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Una giornata da ricordare

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Oggi, piazza Castello.

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P.S. Ovviamente sui siti torinesi di Repubblica e Stampa non c’è nemmeno mezza riga - in compenso Repubblica riporta una partita di ping pong tra Fassino e Coppola. Ma appena sono arrivato lì da loro Fassino mi ha fermato e mi ha chiesto: “allora com’è andata, quanta gente c’era?”.

Questa mattina abbiamo presidiato l'angolo tra Piazza Vittorio e lungo Po Diaz per porre all'attenzione della Giunta Comunale le nostre perplessità in merito all'intervento sul manto stradale effettuato d'urgenza in Lungo Po Diaz.
Tutto è nato dall'esigenza di garantire alla Redbull un asfalto da Formula 1 sufficientemente di qualità, poiché il 30 Aprile a Torino, durante un loro evento si esibirà su strada, a tutta velocità, la monoposto della suddetta scuderia. L'autovettura effettuerà un circuito speciale che partirà da Piazza Vittorio e raggiungerà Largo Cairoli, costeggiando il Po.

A fronte di questa esigenza il Comune è intervenuto, con grande urgenza e bloccando di fatto il traffico per due settimane, riasfaltando lungo Po Diaz, esclusivamente nel tratto che sarà percorso dal mezzo di Formula 1, tralasciando le zone limitrofe in cui continuano ad essere presenti buche sul manto stradale.
Il dubbio ci è sorto spontaneo: per riasfaltare una strada nei propri quartieri, i cittadini sono costretti ad organizzare un grande evento di Formula 1? E quali sono le reali priorità con cui questo genere di interventi vengono pianificati alla luce del fatto che moltissime strade, anche di maggior importanza in termini di flussi di traffico, quali Corso Francia e Corso Lecce, continuano a versare in condizioni pessime da moltissimo tempo, generando di fatto un pericolo per chi le percorre?

Succede nei paesi poveri del mondo dove una consistente parte della popolazione è considerata sub-umanità, è troppo povera e indigente per votare e per contare qualcosa. Ombre della società che non hanno voce nè diritti.

Ma anche in Italia la tendenza è questa e riguarda strati sempre più ampi di popolazione.

Dopo il monopolio mediatico del berlusconismo, la vergognosa genuflessione della sinistra al potere economico, nessuno rappresenta i cittadini e la loro voce si perde in una rete internet tanto attiva quanto riservata agli informatizzati.

La casta dei politici si arrocca nei suoi privilegi, emergono quotidianamente sacche di nuovi poveri, disoccupati, precari, licenziati, la paura dell'incapacità di gestire la quotidianità fa chiudere gli occhi sul futuro e prima di tutto sulla politica.

Oggi pubblicate dal quotidiano La Stampa le affermazioni di Berlusconi ci chiariscono la situazione : «Siamo assolutamente convinti che l'energia nucleare sia il futuro per tutto il mondo, tutta colpa del disastro di Fukushima, un «accadimento» che «ha spaventato ulteriormente i nostri cittadini. Se fossimo andati oggi al referendum, non avremmo avuto il nucleare in Italia per tanti anni. Per questo abbiamo deciso di adottare la moratoria, per chiarire la situazione giapponese e tornare tra due anni a un'opinione pubblica più favorevole e conscia della necessità nucleare».

Ora noi non siamo bambini e le parole rassicuranti del "papi" lombardo mi preoccupano perchè i cittadini sono considerati solo "gente", non possono decidere su scelte fondamentali quali la privatizzazione dell'acqua e ancor più la realizzazione di pericolose centrali nucleari e depositi di scorie vicino a casa propria.

Ma se ci faranno saltare i referendum avremo ancora prima uno strumento per poter far valere la nostra capacità di giudizio e la forza di dire la nostra opinione: le elezioni comunali.

E questa volta smettiamola di tapparci il naso, mandiamoli a casa tutti e riproviamo con una politica dal basso, l'astensionismo dal voto sarà il nostro peggior nemico e il loro migliore alleato.

Viviana Ferrero detta vivi rosso
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Liberiamoci dalla televisione

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Ieri mattina, per festeggiare il 25 aprile, siamo andati davanti alla Rai e ci siamo liberati di un po’ di vecchi televisori. Certo, lo so che la manifestazione davanti alla Rai non è un’idea molto originale (in compenso ci hanno detto che nessuno gli aveva mai portato dei televisori) ma queste esibizioni sono comunque l’unico modo che abbiamo per ottenere un po’ di spazio sui media ufficiali.

Altrimenti, su di noi cala, se non il silenzio, una disattenzione che ci relega allo status di comparse; si veda ad esempio La Stampa, che dedica ogni giorno articoli e paginate a Fassino, Coppola e Musy ma che non ritiene di dover presentare il candidato del Movimento 5 Stelle con altro che un trafiletto infilato a panino tra i candidati folkloristici; eppure la differenza di voti tra noi e il “terzo polo” è piuttosto limitata persino secondo i sondaggi commissionati dagli stessi partiti (quelli che l’anno scorso ci davano all’1% scarso, poi abbiamo preso il quadruplo).

Un’alternativa c’è: è la rete, dove l’informazione va verificata in cerca di bufale, ma dove è anche molto più libera e completa. E allora buttate i televisori e accendete i computer.

