I derivati negli enti locali: una mossa azzardata

(di chiara appendino) 28.01.11 10:03

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Si sente parlare spesso di derivati nell'ambito degli enti locali e in particolare di rapporti tormentati, di cui si discute in tribunale, tra banche e pubbliche amministrazioni. Comuni che fanno causa a banche da cui hanno acquistato derivati finanziari ; banche che fanno causa ad enti pubblici : incredibile ma vero. Oggetto della disputa sono i derivati finanziari. I derivati sono contratti che incorporano una promessa di eseguire una prestazione ed il cui valore è basato sull'andamento del prezzo di un altro strumento finanziario (titolo sottostante).

Particolarmente diffuso, in particolare nell'ambito degli enti pubblici, è il cosiddetto "interest rate swop (I.R.S.)", cioè un accordo contrattuale tra due parti per scambiarsi una serie di pagamenti a date prestabilite. L'I.R.S. è utilizzato principalmente dalle parti contraenti per convertire un finanziamento a tasso fisso in un finanziamento a tasso variabile. Per esempio, un comune per coprire la sua emissione obbligazionaria ed il rischio che ne deriva di un eccessivo rialzo dei tassi può decidere di sottoscrivere dei derivati (I.R.S.) con banche che permettono loro di trasformare il tasso fisso delle obbligazioni in tasso variabile. Come si perfeziona il contratto? Ad ogni scadenza prestabilita verranno confrontati i due tassi oggetto del contratto: nel caso in cui il tasso variabile di riferimento scenda al di sotto del tasso fisso il comune si avvantaggia, nel caso in cui il variabile superi il fisso sarà la banca ad ottenere un profitto.

Inutile dire che tra banche emittenti degli strumenti, operatori specializzati nel settore, e i comuni sottoscrittori, enti pubblici non esperti in operazioni finanziarie, nell'orizzonte di medio termine abbia solitamente geenrato profitti dall'operazione la banca. Secondo la Consob nel 2004 il controvalore nozionale delle posizioni in derivati detenute da intermediari finanziari nei confronti di imprese ed enti locali era pari a circa € 146 miliardi di euro di cui circa l'80% risulta in perdita. Alcune comuni, tra cui ad esempio Milano e Rimini, hanno fatto causa alle banche. Nel caso di Rimini contro Unicredit S.p.A e Unicredit Corporate Banking, in data 12/10 è stata emessa la sentenza num. 1523/2010, che accoglie la domanda avanzata dall'ente, dichiarando la nullità dei contratti e l'obbligo da parte delle banche di restituire il saldo negativo dei differenziali pagati nel corso della durata del contratto dal comune alla banca (maggiorato degli interessi legali).

I derivati finanziari, trattandosi di vere e proprie scommesse, sono operazioni ad elevato rischio e dati gli squilibri finanziari in cui versano i bilanci degli enti pubblici non avrebbero dovuto essere permessi. Invece ha dominato, anche in questo caso come purtroppo avviene sempre più di frequente, la necessità di ottenere liquidità nel breve termine, a discapito degli effetti che dovranno gestire le generazioni e giunte future. Così moltissime amministrazioni hanno aderito alla sottoscrizione di contratti finanziari per ottenere nel breve liquidità spostando avanti le scadenze debitorie e/o rimodulando le esposizioni debitorie, diminuendo le uscite di oggi e prorogando i maggiori rischi e le uscite.

Mi chiedo, ma è davvero necessario che si debba arrivare a cause tra comune e banche sperando di ottenere sentenze a favore degli enti pubblici per recuperare, forse, un giorno, il differenziale perso? E non dovrebbe forse essere sufficiente il senso di responsabilità di chi ci amminstra per compendere quanto siano azzardate e inadeguate queste operazioni per gestire le posizioni debitorie degli enti pubblici?

Evidentemente no e forse questa è la cosa più assurda in assoluto.

1 Comment

Tralasciando l'avidità e speculazione delle ns. banche che meriterebbe una profonda riflessione, ritengo che le amministrazioni locali non dovrebbero investire mai i soldi dei cittadini in Borsa, derivati ecc. pertanto credo che solo una Legge nazionale che vieti l'utilizzo di questi strumenti finanziari possa risolvere il problema, diversamente molti comuni malgestiti continuerano ad indebitarsi a dismisura e senza controllo facendo come sempre pagare il salato conto alle generazioni future con più tasse e meno servizi.

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