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MoVimento 5 Stelle

Senigallia - 

Martedì 16 gennaio è stata convocata dalla Presidente Angeletti la IV commissione (competente in materia di Servizi alla persona, Pubblica istruzione, Politiche giovanili e Pari opportunità) per discutere delle difficoltà operative del Laboratorio Analisi ospedaliero, che da qualche tempo non riesce a garantire una quantità di prestazioni comparabili al passato.

Alla Commissione è intervenuto anche il Direttore di Area Vasta 2, Ing. Maurizio Bevilacqua, che ha fatto una disamina delle attuali criticità, prospettando alcune possibili soluzioni utili a tamponare l'emergenza in attesa di interventi strutturali, comunque necessari per normalizzare la situazione nel lungo periodo.

Le criticità, che erano state evidenziate dalle proponenti con una mozione del 14/12/2017 per la "Risoluzione della situazione di difficoltà organizzativa della U.O. Patologia clinica, comunemente nota come laboratorio analisi" che è stata rinviata per approfondimento proprio in Commissione, sono essenzialmente riconducibili a due ordini di problemi: i locali e il personale.

LOCALI: Il nucleo più antico dell'ospedale "Principe di Piemonte", realizzato nell'area dell'ex Convento dei Cappuccini dopo il terribile sisma che colpì Senigallia nel 1930, comprende anche la palazzina che ospita il laboratorio Analisi. La palazzina, che avrebbe bisogno di importanti interventi di adeguamento, non è però di proprietà dell'Area vasta 2, bensì appartiene alla Fondazione Città di Senigallia (che i senigalliesi conoscono come "ex IRAB"), alla quale viene corrisposto un canone di locazione. La proprietà non sembrerebbe però - a detta dell'Ing. Bevilacqua - propensa a investire denaro per le necessarie opere di ristrutturazione e manutenzione.
La struttura interna della palazzina è suddivisa in stanze di dimensioni relativamente ridotte, ma i muri interni sono portanti, l'impiantistica è vetusta, i solai sono in cannucciaia, l'ingresso presenta una scalinata senza rampa di accesso né montascale per disabili.
A seguito di verifiche interne sulla idoneità dei locali adibiti a segreteria / accettazione, le quattro postazioni di lavoro presenti nel Laboratorio Analisi sono state ridotte a due. Contestualmente si sono verificate anche assenze tra il personale di segreteria, per cui in alcune giornate era aperto un solo sportello, riducendo drammaticamente la capacità di soddisfare le richieste di effettuazione di esami persino da parte degli utenti già in possesso di un appuntamento.

PERSONALE: contestualmente alla riduzione del numero degli sportelli, che ha dimezzato o ridotto di 1/4 la capacità ricettiva della segreteria, si è verificato anche un allontanamento di alcuni addetti agli sportelli sempre a causa della non adeguatezza degli stessi alle norme sulla sicurezza. Il direttore di AV2 ha affermato che sono state avviate le procedure per chiamare dall'ufficio per l'impiego alcune persone - che dovranno essere formate - in quanto già dai prossimi mesi sarà necessario provvedere al reintegro della dotazione organica per sostituire un pensionamento e due lunghe assenze.

Dalla giornata di mercoledì 17 gennaio è stato attivato un terzo sportello di segreteria amministrativa, per rendere efficiente la procedura di accettazione (uno sportello per ciascuna delle tre sale prelievi) e ridurre i tempi di attesa e di sosta dell'utenza all'interno del Laboratorio in attesa di ricevere la prestazione sanitaria. Va ricordato, infatti, che l'affollamento e il prolungamento della sosta in sala d'attesa può avere risvolti negativi sull'utenza più fragile (anziani, donne in gravidanza, bambini), basti pensare, banalmente, alla possibilità di trasmissione per via aerea di patologie altamente infettive ma a volte sottovalutate come l'influenza.

