Ecco l'analisi della nuova delibera che prevede la modifica di statuto per procedere con la dismissione delle quote di GTT

(di chiara appendino) 27.11.12 10:39

Riporto qui, a fronte delle varie richieste pervenute, l'analisi effettutata sulla delibera GTT e riportata questa mattina in sede di Commissione Consiliare da cui emergono tutte le nostre perplessità sulla delibera.

Vi informo inoltre che la delibera è stata liberata per l'aula e verrà discussa in Consiglio oggi a partire dalle 15.


...E un grazie a tutti coloro che hanno aderito al mio appello e ci hanno dato una mano...

VENDITA DEL 49% DI GTT

STORIA DELLA PROCEDURA

- Deliberazione del 23/11/11: autorizzazione a FCT Holding a dismettere quota di minoranza (40%-49%) di GTT rimandando a successiva delibera di Consiglio la definizione degli indirizzi relativi all'espletamento delle procedure ad evidenza pubblica;
- In ottica di dismissione il 07/03/2012 con delibera di giunta mecc. 2012/01052 veniva autorizzata FCT ad avviare una prima fase di consultazione preliminare non vincolante allo scopo di acquisire le manifestazioni di interesse da parte di partner industriali o finanziari nonché acquisire gli elementi necessari per predisporre la successiva procedura di gara ed evitare il rischio di mettere a gara condizioni non compatibili con le esigenze di mercato (= mandare deserta la gara);
- In seguito a ciò hanno manifestato interesse: KEOLIS, TRENORD, ARRIVA ITALIA, TUNDO VINCENZO - come operatori industriali;
- Tenendo conto di quanto evidenziato dalla fase antecedente di manifestazione, con deliberazione 2012 02555 del 18 giugno 2012 sono fissati i criteri per il bando e Statuto GTT (parte sostanziale poiché parte della delibera e dei criteri) per lo svolgimento della procedura ad evidenza pubblica;
- In esecuzione della delibera 02555, in data 29 giugno FCT/3/2012 è stato pubblicato l'avviso per ricevere le richieste di invito
- In data 18 luglio pubblicato la proroga del termine al 30 Luglio per la procedura ristretta (citata in delibera)
- Chiedono di essere invitate solo due aziende (Trenord e Arriva)
- 3 agosto 2012 FCT invitava le due aziende pre-qualificate alla seconda fase della procedura ristretta
- entro le ore 16.00 del 30 ottobre arriva solo l'offerta di Trenord
- Il 15 novembre la commissione dichiara la seduta deserta perché l'offerta di Trenord è irricevibile.
- Proposta di nuova delibera che modifica statuto (= governance) e chiede di procedere con una "procedura negoziata urgente" - fuori dall'ambito della 167/2006 - interpellando solo i due soggetti qualificati nella prima fase della procedura (arriva + trenord)


ANOMALIE DEL CONTESTO NORMATIVO

- Nella prima delibera, che avvia la procedura, in ben 3 punti si fa riferimento (ma anche nella prassi seguita dell'iter fino al 31/10) alla procedura ristretta ex art 55 del DL 163/2006;
- Questo dlgs è l'unica fonte ispiratrice che si trova in normativa e che è utilizzata nella prassi. Il TUEL non tratta le cessioni di ché trattasi se non nelle parti che afferiscono alle potestà degli Organi amministrativi.
- Nella seconda delibera si scrive in modo netto di operare al di fuori dell'ambito della 163 perché è evidente che se si operasse ai sensi della normativa citata si ricadrebbe nell'art 56 - "procedura negoziata previa pubblicazione di un bando di gara" in cui al comma 1, lettera a) si legge testualmente:"Nella procedura negoziata non possono essere modificate in modo sostanziale le condizioni iniziali del contratto."
- La procedura negoziata "urgente" però non ci risulta esistere in alcuna normativa (citateci la fonte che prevede questa procedura e la modalità prevista), ci risulta esistere solo la procedura negoziata ex art 55 che NON PREVEDE modifiche di sostanza;
- La delibera, con la modifica di statuto, è una modifica di sostanza e pertanto è necessario riavviare una nuova manifestazione di interesse e fare ripartire la procedura ristretta. Ecco qualche esempio di modifica di statuto sostanziale (cambia proprio la visione strategica che ha connotato la messa in vendita):

◦ Circolazione delle azioni in regime transitorio art.7 - chi acquista il 49% può da subito rivendere a terzi infragruppo;

◦ Circolazione delle azioni a regime art. 8 - si perde nei meandri della prelazione che di fatto è di difficile realizzabilità: siccome ha già il controllo, difficilmente spende soldi per comprare parte del 49 messo in prelazione; parimenti, chi ha il 49 non esprime prelazione e per acquistare qualcosa che ha già. Quindi il privato che vende ha campo libero.

◦ La somma di 7 e poi 8 dà libertà a chi compra 49 di andarsi a rifinanziare infragruppo, magari da una sorella che fa utili e/o cashflow positivi.

