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Dalla notte al giorno

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Ci sarebbe molto da raccontare di queste ore frenetiche… quella del presidio No Tav, di notte tra amici in una quiete irreale aspettando un cataclisma ignoto che forse non arriverà mai, è davvero un’esperienza unica che vi consiglierei di vivere; se avete paura del caos, potete venire per cena (portando cibo o bevande con cui contribuire…) e andare via prima di mezzanotte. Basta arrivare a Chiomonte per la statale, entrare nel paese per la via principale, girare per la frazione Ramats e lasciare l’auto lungo i tornanti in discesa… completare la discesa a piedi, dopo il ponte girare a destra et voilà, eccovi nella Libera Repubblica della Maddalena.

Ieri sera avevo paura: solo uno stupido non ne avrebbe avuta. Si dava per scontato che ieri sarebbe stato il momento dell’assalto, che sarebbero arrivati manganelli e pestaggi; e nonostante questo, nonostante a nessuno piacesse la prospettiva, bisognava esserci. Ho parcheggiato in paese a mezzanotte, e c’è voluta un’oretta di camminata per arrivare fino al piazzale, dove però ho trovato centinaia di persone e un clima disteso: con così tanta gente, la serata si annunciava tranquilla. Ho salutato molti amici, vari movimentisti tra cui Davide Bono, ho visto passare Sandro Plano e altri amministratori. Poi siamo scesi alla roulotte, già piena dello staff regionale che dormiva… io mi sono accomodato su una sedia da giardino, mi sono coperto e ho appoggiato la fronte sul tavolo da campeggio, e così ho dormicchiato fino all’alba, svegliandomi a ripetizione.

Sono tornato a casa per le otto, dopo aver riportato varie persone in giro per la città; ho pure dovuto risistemare il mio server, che aveva avuto un tracollo per il picco di traffico del sito dei Signori Rossi, pubblicizzato ieri sera a Report, che mi pregio di ospitare pro bono. Ho dormito un paio d’orette e poi via per l’altra faccia della politica: vestito grigio, cravatta gialla, ingresso in Sala Rossa con tanto di proclamazione ufficiale. Ma a me l’ipocrisia non piace e dunque mi sono tenuto un pezzo dalla notte: gli scarponcini da montagna e la polvere di Chiomonte hanno trionfato sulle sedie d’antan del consiglio comunale di Torino.

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Ma non avevo solo gli scarponi: mi sono portato anche la fotocamera, e ho fatto le mie prime riprese dai posti dei consiglieri. Immaginate la faccia delle decine di politici, portaborse, giornalisti e assistenti vari quando mi hanno chiamato e io, alzandomi, ho sollevato anche la fotocamera e gli ho fatto una bella carrellata. E’ un simbolo: la dimostrazione che vogliamo davvero portare trasparenza, e non quella addomesticata delle riprese ufficiali. Spero che il simbolo sarà capito, anche se i primi segnali non sono incoraggianti; il sindaco, finito un discorso paludato e con varie ipocrisie (vedi l’invito al dialogo perché “la forza di una maggioranza sta nel non appagarsi della sua autosufficienza”… proprio così, si vede bene a Chiomonte), si è tuffato dritto nel buffet insieme a tutti gli altri. E’ la prima volta che lascio perdere un buffet senza rimpianti.

Guerra al popolo No Tav?

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Questa mattina all'Unione Industriale Fassino, Saitta, Bonino e altri esponenti del mondo politico ed economico hanno gettato la maschera, - se ancora l'avevano - e hanno dichiarato apertamente guerra al popolo No Tav, invocando l'uso della forza contro i cittadini come in una qualsiasi dittatura sudamericana, non escludendo neanche il ricorso alla militarizzazione.

Noi consiglieri regionali e comunali di Torino e alcuni attivisti del moVimento 5 stelle, sebbene non invitati, ci siamo presentati per ribadire lo scandalo di uno spreco di denaro pubblico immane, consegnando a Fassino ben 1.200 euro in facsimile di banconote da 10 € marchiate No Tav, pari al costo di un centimetro di Tav, ma anche allo stipendio mensile di un operaio, a tre posti in asilo per un mese, all'assistenza domiciliare per un anziano - i servizi sociali che lo Stato taglia per finanziare il Tav.

Anche oggi non è stata fornita alcuna motivazione sensata per quest'opera, soltanto intimidazioni del potere feudale ai propri sudditi. Ma in democrazia una maggioranza non può negare ad alcun cittadino i propri diritti, quello alla salute, all'ambiente salubre, a una vita dignitosa, né può autorizzare il saccheggio delle casse pubbliche: soprattutto una maggioranza è eletta per rappresentare i cittadini di cui è dipendente e non padrone.

La resistenza a Chiomonte sarà come al solito nonviolenta, nonostante le strumentalizzazioni, ma sarà ferma e irriducibile. I violenti siedono in Sala Rossa, in Parlamento, nei media, sono le persone che negano i diritti dei cittadini ad un futuro vivibile, indebitando ognuno di noi di oltre 30 mila euro, e portando i propri proventi di attività mafiose nei paradisi fiscali, sono quelli che ordinano agli uomini delle Forze dell'Ordine, ridotte alla fame e a scortare le mignotte di palazzo, di caricare gli anziani e i bambini. L'unico risultato che otterranno sarà una mobilitazione sempre più ampia. La democrazia vuol dire questo. A sarà dura!

Il MoVimento 5 Stelle

Davide Bono
Fabrizio Biolè
Vittorio Bertola
Chiara Appendino

La motosega vien di notte

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Avete presente quei bei platani che contornano il parcheggio di Porta Nuova e le fermate degli autobus lungo via Sacchi? Bene, scordateveli, perché non ci sono più.

Davano fastidio al cantiere dei lavori per il parcheggio della nuova stazione-centro commerciale… Ovviamente, quando il progetto era stato presentato, i costruttori avevano garantito che gli alberi non sarebbero stati toccati; e altrettanto ovviamente il Comune è stato ben contento di approvare una “piccola variazione” al progetto in corso d’opera.

La scusa è pronta: gli alberi erano senz’altro malati. E’ una scusa che va di moda: un paio di settimane fa sono andato a un incontro del comitato Salvaitalia61, che si oppone al nuovo centro commerciale che il Comune vuole realizzare nel Palazzo del Lavoro, e che tra le altre cose comporterebbe l’abbattimento totale dei quasi 300 alberi che circondano l’edificio. Lì ci è stata mostrata la perizia che giustificava tale abbattimento, ed era veramente incredibile: lì c’erano dieci alberi che però erano irrimediabilmente malati, là ce n’erano degli altri che però erano troppo vicini al palazzo e dunque erano cresciuti male, lì ancora ce n’era uno che poveretto era fuori dal suo habitat naturale e dunque era meglio porre fine alle sue sofferenze… quasi trecento alberi, tutti malati!

Basta una sola cosa a dimostrare quanto sporca sia la coscienza delle lobby del cemento: anche in via Sacchi, come al presidio No Tav della Maddalena, il potere agisce di notte. Non hanno abbattuto gli alberi in pieno giorno, ma di notte, di modo che nessuno potesse organizzarsi per reagire prontamente, anzi quasi tutti gli abitanti non si sono accorti proprio di nulla. E poi parlano di democrazia.