Possiamo, al momento, ritenerci soddisfatte per le soluzioni adottate, ricordando comunque che si tratta solo di soluzioni temporanee, e che sarà necessario porre mano in modo più organico alla questione, allo scopo di garantire una condizione duratura di stabilità organizzativa e logistica per mettere nelle migliori condizioni di lavoro il personale e facilitare all'utenza la fruizione del servizio.

Stefania Martinangeli ed Elisabetta Palma
Portavoce M5S in consiglio comunale Senigallia

Cara capogruppa ...


Senigallia - 

Buon 2018 a tutti!

Il 2017 si è concluso con due eventi degni di nota: il consiglio comunale di giovedì 21 dicembre e il banchetto del M5S di venerdì 22 dicembre.

Durante la discussione del bilancio, in particolare per quanto riguarda il piano triennale delle opere pubbliche, il consigliere Mandolini ha espresso, ancora una volta, il suo pieno allineamento e sostegno al PD e alla maggioranza, presentando le sue rimostranze e chiedendo più volte in tono di sfida a coloro che "sponsorizzavano il NO al referendum sulla fusione" di "trovare le risorse" per finanziare il piano triennale delle opere pubbliche. Ricevendo quindi, come ben evidenziabile dallo streaming della seduta consiliare, i ringraziamenti della consigliera Pedroni, vice capogruppo PD e del sindaco Mangialardi in persona, che ha stigmatizzato "la stupidità" delle migliaia di cittadini che a Senigallia e a Morro d'Alba (dove hanno votato il 70% degli aventi diritto, un vero plebiscito) hanno respinto al mittente una "fusione a freddo" tra due realtà che ben poco hanno in comune.
Avevamo già a suo tempo espresso la posizione del M5S sulle fusioni: "il M5S non è in via pregiudiziale ed aprioristica contrario alla fusione tra i comuni, quando però si tratti di comuni di piccole o piccolissime dimensioni ed in presenza di precise circostanze, quali l'iniziativa da parte dei cittadini e non dei sindaci o dei partiti, e comunque una capillare informazione che renda il processo ampiamente partecipativo, nonché scaturente dalla valutazione di una serie di fattori determinanti quali la posizione geografica, la storia del comune, le prospettive demografiche ed economiche. Tutto ciò con la prospettiva di eliminare le sovrastrutture, costituendo un unico consiglio, con un'unica giunta, cosicché oltre ai costi dei servizi si abbatterebbero anche quelli della politica. Si può essere favorevoli ad una fusione che inneschi dei meccanismi di risparmio dei costi e di efficienza dei servizi offerti e garantisca il rispetto di una volontà che scaturisca dal basso, dai cittadini stessi".
Non era il caso della fusione decisa "di soppiatto" dai sindaci di Morro d'Alba e Senigallia, che non vedeva rispettato nessuno dei punti di cui sopra. Anzi, alcune valutazioni esperte hanno evidenziato addirittura che la fusione, per un comune delle dimensioni di Senigallia, sarebbe stata addirittura antieconomica.
Nella seduta sono stati millantati "milioni di euro" che avrebbero sommerso la città ... in realtà, ricordiamo, le risorse disponibili (nemmeno certe) potevano essere al massimo il 40% del denaro inviato nel 2010 da governo a comune, ovvero una cifra massima di 2 milioni di euro all'anno (da dividere al 50% tra Morro e Senigallia) per 10 anni. Nel suo intervento-insulto alla cittadinanza, il sindaco sbandiera 14 milioni di euro per 15 anni ... forse si è lasciato vincere dall'entusiasmo?
Ovviamente, il Comitato referendario che si era costituito per spiegare i motivi per cui votare NO alla fusione, non ha lasciato passare in sordina questo sgraziato intervento, ricordando che la sovranità appartiene al popolo (quando i politici lo permettono). Non a caso, fallita la fusione, sono passati all'Unione dei Comuni, preparata in gran segreto dai segretari comunali già mentre si lavorava alla fusione, e decisa con il minimo dei voti necessari (17) serrando i ranghi dei consiglieri di maggioranza che sono stati richiamati all'ordine.

