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Governati dai fantasmi

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Stamattina ero in metropolitana e davanti a me un signore leggeva La Stampa. Il titolo in prima pagina era “Merkel-Sarkozy, fiducia in Monti”.

E mi è venuto da pensare; su cinque parole, tre erano nomi propri. Ma chi sono veramente Merkel, Sarkozy, Monti… esistono veramente? In fondo nessuno di noi li conosce di persona: per noi, non sono che fantasmi, immagini incorporee rese familiari dalla scatola delle illusioni, artefatte due volte - la prima perché tutti i politici recitano, senza mostrare mai chi sono veramente; e la seconda perché la loro recita è trasmessa e riprodotta a colori infinite volte su uno schermo di per sé vuoto.

E allora ha senso che centinaia di milioni di persone in Europa ogni giorno si interessino di cosa ha detto Merkel e dove è andato Monti? Saranno veramente queste le cose importanti? Noi diamo spesso per scontato che debbano esistere alcune persone più significative delle altre, che la nostra felicità dipenda dalla società e dall’economia, e che queste siano sotto il controllo di quei pochi. Ma la società e l’economia siamo tutti noi, la facciamo ogni momento con un gesto o con una scelta. Se la nostra felicità dipendesse davvero dall’euro e dalle banche, non si spiegherebbe come mai alcuni dei paesi più felici del mondo siano anche tra i più poveri.

Le catene che ci legano ai fantasmi di cui parlano i giornali sono anch’esse immaginarie; sono nella nostra testa. Siamo noi stessi a renderci schiavi di questi fantasmi, invece di capire che le persone più importanti sono quelle che abbiamo più vicino, ma anche gli sconosciuti che incontriamo ogni giorno; e che sono ben poche le cose materiali di cui c’è veramente bisogno.

Non è facile restare fuori dall’ossessione di apparire; la nostra società facilmente ci convince che essere famosi è tutto. E’ difficile acquisire un po’ di visibilità e non esserne travolti, non farla diventare una droga, evitare che i due minuti su una tivù locale te ne facciano desiderare dieci e che i dieci ti facciano desiderare un’ospitata a Ballarò. Pur con le migliori intenzioni succede anche nel Movimento, ci mancherebbe. Ma temo che sia molto difficile, per non dire impossibile, che a passare troppo spesso dentro la scatola magica non se ne venga svuotati, e non ci si ritrovi fantasmi.

Eppure, la nostra società sarà molto migliore quando tutti avranno capito di non aver bisogno di dipendere da alcuni lontani sconosciuti; ma solo da se stessi e da ciò che li circonda davvero.

L'arroganza del potere è bipartisan

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Lo scorso lunedì il nostro Primo Cittadino, entrando in consiglio comunale, prima ancora di prendere il suo posto, ha effettuato una deviazione e, visibilmente alterato, si è portato di fronte al banco mio e di Vittorio.

Con il dito indice platealmente puntato verso di noi, ci ha comunicato che non possiamo scherzare con l' onorabilità delle persone e che lui fa il Sindaco a 3.500 euro al mese, facendo chiari riferimenti a dei post usciti sul nostro blog perchè altrimenti dovrà tutelarsi.

Senza lasciarci la possibilità di ribattere ha poi girato i tacchi ed ha proseguito verso il suo posto.
Un atteggiamento inconsueto che ha lasciato tutti i consiglieri presenti, allibiti.

Prima di approfondire, sgomberiamo il campo da un dubbio: Fassino guadagna sì 3500 euro netti (4650 lordi) al mese per la carica che ricopre, ma tale cifra è stata decurtata da quella prevista dalla legge fino a rappresentare il 40% del vitalizio che percepisce da ex Parlamentare... Lascio fare a voi i conti.

Per provare a dare una spiegazione al gesto di Fassino, credo di dover riassumere brevemente gli ultimi accadimenti.

Nei giorni scorsi ho pubblicato un primo post sul direttore generale di Torino , Ing. Vaciago, che, oltre a guadagnare più di Barack Obama, svolge anche altri incarichi retribuiti. Forse per arrotondare o perchè il comune non lo impegna abbastanza? Tutto regolare ma, secondo me, inopportuno.
Potete approfondire
qui.
Pochi giorni dopo ho pubblicato un secondo post su una questione più controversa, riguardante due interpellanze, rispettivamente sul portavoce del Sindaco e sulle assunzioni dirigenziali ex.art. 110 della legge 267.
Sono due vicende strettamente connesse in quanto il portavoce del sindaco è stato assunto proprio ex art.110, con un contratto da crica 1 milione di euro lordi in 5 anni.
Diversi pareri della corte dei conti dicono, però, che chi viene assunto ex art.110 deve possedere la laurea.
Ecco qui un recente parere della corte dei conti della lombardia.
Ebbene, il portavoce del nostro Sindaco non ce l'ha.

L'ho scoperto facendo un accesso agli atti (il suo CV era l'unico a non essere online nella sezione trasparenza) e tramite un'interpellanza all'assessore al bilancio Passoni che ci ha confermato che Giovannetti non possiede tale titolo e che quindi la dicitura "Dr." che appare nella testata del contratto è un "errore materiale".

Insomma, una pessima figura sia per la Giunta che per il Sindaco.

Posso affermare con assoluta certezza che ci siamo sempre mossi nella massima correttezza istituzionale, con la semplice intenzione di fare luce su una vicenda a mio avviso poco trasparente che, riguardando dei contratti estremamente onerosi per la città più indebitata d'Italia, coinvolge oltre la giunta e il Sindaco, anche tutti i cittadini torinesi.

L'atteggiamento di Fassino, oltre ad essere intimidatorio, è figlio di quella vecchia politica arrogante, miope, non rispondente ai reali bisogni dei cittadini, le cui decisioni si basano principalmente su logiche partitiche anzichè meritocratiche.

Se qualcuno pensa che basti così poco per farmi fare un passo indietro, si sbaglia di grosso.
Con l'aiuto di tutti voi e della Rete, proseguirò sulla strada della verità e andrò fino in fondo a questa ed altre questioni.

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Circoscrizione1 primo quadrimestre.

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La Circoscrizione 1 con portavoce Viviana Ferrero in questi mesi ha lavorato sulle seguenti tematiche:

1-TRASPARENZA Con la richiesta protocollata di poter filmare gratuitamente, integralmente e senza commenti i Consigli e le Commissioni al fine di coinvolgere maggiormente i cittadini che potranno così seguire anche da casa propria lo svolgimento degli incontri.( siamo in attesa che venga predisposta l'apparecchiastura istituzionale di registrazione)

2- LEGALITÀ con l'approvazione all'unanimità della Mozione di impegno del Presidente a realizzare fascie orarie per lo sgambamento cani e reperire idonea area in Centro, togliendo così i cittadini dalla situazione di continua illegalità nel far correre i cani in Centro e Crocetta.

3-RISPARMIO DI DENARO PUBBLICO abbiamo rifiutato il gettone di presenza coinvolgendo altri 2 consiglieri quando la commissione serviva solo a cedere gratuitamente un locale per un'ora al mese alla Socrem ( ogni commissione costa 1500 euro lordi), insistendo e verbalizzando quando i consiglieri entrano firmano e poi si assentano, abitudine ora quasi del tutto abbandonata.

4- PUBBLICITÀ delle attività della circ.1 interpellanza e poi Mozione per rendere credibile attraverso la diffusione delle informazioni relative tutte le attività che si svolgono con il patrocinio della circoscrizione, con impegno del Presidente a reperire spazi propri sulle vie di maggiore transito e comunicazione alle scuole.

5- MOBILITÀ CICLABILE con approvazione all'unanimità di un un ODG di impegno del Presidente e della Giunta a realizzare rastrelliere anche nelle piazze e vie del centro storico.

6- SMOG cofirmatari di una richiesta per il lavaggio delle strade, respinto dalla maggioranza, e successiva richiesta di avere i dati relativi allo sforamento delle PM10, ai percorsi di lavaggio delle strade e punti di rilevamento delle centraline Arpa.

7-SALVIAMO LA MOLE cofirmatari della richiesta di chiarimento sull'iter del progetto di un palazzo in via Riberi e forti sostenitori in Commissione della necessità di diminuire la cubatura edificabile per rendere armonioso il nuovo edificio con il contesto ottocentesco in cui si trova.

8- NO-TAV uno dei primi atti è stato regalare alla circoscrizione diverse copie delle"Le 150 ragioni del No-Tav" scritto da Mario Cavargna Bontosi, in modo da mettere a conoscenza dei consiglieri le ragioni sensate di contrarietà a quest''opera.

9- SBUROCRATIZZAZIONE PRATICA ASL, cofirmatari di uno snellimento di una pratica amministrativa, passata poi a maggioranza.

