Il Sistema Torino: come fare affidamenti senza gara sempre ai soliti noti

(di chiara appendino) 16.01.13 14:12

Come ricorderete e come il video (intervista del 13 Ottobre) qui sopra testimonia, le tre settimane della "bufera" del CD degli affidamenti diretti si sono concluse con le dimissioni della oramai nota super dirigente fiduciaria (nominata da Castellani e reiterata da Chiamparino e Fassino) Anna Martina, "inciampata" su un affidamento diretto sotto-soglia da lei stessa firmato a favore della società del figlio (la Punto Rec).
Proprio dopo le dimissioni della Martina i riflettori dei Media si sono spenti ma non pensate che per questo motivo abbiamo smesso di lavorare sul caso, anzi....

Abbiamo letto tanti documenti, depositato interpellanze, fatto accessi agli atti, ricevuto moltissime segnalazioni e ora, finalmente, iniziano ad arrivare le prime conferme.
Abbiamo fin da subito intuito l'esistenza di un "sistema", un meccanismo poco trasparente, che ha per molti anni soffocato il merito e la concorrenza nel tessuto economico ed imprenditoriale locale favorendo sempre le solite pochissime aziende.

Tanto clamorosa quanto significativa la dichiarazione di quei giorni dell'ex sindaco ed ex presidente del Toroc Valentino Castellani: "Per quanto riguarda il fatto che a Torino lavorano sempre gli amici degli amici va anche detto che la città non è grandissima, l'ambiente è quello che è, diventa persino difficile non rapportarsi sempre agli stessi".
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Per questo abbiamo lavorato per fare luce non solo sugli affidamenti diretti del Comune di Torino ma anche sulle modalità di gestione degli affidamenti tramite triangolazione da enti partecipati e controllati, come FAM, Comitato Italia 150 e Turismo Torino.
E se la vicenda della FAM, che è ben spiegata qui, ha portato ad un duro scontro sia con l'assessore competente che con il sindaco (che mi ha pure dato della Giovanna D'arco), con l'interpellanza discussa ieri in Consiglio, depositata più di tre mesi fa, cominciano invece ad emergere i primi fatti che dimostrano l'esistenza di quello che allora avevamo chiamato il "Sistema Torino".

Nella gestione degli acquisti da parte di Turismo Torino la Giunta ci ha confermato in aula "che è una prassi consolidata che i dirigenti indichino al soggetto (Turismo Torino) i fornitori a cui affidare gli incarichi diretti".

Come e con quale metodo?
Molto semplice: esiste una procedura acquisti che prevede che ad ogni fattura registrata da parte di Turismo Torino venga allegato il preventivo del fornitore e la motivazione della scelta dello stesso (o eventualmente i nominativi degli altri fornitori interpellati e non scelti) nonché la firma sull'apposito modulo del soggetto "responsabile della scelta". Fin qui tutto benissimo, anzi direi un passo avanti verso la trasparenza visto che è stata implementata nel 2011.

Peccato però che a scegliere il fornitore possa essere un dirigente del comune e/o l'assessorato: come è possibile che un dirigente del comune, che non ha alcun ruolo in quell'ente terzo, indichi i fornitori da usare? A che titolo può influire in modo così netto sull'operatività e la gestione del soggetto terzo?
Non c'è il rischio, con tutta questa arbitrarietà affidata ai dirigenti (talvolta nominati dai politici) e ai politici stessi (sindaco e assessori) che alla fine, nell'affidare i lavori senza gara, prevalga una logica clientelare o peggio nepotistica (come è accaduto per il caso Martina), invece che meritocratica?

Edit - risposta alla domanda posta qui sopra:
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E infine, che senso ha avere enti esterni come la FAM e Turismo Torino se non operano in modo indipendente ma sono di fatto diretti dall'assessorato e/o dal Comune stesso?

Sono domande che già avevamo posto in sede di discussione dell'interpellanza FAM anche a seguito delle sconcertanti dichiarazioni del Presidente dimissionario della fondazione stessa che aveva scritto che "non aveva contezza elle operazioni (della FAM) svolte in modo egregio dall'Assessorato".

A giudicare dalla risposta del Vicesindaco Dealessandri, questa prassi è consolidata ma a noi non sembra per nulla opportuna, oltre al fatto che in questo comportamento potrebbero prefigurarsi irregolarità amministrative.

Per questo motivo riteniamo opportuno esporre i fatti alla Procura affinché possa valutare se i nostri dubbi siano fondati o meno.

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