capire che questa non è altro che l'ennesima pezza orrenda sul disastro del concorso, oramai comunemente chiamato "concorso farlocco", indetto e svolto dalla gestione Chiamparino nel 2010 ma cui storia ha origini nel lontano 2006 quando proprio quella giunta, aveva incaricato alcune persone affidando loro un incarico dirigenziale ad personam - proprio ex art 110. Nel 2009, in seguito ad accordo sindacale, la medesima Giunta bandisce un concorso per 15 posti da dirigente, suddiviso in tre aree professionali: tecnico, giuridico e gestionale. Per le prime due è necessario il possesso di specifiche lauree oppure di abilitazioni professionali. Per l'ultima, quella gestionale, è invece sufficiente una laurea generica. Casualmente, e dico casualmente per non usare aggettivi peggiori e lasciar ad ognuno il giudizio, i primi 6 vincitori in graduatoria dell'area gestionale risultano essere gli stessi dirigenti incaricati in modo fiduciario proprio dalla Giunta Chiamparino. Sono infatti tutti ex "qualcosa", ad esempio "ex staffisti" o "ex dirigenti Bassanini (fiduciari)"...una pura casualità?


Il Consiglio di Stato nella sua sentenza ha sancito che la Commissione di Concorso non era imparziale, e dunque questa parzialità ha inciso anche nelle scelte di merito della graduatoria. E come non ricordare nuovamente le accuse della procura: assoluta mancanza di segretezza, irregolarità nella composizione della commissione, anomalie continue nella compilazione del verbale un po' in ogni fase del concorso.

Caro Sindaco, dove sono oggi i responsabili di tutto ciò? Vaciago è certamente responsabile, ma lei sa meglio di me che non è l'unico. Quindi le chiedo, che intenzioni ha nei confronti di coloro che hanno operato e sono corresponsabile di tale scempio?

Temo però che la mia sia una domanda retorica, lei infatti con la sua decisione Sig. Sindaco, ha ribadito per l'ennesima volta di essere pienamente in continuità col mandato del suo predecessore Chiamparino, riconfermando le stesse persone e lo stesso metodo di selezione dei prossimi dirigenti per i prossimi 8 mesi. Lei con queste delibere ha ancora una volta mostrato la medesima arroganza usata per confermare, dopo il primo giudizio del TAR, i medesimi dirigenti quando, per prudenza, avrebbero dovuto essere quantomeno sospesi più di un anno fa.


E concludo: è incredibile e inaccettabile sig. Sindaco che le prime assunzioni, dopo un anno di blocco, siano proprio quelle di dirigenti decaduti da una sentenza del Consiglio di Stato. Lei così sta dando uno schiaffo morale e non sta rispettando la dignità di chi attende da anni di essere stabilizzato, di chi aspetta che vengano rispettate le assunzioni indicate nei patti sindacali, di chi esternalizzato attende ora di essere reintegrato nei ruoli comunali e più in generale nei confronti dell'intera cittadinanza.

Cerchiamo volontari e rappresentanti di lista!

| commenti

Le elezioni politiche si avvicinano e il Movimento 5 Stelle ha bisogno di volontari per la campagna elettorale: dare volantini, attaccare i manifesti, spiegare il programma ai cittadini, organizzare i gazebo.

In particolare servono volontari per il ruolo di rappresentante di lista, ovvero una persona che dovrà essere presente ai seggi il pomeriggio di lunedì 25 febbraio (e se possibile anche, ogni tanto, nei giorni precedenti) per controllare lo spoglio delle schede ed evitare che i voti per il Movimento 5 Stelle vengano ingiustamente annullati. I rappresentanti di lista hanno diritto al permesso retribuito dal lavoro, per chi ancora ne ha uno stabile, e a un giorno di riposo successivo. Per poter svolgere questo ruolo è necessario essere residenti a Torino o provincia: non è possibile farlo da fuori sede né usarlo per poter votare fuori sede.

Se volete offrirvi come volontari per questo o altri compiti, contattate subito il gruppo a cui è assegnato il Comune in cui volete attivarvi, secondo l'elenco qui sotto. Per fare il rappresentante di lista è necessario inviare i vostri dati (nome completo, luogo e data di nascita, indirizzo di residenza, numero o indirizzo del seggio in cui votate o in cui volete fare il rappresentante).