10- GIARDINO DI PALAZZO CISTERNA cofirmatari nella richiesta di impegno del Presidente a rendere fruibile ai cittadini i giardini prospicenti via Carlo Alberto ora pedonalizzata.

Puzze, odori e inquinamento

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Ieri in Consiglio Comunale è stata una giornata campale; come forse avrete letto su qualche giornale, presentando 400 emendamenti (una domenica passata a scrivere) io e Chiara abbiamo impedito l’approvazione immediata della privatizzazione di Amiat, GTT e TRM, ottenendo due giorni di rinvio e costringendo i giornali e il TGR a menzionare che un po’ di opposizione dopotutto c’è (potete leggere il nostro comunicato).

Non solo, ma la tenacia di Chiara è stata premiata quando al mattino abbiamo costretto l’assessore Passoni ad ammettere ufficialmente che l’ormai famoso Giovannetti, portavoce del sindaco con stipendio da 187.000 euro annui, non è nemmeno laureato; secondo i pareri legali da noi reperiti parrebbe dunque illegittimo il suo ingaggio in qualità di dirigente (qui la nota di Chiara).

Ciò deve aver fatto alquanto innervosire il sindaco Fassino, che ieri, appena entrato in aula, si è diretto verso i nostri banchi e, davanti alla sua stessa maggioranza che lo guardava sbigottito, ci ha fatto una vera e propria ramanzina, con tanto di dito puntato. Ci ha detto che lui non fa politica per soldi (ma mica parlavamo del suo stipendio) e di stare attenti a ledere l’onorabilità delle persone con “i post sui blog”. Ma noi non infanghiamo nessuno, ci limitiamo a scoprire e pubblicare i fatti perché ognuno li giudichi; in un paese libero dovrebbero farlo i giornalisti, ma così è l’Italia.

Comunque, in tutto questo volevo invece parlare di un altro tema che purtroppo si sta perdendo in queste altre notizie: il tremendo inquinamento dell’aria torinese.

Non è una novità, ma negli ultimi giorni si sono intensificate le segnalazioni della puzza che ammorba parti crescenti di Torino ormai da qualche anno, specialmente di notte; il responsabile pare essere sempre l’impianto di compostaggio Punto Ambiente di Druento. Ieri anche alcuni consiglieri della maggioranza hanno chiesto all’assessore Lavolta spiegazioni per le puzze; l’assessore, dopo aver correttamente fatto notare che il Movimento 5 Stelle le chiede da due mesi (qui la nostra interpellanza di un mese fa), ha detto che come soluzione il CIDIU - cioé l’azienda raccolta rifiuti di Collegno, Grugliasco e Rivoli, proprietaria dell’impianto - ha gentilmente acconsentito a ridurre ben di un terzo la quantità di rifiuti trattata nell’impianto.

Il problema è che a quanto pare l’impianto è mal progettato, e non c’è verso di farlo funzionare senza far uscire gli odori in questo modo insopportabile; è normale che il compostaggio, ovvero il far marcire i rifiuti organici fin che non diventano concime, puzzi tremendamente, almeno se è fatto all’aria, ma gli impianti sono progettati per trattenere all’interno gli odori… questo evidentemente ha qualche problemuccio. E poi, naturalmente, c’è il dubbio che altre attività puzzolenti facciano che unirsi al coro, tanto c’è già questa puzza di base…

In aula io ho sottolineato che c’è una soluzione molto semplice, ovvero chiudere l’impianto; ma questo danneggerebbe economicamente il CIDIU e dunque non si fa. L’assessore ha ribadito che la Città è impotente, visto che l’impianto non è suo e non è sul suo territorio; e dunque, nulla accade. Noi torneremo alla carica, ma più che sollecitare non possiamo… ma stiamo studiandoci qualcosa.

Tanto per gradire, i giornali (tranne quelli cittadini) hanno riportato che Torino è sempre la città più inquinata d’Italia, in testa di gran lunga alla classifica per gli sforamenti del limite di legge delle polveri sottili (pm10). Anche su questo noi avevamo presentato una interpellanza già dopo l’estate, per chiedere cosa intende fare la giunta per gestire il problema in vista dei prevedibili picchi invernali.

La risposta è stata sostanzialmente “niente”. Già, perché a parte generiche affermazioni su piani di risparmio energetico, per cui peraltro i fondi scarseggiano, pare che quest’anno non ci saranno blocchi del traffico perché ritenuti inutili e impopolari. Infatti vi sarete accorti che domenica scorsa Roma e Milano, pur meno inquinate di noi, hanno fermato le auto; e noi? niente.

Io ho appena chiesto che domani in aula l’assessore venga a riferire anche su questo; mi pare un’emergenza. Oggi non hanno risposto alla richiesta e hanno rimandato la questione a domani. Chissà se mi diranno che è più urgente la svendita di GTT.

Privatizzazione di Amiat, GTT e TRM - Comunicato

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Era prevista per oggi l'approvazione della delibera che avvia la vendita del 40% di Amiat, GTT e TRM ai privati, secondo un'unica filosofia economica, tesa alla svendita e alla privatizzazione dei beni comuni e del patrimonio collettivo, perseguita da Fassino come da Chiamparino e dal governo nazionale.

L'approvazione tuttavia è saltata; il Movimento 5 Stelle con i propri 400 emendamenti ha bloccato i lavori per due giorni, il massimo possibile, per chiedere a tutta la Città una riflessione e il ritiro dell'operazione.

Chiediamo il rispetto della volontà di mantenere i servizi pubblici essenziali nelle mani dei cittadini, chiaramente espressa dagli italiani con il referendum del 12-13 giugno. SEL, IDV e PD, che lo sostenevano a parole, ora ne calpestano apertamente il mandato politico votando a favore di questa operazione.

I 150-200 milioni di euro ricavati dall'operazione sono una goccia in cinque miliardi di debito e non eviteranno il fallimento del Comune, se la crisi continuerà. Priveranno però i torinesi del controllo sui trasporti e sui rifiuti, servizi essenziali in un momento di crisi e di nuove povertà.

Per uscire dalla crisi e dal debito serve una politica che abbia il coraggio di dire no alla spirale del debito e della speculazione finanziaria, e di difendere i beni comuni, se necessario opponendosi alle politiche nazionali come già hanno fatto altri enti locali. A Torino, invece, l'amministrazione non vedeva l'ora di svendere il patrimonio costruito dai torinesi in cent'anni di lavoro: e ne pagheremo le conseguenze per decenni.

Vittorio Bertola, Chiara Appendino

Leggi il testo completo della mozione che abbiamo presentato in aula oggi.

P.S. Chi vuole manifestare di persona la propria opposizione può partecipare al presidio mercoledì 23 alle 15 sotto il Municipio in contemporanea con la votazione finale.

Salvare o affondare la Mole Antonelliana?

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Di questi giorni mole_rendering_g.jpgla notizia che i compratori dell'edificio di via Riberi, di fronte alla Mole Antonelliana sarebbero intenzionati a recedere dal contratto perchè la Sovrintendenza ha bloccato il progetto.

Ora alcune considerazioni vanno fatte perchè i cittadini vanno informati e tutto il lavoro fatto dal comitato Salviamo la Mole va compreso.

Innanzitutto se vendere un vecchio edificio per riqualificare la zona prospicente la Mole è un atto dovuto, il progetto va pensato nell'intenzione di rendere migliore il godimento dell'edificio storico da parte di tutti i cittadini e dei turisti. La richiesta della Sovrintendenza di lasciare uno spazio, come fosse uno scorcio, da cui si poteva apprezzare lo svettare dell'edificio mi pare plausibile, non altrettanto sensato riportare come ha fatto lo studio Negozio Blu architetti associati la cubatura in altezza.

L'intesa si deve trovare sulla base di uno spostamento di cubatura in esubero in altra zona, senza compromettere l'estetica di tutto l'isolato con un edificio a detta di molti "terrificante", alto 7 piani, che non rispetta lo sky line complessivo e che piomba come un'astronave aliena in un'area storica.

Poichè basta poco per rendere brutto ciò che è bello, in questo caso ci stiamo davvero impegnando.

Continuerà la battaglia tra il Comune che vuole ricavare i suoi 2,7 milioni di euro e la Sovrintendenza, ma il recesso degli aggiudicatari mi pare più pretestuosa che mai. Non sarà che la società ha difficoltà a gestire economicamente la partita? O forse vogliono solo ottenere di fare molti piani e molto incasso? Quello su cui vorrei insistere è che gli edifici storici sono bene comune e che la sottrazione della loro fruibilità, anche solo visiva è un impoverimento di tutti.

Le costruzioni che nascono male non migliorano nel tempo e se Torino vuole diventare città europea deve imparare a difendere a spada tratta il suo patrimonio storico a valorizzarlo, non cedere sempre alla tentazione del denaro come rattoppo di un devastante debito cittadino.

