Dimissioni Martina: una crepa nel sistema. E adesso?

(di chiara appendino) 16.10.12 23:39
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La battaglia sulla trasparenza e la meritocrazia che stiamo conducendo in Comune con l'aiuto di tanti, ha dato i primi frutti: la superdirigente Anna Martina, nominata da Castellani e reiterata da Chiamparino e Fassino, si è dimessa.
Per anni, quello che in molti definivano "un assessorato a sé" è stato uno dei pilastri portanti di quel Sistema che abbiamo più volte denunciato e che in molti hanno potuto verificare nella propria vita lavorativa e professionale.

Il Sindaco, però, in questi giorni, ci ha ripetutamente accusato di voler gettare fango sulla città, sul Comune e sui tanti dipendenti che vi lavorano.
Quanto emerso sui giornali sono fatti, non fango. L'ho detto in aula lunedì e lo ribadisco qui.
E dico di più: i fatti dimostrano proprio l'esatto contrario.

Parliamo infatti di un sistema che ha per molti anni soffocato il merito nel tessuto economico locale (qui una delle testimonianze) e avvilito il lavoro di dipendenti comunali che hanno visto affidare incarichi a consulenti e società esterne, pari al triplo o al quadruplo del loro stipendio, per di più sempre alle "solite". (vedi il caso del portavoce del Sindaco, risorse altamente qualificate erano già disponibili all'interno del Comune ).
A queste nostre convinzioni, si aggiungono, poi, le incredibili dichiarazioni dell'ex-sindaco nonchè presidente del TOROC, Valentino Castellani rilasciate ieri a La Stampa: "Per quanto riguarda il fatto che a Torino lavorano sempre gli amici degli amici va anche detto che la città non è grandissima, l'ambiente è quello che è, diventa persino difficile non rapportarsi sempre agli stessi".

Comunque una cosa ritenuta da molti impossibile fino a lunedì scorso, si è avverata.
Il Sistema ha subìto un duro colpo e per la prima volta si è mostrato vulnerabile.

Le dimissioni di Martina, però, non sono ancora una vittoria, sono solo il primo passo verso il cambiamento che auspichiamo.
Cambiare è possibile ma solo se ognuno di noi farà qualcosa affinché questo si avveri.

Un ringraziamento a chi, in queste settimane tanto intense, non ha avuto paura di parlare, chi ha manifestato chiaramente la sua indignazione, chi si è messo in gioco e chi si è attivato per darci una mano e tutti coloro che inizieranno a farlo da oggi stesso.

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