P.S. Prima che ce lo chiediate: dato che non se li sono presi, abbiamo caricato i televisori e li abbiamo portati a un ecocentro.

Addio Fukushima

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Alla fine, il governo giapponese ha ceduto e ha deciso di proclamare una zona proibita permanente, nel raggio di venti chilometri dalla centrale nucleare di Fukushima. Quell’area sarà persa per sempre, almeno rispetto ai tempi delle generazioni umane; e cominciano i drammi di chi ha perso tutto e dovrà ricominciare altrove; agli ex abitanti della zona sarà concesso un massimo di cinque ore per rientrare in casa, salvare il salvabile (da capire quanto radioattivo) e dire addio definitivamente ai propri luoghi.

Per gli anziani di quella zona rurale perdere la terra dove hanno vissuto è un dramma insuperabile; anche per i giovani, ricominciare da zero da un’altra parte non è certo facile. Ho visto le riprese di scene del genere in Cina, durante l’evacuazione definitiva dei villaggi e delle città sullo Yangtze (una di un milione di abitanti) che sono stati sommersi per sempre dall’attivazione della diga delle Tre Gole; e sono scene strazianti. Ma quando questo avviene a sorpresa, senza preparazione, per la superbia degli uomini nel pensarsi superiori alla natura, è ancora più devastante.

I giapponesi sono abituati a subire; vivono in gran parte in città alienanti, con una densità di persone e di cemento superiore anche alla nostra. D’altra parte, per mantenere una popolazione così grande in un territorio così piccolo - sono il doppio di noi in un territorio di poco più grande, e di cui tre quarti sono montagne - è necessario pigiarla in condizioni disumane, totalmente artificiali; e per mantenere tali condizioni serve una quantità smodata di energia, perché senza trasporti il cibo non arriverebbe, senza ascensori non sarebbe possibile avere edifici alti, senza condizionatori sarebbe impossibile reggere le estati afose in mezzo a tanto cemento, e tutto questo parlando solo delle necessità basilari per la vita - cibo, casa, clima - senza cominciare nemmeno ad affrontare il tema delle attività umane e dell’economia.

L’approvvigionamento energetico, insieme a quello alimentare, è una delle due questioni strategiche più importanti sull’agenda dell’umanità. Il nucleare poteva apparire una scorciatoia; non lo è, non solo per i rischi, ma perché dipende dalla disponibilità di minerali che, se usati a questo scopo, sono stimati in esaurimento entro qualche decina d’anni. E’ chiaro che, a fronte di una popolazione mondiale che continua a crescere esponenzialmente, l’energia o è rinnovabile o non è sostenibile.

Certo, c’è da chiedersi quale sia il massimo di popolazione che, pure in condizioni artificiali, il nostro pianeta potrà sostenere; perché è assolutamente certo che ci sia un massimo, e che quando ci arriveremo vicini la natura, da sola, si organizzerà per ammazzarci come mosche, e riportarci ad una quantità accettabile.


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LA NOSTRA SALUTE parte prima di una storia a puntate.

La città di Torino è azionista al 95,0756% di TRM, acronimo per Trattamento Rifiuti Metropolitani. ( dato TRM)

Questa e' la società che costruirà l'inceneritore più grande del Piemonte al confine sud, sud-ovest con la città più popolosa del Piemonte: Torino.

Per renderlo gradevole all'udito è stato chiamato Termovalorizzatore termine che non esiste, perchè ogni inceneritore per legge include il recupero energetico, noi infatti preferiamo chiamarlo "cancrovalorizzatore".

La conformazione geo-morfologica di Torino tende a trattenere lo smog, tanto che a metà febbraio avevamo già finito i 35 sforamenti rilevati di polveri PM10 che ci consente l'Unione Europea in un anno, dopodichè ci sanziona.

La nostra situazione sarà quindi aggravata dai venti dominanti che spirano dall'inceneritore sulla città e che porteranno con sè polveri molto sottili e molto pericolose.

L'incenerimento è un vecchio sistema , ma non può certo essere proposto come rimedio per rifiuti altamente tecnologici come sono quelli di risulta chiamati "non recuperabili " della raccolta differenziata.

Se infatti ci pensiamo attentamente i materiali raccolti separatamente, carta, plastiche riciclabili, alluminio, vetro, sono risorse che poi vengono cedute alle varie ditte che si occupano di riciclare.

L'inceneritore produce il 30% di scorie tossiche che non sono più riutilizzabili e quindi non esclude comunque la discarica.

Tutto questo premesso spendere 500 milioni di euro per costruire un impianto che brucia, ci può far pensare che sia una scelta economica almeno da valutare in quanto si tratta solo di una riduzione del loro volume ma non di una soluzione al problema rifiuto.Quello che manca del loro volume infatti verrà mandato in aria e saranno i torinesi respirando che faranno da filtro a questa combustione, la ricaduta diretta delle polveri poi interesserà 2 università e 3 ospedali.