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Nonostante i media non abbiano voluto dar riscontro alla notizia, forse proprio perché gli unici "politici" presenti che hanno aderito all'incontro eravamo noi del MoVimento 5 Stelle, mercoledì mattina abbiamo partecipato con molto interesse all'incontro "con i Politici e con i Giornalisti " organizzato dal comitato "Salviamo la Mole" .

Il comitato è nato con l'obiettivo di opporsi alla delibera della variante parziale 233 del Comune di Torino, impedendo la costruzione del palazzo previsto nella via Riberi-via Ferrari a 7 piani e di studiare e attuare le vie per farvi opposizione, comprese quelle legali. Oltre ad aver spiegato la nascita e gli sviluppi del progetto, alcuni membri del comitato hanno espresso la loro contrarietà anche nei confronti del progetto del palazzo a 5 piani al quale hanno fatto riferimento alcuni giornali negli ultimi giorni: "Hanno riproposto il vecchio progetto iniziale di una costruzione di 5 piani per la cui la Sopraintendenza stessa aveva già espresso parere negativo. E' una bufala per far calmare le acque" (http://salviamolamole.altervista.org/)

Già durante la campagna elettorale avevamo organizzato un piccolo presidio per manifestare la nostra posizione di contrarietà all'ennesima speculazione edilizia favorita da Chiamparino che oscurerà la vista della Mole Antonelliana dall'unico angolo dove essa è visibile per intero.

http://www.youtube.com/watch?v=b-ysgAS7w5A&feature=player_embedded

Continueremo quindi, sperando anche nel supporto del comitato, a monitorare la questione e cercheremo di sfruttare al meglio gli strumenti che avremo a disposizione per impedire questo scempio.

Una piccola nota polemica. Ci fa sorridere che La Stampa, nonostante abbia raccolto anche le nostre dichiarazioni, non ne abbia fatto cenno e nell'articolo abbia riportato in modo molto generico: "durante una riunione pubblica sotto il simbolo della città, a cui erano stati invitati politici di tutti i partiti, anche se pochi sono stati presenti (http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/404078/).

Forse scrivere che le altre forze politiche avevano disertato sarebbe stata la dimostrazione che gli unici vicini, anche nei fatti, alle istanze del territorio e dei cittadini siamo noi del Movimento 5 stelle...

Chiara Appendino
Francesco Attademo

Il "mostro" derivati sta resuscitando...?

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Nell'ultimo mese molti quotidiani hanno fatto riferimento ad una nuova bozza del regolamento che concerne l'utilizzo di derivati nelle Regioni, province e comuni. Il 19 Maggio il Ministero dell'economia ne ha negato l'esistenza, riferendo in una nota che l'unica bozza esistente è quella pubblicata a settembre 2009*.

Al di là delle tempistiche di attuazione, è evidente che ci si sta muovendo verso un nuovo sblocco dei contratti derivati, il cui blocco (senza autorizzazione governativa nessun ente locale era autorizzato a sottoscrivere tali contratti) era stato attuato nel 2008 in seguito agli effetti drastici di swap e altri strumenti finanziari simili sui i bilanci di moltissimi comuni e regioni italiane.

Ad aggravare la situazione il fatto che la nuova versione "non prevede più informazioni chiare e semplici utili a individuare i rischi del derivato; anzi, il nuovo sistema aumenterà probabilmente la confusione degli enti locali che, seppure subissati di informazioni, non avranno modo di capire molto dello strumento finanziario proposto dalle banche." **

Il problema sembrerebbe essere dovuto al passaggio da un approccio di valutazione dello strumento finanziario "risk-based", contenuto nella prima bozza e suggerito dalla Consob, ad un approccio "what-if", suggerito dall'Abi e sostenuto dai grandi gestori internazionali dei mercati dei derivati, metodo che risulterebbe essere molto meno comprensibile.

Sembrerebbe l'ennesima mossa attuata non solo per autorizzare gli enti pubblici a giocare nuovamente con la finanza speculativa,tra l'altro senza prima aver assestato un giusto percorso per estinguere i vecchi contratti in essere, ma anche per ridurre la trasparenza dell'attuale normativa.

Purtroppo molti comuni ed enti locali non se lo possono davvero permettere. Facendo riferimento alla situazione Torinese, dalla lettura della relazione previsionale programmatica 2010-2012, si evince che su 3,2 miliardi di euro vi sono ben 947 mln di nozionale composti da 25 contratti swap (contratti derivati il cui valore si basa sugli andamenti dei tassi di interesse), che corrispondono a quasi il 30% del debito. Facendo riferimento al Mark-to- Market, cioè il valore di mercato dei contratti al 31/12/2009, non possiamo sicuramente tirare un sospiro di sollievo poiché I 947 mln presentano una perdita potenziale di ben 125,1 mln di euro.

Ci auguriamo che, almeno in queste scelte, Fassino e il futuro assessore al bilancio non diano continuità alle politiche attuate dalla giunta Chiamparino.

Il Movimento 5 stelle, come già dichiarato nel programma, farà opposizione dura all'utilizzo di questi strumenti che ritiene strumenti di finanza speculativa, ai quali un ente pubblico non dovrebbe fare ricorso.

*(http://borsaitaliana.it.reuters.com/article/bondsNews/idITLDE74I1UL20110519).
**(http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2011-04-29/derivati-sblocco-meno-trasparente-064152.shtml?uuid=AaFGkmSD) .

Una risposta a Fassino sul Tav

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Il Movimento 5 Stelle di Torino vuole rilasciare una risposta alle dichiarazioni dell'onorevole sindaco Fassino e dell'onorevole semplice Esposito relative al teorico cantiere Tav di Chiomonte.

"Qualsiasi persona democratica - ha detto Vittorio Bertola, capogruppo eletto del Movimento al Comune di Torino - non puo' che condannare i disordini in Val Susa contro una popolazione che da anni si oppone a un colossale spreco di denaro pubblico e alla devastazione ambientale che esso comporterebbe."

"La violenza è quella di chi da anni invia migliaia di poliziotti a spese dei cittadini per perseguire un colossale appalto di interesse esclusivamente privato, militarizzando un'intera valle."

"La mia solidarietà - ha concluso Bertola - va alle povere pietre della Valsusa, e precisamente le 223, anzi 711, forse però 518 o anche 62.734 pietre che sono state tirate di qua e di là nelle dichiarazioni dei politici, evitando anche oggi, come da vent'anni, di discutere sulla domanda fondamentale: è veramente opportuno spendere 20 miliardi di euro per quest'opera?"

Il Movimento 5 Stelle attende peraltro di sapere dai candidati sindaco del centrosinistra - Pisapia, De Magistris e altri - se anche loro plaudano all'uso della forza militare per la realizzazione di grandi opere pubbliche: sarebbe una interessante informazione da fornire agli elettori del Movimento di cui in questi giorni corteggiano il voto!

Fassino, ti stiamo già con il fiato sul collo!

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Apprendiamo dai giornali che il neo eletto futuro sindaco Piero Fassino rinuncerà alla sua carica da parlamentare subito dopo l'insediamento, evitando così il doppio incarico.

Per gli italiani non cambierà molto. La produttività di Fassino in parlamento, come si evince dai dati di openopolis ad oggi (http://parlamento.openpolis.it/parlamentare/393), è tra le peggiori: 563esimo su 630 deputati, primo firmatario di una sola legge nell'ultima legislatura, presenze alle votazioni pari a 26,75% contro un valore medio del 77%.