Ma veniamo al secondo punto: il banchetto del 22 dicembre.
Come molti sapranno, il nostro Candidato premier Luigi Di Maio sta attraversando tutta l'Italia con il #RallyTour per incontrare i cittadini, le imprese e la società civile, presentare il programma di governo. Oltre a Di Maio, sono impegnati anche tutti i portavoce e gli attivisti con il #ProgrammaTour, una serie di eventi distribuiti su tutto il territorio nazionale, per presentare i vari punti del programma del M5S che è stato scritto assieme a tutti i cittadini che hanno voluto portare il loro contributo sulla nostra piattaforma.
Proprio nella cornice del #ProgrammaTour, il M5S di Senigallia è stato scelto per organizzare un evento per presentare il #ProgrammaTurismoM5S, assieme ai portavoce M5S alla Camera dei Deputati Donatella Agostinelli, Andrea Cecconi e Patrizia Terzoni e agli attivisti/simpatizzanti.
Ovviamente, ci siamo subito attivate e abbiamo richiesto in data 15/12/2017 il suolo pubblico per il nostro banchetto, richiesta che è stata prontamente accolta dagli uffici competenti. Quasi alla vigilia del banchetto, veniamo informate che la richiesta di occupazione era stata respinta, a causa di una delibera di giunta del 5/12, ignota persino agli addetti comunali, che è stata "opportunamente" pubblicata su Open Municipio il giorno prima del banchetto, ovvero il 21/12 (dopo ben 17 giorni).
Avendo - finalmente - visto il contenuto della delibera 292/2017 denominata "Atto di indirizzo in ordine alle occupazioni temporanee di suolo pubblico nel periodo natalizio" abbiamo potuto verificare che la negazione della concessione di suolo pubblico era limitata alle "attività di vario genere che prevedano l'installazione di gazebo, palchi, tensostrutture", dunque il rigetto della nostra istanza (occupazione con tavolinetto ed espositore pieghevoli per una superficie di 2 metri quadri) era - a nostro avviso - in contrasto con il contenuto della delibera stessa, in quanto non avevamo chiesto di posizionare nessuna delle fattispecie menzionate dalla delibera (gazebo, palchi, tensostrutture).
La mattina del venerdì 22/12, giorno del banchetto, siamo andate quindi a parlare con la Dirigente Filonzi, per lamentare la mancata pubblicizzazione della delibera 292, e per capire come fossero giunti a rigettare la nostra richiesta. Abbiamo eccepito l'interpretazione eccessivamente restrittiva della delibera, nonché la assoluta mancanza di pubblicità e trasparenza dell'atto, ribadendo che ci saremmo stati comunque, senza tavolinetto né espositore, anche solo con attività di volantinaggio (pagando le relative imposte comunali) in quanto avevamo il nulla osta della questura, avvalendoci della facoltà di manifestare liberamente garantita dall'art 17 di quella Costituzione che al PD proprio non piace...
L'autorizzazione all'occupazione del suolo pubblico è quindi arrivata alle ore 16 (del venerdì prima di Natale) seguita da una lettera (non affrancata) del Sindaco, fatta recapitare direttamente nella cassetta delle lettere della attuale capogruppo del M5S Martinangeli.
La lettera, che esordisce con una "Cara capogruppa" altro non è che una replica stizzita e acida, scritta in un italiano ridicolo, che "stigmatizza" chi, come le sottoscritte, chiede di poter far valere i propri diritti costituzionali e politici, con un chiaro riferimento al nostro Ordine del Giorno sulle "MISURE PER ATTUARE PARITÀ E PARI OPPORTUNITÀ TRA UOMINI E DONNE NELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE", presentato e approvato durante il consiglio del 14 dicembre 2017, nonostante qualche malumore tra i banchi della stessa maggioranza.
Il "Cara Capogruppa" fa dunque il paio con "La stupidità va sottolineata, sempre" e ben sembra caratterizzare uno stile di leadership imbarazzante, che è in assoluta antitesi con la concezione che abbiamo noi del MoVimento 5 Stelle, laddove un rappresentante (sia esso un sindaco, o un parlamentare) deve mostrare il massimo rispetto per la cittadinanza che deve guidare secondo i principî di uguaglianza, trasparenza, buona amministrazione.