Gruppo di Alpignano - E-mail alpignano5stelle@gmail.com
per i comuni di Alpignano, Caselette, Val della Torre

Gruppo di Avigliana - E-mail sara55dante@alice.it
per i comuni di Almese, Avigliana, Rubiana, Sant'Ambrogio di Torino, Villar Dora

Gruppo di Borgaro T. - E-mail borgaro@piemonte5stelle.it
per il comune di Borgaro Torinese

Gruppo di Carmagnola - E-mail staff.carmagnola5stelle@gmail.com
per i comuni di Carignano, Carmagnola, Castagnole Piemonte, Cercenasco, Lombriasco, Osasio, Pancalieri, Scalenghe, Vigone, Villafranca Piemonte, Virle Piemonte

Gruppo di Caselle T. - E-mail mappano5stelle@gmail.com
per i comuni di Balangero, Caselle Torinese, Grosso, Mappano, Mathi, Nole, Villanova Canavese

Gruppo di Castellamonte - E-mail m5s.castellamonte@gmail.com
per i comuni di Agliè, Alice Superiore, Bairo, Baldissero Canavese, Borgiallo, Brosso, Castellamonte, Castelnuovo Nigra, Chiesanuova, Cintano, Colleretto Castelnuovo, Cuceglio, Issiglio, Lugnacco, Lusigliè, Meugliano, Pecco, Rueglio, San Giorgio Canavese, San Giusto Canavese, Torre Canavese, Trausella, Traversella, Vico Canavese, Vidracco, Vistrorio

Gruppo di Castiglione T. - E-mail castiglione.m5s@gmail.com
per i comuni di Brozolo, Brusasco, Casalborgone, Castagneto Po, Castiglione Torinese, Cavagnolo, Gassino Torinese, Lauriano, Monteu da Po, San Raffaele Cimena, San Sebastiano da Po, Verrua Savoia

Gruppo di Chieri - E-mail meetup.chieri@gmail.com
per i comuni di Andezeno, Arignano, Chieri, Cinzano, Marentino, Mombello di Torino, Montaldo Torinese, Moriondo Torinese, Pavarolo, Riva presso Chieri, Rivalba, Sciolze

Gruppo di Chivasso - E-mail contatti@chivasso5stelle.it
per i comuni di Barone Canavese, Caluso, Candia Canavese, Chivasso, Foglizzo, Mazzè, Mercenasco, Montalenghe, Montanaro, Orio Canavese, Rondissone, Torrazza Piemonte, Verolengo, Villareggia, Vische

Gruppo di Ciriè - E-mail m5scirie@gmail.com
per i comuni di Ala di Stura, Balme, Cantoira, Ceres, Ciriè, Chialamberto, Coassolo Torinese, Germagnano, Groscavallo, Lanzo Torinese, Lemie, Mezzenile, Monastero di Lanzo, Pessinetto, Traves, Usseglio, Viù

Gruppo di Collegno - E-mail domenicomonardo@gmail.com
per il comune di Collegno

Gruppo di Condove - E-mail f_frediani@yahoo.it
per i comuni di Borgone Susa, Caprie, Chiusa di San Michele, Condove, Sant'Antonino di Susa, Vaie, Villar Focchiardo

Gruppo di Cumiana - E-mail a.marlind@libero.it
per i comuni di Cantalupa, Cumiana, Frossasco, Roletto

Gruppo di Druento - E-mail druento5stelle@gmail.com
per i comuni di Druento, Givoletto, La Cassa, San Gillio

Gruppo di Favria - E-mail m5sfavria@gmail.com
per i comuni di Busano, Canischio, Ciconio, Cuorgnè, Favria, Feletto, Forno Canavese, Oglianico, Ozegna, Pertusio, Prascorsano, Pratiglione, Rivara, Rivarolo Canavese, Salassa, San Colombano Belmonte, San Ponso, Valperga

Gruppo di Giaveno - E-mail mariel.forno@gmail.com
per i comuni di Bruino, Coazze, Giaveno, Sangano, Trana, Valgioie

Gruppo di Grugliasco - E-mail info@grugliasco5stelle.it
per il comune di Grugliasco