Per concludere va ringraziato il comitato "Salviamo la Mole" perchè rappresenta, in un quadro di assoluto disimpegno civile, la volontà nuova dei cittadini di riprendere il governo della propria città, di essere partecipi all'edilizia dell'urbe di voler salvare qualcosa, quando qualcosa possiamo ancora salvarlo.

Oggi Passoni è stato chiamato a togliere le castagne dal fuoco al sindaco Fassino e a rispondere alle nostre domande su un curriculum depositato agli atti ma non ancora on-line a 5 mesi dall'assunzione come previsto per tutti i dirigenti, nel quale si legge "corso di laurea in.." ma per il quale, come confermato oggi in aula, non è stato conseguito il titolo di laurea, un contratto da dirigente ex-art 110/267 che erroneamente riporta in testata "Dr. Giovannetti", con uno stipendio che impegna le casse comunali per circa 1 mln di € in 5 anni: insomma, tutto il corollario dell'assunzione del portavoce del sindaco, Gianni Giovannetti.

Senza dimenticarci l'aspetto più controverso, ovvero che parliamo di un'assunzione da dirigente e non come semplice portavoce, che, secondo la recente interpretazione della normativa vigente e diversi pareri delle Corti dei Conti di altre regioni, sembrerebbe richiedere il titolo di laurea.

Passoni ha ammesso l'errore (materiale, secondo lui) riguardante il titolo di Giovannetti e disposto la pubblicazione del CV online, ma non ha ancora dato risposta alla mia richiesta di adire la Corte dei Conti per ricevere un parere in merito alla questione.

Non soddisfatta, approfondirò la legittimità o meno delle assunzioni ex-art.110 senza laurea in commissione controllo di gestione e nel frattempo preparerò una mozione per impegnare il Sindaco a chiedere un parere alla Corte dei Conti come ha fatto il suo collega Pisapia e molti altri.

Mi sa proprio che avevano fatto i conti senza l'oste...

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per chi volesse approfondire:

http://www.movimentotorino.it/2011/11/lassunzione-del-portavoce-del-sindaco-fassino-tutto-regolare.html

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Nello scorso episodio vi ho raccontato del direttore generale del Comune di Torino, Ing. Cesare Vaciago, nominato da Castellani e reiterato da Chiamaprino e Fassino che guadagna di più del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama.

Un fenomeno tutto italiano che, almeno in parte, incide sulle motivazioni per cui il nostro paese sia sommerso dai debiti e Torino sia la città più indebitata d'Italia.

In questa nota desidero, invece, approfondire la posizione del portavoce di Fassino, il (dr.?) Giovannetti.

Anche se dentro di me sapevo già la risposta, come prima cosa ho voluto paragonare il suo stipendio a quello del portavoce di Barack Obama, Jay Carney.

Ebbene, con i suoi € 186.269 annui, contro i $172.000, al cambio odierno circa € 127.000 , di Carney, il portavoce di Fassino risulta guadagnare circa il 46% in più di quello di Obama...

Siamo alle solite.

Ma di questo aspetto ne hanno già parlato quasi tutti i giornali qualche mese fa.

L'elemento di novità di cui invece vorrei parlarvi è il frutto di un lavoro di approfondimento che mi ha portato a scrivere 2 interpellanze alle quali, lunedì 21 Novembre, darà risposta in Consiglio Comunale l'assessore al bilancio Gianguido Passoni.

Qualche mese fa, incuriosita dal gran parlare sul (dr.?) Giovannetti, e soprattutto sul suo stipendio, decido di connettermi alla sezione "trasparenza" del sito del comune, dove dovrebbero essere riportati tutti i curricula dei dirigenti, per scaricarmi e visionare il suo. Quando vedo che l'unico curriculum mancante è proprio il suo, rimango letteralmente a bocca aperta. Cliccare per credere: qui.

Alla faccia della trasparenza.

Insospettita, faccio subito un accesso agli atti per vedere se il CV fosse a disposizione degli uffici comunali e ne ricevo subito conferma: me l'hanno consegnato qualche giorno dopo.

Ma allora come mai non era online se era nelle loro disponibilità?

Non ne ho idea, ma leggendo il folto CV del (dr.?) Giovannetti, in ultima pagina, nella sezione "Gli studi" noto una anomalia: è riportato il conseguimento del diploma di maturità classica con l'anno e la relativa votazione, ma, poco sopra, non vi è alcun accenno alla laurea, solo un generico "Corso di laurea in Giurisprudenza..."

Strano, penso... probabilmente se fosse laureato avrebbe scritto: Laurea in... votazione: xx o qualcosa di simile.

Ne desumo che il (dr.?) Giovannetti non sia laureato, ma ovviamente attendo conferma dall'assessore.

Siccome a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca, decido di approfondire.

Faccio un altro accesso agli atti per vedere con i miei occhi il contratto stipulato fra Comune e il (dr.?) Giovannetti.

Il (dr.?) Giovannetti risulta assunto dal comune di Torino come dirigente, ex art. 110, legge 267.

Noto, però, una seconda anomalia: nelle prime righe del contratto, vicino ai riferimenti di legge, il (dr.?) Giovannetti viene definito proprio "dr." Giovannetti, mentre nelle righe successive, sempre "sig." Giovannetti. Perchè?

Strano, no? Ma fin qui nulla di veramente grave, se non per il possibile errore (?) riportato sul contratto (dr.?) e la mancata trasparenza nel non pubblicare online il CV.

Ma ecco l'ultimo tassello del puzzle.

Dopo un'ulteriore ricerca, vengo a scoprire che la Corte dei Conti, in diversi pareri, tra cui quello richiesto dal sindaco Pisapia (nell'interpellanza ne cito 5) sembrerebbe aver dichiarato che per essere assunti come dirigenti ex art. 110, il possesso del titolo di laurea sia un requisito NECESSARIO.

Qui un recente articolo di Italia Oggi che non sembrerebbe lasciare grande spazio ad interpretazioni contrarie.

Insomma, un boccone davvero amaro per i Torinesi: prima si assume il portavoce di Fassino con uno stipendio sproporzionato, almeno paragonato al collega americano. Poi nel contratto forse viene erroneamente (?) inserita la dicitura "dr.", poi si omette la pubblicazione del Cv online...

Per avere conferma o smentita della mia tesi, dovremo comunque aspettare lunedì mattina quando l'assessore risponderà alle mie interpellanze (laurea Giovannetti e nomine ex art. 110).

Sicuramente mi farò trovare pronta a rispondere.

E chissà se accetteranno la mia richiesta di adire la Corte dei Conti per un avere un parere sull'interpretazione corretta dei requisiti necessari per la nomina da dirigente ex art 110...


Stiamo a vedere.

Magari diranno che qualcuno, al momento di fare certe nomine, ha fatto i conti senza l'oste...

O più semplicemente, scriveranno che i cd. grillini, in comune, sono dei gran rompic.....

Ora attendiamo le risposte dell'assessore.

Avete paura di prendere il posto di questi?

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poltrona-rosso-oro.jpgIl Movimento 5 stelle è formato da cittadini liberi da tessere e da vincoli, da qualcuno che ti appoggia la mano sulla testa e ti impone di dire sì o no, cittadini che ogni giorno fanno i conti con lo stipendio e le bollette, cittadini che ogni giorno devono amministrare la loro vita, cittadini che come professione sulla propria carta d'identità leggono studente, ingegnere, casalinga, operatore sanitario, insegnante ecc...
Non sappiamo niente di giochi politici, non siappiamo cosa vuol dire dover stare attenti agli equilibri di una coalizione.
Eppure c'è sempre qualcuno che ci dice che se poi veniamo eletti non siamo preparati, non possiamo saper fare i Consiglieri, di qualsiasi organo Istituzionale, se il giorno prima svolgevamo solo ed esclusivamente il nostro lavoro e di politica ne discutevamo oppure la leggevamo sui giornali.
Noi non siamo in grado, un cittadino comune non è in grado di poter amministrare...un politico di professione sì.
Bene allora vi racconto che in Circoscrizione 2, nonostante possiate vedere il calendrio fitto di commissioni e consigli, i lavori sono fermi.
Le commissioni sono dichiarate dalla maggioranza dei Capigruppo inutili, I Coodinatori poco capaci e nel prossimo consiglio riusciranno a rispondere solo a una interpellanza rispetto alle numerose già protocollate (solo io ho 4 documenti protocollati).
E se ad alcuni capigruppo va anche bene così, va bene aver scritto le istanze dei cittadini e tenerle chiuse nei cassetti di Presidente e Coordinatori, ci sono altri che non ci stanno a scaldare la sedia, dopo aver chiesto di avere nell'ordine del giorno una interpellanza, dopo esserci sentiti dire che dovevamo dare più tempo ai Coordinatori per rispondere, apprendiamo anche che per poter avere in calendario una risposta dobbiamo dirlo almeno otto giorni prima della capigruppo e chissenefrega dei Regolamenti.
C'è sempre tempo per convocare e presiedere alle commissioni ma non c'è mai tempo per rispondere alle interpellanze...per questo motivo il capogruppo dei Moderati Raso e del PDL Dimiscio a capigruppo non ancora conclusa si alzano e vanno via...pochi metri più in là da Cascina Giajone c'è la 5^ Commissione vorresti mica non firmare?