Anche i costi di Fassino come parlamentare continueranno a gravare sulle tasche dei cittadini, poiché ha acquisito il diritto al vitalizio, avendo 17 anni alle spalle da parlamentare e già compiuto i sessantanni.

Una cosa, però, è certa e possiamo esserne tutti felici: avrà più tempo da dedicare a Torino e alle tematiche sulle quali si è impegnato durante le campagna elettorale.
Con piacere ricordiamo che, a 72 ore dall'apertura delle urne, Fassino si è dichiarato sostenitore dell'acqua pubblica (http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/politica/articolo/lstp/401759/).

Aspettiamo quindi con ansia di vedere, come dichiarato, le forze della sua coalizione dispiegarsi per fare campagna informativa sul referendum, come il MoVimento 5 stelle ha già iniziato a fare.

Anche oggi No Tav

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Le elezioni passano ma i problemi restano: rinviata a dopo il voto, partirà probabilmente a brevissimo la seconda battaglia del Tav.

Più di cinque anni fa, a Venaus, accadde la prima; incredibilmente, lo Stato italiano, schieratosi in forze per aprire il cantiere del primo tunnel, fu sconfitto da una gigantesca mobilitazione popolare, nonostante l’abbondante uso di violenza. Da allora in Valsusa non si sono fatti lavori degni di nota, a parte qualche carotaggio ad uso telecamere; anche se si è scoperto, nel silenzio dei giornali, che pure quell’appalto abortito era truccato. Nei prossimi giorni, alla Maddalena di Chiomonte, proveranno a riaprire il cantiere del primo tunnel.

Molto, però, è cambiato. Nel 2005 il movimento No Tav era derubricato a una piccola minoranza costituita solo da “montanari ignoranti che vogliono fermare il progresso” e “violenti dei centri sociali”; ora la cosa è ben diversa. In particolare a Torino, molti (me compreso) all’epoca sapevano solo ciò che leggevano sui giornali, e dunque credevano alla favola del progresso a suon di cemento e manganello. Oggi l’opposizione al Tav è molto più diffusa e molto più informata, anche fuori dalla valle; da questione (considerata come) di puro ordine pubblico, il Tav è diventato uno degli elementi più importanti della scena politica piemontese e chi ha toccato troppo il Tav, vedi Bresso, ha fatto politicamente una brutta fine.

Questa volta, a Chiomonte, ci sarà anche una sede ufficiale di un gruppo consiliare regionale, il nostro; vediamo se la buttano giù, con tutta la gravità politica che ciò comporterebbe. Questa volta la mobilitazione è anche a Torino, e proprio oggi pomeriggio, dalle 14:30 al municipio di Rivalta, partirà una grande manifestazione No Tav; e anche le strade della prima cintura, visti i nuovi progetti, sono piene di bandiere. Avrete letto che, se partiranno i lavori, i No Tav bloccheranno sabato prossimo la tappa del Giro d’Italia che attraversa la valle; ma questo non è corretto. Semplicemente, tutto sarà bloccato; l’intera valle sarà occupata da migliaia di persone che faranno resistenza pacifica contro le trivelle e le camionette della polizia, tutte le strade saranno piene di gente, nulla potrà passare, e quindi nemmeno il Giro.

Al di là delle numerose ragioni che rendono il Tav Torino-Lione un’opera inutile e dannosa, un semplice sacco delle casse pubbliche da 20 miliardi di euro, non si può pensare di costruire un’opera pubblica mandando l’esercito; in Libia forse, ma non in un paese democratico. E a Torino ancora pochi sanno davvero cosa comporterebbe quest’opera: un gigantesco cantiere che occuperebbe tutto il prato tra strada della Pronda e le Gru, con un flusso continuo di mezzi pesanti e di polveri a fianco di una scuola superiore, di un asilo e di centinaia di case. A Bologna varie case vicino al cantiere sono sprofondate, inagibili; e da noi vorrebbero (non si sa come) costruire anche una tangenziale tra il tunnel e la superficie.

Questa follia va fermata, e la fermeremo; contando che sempre più persone aprano gli occhi.

Incontro pubblico e marcia No Tav

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In questi giorni abbiamo ricevuto molto interesse e molte offerte di partecipazione al Movimento. Per questo motivo abbiamo organizzato un incontro pubblico nel quale chiunque potrà presentarsi, prendere contatto con i nuovi eletti e con i gruppi sul territorio, e segnalare questioni da affrontare. Vi aspettiamo dunque martedì 24 maggio alle 20:30 presso l'auditorium della Cascina Marchesa, corso Vercelli 141.

Ricordiamo inoltre che domani, sabato 21, si terrà una marcia No Tav da Rivalta a Rivoli, con partenza alle 14:30 dal Municipio di Rivalta, via Balma 5. Anche per difendere il territorio torinese e la zona di corso Marche, è importante essere in tanti: se non avete mai visto dal vivo una manifestazione No Tav, è una buona occasione.

Grazie e buona serata!

Movimento 5 Stelle Torino

Pronti, partenza...

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Sono stati giorni davvero intensi e pieni di emozioni.

Come ormai quasi tutti saprete, abbiamo ottenuto un ottimo risultato eleggendo 2 consiglieri in comune, Vittorio Bertola e la sottoscritta, e un consigliere in ciascuna circoscrizione.

E' bello ripensare a questi giorni e alla passata campagna elettorale, faticosa e divertente, ma è già ora di guardare avanti: dobbiamo darci tutti da fare per costruire una vera e propria rete di persone e competenze per riuscire a portare avanti le nostre istanze nelle circoscrizioni e in comune.

Come abbiamo ribadito molto spesso in questi ultimi mesi la cittadinanza attiva e la partecipazione sono fondamentali, ora possiamo davvero provare a metterle in atto.

Vi aspettiamo pertanto numerosi martedì 24 Maggio alle 20 presso la Cascina Marchesa in Corso Vercelli 141, Torino - sala Colonne

A presto,
Chiara

Grazie per questo risultato

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E' con grande gioia che possiamo confermarvi di avere ottenuto un grandissimo risultato, di cui hanno parlato tutti i media anche nazionali. A Torino il Movimento ha ottenuto il 5,3% come lista e il 5% come candidato sindaco - oltre 22.000 voti - superando persino il famoso "terzo polo" di Fini, Casini e Rutelli. Se consideriamo il grande numero di liste, i continui appelli al "voto utile" (utile a chi?) e i voti perduti per la presenza dell'ennesima lista patacca "GRILLO parlante" - oltre l'1% - il risultato è ancora più clamoroso.

Abbiamo dunque ottenuto due consiglieri comunali, Vittorio Bertola e Chiara Appendino, e un consigliere in ogni circoscrizione: Viviana Ferrero (circoscrizione 1), Serena Imbesi (2), Maura Paoli (3), Nicola Santoro (4), Antonino Iaria (5), Paolo Tkalez (6), Fabio Versaci (7), Claudio Di Stefano (8), Monica Amore (9), Luigi D'Alberti (10). Abbiamo così la possibilità di occuparci capillarmente dei problemi della città.

Vogliamo ringraziarvi tutti: questo risultato è stato ottenuto nonostante l'oscuramento da parte dei mezzi di comunicazione (quanto spazio ha dedicato La Stampa a Musy, e quanto a noi?) grazie a migliaia di persone che si sono attivate con il passaparola, convincendo gli amici e i conoscenti.

