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Come il Comune spende i nostri soldi

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Ieri il Comune ha approvato il bilancio; ora, finalmente, è pubblico. Non è questione da poco, perché, fosse per me, avrei già pubblicato da settimane la bozza di bilancio con tanto di relazione, e avrei chiesto a tutti dei commenti. Non si può, mi hanno detto i legali. Come non si può, ho risposto io: non possiamo dire ai cittadini come il sindaco pensa di spendere i loro soldi? No, non possiamo finché non è approvato. Pazzesco.

Per prima cosa vorrei riassumere alcuni punti salienti sui bilanci dei settori che seguo io. Il bilancio della viabilità è piuttosto magro, e si sono trovati 7.800.000 euro, qualcosa in più dell’anno scorso, per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade e dei marciapiedi, rinunciando invece alla riqualificazione urbana; può sembrare molto ma quattro anni fa il budget era quasi il quadruplo, dunque la situazione non migliorerà di molto. In compenso partiranno i lavori dell’argine del Po al Fioccardo, dove le case in passato sono finite sott’acqua. Quello del verde non è tanto meglio; il budget per la manutenzione dei parchi è di 3.100.000 euro, -54% rispetto al 2009. Peggio ancora sarà col verde “spicciolo” gestito dalle circoscrizioni: aspettatevi sempre più savane.

Il vero massacro, però, è sul welfare: credo che questa tabellina dica tutto.


2011 2012 Variazione % sul tot.
Stranieri e nomadi 4.229.312 4.291.577 1,5% 5,1%
Anziani e famiglie 37.689.973 29.581.872 -21,5% 34,9%
Adulti in difficoltà 6.864.354 6.925.343 0,9% 8,2%
Minori 22.607.373 18.737.517 -17,1% 22,1%
Disabili 27.186.539 25.243.076 -7,1% 29,8%
Altro 498.994 25.500    
TOTALE 99.076.545 84.804.885 -14,4%
di cui



Fondi comunali 41.172.897 40.176.639 -2,4%  
Fondi esterni
57.903.648 44.628.246 -22,9%  

Oltre il 20% in meno sugli anziani, quasi il 20% in meno sui minori, il 7% in meno sui disabili: e poi Fassino ha la faccia di dire che “non è stato tagliato nulla”. In verità nelle scorse settimane sono stati approvati una serie di provvedimenti che penalizzano fortemente chi ha bisogno di assistenza, con aumenti di tariffe, restrizioni dei requisiti per avere assistenza, tagli dei servizi e delle sovvenzioni. E sul fatto che l’unico capitolo in crescita sia “stranieri e nomadi” molti avranno da obiettare…

Vorrei anche poter pubblicare le quattro pagine fittissime di enti e associazioni (per una buona metà parrocchie ed enti religiosi) che ricevono contributi comunali per gestire progetti di assistenza, per un totale nel 2011 di 4.195.000 euro; in mezzo ci sono molti progetti che conosco e che sono ottimi, ma in tanti altri casi non ho veramente idea di cosa venga fatto con i nostri soldi, magari la rete ce lo saprebbe dire.

A questo punto però vorrei condividere un’altra cosa che colpisce: a fronte di questa situazione drammatica, la presenza nella spesa comunale di moltissime voci di entità che a una persona normale sembra abnorme, per progetti tutto sommato non particolarmente fondamentali (quasi tutti peraltro legati al cemento). Qualche settimana fa ci fu una polemica per il milione di euro destinato al Filadelfia, ma scorrendo il programma delle opere pubbliche e le relazioni al bilancio, anche solo nei miei settori, si scoprono spese come queste:

260.000 euro ad agenzie interinali per attività di ricollocazione dei lavoratori
19.000.000 di euro per la realizzazione di un Energy Center nell’area ex Westinghouse (via Borsellino)
2.915.000 euro per lavori di messa in sicurezza delle OGR
4.971.000 euro per la ristrutturazione del castello di Santena
1.084.000 euro per risistemare il piazzale della basilica di Superga
3.000.000 di euro per “attività di riqualificazione dell’area dello scalo Vanchiglia non meglio precisate
500.000 euro per la manutenzione dei segnali stradali
514.000 euro per la sistemazione dell’area verde di via Assisi
1.347.000 euro per la risistemazione dell’area di via Sesia / via Montanaro
1.084.000 euro per la sistemazione viabile e pedonale di via Ghedini
600.000 euro per un sottopasso pedonale che colleghi piazza Valdo Fusi al museo delle Scienze
660.000 euro per la navigabilità del Po
749.000 euro per 950 metri di pista ciclabile su via Anselmetti (stradone largo e dritto in mezzo alle fabbriche)
200.000 euro per il ripristino di scorci panoramici sulla strada dei colli (panoramica di Superga)
2.226.000 euro per nuove passerelle al Parco Dora
1.220.000 euro per il Parco Stura a Lungo Stura Lazio (una bella passeggiata tra le baracche?)
172.000 euro per le spese di funzionamento dell’ATO Rifiuti (fondamentale organo burocratico di cui tutti apprezzano l’esistenza)
6.500.000 euro per il restauro del mastio della Cittadella
1.000.000 euro (nel 2013) per la manutenzione straordinaria della chiesa di Santa Croce
2.300.000 euro per la manutenzione straordinaria della palestra e del cortile della cascina Marchesa
500.000 euro per la manutenzione straordinaria e bonifica edifici via Revello 3 e 5 (ma lo sanno cosa c’è a quell’indirizzo?)

Sono sicuro che ognuno di questi progetti ha un motivo e una logica che magari dal titolo non emergono, ma questi soldi non potrebbero essere meglio spesi? La verità purtroppo è che il bilancio di un Comune non funziona come il nostro portafoglio, e non si può pensare così facilmente di prendere soldi da una parte per metterli da un’altra; in particolare, prendere i soldi destinati a un investimento, o derivanti da entrate straordinarie e non ripetibili come la vendita di un immobile, e destinarli alla spesa corrente (welfare, stipendi… quel che volete), è una pessima pratica amministrativa, perché l’anno prossimo poi questi soldi non ci saranno più, mentre la spesa sarà di nuovo da pagare. In passato lo si è fatto, ma ormai la Corte dei Conti è prontissima a sanzionare questo comportamento.

Un’altra osservazione è che tutte le spese meno prioritarie derivano tipicamente da finanziamenti esterni e vincolati; se l’Europa ti dà dei soldi per il Parco Dora, tu non puoi prenderli e spenderli per altro. E’ però vero che anche i soldi europei, nazionali e regionali sono alla fine soldi nostri, quindi bisognerebbe se mai chiedersi come spendono i soldi questi enti più grossi; la sensazione è che più si va in alto e più i soldi, disponibili in quantità sempre maggiori, vengano buttati con generosità. Idem per le fondazioni bancarie: è vero che l’Energy Center lo pagano (oltre all’Europa) San Paolo e CRT, ma non nascondiamoci dietro a un dito, le fondazioni sono legate alla politica a doppio filo e le loro politiche di investimento sono concordate.

Comunque, la coperta è corta e che di soldi ce ne sono pochi, specialmente se non si mette in discussione la priorità (sia locale che nazionale) che dice che prima si pagano i debiti alle banche e poi, se avanza qualcosa, si fa tutto il resto. E quando si tratta di scegliere cosa fare del poco che c’è viene il difficile.

Si scontrano infatti due considerazioni opposte. Se parli con un disabile, un anziano, un malato, un genitore con bambino al nido, ti dice: cosa c’è di più prioritario di me? Piuttosto eliminate la cultura, lo sport, le opere pubbliche, non fate le piste ciclabili e non tagliate l’erba nei prati, ma mettete i soldi sui servizi che mi sono necessari per avere una vita decente. Chi potrebbe sostenere il contrario?

