Contrasto del gioco d'azzardo: a che punto siamo?

(di chiara appendino) 27.09.12 23:17
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Quasi un anno fa (era dicembre 2011) il Consiglio Comunale di Torino approvava la nostra proposta di mozione per attuare alcune importanti linee di contrasto al fenomeno del gioco d'azzardo.
Purtroppo il gioco pubblico rappresenta la terza industria italiana con numeri spaventosi: nel 2010 gli italiani hanno speso per giochi d'azzardo e scommesse più di 61 miliardi di euro, la spesa pro-capite media è pari a €1.260 (compresi i neonati). Lotterie, slot machine, poker, scommesse e giochi d'azzardo diversi hanno inondato il mercato a ritmi sempre più frenetici.

Anche le mafie hanno fiutato l'affare, come testimoniato dalle numerose inchieste in corso, dalla Relazione della Commis­sione parlamentare antimafia del 2011 e dal rapporto di Libera 'Azzardopoli' . Dal rapporto di Libera si apprende che il business del gioco d'azzardo costituisce un interesse specifico di infiltrazione delle grandi organizzazioni criminali.

"Ad Azzardopoli i clan fanno il loro gioco. Sono tante, svariate e di vera fantasia criminale i modi e le tipologie fare bingo. Infiltrazioni delle società di gestione di punti scommesse, di Sale Bingo,che si prestano in modo "legale" ad essere le "lavanderie" per riciclaggio di soldi sporchi. Imposizione di noleggio di apparecchi di videogiochi, gestione di bische clandestine, toto nero e clandestino. Il grande mondo del calcio scommesse, un mercato che da solo vale oltre 2,5 miliardi di euro. La grande giostra intorno alle scommesse delle corse clandestine dei cavalli e del mondo dell'ippica. Sale giochi utilizzate per adescare le persone in difficoltà, bisognose di soldi, che diventano vittime dell'usura. Il racket delle slotmachine. E non ultimo quello dell'acquisto da parte dei clan dei biglietti vincenti di Lotto, Superenalotto, Gratta e vinci. I clan sono pronto infatti a comprare da normali giocatori i biglietti vincenti, pagando un sovrapprezzo che va dal cinque al dieci per cento: una una maniera "pulita" per riciclare il denaro sporco. Esibendo alle forze di polizia i tagliandi vincenti di giochi e lotterie possono infatti giustificare l´acquisto di beni e attività commerciali. Eludendo così i sequestri."

E' in questo contesto che è nata la nostra mozione, accolta con favore dall'assessore competente e da tutte la parti politiche presenti in comune, che entro i limiti di quanto è di competenza dell'ente locale, impegna la giunta a dare il suo contributo per contrastare questo fenomeno in modo concreto.

A distanza di un anno e con i dati che confermano il peggioramento del fenomeno, torniamo a fare il punto della situazione e un po' di fiato sul collo per l'attuazione della nostra mozione.

A metà settembre, con l'approvazione della delibera riguardante il nuovo regolamento per la disciplina dei contratti, è stata introdotta la possibilità da parte del Comune di rifiutare sponsorizzazioni per motivi di opportunità. Si sono aggiunti i "Superalcolici" e il "gioco d'azzardo che genera patologie o dipendenza". Un primo passo: non vendiamo più spazi e visibilità per favorire il gioco e l'eventuale dipendenza!

A breve, si prevede durante il prossimo consiglio, verrà votata la delibera proposta dall'assessore che attua proprio due punti specifici della nostra mozione: obbligo del gestore di posizionare, in modo ben visibile vicino alla macchinetta, un cartello che ne segnala la pericolosità e imposizione agli esercenti l'obbligo di esporre materiale informativo sul gioco problematico.

Non sembrerebbe essersi invece ancora mosso nulla su un punto che era per noi fondamentale: la modifica degli orari di apertura delle sale giochi. E su questo a distanza di un anno chiediamo, anzi esigiamo, un'inversione di rotta. Attendiamo quindi che l'assessore venga a rispondere in aula alla nostra interpellanza e faccia chiarezza su tempi e modalità visto l'impegno netto che stato preso nei confronti del Consiglio.

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