E' un risultato di tutti e noi sentiamo la responsabilità di sfruttarlo al meglio, portando avanti battaglie di pulizia e di trasparenza in Comune, sorvegliando l'operato del nuovo sindaco, e proponendo alla nuova maggioranza i punti del nostro programma, sperando che rubino un po' delle nostre tante idee. Non abbiamo pregiudizi né a favore né contro nessuno, sceglieremo come schierarci in base al programma per cui abbiamo chiesto il voto e in base al merito delle questioni.

Per poter lavorare efficacemente, però, abbiamo bisogno del vostro aiuto. Abbiamo bisogno non solo che ci segnaliate i problemi, ma che ognuno si faccia carico di un po' di lavoro sulle questioni che lo riguardano; una dozzina di persone da sole non possono occuparsi a fondo di tutti i problemi della città, ma possono sollevarli e portare avanti le soluzioni che ogni cittadino può elaborare. Questo è lo spirito del Movimento, speriamo di trasmettervelo ogni giorno; e senz'altro le porte sono aperte per chiunque voglia partecipare.

Grazie infinite per questa splendida emozione!

Grazie + Marco Travaglio a 5 Stelle

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La campagna elettorale è finita; prima ancora di conoscere i risultati, vorremmo semplicemente dirvi GRAZIE per l'incredibile affetto che ci avete testimoniato e per tutto l'aiuto che ci avete dato a farci conoscere e a portare nuove persone a votarci. Ancora in questi giorni, sul nostro sito www.movimentotorino.it resteranno a disposizione gli appelli al voto e le informazioni per i vostri amici indecisi. Chi vota Fassino vota la ganga!

http://www.movimentotorino.it/2011/05/chi-vota-fassino-vota-la-ganga.html

Vogliamo comunque festeggiare con voi questa lunga e bella avventura cominciata quasi un anno fa. Lunedi 16 a partire dalle 19.00 seguiremo lo spoglio elettorale presso il locale SHORTBUS in via Gaudenzio Ferrari 5 (sotto la Mole). I cittadini di Torino sono tutti invitati. VI ASPETTIAMO!


Marco TraVaglio "a 5 stelle"

In una intervista a Nuova Società, Marco Travaglio dichiara: "Mai come a Torino e mai come negli ultimi anni, destra e sinistra sono andate a coincidere... Penso che per non starmene a casa, visto che non mi appassiona lo scontro tra due facce della stessa medaglia, voterò la lista del movimento Cinque Stelle." Ne siamo lusingati e siamo certi che non si pentirà del suo voto!


COME SI VOTA

Come si vota? Sulla scheda azzurra fai una X sul nome del candidato a sindaco BERTOLA e fai un'altra X sul simbolo del MOVIMENTO ...e se conosci uno dei candidati scrivi il suo cognome nello spazio tratteggiato. Sulla scheda verde è sufficiente la croce sul simbolo. Occhio a cercare e suggerire il simbolo giusto, ci sono liste civetta! Se hai dei dubbi, in questa pagina trovi istruzioni di voto più dettagliate:

http://www.movimentotorino.it/come-si-vota.html

Il moVimento5stelle non riceve finanziamenti pubblici (vedi qui). Decidi tu se e come contribuire con una piccola donazione alle spese che abbiamo sostenuto in campagna elettorale e alle future attività cliccando qui:

http://www.movimentotorino.it/donazione.html

GRAZIE!

Chi vota Fassino vota la ganga

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Non mi piace parlare degli altri; sul nostro sito ci sono dozzine di ottime ragioni per votare per noi senza stare a guardare cosa fanno i partiti. Però, in questi giorni ricevo - oltre a tantissime, entusiastiche mail di sostegno - anche messaggi che mi dicono “in effetti voi siete molto meglio di Fassino, ma ho paura che se vi voto poi faccio un favore a Berlusconi”.

E allora vorrei dire due cose a chi ancora vorrebbe votare Fassino - non perché non voglia criticare anche Coppola, ma insomma è lì per perdere, nessuno che abbia un po’ di stima di se stesso può veramente votare Coppola, l’altro giorno ero in TV con un noto leghista e mi ha detto che non lo voterà nemmeno lui; chiedetevi anche perché in tutta la campagna elettorale Coppola non abbia mai attaccato Fassino su La Ganga.

Chi vota Fassino vota la ganga. E non solo perché appunto vota La Ganga, cioè un craxiano che patteggiò una condanna per tangenti ai tempi di Mani Pulite, ora candidato nel PD; e vota Quagliotti, il responsabile della campagna e del programma di Fassino, persona già coinvolta nello scandalo del 1983 che fece cadere la giunta Novelli e poi condannata per aver incassato una tangente dalla Fiat per conto del PCI.

Chi vota Fassino vota - come ha detto Travaglio - per tornare agli anni ‘80, per un sistema di potere basato sulla Fiat, sul Sanpaolo, sulle baronie, sull’uso dei fondi pubblici per appalti e per grandi e piccole facilitazioni in cambio del voto. A Torino non si fa un grande progetto se non ha una ricaduta economica nelle tasche di qualcuno, e l’eventuale bene comune è solo un effetto collaterale. A Torino l’informazione è controllata proprio come fa Berlusconi a livello nazionale (vedi la Rai e l’inceneritore).

Chi vota Fassino vota per la devastazione ambientale, per avere altro cemento, altri quartieri semivuoti al posto delle ex fabbriche e dei loro posti di lavoro, come quello approvato sottobanco mercoledì sull’Alenia: venduti come “un quartiere verde ed ecologico” ma poi di fatto una distesa di palazzine attorno a un centro commerciale e con un “parco” fatto di tre alberelli in mezzo al cemento; se non ci credete, fate un giro a Spina 3.

Chi vota Fassino vota per il precariato, per lo sfruttamento, per il modello Marchionne, per un Piemonte cinesizzato oppure abbandonato. Quanto lavoro stabile e dignitoso ha portato Chiamparino ai torinesi?

Chi vota SEL, IDV, o una delle altre liste del centrosinistra, alla fine vota Fassino. E mi fanno un po’ ridere quelli che dicono che si candidano lì “per cambiare la politica dall’interno”. Alcuni sono ben disposti ma ingenui, altri scelgono i partiti perché sotto sotto aspirano a una posizione di potere. Tutti però hanno sottoscritto un programma di coalizione che prevede inceneritore, cementificazioni, Tav, e i soliti regali; quello si sono impegnati a fare. Io capisco le differenze tra i vari partiti, ma alla fine, stringi stringi, i voti li portano a Fassino e alla conservazione, non al cambiamento.

E a chi dice che votare Movimento 5 Stelle disperde il voto, che favorisce Berlusconi, io dico una cosa chiara e semplice. Se qualcuno nel 2013 può battere Berlusconi, è uno di noi, un giovane dalla faccia pulita e dalle idee moderne, che si porti dietro la parte migliore di questo Paese, quella che da anni non va a votare o che continua a votare turandosi il naso. Ieri per Bersani in piazza Castello c’erano mille persone a dir tanto, pigiate per sembrare di più davanti alle telecamere; la grande alleanza Bersani-Fini-Vendola-Rutelli-Di Pietro-Casini non andrà mai da nessuna parte - perde, riperde, straperde. Sono loro a bloccare la possibilità di cacciare Berlusconi, non siamo noi; e lunedì sera questo sarà ancora più chiaro.