Stefania Martinangeli ed Elisabetta Palma
M5S Senigallia

Ma quanta paura hanno?


Senigallia - 

Siamo arrivati a venerdì 22 dicembre, e nel pomeriggio, a partire dalle 16.30 fino alle 19.30 circa si terrà la manifestazione del M5S Senigallia per la presentazione del programma in vista delle prossime elezioni politiche del 2018.
Saranno presenti anche i nostri portavoce alla camera dei Deputati Donatella Agostinelli, Andrea Cecconi e Patrizia Terzoni.

Questo incontro con i cittadini si svolge nell'ambito del tour #ProgrammaM5S che si svolge parallelamente al #RallyTour del nostro candidato premier Luigi di Maio, iniziato il 27 novembre, all'indomani delle elezioni siciliane, per presentare il #ProgrammaTurismoM5S, una serie di incontri tematici in tutto il territorio nazionale, per far conoscere i vari punti del nostro programma di governo.
In tutta Italia, mentre Luigi Di Maio attraversa il Paese a tappe forzate, come fosse un rally (meno di cento giorni, un'impresa titanica!) per incontrare i cittadini e la società civile per raccontare il progetto del MoVimento 5 Stelle e l'idea di paese, tutti noi attivisti, consiglieri comunali, sindaci, consiglieri regionali, parlamentari ed europarlamentari portiamo avanti una campagna capillare sul territorio, totalmente autofinanziata (come sempre) per far conoscere la nostra idea di governo del Paese.
Ma veniamo ai fatti:
• 15 dicembre 2017: le sottoscritte presentano, a nome del M5S Senigallia, richiesta di occupazione suolo pubblico per un banchetto di 2x2 mt. da tenersi venerdì 22 pomeriggio. La richiesta viene accolta dall'ufficio e ci viene comunicato che è disponibile l'angolo tra C.so II giugno e Via dei Commercianti. Formalizziamo il tutto con la presentazione delle marche da bollo e, contestualmente, comunichiamo la notizia agli uffici del Commissariato di Polizia, notificando anche la presenza di tre parlamentari.
• 20 dicembre 2017: ci viene comunicato dall'addetto a cui avevamo consegnato la richiesta di occupazione suolo pubblico, non senza un certo imbarazzo e disagio, che l'autorizzazione al nostro banchetto informativo E' STATA NEGATA in data odierna, dopo ben 6 giorni dalla richiesta! (Fig. 1) Ci viene comunicata l'esistenza di una fantomatica delibera di Giunta n. 292 del 05/12/2017, di cui l'ufficio tributi e canoni non sapeva l'esistenza. A vari controlli effettuati sull'albo pretorio e su OpenMunicipio appare evidente che la delibera, semplicemente, NON C'È!!! Si veda infatti l'esito della ricerca degli atti - effettuata più volte anche in data 21/12, l'ultima delle quali alle ore 19:26, durante la seduta di consiglio comunale (Figg. 2, 3, 4).
• 22 dicembre 2017: compare "magicamente" la fantomatica delibera (link), pubblicata nell'Albo Pretorio il 21/12/2017 ... DOPO BEN DICIASSETTE GIORNI dalla sua stesura, proprio nel giorno in cui avrebbe dovuto tenersi il nostro banchetto .... ma state sereni, Sindaco e giunta, il nostro evento non è comunque annullato, ci saremo lo stesso, ancora più determinati, senza banchetto e senza occupare il suolo pubblico che ci hanno negato, per parlare con i cittadini del nostro #ProgrammaTurismoM5S e per fare volantinaggio.
Un'ultima considerazione. Il Sindaco, che rappresenta tutti, dovrebbe forse mostrare un pochino più di rispetto istituzionale a tre parlamentari della Repubblica che rappresentano, oggi, non più solo la prima forza di opposizione, bensì il primo movimento politico con circa il 30% dei voti, mentre il PD è travolto dagli scaldali di Banca Etruria e gli esponenti del fu giglio magico (oggi fradicio) devono utilizzare gli ingressi secondari per paura dei cittadini.
Vi aspettiamo oggi pomeriggio dalle 16.30 circa lungo il Corso 2 Giugno per incontrare i cittadini e presentare il #ProgrammaTurismoM5S!

