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di Fode

Sesto San Giovanni - 

Il 18 aprile 2017 si è tenuto l'ultimo consiglio comunale della consiliatura 2012-2017.

E' andato in scena il partito unico: unico nel non bocciare una nuova colata di cemento by Caltagirone. Solo noi del MoVimento 5 Stelle, Nossa di SEL e Lamiranda del PDL abbiamo espresso tutta la nostra contrarietà alla delibera. Tutti gli altri insieme in compagnia.

La realtà è che dietro ad un non meglio identificabile interesse pubblico è stato nascosto l'interesse privato di un costruttore che per la nostra città non ha fatto niente.

Caltagirone ha avuto negli ultimi anni modo di sbizzarrirsi sul nostro territorio, costruendo un centro commerciale, delle case orribili che non riesce né ad affittare né a vendere e degli uffici altrettanto vuoti. Il tutto senza realizzare neanche una delle opere che era tenuto a realizzare già dal 2006, come la scuola per l'infanzia, la casa curva e il centro natatorio.

E nonostante tutte queste mancanze, ieri gli sono stati regalati altri 2000 mq di cemento per realizzare un centro fitness, aree ristoro e dei negozi, perché, poverino, fare "solo" la piscina sarebbe un'opera senza alcuna sostenibilità economica.

E ci teniamo a confermare che i 2000 mq sono stati un bel regalo, perché l'amministrazione niente ha chiesto in cambio. Non ha ritenuto di dover rivedere gli obblighi di realizzazione delle altre opere che il signore in questione deve alla città, non ha ritenuto di voler rimodulare il cronoprogramma. No. Noi che abbiamo chiesto più garanzie prima di concedere l'ennesima opera in suo favore, ci siamo sentiti apostrofare come rigidi.

Se difendere i diritti della città e chiedere ad un costruttore di mantenere fede ai propri obblighi contrattuali, vuol dire essere rigidi, allora noi siamo fieri di esserlo.

E questa sarà la nostra linea di governo della città nei prossimi anni, se dovessimo avere l'onore di governarla: schiena dritta e i diritti dei cittadini prima di tutto. Perché il tempo delle vacche grasse per i costruttori che fanno solo i loro interessi e che pensano di impantanare lo sviluppo della città dietro a mille e mille ricorsi con noi finirà!

Chi non tiene fede agli impegni, non merita alcun rispetto. Porteremo serietà ed etica nella politica sestese, supina fino ad oggi ad ogni prospettiva di utilità privata purchè utile alle proprie relazioni in chiave elettorale.

Noi ci opporremo ogni volta che rileveremo azioni contrarie agli interessi della Città, ci rivarremo nei confronti dei responsabili di tali azioni, e faremo rispettare i contratti, anche a chi si chiama Caltagirone.

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di Fode

Sesto San Giovanni - 

"La Giunta di Sesto San Giovanni ha approvato i progetti di fattibilità tecnico-economica presentati da Milanosesto per le prime due opere pubbliche che sorgeranno sulle aree ex Falck: la Scuola Concordia e il Parco Unione."

Peccato che "Il piano Casa Italia del governo, che ha stanziato 25 milioni per la ricostruzione delle scuole e con sistemi sicuri, ha rivelato che Renzo Piano, progettista, aveva individuato le ex aree Falck come luogo dove costruire una di queste scuole sicure, ma ora il piano è saltato e Sesto non avrà la scuola sicura. Lo ha rivelato il presidente del governo Gentiloni durante la sua visita a Milano."

Riportiamo al fondo le parole di Renzo Piano nell'intervista uscita quando decise di non occuparsi più delle aree ex Falck. La scuola modello era un punto d'orgoglio dell'archistar, ma fu deciso evidentemente di non farla e di non portarla avanti. E noi a Sesto San Giovanni abbiamo perso anche i finanziamenti.

Sono stati invece portati avanti strenuamente tutti i progetti che fanno riferimento agli accordi politici Destra-PD, ma anche il nuovo centro sportivo di Caltagirone che andrà a breve in consiglio (ricordiamo che nell'ultima commissione la consigliera Tittaferrante di Sesto nel Cuore chiese del centro sportivo di Caltagirone all'assessore, che la rincuorò sul fatto che sarebbe andato avanti). Ecco il sistema che ci governa. Finti partiti, finti valori, finte liste civiche di finta opposizione, accordi che nessuno vuole scrivere, ma che sono evidenti nei fatti e provati dalla smania di mettere in sicurezza tutto quello che si può prima delle elezioni.