Chi ci vota non si tura il naso, chi ci vota è felice. Chi ci vota manda un segnale forte a tutti i partiti. Non c’è da aver paura, il risultato finale non è in discussione: perché c’è il doppio turno, e perché troppe persone ancora non ci conoscono, ancora credono ai giornali e alle televisioni. Questa è proprio un’occasione in cui gli elettori possono alzare la voce, possono dire basta. Chi non lo fa, scusatemi, è complice: e la smetta poi di lamentarsi per come va l’Italia.

Ditelo pure ai vostri amici incerti!

Torino, comune aperto...

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Ecco i nostri manifesti che fine fanno...coperti dai Moderati, da Coppola, da Fassino e anche dall'aristocratico Musy che per non sbagliarsi fa anche lui una lista civetta chiamata " Coppola"

Ma il rispetto delle istituzioni non è anche il diritto per tutti di presentarsi e farsi conoscere alle elezioni? Se già mentono, barano prima di entrare in comune a Torino come si fa a votarli? E' sotto gli occhi di tutti quello che sta succedendo, passate parola, la libertà di espressione è anche un manifesto con una sveglia, una stella che brilla, una scopa di saggina che ci invita al cambiamento.

Passate parola ditelo nei bar, nelle scuole, nei posti di lavoro, non possiamo continuare a subire e lamentarci...

Il Movimento siamo tutti e quello che tutti saremo in grado di costruirci dentro con un click serale, con una parola spesa, con un volantino distribuito, un manifesto attacchinato, un articolo scritto in fretta e male perchè sono gli ultimi giorni e si vorrebbe aver fatto di più aver lavorato ancora di più. Ma questo è un 'inizio non una fine, perchè non scompariremo nella tana del Comune, non ci imboscheremo nelle stanze dei bottoni, se riusciremo ad avere 2 consiglieri proclameremo "Torino comune aperto".

Con noi ci sarete tutti e tutti finalmente conteranno qualcosa.

Informazione e cenere

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È stata dura ma ce l’abbiamo fatta: questa sera il TGR Piemonte ha parlato di inceneritore, e non per riportare la solita propaganda.

La storia inizia quando lunedì sentiamo la Rai e ci dicono che, per par condicio, avremo un minuto di tempo sul TGR di martedì sera: “organizzate qualcosa”. Noi decidiamo che vogliamo parlare di inceneritore, e ci organizziamo per andare al Gerbido e fare anche qualcosa di visivamente carino: sollevare degli slogan con dei palloni, nell’area davanti all’impianto. Sopra trovate il nostro reportage su cosa abbiamo effettivamente fatto.

Come avete visto, a un certo punto è arrivata la troupe della Rai, che ha fatto un po’ di riprese e mi ha intervistato. Martedì sera abbiamo dunque acceso i televisori per vedere come eravamo belli in TV, abbiamo atteso il servizio e… niente. Sono passati tutti i candidati, persino quelli da 0,1%, ma non noi.

Allora abbiamo chiamato e ci hanno detto che c’era stato un disguido e che il servizio non aveva potuto andare in onda. Noi ci siamo arrabbiati e abbiamo detto che avremmo denunciato la cosa, e allora ci hanno promesso che l’avrebbero mandato mercoledì sera.

Mercoledì attendiamo fiduciosi, guardiamo il TGR e… ancora niente. Cominciamo a disperare; telefoniamo e ci dicono che il problema stavolta è che il responsabile con cui parliamo di solito si è ammalato, e dunque non si sono ricordati di mandare il servizio.

Minacciamo di montare un caso, con tanto di esposto al Corecom; e allora ci promettono un passaggio per stasera (giovedì). Oggi pomeriggio sono andato in Rai per registrare una tribuna elettorale, e ho orecchiato pure un po’ di battutine, qualcosa tipo “i grillini che si lamentano sempre che non li mandiamo in onda”. Ma noi non ci lamentiamo sempre, sono stati loro a dirci che ci toccava un minuto martedì sera ed è quantomeno strano che, dopo aver scoperto l’argomento della nostra manifestazione, improvvisamente il tutto sia sparito dagli schermi.

E infatti, stasera il servizio finalmente passa. Naturalmente viene introdotto con una serie di prese di distanza che nemmeno uno spazzino alle prese con siringhe infette: il giornalista (non ho rivisto il filmato ma penso di ricordare bene) dice che noi siamo andati a manifestare al “termovalorizzatore” (chiamarlo “inceneritore” è vietato) e racconta che il candidato Bertola parla di tecnologie che “a suo dire” permetterebbero di non costruire un’opera che “secondo lui” costerà 500 milioni di euro. Segue un pezzetto della mia dichiarazione, che trovate per intero nel nostro filmato.

E’ la trasformazione del fatto in opinione, l’altra faccia della trasformazione delle opinioni in fatti che Berlusconi ha insegnato all’intero sistema mediatico italiano.

Se non sapete bene perché un inceneritore è male e perché lo vogliono costruire lo stesso, potete leggere questa spiegazione dettagliata contro l’inceneritore del Gerbido; nel frattempo, io sono orgoglioso del fatto che, con tanta insistenza, solo grazie al fatto che siamo in par condicio, e nonostante le prese di distanza, per una sera sul TGR Piemonte si è parlato di inceneritore in termini non lusinghieri.

P.S. Per dirne un’altra: oggi, durante la registrazione della tribuna elettorale, un candidato minore ha cercato di farsi notare attaccando Fassino e menzionando La Ganga. Alla fine, Fassino si è alzato ed è corso dalla conduttrice e da tutti i funzionari Rai presenti, dicendo che la menzione di La Ganga doveva essere tagliata e non poteva andare in onda. Ecco, l’ho scritto pubblicamente: vediamo se domani (su Rai3 alle 15) la mandano oppure no?

Le mani sulla città: cemento al posto dell'Alenia

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Non sentirete molto parlare di questa vicenda incredibile, eppure è avvenuta davvero. Alla chetichella, a tre giorni dalle elezioni, i veri poteri di questa città hanno chiamato il loro amico Chiamparino e hanno fatto riconvocare d’urgenza il consiglio comunale per approvare l’ennesima speculazione edilizia.

Al posto dello stabilimento Alenia di corso Marche (i cui lavoratori dovrebbero essere trasferiti a Caselle, o almeno si spera, perché il relativo piano industriale non è ancora stato discusso, ma alla fine evidentemente i posti di lavoro sono meno importanti del cemento) arriverà dunque una colata di cemento con l’ennesimo grattacielo di 100 metri, l’ennesimo centro commerciale e l’ennesima distesa di palazzine che non si sa bene chi abiterà, ma che saranno utili al Comune per incassare oneri di urbanizzazione - che saranno subito bruciati per pagare le rate dei debiti contratti in questi anni, e poi si vedrà se e come pagare i servizi per il nuovo quartiere - e soprattutto ai costruttori per operazioni finanziarie con le banche amiche, indipendentemente dal fatto che restino vuoti.

In teoria, in questo periodo il consiglio comunale può essere convocato soltanto per questioni veramente urgenti. Eppure qualcuno deve aver sentito che il vento sta cambiando, e allora ha stuprato la democrazia e le istituzioni comunali per far passare l’ennesimo grande affare prima che qualcuno possa discuterne o informare i torinesi. Un affare oltretutto che è già assegnato a una società costruttrice veneta, in cui avrebbe interessi il solito gruppo Gavio, e che dunque non avrà ricadute nemmeno sulle aziende torinesi del settore.

