Il Movimento e la cittadinanza ai figli degli immigrati

(di Vittorio Bertola) 20.01.12 17:54

L’immigrazione, si sa, è un tema che accende gli animi, e che io ho sempre cercato di affrontare senza pregiudizi e concentrandomi sui problemi concreti, a costo di beccarmi del razzista o del comunista da chi ragiona per dogmi ideologici (vedi una dottissima discussione da 585 commenti con me e il collettivo Wu Ming).

Lunedì, dunque, io e Chiara dovremo votare su un ordine del giorno del centrosinistra che esprime adesione all’appello di Napolitano e alla campagna L’Italia sono anch’io, che chiede la cittadinanza italiana automatica per chiunque nasca qui, anche se figlio di immigrati, e il diritto di voto alle elezioni amministrative per gli stranieri che risiedono qui da almeno cinque anni. Non stiamo dunque parlando di modificare i requisiti per poter immigrare in Italia, ma della situazione di bambini che attualmente, pur nascendo e crescendo in Italia con la cultura e la lingua degli italiani, devono fare tutte le scuole da “diversi” e attendere i 18 anni per diventare cittadini italiani, con l’obbligo di risiedere qui “ininterrottamente”: se a quattro anni vai a passare qualche mese dalla nonna che sta morendo, rischi che poi a 18 non ti diano la cittadinanza (è un caso che conosco personalmente) e che tu debba scegliere se vivere da straniero in Italia o tornare in un Paese di origine che praticamente non conosci.

Sapete che io non sono certo favorevole all’immigrazione senza regole o al buonismo verso gli immigrati delinquenti (o gli italiani delinquenti, o i politici delinquenti, o i rom delinquenti… il punto è il delinquere e non l’origine). Personalmente, rispetto alle proposte della campagna, avrei preferito qualche cautela in più per la concessione automatica della cittadinanza ai bambini; ad esempio che almeno un genitore sia residente in Italia da almeno qualche anno (come in Germania, dove gli anni di residenza sono 8) oppure che il bambino svolga in Italia almeno le scuole elementari, concedendogli la cittadinanza a 11 anni. Tuttavia, il problema è reale e improcrastinabile e tra la situazione attuale e quella proposta preferisco decisamente quella proposta; la soluzione alle difficoltà di integrazione dei figli degli immigrati non è escluderli ma è farli sentire orgogliosamente e pienamente italiani. Per questo motivo, personalmente io vorrei votare a favore dell’ordine del giorno e aderire alla campagna.

Io, però, rappresento il Movimento 5 Stelle e i cittadini torinesi che l’hanno votato, e dunque mi ritengo in dovere di portare una posizione collettiva e non personale. Per questo motivo, già martedì scorso ho iniziato un piccolo sondaggio su Facebook, da cui emerge una prevalente opinione favorevole, ma anche una serie di dubbi non da poco. La situazione si è complicata discutendone con gli altri gruppi e consiglieri del Movimento; da una parte vari gruppi locali hanno aderito anche formalmente alla campagna, dall’altra alcuni esponenti di punta sono contrari ad essa (potete leggere qui il ragionamento di Davide Bono). In Emilia-Romagna i due consiglieri regionali hanno votato a favore dell’adesione alla campagna (nonostante Repubblica abbia subito scritto il contrario…) ma non hanno partecipato al voto sull’adesione alle parole di Napolitano; linea concordata con i consiglieri regionali piemontesi.

I contrari all’adesione, pochi ma agguerriti, sottolineano anche questi punti di metodo: il problema è nazionale e non locale, dunque i consiglieri comunali non sono titolati a prendere posizione; un sondaggio su Facebook non è certo attendibile; nel programma comunale non si dice niente in merito (ovviamente, perché non è competenza comunale); nel programma nazionale idem (e questa è una mancanza da colmare). Qualcuno ha suggerito una votazione tra attivisti o tra eletti, ma questa è una soluzione “da partito” che è stata più volte (secondo me giustamente) sconfessata da Grillo. Insomma, detto che io devo pur votare qualcosa e che abbandonare l’aula mi sembra un triste mezzuccio politico, so che qualsiasi cosa io faccia ci sarà qualcuno pronto a gridare che ho tradito il Movimento e il mandato elettorale.