Dall’altra parte, però, c’è una grande quantità di cittadini che non usufruisce del welfare, e che dice: io pago le tasse, allora cosa ricevo in cambio? Se tutto viene speso per assistere la fascia più debole della società, e se nel frattempo i trasporti non funzionano, le strade sono piene di buche, i giardini diventano savane e gli impianti sportivi sono a pezzi, chi me lo fa fare di vivere e pagare le tasse a Torino? Effettivamente nessuna città può sopravvivere se la parte economicamente produttiva si ferma e sparisce, anche per mancanza di infrastrutture fisiche, organizzative, culturali; l’assistenza tramite le tasse è possibile solo se c’è qualcosa in attivo da tassare.

Compenetrare queste due visioni è molto difficile, e, secondo me, non può nemmeno essere fatto arbitrariamente da chi amministra (anche se le priorità di Fassino, alla luce di quanto sopra, mi sembrano piuttosto discutibili). Dovrebbe essere la stessa cittadinanza a scegliere dove mettere i propri soldi, almeno a grandi linee. Di qui la proposta del bilancio partecipativo e la richiesta di maggiore trasparenza, tramite una mozione che chiedeva di pubblicare da subito almeno i dati di sintesi del bilancio. Mozione bocciata, anche se l’assessore Passoni ha dato disponibilità a discutere il tema.

Ma non è nelle corde di questa politica; chi vive nel sistema rappresentativo si sente autorizzato a spendere i soldi di tutti come se fossero propri. Ed è proprio da qui che nascono i guai.

Le nostre proposte ignorate dalla maggioranza.

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Per qualche settimana abbiamo lavorato, recependo anche moltissime segnalazioni di cittadini e lavoratori del settore, sul regolamento IMU.
Questi approfondimenti e lo studio di regolamenti di altri comuni, ci hanno portato a proporre più di una decina di emendamenti di merito e alla stesura di due documenti di accompagnamento alla delibera.

E' stato davvero spiacevole e decisamente alterante scoprire che i nostri emendamenti sono stati accorpati dalla maggioranza e che pertanto non sono stati discussi nel merito ma votati in un'unica soluzione: cioè bocciati a priori.
La nostra "colpa" era aver fatto ostruzionismo ad un'altra delibera, che nulla aveva a che vedere con quella in oggetto. Non eravamo pertanto meritevoli del diritto democratico di discutere le proposte di merito. Non vi sto a raccontare qui quanto mi abbia infastidito la cosa, anche perchè in aula ho proprio dedicato qualche minuto a questo tema (potete vedere il video dell'intervento).

Questa premessa era dovuta perché nostro malgrado ci siamo trovati costretti ad avere in aula tempi di discussione contingentati che di fatto non ci hanno quasi permesso di presentare i provvedimenti di accompagnamento che avevamo scritto ma che sollevano questioni a nostro avviso decisamente rilevanti.
Ovviamente la maggioranza non li ha colti e con grande superficialità, secondo me senza nemmeno grande consapevolezza dei temi affrontati, li ha bocciati il giorno dopo in un consiglio durato fino alle 3 del mattino.

La prima proposta bocciata evidenziava la presenza presso il catasto di errori nella definizione della zona censuaria di alcuni alloggi. Questi errori fanno sì che in alcune particelle (immobili) ci siano dei subalterni (i singoli appartamenti) con zona censuaria diversa , il che comporta che vi siano cittadini che non pagano correttamente l'ammontare dovuto, alcuni in difetto ed altri in eccesso. A fronte di questa distorsione con la nostra proposta di mozione avremmo impegnato il Sindaco ad attivarsi presso l'agenzia del territorio, soggetto competente, affinché si facesse carico del problema e attuasse gli interventi necessari per identificare e correggere gli errori presenti, informando e coinvolgendo i cittadini.
Ma evidentemente alla maggioranza questa questione non interessa...

Con il secondo documento, un ordine del giorno a cui tenevo particolarmente, abbiamo evidenziato l'iniquità oggi presente per quanto concerne i 50 euro di detrazione prevista per ciascun figlio di età non superiore ai 26 anni.
La detrazione è concessa solo nel caso in cui i figli dimorino abitualmente e risiedano anagraficamente nell'unità immobiliare adibita ad abitazione principale.
Nel caso di genitori separati, infatti, mantenendo l'attuale diretto collegamento della definizione di nucleo familiare con la residenza anagrafica si consolidano privilegi a vantaggio del genitore co-residente a la corrispondente penalizzazione dell'altro genitore.
Facendo un esempio pratico: oggi, se si considera una famiglia separata nella quale madre e padre hanno gli stessi redditi e ospitano i figli per tempi uguali, solo il genitore presso il quale il figlio ha la residenza potrà godere della detrazione inserendolo nel suo nucleo famigliare.
Questo è un tema sollevato anche da un movimento trasversale che sostiene e promuove da tempo la bigenitorialità, termine introdotto alcuni anni fa nel vocabolario italiano che definisce il diritto naturale del bambino ad avere due genitori e ad avere un rapporto stabile con entrambi, anche nel caso in cui essi siano divorziati e separati.
A fronte di questa iniquità, chiedevamo al governo di prendersi carico della situazione e intervenire con le iniziative che riteneva più opportune per rendere più equa la detrazione per i figli in caso di genitori separati.
Anche qui muro di gomma, la maggioranza, in blocco, ha votato no.

Ovviamente ripresenteremo i due documenti per cercare di permettere che avvenga la discussione, ma questo atteggiamento da parte della maggioranza è stato davvero inaccettabile e totalmente irrispettoso di chi, come noi, ha lavorato sul merito.

Il bilancio 2012 della città di Torino

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Ieri, in un consiglio fiume iniziato alle 13 e finito alle 3 di notte, abbiamo discusso del bilancio previsionale 2012.

L'assessore Passoni ha raccontato le linee di indirizzo, i presupposti e il contesto in cui è stata studiata questa manovra.

Nel mio intervento in aula ho cercato di riassumere, nel poco tempo a disposizione, le mie impressioni e considerazioni su questo primo bilancio che mi sono trovata a dover affrontare.

Riporto di seguito una rapida trascrizione del mio internvento. Chiedo scusa in anticipo per la sintassi non proprio perfetta, ma credo che il senso complessivo lo si riesca a cogliere ;)

Chiara

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"A differenza di quanto scrive il direttore generale nell'introduzione alla relazione previsionale programmatica in cui definisce il 2012 come "l'anno che sarà ricordato dalla storia come l'anno di avvitamento della spirale economico finanziaria in cui si è inviluppata l'economia dell'europa e dell'Italia", io e i cittadini Torinesi credo che lo ricorderemo come l'anno dell'introduzione dell'imu, l'anno alla ricerca di un tentativo disperato di arrivare al 31/12 e di rientrare nel patto di stabilità, l'anno della privatizzazione dei servizi educativi, dei precari lasciati a casa, della vendita/svendita delle partecipate.

E non lo dico io ma lo dicono proprio i 3 presupposti di questa manovra, evidenziati nella relazione di accompagnamento e ricordati anche ieri sera dall'assessore Passoni che ha illustrato il bilancio di previsione e che ricordo brevemente:

1) La riduzione della spesa corrente - cioè tagli.
2) La dismissione delle quote delle società partecipate - cioè la progressiva alienazione del patrimonio della città;
3) Il massimo sfruttamento delle voci di entrata (a cominciare dai tributi locali) - cioè l'aumento della pressione fiscale sui cittadini.

Permettetemi ora di entrare brevemente nel merito di ciascuno dei tre elementi citati, iniziando dalla spesa corrente.