Questa vicenda è vergognosa e dimostra come il centrosinistra sia caduto in basso, al servizio esclusivamente degli speculatori. Domani nessuno ne parlerà se non in toni trionfalistici, “l’ennesima riqualificazione urbanistica” con un bel rendering pieno di verde, ma fatta in realtà solo di cemento e supermercati. Gli unici che possono far conoscere le manovre dei Chiamparino e dei Fassino siamo noi. Passate parola.

Lettera a un amico che non sa più chi votare

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Vi preghiamo di condividere questa lettera con i vostri amici e conoscenti in questi ultimi giorni.

Caro amico,

Torino è la nostra città e ne siamo orgogliosi, ma l'orgoglio spesso impedisce di vedere bene i problemi. Torino è la città dei record per la disoccupazione giovanile (32%), per il debito (5700 euro a testa), per l'inquinamento, per i nuovi poveri. Un ciclo è finito ed è urgente ripartire con nuove idee e nuove energie, eppure la campagna elettorale si trascina stancamente.

Il centrosinistra e il centrodestra hanno le stesse posizioni su quasi tutto: sono d'accordo sul precariato, sul sì a Marchionne, sul TAV, sull'inceneritore, sulle privatizzazioni, sul cemento ovunque, su uno "sviluppo" basato su grandi eventi, grandi opere, grandi appalti, trascurando invece l'efficienza dei servizi, la manutenzione, l'ambiente urbano, la solidarietà, l'innovazione, la meritocrazia, le piccole cose che impattano sulla qualità della vita. L'unico argomento per votarli è la paura che l'altro sia peggio.

A differenza dello scorso anno, qui la vittoria di Fassino è sicura, al primo o al secondo turno. Eppure, contando sull'obbedienza dei torinesi o sulla loro astensione, Fassino può proporre un progetto stanco e mediocre, fare gli interessi di chi controlla questa città, e persino candidare un pregiudicato come La Ganga; e trovarsi una pensione d'oro dopo quarant'anni di politica.

Il Movimento 5 Stelle è l'unica vera alternativa, innanzi tutto culturale. Ha il programma più serio e approfondito, un candidato sindaco capace e moderno, la forza di decine di migliaia di elettori, la pulizia di chi non è coinvolto nel potere e vuole fare qualcosa per il bene comune, rinunciando ai soldi e ai privilegi. Per questo, in tutta onestà, il Movimento 5 Stelle merita il tuo voto.

Torino deve cambiare per non morire, per non veder fuggire i propri giovani migliori a cercar lavoro, e veder arrivare soltanto i più disperati. Votare al primo turno il Movimento 5 Stelle è un segnale forte per tutti i partiti, una richiesta di onestà, di serietà, di pulizia, e permette di portare in consiglio comunale dei giovani indipendenti e capaci. Al secondo turno ognuno farà come crede, ma intanto il messaggio sarà stato forte e chiaro: perché non possiamo permetterci altri cinque anni di tirare a campare.

P.S. Passa parola! Sul nostro sito www.movimentotorino.it trovi le informazioni su di noi, accettiamo commenti, critiche, suggerimenti. Per votarci è sufficiente prendere la scheda azzurra e fare una croce sul simbolo con la scritta MOVIMENTO e le cinque stelle gialle (occhio ai falsi), e un'altra croce accanto ad esso, sul candidato sindaco Vittorio Bertola; sulla scheda verde basta la croce sul simbolo. Grazie!

ARMI di DISTRAZIONE di MASSA

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Siamo a una settimana dal voto e Torino pullula di eventi: dalla Formula 1 al Giro D'Italia, passando per il raduno degli Alpini.
Non vi suona strana una concentrazione così fitta di eventi proprio negli ultimi due weekend antecedenti le elezioni, giorni cruciali per informare i cittadini dei propri programmi e delle proprie iniziative politiche?

La strategia a me sembra abbastanza chiara: lasciamo i cittadini disinformati, così voteranno il candidato più popolare...

Ma noi continuiamo a suon di incontri, gazebo e web ad informare i Torinesi su chi siamo e cosa vogliamo per una Torino a 5 stelle!

Distanze culturali

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Ieri mattina sono stato invitato al Teatro Colosseo, insieme agli altri candidati sindaco, a inaugurare la nuova edizione del progetto Bookrunning: un’attività collaterale al Salone del Libro (= finanziata da noi) che prevede la libera circolazione e scambio di libri tra chiunque voglia partecipare.

A me sembra una buona iniziativa, in una società che ha disperatamente bisogno di cultura; senza cultura non si può capire il mondo e senza capire si diventa schiavi. Ho dunque aderito di buon grado e ho pensato a che libro lasciare; di idee me ne sono venute molte, da In viaggio con Alex di Fabio Levi (la vita di Alexander Langer, uno dei pochi politici di cui varrebbe la pena di seguire le orme) a London: The Biography di Peter Ackroyd (ok, un saggio sull’urbanesimo di 800 pagine in inglese non era molto adatto, ma è veramente interessante). Però sin dal principio sapevo che il libro non poteva che essere questo:

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Alla Guida galattica per gli autostoppisti di Douglas Adams tengo talmente che non ho certo lasciato la mia copia ingiallita e consumata sin da ragazzino; ne ho comprata una nuova. Come ho scritto nella dedica, l’ho scelto “perché sotto un’apparenza leggera affronta con ironia i problemi esistenziali e sociali dell’umanità, e ci mostra prospettive inusuali con cui affrontare la diversità culturale e con cui accettare la casualità della vita.” E’ un riassunto molto crudo, e pensavo di raccontare di persona almeno l’inizio del libro, che incidentalmente parla proprio di cementificazione, burocrazia e arroganza del potere, solo… a modo suo. Pensavo di raccontare anche che la probabilità di essere raccolti entro trenta secondi da un’astronave dopo essere stati abbandonati nello spazio profondo è superiore persino a quella che ha una persona normale di diventare sindaco di Torino.

Sono arrivato lì e ho trovato già una distesa di libri pronti allo scambio: Pennac, Gramellini, Erri De Luca, Camilleri, Baricco, persino Stephen King. Come diversità culturale butta un po’ male, ho pensato; avrei proprio dovuto fare la gag che mi era venuta in mente e presentarmi con Cotto e mangiato di Benedetta Parodi. Fassino ha portato i libri di Aung San Suu Kyi per rimarcare che lui è stato in Birmania (anche se son sicuro che non avesse l’asciugamano) e Coppola non è proprio venuto, sostituito dall’altro Coppola che ha portato Cent’anni di solitudine. Bossuto ha portato un libro sul forte di Fenestrelle dove aveva scritto anche lui, Marra ha portato Rigoni Stern perché suo zio era alpino.

Il mio libro è stato accolto con un misto tra imbarazzo e derisione. Il giornalista Rai ha pensato che fosse un libro sulla mobilità sostenibile, per incentivare a usare di meno l’auto. Uno dei presenti ha supposto che fosse una guida turistica e che “galattica” fosse un modo di noi giovani per dire che era molto bella. Gli altri hanno pensato che fosse un romanzetto di fantascienza da leggere sotto l’ombrellone, non come loro che si dedicano a intellettuali come Camilleri e Baricco.