Il testo dell'atto ci è statao reso noto solo il 22/12 mattina ed è consultabile al link http://www.comune.senigallia.an.it:8081/jattipubblicazioni/AttiPubblicazioni?servizio=Allegato&idDocumentale=103938

Figura 1 - comunicazione diniego autorizzazione occupazione suolo pubblico

DINIEGO OCCUPAZIONE SUOLO PUBBLICO.bmp


Senigallia - 

Come è nostra consuetudine pubblichiamo il resoconto dell'attività in consiglio comunale del 14 dicembre scorso.
La seduta consiliare si è tenuta lo stesso giorno delle esequie, celebrate in forma pubblica, della Sig.ra Patrizia Casagrande Esposto, esponente di rilievo della politica regionale spentasi prematuramente dopo una lunga malattia.
È noto l'impegno sempre profuso dalla ex Presidente della Provincia di Ancona sul versante delle politiche di parità e sul contrasto alla discriminazione di genere, e speriamo - ci si perdonerà l'accostamento - che il voto favorevole dell'assemblea consiliare della sua città natale al nostro Ordine del Giorno "MISURE PER ATTUARE PARITÀ E PARI OPPORTUNITÀ TRA UOMINI E DONNE NELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE" possa essere considerato un ulteriore piccolo omaggio e contributo alla "battaglia culturale" per la consapevolezza dei diritti femminili.

Fatta questa breve ma doverosa premessa, passiamo ad esporre la nostra attività come portavoce del M5S nel consiglio comunale di Senigallia.

Dopo la discussione di interrogazioni e interpellanze l'assessore Girolametti ha presentato la delibera del Comitato dei Sindaci n. 1/2017 "APPROVAZIONE DEL REGOLAMENTO UNICO PER L'ACCESSO AL SISTEMA LOCALE DEI SERVIZI SOCIALI E PER LA COMPARTECIPAZIONE ECONOMICA DEGLI UTENTI".
Il Regolamento, che disciplina l'accesso ai servizi sociali, si pone in continuazione con la "Convenzione per l'esercizio associato della funzione progettazione e gestione del sistema locale dei servizi sociali tra i Comuni dell'Ambito Territoriale Sociale (ATS) n.8 per il triennio 2015-2017" laddove, ricordiamo, l'ATS coincide con la ex Zona Territoriale 4, ovvero tutti i comuni delle Valli del Misa e Nevola serviti dal nostro Distretto Socio-Sanitario.
Dopo una breve presentazione e discussione, è stato approvato all'unanimità.

È stata poi proposta e approvata una modifica dell'Ordine del Giorno, con cui è stata spostata alla fine della seduta la discussione del "REGOLAMENTO PER IL CONFERIMENTO DEGLI INCARICHI AGLI AVVOCATI DEL LIBERO FORO PER LA RAPPRESENTANZA E DIFESA IN GIUDIZIO DEL COMUNE DI SENIGALLIA" e dell'OdG di Unione Civica e Forza Italia "REVOCA CONCESSIONE GRATUITA ALLA UISP E GARA D'APPALTO PER OSTELLO COMUNALE" per il protrarsi dell'assenza dei consigliere Paradisi per motivi di lavoro.