VERGOGNA! La giunta attuale, che si crogiola per l'approvazione in fretta e furia di opere pubbliche, che paghiamo noi, prima delle elezioni (chissà perché? Noi ve lo diremo appena lo sapremo con certezza), sostiene invece nelle aree ex Falck un mega centro commerciale che ammazza il commercio di vicinato e la città costruita, e non ha voluto fare una scuola modello! VERGOGNA!

Questa è l'idea di sviluppo che la maggioranza PDina in accordo con le opposizioni ci propongono, comprese le liste simil civiche, specchietti per le allodole. Morte alla città costruita e grandi business nelle aree ex Falck. Poi vanno a fare propaganda...

Ecco un estratto di ciò che disse Renzo Piano, nulla di più condivisibile, nulla di ciò che sarà, e tutto ciò che vi prometteranno questi politicanti (che invece l'hanno affossato): "Io mi batto per eliminare la voce periferia e sottrarre certi luoghi pieni di storia e di vita a un destino sbagliato. Non sono certamente il garante di uno shopping center con un parco divertimenti. Tutto è legittimo, per carità. Anche farsi da parte. (...) C'è una personale sofferenza. Con Sesto San Giovanni ho un legame affettivo per quello che ha rappresentato e poteva rappresentare: è stata la città della modernità sociale, il grande distretto del lavoro, la capitale di un'emancipazione che ha fatto la storia del movimento operaio e del capitalismo illuminato. Mi affascinava l'idea di sperimentare sui relitti delle fabbriche dismesse una rinascita urbana, quel rammendo di cui oggi tanto si parla. In quel disegno c'erano dentro tutti i valori che da anni accompagnano i miei progetti: il verde, la scuola modello, l'ospedale a misura di malato, il parco urbano... L'area di Sesto era una grande occasione.... (...) Firmerò soltanto il Piano Integrato d'Intervento. Sesto poteva essere un progetto pilota, per l'Italia e l'Europa. I megacentri commerciali sono esattamente l'opposto della mia idea di urbanità. (...) Politica deriva da polis, dalla città, e penso al giuramento che facevano più di duemila anni fa gli amministratori ateniesi ai cittadini: prometto di restituirvi Atene migliore di come me l'avete consegnata... Restituire una funzione a un'area dismessa non è solo un sogno, è una necessità. (...) La missione di questo secolo deve essere salvare le periferie. Le città devono capire che si chiama città non soltanto il centro storico, ma anche l'area metropolitana. All'estero mi danno la matita in mano e mi lasciano disegnare. Dalla Columbia University al nuovo palazzo di Giustizia di Batignolles, nella banlieu parigina. Ma anche in Italia è cominciato il rammendo: con noi è nata anche la figura dell'architetto condotto. (...) Sesto San Giovanni merita affetto e attenzione. Per questo voglio fare alla città i migliori auguri per il suo futuro"

Un futuro che questi politici locali, tutti, di certo non vedono e non comprendono nemmeno. Noi si.

Nulla di più condivisibile, nulla di ciò che sarà, e tutto ciò che vi prometteranno questi politicanti.

SESTO DEVE RIPARTIRE!

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di Fode

Sesto San Giovanni - 

Riportiamo la risposta del nostro Candidato Sindaco Antonio Foderaro ad una bella richiesta pervenuta dal sindacato UIL (Marisa Pasina l'ha inviata a tutti i candidati sindaco), ma anche da altri, circa la nostra visione di organizzazione dell'Ente comunale.
Ringraziando per la richiesta.

"Organizzazione Comunale.