E allora ragazze e ragazzi, uomini e donne che vi apprestiate o meno ad andare alle elezioni nel vostro comune proponetevi, partecipate in maniera attiva...AVETE DAVVERO PAURA DI PRENDERE IL POSTO A QUESTI QUI????

La nuova rete GTT da dicembre

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Questa mattina, dopo mesi di attesa, ci è stata finalmente presentata la riorganizzazione della rete degli autobus cittadini. Doveva essere una rivoluzione e invece sarà una aggiustatina; le linee veramente tagliate sono soltanto due, il 50 e il 65. Ma è presto per gioire, perché questo è un primo intervento veloce, limitato alle linee urbane, e dovuto al fatto che la Regione ha tagliato i fondi già per il 2011; i tagli apocalittici recentemente decisi a livello nazionale provocheranno invece una revisione più radicale pianificata per il prossimo marzo, quando saranno riviste anche le linee suburbane e quelle extraurbane (gli autobus blu) faranno capolinea non più in centro ma in periferia, nei quattro punti chiave di Fermi, Stura, Carducci e Caio Mario. Auguri a quelli che si ritroveranno sul 4!

Io sono rimasto deluso dal fatto che ci hanno coinvolto soltanto all’ultimo: la presentazione è avvenuta oggi e i cambiamenti entrano in vigore da dicembre, dunque di fatto non abbiamo modo di intervenire. Non si è parlato poi di tariffe, ma si rischia davvero uno scenario in cui il biglietto aumenta del 20 o 30 per cento, il servizio viene tagliato di altrettanto, e il risultato è un calo pesantissimo dell’utenza del trasporto pubblico, con conseguente intasamento della città.

Io credo che invece in questi tempi di crisi sarebbe importante rovesciare il paradigma: è importante mantenere il trasporto pubblico, sia per ridurre traffico e inquinamento che per non penalizzare la crescente fascia di persone che non può più permettersi l’auto, e se servono soldi li si va a prendere da tutta la collettività e non solo dagli utenti GTT, aumentando la fiscalità generale oppure le tariffe sul traffico privato. Non è una posizione popolare, ma mi sembra l’unica equa e vincente in una prospettiva di petrolio sempre più costoso.

Comunque, ecco qui sotto, come li ho annotati, i cambiamenti delle linee urbane dal primo dicembre (quelli della zona di Porta Susa dal 9 gennaio); scusate per eventuali errori od omissioni, ma non ci hanno nemmeno ancora dato una copia delle slide. Ho una sola osservazione: spesso bisogna tenere conto che il danno al servizio non è proporzionale ai chilometri tagliati: può essere molto meno o molto di più. Nel caso del 65, che conosco meglio e uso spesso, il taglio dell’ultimo pezzettino da Porta Susa a piazza Bernini rende inutilizzabile per molti l’intera linea, perché a Porta Susa il 65 interscambiava con una decina di altre linee, i cui utenti ora dovrebbero scendere, prendere la metro, scendere dopo due fermate e aspettare il 65… a quel punto tanto vale proseguire in metro e fare alla fine un tratto a piedi più lungo, e a questo punto forse tanto valeva tagliare l’intera linea e intensificare piuttosto le navette dalle fermate della metro al resto del quartiere.

Vedremo i dati di carico dopo il cambiamento, tanto a marzo si ridiscuterà tutto; il punto è ragionare a rete e non per singole linee, ma dire “togliamo di botto il 65″ è politicamente impopolare (“e poi perchè da noi sì e nell’altro quartiere no?”) e allora lo si azzoppa per poi dire “visto? non lo usa nessuno” e completare il taglio… la tattica che ha permesso di eliminare buona parte delle ferrovie italiane.

4 Potenziato con ben due tram in più tutto il giorno e quattro in più al mattino (wow)
7 storico Ritorna anche nei giorni feriali con cinque corse (10.30, 11.30, 15.30, 16.30, 17.30) ma girerà in un verso solo
10 Prolungato da Caio Mario a corso Settembrini (già da ottobre)
12 Limitato in via Bertola anziché Borgo Dora
14b Cambia numero in 63 e prosegue da strada Cacce su strada Drosso sostituendo il vecchio 63 (notate la genialità dell’assessore, che è di Mirafiori Sud: così può dire ai suoi elettori che il 63 non è stato abolito)
18 Deviato per passare davanti a Lingotto FS (via Passo Buole - via Pio VII - Lingotto FS - corso Caio Plinio); limitato a Caio Mario
28 Ridotto a percorso lineare: via Servais - corso Telesio - p. Massaua - v. Vandalino - corso Brunelleschi
41 Nuovo percorso Lingotto FS - Caio Mario - Borgaretto - Stupinigi, serve meglio la palazzina
48 Nuova linea Borgaretto - Beinasco - Ospedale San Luigi
50 Limitato a piazza Derna, poi scendere e prendere il 4
55 Spostato di due isolati per passare davanti alla nuova Porta Susa
57 Prolungato da corso Matteotti alla nuova Porta Susa
60 Passerà su corso Inghilterra andando a fare capolinea a Vinzaglio
61 Prolungato fino a largo Marconi (secondo GTT non serve a nessuno ma fa contenti i commercianti di via Nizza)
62b Abolito e unificato al 62 permettendo di intensificare quest’ultimo
63 Trasformato in navetta 63b e limitato a Caio Mario, poi scendere e prendere il 4
65 Limitato a piazza Bernini, non va più fino a Porta Susa
65b Abolito (via Servais sarà servita solo dal 28)
75 Passerà per via Petrella

Del Filadelfia e di piazza Grande Torino

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So che a molti non piace il calcio, e lo considerano un passatempo per lobotomizzati e violenti. Spiace; in realtà nel mondo del calcio viene riflesso quello reale, e dunque c’è anche molto di buono.

Negli ultimi giorni, in particolare, si sono susseguite parecchie buone notizie relative alla comunità di spiriti che vive attorno alla squadra di calcio cittadina. Parliamo innanzi tutto della ricostruzione del Filadelfia, un pezzo di storia e di anima; la relativa fondazione, avendo (quasi) risolto le ultime formalità burocratiche relative all’adesione degli enti locali, ha pubblicato il bando del concorso di idee per il progetto del nuovo stadio. C’è stata un po’ di discussione relativamente al requisito, peraltro già in parte previsto nello statuto, di ricostruire la tribuna com’era una volta, il che parrebbe escludere progetti avveniristici ma suggestivi come questo. Comunque, se qualche architetto volesse cimentarsi col tema (la scadenza è il 10 febbraio 2012) è il benvenuto… raccomando soltanto di documentarsi su storia, mito e simboli dell’impianto.

Nel frattempo, il Museo del Grande Torino - che da qualche tempo si trova a Grugliasco, visto il disinteresse delle istituzioni cittadine - organizza una mostra sulla curva Maratona e sul leggendario tifo granata; l’ingresso è gratuito ma il museo, gestito da volontari, è aperto solo nel fine settimana. Naturalmente si potrebbe paragonare il numero di visitatori di questo piccolo museo autogestito con quello delle tante istituzioni culturali ampiamente foraggiate con fondi pubblici, ma oggi siamo buoni e non vogliamo infierire.

L’ultima notizia è che si è sostanzialmente concluso l’iter per la grande ristrutturazione toponomastica attorno agli stadi, un argomento che ha appassionato i calciofili torinesi per alcuni mesi. Infatti lo stadio Juventus, appena entrato in funzione al posto del vecchio Delle Alpi, si trova tuttora in una strada intitolata al Grande Torino; la società bianconera, pur riconoscendo il valore storico e culturale della squadra perita a Superga, ha suggerito che fosse più opportuno spostare tale intitolazione vicino allo stadio Olimpico, dove gioca il Toro, assegnando alla via del suo stadio un nome neutro tipo “viale Continassa”.

A quel punto si è inserito il PDL, che ha proposto invece di intitolarlo alle vittime dell’Heysel; la società bianconera però aveva già in programma di dedicare loro un monumento e un giardino nelle vicinanze dello stadio; e allora ci si è accordati per chiamare la strada corso Gaetano Scirea.