Raramente, insomma, ho potuto toccare con mano così bene la distanza culturale che separa la nostra generazione da quella che attualmente è al potere; e avere la conferma di come questa gente sia generalmente fuori dal mondo, provinciale e convinta di sapere già tutto - proprio l’atteggiamento che rende l’Italia così arretrata rispetto al resto del pianeta.

Comunque, il libro è stato debitamente registrato: e così, da qualche parte in giro per Torino potrete anche voi leggere la Guida galattica per gli autosoppisti di tal Douglas Adam

Recuperiamo Torino per i Cittadini

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Dopo una giornata di duro lavoro, al calar del sole, è sempre un piacere passeggiare sul lungo Dora, allietati dal lento e tenue rumore dell'acqua che scorre, tra verde, bambini che giocano e si rincorrono.
Il finale perfetto di una giornata, per rilassarsi in famiglia, passeggiando tra i viali alberati che costeggiano la Dora, magari fermandosi anche la sera per godere della frescura notturna dopo una calda giornata d'estate.

Si! Sarebbe bello se tutte le giornate finissero così!

Peccato che questo, per chi vive vicino il lungo Dora Firenze (e non solo), sia solo un sogno!
Nel muoversi lungo il viale, completamente abbandonato a se stesso, è necessario porre attenzione a dove si mettono i piedi per non rischiare di pestare deiezioni canine, che padroni maleducati hanno abbandonato a perenne ricordo del loro passaggio, bottiglie vuote di alcolici vari o siringhe abbandonate da chi la sera usa questi anfratti bui per drogarsi.

I Cittadini, residenti in zona Aurora, sono stanchi dello stato di abbandono in cui versano i marciapiedi della zona, stanchi di non potersi godere il loro quartiere e, diverse volte, hanno chiesto al Comune di Torino di intervenire per cercare di riportare un po' di decoro ma il Comune è stato perennemente sordo e assente alle loro istanze. Stesso discorso vale per la Provincia, vista la sua competenza per le aree demaniali costeggianti il fiume.

Dopo aver letto l'ennessimo articolo su La Stampa della denuncia inascoltata da parte dei Cittadini, abbiamo deciso di mettere in atto una ulteriore azione dimostrativa, facendo seguito al blitz di Via San Donato e del Centro Contabile San Paolo.

La sera del 20 aprile 2011, a partire dalle 21:30, dotati di scope, palette, tagliaerba, sacchi e bidoni di immondizia per la raccolta differenziata, siamo intervenuti per ripulire la zona nel tratto in vicinanza dell'angolo tra corso Giulio Cesare e lungo Dora Firenze.

Si è provveduto a differenziare tutti i rifiuti e si è resa nuovamente gradevole la zona.
Siamo consapevoli di non poter essere tutti i giorni ovunque a sopperire le deficienze comunali ma abbiamo voluto lanciare un messaggio forte: i piccoli problemi quotidiani, i più sentiti dai cittadini, possono risolversi se c'è la volontà politica di trovare una soluzione reale.
Purtroppo, come stiamo notando in questa campagna elettorale, ormai quasi agli sgoccioli, la volontà politica partitica è chiusa in vuoti slogan elettorali che, a partire dal prossimo 17 maggio, saranno nuovamente disattesi.

Noi non vogliamo fare vuote promesse, non chiediamo fiducia incondizionata per i prossimi 5 anni, chiediamo a tutti i cittadini di interessarsi ai problemi della circoscrizione e della città attivandosi in prima persona per cercare e trovare insieme una possibile soluzione.

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Le valli No -Tav hanno indetto da oggi la MOBILITAZIONE PERMANENTE per vigilare affinchè non partano i due cantieri previsti in località Maddalena , Chiomonte e in cintura tra Rivalta e Rivoli, passante ferroviario di corso Marche, con pesanti aggravi di cantieri e polveri su Rivoli.
Si inizierà con una marcia il 21 maggio da Rivalta a Rivoli e poi tutti i week-end alla Maddalena insieme a mangiare la polenta e vivere una giornata di volontariato civile.

Sappiamo che la tratta Torino Lione così come è stata concepita, è un'opera inutile, dannosa per l'ambiente , enormemente costosa.

Inutile perchè in realtà questo treno merci, Tac, treno ad alta capacità, non passerà mai, per tutti gli insuperabili problemi che quel tracciato presenta, e che diventerà il buco nero della nostra economia, per l'enorme sperpero di denaro pubblico.

Quando ho incominciato a frequentare il movimento No-Tav, ho capito che non era solo un treno che volevamo fermare ma era un sistema economico, basato sull'utilizzo di ingenti quantità di denaro pubblico presi a debito, per riempire attraverso la cascata degli appalti le tasche di pochi.

Venne il giudice Ferdinando Imposimato a cui la mafia uccise un fratello, a spiegarci come passando da una ditta all'altra con qualche ditta di impronta mafiosa in mezzo, i lavori perl'Alta Velocità si realizzano con poco più del 10 % del costo previsto e così non tenendo conto nè della qualità degli interventi nè delle condizioni di lavoro dei lavoratori.

Dicevo che ci siamo accorti che non era un treno... ma un modello di sviluppo diverso, quello che volevamo, basato sulle piccole opere utili, sulla innovazione, sulla economia verde ( green-economy) che danno lavoro, che creano vero lavoro.

Nei momenti più caldi della nostra lotta giravo per l'Italia e mi dicevano:"Resistete per noi", faceva piacere ne eri fiero, ma oggi vi dico RESISTIAMO tutti insieme, perchè quel sonno di un bambino possa avere un futuro, per potergli dire un giorno io almeno ci ho provato...

Perchè questa guerra non possiamo permetterci di perderla perchè rappresenta con l'intensità con la quale è stata combattuta, con la durata, di più di 10 anni, con le idee, le azioni, le manifestazioni, acquisto dei terreni per le trivellazioni da parte dei cittadini, giornali e libri pubblicati sull'argomento, un modello unico, un pezzo di storia che tutti un giorno ci onoreremo di aver combattuto, o ci vergogneremo di non aver combattuto.

Il mio discorso da candidato sindaco

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A costo di stare alzato tutta la notte, ho voluto montare per benino il filmato del mio intervento di sabato in piazza Castello. L’ho voluto fare perché molti mi hanno detto che, in un quarto d’ora, riassume bene la diversità del Movimento 5 Stelle rispetto a tutto il resto; e che basta sentirci parlare per un po’ per convincersi a votarci. E allora ve lo metto a disposizione, fatelo vedere a chi volete.

Vorrei però raccontarvi un piccolo retroscena: per quanto io abbia ormai una certa abitudine a parlare in pubblico, parlare davanti a una folla del genere non è affatto facile. Richiede una discreta dose di incoscienza, specialmente per le persone non troppo sicure di sé. Ho deciso cosa dire, e steso la scaletta del discorso, la notte precedente tra mezzanotte e le due; in mattinata, tra varie cose, ho provato un po’ di volte ad esporlo, senza grande successo. Quando è venuta l’ora di raggiungere la piazza, ho assaporato la paura; ho cominciato a pensare che avrei potuto fare davvero una figuraccia, e rovinare il lavoro di tanti mesi e di tante persone.