Ora esiste un'oncologa, Patrizia Gentilini, che appartiene all'associazione Medici per l'ambiente che gira con coraggio l'Italia denunciando i rischi per la salute degli inceneritori.Vi posto alcuni filmati che spiegano in modo chiaro quali e quati problemi si creeranno con l'accensione dell'inceneritore. Prevenire è meglio di curare... quanto tempo della nostra vita passiamo a curarci ? Passiamo anche un po' di tempo ad informarci e difendere il nostro futuro.

http://www.youtube.com/watch?v=exYiYabLtEw

http://www.youtube.com/watch?v=dEMI8yY_cbY

Salviamo la Mole!

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Abbiamo appreso dalla stampa dell'ennesimo scempio speculativo che dovrebbe aiutarci a ripianare i debiti che il comune di Torino ha contratto a causa di una gestione delle casse comunali poco orientata al lungo termine.
Dopo l'area Nord di Torino, con la variante 200, e l'area Sud, con Piazza Bengasi, adesso si attacca il monumento simbolo della città, la Mole Antonelliana.
Il comune ha dato un primo consenso alla demolizione e ricostruzione di un palazzo che creerà una barriera visiva al monumento visto da terra, peggiorando le condizioni di luce dei palazzi limitrofi.
Per questo motivo, il MoVimento 5 Stelle ha invitato tutti i cittadini ad affrettarsi a fotografare la Mole, prima che il Comune di Torino faccia partire l'ennesima speculazione edilizia.
L'iniziativa dal titolo "Torino, la ricorderemo così" è si ì svolta Giovedì 14 aprile dalle ore 12.00 alle ore 14.00.


Quel verde che mi piace , che ci piace tanto...

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In questi giorni il Parco del Valentino è pieno, stracolmo di persone che arrivano lì in bicicletta, col cane, si fermano per fare un pic-nic, o semplicemente per sdraiarsi al sole. Ogni spazio è occupato, c'è chi si mette in costume, chi dorme col cane, chi studia e chi si allena a fare il giocoliere. Il parco si affaccia sul fiume ed è fresco anche grazie ai tanti alberi che sono un po' il polmone della città. I ragazzi seduti sull'erba sono la testimonianza più forte che ci è necessario il contatto con la natura, il grounding, termine inglese che deriva da ground, terreno, per indicare un buon contatto con il suolo .

Lo psicanalista americano Alexander Lowen, fondatore dell'analisi bioenergetica teorizzava negli anni settanta che l'uomo per vivere in armonia deve riappropriarsi della capacità di governare le parti del corpo più vicine alla terra, spostando il proprio baricentro all'altezza dell'addome. Con il grounding ci si riappropria della capacità di governare le parti del corpo più vicine alla terra, ricominciando a controllare i flussi di energia.

Ora in una bellissima domenica di aprile nessuno si poneva il problema dei flussi di energia o del grounding ma si respirava veramente un'aria diversa, e allora mi sono domandata perchè solo in centro abbiamo parchi così belli mentre le periferie e determinati quartieri sono stati completamente cementificati? Perchè le case del centro continuano ad aumentare di valore mentre il mercato delle case di periferia si è ridotto? Ma allora il verde ha un grande valore per la collettività e chi costruisce, arricchendosi, usando cubature riportate o riuscendo ad ottenere indici di cubatura elevati a scapito di terreno destinato a parco ci sta derubando tutti?

Penso anche al grattacielo che sta costruendo il San Paolo vicino al Tribunale Nuovo che con il grande cono d'ombra oscurerà dal sole il parco pubblico retrostante.

Sono riflessioni ad alta voce, ma anche al verde bisogna dare voce perchè è patrimonio di tutti perchè lo dobbiamo esigere come clausola prima di costruire , perchè deve essere vero verde con veri alberi, non cespugli perchè ci sono sotto i garage e la terra è riportata.

Vogliamo un Valentino 2 e un Valentino 3, ma soprattutto vogliamo che si smetta di cercare di farci credere che la modernità sia un mondo senza verde, senza alberi, senza fiori fatta di acciaio, di cemento e di fredda pietra.

Il business di ammazzare la gente

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Ieri sera è finalmente arrivata la sentenza sul caso Thyssen-Krupp; ed è una sentenza storica, quella in cui speravamo in molti, ma che ci aspettavamo in pochi. Eppure è tutt’altro che immotivata.

Infatti, se - come pare confermato dalla sentenza - l’azienda ha coscientemente cominciato a smantellare o smesso di mantenere gli impianti di sicurezza in quanto pianificava di chiudere lo stabilimento a breve, pur conoscendo benissimo il rischio, c’è stata una volontà esplicita e cosciente (non una semplice sottovalutazione del rischio) di mettere in pericolo la vita degli operai; e dunque non è un omicidio colposo, ma volontario.

Che un’azienda si comporti così non mi stupisce; ormai è considerato normale calcolare i morti nei business plan. Le perdite di vite umane sono considerate danni collaterali necessari allo “sviluppo” e all’economia, quantificate a priori e “risolte” con una assicurazione o uno stanziamento preventivo di fondi per pagare i risarcimenti ai parenti dei defunti. Non vale certo solo per i privati; è lo stesso calcolo che hanno fatto Chiamparino e soci, con tanto di studio del Politecnico, per autorizzare l’inceneritore del Gerbido. Uccidere un po’ di gente e poi “ripagarla” costa meno e dunque, cinicamente, si fa così; ed è proprio per questo che il carcere duro ai dirigenti d’azienda e ai sindaci cancerofili è l’unico deterrente possibile.