1. SPESA CORRENTE

Su un bilancio da 1.329 mln rispetto ai 1.322 mln di consuntivo 2011, epurando l'effetto dell'accantonamento di 20 mln a fondo e delle voci di spesa sui cui non si può intervenire, abbiamo di fatto una riduzione della spesa che è quasi esclusivamente riconducibile a tagli sul personale che incidono per 21 mln di €.

Ricordo poi che anche quest'anno, come in passato, sulla spesa incidono ben 10 mln di euro a causa dei derivati.

Certo, sono derivati sul nozionale, il cui costo, come ama ricordare l'assessore Passoni, si aggira intorno all'1% a fronte di un nozionale di circa 900 mln, che però rappresentano una cifra che si aggira intorno al totale dei bilanci di tutte e 10 le nostre circoscrizioni.

Le previsioni inserite nella relazione prevedono che peri prossimi anni (fino al 2014) i 10 mln all'anno di costo verranno confermati. Sarebbe quindi opportuno smetterla di affermare che i derivati non hanno impatto sul bilancio.

Segnalo anche che sulla spesa corrente incidono quest'anno 250 mln di uscite per interessi e rimborsi di quote di capitale, circa il 19% del totale della spesa corrente, una cifra che ci permetterebbe di coprire più del 50% delle spese del personale, che si attestano sui 400 mln circa (con cui copriamo le spese dei circa 11 mila dipendenti della macchina comunale).

Il tutto per far fronte a un debito che al 31/12 si aggirava intorno ai 4,5 mld.

Apprendiamo che il debito si ridurrà di ulteriori 80 mln dopo i primi 32 mln del 2011, il che, è certamente un buon segno visti i disastri fatti negli anni passati (soprattutto nel pre-olimpiadi), ma , a fronte del debito complessivo che detiene la città, è veramente poco.

Non mi risulta, tra l'altro, dall'analisi dei documenti di bilancio pluriennali che il debito vada quest'anno al di sotto dei 3 mld come mi pare invece di aver sentito annunciare dal sindaco recentemente ad un'intervista a quartarete.

Ricordo inoltre che i 3,3 mld di debito sono solo la parte finanziaria (mutui e obbligazioni) a cui vanno aggiunte tutte la altre forme di debito, ad esempio i debiti di funzionamento e più in generale i residui passivi, per arrivare a cifre che si attestano tra i 4 e i 5 mld.

Esprimo inoltre forte preoccupazione per quanto concerne la copertura di spesa corrente: non solo per l'incertezza legata all'imu, segnalata peraltro anche dai revisori, ma anche per altre voci di entrata straordinaria (45,5 mln), che sebbene in misura ridotta rispetto agli anni precedenti, sono a copertura di spesa corrente.

Esprimo particolare preoccupazione per circa il 50% di queste entrate, più precisamente i 25,5 mln da alienazione di beni patrimoniali derivanti da aste di cui oggi non abbiamo realizzato nulla.

Tra l'altro, anche se l'assessore dice che verranno utilizzate a copertura dei 36 mln di trasferimenti in meno a causa della fuoriuscita dal patto, confermando effettivamente la capacità dal prossimo anno di coprire la spesa corrente con entrate correnti, per questo anno che stiamo analizzando, sono pur sempre risorse necessarie a coprire spesa corrente che, se non si realizzeranno, creeranno certamente problematiche di non poca rilevanza.

Allo stesso modo, per quanto concerne la spesa, esprimo forte preoccupazione in merito all'effettiva capacità di finanziare i circa 200 mln di spese in conto capitale, di cui il 50% quasi (97 mln) derivano da alienazioni di beni. Certo, queste risorse non verranno spese se le entrate non si realizzeranno, ma ritengo che alcuni di questi interventi in conto capitale non siano prorogabili (ci sono interventi di manutenzione, contributi alla cultura), quindi la mancanza della realizzazione delle entrate da titolo IV potrebbe avere effetti decisamente preoccupanti.

Vediamo poi un fondo di accantonamento di 20 mln per la svalutazione dei crediti. Un grande sforzo vista la situazione che sta vivendo il comune, ma a fronte dei residui attivi iscritti a bilancio al 31/12/2011 di circa 1,5 mld potrebbero essere briciole. Ovviamente tutto dipende dalla "qualità" di questi residui, che io non conosco, e cioè di quanti di essi siano oggi realmente incassabili.. A fronte di questo numero tanto alto però la domanda sorge spontanea, come si è potuti arrivare ad accumulare tanti residui in passato?


2. DISMISSIONI DELLE QUOTE

Non condividiamo per nulla questa scelta dalla quale la città dovrebbe introitare circa 270 mln.

Una scelta a mio avviso valutata in un'ottica di breve termine che non può essere la reale soluzione ad una situazione economica finanziaria tanto difficile. E ci tengo a precisare che non è sola una questione di imposizione da parte del governo nazionale, come in parte si vuol far apparire, ma è una vera e propria scelta politica voluta. Ne sono l'esempio le dichiarazioni del Sindaco Fassino in sede di discussione di GTT e lo è la scelta di cedere il 28% di SAGAT.

Decisamente peculiare, tra l'altro, che non sia precisato nel bilancio (almeno io non l'ho trovato) a quanto ammonti la parte di TRM che vendiamo. Mi ha fatto sorridere che nella relazione si legga "quota cospicua " di TRM senza specificare la percentuale.

Infine rilevo la mancanza di coerenza con quanto dichiarato dallo stesso sindaco Fassino durante la campagna elettorale di cui riposto testuali parole: "In questa campagna alle primarie c'è qualcuno che ha fatto credere che io sarei per privatizzare le società partecipate. Non è vero! Non ho mai sostenuto la privatizzazione delle società partecipate, ho anzi sostenuto che queste società sono uno strumento, il braccio operativo del comune di cui il comune non può fare a meno".

Ma questo evidentemente ha poca importanza.


3. MASSIMO SFRUTTAMENTO DELLE VOCI DI ENTRATA (a cominciare dai tributi locali)

Come ho già avuto modo di dire in altre sedi, nessuno mette in dubbio che le risorse per erogare i servizi debbano essere prelevate dai cittadini e riconosciamo perfettamente il ruolo di esattore che in certi casi esercita il comune per conto dello Stato (imu), ma è altrettanto evidente che questa proposta di tassazione è oggi irricevibile per un cittadino che si trova sacrificato a pagare imu e tarsu da un lato e dall'altro vede l'amministrazione che trova le risorse per pagare 180.000 euro all'anno un portavoce nominato.

Ricordo inoltre che 6,5 mln di imposta di soggiorno non sono stati destinati alla cultura e al turismo come da mozione di cui è primo firmatario il presidente della commissione bilancio in seguito ad un lavoro condiviso da maggioranza e opposizione. La mozione in impegnativa definiva in modo netto che le risorse dovevano essere destinate, riporto il primo punto dell'impegnativa, "destinare, nella predisposizione della proposta di bilancio di previsione, le risorse entranti dall'imposta di soggiorno alle voci di bilancio concernenti il turismo e la cultura, reinvestendo così le risorse sul settore che le ha generate, con particolare attenzione all'accoglienza e alla promozione della città", questo non è avvenuto. Alla faccia del rispetto per il ruolo di indirizzo del consiglio...

Mi preoccupa inoltre, il ricorso all'anticipazione di tesoreria per 300 mln a fronte di una chiusura al 31/12 che, se non erro, prevedeva già debiti per anticipazioni di cassa per 142 mln, elemento che evidenzia lo stato tensione finanziaria in cui versa la città, rilevato peraltro anche dai revisori dei conti.