In queste dinamiche mi sono inserito anch’io, cogliendo al volo l’occasione per chiedere di intitolare piazza Grande Torino il tratto di strada antistante la curva Maratona, ossia il tratto pedonalizzato di corso Sebastopoli, riprendendo una proposta ampiamente circolata tra i tifosi negli scorsi anni, e sostenuta anche da una petizione con centinaia di firme.

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Il problema era che un anno fa quel tratto era stato intitolato - anche se mai inaugurato - a Erminio Macario, che peraltro con lo stadio non aveva granché a che fare, anche qui dimostrando il solito spregio per le richieste della tifoseria granata. Il presidente del consiglio comunale è stato tuttavia così disponibile da attivarsi per concordare con la famiglia di Macario una nuova e più consona posizione, antistante al Teatro Ragazzi, e così, grazie anche al sostegno di tutta la maggioranza, alla fine abbiamo fatto contenti tutti: piazza Grande Torino davanti allo stadio Olimpico, corso Gaetano Scirea davanti allo stadio Juventus, piazzetta Erminio Macario davanti al Teatro Ragazzi. E per accontentare anche voi anticalciofili, dato che a Scirea in realtà era già stata intitolata una via a Mirafiori Sud e non la si poteva lasciare, si è deciso di cambiarle il nome in via Ludovico Geymonat, filosofo e scienziato. Più intellettuale di così…

So che adesso quelli a cui all’inizio non piaceva il calcio si saranno anche lamentando per la quantità di tempo dedicata a queste quisquilie - che però, lasciatemi dire, sono in grado di mobilitare fette di cittadinanza molto più consistenti di qualsiasi battaglia ambientalista o antispreco, e dunque è giusto che la politica si occupi anche di esse. La toponomastica è sempre argomento che scalda gli animi; per fortuna, almeno per un po’ non dovremmo occuparcene più.

P.S. E sì, nonostante le due richieste due di intitolare una via o un giardino a Steve Jobs, abbiamo soprasseduto; resta vigente il mio commento, “lo faremo se in cambio Apple ci paga il wi-fi libero”.

Chi sia l'Ing. Vaciago, credo sia ormai noto a molti. E' il Direttore Generale del Comune di Torino, nominato nel 1998 per la prima volta da Castellani e reiterato con le giunte Chiamparino e Fassino.

Un compito certamente molto duro, soprattutto a fronte dell'attuale situazione che grava sul comune di Torino. Proprio per questo motivo è stato decisamente interessante scoprire che il nostro direttore riesca comunque a trovare il tempo per dedicarsi anche ad altre attività...

Ne abbiamo avuto conferma lunedì quando l'Assessore Passoni ha risposto alla nostra interpellanza nella quale chiedevamo la conferma del fatto che il Direttore avesse svolto collaborazioni occasionali retribuite tra il 2002 e il 2010...

I nostri dubbi sono stati confermati: collaborazioni occasionali con università e ruoli in consigli di amministrazione.

Ovviamente, il tutto avviene in conformità con la legge (art 53 dlgs 165/2001): il contratto infatti prevede l'esclusività, definendo però che il Direttore "potrà svolgere ulteriori attività che non interferiscano con gli interessi della Città, previa autorizzazione, ove richiesta, del Sindaco".

Nell'attuale contratto si definisce anche il trattamento economico lordo annuo:

€ 43.625,63 + 213.933,4 = 257.559,03 .

A questo va aggiunto il premio legato al raggiungimento obbiettivi di € 46.813,10 (premio maturato nel 2010 ed erogato nel 2011) = € 304.372,13.

Considerando anche il premio, significa una cifra che si aggira intorno ai € 25.000 al mese, cioè 1160 euro al giorno lavorativo.


Uno sproposito, ancora di più se si pensa poi che il nostro Direttore addirittura guadagna di più del Presidente Obama, il cui stipendio è di circa $400.000 , l'equivalente di € 290.000 (http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-07-02/casa-bianca-svela-stipendi-182601.shtml?uuid=Aa0j0pkD).

Siamo consapevoli del fatto che la legge permetta tutto ciò, ma noi lo riteniamo decisamente inopportuno e ci domandiamo: Vaciago non guadagna abbastanza e sente il bisogno di arrotondare con questi "lavoretti" oppure il Comune non lo impegna abbastanza, tanto da potersi permettere altre attività?

qui il link alla pagina del comune di Torino dove sono pubblicati tutti gli stipendi dei dirigenti:
http://www.comune.torino.it/operazionetrasparenza/

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Ride for life, per la sicurezza ciclabile

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Tutti i giornali hanno riportato la storia del povero bambino di Milano ucciso da una ragazza che, scendendo da un’auto appena parcheggiata in mezzo alla strada in doppia fila, ha aperto la portiera senza guardare facendolo cadere sotto le ruote del tram che sopraggiungeva. La mentalità autocentrica della nostra società si vede dal fatto che quasi tutti i titoli parlavano di “ucciso dal tram” e non di “ucciso da un’auto in sosta vietata”, anche se i rapporti di causa ed effetto sono chiari; eppure, perlomeno c’è stata un po’ di tardiva attenzione al problema delle auto ormai abbandonate selvaggiamente in qualsiasi angolo delle città.

Io non voglio fare il moralista, anzi pure a me è successo di fermarmi in doppia fila per scaricare o aspettare qualcuno; perlomeno però bisogna usare accortezza e responsabilità verso gli altri, ad esempio facendolo in larghe vie secondarie dove non crea pericolo e disturbo, e non nel mezzo di un viale ad alto scorrimento o di una stradina dove blocca il passaggio. Trovo invece ipocrita il fatto che d’incanto il sindaco Pisapia dopo l’incidente abbia mandato i vigili a multare le auto in quella via, e penso che andrebbe fatta prevenzione in anticipo nei potenziali punti neri.

Proprio per questo, negli ultimi tempi ho presentato alcune mozioni affinché la Città si impegni nella repressione di violazioni attualmente piuttosto tollerate, come ad esempio la svolta a sinistra dal viale centrale dove è vietata, oppure la doppia fila o l’abuso delle corsie preferenziali, e anche l’ingresso e il transito non autorizzato in zone pedonali come via Garibaldi. Al giorno d’oggi è possibile pensare a sistemi automatici di rilevamento delle infrazioni; in parte i vigili li avevano sperimentati, ma ho chiesto di sapere quante multe sono state fatte perché l’impressione è che non abbiano avuto grande applicazione.

Nel frattempo, giovedì sera un gruppo di ciclisti ha inscenato una toccante manifestazione in via Cibrario, una delle strade dove la sosta in doppia fila crea lo stesso pericolo di Milano. Una bicicletta bianca è stata depositata per ricordare l’accaduto e chiedere che si ponga più attenzione a questi rischi. L’unica vera soluzione è che chi guida un qualsiasi veicolo (ma anche chi si sposta a piedi) pensi meno a se stesso e più alla sicurezza anche degli altri; ma fin che questo non accadrà, le amministrazioni hanno il dovere di sorvegliare.

Internet scrive a Mario Monti

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(video esplicativo di Luca De Biase, giornalista del Sole 24 Ore)

In via del tutto eccezionale, ieri e oggi ho abbandonato la mia abitudine di dormire in Municipio e, grazie a Chiara che mi sostituisce, sono venuto a Trento all’annuale Internet Governance Forum Italia, di cui sono stato tra i fondatori e che è un po’ il ritrovo di tutti gli esperti Internet italiani a cui sta a cuore la libertà della rete.

Purtroppo i discorsi sono da anni sempre gli stessi: a fronte del modo in cui la politica italiana ignora Internet se non quando c’è da censurarla, c’è chi vuol promuovere una agenda digitale verso i politici, chi dice che bisogna fondare il partito di Internet, chi vuole “candidare un uomo della rete alle primarie del PD”… Io da anni ho detto che l’unica agenda digitale che serve al Paese è utilizzare la rete per cacciare l’attuale classe politica, e da lì ho quasi smesso di andare a queste conferenze e ho cominciato a lavorare nel Movimento 5 Stelle.

Comunque, il ritardo della diffusione di Internet nel Paese non è più tollerabile e così i più noti partecipanti alla conferenza, a partire da Stefano Rodotà e Fiorello Cortiana, hanno realizzato una lettera da inviare per canali diretti al nostro nuovo lider maximo, Mario Monti. La lettera è condivisibile, e chissà che tra le varie cose Monti non riesca a far saltar fuori i soldi per il famoso piano per la diffusione della banda larga, che peraltro anche il Movimento chiede da anni.