Ora si dice che una sentenza così dura farà chiudere le aziende, farà scappare gli imprenditori stranieri. Lo si dice sempre, ogni volta che si chiede al capitalismo una responsabilità anche minima; del resto l’unico modo in cui buona parte degli italiani concepiscono il fare impresa è quello di fare ciò che gli pare: non pagare le tasse, trattare i lavoratori come carta igienica, corrompere politici e giudici, violare qualsiasi normativa ambientale. Di imprenditori così non abbiamo bisogno, e ve lo dice una persona che nella sua vita ha fondato sei aziende; fare impresa in modo normale, insieme ai propri dipendenti invece che contro di loro, non solo si può, ma è l’unico modo che può funzionare in un sistema economico sviluppato, in cui il capitale che fa davvero la differenza per il successo delle aziende è solo quello umano.

L’alternativa è diventare non la Cina, ma il retrobottega schiavizzato della Cina; poveri, sfruttati e vittime sacrificali di una idea malata di progresso.

Tutti colpevoli, sistema sbagliato

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La nostra iniziativa del funerale ai partiti ha suscitato in rete una discreta discussione… nonché il pietoso tentativo di imitazione da parte di Coppola, che si è presentato con sei persone sei (alcuni pare fossero pure dipendenti pubblici in quota PDL, in orario di ufficio) sotto il Municipio, a fare il funerale al PD per i tagli alla cultura di Chiamparino (non vi sfuggirà il fatto che Coppola è anche assessore alla cultura e che la posta in palio sono i voti di un settore che vive di fondi pubblici, in buona parte distribuiti con logiche clientelari, quindi chi promette di spargere più soldi pensa di prendere più voti). Naturalmente La Stampa ha dedicato mezza pagina ai sette amici di Coppola e zero (a parte una fotogallery online) alle centinaia di persone che hanno deposto i fiori sulle nostre lapidi, ma chissà come mai la cosa non mi sorprende.

Comunque, un tizio sconosciuto che su Facebook si presenta come “Il più giovane candidato della storia repubblicana (Veltroni dixit) alle primarie [PD] del 2007″… ok, no, non smettete di leggere, dai. Dicevo, questo tizio che si chiama Lorenzo De Cicco e sfrutta per il suo blog l’hosting gratuito del Fatto Quotidiano (ho almeno cinque o sei amici che lo usano, mi dicono che va bene, costa pure meno di Aruba) ha fatto un post sulla nostra iniziativa delle lapidi ai partiti, accusandoci di essere dei nemici della Costituzione (va di moda, ce l’hanno detto pure quelli di IDV) perché critichiamo i partiti, e di conseguenza di fare il gioco di Berlusconi promuovendo l’idea che “sono tutti uguali” e che, come diceva Craxi, “sono tutti colpevoli dunque nessuno è colpevole”.

Ciò mi concede l’opportunità di chiarire meglio un punto importante. Io non penso che tutti i partiti siano uguali, ci sono differenze importanti in termini di temi, di storia, di posizioni. Tutti i partiti, però, fanno parte coscientemente di un sistema politico in cui hanno perso la propria funzione costituzionale, e si sono trasformati in comitati d’affari. Questo perché il fatto stesso di mettere in piedi una organizzazione di politici professionisti, che vive di consenso ottenuto tramite i mezzi di comunicazione di massa, ha costi enormi; e gli unici modi che possono avere i partiti di sostenere questi costi sono due: vendersi o rubare.

C’è dunque chi si vende agli interessi di questo o quel potentato economico (appaltatori, cementificatori, petrolieri, nuclearisti, lobby varie…), facendosi finanziare in cambio le campagne elettorali; e chi ruba, non necessariamente con le mazzette, ma anche assegnandosi “rimborsi elettorali”, “contributi pubblici alla stampa”, stipendi e benefit fuori dal mondo, o utilizzando le strutture pubbliche per assumere e sistemare persone in cambio del loro voto. Più spesso, i partiti fanno entrambe le cose.

Questo ci porta a dire che “tutti colpevoli, sistema sbagliato”: è la forma partito che è morta, perché è economicamente insostenibile. E’ la politica fatta come professione che inevitabilmente porta alla degenerazione, perché sì, un Gandhi (un Berlinguer, un De Gasperi…) può avere la dirittura morale per resistere alle lusinghe del potere, ma non possiamo pensare che tutti gli amministratori pubblici siano così, e dunque non possiamo affidarci alle qualità personali delle persone che eleggiamo.

Se bastasse cambiare gli individui al potere per riportare onestà e correttezza nella politica, non si spiegherebbe come mai negli ultimi quindici anni abbiano governato più o meno tutti, da Storace a Bertinotti, e la situazione non sia minimamente cambiata. E’ per questo che i partiti sono morti: è morta l’idea che la politica si possa fare in quel modo lì. Soltanto seppellendo la forma partito e cominciando a fare politica come servizio civile, per un tempo limitato, con il controllo continuo degli elettori sugli eletti, affidando le decisioni fondamentali alla partecipazione dal basso, educando ogni persona a interessarsi costantemente della cosa pubblica, e portando tutti i cittadini a fare prima o poi una esperienza di pubblica amministrazione, possiamo sperare di cambiare faccia al nostro Stato, e di rovesciare la mentalità incivile di troppi italiani.