Questi 3 presupposti dovrebbero essere le linee guida per riuscire ad arrivare alla fine dell'anno e rientrare nel patto di stabilità che oggi è diventato prioritario, a differenza del 2011, quando sembrava proprio non esserlo, anzi, il sindaco si vantò allora di avere fatto un atto coraggioso e ne andava fiero.

Peccato che per rientrare nel patto ci vorranno ben 370 mln da entrate da titolo quarto, almeno così leggiamo dalla relazione, di cui circa 90 da alienazioni di immobili e 280 dalle partecipate. Tutto tra l'altro, mi sembra anche giusto dirlo per chiarirci, da incassare entro il 31/12/2012. Vero, ci sono 310 mln in uscita in conto capitale che potrebbero non essere effettuate, ma quante di queste spese in conto capitale sono davvero prorogabili?

Trattandosi del mio primo anno di bilancio in qualità di consigliere, concludo esprimendo forte rammarico per il metodo di lavoro adottato dalla maggioranza e dalla giunta.

Ed è proprio questo il motivo principale che ci ha spinto a fare ostruzionismo.

Ritengo che l'illustrazione sia stata troppo spesso superficiale e lacunosa, moltissime richieste di chiarimenti, infatti, non hanno ricevuto risposta oppure l'hanno ricevuta a emendamenti chiusi.
Ne sono alcuni esempi i bilanci di divisione mai pervenuti e i dettagli sulle politiche giovanili che in parte stiamo ancora aspettando.
E' vergognoso che abbiate chiuso gli emendamenti alle 9 di mercoledì senza aver completato la discussione con l'assessore al bilancio.

Tutto ciò ha di fatto reso impossibile ai consiglieri di entrare nel merito, rendendo questo bilancio di fatto blindato.

Pertanto non lo ritengo un atto di consiglio, bensì un qualcosa che siamo chiamati a ratificare.

Sfido inoltre i consiglieri che voteranno questo bilancio a sapere esattamente cosa c'è dentro.

E concludo davvero auspicando per il futuro, ammesso che questa giunta un futuro ce l'abbia, maggiore serietà, condivisone, impegno, tempestività, trasparenza e coerenza.

Per quanto riguarda le scelte operate, invece, credo di essere già stata abbastanza chiara ed esaustiva nel commentare i 3 punti della relazione dell'assessore.

E' evidente sindaco, che le sue promesse elettorali sono state totalmente disattese. Si assuma le sue responsabilità e agisca di conseguenza."

In molti probabilmente ricorderete l'operazione FCT, quella delibera votata in modo compatto da tutta la maggioranza (PD-SEL-MODERATI-IDV) che dava il via alla (s)vendita del 49% delle partecipate detenute dalla Città (AMIAT-GTT-TRM). L'operazione avrebbe dovuto portare entro il 31/12, tramite l'accensione di un prestito ponte (di breve termine) a fronte delle garanzie delle quote delle società in vendita, risorse fresche per evitare l'uscita dal Patto di Stabilità nel 2011. Ma nessuna banca volle finanziare la Città, lo ammise lo stesso Sindaco replicando in sala Rossa ad alcune nostre sollecitazioni, e come è andata a finire lo sapete...

Nel proseguo dell'operazione imbastita a fine 2011, dopo aver dato il via qualche settimana fa alla cessione del 28% delle quote di Sagat (società che gestisce l'aeroporto di Caselle), la giunta Fassino ha portato in aula la delibera che ha concretizzato la cessione del 49% del pacchetto azionario di GTT.
Dopo un discussione durata qualche ora, con 24 favorevoli (Pd, Sel, Idv,Moderati), 11 astenuti (Pdl, Lega Nord), e solo noi contrari, il Consiglio Comunale ha deliberato i criteri con i quali si dovrà svolgere la gara per la cessione del 49% di gtt, privando la città di un'altra delle aziende attraverso le quali per decenni ha gestito i servizi pubblici locali.

Evidentemente importa ben poco rispettare il risultato referendario di appena un anno fa, con il quale la maggioranza degli italiani ha detto chiaramente no alla alla privatizzazione dei servizi pubblici locali.

Altrettanto insignificante sembrerebbe essere per questa giunta perdere le quote di minoranza delle proprie aziende, tanto, almeno così si suol dire, mantenendo il 51% la Città continua ad essere il socio di maggioranza e ad esercitare un ruolo strategico nelle decisioni e nell'operatività aziendale. Uno sguardo al passato però smentisce questa tesi e mi fa credere che sia solo un modo per rendere politicamente più "dolce" la vendita. Nessun socio privato entra in un'azienda senza poter decidere le regole del gioco e avere il controllo effettivo della stessa, non fa beneficenza e non accetterebbe mai un ruolo troppo limitato da paletti definiti dal socio pubblico. Sfatiamo quindi questo mito.

E sfatiamo anche il mito che la gestione da parte del pubblico è, in quanto tale e per natura, meno efficiente e produttiva della gestione del privato. Personalmente non ci sto a delegittimare continuamente l'operato delle aziende partecipate dagli enti locali in quanto tali. Sarebbe invece opportuno fare una bella analisi del perché il pubblico, e chi ha sino ad oggi gestito il pubblico, ovvero i partiti, non sia stato in grado di gestire queste aziende.

Concludo constatando che questa amministrazione vuole, a tutti i costi, rientrare nel 2012 nel Patto di Stabilità, strumento garante dell'equilibrio di finanza nazionale, che con tanto orgoglio e coraggio aveva disatteso a Dicembre. E' infatti questo il punto cardine del bilancio previsionale che la prossima settimana discuteremo in aula.
Oggi sono circa 330 i milioni di euro da portare a casa e quindi avanti tutta con GTT, AMIAT, SAGAT e chissà quale quota (si parla dell'80%) di TRM. Che il patrimonio della Città poi si azzeri e che essa non possa più esercitare allo stesso modo il suo ruolo di garante di servizi essenziali quali la filiera dei rifiuti e i trasporti locali è una questione che sembrerebbe importare poco...

Perchè No al Bilancio...

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Programmato in doppia convocazione il Consiglio di Circoscrizione di martedì 19 giugno era centrato sul parere al bilancio di previsione 2012 e si pensava che si sarebbe svolta una battaglia strenua tra maggioranza e minoranza a colpi di emendamenti

L'intervento dell'assessore Passoni invece è stato significativo perchè ha alzato il livello della disputa su questioni importanti come : valore del decentramento, utilizzo e modalità dei derivati, vendite delle partecipate e Imu.

Un bilancio difficile che deve ottemperare all'uscita dal patto di stabilità spiegato in termini molto politici che rimandano come sempre a colpe altrui come i tagli dati dalla Regione Piemonte sui servizi socio-assistenziali e colpe imputate allo Stato che trattenendo per sè il gettito prima casa lo toglie al Comune.

Altri motivi di "sbilancio"le minori entrate per multe e costruzioni.

Scendono i numeri del personale con una proporzione di cento che se ne vanno e 20 che vengono assunti e il debito viene definito lineare in costante dimunuzione anche se si mantengono gli investimenti perchè non farli peggiorerebbe la situazione debitoria.

Passoni è uno dei pochi assessori che stimo perchè è davvero un funambolo del bilancio e non lo invidio perchè io non riuscirei a dormire la notte pensando ad amministrare una città così indebitata come Torino. Detto questo non credo che come dice l'assessore i numeri non siano univoci, e che il problema non sia il debito.

Alla mia domanda sul suo giudizio sul lavoro svolto dal predecessore Peveraro sulla questione dei derivati e del costo annuo di 10 mln per passare ad un tasso fisso, ha commentato che lui non avrebbe fatto questa operazione ma che non si poteva prevedere il futuro e che comunque .sbagliare in buona fede è possibile e che abbiamo solo tre derivati strutturati .