È stata quindi presentata ed approvata la mozione del consigliere Mandolini che chiedeva all'ente di verificare la fattibilità della realizzazione di parcheggi sul piazzale "M.F. Rosi", per mettere in sicurezza chi transita su via N. Bixio.

La consigliera Stefania Martinangeli ha quindi esposto l'OdG a firma Martinangeli-Palma di cui abbiamo brevemente parlato in premessa, che richiama atti e documenti ufficiali presentati da oltre un decennio a livello europeo e nazionale.
Il tema delle pari opportunità e della parità di genere è stato infatti trattato nel 2006 da Parlamento e Consiglio Europeo (Direttiva 2006/54/CE del 5 luglio 2006, pubblicata in G.U. dell'Unione europea L204/23), che è stata recepita dall'Italia con la Direttiva del Ministro per le Riforme e le Innovazioni nelle Pubbliche Amministrazioni e della Ministra per i Diritti e le Pari Opportunità del 23 maggio 2007 "Misure per attuare parità e pari opportunità tra uomini e donne nelle amministrazioni pubbliche", pubblicata in G.U. in data 27/7/2007.
Sempre nel 2007, l'Atto di Sindacato Ispettivo n°1/00107 del Senato della Repubblica presentato dalla senatrice Alfonzi e altri afferma: "Il senato (...) impegna il Governo ad introdurre negli atti e nei protocolli adottati dalle pubbliche amministrazioni una modificazione degli usi linguistici tale da rendere visibile la presenza di donne nelle istituzioni, riconoscendone la piena dignità di status ed evitando che il loro ruolo venga oscurato da un uso non consapevole della lingua".
Fin dalla fine degli anni '80 si parla, con sempre maggiore consapevolezza, di "sessismo linguistico" , intendendo con ciò la presenza di aspetti discriminanti nei confronti delle donne nel sistema stesso della lingua a partire dall'ipotesi che la lingua non solo manifesti il modo di pensare dei parlanti, ma addirittura lo condizioni. La Commissione Nazionale per le Pari Opportunità tra uomini e donne redasse delle Raccomandazioni che suggerivano, tra l'altro, di usare le parole: "persone" e non "uomini" (es: "diritti della persona" e non "diritti dell'uomo"), di creare la forma femminile di titoli professionali (es: dottore, dottoressa) e, nelle forme in cui non si ha un adeguato morfofonetico al femminile, anteporre l'articolo femminile (il dirigente, la dirigente); e tali raccomandazioni furono recepite nel Codice di stile delle comunicazioni scritte ad uso delle amministrazioni pubbliche pubblicato presso il Dipartimento per la Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri nel 1993.
Purtroppo, il "sessismo linguistico" non è affatto superato e a tutt'oggi permangono resistenze all'uso del genere grammaticale femminile per molti titoli professionali o ruoli istituzionali ricoperti da donne. Tali resistenze, a detta dell'Accademia della Crusca, non hanno motivazioni di tipo linguistico ma sono, in realtà, di tipo culturale.
Negli ultimi 10 anni, molte amministrazioni hanno aderito alla Direttiva 23 maggio 2007 "Misure per attuare parità e pari opportunità tra uomini e donne nelle amministrazioni pubbliche" e anche la stessa Accademia della Crusca ha collaborato con il Comune di Firenze al progetto Genere & linguaggio e alla pubblicazione delle prime Linee guida per l'uso del genere nel linguaggio amministrativo e anche a Senigallia, nella passata consiliatura venne presentata una mozione dalle consigliere Bucari, Bucci, Angeletti e Ramazzotti con proposta di adesione alla Carta europea dell'uguaglianza e della parità delle donne e degli uomini nella vita locale. Uguaglianza e parità sono un diritto fondamentale, che non deve solo essere riconosciuto per legge, ma deve essere effettivamente esercitato in tutti gli aspetti della vita politico, economico, sociale e culturale."
Il nostro OdG impegnava dunque il Consiglio comunale a chiedere la corretta declinazione di genere nelle discussioni consiliari ed in tutti i documenti e atti istituzionali, utilizzando il termine femminile laddove necessario (consigliere / consigliera, assessore / assessora, sindaco / sindaca, ecc...).
Ci sono stati interventi davvero pregevoli e argomentati, in particolare dell'assessora alle pari opportunità Ilaria Ramazzotti e della consigliera Margherita Angeletti, che hanno raccolto appieno lo spirito del nostro atto, mentre in altri momenti la discussione ha rasentato il grottesco, con argomentazioni del tutto fuori luogo o tentativi di ridicolizzare l'argomento.
A parte due soli voti contrari (e che non commentiamo) e tre astensioni, l'OdG è stato approvato, e questa è un'altra piccola vittoria per tutte le donne, perché i diritti non hanno colore politico.