Molti Cittadini torinesi hanno partecipato con entusiasmo e attivamente all'installazione artistica del MoVimento 5 Stelle dal titolo: I partiti parlano, ma sono morti e ai morti si portano i fiori.

Centinaia di Torinesi hanno fatto la coda per posare, a scelta, un fiore su una qualsiasi delle lapidi presenti. Un bel testa a testa tra il PD (partito defunto) e il PDL (partito dell'illegalità) ha animato il pomeriggio.

E' l'ennesima prova che non esiste destra o sinistra, i Cittadini sono stanchi e non si sentono più rappresentati dai partiti, indipendentemente dallo schieramento.

Sono strutture inefficaci che rappresentano una concezione vecchia della politica, una casta, distante e separata dai Cittadini, che beneficia dei soldi pubblici senza apportare benessere, innovazione e cambiamento per un Paese che è ormai sull'orlo del fallimento.

I Cittadini torinesi aspirano a qualcosa di meglio per il proprio futuro.

In allegato alcune foto della giornata.

Ufficio Stampa - MoVimento 5 Stelle TORINO

Newsletter n. 11

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 http://photos4.meetupstatic.com/photos/event/7/c/8/b/highres_15751883.jpeg MoVimento 5 Stelle TORINO

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807 grazie!
Grazie di cuore agli 807 torinesi che hanno sottoscritto la lista comunale a 5 stelle. Sarebbero bastate 500 firme ma anche stavolta la voglia di esserci dei cittadini liberi ha prevalso. Continuate ad aiutare il Movimento come potete.
Dai una mano concretamente iscrivendoti qui: www.movimentotorino.it/volontari

Il moVimento5stelle non riceve finanziamenti pubblici (vedi qui). Decidi tu se e come contribuire con una piccola donazione alla campagna elettorale cliccando qui:
per permetterci di stampare più materiale informativo e farci conoscere meglio. GRAZIE!
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Continua la raccolta delle firme per poter presentare anche le LISTE CIRCOSCRIZIONALI alle elezioni comunali. Tutti i residenti a Torino sono invitati a passare dai banchetti di raccolta qui indicati con un documento valido:
Sabato 9 aprile, ore 15:00-18:00 piazza Castello
Domenica 10 aprile, ore 15:00-18:00 piazza Castello
Sarà anche possibile firmare per la petizione "Fuori i soldi dalla politica".

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Newsletter dell'8 aprile 2011
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http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/thumb/7/7f/MoVimento_5_Stelle.png/200px-MoVimento_5_Stelle.png E' ONLINE IL PROGRAMMA "a 5 stelle" PER TORINO    
Abbiamo pubblicato la prima bozza di PROGRAMMA PER TORINO. Discutila insieme ai candidati sul Forum o ai banchetti o scrivici le tue impressioni e proposte commentando QUI o con una mail a info@movimentotorino.it  [scarica la prima proposta di bozza qui e falla conoscere ad amici e simpatizzanti].


 
http://www.comunesbt.it/Immagini/mobilita_sostenibile.jpg MOBILITA' A 5 STELLE PER TORINO: COSA NE PENSI?  
 Metropolitana: investire su nuove linee o potenziare bus e tram?  
 Aumentare le corsie preferenziali? COSA NE PENSI? Dì la tua QUI.
  

http://www.vivirosso.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/142944_OCT_NBC_101M2F.jpg CARCERI E CARCERATI  
Venerdì, 25 marzo, ho seguito l'incontro con Pietro Buffa, direttore del carcere delle Vallette e con Maria Pia Brunato, garante per i diritti dei detenuti. La serata si è svolta in un contesto del tutto informale ed amichevole, dove il direttore Buffa ci ha illustrato la situazione carceria in forma di racconto e non di dati tecnici...  [continua a leggere QUI]

  
  
http://www.nogaraonline.net/wp-content/uploads/2010/12/sveglia_m5s.jpg AttiVati anche tu! Abbiamo bisogno di una mano, anche piccola, per essere presenti in ogni angolo di Torino. Se hai voglia di aiutarci, contatta il gruppo di cittadini in moVimento nella tua circoscrizione e partecipa agli incontri della prossima settimana:
Banchetto informativo del moVimento in P.zza Castello tutti i sabati pomeriggio.
Inoltre è online qui la mappa con tutti i nostri punti di interesse e appuntamenti circoscrizionali. 
Circoscrizione I: Centro - Crocetta
FRANCESCO: circ1@movimentotorino.it
Banchetto informativo sabato e domenica pomeriggio in P.zza Castello
  