Alla mia richiesta sugli stipendi d'oro di Giovannetti ( 180.000 euro annui) e Vaciago ha risposto che la Corte dei Conti vigila che non si superi per consulenze esterne la somma del 20% del bilancio comunale, ( quindi se rientrano non c'è nulla di male a mantenerli...!)

Alla mia richiesta su quale effetto ha la vendite delle partecipate sul bilancio conunale ha risposto che non vengono cedute per dismissioni di cassa, ma per normativa statale che lo impone in caso di sforamento e ha aggiunto che non è colpa sua se non è nato con Giolitti ma vive quando c'è stato il governo Berlusconi.

Sul decentramento ha risposto che non è volontà della Giunta lo smantellamento ma sono in analisi alcuni decentramenti.

Per concludere ho votato contro al bilancio perchè a fronte di tanti tagli non c'erano sufficenti proposte, perchè le politiche di indebitamento su più generazioni vanno evitate in un periodo di crisi strutturale e non ciclica, perchè anche il 20%del bilancio in consulenze esterne è un numero troppo grande rispetto ai sacrifici chiesti invece ai cittadini.

La giustizia a Torino e il Palazzo del Lavoro

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Per chi, come noi, sostiene da tempo la lotta dei cittadini di via Ventimiglia e del comitato SalvaItalia61 contro la trasformazione del Palazzo del Lavoro in un centro commerciale (nel video vedete una nostra piccola manifestazione dello scorso dicembre e tutte le ragioni della protesta), venerdì è stata una grande giornata: una sentenza del TAR Piemonte ha completamente annullato le delibere di consiglio comunale che approvavano la variante al piano regolatore che permetteva il progetto, riazzerando tutto.

E’ meno bello, però, scoprire esattamente perché il TAR Piemonte ha considerato illegittimo il progetto. E’ perché si tratta di un monumento nazionale, opera del grande architetto Pier Luigi Nervi costruita per celebrare il centenario dell’Unità d’Italia, e come tale meritevole di rispetto e tutela e magari di un uso pubblico, per qualcuno dei tanti servizi utili al quartiere? No, assolutamente, anzi la vendita del palazzo dal Demanio e dal Comune ai nuovi proprietari - la società Pentagramma, ovvero Gefim, uno dei maggiori immobiliaristi privati torinesi, e Fintecna, impero delle partecipazioni statali - è stata considerata legittima.

E’ perché il terreno sotto il palazzo è inquinato? No, perchè è vero che il terreno è pieno di metalli pesanti e residui industriali pericolosi per la salute - si dice che nella prima metà del Novecento fosse usato come discarica per le lavorazioni del Lingotto - ma siccome il Comune ha modificato la destinazione del terreno in commerciale, e siccome i limiti di legge per l’inquinamento delle aree commerciali sono molto più alti di quelli per le aree verdi e residenziali, il terreno del palazzo non è legalmente inquinato; anche se lo stesso identico terreno un metro più in là, oltre la recinzione, dentro il parco di Italia ‘61 e nel giardinetto dell’asilo nido Il Laghetto, è invece legalmente inquinato, dato che si applicano i limiti di legge più bassi; ma quelli sono terreni comunali e dunque la bonifica è a nostro carico.

E’ perché il nuovo insediamento attrarrà ulteriore traffico in una zona già completamente intasata, con code di chilometri alla Rotonda Maroncelli e su via Ventimiglia nelle ore di punta, danneggiando ulteriormente la salute dei residenti con l’inquinamento? No, anche se non ci sono i soldi per fare sistemazioni viabili più complesse di un paio di rotonde e corsie di uscita, quello non è un problema.

E’ perché un centro commerciale in quel palazzo ucciderebbe tutti i negozi del quartiere nel raggio di diversi isolati? Un po’ sì, ma per i piccoli negozi non si sarebbe certo scomodato il TAR.

Infatti, il motivo per cui il TAR Piemonte ha bloccato tutto è il ricorso della società 8 Gallery Immobiliare, che gestisce l’omonimo centro commerciale promosso dalla Fiat e poi rigirato nel vortice delle finanziarie immobiliari; ovviamente l’8 Gallery sarebbe danneggiata dalla concorrenza di un altro centro commerciale in zona, e dunque hanno fatto ricorso e hanno vinto.

Sicuramente, se quelli di 8 Gallery hanno vinto, avevano ragione; eppure il commento di corridoio più frequente è che “solo la Fiat poteva vincere un ricorso al TAR contro il Comune”. Già, perché i ricorsi al TAR Piemonte da parte di cittadini e comitati contro la cementificazione del territorio e la svendita dei beni comuni si sprecano; e però, tutti questi ricorsi sono generalmente respinti, e vince regolarmente il Comune. L’ultima è l’ordinanza, uscita anch’essa venerdì, con cui il TAR Piemonte boccia il ricorso del comitato referendario dell’acqua pubblica contro la svendita di GTT, Amiat e TRM, con la motivazione per cui i cittadini non avrebbero il diritto di contestare per vie legali il modo in cui il Comune vende la proprietà di tutti, anche nel caso in cui tale modo fosse eventualmente illegale o irregolare.

Sicuramente, se i cittadini hanno perso, avevano torto; eppure si nota come, quando i cittadini hanno la forza di appellarsi al Consiglio di Stato, lasciando Torino e andando a Roma, le cose non di rado cambiano. Per esempio, il ricorso contro la speculazione immobiliare sull’area ex Fiat Isvor di corso Dante, anch’essa in mano a Gefim, è stato bocciato a Torino, ma a Roma il Consiglio di Stato ha invece subito concesso una sospensiva (siamo in attesa della sentenza).

Non sfuggirà ai lettori attenti che pochi mesi fa il presidente del TAR Piemonte Franco Bianchi è stato indagato perché, secondo l’accusa, si sarebbe messo d’accordo col segretario generale del Comune di Torino nella gestione Chiamparino, Adolfo Repice: Bianchi avrebbe aggiustato le sentenze del TAR in favore della segreteria comunale, e Repice in cambio avrebbe provveduto a una raccomandazione per far entrare il figlio di Bianchi in Rai come regista televisivo. L’inchiesta è in corso, vedremo come finirà; nel frattempo Bianchi è andato a casa con una lauta pensione, a nostre spese (non si sa se suo figlio sia poi entrato in Rai, a nostre spese; Saccà nega).

E dunque non si può che concludere che a Torino, oltre a fare un bel repulisti della politica, sarebbe proprio il caso di buttare un occhio anche sulla magistratura.

In risposta alle false dichiarazioni di Andrea Stara (PD)

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Questa mattina sui giornali sono apparsi diversi articoli sul Pride tenutosi ieri a Torino che riportano anche le dichiarazioni di alcuni politici piemontesi tra le quali spicca quella del consigliere regionale del PD eletto nella lista "insieme per Bresso", Andrea Stara: " i grillini dovrebbero rappresentare il nuovo che avanza, stupisce che non siano qui".

Caro Stara, mi spiace deluderti, ma c'eravamo eccome, solo che al posto di reggere striscioni in prima fila, di offrire pose fotogeniche per i fotografi e rilasciare interviste ai giornalisti, eravamo dietro ai carri, a cantare e ballare fra la gente.

Niente bandiere, nessuna ricerca di visibilità, nessun "cappello" politico. Semplicemente c'eravamo.

Forse, per meglio comprendere il "nuovo che avanza" potrebbe essere utile uscire dalla vecchia mentalità politica, cosa che per Stara, evidentemente, risulta essere particolarmente difficile.