Crisi: per la crescita il nuovo governo deve affrontare lo "spread digitale"

Gentile Professore,

Non abbiamo bisogno di ricordarle l'importanza di Internet, spazio di libertà globale, strumento di organizzazione politica e sociale, sostegno indispensabile dell'economia. Lo "spread digitale" dell'Italia nei confronti dei principali paesi del mondo ha ormai raggiunto livelli insostenibili anche per la tenuta economica nazionale. Ancora più preoccupante, anche in queste ore di straordinaria apprensione per la situazione finanziaria del Paese, è il persistere di una condizione di inconsapevolezza politica e di inazione governativa nell'affrontare tale ritardo che pregiudica gravemente le nostre possibilità di crescita e di sviluppo. In particolare, l'incapacità di affrontare i problemi legati alla diffusione della banda larga è indegna di un paese che voglia restare in Europa.

Non si può aspettare il superamento della crisi economica per investire nel digitale, perché, come sancito dalla Commissione Europea nella Strategia 2020, lo sviluppo dell'economia digitale è una delle condizioni imprescindibili per il superamento stesso della crisi.

Nonostante i ritardi, l'economia digitale rappresenta già il 2% del PIL dell'economia nazionale e, negli ultimi 15 anni, ha creato oltre 700.000 posti di lavoro. Internet non può essere più ignorata. Il Paese non può continuare a rimanere politicamente emarginato rispetto a questi temi. Sono state abbandonate le iniziative che, grazie anche a documenti sottoscritti con altri stati, avevano fatto del nostro Paese un indiscusso protagonista dell'iniziativa per un Internet Bill of Rights nel quadro degli Internet Governance Forum promossi dalle Nazioni Unite. A fronte di questo ruolo, negli ultimi anni l'Italia è stata mortificata dall'inazione e da ripetuti tentativi di limitare la libertà in rete e lo sviluppo dell'economia digitale.

L'Internet Governance Forum Italia 2011 si rivolge a Lei affinché un nuovo governo si impegni concretamente, anche attraverso la nomina di un ministro se necessario, per la piena implementazione di un'agenda digitale in conformità con quanto stabilito dall'Europa. Richiamiamo in particolare l'attenzione sull'accesso ad Internet come diritto fondamentale della persona, come già riconosciuto da costituzioni, leggi nazionali e risoluzioni del Parlamento Europeo e del Consiglio d'Europa; sul riconoscimento in via di principio della conoscenza come bene comune globale; sulla garanzia della neutralità della rete in relazione ai flussi di dati; sulla definizione di uno statuto del lavoro in rete.

La qualità dei politici torinesi

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Lo schifo della nostra politica è tutto attorno a noi: dall’onorevole della Lega che esulta per l’alluvione al campo nomadi, fino a Gabriella Carlucci che si scopre cattolica (dopo aver passato gli anni ad esaltare la presunta potenza sessuale di Berlusconi) e passa all’UDC, ma che un mese fa stava negoziando l’approvazione di una legge ad personam che le permettesse di continuare all’infinito a fare sia il sindaco che il deputato. Ma io vi porto una domanda che a ben pensarci vi agghiaccerà: se questi sono i politici di alto livello, come saranno quelli di basso?

L’abbiamo visto in questi giorni alla Circoscrizione 5 - non una qualsiasi, in quanto presieduta addirittura dalla segretaria provinciale del PD, Paola Bragantini, la quale ha in giunta come coordinatore di commissione (in pratica, assessore all’Ambiente) tal Gaetano Zuppardo dei Moderati.

La storia comincia un paio di giorni fa, quando sul gruppo Facebook del Movimento 5 Stelle della Circoscrizione 5 Alberto Unia, uno dei più assidui attivisti di tutta la città, riporta un annuncio di lavoro nel caso interessi a qualcuno. Il signor Zuppardo lo legge e per prima cosa segnala il proprio figlio, poi, senza alcun apparente motivo o forse non soddisfatto della risposta, comincia ad arrabbiarsi.

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La discussione va avanti per un po’ di pagine, con tanto di fake che risponde insultando Zuppardo, poi gli animi si calmano, lo stesso Zuppardo chiede scusa e finisce lì. Peccato che poi ieri pomeriggio, al consiglio di circoscrizione, non appena Unia è entrato in sala, il signor Zuppardo abbia pensato bene di cercare di aggredirlo fisicamente, per farsi giustizia di non si sa bene cosa (nessuno l’ha capito…). Alla fine, grazie ad altri consiglieri e al successivo intervento di vigili e carabinieri, la situazione si è calmata - ma è finita lo stesso sul giornale.

Detto che né tutti i Moderati né tutti i consiglieri sono così (anzi), stiamo comunque parlando di una persona che ha in carico la responsabilità politica dell’ambiente, dei rifiuti e del verde pubblico per circa 125.000 torinesi; e che si esprime a parole nel modo che avete letto, e nei fatti come è stato raccontato. Francamente, mettersi a chiederne le dimissioni mi sembra fin esagerato; mi aspetterei che fosse la sua maggioranza a chiedersi (e a spiegare ai cittadini) in quali mani mette la gestione della nostra città.

E' di questi giorni lo sbandierare ai quattro venti la volontà dell'amministrazione Fassino di investire sulla cultura e sull'arte. Parole sante, diremmo noi, per una città che deve superare le monotematica automobile e diventare a pieno titolo una città europea.

Le parole però, non corrispondono sempre ai fatti e, chi avesse assistito alla V Commissione e all'intervento dell'Assessore Braccialarghe, sarebbe certo rimasto un tantino perplesso.

Infatti all'audizione della Fondazione Musei dove la Presidente Cattaneo, ex-sindaco di Torino, riferiva di essere senza stipendio si è a lungo parlato della GAM, la Galleria D'Arte moderna che si affaccia su corso Massimo d'Azeglio.

L'assessore Braccialarghe riteneva che fosse un museo decentrato rispetto, per esempio, a Palazzo Madama, che è situato in Piazza Castello e che è stato un successo enorme di pubblico.

Che l'ubicazione della Gam sia decentrata è cosa assolutamente falsa dal momento che,se non è nell'ultacento è comunque vicino a Porta Nuova e ha la fermata della metropolitana Re Umberto davanti.

La posizione non pare adeguata forse perchè è troppo vicina alle banche, così da attirarne l'attenzione?

Ci sono decine di Istituti di Credito vicini che potrebbero esere interessate all'acquisto ?

Se così fosse dobbiamo ricordarci che la GAM è il più antico museo d'arte moderna d'Italia , edificio di indubbio valore architettonico e che non possiamo svenderci tutto o meglio non quelle cose che danno valore alla città.

Altra obiezione era che fosse troppo piccolo, che venissero esposte solo 1000 delle 45.000 opere di patrimonio, potenzialità di 45.000 volte, sob! errore matematico , sono 45 volte le potenzialità...

Venivano poi citate le Officine Grandi Riparazioni che non sono di proprietà del Comune di Torino ma di Trenitalia e si trovano in Corso Castelfidardo 22 che è tanto decentrato quanto la GAM.

La proposta più interessante veniva dalla consigliera Levi Montalcini che parlava di Arte che esce all'aperto che viene esposta anche dove i cittadini possono vederla senza cercarla, cercando le migliori soluzioni tecniche per proteggere i quadri dai furti.

Mentre parlava ricordavo quel film in cui si cercava di fare entrare un grande quadro dentro ad una casa e non ci si riusciva , quasi che la cultura, l'arte, non si potessero ridurre nelle quattro mura di un abitazione .

L'Arte , soprattutto quella moderna, ha bisogno di libertà e pensare a posti diversi come caffetterie e ristoranti, oltre che scuole e convitti, sarebbe la soluzione migliore per utilizzare al meglio il patrimonio di cui disponiamo, per dargli vita portando l'Arte davvero in mezzo ai cittadini.

Tutto questo preservando quel gioiellino che abbiamo e che deve rimanere che è la GAM.Galleria_Civica_dArte_Moderna_e_Contemporanea_GAM-Torino-Italy.small.jpg

Dolcenera

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Sull’alluvione di Genova del 1970 (e sul parallelismo tra passione incontrollabile e avvento delle acque) De André scrisse una canzone poetica e meravigliosa; di quella di oggi, preannunciata con giorni d’anticipo eppure avvenuta nella disorganizzazione più totale - e nel giorno in cui l’Italia ha di fatto iniziato a perdere la sovranità - penso direbbe solo disprezzo.

Ieri molti genovesi erano presi tra la rabbia e la tragedia; Grillo ha scritto quel che pensano tutti, che questo è anche il risultato di venti (venti?) anni di ballo sul Titanic che affonda, di cemento piazzato ovunque nel disperato tentativo di far respirare bocca a bocca l’economia, secondo il dogma crescista per cui edilizia = sviluppo = crescita = ricchezza.