Circoscrizione II: Santa Rita - Mirafiori Nord
SERENA: circ2@movimentotorino.it
 
Circoscrizione III: San Paolo - Cenisia - Pozzo Strada - Cit Turin - Borgata Lesna
MAURA: circ3@movimentotorino.it
Banchetto informativo sabato mattina in C.so Brunelleschi angolo C.so Peschiera
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Circoscrizione IV: San Donato - Campidoglio - Parella
CHIARA: circ4@movimentotorino.it
Banchetto informativo sabato ore 9.30-12:30 in C.so Svizzera angolo Via Buronzo.
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Circoscrizione V: Borgo Vittoria - Madonna di Campagna - Lucento - Vallette
ANTONINO: circ5@movimentotorino.it
Banchetti informativi sabato mattina in via Chiesa angolo via Vibò e in C.so Cincinnato anolo C.so Toscana
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Circoscrizione VI: Barriera di Milano - Regio Parco - Barca - Bertolla - Falchera - Rebaudengo - Villaretto
PAOLO: circ6@movimentotorino.it
Banchetto informativo sabato mattina al mercato di Via Porpora ang. P.zza Rebaudengo
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Circoscrizione VII: Aurora - Vanchiglia - Sassi - Madonna del Pilone
MARCO: circ7@movimentotorino.it
Banchetto di autofinanziamento sabato mattina al mercato del BALON  di Porta Palazzo.
 Banchetti informativi sabato mattina in C.so Belgio angolo C.so Chieti (Mercato P.zza Toti) e in C.so Regina Margherita angolo Via Giulia di Barolo (Mercato S. Giulia)
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Circoscrizione VIII: San Salvario - Cavoretto - Borgo Po
CLAUDIO: circ8@movimentotorino.it
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Circoscrizione IX: Nizza Millefonti - Lingotto - Filadelfia
MICHELE: circ9@movimentotorino.it
 
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Circoscrizione X: Mirafiori Sud
 Banchetto raccolta firme sabato mattina in Via Pavese angolo C.so Unione Sovietica.
Staff Torino5stelle: circ10@movimentotorino.it

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MoVimento 5 Stelle TORINO

 

Ecco come ti frego i referendum

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Questa volta, più di ogni altra, sarà importantissimo esserci e votare SI ai quattro requisiti referendari.

Dovremo fare una domenica a piedi, fermare le auto nei garage, bloccare le strade e impedire che i cittadini si dimentichino di essere tali e vadano al mare o in montagna invece di votare.

Aver spostato al 12 giugno i referendum ha infatti una volontà precisa quella di tenere lontani le persone dalle urne blandendoli con la "moratoria" di un anno, e utilizzando una data di due giorni seguente la fine della scuola, giornata certo più usata per le vacanze che non per ritornare a scuola e votare...

La moratoria è una truffa, ben architettata, che di fatto non sospende nulla delle attività di individuazione dei siti strategici per la costruzione delle centrali nucleari, vedi il decreto legge qui sotto pubblicato.

Ma questa volta ci saremo e supereremo il quorum, voteremo per dimostrare che ci siamo, che contiamo, che
NON CI LASCEREMO RUBARE IL FUTURO

DECRETO-LEGGE 31 marzo 2011 , n. 34

Disposizioni urgenti in favore della cultura, in materia di incroci tra settori della stampa e della televisione, di razionalizzazione dello spettro radioelettrico, di moratoria nucleare, di partecipazioni della Cassa depositi e prestiti, nonche' per gli enti del Servizio sanitario nazionale della regione Abruzzo.
Art. 5
Sospensione dell'efficacia di disposizioni del decreto legislativo n. 31 del 2010

1. Allo scopo di acquisire ulteriori evidenze scientifiche sui parametri di sicurezza, anche in ambito comunitario, in relazione alla localizzazione, realizzazione ed esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, per un anno dalla data di entrata in vigore del presente decreto resta sospesa l'efficacia delle disposizioni degli articoli da 3 a 24, 30, comma 2, 31 e 32 del decreto legislativo 15 febbraio 2010, n.31.

2. In deroga a quanto disposto dal comma 1, la sospensione dell'efficacia non si applica alle disposizioni individuate nel medesimo comma nelle parti in cui si riferiscono alla localizzazione, costruzione ed esercizio del Parco tecnologico e del deposito nazionale.

Metro sì o metro no?

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Negli ultimi giorni, in occasione della discussione pubblica sul programma del Movimento 5 Stelle per Torino, si è aperta una accesa discussione, nella quale sono emerse due diverse visioni sul futuro della mobilità torinese e sulla politica delle infrastrutture.

Siamo ovviamente tutti d’accordo sul fatto che il futuro, visto il costo crescente del muoversi in auto e visto che Torino è la seconda città più inquinata d’Europa, stia nel trasporto pubblico collettivo e in forme di mobilità sostenibile, oltre che nel ridurre le esigenze di spostamento. Concordiamo anche che il progetto di metro 2 di Chiamparino non sia accettabile, perché è basato sulla cementificazione di una delle poche aree a bassa densità costruttiva rimaste a Torino, e tra l’altro abbiamo il sospetto (visto che il Cipe a quanto pare non ha ancora messo una lira sul progetto) che la linea 2 sia uno specchietto per far passare la cementificazione, e che poi facciano le case ma non la metro perché “ci siamo accorti che non ci sono i soldi”.

La differenza di visione verte invece sul fatto se la metropolitana in sè, come tipo di infrastruttura, sia utile per Torino oppure no.