La situazione precisa potremo averla solo dopo un'analisi dettagliata considerando il numero di uffici, le competenze, gli incarichi, le necessità, i carichi di lavoro, l'informatizzazione, ..... Il tema è complesso.
La nostra intenzione, una volta vinte le elezioni, è quindi di procedere con una ricognizione eseguita da un ente esterno delle risorse umane. In questo modo avremo un'idea oggettiva delle necessità reali, valuteremo come poter operare per una vera riorganizzazione, e ci potremo confrontare con tutti i soggetti coinvolti e con l'imparzialità necessaria.
L'unico nostro obiettivo è andare incontro al benessere dei cittadini e offrire loro dei servizi efficienti.
Personalmente non concordo col pensiero che l'amministrazione pubblica debba essere gestita come un'azienda privata, pur dovendo rispettare vincoli ovvi di produttività e sostenibilità economica, e avendo ben presente ciò che lei ha scritto nella sua lettera, non penso a soluzioni preconcette come la riduzione del personale o lo spostamento a priori di determinate figure per raggiungere l'obiettivo. Anzi, penso che l'efficientamento porti ad un aumento di efficacia dell'azione amministrativa nei confronti dei cittadini e all'avvio di nuovi servizi che ora non vengono offerti, quindi ad un ampliamento delle competenze, con risposta positiva in termini della soddisfazione del personale e del giudizio dei cittadini.
Ad oggi noi non possiamo e non vogliamo promettere niente perché non abbiamo gli strumenti per poter dare un giudizio oggettivo e completo sullo stato delle risorse umane in forza all'ente.
Siamo però dell'idea che la riorganizzazione che l'amministrazione Chittò ha provato a mettere a punto non abbia avuto alcun effetto positivo.
Riguardo ai servizi pubblici gestiti dal Comune, ricordiamo che purtroppo alcuni sono stati dismessi, e altri sono stati messi in condizioni critiche, preludio a decisioni analoghe alla dismissione. Noi ci opponiamo a questa visione esternalizzante trasversale tra maggioranza e opposizione, convinti che il privato non debba essere sempre visto come "migliore" del pubblico, ma che anzi il pubblico, non dovendo fare margini aggiuntivi, possa e debba essere la soluzione migliore. I servizi devono però essere gestiti a dovere, motivo per il quale si torna all'obiettivo sopra espresso. Una amministrazione virtuosa nel gestire i servizi può anche permettersi di ampliarli anzichè dismetterli.
Concludo solo dicendo che non fanno parte del nostro modo di essere concetti come la gestione delle carriere in funzione di ritorni politici, e che questo modo di essere, sia lato amministrazione che lato politico, dovrà essere combattuto con l'aiuto di tutti."


Antonio Foderaro Candidato Sindaco M5S Sesto San Giovanni

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di Fode

Sesto San Giovanni - 

Apprendiamo da fonti di stampa dell'ennesimo sgarbo ai danni del mondo della disabilità sestese. L'assessore alle Pari Opportunità, la maggiore figura istituzionale che dovrebbe occuparsi di disabilità e del superamento delle barriere, non solo quelle architettoniche, che rendono la nostra città poco fruibile, è incappata in un errore dettato da grande superficialità. 

Come ben spiegato nell'articolo apparso sul Lo Specchio di Sesto http://www.specchiosesto.it/2017/03/29/riunione-organizzativa-io-non-creo-barriere-paganini/ , il presidente dell'ASPED Francesco Paganini, una vita spesa a battersi per i diritti dei disabili dalla sua sedia a rotelle, si è trovato nell' impossibilità di partecipare alla riunione organizzativa dell' evento "Io non creo barriere" per...problemi di barriere! A quali risultati concreti il mondo della disabilità può ragionevolmente sperare di approdare sotto una simile guida? Siamo a fine consiliatura ma il P.E.B.A. (progetto di eliminazione barriere architettoniche) è all'anno zero se solo poche settimane fa in commissione l'Assessore chiedeva aiuto per identificare le barriere da eliminare. Se poi citiamo la decisione di esternalizzare i servizi del CDD e le relative conseguenze si capisce come agli slogan della propaganda non siano mai seguiti i fatti. 

Servono idee ed approcci diversi ai problemi. Una città più giusta e uguale per tutti non solo deve abbattere le barriere architettoniche negli spazi pubblici e promuoverne l'abbattimento in quelli privati ma deve anche adottare misure per portare "fisicamente" le istituzioni da tutte quelle persone che con le istituzioni devono o vogliono interagire e non ne hanno la possibilità. Il Movimento 5 Stelle è sensibile a questi temi e lo ha sempre dimostrato. E' il momento di voltare pagina e di passare a una città fatta dai cittadini per i cittadini.