Credo di non poter fare diversamente da come sto facendo, e dunque, come sempre, usare Facebook e blog per sentire il maggior numero possibile di pareri da parte delle persone che mi hanno votato, e poi valutare e decidere secondo coscienza. Questo post vuole dunque sollecitare i vostri commenti sia sulla campagna, sia sul comportamento da tenere in quanto portavoce del Movimento 5 Stelle di Torino; lunedì prenderemo una decisione definitiva.

17 Comments

"il problema è reale e improcrastinabile e tra la situazione attuale e quella proposta preferisco decisamente quella proposta"

Completamente d'accordo

posto anche qui la mia opinione. Personalmente sono favorevole, ma è un argomento non trattato nel nostro programma Torinese e quindi non ancora dibattuto e condiviso. Direi che è arrivato il momento di interpellare più movimentisti possibili per poter esprimere il nostro voto in consiglio.

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"il problema è reale e improcrastinabile e tra la situazione attuale e quella proposta preferisco decisamente quella proposta"

mi accodo anche io

La votazione per l'appoggio della Città non è stata formulata dal gruppo consigliare del M5S. In breve tempo siete chiamati a votare una proposta altrui. Vedo la situazione più tecnicamente. Astenersi e non esprimersi con un voto ha gli stessi effetti di non andare alle urne . Cioè, decidono gli altri anche per il M5S.
Posto che i tempi non ci sono per un sondaggio approfondito e dato il non statuto, i Consiglieri possono/devono agire in coscienza.
Tra votare SI o NO, il peggio è non farlo.
La proposta di appoggio a "L'Italia sono anch'io" da parte della Città, non può essere emendata (se ho capito bene) e quindi in questa votazione non si possono apportare modifiche. Un SI o un NO non preclude ad un cambio di direzione in futuro forte di una maggioranza più vasta a seguito delle "aggiunte" e/o modifiche del programma. Poi le altre coalizioni politiche e i giornali, dicessero quel che vogliono.Noi siamo un Movimento in movimento.
Sono per il SI, ma se voterete per il NO, purchè in piena vostra coscienza per me và bene uguale.
Buon Lavoro !
PS: a forza di postare come un troll di quà e di là, stò sintetizzando meglio eheh.

la Lista ASTI 5 STELLE ha aderito e sottoscritto "L'ITALIA SONO ANCH'IO" ..vedi qui http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/asti/2012/01/cittadini-di-tutti-i-colori.html

"Personalmente, rispetto alle proposte della campagna, avrei preferito qualche cautela in più per la concessione automatica della cittadinanza ai bambini; ad esempio che almeno un genitore sia residente in Italia da almeno qualche anno (come in Germania, dove gli anni di residenza sono 8) oppure che il bambino svolga in Italia almeno le scuole elementari, concedendogli la cittadinanza a 11 anni." Ecco, appunto Vittorio. Io sono completamente d'accordo con la norma, purché sia sostenibile e non si finisca con il creare dei cittadini di cui lo stato non può occuparsi, o peggio creare delle crepe abusabili dai malintenzionati. E' italiano chi vive, lavora e ama in italia e ama l'italia, fine. :) Dovessi scegliere alla cieca, voterei cmq si.