Ho tergiversato fin che è stato possibile, sono uscito all’ultimo, sono arrivato in piazza verso le 15 (avevo appuntamento allora con dei giornalisti). Alle 16 mi sono chiuso in un angolo di piazzetta Reale e ho provato di nuovo ad esporre il discorso; niente, non veniva, la tensione era alta, il cervello perdeva la concentrazione e volava altrove. Alle 16:45 mi ha chiamato l’assistente di Beppe per dire che stavano arrivando, e ho dovuto seguire la troupe della Rai, poi guidare Beppe verso il palco, accompagnarlo nella ressa. In un attimo mi sono trovato là sopra, e mi sono goduto poco i vari interventi. A un certo punto speravo che i candidati si moltiplicassero, che diventassero decine, centinaia, in modo che il mio turno si rimandasse all’infinito.

E infine è arrivato, non c’era più nessuno, Beppe ha iniziato a presentarmi, e io non riuscivo a pensare a niente; ho cominciato a ripetere mentalmente come un mantra le prime parole del discorso, il “my name is Cocciolone” che si arrende alla prigionia sul palco. E proprio allora, Beppe ha sbagliato l’accento del mio cognome. E’ lì che si è rivelata tutta l’ironia di questa situazione, di una persona normale - tanto normale che nessuno sa come si chiama - proiettata su un palco, con mezza città che si aspettava da lei qualcosa di intelligente. Dentro di me mi sono messo a ridere, e ho iniziato prendendo in giro Beppe (ne converrete, ci vuole una certa incoscienza). Sul palco hanno riso, sotto il palco hanno riso. La piazza ha cominciato ad applaudire, mi ha dato coraggio, e di lì è stata in discesa (grazie).

Non pensate, insomma, che le cose vengano facili; in tutto c’è preparazione, c’è studio, c’è impegno, c’è sofferenza. Ma quando poi va bene, c’è anche una gioia, una soddisfazione che vale tutto questo.

Il pantano

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Orti_urbani_1.jpgMi chiedo spesso come usciremo da questo pantano, una situazione economica nella quale il potere finanziario ha prima preso il controllo, poi perso il controllo.

Mi domando se noi, nel nostro piccolo, con il nostro modesto intervento potremo modificare qualcosa.

E infine se intervenendo subito ci sia ancora qualche possibilità di farcela .

In Torino, nel quartiere di SanSalvario, quartiere a ridosso della stazione ferroviaria pesantemente segnato dal problema immigrazione, si sta sviluppando in modo spontaneo un progetto di micro economia: una rete di gruppi GAS dai nomi appassionati, SanSalvagas, Sansalvè, Gasomai, Gasato, PKK, oltre alla banca del tempo, baratto di ore di competenza tra cittadini, economia solidale, e un punto di aggregazione di tutte queste esperienze nella Casa Del Quartiere.

Realizzare gruppi di acquisto non ha solo valenza sociale, ma è soprattutto la creazione e lo sviluppo di un'economia alternativa, lo stimolo all'agricoltura km.0, nuove aziende agricole che rispondendo solo al compratore, potranno soddisfarne le esigenze di biologico vero.
Si potrebbe arrivare all'adozione dei campi , coltivati apposta per i consumatori, agli orti urbani sulla collina torinese, alle cassette di verdura, frutta recapitati nelle Case del Quartiere, riutilizzando gli edifici comunali in disuso.

Il trionfo dei piccoli interventi contro le grandi opere inutili, l'economia solidale in alternativa alla grande distribuzione, non sono mete irrealizzabili e anzi necessitano dell'azione dei soli cittadini per poter partire e consolidarsi.

Unire semplicemente il consumo con la social-economy con la green-economy , una visione nuova con piccoli gesti quotidiani. Se non vogliamo subire questa crisi questa è la strada, perchè il cambiamento non partirà dal vertice che tende a mantenere la posizione di privilegio, ma da noi, grande maggioranza silenziosa, che di questa situazione economica pagheremo il prezzo più alto.


L'unica ricetta per il lavoro

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Imaggio2011.jpg

Ieri mattina siamo andati al tradizionale corteo del Primo Maggio: in un momento in cui i diritti dei lavoratori sono sotto attacco e in cui la stessa festa dei lavoratori rischiava di essere travolta dalla contemporanea overdose mediatica di Papa polacco, ci sembrava ancora più doveroso esserci.

A metà corteo, abbiamo incrociato la troupe della Rai che ne ha approfittato per chiedermi una dichiarazione. Ho esposto circa quindici secondi di pensiero su lavoro e diritti, e mi hanno detto “è troppo lungo, puoi farne una più breve?”. Così ne ho rifatta una versione da dieci secondi (ormai espongo a macchinetta in base alle richieste). Se vi siete chiesti perché nelle interviste parlo così veloce, ora sapete perché; certo che poi la sera, guardando il TGR, abbiamo visto che Fassino e Coppola hanno avuto un minuto abbondante a testa, Musy (che non era nemmeno al corteo, l’hanno intervistato apposta la sera prima) e Bossuto trenta secondi, e a noi ci han fatto penare quei dieci. D’altra parte in passato non ci menzionavano proprio, e dunque già abbiamo fatto un passo avanti.

Sul blog, comunque, non ho limiti di spazio, e allora volevo ribadire brevemente una cosa che ho detto anche sabato in piazza. Il lavoro, nei paesi sviluppati, non si crea certo tagliando i diritti, a meno che non vogliamo diventare il retrobottega povero della Cina; si crea invece tramite l’innovazione, puntando su settori ad alto valore aggiunto, che possono essere Internet e l’ICT, le nuove forme di mobilità (con la tradizione che abbiamo…), le energie rinnovabili, e tutto ciò che serve a una società che deve riorganizzarsi profondamente per essere sostenibile.

Questo discorso ve lo fanno tutti, pure Fassino; quello che però non vi dicono è che c’è una seconda parte che viene regolarmente omessa.

Infatti, se voi andate a vedere come sono nate le grandi aziende innovative degli ultimi anni, scoprite che Google è stata creata da due persone di 25 anni, Facebook da un ragazzo di 20, Napster e il peer-to-peer musicale da uno di 18. Perché, con tutto il rispetto per le altre età della vita, che offrono altre qualità, per innovare bisogna essere giovani (anche se quel che conta è la mentalità, che non necessariamente coincide con l’età anagrafica: uno come Coppola è vecchio dentro).

In una società come la nostra, in cui si è considerati “giovani” fino a cinquant’anni e fino a tale età è quasi impossibile avere posizioni di responsabilità, ottenere fiducia e fondi per creare qualcosa, avere ascolto e credito dagli altri, per non parlare di un minimo di stabilità e fiducia nel futuro senza le quali la propensione al rischio crolla per forza, è chiaro che non c’è innovazione: e dunque è chiaro che non c’è lavoro.

Questo perché le energie, che pure a Torino ci sono in abbondanza, sono bloccate da una classe dirigente anziana e fuori dal tempo, che teme di perdere i propri privilegi, e che al massimo si limita a piazzare i propri figli per raccomandazione; perché quel poco di spazio che è dato ai giovani non è assegnato per merito, ma per conoscenza. E qui entra in gioco la meritocrazia, un altro elemento fondamentale, che non deve servire a discriminare o a negare a tutti la possibilità di vivere dignitosamente, ma che è necessario perché le energie e le risorse spese in nuovi progetti siano affidate a persone capaci e dunque diano dei risultati.

Per questo noi diciamo che siamo gli unici che possono dare a questa città una speranza anche nel campo del lavoro: perché abbiamo le capacità, le energie e il profilo per rovesciare questo meccanismo.

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