"L'avvitamento della spirale del debito in cui si è inviluppata Torino"

(di chiara appendino) 14.09.12 12:54

Parafrasando la celeberrima introduzione al bilancio del direttore generale Vaciago nel titolo, ricordo a tutti che sulla questione del bilancio della città ci eravamo lasciati così .
Volendo riassumere in poche righe, il consiglio comunale aveva votato un bilancio "lacrime e sangue" basato su tre linee guida:

1. La riduzione della spesa corrente - ovvero, tagli
2. La dismissione delle quote delle società partecipate - ovvero, la progressiva alienazione del patrimonio della città (gli immobili e le partecipate)
3. Il massimo sfruttamento delle voci di entrata (a cominciare dai tributi locali) - ovvero, l'aumento della pressione fiscale sui cittadini.

Il tutto con un unico grande obiettivo: il rientro nel patto di stabilità, quello strumento che a dicembre il sindaco Fassino aveva definito "stupido" e che, proprio a causa del mancato rispetto dei suoi parametri, ci ha fatto mancare da Roma circa 40 mln di euro di trasferimenti e ha bloccato alla Città la possibilità di procedere con qualsiasi forma di assunzione. Quel patto che ci impone oggi di (s)vendere quote di TRM, AMIAT, GTT e SAGAT e del suo patrimonio immobiliare alla disperata ricerca di incassi.

A tutto ciò si è aggiunta, poco dopo l'approvazione del bilancio, un'altra manovra del Governo, cui effetti non sono ancora del tutto chiari: si parla di circa 14 mln di euro di taglio di spesa corrente sul 2012 e di una quarantina di milioni (anche se le cifre non sono ancora certe) nel 2013.
Prima dell'estate il Sindaco Fassino aveva salutato così i suoi assessori "Ragazzi riposatevi perché ci aspetta una galoppata frenetica".
Con una delle ultime giunte (prima della pause estiva), tra le varie delibere ne è stata approvata anche una decisamente inquietante (su proposta dall'assessore al bilancio) che ha di fatto bloccato tutte le spese in via tutelativa. Si leggeva nel testo dell'atto: ""E' necessario sospendere ogni attività che non comporti un reale danno certo e grave all'Amministrazione qualora non si procedesse alla sua attuazione"". Direi da brividi...

Al nostro rientro però devo ammettere di non aver trovato grandi cambiamenti.
Diamo un'occhiata alle determine approvate e ne troviamo due clamorose. La prima che prevede un affidamento diretto (una commessa a un fornitore senza una gara o cmq una qualsiasi forma di evidenza pubblica) da ben € 18.000 per preparare uno slideshow per pubblicizzare Torino ad un evento che si svolgerà nel mese di settembre ad Helsinky. E' vero, fino a commesse da €20.0000 si può procedere con un affidamento diretto, ma comunque deve essere sempre garantita la rotazione dei fornitori e dovrebbe essere esplicitata una giustificazione sottostante il ricorso ad un fornitore senza gara. In questo caso nulla ovviamente nulla...Sembra davvero l'ennesimo spreco, un lavoro dato con urgenza e superficialità al solito fornitore "noto" senza alcuna trasparenza e volontà di generare risparmi per la Città.

Ma non finisce qui. Il comune è senza soldi, fatica a riuscire a rientrare nel patto di stabilità (ad oggi tra l'altro non è ancora entrato un euro dalla vendita delle partecipate) eppure cosa fa? Stanzia ben € 330.000 per comprare le pistole nuove ai civich (vigili). Ora, senza entrare direttamente nella discussione sul fatto che sia utile o meno oggi che i vigili abbiano una pistola (cosa prevista attualmente dalla legge regionale), ma vi sembra possibile che in un contesto economico e finanziario come quello descritto sopra diventi un'assoluta emergenza sostituire le armi? Per l'amministrazione sembrerebbe di sì, ma questo non vale per noi e per molti sindacati, vigili stessi e lavoratori del settore. Settimana prossimo dovremo discutere il nostro atto che prevede la sospensione immediata di questa spesa, ovviamente vi aggiorneremo.

Insomma, di lavoro da fare non ne manca mai...e il fiato sul collo non può che continuare. Cosa accadrà nei prossimo mesi sarà certamente cruciale...

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