Occhio, ragazzi, mi sono documentato e ho scoperto che questo provvedimento é esattamente quel che dice grillo, molto fumo (negli occhi) e pochissimo arrosto. Una trappola bella e buona per screditarci e dividerci... Ho dato seriamente un'occhiata alla questione "ius soli"... la normativa vigente prevede da tempo la concessione della cittadinanza per "ius soli" al nato in Italia e continuativamente residente (anche se i genitori mantengono la cittadinanza straniera)che ne faccia richiesta al Comune di residenza, al compimento del 18° anno e non oltre il 19°. La procedura è molto più breve e poco onerosa (2-3 mesi e poche decine di euro) ed inoltre, normalmente, i Comuni scrivono agli interessati per invitarli all'esercizio dell'opzione. Quindi grillo ha assolutamente ragione. Ci sono moltissimi sistemi a parte questo per ottenere la cittadinanza, potete controllare voi stessi su

http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/temi/cittadinanza/sottotema002.html

Grillo tuttavia avrebbe potuto e dovuto spiegarsi meglio, Messa in quel modo sapeva di sparata xenofoba, che invece era di fatto tecnicamente ineccepibile!!

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Ascoltate ho letto che la campagna "l'Italia sono anch'io" prevede di cambiare i regolamenti per l'accesso alla cittadinanza ai figli di immigrati per renderla più umana e sono d'accordo ma non voglio entrare nel merito della questione.
Volevo invece sapere se voi del movimento di Torino credete veramente di poterlo fare, come le altre leggi popolari sono state buttate nel cesso fino ad ora, ci finirà anche questa.
Penso che ha ragione Beppe anche se quel post sta "suscitando" polemiche, secondo i giornali, pultroppo questa cosa è solo fumo negli occhi, per distrarre l'attenzione da cose più urgenti e concrete.
Poi non basta che voi di Torino siate d'accordo,questa campagna ha portata nazionale quindi va discussa da tutti i movimenti sparsi in Italia e po si decide se tutto il movimento deve aderire o meno.

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Gia' il solo fatto di acquisire piu' pareri possibile per esprimere un voto "collettivo " vi fa onore. Io sono, tra le due opzioni, piu' propenso per il si, che esprime comunque la volonta' di seguire la strada dell' integrazione. Il tema e' di competenza nazionale e le modalita' potranno essere oggetto di discussione futura.

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concordo con chi afferma che Grillo ha peccato SOLO di poca prudenza ,e non certo di razzismo; sarei d'accordo che la cittadinanza italiana non venisse data solo grazie allo "IUS SOLI" e favorevole ade un metodo come quello tedesco.

Anch'io voterei sì

La tematica è complessa..pero credo che bisogna andarci con i piedi di piombo, la situazione dei figli degli immigrati la vedo come un'arma a doppio taglio.. se da una parte sappiamo benissimo le difficoltà dei minori, dall'altra parte non possiamo farci carico dell'intero problema.. al riguardo preferirei una normativa europea chiara, Perchè in un momento come questo un segnale di apertura ci porterebbe inevitabilmente a scontrarci con la realtà.. e poi come la mettiamo con i genitori? alla frontiera ci sarebbero le fila di donne in cinta per entrare in Italia. Non dobbiamo sottovalutare quello che ha detto Grillo.., la nostra umanità purtroppo deve fare i conti con la realtà.. chi lo spiega a quei cittadini italiani già privi di diritti per le poche risorse? Meglio una normativa europea!!

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vota, vota come hai pensato che sia meglio. ci hai ragionato e deciso. qualsiasi cosa voterai, non essere pessimista e non pensare a chi hai scontentato, ma fallo con la convinzione che c'è chi ti sostiene. buon lavoro!

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Direi che la proposta merita il sostegno ma rimango concorde con Grillo che non era un argomento prioritario e che occorre lavorare per i diritti dei genitori e per evitare che questi bambini si ritrovino con la cittadinanza ma senza genitori perchè inviati nei CIP o addirittura espulsi, in quel caso faremmo solo un danno a dei poveri bambini.

Dunque sono per il SI

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Assolutamente SI!

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Ribadisco, favorevole.

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sono per il si,però ha ragione grillo,bisogna prima occuparsi dei loro genitori.

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