SESTO RIPARTE... con Antonio Foderaro Sindaco
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di Fode

Sesto San Giovanni - 

La situazione politica a Sesto San Giovanni, in piena campagna elettorale e a pochi mesi dal voto è a dir poco incredibile.

L'attuale maggioranza porta in approvazione in tutta fretta tutto quello che vuole, frutto di decisioni o accordi o meno, predisponendo contratti, convenzioni, o addirittura revisioni di statuti; tutte decisioni che, con il loro peso specifico, vincoleranno pesantemente l'azione politica per tutta la durata della prossima consigliatura, a prescindere dalla maggioranza che rappresenterà.

Basti citare ad esempio i PF del centro Falck, del PalaSesto, il prossimo centro sportivo di Caltagirone, ma anche il probabile nuovo statuto della Fondazione Pelucca, i contratti per le aree ex Falck, ecc. ecc.

Laddove non è ritenuta obbligatoria la discussione in consiglio (ma vorremmo capirne le scelte), la giunta PDina con la sua maggioranza decide infatti tutto, rinchiusa nella propria torre d'avorio e arroccata nelle stanze del potere, senza avvertire la necessità di condividere alcun tipo d'informazione con le forze politiche di opposizione (ad esempio Bibbona, Moschea, ex aree Falck), se non con alcune di esse.

Denunciamo con forza questo metodo, del tutto contrario ad ogni principio di trasparenza, di correttezza istituzionale e di condivisione con i cittadini, prima ancora che con tutte le forze politiche, e in netto contrasto con l'idea di partecipazione che si permettono di propagandare anche in questi giorni.

Invitiamo i cittadini a valutare bene a chi dare retta in questa campagna elettorale, a saper scegliere tra chi è realmente credibile e chi si maschera da paladino dei diritti chiudendo accordi che mirano solo ai propri interessi.

Il rispetto istituzionale dei ruoli è a un livello bassissimo, ridotto a una mera propaganda denigratoria fatta soprattutto contro di noi, messa in atto dalla truppa cammellata del sistema di potere creato dal PD (ma non solo), che utilizza da tempo spazi pubblici, eventi e dibattiti con associazioni, istituzioni e cittadini, finanziati da tutti noi, per fare campagna elettorale a proprio uso e consumo.

Noi non li lasceremo fare!!! Ora non possiamo che prenderne atto, ma laddove rileveremo decisioni che porteranno a privilegi per pochi a danno degli interessi dei cittadini tutti, procederemo in ogni modo e in ogni sede perché i responsabili paghino i danni che arrecano.

E' ora di cambiare!!! Non siamo più disponibili ad accettare l'arroganza e la prepotenza del potere e degli accordi trasversali contro i nostri interessi, in primis di cittadini. E' ora che tutti i cittadini vengano realmente rappresentati.


SESTO RIPARTE...

Sesto San Giovanni - 

In campagna elettorale sono tanti gli attacchi reciproci, gli screzi, le rivendicazioni di voler agire per il bene dei cittadini cosa che gli "altri" non fanno, ma una volta chiamati ai fatti le parole si scoprono per quelle che sono, vuote e vane. Ne è la prova il voto del consiglio sul Project Financing del Palasesto andato in scena lunedì sera. Al termine di un'estenuante tira e molla determinato dagli emendamenti presentati da alcune forze politiche di opposizione, pressoché unanime è stato il consenso al progetto presentato dall'attuale gestore (in contenzioso con il comune!), che consegnerà ai privati per i prossimi 30 anni la struttura sportiva comunale più importante della città. Tanto importante da essere annoverata fra i primi 3 palazzetti del ghiaccio della regione (gli altri due sono nel capoluogo). Il M5S, unico fra tutte le forze politiche e da sempre contrario ai Project Financing su strutture a valore aggiunto, si è opposto con coerenza a questa concessione. Lo sport è un investimento sul futuro delle nuove generazioni e non un costo, le strutture sportive pubbliche sono un'opportunità di sviluppo da non demandare al privato. La gestione diretta delle strutture sportive permette di attuare politiche di equità sociale, di promozione sportiva, di tutela degli interessi delle associazioni sportive sestesi e degli atleti cittadini, con positive ricadute economiche, di salute e sociali. Ci rammarichiamo per l'ennesima opportunità perduta dall'amministrazione comunale, letargica sino ad oggi quanto risoluta ora nel trovare nel PF l'unica soluzione per la continuità del Palasesto, ma ci rammarichiamo anche dal comportamento dell' opposizione in blocco, ammaliata dai risparmi nei consumi (conseguenti all' ammodernamento degli impianti che comunque sarebbe stato effettuato) e "illusa" dal voto favorevole ad emendamenti che non sarebbero stati necessari se il comune avesse mantenuto la gestione della struttura. Se queste dismissioni sono le premesse del "loro" cambiamento, maggioranza e opposizione insieme, ai cittadini non rimane che percorrere una strada, quella della coerenza e delle competenza. Lavoriamo per un Comune che faccia i nostri interessi. Solo con il MoVimento 5 Stelle SESTO RIPARTE.