Si è poi discussa la mozione a firma Palma-Martinangeli presentata dalla consigliera Palma, per la "RISOLUZIONE DELLA SITUAZIONE DI DIFFICOLTÀ ORGANIZZATIVA DELLA U.O. PATOLOGIA CLINICA" (Laboratorio Analisi). I concittadini hanno potuto notare, negli ultimi mesi, le difficoltà del servizio nell'erogare le proprie prestazioni all'utenza, a seguito del dimezzamento degli sportelli di accettazione - per inadeguatezza degli spazi. Ogni sportello ha una capacità di accettare, in una mattina, circa 50 utenti. Finché c'erano 4 sportelli, la capacità ricettiva del Laboratorio Analisi era potenzialmente di 200 utenti, ovvero era perfettamente allineata ai dati di accessi medi (circa 150 utenti esterni al giorno), ora invece appare gravemente sottodimensionata, con utenti - già prenotati - mandati via (in giornate in cui il personale amministrativo agli sportelli era gravemente carente), allungamento delle file per completare l'accettazione, una maggiore permanenza all'interno dei locali e il sovraffollamento della piccola sala d'attesa, con il rischio anche di contrarre, per l'utenza più debole, malattie infettive e diffusive come l'influenza stagionale.
Anche in questo caso, le richieste pressanti del personale sanitario sembrano non aver trovato una pronta risposta da parte dell'Area Vasta, anche se lunedì prossimo 18 dicembre il Sindaco incontrerà i vertici dell'Area Vasta per trattare nello specifico questo problema.
La nostra mozione chiedeva un impegno, da parte dell'amministrazione, per sollecitare un intervento rapido e risolutivo della questione, magari attraverso l'accorpamento degli uffici di accettazione presso il CUP collocato nella palazzina antistante il laboratorio stesso.
Ci è stato chiesto di approfondire la questione rinviandola in Commissione, abbiamo aderito alla richiesta, invitando la presidente Angeletti a convocarla in tempi stretti.