Al PD mancano le parole?

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Ormai passerà in tutti i Comuni e tutte le Circoscrizioni la richiesta di dare la cittadinanza onoraria a tutti coloro che sono nati a Torino, che non sono in possesso della cittadinanza italiana e che frequentano le scuole dell'obbligo.

E' subito comprensibile che si tratti di un atto assolutamente politico che genera anche delle aspettative ma che in realtà, concretamente, vengono disattese, perchè si tratta solo di un bluff...

Infatti questo è un riconoscimento fittizio, la parola "cittadinanza" evoca ben altri scenari, ma questa rimarrebbe solo una onorificenza che però, senza essersela guadagnata, anch'essa perderebbe di significato.

Mi chiedo aldilà della campagna" Italiano sono anch'io", e non voglio entrare nel merito, se fosse opportuno intaccare un'onorificenza data a Torino a personaggi come :
Dalai Lama
Pino Masciari
Marisela Ortis
Don Pasqual Chavez
Ernesto Oliviero
Aung San Suu Kyi
che davvero si sono meritati questo titolo.

E ancora se essere italiani sia un merito, mentre non esserlo sia un demerito...
Inoltre aver concesso la cittadinanza al primo bambino straniero nato a Torino nel 2012 non era sufficente come gesto simbolico?
Mah ...comprendo l'incapacità del PD trovare vocaboli adatti, ma certo non lo approvo.

L'insostenibile pesantezza dell'IMU

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Se c’è una cosa che mi sorprende sempre di moltissimi italiani, è che più vengono maltrattati e più chinano la testa. Solo così si spiega il fatto che a fronte di un governo di gente scelta non dagli elettori ma dalle banche, che guadagna decine di migliaia di euro al mese (qualcuno sette milioni di euro l’anno), e che impone a tutti una tassa mostruosa come l’IMU, peraltro pasticciandola fino a renderla ingestibile, senza aver ancora nemmeno provveduto a tagliare gli stipendi dei parlamentari e dopo avere esentato dall’IMU stessa le suddette banche, la reazione degli italiani sia quella di mettersi ordinatamente in fila allo sportello per compilare un modulo astruso e versare allo Stato una mesata di stipendio o giù di lì come tassa sulla casa.

Intanto è bene chiarire una cosa: il Comune in questa vicenda è soprattutto un esattore per conto di Monti. L’IMU sulla prima casa resta al Comune, ma lo Stato ha contemporaneamente tagliato i fondi a ciascun Comune per l’equivalente dell’IMU sulla prima casa calcolata al 4 per mille; dunque in realtà al Comune resta solo la differenza, nel caso in cui applichi un’aliquota più alta. Sulle seconde case, invece, l’introito è diviso a metà tra Comune e Stato. Nel complesso, dunque, più di metà del gettito va nelle casse nazionali.

A fronte di una situazione del genere, un sindaco coscienzioso avrebbe dovuto fare una sola cosa: disobbedienza civile. Avrebbe dovuto dire: se volete aumentare le tasse agli italiani, andate avanti voi e non mandate avanti me. Avrebbe dovuto far notare che molte famiglie non sono assolutamente in grado di pagare alcune centinaia di euro sulla casa in cui vivono, e su cui spesso, con gran fatica, stanno ancora pagando il mutuo. Avrebbe dovuto farlo in pubblico, anche con gesti clamorosi. Ma non ora: avrebbe dovuto farlo mesi fa.

E infatti, il 19 aprile noi abbiamo presentato un ordine del giorno che chiedeva più o meno questo; e la maggioranza, dopo aver sforbiciato le parti più polemiche, ha pure approvato la versione rivista. Ma per scherzo, perché poi Fassino ovviamente non ha fatto nulla di tutto ciò.

Al contrario, vista anche la situazione disperata delle casse comunali, Fassino ha alzato le aliquote il più possibile. La proposta della giunta dice 5,75 per mille per la prima casa e 10,6 per mille - il massimo - per le altre, tutte, senza nemmeno più la distinzione tra sfitte e affittate, con pochissime riduzioni. E qui, in ottica di riduzione del danno, noi abbiamo presentato da settimane le nostre richieste; abbiamo chiesto un trattamento agevolato per chi sta ancora pagando un mutuo significativo, e poi per tutta una serie di situazioni che fino all’anno scorso sono (quasi tutte) sempre state equiparate alla prima casa e che oggi, grazie a Monti, non lo sono più, a partire dalle case date in uso gratuito come prima casa ai parenti fino al secondo grado, da quelle rimaste vuote degli anziani che sono in casa di riposo, e poi quelle acquistate tramite cooperativa, quelle occupate abusivamente da terzi, quelle date in uso all’ex coniuge dopo il divorzio (abbiamo anche chiesto che il governo si occupi di ripartire equamente le detrazioni tra gli ex coniugi). Abbiamo chiesto che tutte le pertinenze della prima casa usate direttamente (cantina, box ecc.) siano tassate alle aliquote della prima casa, mentre il regolamento della giunta prevede che solo una per tipo lo sia. Abbiamo poi chiesto che vengano corrette le rendite catastali, che spesso contengono errori macroscopici, come appartamenti identici dello stesso palazzo che risultano in zone diverse della città e con rendite molto diverse.

Di tutto questo, la questione degli anziani e quella dei divorziati è stata affrontata a livello nazionale, mentre a livello locale è stata accolta la questione delle cooperative e sarà concesso uno sconto dal 10,6 al 7,6 per mille alle case date ai parenti, ma solo per i parenti di primo grado (genitori e figli) e non quelli di secondo (fratelli, zii, nonni). Ci saranno agevolazioni per le case in affitto convenzionato. Tutti gli altri, probabilmente, pagheranno il massimo; noi possiamo anche proporre degli emendamenti, ma difficilmente passeranno.

L’effetto dell’IMU sarà pesante: un normale appartamento da 70 mq in periferia, anche con le detrazioni da prima casa, paga alcune centinaia di euro; se poi per caso se ne possiede un altro, magari comprato in tempi migliori o ereditato, solo per quello si arriva tranquillamente a un migliaio di euro o più. Ma forse non ve ne rendete conto; già, perché la prima rata è calcolata sulle aliquote base, mentre la vera mazzata arriverà a dicembre - un trucchetto deciso all’ultimo per rimandare la rivolta. Ma c’è di peggio: se in autunno i conti dello Stato e/o del Comune non torneranno, entrambi gli enti potranno ancora aumentare le aliquote…

Ora, capite che leggere sui giornali cittadini di questi ultimi due giorni la gara tra PD e PDL a chi contesta di più l’IMU fa davvero girare le scatole. Già, perché questi due partiti sono proprio quelli che reggono il governo Monti che l’ha decisa, nonché quelli che hanno retto l’Italia portandola nella situazione in cui sta. I giornali, invece di partecipare a questo teatrino, dovrebbero scandalizzarsi per la lunga lista di poteri più o meno forti che non la pagheranno, grazie agli aggiustamenti approvati in Parlamento da questi partiti.

Del resto, durante la prima riunione di commissione sul tema ormai molte settimane fa, quando ancora non era stato deciso a livello nazionale, qual era la prima richiesta di agevolazione menzionata da entrambi questi partiti? I grandi costruttori edili con tante case invendute. Alla faccia dell’italiano medio.

Circoscrizione 1 invasa dai cani...

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Forse non si era mai visto nulla di simile in Circoscrizione 1 dove normalmente si lavora in Consiglio con la sala riservata al pubblico vuota.
Ieri invece, richiamati da una mia interpellanza sulle aree cani in centro, circa 30 detentori di cani si sono ritrovati in Circoscrizione gentilmente accolti dagli addetti della Circoscrizione con molte carezze ai poveri cani.