Crozza non ha avuto la forza di andare in onda, ha fatto un collegamento con Mentana in cui visibilmente aveva solo voglia di andare via, ma immagino che anche lui pensasse la stessa cosa, a come abbiamo permesso vent’anni di distruzione dell’Italia tramite il disfacimento della politica e il potere dei media (nonostante Crozza già nel giorno dell’avvento di Berlusconi, subito dopo le elezioni del 1994, avesse messo in un profetico sketch la descrizione dell’Italia che sarebbe puntualmente arrivata, con i giornalisti messi a pulire i pavimenti o a prostituirsi).

Non pensate che altrove le cose stiano meglio; l’allarme è anche da noi, in Piemonte, e giusto ieri mi dicevano di come la collina torinese sia piena di tronchi e cespugli tagliati alla bell’e meglio per pulire il bosco e poi abbandonati lì, pronti a venir giù con l’acqua alla prima pioggia seria. E’ il disfacimento nazionale, di una società che non riesce più a gestire se stessa, le proprie attività e il proprio territorio.

Non si può più attendere, non si può più osservare passivamente la pioggia che cade, magari per farne pure una telecronaca in stile calcistico mentre si riprende col telefonino, per poi correre a mettere il tutto su Youtube. Serve una presa di coscienza e di responsabilità da parte di tutti; ammesso che coscienza e responsabilità, in Italia, esistano ancora.

Dormo in Municipio

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Dopo la nostra infruttuosa battaglia per vincolare il gettone di presenza all’effettiva presenza per tutta o quasi la durata della riunione, ho voluto dedicare un po’ di tempo a sfruttare gli strumenti di statistica presenti sul sito del Consiglio Comunale per tirare un po’ le somme della partecipazione dei consiglieri, dopo tre mesi di lavoro praticamente pieni (luglio, settembre e ottobre) più un pezzetto di giugno.

Le statistiche qui sotto esprimono il totale di partecipazione di ogni consigliere alle sedute (consiglio, commissioni e capigruppo), nonché la durata totale delle sedute stesse, e poi la partecipazione ai soli consigli comunali; in questo caso, è disponibile anche la percentuale di votazioni a cui si è partecipato, che è un indicatore di massima di quanto si è rimasti effettivamente presenti e attivi in aula, e dunque ho calcolato un parametro di “presenze equivalenti” pari al prodotto dei due indicatori (10 presenze per 50% delle votazioni = 5 presenze equivalenti).

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Cosa possiamo concludere? Intanto bisogna dire che la partecipazione quantitativa non è da sola un indice di diligenza, in quanto ogni consigliere è assegnato a commissioni diverse; la differenza (ridotta) tra me e Chiara non è dovuta a un suo minore impegno (anzi) ma solo al fatto che le commissioni che lei segue si riuniscono un po’ meno spesso delle mie. I consiglieri del PD hanno mediamente meno presenze perché, essendo un gruppo molto grosso, ognuno di loro segue poche commissioni; il sindaco e il presidente del consiglio comunale per regolamento non partecipano alle commissioni. Inoltre, la partecipazione alle sedute è solo una delle attività del consigliere, e infatti prossimamente vorrei fare altri conti sul numero di atti presentati (Chiara ne ha sicuramente più di me).

L’altra nota, però, è che l’affidabilità di questi dati è relativa. Se penso ai consiglieri più attivi in base alla partecipazione effettiva e ai contributi alla discussione, certamente la maggior parte di loro stanno nella parte alta della tabella, ma ce ne sono alcuni che stanno a metà; e invece ci sono alcuni che risultano in alto ma che poi in realtà fanno tappezzeria o quasi. Anche il totale orario può essere fittizio, perché (grazie alla decisione di non controllare l’effettiva permanenza in sala) l’intera durata della seduta viene attribuita sia a chi è effettivamente rimasto dall’inizio alla fine, sia a chi viene, firma e dopo mezz’oretta va via. E poi, naturalmente, conta soprattutto la qualità degli interventi e degli atti, e questa non sarà mai misurabile con alcun parametro quantitativo.

Insomma, secondo me questi dati possono essere utili per sapere, a grandi linee, se il vostro rappresentante preferito è sempre in Comune oppure se non viene quasi mai (un nome su tutti: Michele Coppola). Ma non sono né precisi né oggettivi fino all’ultima virgola, e dunque non prendete questa tabella come una classifica.

Ciò detto, il fatto che il Movimento 5 Stelle sia nettamente il primo per media di presenze non può che far piacere e testimoniare l’impegno che ci mettiamo: ormai mi chiedono se dormo in Municipio!

Fammi sentire la tua suoneria!

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fassino_telefono.jpgSono solo 5 mesi che parte delle mie giornate sono occupate per rappresentare alcuni cittadini in Circoscrizione, me ne occupo io come altre 11 persone de MoVimento 5 Stelle che prima non hanno fatto altro che studiare o lavorare.

Siamo entrati in Comune e Circoscrizione senza sapere bene come funziona, conoscendo pian piano gli stumenti e cercando di condividere più possibile i temi.

Spesso infatti quel che passa dai quartieri passa poi in Comune e noi appena sappiamo andiamo con Chiara o con Vittorio in Commissione a Palazzo di Città.

Si pensa che anche il PDL o PD - L lo faccia invece...

Ieri sera alla Capigruppo durante la discussione per l'Ordine del Giorno vedo al secondo punto l'interpellanza presentata dalla Lega Nord per la petizione dell'area verde di Via Baltimora, una lodevole iniziativa che forse andava calendarizzata prima della risposta di Ilda Curti in Commissione, risposta che i cittadini hanno ricevuto il 27 Ottobre.

Io lo faccio presente, nonostante ne avessi dato comunicazione all'inizio del consiglio del 26 Ottobre, aggiungendo che sicuramente le risposte saranno le stesse che hanno dato in Comune, la maggioranza si guarda e Raso (Moderati) risponde " Allora lasciamola, così la risposta la possiamo apprendere anche noi". Cosa? I cittadini della vostra Circoscrizione ricevono una risposta da un'assessore del vostro partito e non lo sapete, non ve l'hanno comunicato o peggio ancora non ve ne siete interessati...

Ma d'altro canto la maggioranza della Circoscrizione 2 è solita farsi queste figure, durante il Consiglio del 26 Ottobre si parla di raccolta differenziata il Coodinatore Rappazzo risponde con i dati e ci dice che non verrà esteso il porta a porta e il 27 Ottobre durante la sua 6^ Commissione di cosa parliamo? Di raccolta differenziata con Rossi dell'Amiat. Uno pensa che ci siano novità rispetto al giorno prima, che ci sia una data, un piano...e invece ci sono le percentuali del giorno prima e lo stop al porta a porta perchè non ci sono i soldi! Ma non finisce qui perchè neanche 6 ore dopo su La Stampa appare un articolo in cui Fassino e Saitta si mettono d'accordo per estendere la raccolta differenziata porta a porta su tutta la città, metterà i soldi la provincia, ma Amiat e Coordinatore non ne sapevano niente?? Ma telefonatevi...sì perchè quello che salta agli occhi quando sei in Commissione o in Consiglio è che ogni Cosigliere ha un cellulare che suona anche nei momenti in cui non dovrebbe suonare, suonerie polifoniche e all'ultimo grido per rimbombare in tutta la sala e loro rispondono con la manina davanti alla bocca...che fa figo e non impegna.

Non tutti sanno che le manutenzioni straordinarie della città di Torino sono finanziate da un mutuo . Cioè quando non si tratta di manutenzioni piccole e capillari , di aggiustamenti al suolo di semplici buche o manomissioni , manutenzioni dette ordinarie, si deve ricorrere al debito.

Vengono individuate aree di intervento dal Comune poi discusse in Commissione e votate in Consiglio di Circoscrizione.

I tecnici ora con la riduzione del badget si parlano, cercano accordi per arrivare a manutenere quello che ancora si può.E se prima l'intervento era possibile in tempo reale, ora si cerca di traslare sullo straordinario anche quello che era ordinario, per forza di cose perchè i soldi sono finiti.

Ora l'idea di togliere manutenzione straordinaria ad una parte del Centro per poter tamponare situazioni di emergenza ai lati della circoscrizione è un tentativo disperato di chi, e lo comprendo, vive ogni giorno con l'angoscia di non riuscire più a mantenere quella parvenza di decenza che il servizio pubblico deve fornire.

Ma allora perchè accettiamo 100.000 euro per il verde pubblico, che sarà utilizzato per una rotonda tra corso Einaudi e corso G.Ferraris, rotonda che con il verde non centra nulla ed è di dubbia utilità?

Perchè non sistemiamo dopo che tutt'intorno è stato riqualificato vedi via Lagrange e via Carlo Alberto, anche via Cavour e via Arcivescovado, dove tra l'altro ci sono piste ciclabili di terza categoria, solo una linea gialla tracciata al l suolo senza cambiare nulla della pavimentazione esistente?