Gruppo di Ivrea - E-mail scrivici@ivrea5stelle.it
per i comuni di Albiano d'Ivrea, Andrate, Azeglio, Banchette, Bollengo, Borgofranco d'Ivrea, Borgomasino, Burolo, Caravino, Carema, Cascinette d'Ivrea, Chiaverano, Colleretto Giacosa, Cossano Canavese, Fiorano Canavese, Ivrea, Lessolo, Loranzè, Maglione, Montalto Dora, Nomaglio, Palazzo Canavese, Parella, Pavone Canavese, Perosa Canavese, Piverone, Quagliuzzo, Quassolo, Quincinetto, Romano Canavese, Salerano Canavese, Samone, San Martino Canavese, Scarmagno, Settimo Rottaro, Settimo Vittone, Strambinello, Strambino, Tavagnasco, Vestignè, Vialfrè

Gruppo di La Loggia - E-mail lgfrancesco73@gmail.com
per i comuni di La Loggia, Piobesi Torinese, Vinovo

Gruppo di Leinì - E-mail aerografiadigcottin@tin.it
per i comuni di Bosconero, Leinì, Lombardore, Rivarossa, San Benigno Canavese, Volpiano

Gruppo di Moncalieri - E-mail arnonecarmine@hotmail.com
per il comune di Moncalieri

Gruppo di Nichelino - E-mail nichelino5stelle@gmail.com
per i comuni di Candiolo, Nichelino

Gruppo di Orbassano - E-mail alessandro.giustetti@atlavia.it
per i comuni di Beinasco, Orbassano, Rivalta di Torino

Gruppo di Pianezza - E-mail mario.perino.pianezza@gmail.com
per il comune di Pianezza

Gruppo di Pinerolo - E-mail info@pinerolo5stelle.it
per i comuni di Angrogna, Bibiana, Bobbio Pellice, Bricherasio, Buriasco, Campiglione Fenile, Cavour, Fenestrelle, Garzigliana, Inverso Pinasca, Luserna San Giovanni, Lusernetta, Macello, Massello, Osasco, Perosa Argentina, Perrero, Pinasca, Pinerolo, Piscina, Pomaretto, Porte, Pragelato, Prali, Pramollo, Prarostino, Rorà, Roure, Salza di Pinerolo, San Germano Chisone, San Pietro Val Lemina, San Secondo di Pinerolo, Torre Pellice, Usseaux, Villar Pellice, Villar Perosa

Gruppo di Piossasco - E-mail piossasco5stelle@gmail.com
per i comuni di Airasca, None, Piossasco, Volvera

Gruppo di Pont Canavese - E-mail m5spontevalli@mail.com
per i comuni di Alpette, Ceresole Reale, Frassinetto, Ingria, Locana, Noasca, Pont Canavese, Ribordone, Ronco Canavese, Sparone, Valprato Soana

Gruppo di Rivoli - E-mail ivan.dellavalle@piemonte5stelle.it
per i comuni di Reano, Rivoli, Villarbasse

Gruppo di Rosta - E-mail rosta5stelle@gmail.com
per i comuni di Buttigliera Alta, Rosta

Gruppo di San Francesco al Campo - E-mail s.francesco5stelle@virgilio.it
per i comuni di Barbania, Corio, Front, Levone, Rocca Canavese, San Carlo Canavese, San Maurizio Canavese, San Francesco al Campo, Vauda Canavese

Gruppo di San Mauro T. - E-mail ing.borsello@libero.it
per i comuni di Baldissero Torinese, Pino Torinese, San Mauro Torinese

Gruppo di Santena - E-mail piolo.72@libero.it
per i comuni di Isolabella, Poirino, Pralormo, Santena, Villastellone

Gruppo di Settimo T. - E-mail emanuelesorrenti@live.com
per i comuni di Brandizzo, Settimo Torinese

Gruppo di Susa - E-mail susa@piemonte5stelle.it
per i comuni di Bardonecchia, Bruzolo, Bussoleno, Cesana Torinese, Chianocco, Chiomonte, Claviere, Exilles, Giaglione, Gravere, Mattie, Meana di Susa, Mompantero, Moncenisio, Novalesa, Oulx, Salbertrand, San Didero, San Giorio di Susa, Sauze d'Oulx, Sauze di Cesana, Sestriere, Susa, Venaus

Gruppo di Torino - E-mail info@movimentotorino.it
per il comune di Torino

Gruppo di Trofarello - E-mail cinquestelletrofarello@gmail.com
per i comuni di Cambiano, Pecetto Torinese, Trofarello

Gruppo di Venaria Reale - E-mail bob_falcone@libero.it
per i comuni di Cafasse, Fiano, Robassomero, Vallo Torinese, Varisella, Venaria Reale

Per tutti i rappresentanti di lista che abbiano bisogno di aiuto e istruzioni si terrà una prima serata informativa giovedì 14 febbraio alle 21 in via Lessona 1/E, Torino, e un'altra serata a Torino negli ultimi giorni prima del voto. Diversi gruppi locali organizzeranno incontri anche in giro per la provincia. Grazie!

