Il mio intervento in aula sulla modifica di statuto di GTT

(di chiara appendino) 28.11.12 10:35
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Ancora una volta quest'aula è chiamata a pronunciarsi su questioni molto importanti per Torino; ancora una volta, però, il tempo che ci viene concesso per esaminare in modo approfondito l'atto che si dovrebbe approvare è inversamente proporzionale all'importanza dell'atto stesso.

Sono ormai mesi che questa Giunta vive nell'emergenza, trasferendone l'ansia e l'urgenza all'attività di questo Consiglio Comunale.

È ormai palese, cari colleghi, che non vi sia un piano e non esista alcuna strategia, se non l'affrontare con sempre più affanno i problemi ereditati o che scaturiscono dal fallimento della strategia adottata nel passaggio precedente, per incapacità di gestione o semplicemente per mancanza di una visione di medio-lungo termine.

Noi, fin dagli inizi, abbiamo espresso la nostra posizione politica in merito alla questione della vendita delle partecipazioni delle aziende dei Servizi Pubblici. Per questo abbiamo votato in modo contrario a tutte le delibere presentate riguardanti le dismissioni, opponendoci spesso anche con l'unico mezzo che avevamo a disposizione: l'ostruzionismo.

Ci teniamo a ribadire, dunque, con forza, che siamo convinti che nessun privato possa portare dei benefici al Comune e che i servizi quali il trasporto pubblico, la gestione del ciclo dei rifiuti e l'acqua, (che solo grazie ad un referendum al momento non è in discussione) debbano restare completamente sotto il controllo pubblico. Riteniamo che il modello della gestione pubblica sia da perseguire intervenendo, non tramite la vendita delle quote, bensì tramite modelli di gestione efficaci ed efficienti, privi di clientele, cosa che il pubblico potrebbe fare se realmente lo volesse e che evidentemente non ha fatto sino ad oggi.

Ribadiamo, inoltre, che la vostra scelta di far entrare il socio privato, non è dovuta a motivazioni riconducibili a piani industriali convincenti o a volontà di valorizzare le società in oggetto, bensì alla necessità di incassare risorse per rientrare nel patto di stabilità. Patto di stabilità che lei, Sindaco, ha deciso di non rispettare quasi un anno fa.

Dopo i recenti fatti che hanno riguardato il bando delle quote di minoranza di GTT siamo ancora più convinti che un'azienda privata, qualunque essa sia, operi solo ed esclusivamente nel proprio interesse e non in quello della collettività. Ecco perché, se vogliamo dare un'interpretazione politica agli eventi, la gara è andata deserta: perché, infatti, pagare di più ciò che puoi tranquillamente avere con un notevole sconto?

Noi siamo stati eletti da una parte dei cittadini di Torino ma siamo convinti che dobbiamo lavorare nell'interesse generale, di tutti, anche di coloro che non ci hanno votato e che magari non capiranno quale sia lo spirito della nostra azione in questo contesto.

Ed è proprio per l'interesse generale che desideriamo che l'atto, che quest'aula si appresta ad approvare, sia corretto sotto il profilo amministrativo e soprattutto che garantisca il perseguimento dell'interesse pubblico, questione che dovrebbe essere cara a tutti noi presenti in quest'aula.

Come ho già avuto modo di argomentare in Commissione la delibera approvata dalla Giunta comunale presenta, a nostro avviso, notevoli incongruenze con le norme che disciplinano la materia e soprattutto il percorso proposto non garantisce il perseguimento dell'interesse della Città e dei Torinesi.

Si leggeva infatti di procedure "negoziate urgenti", di non applicazione del T.U. sui contratti ed Appalti, il DL 163/2006, e di giustificazioni per non seguire i principi fondanti dell'azione amministrativa previsti dalla L. 241/90 quali il buon andamento, l'imparzialità, la trasparenza e l'economicità.

Anche con le nuove modifiche non si cancella quanto avvenuto sino ad oggi. È compito di questo Consiglio stabilire che la procedura, data la complessità della vendita, debba essere quella ristretta, così come è stato fatto sempre con la delibera del 18 giugno scorso e quindi procedere con una nuova gara, unica via percorribile per evitare eventuali ricorsi al TAR che renderebbero inutile questa rincorsa all'incasso.

A noi, invece, non spetta assolutamente di votare un salvacondotto che consenta alla Commissione di gara di non ottemperare alle norme di buon andamento, di imparzialità, di pubblicità e di trasparenza evitando di pubblicare un nuovo bando, perché sappiamo bene che quest'atto che la Giunta ci chiede di approvare modifica sostanzialmente le condizioni di gara.

Non ripeterò qui il perché si tratti di modifiche di sostanza, l'ho già fatto in commissione. Dinnanzi a tale modifica, dunque, vi potrebbero essere altri soggetti interessati i quali, potenzialmente, potrebbero decidere di partecipare alla gara.

Noi abbiamo rinunciato a presentare circa 1000 emendamenti ostruzionistici che erano pronti, perchè in questo momento siamo convinti che non sia utile rinviare di qualche giorno l'approvazione di quest'atto, ma sia necessario modificarlo per il bene di tutti.

Abbiamo presentato 4 emendamenti di merito con i quali, seppur in totale disaccordo politico, non apportiamo modifiche al nuovo Statuto di GTT che la Giunta ci propone, ma rinviamo a FCT Holding S.r.l. il compito di iniziare un nuovo iter di gara.

Le norme, la giurisprudenza, le sentenze del Consiglio di Stato, la prassi e la buona amministrazione sono concordi sul fatto che sia necessario procedere con la pubblicazione di un nuovo bando, con l'acquisizione delle manifestazioni di interesse e con l'invio di nuove lettere di invito, se però la Commissione di gara desidererà derogare da tali norme lo faccia a suo rischio e pericolo.

L'ultimo pensiero invece va al Sindaco. A mio avviso il Sindaco ha perso il controllo di ciò che sta accadendo a Torino. Evidentemente non conosce questa città e i suoi cittadini e, cosa ancora più grave, non comprende la macchina amministrativa della quale, dal voto popolare, è stato messo a capo.

Dinnanzi al susseguirsi quasi quotidiano delle emergenze è solo in grado di dire che ha un piano segreto, molto segreto. Qual'è la sua visione di medio-lungo termine?

I sacrifici ai cittadini si chiedono a fronte di un percorso certo e sicuro, ma qui non vediamo altro che una barca che naviga a vista. Se un progetto c'è, ce lo dica oggi in aula e convinca noi e tutti i Torinesi che l'unica sua soluzione non è sperare in una norma "salva-Torino", cosa che già una volta ha dimostrato di non essere riuscito ad ottenere.

Siamo fermamente convinti che i torinesi siano ormai pentiti per la fiducia che Le hanno accordato e noi, di giorno in giorno, ci accorgiamo che stiamo assistendo agli ultimi scoordinati gesti di una politica vecchia che non è in grado di garantire un futuro alla città, ma neppure di immaginarselo.

Noi oggi non desideriamo aiutare né il Sindaco né la Sua Giunta, ma semplicemente auspichiamo che questo Consiglio non venga trascinato a fondo dalla evidente incapacità di gestire la nostra Città da parte del Sindaco e della Giunta.

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