La questione della mancanza di aree di sgambamento cani in Centro città è infatti una questione che avrebbe dovuto da tempo avere risposte e risposte chiare.
Intanto perchè l'anno scorso è passata a maggioranza la Mozione di impegno del Presidente e della Giunta affinchè si individuasse un'area idonea e si attuasse da subito una sperimentazione di fasce orarie. La questione è spinosa perchè si procrastina da troppo tempo tenendo così i cittadini in una situazione di illegalità intollerabile.

Intollerabile che non si sia arrivati a proporre neanche una soluzione dal momento che esistono già situazioni di convivenza che vanno solo sanate. Un esempio sono i giardini Cavour dove convivono i detentori di cani, i bambini, i fidanzati, gli anziani, che si alternano in orari diversi in modo molto rispettoso. Altra situazione semplicemente da sanare sono i giardini già recintati alle Porte Palatine, nella parte verso corso Regina Margherita dove lo sgambamento cani è una realtà migliorativa rispetto alla presenza dei "tossici".

Il coordinatore competente ha ha chiesto di non essere "sbranato" e ha rimandato tutto a oggi ore 14.00 sempre in via Bertolotti 10 dove potremmo incontrare i tecnici degli uffici comunali e discutere sull'ubicazione dell'area cani.
Personalmente mi sono comunque sentita profondamente insoddisfatta di come è stata gestita sino a qui la vicenda perchè per un problema almeno una soluzione va trovata e passato un anno non si è giunti a nulla nonostante di possibilità ne siano state prospettate tante, dai Giardini Reali alle Porte Palatine alla sperimentazione delle fasce orarie .

Intanto il tempo gioca a sfavore dei cittadini e le multe continuano ad arrivare ( 100 euro per un cane lasciato libero di correre )mentre un consigliere Pd ci suggerisce di fare come lui e non liberare mai il cane dal guinzaglio.
E qui permettetemi di sorridere dal momento che vi immaginate quanti anziani possano correre insieme al proprio cane?

Estate al Vale...ntino

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Finalmente le Circoscrizioni 1 e 8 uniscono le forze e prende vita, nonostante i previsti tagli comunali, un progetto congiunto di un' Estate Adolescenti 2012.

Per la Circoscrizione 8 si tratta di un progetto consolidato portato avanti da anni dall'Asai, Associazione Animazione Interculturale , presente e conosciuta sul territorio, per la Circoscrizione1 una buona occasione per pubblicizzare e partecipare a un'iniziativa su un territorio di confine chiamato " la collina del fumo".

Si tratta in fatti della zona collinare del Parco del Valentino tra corso Massimo D'Azeglio, corso Vittorio Emanuele II, viale Medaglie D'Oro e la Fontana Luminosa, dove verrà allestito un padiglione, offerto dalla Circoscrizione 7, dove potranno ritrovarsi adolescenti tra i 14 e 20 anni.

PERIODO: 18 giugno-17 luglio

COSTO: nessuno

PARTECIPANTI: aperto a tutti gli adolescenti della città di età compresa tra 14 e 20 anni.

Gli obbiettivi animazione,con i coinvolgimento dei ragazzi, educazione con la partecipazione di Terra- Mondo, cultura e intercultura, con la possibilità di svolgere laboratori artistici, teatrali e musicali.

Verrano inoltre coinvolte altre associazioni come per lo spot con tornei di calcio e di pallavolo(Uisp), le attività circensi e la giocoleria a cura degli operatori della Fondazione Uniti per crescere insieme.

L'iniziativa si intreccerà anche con l'Associazione Matamatò presente nell'area nello stesso periodo , che organizzerà concerti ed eventi.
Il numero di utenti previsto è di circa 300 ragazzi.

COSTO COMPLESSIVO: 18.000 euro.

COSA FARE: pubblicizzare e partecipare

Un veloce primo sguardo al bilancio 2012

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Mercoledì è stata presentata in commissione I la proposta di bilancio previsionale 2012 che dovrà essere approvata entro il 30/06 dal consiglio comunale.
L'iter prevede una prima illustrazione generica da parte dell'assessore al bilancio per essere poi approfondita nelle due settimane successive con ogni singolo assessore che dettaglierà quanto previsto nelle sue divisioni.
In parallelo il bilancio viene presentato anche in tutte le circoscrizioni che dovrebbero dare un parere in merito. Cosa alquanto assurda a mio avviso visti i tempi e le modalità che rendono oggettivamente impossibile per un consigliere di circoscrizione entrare davvero nel merito e nel dettaglio di un documento tanto importante e complesso.

Inutile dire che è difficile anche per noi, la documentazione è molto ampia e ci sono anche parecchi tecnicismi.

Essendo solo all'inizio del percorso di analisi con questa nota voglio condividere con voi qualche numero sul bilancio dell'anno 2012, in termini generici.

Partiamo dal contesto in cui si trova la città. I problemi economici e finanziari del paese sono noti a tutti ma Torino, con "grande coraggio" a dicembre, prese una decisione molto importante, quella di uscire dal patto di stabilità. E così, oltre ai problemi di ristrettezza economica che devono affrontare tutte le città, Torino ha altri ostacoli e ulteriori vincoli a cui far fronte nel 2012:

- L'impossibilità di assumere personale per tutto l'anno;
- Un taglio di circa 36 mln di € "punitivo" da Roma;
- L'obbligo "morale" ( e non solo...) di rientrare nel patto di stabilità entro il 2012;
- L'impossibilità di accedere al credito (cosa in realtà già in atto a causa del superamento della soglia dell' 8% previsto dalla legge e che per il 2013 sarà del 6% - quindi ci ritroveremo ancora in questa situazione)
- L'obbligo di mantenere il livello della spesa corrente non superiore alla media degli ultimi tre anni, cioè per il comune di Torino € 1.215.328.829

Ma veniamo ai numeri. Il bilancio della città pareggia a 1.329 mln di € (25 mln di € in meno rispetto al 2011).

In termini di entrate, la voce più significativa sono le entrate tributarie che valgono 885 mln di € (circa il 66% delle entrate correnti), di cui l'IMU ne rappresenta praticamente la metà (414 mln di €) e a seguire in ordine di importanza c'è la TARSU che vale altri 171 mln di €. Per arrivare al 1.329 mln di € dobbiamo poi aggiungere alle entrate tributarie descritte sopra, 111 mln di € di trasferimenti erariali (stato, regione e enti diversi), 10 mln di dividendi (decisamente più bassi rispetto agli oltre 30 mln storici) e altri 323 mln di € di altre entrate, quest'anno decisamente più basse rispetto al passato in parte anche per la maggiore prudenza nell'inserire proventi "incerti" derivanti dagli oneri di urbanizzazione e dalle dismissioni di patrimonio a copertura di spesa corrente (cosa di cui invece si è abusato in passato).

E a cosa servono tutte queste risorse? Il 30% circa serve per coprire i costi degli 11.422 dipendenti (405 mln di €). 250 mln di € (19%) vanno alla banche tra quote di capitale (rimborso del debito) e interessi per sostenere/abbattere il debito finanziario della città che al 31/12/2011 ammontava a € 3.422.809.749 € e che ha una durata media residua della bellezza di 22 anni. Su questo debito gravano 25 contratti di derivati che generano annualmente oneri che si aggirano (previsionale) intorno ai € 10 mln.
Queste due voci assorbono quasi il 50% delle risorse. Per arrivare al 100% dobbiamo aggiungere circa 237 mln di € di beni e servizi e 293 mln di € di contratti di servizio (amiat, iride, gtt, smat e afc - cimiteri).