Una casa concreta

| commenti

In questa campagna elettorale deprimente non si parla di niente di concreto, di nessuno dei grandi problemi degli italiani… salvo quando si può fare un bello spot ricordandosene all’ultimo minuto.

Per questo, quando ho visto il centrosinistra in Comune presentare il 21 gennaio una mozione sull’istituzione di un fondo “salva sfratti”, per poi discuterla in commissione il 29 gennaio e portarla in aula il 4 febbraio col comunicato stampa e articolo di Repubblica già belli pronti, mi sono un po’ girate le scatole: perché noi avevamo ferma da luglio 2012, mai discussa, una mozione, in linea con quanto sempre abbiamo detto, che cercava di affrontare il problema un po’ più in profondità.

L’idea della maggioranza, infatti, era quella di approvare l’istituzione di un fondo per aiutare i morosi a pagare l’affitto per qualche mese in più, evitando lo sfratto. Idea lodevole, ma non ci sono i fondi, né si è pensato, che so, di tagliare lo stipendio d’oro del portavoce del sindaco e altre spese inutili per metterceli dentro; al contrario, si è ipotizzato di andare a chiedere i 100.000 euro che già avevano messo in passato – una goccia nel mare – alle solite fondazioni bancarie… che poi magari nemmeno accetteranno, ma a quel punto le elezioni saranno già passate.

Eppure a Torino la casa è un’emergenza: nel 2012 ci sono stati circa 4000 sfratti per morosità, a cui rischiano di aggiungersene quasi 2000 (stime Caritas) per gli inquilini ATC che non possono più rientrare nelle regole delle case popolari, che la Regione ha rivisto al ribasso dallo scorso 31 gennaio; e ci sono altre migliaia di persone che hanno una casa grazie a fondi regionali e nazionali che sono a rischio. Insomma, rischiamo di avere presto migliaia e migliaia di torinesi in mezzo a una strada. Cosa potranno fare centomila euro di aiuti a pioggia?

Noi abbiamo presentato l’unica proposta che veramente potrebbe risolvere il problema: quella di fare incontrare l’enorme patrimonio abitativo inutilizzato in città – si parla di 50.000 alloggi – con le persone che ne hanno bisogno. Si potrebbe cominciare da due riserve immediatamente accessibili, quella degli interi palazzi in abbandono da decenni perché i proprietari non sanno che farsene (è incredibile, ma ce ne sono decine) e quella di diversi palazzi appena costruiti, ancora invenduti in gran parte e senza grandi speranze di essere venduti a breve.

Il Comune potrebbe gestire domanda e disponibilità, arrivare a un accordo con i proprietari, coprire le spese (costa molto meno che pagare gli affitti), pagare una assicurazione che protegga i proprietari dai danni degli inquilini, che potrebbero magari impegnarsi a fare in proprio lavori di risistemazione e manutenzione, se non possono pagare un affitto. Potrebbe farlo in accordo, ma anche, dove necessario, d’autorità, come la legge consente e come già è stato fatto a Roma.

Infatti, non è accettabile la requisizione forzata che di fatto è realizzata dal blocco degli sfratti, che scarica il costo di dare una casa a una famiglia indigente solo sulle spalle dello sfortunato proprietario di casa, che non sempre è un ricco strozzino e che talvolta, dal mancato pagamento dell’affitto a fronte delle spese e delle tasse che restano, viene portato in rovina anch’egli.

E’ invece accettabile la requisizione del patrimonio immobiliare inutilizzato e per cui non sono previsti utilizzi a breve, perché, come dice la Costituzione all’articolo 42, la proprietà privata è garantita ma con “limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti”, e se tu lasci un palazzo in abbandono per vent’anni o ne tieni uno vuoto per far salire i prezzi, tra l’altro creando problemi di degrado al quartiere, allora è giusto prenderlo e usarlo per l’emergenza, garantendotene la custodia e la possibilità di riaverlo nel momento in cui tu ti presentassi con un piano concreto per usarlo.