La situazione è criticaP1050567.JPG ma il traffico automobilistico non potrà che aumentare sulle direttrici nord-sud e quindi intervenire per tempo sarebbe auspicabile, senza contare il disagio che il dissestamento di queste due vie danno ai ciclisti che ostinatamente continuano ad usarle nonostante le auto continuamente parcheggiate per quella "commissione di solo 5 minuti" che sembra facciano tutti dai vigili alla polizia dai camioncini privati a a quelli Amiat e così via...


Europa o morte

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Alla fine il momento è arrivato: anche chi per anni (non noi) ha sostenuto che la crisi di questi anni fosse tutto sommato normale e passeggera, che la si potesse risolvere con le solite ricette dell’economia occidentale, ha dovuto gettare la spugna. E’ successo ieri, quando il governo greco si è ribellato alle medicine della finanza internazionale e ha deciso di chiedere ai cittadini se tutto sommato non sia meglio fallire, piuttosto che morire di fame per ripagare i debiti del passato. La risposta è scontata: se si arriva al referendum, la Grecia fallirà e uscirà dall’Euro e dal mondo occidentale, e a catena potrebbe crollare l’intera unità europea.

Ma non esultate; intanto, la decisione di Papandreu non è tanto uno scatto di orgogliosa rivolta contro il nuovo ordine mondiale, ma semplicemente la mossa ignava di un politico che non vuole prendersi la responsabilità di azioni impopolari; non vuole rovesciare il capitalismo, ma solo salvare la propria carriera politica, e magari spuntare condizioni migliori con un bel ricattino.

E poi, come già scrissi due mesi fa, lo scenario del fallimento con uscita dall’euro è senz’altro possibile, magari anche il meno peggio, ma non è affatto una strada lastricata di petali di rosa come molti illusi vorrebbero credere. Comporterebbe comunque la cancellazione dei nostri risparmi, un ridimensionamento permanente del nostro tenore di vita, difficoltà di approvvigionamento energetico, e ci permetterebbe di vivere per altro tempo in una società vecchia, inefficiente e corrotta, senza più spinte esterne al rinnovamento, scavandoci ancora di più la fossa… senza contare il fatto che un qualsiasi primo ministro italiano che tentasse la via di una bancarotta non concordata probabilmente farebbe la fine di Gheddafi o perlomeno di Aldo Moro, e magari apparirebbero maree colorate nelle piazze a provocarne la pronta sostituzione con un primo ministro più “ragionevole”. Non è certo un caso che Papandreu abbia appena rimosso i vertici dell’esercito

In ogni modo, mi sembra che pochi colgano la vera posta in palio di questi mesi. L’Euro, nella sua giovane esistenza, è riuscito là dove il comunismo aveva fallito: a mettere in crisi la supremazia economica mondiale degli Stati Uniti. Sta progressivamente sostituendo il dollaro come moneta delle riserve e degli scambi internazionali, a partire dal petrolio, e sta permettendo la nascita di un’unica grande nazione europea, più forte e più solida del rivale americano. D’altra parte, tutta questa attenzione delle agenzie di rating (americane) e della stampa economica (anglosassone) sulla crisi italiana e spagnola non è un caso; nasconde il fatto che i due Paesi con i maggiori problemi di debito estero complessivo (pubblico e privato) non sono Italia e Spagna, ma Stati Uniti e Inghilterra.

L’Italia, rispecchiando l’attitudine dei suoi abitanti, ha una sfera pubblica fortemente indebitata, ma una sfera privata ancora piena di risparmi, che mandano avanti la baracca. Al contrario, nel mondo anglosassone sono indebitati tutti: lo Stato che piazza i propri titoli ai cinesi, le aziende che attraggono i capitali di tutto il mondo, i privati che comprano qualsiasi cosa a credito. Sono giganti dai piedi d’argilla il cui dominio planetario volge al termine… a meno che non riescano a riprodurre la situazione che già, un secolo fa, trasformò gli Stati Uniti da nazione emergente a dominatore planetario: frantumare l’Europa e metterla in ginocchio con una serie di rivalità e di guerre.

D’altra parte, il progetto di unità europea ha, sin dal principio, un grande punto debole: quello di essere basato sull’economia invece che sulla politica. Non c’è più, da tempo, l’afflato europeista del dopoguerra; il desiderio di stare insieme perché siamo simili, non vogliamo più combatterci e vogliamo unirci per vivere meglio. C’è, al contrario, una visione meramente utilitaristica; stiamo uniti se ci conviene, altrimenti ciao. Questo è invece il momento di guardarsi negli occhi e capire se siamo italiani, francesi e tedeschi, divisi da rivalità millenarie e pronti a scannarsi di nuovo, o se siamo infine e per sempre europei.

Può essere che i sacrifici necessari all’Italia per restare in Europa si rivelino nei prossimi mesi - a differenza di quelli del 1992 e del 1996 - troppo pesanti, fisicamente insostenibili. Eppure, sono fermamente convinto che nel lungo termine la fine dell’integrazione europea, o l’esclusione dell’Italia da essa, sarebbero per noi un biglietto di sola andata per il Terzo Mondo, economico e culturale. Pretendiamo pure dall’Europa più democrazia, a partire da un governo eletto direttamente e una banca centrale che risponde al pubblico interesse; chiediamo l’Europa dei cittadini, anziché quella dei banchieri. Ma non rassegniamoci tanto facilmente all’idea che i debiti del nostro passato ci impediscano di arrivare al futuro.

Il travagliato concorso da Dirigenti del Comune di Torino

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Tra le tante interpellanze rivolte al nostro assessore al Bilancio Passoni, vi racconto brevemente la vicenda che riguarda una dalle ultime discusse in aula.

Riguarda un contestatissimo concorso per la nomina a dirigenti, svoltosi in comune, e le cui nomine sono state bloccate a causa di un ricorso fatto al TAR. Dopo gli esiti del concorso, un gruppo di dipendenti decide di fare ricorso e le complicazioni per il comune nascono a Giugno quando il TAR del Piemonte impone al Comune di "ripetere l'intera selezione" dei dirigenti, contestando le scelte della Commissione esaminatrice. Una sentenza netta, anche se non definitiva, che stabilisce che vi sono dei "vizi".

Ma a rendere la storia ancora più imbarazzante è il fatto che, quello stesso giorno, con un comunicato stampa ufficiale del Comune di Torino, l'amministrazione sostiene "la sentenza del Tar conferma la correttezza nelle procedura", comunicato piuttosto fuorviante vista la sentenza netta del Tar e il fatto che il Comune si sia anche appellato al Consiglio di Stato...
Ecco qui i due testi. Il comune dichiara che il TAR "ha respinto tutte le richieste di risarcimento del danno dei ricorrenti. Sono state altresì respinte tutte le censure relative alla nomina e composizone della Commissione e al rispetto delle pari opportunità. Viene così confermata la sostanziale correttezza delle procedure adottate dall'Amministrazione Comunale e dell'esito del Concorso".
Nella sentenza del giudice si legge: " La natura delle illeggittimità riscontrate travolgendo tutti gli atti impugnati ad eccezione della detrmina 24/5/2010 n°38 di individuazione della Commissione Esaminitraice, permette l'assorbimento di tutti gli altri motivi di ricorso e conduce alla necessità di ripetere l'intera selezione"
Si tratta di una terribile svista? Difficile da credere...

E non finisce qui...in Comune si cerca di far calare il silenzio sulla vicenda, il City Manager Vaciago non vuole venire a riferire in commisisone in merito. Si riesce a ottenere la sua presenza in commissione controllo di gestione in un secondo momento, solo in seguito a svariate pressioni di molte forze politiche e dei mezzi stampa.

Sia durante la discussione in Commissione che tramite questa interpellanza, abbiamo espresso le nostre forti perplessità in merito alla trasparenza e alle procedure adottate in questo concorso. Una commissione esaminitrice che vede come presidente Vaciago (City Manager) e commissari Quirico, Repice (ex segretario generale), e Sorba (ex direttore del personale); una gradutoria che determina vincitori moltissimi esterni (non dipendenti del comune), di cui alcuni sono ex dirigenti ex. art 110 (dirigenti nominati ad personam) e quindi già in relazione con assessori o ex assessori o con lo stesso Vaciago, non può che sollevare ulteriori dubbi e spingere gli esclusi a fare ricorso.

Insomma, danni economici (costi) e di immagine (mancata trasparenza e ridotta credibilità) non da poco...

Ora comunque non ci resta che attendere il pronunciamento del Consiglio di Stato, dato che il Comune ha scelto di ricorrere contro la sentenza del TAR Piemonte...

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