Sulla parte non corrente invece ci sono 204 mln di €, di cui 196 mln arrivano da entrate straordinarie (oneri di urbanizzazione, alienazioni etc) e 8 mln da economie di mutuo derivanti da mutui sottoscritti per altre opere. Questi 204 mln di € servono per coprire opere pubbliche, manutenzioni straordinarie e conferimenti/trasferimenti di capitale.

Questo è solo un assaggio per avere una dimensione del bilancio della città che in pochi conoscono. Ora inizia il tour de force per approfondire quali saranno gli interventi di ciascun assessorato.

Seguiranno aggiornamenti!


Se presenti una mozione di impegno che non ha bandiera politica ma tratta di un argomento di bene comune ti aspetti che passi, che ti emendino qualcosa di soppressivo o di aggiuntivo ma che passi.
Se poi , facendo quello che è il lavoro della maggioranza, tutta la minoranza si adopera per arrivare a una mediazione sopprimendo o integrando la mozione per quello che riguardava i locali che risultava difficile reperire per i Gruppi di Acquisto.
Se poi ancora ti viene detto che il tema è interessante, che sta veramente a cuore del Pd, ma che vogliono riscriverlo insieme a te e insistono perchè tu lo ritiri.

Alcuni dubbi sono assolutamente legittimi:
-perchè il testo non lo avete discusso tra di voi prima che arrivasse in Consiglio?

-perchè se l'argomento vi trovava d'accordo in linea generale almeno non avete votato gli emendamenti che lo rendevano più simbolico e entravano meno nel dettaglio della gestione dei Gas?

-perchè nonostante siano state dedicate più di due ore con numerose richieste di sospensione per infruttuose riunioni di maggioranza non siete giunti a proporre qualcosa di vostro da aggiungere al testo?

La mozione è stata bocciata dalla maggioranza che ha bocciato anche l'emendamento che sostitiuva l'impegno a reperire un locale con l'impegno a fornire informazioni sui Gruppi di Acquisto Solidale.
L'ostacolo più grande era che fosse stato il Movimento 5 Stelle a proporlo?
Proprio per questo non l'ho ritirato e richiedendo l'appello nominale hanno dovuto dichiarare a voce il "No", così perchè si vergognassero un po'....

Testo della mozione:Gruppi di Acquisto Solidale

Premesso che

è ormai realtà consolidata torinese la creazione di GAS, ovvero gruppi di acquisto solidale

-che i gruppi acquistano direttamente dai produttori incrementando il Km 0 e la microeconomia

- di fatto sono solo esperienze alternative al grande commercio, GDO, e non al piccolo commerciante sotto casa

- rappresentano un efficace contenimento, in tempo di crisi , alla diminuzione della potenzialità di acquisto delle famiglie

Tenuto conto che

-il maggior ostacolo alla creazione dei gruppi di acquisto è dovuto alla necessità di trovare un locale da utilizzare per poche ore, una volta al mese per la consegna delle merci.

Chiede

-l'impegno del Presidente e della Giunta a reperire un locale della circoscrizione per la consegna dei gruppi di acquisto. ( che avrei trsformato vista la difficoltà che mi ha prospettato il Presidente in: "fornire informazioni utili alla costituzione di Gruppi di Acquisto Solidale")

-la diffusione tramite incontri e conferenze delle esperienze dei Gruppi di acquisto

- la pubblicizzazione dell' attività svolte dai Gruppi di Acquisto Solidale direttamente sul sito della Circoscrizione 1

Fassino e le bici

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Domenica scorsa io, Chiara e moltissimi attivisti del Movimento torinese abbiamo partecipato al Bike Pride, insieme a migliaia di persone; un mare di biciclette che ha invaso la città, accolto generalmente - a parte l’inevitabile manipolo di automobilisti frustrati - con grande festa da tutti i passanti. Nessuno si aspettava davvero una partecipazione del genere; alcuni giornali hanno parlato persino di ventimila biciclette.

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E’ da quando siamo entrati in Comune, e ormai è un anno, che lavoriamo sulla mobilità ciclabile. O meglio, ci proviamo; perché è un anno che a tutte le proposte, richieste e segnalazioni viene risposto che “bisogna aspettare il bici plan”. Il bici plan sarebbe un allegato al piano della mobilità del Comune, il cosiddetto PUMS, che fu approvato nel febbraio 2011 (più di un anno fa, c’era ancora Chiamparino). L’allegato dovrebbe indicare quali sono le piste ciclabili e le altre infrastrutture per ciclisti che la Città intende realizzare nei prossimi anni.

Ora, già non si capisce, se davvero la ciclabilità è importante, perché non abbiano semplicemente inserito il piano ciclabile dentro il PUMS, insieme alle nuove strade e ai progetti per i mezzi pubblici; dubbio che si aggiunge a quello sull’ostinazione con cui le biciclette sono ancora in buona parte assegnate alla categoria “Ambiente” anziché alla categoria “Trasporti”. Comunque, questo “bici plan” è diventato un vero Santo Graal della nostra attività amministrativa; è passato un anno e ancora non ne abbiamo visto nemmeno una bozza, e nel frattempo le proposte in materia - ad esempio una nostra mozione presentata a dicembre che propone una serie di criteri di banale buon senso, come non far finire le piste nel nulla e non piazzarci in mezzo dei gradini, cose che pure a Torino accadono ordinariamente - vengono tranquillamente insabbiate.

L’amministrazione si è però svegliata dal torpore proprio giovedì scorso - combinazione, tre giorni prima del Bike Pride - quando è stata convocata una commissione in cui gli assessori Lubatti e Lavolta ci hanno presentato… il bici plan? No, quello ancora non c’è, però è stata presentata la presentazione del bici plan, così almeno sappiamo più o meno cosa ci sarà dentro. La presentazione è interessante, però alla fine non dice nulla di trascendentale: qui bisogna soprattutto decidere dove e come fare le piste, e metterci sopra dei soldi. Ma quello sta nel bici plan, che arriverà, si spera, dopo l’estate.

La mattina dopo, La Stampa ha riportato la discussione con un titolo a caratteri cubitali: “Mai più dehors sulle piste ciclabili” - virgolettato, ovvero presentato come dichiarazione degli assessori. Bello! Peccato che proprio quella mattina fossimo in commissione a discutere il nuovo regolamento per l’occupazione del suolo pubblico, e di tale previsione non ci fosse la minima traccia; anzi, ho alzato la mano, ho chiesto agli uffici dell’assessore competente (che non è né Lavolta né Lubatti, ma Curti) e si son quasi messi a ridere, ricordando che i dehors contestati (via Verdi) sono stati autorizzati prima di costruire le piste ciclabili e che comunque non c’è nessuna regola che affronti il problema.

A questo punto ovviamente ho scritto io un emendamento al regolamento in questione, che vieta esplicitamente di concedere dehors, chioschi, installazioni pubblicitarie e simili sulle piste ciclabili e sulle aree dove devono essere costruite; vedremo lunedì prossimo se verrà approvato. Nel frattempo, però, spero che sulle biciclette Fassino si possa dare una mossa; farò sinceramente i complimenti agli assessori se riusciranno a smuoverlo, visto che questa è pur sempre la città dell’auto e che secondo il giornale cittadino, rubrica Specchio dei Tempi, il vero problema di Torino sono i ciclisti.

Per ora, l’unico approccio del sindaco con le bici è quello contenuto nel video che vedete, nel quale non solo vengono commesse infrazioni varie (in bici sotto i portici?), ma si vede il panico di Fassino che interrompe a metà i discorsi per dire “piano, che c’è lo scalino” e, a ben tre isolati dalla partenza, “possiamo andare di là e rientrare in Comune”.

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