Questa posizione ha suscitato alzate di sopracciglia e risatine, e alla fine la nostra mozione è stata bocciata quasi all’unanimità, mentre lo spot del fondo salva sfratti è passato (ovviamente abbiamo votato a favore anche noi, ci mancherebbe, e se salteranno fuori i fondi sarà comunque una cosa positiva). Ma una città che non si spende fino in fondo per garantire un tetto a tutti, chiedendo in cambio un contributo proporzionato alle reali possibilità, non è una città civile.

Come avrete letto dai giornali, la Giunta Comunale presieduta dal Sindaco Fassino ha riconfermato con un incarico fiduciario ben otto dirigenti già vincitori del concorso annullato dal Consiglio di Stato a dicembre dello scorso anno.

Ho anche già dichiarato pubblicamente che ritengo si tratti dell'ennesima pezza sul disastro del concorso, oramai comunemente chiamato "concorso farlocco", indetto e svolto dalla gestione Chiamparino nel 2010.

Ed è proprio dall'ex Sindaco quindi che dobbiamo ripartire per ricostruire la vicenda a partire dal 2006 fino ad oggi.

La giunta Chiamparino, con la deliberazione n. 04974 del 27 giugno 2006 ed altre, aveva incaricato alcune persone affidando loro un incarico dirigenziale ad personam (ex art. 110 del TU Enti Locali), quegli incarichi fiduciari che più volte abbiamo contestato di cui a nostro avviso si è abusato in passato. Un esempio su tutti di assunzione ex art 110? La ormai nota Dott.ssa Martina che da Castellani a Fassino ha vissuto di questa tipologia di contratto.

Nel 2009, in seguito ad accordo sindacale, la medesima Giunta bandisce un concorso per 15 posti da dirigente, suddiviso in tre aree professionali: tecnico, giuridico e gestionale. Per le prime due è necessario il possesso di specifiche lauree oppure di abilitazioni professionali. Per l'ultima, quella gestionale, è invece sufficiente una laurea generica. Casualmente i primi 6 vincitori in graduatoria dell'area gestionale risultano essere gli stessi dirigenti incaricati in modo fiduciario dalla Giunta Chiamparino. Sono infatti tutti ex "qualcosa", ad esempio "ex staffisti" o "ex dirigenti Bassanini (fiduciari)"... una pura casualità?

E se fino a qualche mese fa potevamo avere il dubbio, oggi possiamo dire invece con certezza che non si tratta di un caso. Il Consiglio di Stato nella sua sentenza ha sancito che la Commissione di Concorso non era imparziale, e dunque questa parzialità ha inciso anche nelle scelte di merito della graduatoria. La procura ha aperto nel 2010 un'indagine, le cui accuse riguardavano: assoluta mancanza di segretezza in ogni passaggio del concorso, irregolarità nella composizione della commissione, anomalie continue nella compilazione del verbale un po' in ogni fase del concorso.

Solo incompetenza?

Con la decisione di ieri, Fassino conferma di essere pienamente in continuità col mandato del suo predecessore Chiamparino: riconferma le stesse persone e lo stesso metodo di selezione dei prossimi dirigenti per i prossimi 8 mesi, 5 per ciascuna area. Chiamparino ci ha lasciato in eredità il suo mega debito e le sue persone di fiducia, Fassino accetta tutto senza minimamente opporsi .

Ieri con contratto a termine sono state riassunte le stesse persone. Inutile ricordare quanto sia incredibile che le prime assunzioni, dopo un anno di blocco, siano proprio quelle di dirigenti decaduti da una sentenza del Consiglio di Stato.

Uno schiaffo nei confronti di chi attende da anni di essere stabilizzato, dei molti dipendenti comunali e più in generale dell'intera città.

Scie chimiche e balle cosmiche

| commenti

Chi mi segue con regolarità sui social network sa che, diverse volte al giorno, racconto brevemente quello che accade in Comune; è una specie di cronaca in diretta che secondo me fa parte del mio dovere di consigliere comunale, in quanto permette ai cittadini di sapere di cosa si parla e di esprimere opinioni, informazioni e suggerimenti che io poi posso riportare o utilizzare per decidere quale posizione prendere.