La prima visione è che la limitazione del traffico privato deve essere ottenuta fornendo mezzi di spostamento alternativo che siano veramente efficienti, e dunque che sia vitale per la città puntare ad avere entro vent’anni una vera rete di metropolitane, con tre o quattro linee (tra l’altro esiste la possibilità di realizzare a basso costo una linea di metropolitana da Venaria a piazza Castello, sfruttando il tratto di Torino-Ceres che sarà abbandonato). Quanto ai costi, la scelta politica sarebbe di utilizzare le risorse che il governo vorrebbe spendere per il TAV in Valsusa, proponendo ai torinesi “no TAV, sì metro”; e comunque è necessario pretendere l’intervento del governo sulle metro di Torino come già sta facendo non solo per Napoli (dove il progetto prevede 11 linee tra metro e passante) e altre grandi città, ma per le metro di centri ben più piccoli come Brescia e Perugia. Dunque anche la linea 2 è utile, magari su un tracciato più dritto e prolungato verso nord, se non comporta cementificazioni.

La seconda visione è che le metropolitane siano comunque grandi opere inutili, costose e impattanti, e che sia impossibile realizzarle senza doversi basare su oneri di urbanizzazione e dunque sulla costruzione di nuovi quartieri. Pertanto si ritiene sufficiente un potenziamento della rete di superficie, ad esempio con più corsie preferenziali (cominciando dal togliere una corsia alle auto su tutto l’asse dei corsi Cosenza - Siracusa - Trapani - Lecce - Potenza - Grosseto, per avere una linea di bus protetta e intensificata), con una migliore sincronizzazione dei semafori e con una ristrutturazione della rete; e ci si vorrebbe opporre alla metro 2 comunque finanziata e ad ulteriori progetti di metro. A questo punto la riduzione del traffico privato avverrebbe perché sempre più strade sarebbero ristrette o vietate alle auto e riservate al mezzo pubblico.

Io personalmente sostengo la prima visione, e penso che il passaggio dal trasporto privato a quello pubblico debba corrispondere il più possibile a un miglioramento della qualità della vita, anziché a un sacrificio obbligato. Sono convinto che una rete solo di superficie o di “metropolitana leggera”, oltre ad avere in più punti seri problemi di spazio disponibile, non possa essere sufficiente per rendere la mobilità di Torino sostenibile ed efficiente a livello europeo, e comunque trovo insostenibile l’idea di dire ai cittadini che devono rinunciare all’auto ma anche alla metro; tagliamo il Tav, tagliamo la Tangenziale Est (il cui tracciato è sì a est, ma ha poco o nulla di tangenziale) e tagliamo tante altre opere inutili e anzi dannose, ma se c’è una cosa su cui concentrare gli investimenti infrastrutturali è la metropolitana.

Sono discussioni complesse dove sono richieste anche un’analisi dei dati effettivi di traffico e una competenza tecnica specifica (se no è come giocare con le macchinine). Tuttavia, nello spirito di partecipazione dal basso, vorremmo capire meglio cosa ne pensano i nostri simpatizzanti e tutti i cittadini. La discussione è aperta, dite cosa ne pensate: quale delle due visioni vorreste che il Movimento adottasse?

L'importanza delle piccole cose

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Coltivo da 5 anni un orto naturale in Val di Susa, ha una dimensione di circa 450 mq e provvede al fabbisogno di verdure per la mia numerosissima famiglia per circa 6 mesi all'anno.

L'orto è nato da un piccolo laboratorio di orticultura di circa 12 metri che recintai con i piccoli con bastoncini di legno recuperati, piantammo qualche seme di zucca e quel primo anno raccogliemmo 44 zucche.

Un successo che mi spinse a studiare le varietà coltivabili in clima alpino, la rotazione delle culture, a basso medio, alto livello di assorbimento, le consociazioni, cioè le piante che nello stare insieme allontanano gli insetti dannosi, poi anche la consociazioni per profondità di assorbimento dal terreno, carota tubero, insalata foglia.

Mi sono divertita e dopo anni di verdure insipide ho finalmente assaporato il gusto e il profumo delle verdure.

L'attività di orticultrice e l'esubero di verdure mi ha permesso di creare una rete di scambi interessantissimo, una parte di verdure ho imparato anche a conservarle con metodi semplici ma efficaci.

Ma chi non dispone di un pezzetto di terra, in attesa di attivare su Torino gli orti urbani può comunque improvvisarsi pollice verde recuperando un po' di vasi di terracotta, procurandosi del terriccio, un annaffiatoio, meglio se non di plastica e iniziando in questo periodo a seminare anche solo un po' di insalata o rapanelli, peperoncini, pomodoro ciliegino o semplicemente qualche aromatica. L'insalata non va estirpata ma tagliata con il coltello a 1 cm dalla terra e ricrescerà molte volte.

C'è chi usa al posto dei vasi le cassette di espanso quadrate che si recuperano al mercato e soprattutto per l'insalata sono ottime. Se si dispone di 2 balconi si scelga quello interno meno esposto allo smog .Le innaffiature vanno fatte la mattina presto o nel tardo pomeriggio mai in pieno sole e l'acqua va messa nell'innaffiatoio prima in modo da uniformare la temperatura ed evitare gli shock termici.

Vi ho raccontato tutto questo perchè credo che sia importante riappropriarci della nostra vita attraverso LE PICCOLE COSE, i piccoli gesti quotidiani, uscire dal meccanismo perverso dell'acquisto del prodotto imballato, che viaggia che finisce sulla nostra tavola senza che si sappia come( uso di pesticidi, erbicidi, insetticidi e fungicidi) e dove è stato prodotto.