Sesto San Giovanni - 

I Vigili di Sesto San Giovanni aderenti alle sigle sindacali UILP-FPL, USB, CSA e DICCAP, hanno annunciato uno sciopero per il 25 marzo pv, giorno della visita del Papa.
Ricordiamo che al Sindaco compete vigilare sull'espletamento del servizio di polizia municipale/locale e impartire le direttive a tal fine necessarie, e che al Comandante del Corpo o Servizio spettano l'addestramento e l'impiego tecnico/operativo degli appartenenti. Il ruolo che un operatore di Polizia è richiamato a ricoprire tutti i giorni è fondamentale, perché deve tutelare la sicurezza della cittadinanza degli spazi pubblici delle città e del territorio di propria competenza. Nello specifico è la Polizia Municipale quale organo locale di controllo ad esser chiamata a far rispettare la legalità dai più piccoli regolamenti di polizia urbana, fino al rispetto delle norme contenute nel Codice Penale.
E' gravissimo che un sindaco si schieri contro chi, in parte o in toto, lavora per la sicurezza della città che dovrebbe amministrare. Questa gestione fallimentare del personale e dell'ente deve finire. Chi ne fa le spese sono sempre i sestesi. La sicurezza è un tema fondamentale, non risolvibile con qualche telecamera se dietro non c'è qualcuno che le visioni. La sicurezza si ha con la presenza sul territorio. Il sindaco non può tirare la casacca ad un paio di sindacati e definire irresponsabili gli altri, perché questo non fa che aggravare la condizione lavorativa di chi lavora nell'ente, di fatto una parte dei propri dipendenti. Che ambiente lavorativo si è creato?
Ciascuno deve poter lavorare in armonia con i colleghi, con gli strumenti adeguati, e poter dare un vero servizio ai cittadini. Devono sparire le logiche di potere.
Nel merito, senza citare le "recenti" richieste del 2016, richiedere che gli accordi fatti addirittura nel 2013 vengano rispettati è tutt'altro che vergognoso. Tutte quelle richieste non facevano altro che migliorare la sicurezza dei cittadini.
Gentile Sig.ra Sindaca, la spacciata riorganizzazione del comune ad opera del Dott. Tranchida, di cui nessuno della maggioranza parla più, che fine ha fatto? E la sinistra, che difendeva i lavoratori, le loro rappresentanze, tutte, la loro dignità e la loro sicurezza, dov'è finita? Non ne è rimasta più traccia.


Sesto San Giovanni - 

Dopo il successo di partecipazione con la presenza di molti cittadini e vari esponenti della politica sestese al  dibattito del 9 marzo sulla "Città della Salute", relatori la Prof.ssa Landucci, Orazio La Corte, il consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle Stefano Buffagni e il nostro candidato sindaco Antonio Foderaro, possiamo affermare che finalmente si è fatta chiarezza su una situazione paradossale.

Ha commentato oggi Antonio Foderaro, candidato sindaco del MoVimento 5 Stelle a Sesto San Giovanni:

"La Città della Salute è il progetto individuato come startup delle intere aree ex Falck, costo preventivato ad  oggi circa 500 milioni di euro e rappresenta uno dei più grandi appalti d'Europa.