◦ Finanziamenti: Art. 9 - tolta la possibilità di finanziare la società in c/cap e introdotta la possibilità di finanziarla lucrando interessi;

◦ La maggioranza qualificata diviene di fatto la somma di comune + privato

◦ Cambia la governance sia per i poteri di spesa consentiti, sia per l'eliminazione del com. esecutivo.

◦ In più punti emerge in fatto che vengono dati ampi poteri e facoltà all'AD senza pre-condivisione e/o gradimento del comune, viene data facoltà al privato di girare da subito le azioni.

- Esistono infatti con molta probabilità operatori che non hanno aderito al primo bando perché lo hanno valutato non vantaggioso ed ora, a oggettive migliori condizioni di gestione, pur trovandolo vantaggioso non possono partecipare. Lo statuto è stato modificato in una sfilza di articoli, quindi più poteri equivalgono a maggiore appetibilità della Società e pertanto in bando aperto è probabile (e doveroso tentarlo per un amministratore della PA) trovare offerte il linea con le valutazioni degli advisor che con le modificazioni concedenti più poteri dovrebbero essere riviste al rialzo;
- Anche il Regolamento attuativo della 163 (il 207/10) sostiene questa linea . All'art. 106, pur questo trattando di lavori, dà tra l'altro spunto, al comma 2 definisce che per il concorrente è obbligatoria la presa visione per dargli perfetta visione dei requisiti dell'oggetto e fargli formulare un'offerta congrua. Una modificazione dei requisiti genera una rettifica ed obbliga la Stazione Appaltante alla riapertura o alla proroga dei termini per presentare offerta qualora sia ancora in corso di pubblicazione. Sappiamo che non è prescrittivo per il caso ma che è evidente che ha un peso sulla scelta della linea che deve tenere l'amministrazione.
- Non regge nemmeno il tema dell'urgenza che in questa delibera sarebbe autorizzata per:

- FCT ha come obiettivo di vendere entro il 31/12
- Se non si vende non si rientra nel patto di stabilità
- Le condizioni del bando non sono attrattive per i privati
- Tagli sul finanziamento al TPL

- Possono questi fattori far adottare un atto non coerente con gli indirizzi adottati sino ad allora? NO. Tra l'altro, anche in ambito 163 l'urgenza riconoscibile e spesso utilizzata (vedi ad esempio l'art. 125) è quella legata a problemi di sicurezza e tutela della salute, estesa anche a motivi di ordine pubblico. In sostanza è una finestra lasciata nel quadro del decreto 81/08 (ex 626), che nulla ha a che vedere con il caso specifico in oggetto e le motivazioni addotte in questa delibera. Se era urgente lo prevedevi ed agivi diversamente (in pratica emerge un difetto di programmazione o di benchmarking eccetera). Inoltre un problema finanziario e per giunta non congiunturale ma strutturale (con questa operazione non si risolve ma si allunga) non può costituire urgenza.



RISCHI:

- Il rischio ricorsi è evidentemente elevato sia da parte del pre-qualificato che non vince, sia da parte di terzi finora estranei alla procedura. Conseguentemente diviene probabile una sospensiva TAR che annullerebbe l'auspicato beneficio dell'operazione a brevissimo.
- Inoltre fattori esterni stanno facendo fare ai Consiglieri compito non proprio: in presenza di condizioni normali la decisione di seguire una via procedurale piuttosto che un'altra non spetta al Consiglio. Qui viene sgravata la commissione, la quale in presenza di un atto vincolante del Consiglio Comunale, al massimo può avere "colpa lieve o lievissima"...Pertanto la responsabilità ricadrebbe personalmente sui Consiglieri Comunali se accertata, quindi un rischio patrimoniale e personale di chi voterà questa delibera nel caso in cui venissero accertati dei danni.



CONCLUSIONE

- Siamo contrari alla cessione di quote, fin dagli inizi abbiamo espresso la nostra posizione politica in merito alla questione della vendita delle partecipazioni delle aziende dei Servizi Pubblici. Per questo abbiamo votato in modo contrario a tutte le delibere presentate riguardanti le dismissioni, opponendoci spesso anche con l'unico mezzo che avevamo a disposizione: l'ostruzionismo.
- Lavoriamo però nell'interesse generale e quindi nel merito abbiamo lavorato per rendere l'atto, che quest'aula si appresta ad approvare, sia corretto sotto il profilo amministrativo e soprattutto che garantisca il perseguimento dell'interesse pubblico, questione che dovrebbe essere cara a tutti noi presenti in quest'aula.
- Necessario modificare la delibera affinché si preveda solo la modifica di statuto e si rimandi a FCT Holding ad avviare le procedure di cui alla deliberazione n. 2012 02555/064 per garantire - tra le altre cose - il rispetto di quanto stabilito dalla L. 241/90 sul procedimento amministrativo. Tali cambiamenti violano espressamente l'art. 1 comma 1 ossia i "principi generali dell'attività amministrativa": economicità, efficacia, imparzialità, pubblicità e trasparenza.
- Ecco la ratio degli emendamenti di merito proposti (che modificano profondamente la sostanza della delibera) che abbiamo presentato e che trasformano di fatto la delibera in una semplice modifica di statuto e che danno l'avvio ad nuova procedura.

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