Per questo, quando mi è giunta una e-mail che mi invitava a prendere visione di una petizione un po’ particolare, di cui io e tutti gli altri capigruppo eravamo già stati informati formalmente, mi è sembrato normale darne conto. Lo Statuto di Torino permette difatti a un gruppo di almeno trecento cittadini di presentare una petizione al consiglio comunale, che è tenuto ad ascoltarla, anche se poi ovviamente può non accoglierne le richieste; è una basilare forma di democrazia partecipativa.

Di petizioni ne arrivano spesso – questa è la numero 37 – ma questa è differente per via dell’argomento: 729 cittadini torinesi chiedono di dedicare una seduta aperta del consiglio comunale al presunto fenomeno delle scie chimiche, ovvero al sospetto che i nostri cieli siano solcati da aerei che rilasciano sostanze nel cielo per scopi militari o segreti (dal controllo del clima e dei cataclismi a un generale rincoglionimento della popolazione), lasciando quel reticolo regolare di strisce di fumo che spesso vediamo nel cielo; una teoria che la maggior parte delle persone ritengono una stupidaggine paranoica e anti-scientifica, ma che ha anche molti seguaci.

Che 729 persone chiedano formalmente al consiglio comunale di parlare di questo, invece che, per esempio, dell’IMU o dell’inquinamento da PM10, è secondo me una notizia interessante per tutti, anche se per motivi differenti: per chi non ci crede è il segno di una psicosi che si diffonde tra la popolazione, mentre per chi ci crede è il segno che si può riuscire a farne parlare le istituzioni (la stessa mail di presentazione mi diceva “io non ci credo, ma è giusto che ci sia una risposta ufficiale”).

Per questo motivo io ho pubblicato il seguente messaggio su Facebook:

Come faccio spesso, non ho esplicitato subito la mia opinione personale, per non influenzare la discussione e lasciare libere le persone di esprimersi. Tuttavia, l’italiano non è un’opinione: “è stata consegnata” vuol dire che gli autori della presentazione non sono noti o comunque specificati, visto che io non ho ancora copia del documento e dunque non ho idea di chi siano e come si chiamino; se l’avessimo presentata io o il Movimento 5 Stelle, avrei evidentemente scritto “ho consegnato” o “abbiamo consegnato”.

Quello che ne è seguito stato molto interessante. Intanto, un numero considerevole di persone si è dichiarato in favore dell’iniziativa, talvolta anche con entusiasmo; alcuni perché ci credono, altri perché non ci credono ma trovano giusto che chi ha dei dubbi possa ricevere delle risposte. Un numero altrettanto considerevole, invece, si è messo a ridere o si è direttamente scandalizzato che una richiesta del genere possa venire portata al consiglio comunale (tra l’altro questa cosa accade spesso, anche su argomenti molto meno controversi; se un gruppo di persone solleva una questione, immancabilmente arrivano subito degli altri a sostenere che parlarne è uno spreco di tempo e che le cose importanti sono ben altre).

In diversi, però, hanno interpretato il messaggio in modo erroneo e capito che io fossi il promotore della petizione. Fin che un singolo prende fischi per fiaschi, ci sta; il problema però è quando questo viene fatto in modo sistematico, sperando di poter mettere in cattiva luce me e il Movimento.

Esistono su Facebook tutta una serie di pagine dedicate a sbertucciare la presunta credulità degli elettori del Movimento 5 Stelle; non si sa chi le gestisca, ma sono molto divertenti… finché fanno satira e non dicono bugie. Questo è ciò che ha scritto la più conosciuta:

Converrete con me che la notizia riportata è completamente falsa e scritta in modo volutamente denigratorio; ed è stata poi condivisa e ricondivisa, spargendosi per la rete. Poi ci si è messa addirittura Repubblica:

Ora, il fatto che Repubblica lanci nella home page della cronaca una roba del genere vi fa capire quali balle cosmiche essa sia pronta a raccontare senza verifica pur di denigrare il Movimento 5 Stelle. Naturalmente io presumo che il giornalista che l’ha scritta fosse in perfetta buona fede e si sia lasciato trascinare dalla cattiva interpretazione degli altri, e però un giornalista che fa un articolo del genere non dovrebbe alzare il telefono e chiamare la persona di cui parla (nello specifico, me) per chiedere conferma? No, perché da anni ce la menano che servono i giornalisti professionisti e i loro codici deontologici per garantire la qualità dell’informazione… davvero?