Il progetto prevede il trasferimento di due istituti milanesi ospedalieri, di cui solo uno, il Besta, ha realmente bisogno di essere ricollocato, una delle ipotesi di ricollocamento era utilizzare un padiglione in disuso del Niguarda, per una spesa prevista di circa 100 milioni di euro.

 

La decisione di realizzarla a Sesto San Giovanni arriva dopo varie altre ipotesi, grazie ad un accordo tra Formigoni e Oldrini nel 2012, Formigoni è così riuscito a collocare finalmente la grande opera ed Oldrini a impostare la campagna elettorale alle porte su un tema forte.

Così è stato, peccato che siano stati tra l'altro sacrificati 400 milioni dei cittadini lombardi, che potevano essere utilizzati in opere più utili e necessarie (le scuole, il sostegno alle fasce deboli, l'assistenza, le infrastrutture per i servizi cittadini, ...) e che il PD cittadino abbia concesso di realizzarla in un'area prevista a parco, stravolgendo quanto pianificato in precedenza per il recupero e la trasformazione delle aree ex Falck.

Durante la campagna elettorale del 2012 è stata propagandata la consegna al rustico entro il 2015, ad oggi non è ancora stato fatto praticamente nulla se non la bonifica, ancora non completata delle aree su cui dovrebbe sorgere il polo ospedaliero, tanto che il 9 marzo, l'imprenditore Davide Bizzi attuale proprietario tramite la società MilanoSesto dell'area Ex Falck, ha consegnato "simbolicamente" le chiavi dell'area al Comune di Sesto, il quale a sua volta le consegnerà a Regione Lombardia.

 

Nessuno sa come si procederà, tutte le forze politiche locali fanno passarella elettorale in grande stile. L'ennesima conferma di come alla politica degli annunci e dei grandi spot non seguano mai i fatti.

Il vero rischio per Sesto San Giovanni è che chi non ha argomenti punterà ancora la propria campagna elettorale sulla Città della Salute, mentre Sesto San Giovanni è anche altro, è soprattutto altro.

Solo pensare che sono passati più di 25 anni da quando ci si è posti il problema di cosa fare nelle ex aree Falck è pazzesco, pensiamo come potrebbe già essere la Città se non ci fosse stata la politica di mezzo, se gli imprenditori avessero fatto (o potuto fare) gli imprenditori senza dover sottostare al sistema degli accordi, se l'amministrazione comunale avesse contribuito seriamente e con competenza.

Saremmo qua a parlare finalmente di altri problemi senza rischiare di tralasciare la soluzione ai problemi delle infrastrutture in degrado, delle scuole, del welfare, del lavoro per i giovani, ...

Auspichiamo che l'amministrazione di Sesto non continui a mistificare la realtà presentando una Città e una situazione che non esiste e che si faccia di tutto per evitare il rischio di dover aspettare altri anni senza che nulla sia concluso, perché i maggiori oneri e tempi lunghi sono sempre a spese dei cittadini.

Se non si vuole lasciar perdere questo progetto, almeno si evitino altri danni e si proceda nel segno della competenza e correttezza a tutti livelli.

Se dobbiamo ragionare sul futuro della Città, costruita e non, ragioniamo in termini di sostenibilità, ragioniamo sull'idea di Città, del futuro della Città che viviamo tutti i giorni, su una visione di paesaggio, di ambiente, di socialità.

Ragioniamo per il bene di chi ci vive, di chi ci deve lavorare, di chi la potrebbe frequentare, gli altri vengono dopo.

Questo farebbe un buon padre di famiglia."

MoVimento 5 Stelle Sesto San Giovanni


CDD ULTIMO ATTO ????


Sesto San Giovanni - 

Questa sera in consiglio comunale si discuterà forse l'ultimo capito della triste vicenda legata all'esternalizzazione del servizio comunale dei Centri Diurni Disabili.

Il bollettino di guerra del percorso intrapreso dalla Giunta porta ai seguenti risultati: mancanza di capacità gestionale dei CDD conclamata, nessuna pianificazione del servizio a lungo termine, autogestione dei CDD senza strumenti e dotazioni adeguate, problemi di turn over del personale, primo sciopero della storia del personale comunale, scorporo del personale dall'esternalizzazione, interessamento della Fondazione Pelucca, due bandi deserti, presidente e due direttori generali della Fondazione Pelucca dimissionati, affidamento a IPIS (consorziata di altri comuni del nord Milano che già gestisce questi servizi) in prova per due anni con subaffidamento alla cooperativa Solaris.

