Chi è che infanga la città, Fassino?

(di MoVimento Torino) 10.10.12 11:48

E' la domanda che ci siamo posti sentendo l'intervento di chiusura del dibattito del Sindaco in Consiglio Comunale a riguardo del caso degli affidamenti diretti nel periodo 2006-2011. Per provare a fornire una risposta è utile un veloce riepilogo dei fatti che hanno portato il Sindaco a rivolgere al M5S questa pesante accusa.

La vicenda ha inizio un anno fa, quando chiediamo spiegazioni, tramite delle interpellanze su due affidamenti "sospetti", entrambi sotto la soglia prevista dalla legge di Euro 40,000 e abbassata a 20,000 da un regolamento del comune di Torino, che consente di evitare una gara ufficiale e che quindi dà discrezionalità ai dirigenti nello scegliere i fornitori. Non soddisfatti dalle risposte fornite, e dopo un lavoro di approfondimento, della commissione, viene chiesta la storia di tutti gli affidamenti degli ultimi 5 anni fatti dal Comune. Ci è stato consegnato un CD contenente dei dati che richiedevano una decodifica. Dopo averli decifrati, abbiamo deciso di pubblicarli sul nostro sito internet.

Questa semplice e trasparente operazione ha suscitato grande interesse da parte di molti cittadini che ci hanno inviato delle segnalazioni e dei giornalisti che, una volta entrati in possesso dei dati, li hanno analizzati a fondo, sottolineando e portando a conoscenza della pubblica opinione, alcune operazioni, non proceduralmente scorrette ma di dubbia opportunità. Il caso più eclatante fra gli affidamenti diretti è quello di una dirigente di nomina del sindaco (fiduciaria) ad una società di cui il figlio detiene una percentuale rilevante.

Il Sindaco, presentatosi in Consiglio per spiegare l'accaduto, invece di condannare fermamente l'accaduto e prendere provvedimenti immediati nei confronti della dirigente in questione, ha demandato al Direttore Generale la decisione di un'eventuale sanzione e, nel suo intervento di chiusura, ha tacciato il Movimento 5 Stelle di demagogia e di voler infangare la città.

Questi i fatti che ci hanno portato a domandarci: chi è che infanga Torino? Chi porta legittimamente a galla i fatti o chi li ha commessi o, ancora, chi minimizza e non si assume le responsabilità di una scelta inopportuna, come quella di nominare una dirigente che si è scoperto fare affidamenti in famiglia?

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