Appena ci siamo accorti dell’articolo, abbiamo chiamato Repubblica e il pezzo è stato tolto. La notizia falsa resta però in rete; i lanci sopra citati, e tanti altri, sono stati condivisi centinaia di volte e ora io passerò alla storia – anche fra dieci anni, anche magari quando cercherò un lavoro o in altre occasioni personali – come un sostenitore delle scie chimiche.

Volendo, potrei querelare per diffamazione gli autori di questi articoli; del resto io sono stato querelato da un onorevole PD per avere riportato delle cose vere sul suo conto, solo perché secondo lui è offensivo l’accostamento dei vari fatti, e dovrò pagarmi l’avvocato per difendermi; dovrei farmi scrupoli per querelare qualcuno che ha scritto una cosa falsa? Però ancora verrei fatto passare per un permaloso censore della rete…

Il senso di questa storia, tuttavia, è che veramente non è il caso di fidarsi di quel che scrivono i giornali, a maggior ragione se parlano di noi. E’ proprio quando tocchi con mano direttamente come funziona l’informazione “garantita” dei giornalisti “certificati” che ti rendi conto di quante balle circolano, talvolta per incompetenza, talvolta per calcolo. E’ proprio ora di rottamare l’informazione tradizionale!

Categorie

Acqua (9)
Ambiente (77)
comunicatistampa (3)
Connettività (5)
Energia (16)
Servizi ai cittadini (141)
Sviluppo (60)
Trasporti (60)

Per mese

Febbraio 2017 (6)
Novembre 2016 (2)
Ottobre 2016 (1)
Giugno 2016 (2)
Maggio 2016 (4)
Aprile 2016 (4)
Marzo 2016 (6)
Febbraio 2016 (3)
Gennaio 2016 (2)
Dicembre 2015 (5)
Novembre 2015 (2)
Ottobre 2015 (4)
Settembre 2015 (10)
Agosto 2015 (1)
Luglio 2015 (10)
Giugno 2015 (11)
Maggio 2015 (7)
Aprile 2015 (4)
Marzo 2015 (4)
Febbraio 2015 (4)
Gennaio 2015 (5)
Dicembre 2014 (4)
Novembre 2014 (3)
Ottobre 2014 (11)
Settembre 2014 (4)
Luglio 2014 (1)
Giugno 2014 (3)
Maggio 2014 (4)
Aprile 2014 (5)
Marzo 2014 (5)
Febbraio 2014 (14)
Gennaio 2014 (11)
Dicembre 2013 (10)
Novembre 2013 (7)
Ottobre 2013 (15)
Settembre 2013 (12)
Agosto 2013 (5)
Luglio 2013 (6)
Giugno 2013 (10)
Maggio 2013 (12)
Aprile 2013 (11)
Marzo 2013 (12)
Febbraio 2013 (11)
Gennaio 2013 (10)
Dicembre 2012 (11)
Novembre 2012 (15)
Ottobre 2012 (12)
Settembre 2012 (11)
Agosto 2012 (5)
Luglio 2012 (11)
Giugno 2012 (14)
Maggio 2012 (11)
Aprile 2012 (9)
Marzo 2012 (24)
Febbraio 2012 (28)
Gennaio 2012 (10)
Dicembre 2011 (16)
Novembre 2011 (22)
Ottobre 2011 (18)
Settembre 2011 (27)
Agosto 2011 (8)
Luglio 2011 (24)
Giugno 2011 (24)
Maggio 2011 (24)
Aprile 2011 (18)
Marzo 2011 (21)
Febbraio 2011 (13)
Gennaio 2011 (12)
Dicembre 2010 (6)
Novembre 2010 (2)
Ottobre 2010 (2)
Settembre 2010 (10)
Agosto 2010 (2)
Luglio 2010 (3)
Giugno 2010 (5)
Aprile 2010 (1)
Marzo 2010 (3)
Febbraio 2010 (2)
Gennaio 2010 (1)
Settembre 2009 (1)
Giugno 2009 (3)
Maggio 2009 (10)
Aprile 2009 (3)
Marzo 2009 (2)
Febbraio 2009 (1)

Contatti

E-mail: info@movimentotorino.it
Phone: 011 011 22845
Fax: 011 011 23118

Indirizzo

Gruppo consiliare Movimento 5 Stelle c/o Municipio
Piazza Palazzo di Città 1
10121 Torino

Scrivici