Anche solo disporre di aromatiche sul balcone ti permette di cucinare in modo creativo, al posto del tè una tisana di salvia al posto del secondo una frittata con le erbe.

Credo che scendere in politica, come sto facendo sia certo un salto di qualità ma senza dimenticare e soprattutto continuando a credere che solo l'impegno personale, testimoniale nelle piccole cose, salva il mondomini-DSC03746.JPG

Noi donne, Dee dalle mille braccia.

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8 mar 20113294365-due-giovani-donne-felici-sogni-di-volare-a-venti.jpg


Credo che se il mondo si potrà salvare e se la bellezza come diceva Fëdor Michajlovič Dostoevskij, salverà il mondo, allora noi donne salveremo il mondo.
Ma non perchè siamo di sesso femminile, ma perchè siamo capaci di fare mille lavori contemporaneamente, perchè impariamo in fretta, ci applichiamo con costanza, abbiamo un fortissimo senso del dovere e della famiglia, abbiamo uno spiccato senso della giustizia.
Le donne sul lavoro vengono definite "tedesche" per la loro intransigenza, vengono in famiglia chiamate "mammine" per il loro affetto così forte da portarle ad essere piccole per stare con i piccoli, nei regimi dittatoriali "madri coraggio" per la forza che hanno di denunciare i figli scomparsi o incarcerati, chiamate "angeli" quelle donne silenziose con il velo che curano i malati.
Le donne hanno mille braccia e sono contemporaneamente autiste, cuoche, cameriere, maestre, lavandaie, baby-sitter, specializzate in economia domestica, in primo soccorso, in dinamiche di gruppo nel mantenere gli equilibri della famiglia.
Abbiamo anche un senso in più, quello del sacrificio, che nei secoli ci è costato una sottomissione spietata e crudele.
Ma le donne hanno non solo mille braccia ma anche mille cuori e non ci basterà certo una mimosa per farci dimenticare quanto ogni giorno i giornali, la pubblicità, la politica, ci offendono trattandoci come semplice elemento folcloristico di una società della quale siamo invece colonna portante.

Ecco come ti frego i referendum

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Questa volta, più di ogni altra, sarà importantissimo esserci e votare SI ai quattro requisiti referendari.

Dovremo fare una domenica a piedi, fermare le auto nei garage, bloccare le strade e impedire che i cittadini si dimentichino di essere tali e vadano al mare o in montagna invece di votare.

Aver spostato al 12 giugno i referendum ha infatti una volontà precisa quella di tenere lontani le persone dalle urne blandendoli con la "moratoria" di un anno, e utilizzando una data di due giorni seguente la fine della scuola, giornata certo più usata per le vacanze che non per ritornare a scuola e votare...

La moratoria è una truffa, ben architettata, che di fatto non sospende nulla delle attività di individuazione dei siti strategici per la costruzione delle centrali nucleari, vedi il decreto legge qui sotto pubblicato.

Ma questa volta ci saremo e supereremo il quorum, voteremo per dimostrare che ci siamo, che contiamo, che NON CI LASCEREMO RUBARE IL FUTURO

DECRETO-LEGGE 31 marzo 2011 , n. 34

Disposizioni urgenti in favore della cultura, in materia di incroci tra settori della stampa e della televisione, di razionalizzazione dello spettro radioelettrico, di moratoria nucleare, di partecipazioni della Cassa depositi e prestiti, nonche' per gli enti del Servizio sanitario nazionale della regione Abruzzo.

Art. 5

Sospensione dell'efficacia di disposizioni del decreto legislativo n. 31 del 2010

1. Allo scopo di acquisire ulteriori evidenze scientifiche sui parametri di sicurezza, anche in ambito comunitario, in relazione alla localizzazione, realizzazione ed esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, per un anno dalla data di entrata in vigore del presente decreto resta sospesa l'efficacia delle disposizioni degli articoli da 3 a 24, 30, comma 2, 31 e 32 del decreto legislativo 15 febbraio 2010, n.31.

2. In deroga a quanto disposto dal comma 1, la sospensione dell'efficacia non si applica alle disposizioni individuate nel medesimo comma nelle parti in cui si riferiscono alla localizzazione, costruzione ed esercizio del Parco tecnologico e del deposito nazionale.

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Domani, 3 aprile 2011, ben 63 nuovi senatori e 145 nuovi deputati matureranno il vitalizio (al seguente link potete trovare i dettagli http://www.openpolis.it/polInstitutionCharges/pensioni ).

La normativa prevede che i deputati e i senatori, dopo 5 anni di effettivo mandato parlamentare, ricevano la pensione (assegno vitalizio) a partire dal 65mo anno di età.

Tralasciando l'analisi del costo che genera tale sistema, ritengo che sia davvero incettabile che ci sia da un lato un gruppo di persone che dopo soli 5 anni ha diritto ad una pensione (più di €3.00O euro al mese) e dall'altra, la popolazione, il paese reale, in cui i lavoratori versano contributi per 40 anni e recepiscono una pensione, che in molti casi non è nemmeno sufficiente per arrivare alla fine del mese.

Non è una questione di essere di destra, di sinistra o di centro ma è una tematica che riguarda tutti i cittadini e che implica questioni di giustizia, senso civico, dignità ed equità sociale.

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