Non male per chi si presenta come amministratori con competenze...

Nonostante noi abbiamo sempre sostenuto che il servizio dovesse rimanere gestito e sviluppato internamente dal Comune, sfruttando l'esperienza maturata in tanti anni dagli educatori comunali, due anni fa in commissione avevamo già avanzato la proposta di provare a valutare l'opzione di affidare il servizio ad una consorziata pubblica, parlando della realtà di IPIS perché ci eravamo confrontati con i nostri colleghi portavoce dei comuni di Cinisello e Cusano Milanino.

Ovviamente essendo una nostra proposta non era stata accolta dall'assessore, evidentemente perché, come al solito, se le alternative vengono presentate da altri, non sono valide e non possono neanche essere prese in considerazione... peccato che però nel frattempo abbiamo perso due anni.

Se non avessimo perso questi due anni di tempo la fonte di risparmio sarebbe stata oggettivamente maggiore e migliore; due anni durante i quali i dipendenti hanno perso motivazione, come da loro affermato, e si sono dovuti autogestire, perchè completamente ignorati e percepiti come un fastidio da parte di chi avrebbe dovuto avere a cuore il loro benessere ed il loro lavoro.

Rimane ancora un grande rammarico: in tutto questo girotondo di tavoli di confronto e di pseudo-incontri, non sono mai stati interpellati, se non forse una volta sola, le vere parti deboli di tutto questo percorso, ossia i ragazzi che frequentano i CDD e le loro famiglie, che hanno dovuto subire tutta questa vicenda senza avere voce in capitolo e che saranno fortemente danneggiati da questo cambio di gestione.

Infatti, nonostante l'idea di affidare il servizio ad un consorzio pubblico poteva anche trovarci favorevoli, siamo completamente contrari alla scelta che IPIS ha fatto di subappaltare alla cooperativa Solaris il personale.

La motivazione della nostra contrarietà nasce dall'analisi che l'intenso turn over del personale che caratterizza le cooperative per i bassissimi stipendi e le poche tutele dei lavoratori, metterà i ragazzi che frequentano i CDD di fronte al continuo cambio dei loro punti di riferimento interni.

Sappiamo benissimo quanto sia fondamentale per un ragazzo disabile poter riconoscere nel proprio educatore un riferimento quotidiano.

Quindi alla fine gli unici che sono riusciti a trovare il modo di tutelarsi sono i lavoratori, che giustamente sono riusciti ad ottenere con l'ultimo accordo di farsi riallocare internamente all'amministrazione.

È però quantomeno strano il tempismo con il quale tutto ciò è successo: i lavoratori avevano annunciato all'attuale amministrazione che si sarebbero fatti sentire in occasione delle elezioni del 2017.

Beh, alla vigilia delle elezioni sono stati accontentati.

E questo dà ulteriore dimostrazione della debolezza politica di questa Giunta. ​

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In risposta a Marco Esposito


Sesto San Giovanni - 

Leggiamo con un certo sconcerto l'attacco nei nostri confronti di Marco Esposito, segretario cittadino del PD.
Forse Esposito dovrebbe valutare meglio i rischi collegati al bando.
Sono pressoché certi infiniti ricorsi nel caso in cui si procedesse senza fare una nuova gara d'appalto,e i lavori non potrebbero comunque prendere avvio.
Comprendiamo quanto possa essere difficile accettare che il MoVimento 5 Stelle dimostri competenze che non si ritrovano più nel PD, ma è la verità. Il PD e Monica Chittò hanno speso 5 anni di consiliatura puntando tutto su quest'opera, tralasciando la gestione e lo sviluppo della città esistente.
Noi siamo per lo sviluppo delle aree ex Falck, attraverso una sana riqualificazione che non gravi sulle tasche dei cittadini, come stiamo facendo in tutte le città che amministriamo.
Riteniamo che chiunque abbia ruoli di rilievo nella gestione pubblica debba operare per il bene della Città e dei suoi cittadini.
Competenza, etica, morale. Il PD sestese ha perso un'altra occasione buona. Peccato.

I candidati a Sesto San Giovanni