Si è passati poi alla discussione della mozione presentata dal Sindaco e dai capigruppo consiliari di maggioranza Brucchini (Vivi Senigallia), Gregorini (Art.1 - MDP), Fileri (La Città Futura), Profili (Obiettivo Comune) e Santarelli (PD) per la "RIAFFERMAZIONE DEI VALORI DELLA COSTITUZIONE REPUBBLICANA CONTRO OGNI MANIFESTAZIONE E MOVIMENTO DI ISPIRAZIONE NAZISTA/FASCISTA ED OGNI FORMA DI DISCRIMINAZIONE PERSONALE E SOCIALE".
Il tema era stato oggetto di una precedente interrogazione al Sindaco della consigliera Fileri del 24 aprile 2017, in relazione all'autorizzazione concessa a Casa Pound per manifestare lungo Corso 2 Giugno.
In quella occasione, il Sindaco replicò: "... non è sicuramente impedendo la parola che si contrastano in modo adeguato, non è con quel tipo di atteggiamento, se commettono reati io sono il primo a denunciarli, nessun tipo di problema, come chi manifesta e non è autorizzato, identico, perché le regole democratiche sono le regole democratiche e se quello è un partito riconosciuto io non posso, sentito il prefetto e questore, non concedere gli spazi che sono previsti, non lo farò mai, a meno che non ci siano problemi di ordine pubblico e quello è un altro tema. ...", ma la risposta non fu ritenuta soddisfacente dall'interrogante.
Improvvisamente, il sindaco sembra aver cambiato idea, sottoscrivendo un documento che lo impegna a "non concedere spazi o suolo pubblici a coloro i quali non garantiscano, con apposita dichiarazione, di rispettare i valori della Costituzione, professando e/o praticando comportamenti fascisti, razzisti ed ogni grave forma di discriminazione sociale e di genere". Una cosa che - solo 8 mesi prima - affermava non avrebbe mai fatto.

Le richieste di rinvio in Commissione per rivedere alcuni possibili profili di illegittimità presentate da Senigallia Bene Comune e dalle sottoscritte sono state rigettate, per contro è stato presentato un emendamento che non modifica, nella sostanza, le criticità della mozione stessa:
Due i punti che abbiamo sottoposto all'assemblea: il primo è che l'obbligo di preavviso va presentato alle sole autorità (questore e prefetto) e non anche al Comune, in ottemperanza all'art. 17 della nostra Costituzione: "I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz'armi. Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso. Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica", mentre il secondo è che il rifiuto può essere dato sempre e solo dall'autorità e solo per motivi di ordine pubblico.
Anche una sentenza del TAR Lazio del 2016 conferma questa nostra interpretazione, laddove viene chiaramente esplicitato che è illegittimo, da parte del Comune, vietare una manifestazione in luogo pubblico. I fatti risalgono al 2012 in cui l'allora sindaco di Roma, Alemanno, vietò a Rifondazione Comunista di poter manifestare in Piazza Campidoglio.
Il TAR ha ribadito che le uniche ragioni che possono comprimere la libertà di riunione sono legate alla ricorrenza di comprovati motivi di sicurezza e di incolumità pubblica. Il Comune può eventualmente negare la concessione dell'uso del suolo pubblico per strutture e attrezzature anche temporanee e precarie, ma non la manifestazione stessa, nella quale l'occupazione del suolo pubblico si concretizza esclusivamente nella presenza delle persone fisiche partecipanti. Un divieto da parte del Comune infatti violerebbe l'art. 17 della Costituzione che prevede che l'esercizio della libertà di riunione non è soggetta ad alcuna autorizzazione preventiva, ma alla sola comunicazione alle autorità di sicurezza e che il diniego possa essere dato solo per comprovati motivi di ordine pubblico.

Quale potrebbe essere stato il motivo di questa brusca inversione di marcia da parte del sindaco, che ha firmato una mozione che potrebbe esporre l'ente a contenziosi?
A pensar male si fa peccato ... ma forse potrebbe esserci di mezzo la verifica di metà mandato chiesta da La Città Futura a seguito delle contestazioni ricevute dai cittadini per i ripetuti abbattimenti di alberi in varie zone della città, in particolare l'abbattimento "proditorio" della pinetina della stazione a ottobre, nonostante fosse in corso una corposa raccolta firme da parte dei cittadini e la stessa lista La Città Futura avesse chiesto il ritiro della delibera e l'apertura di un confronto. L'abbattimento iniziò ancora prima che la petizione venisse consegnata e tale "sgarbo" fu aspramente stigmatizzato da La Città Futura, che in un suo comunicato stampa del 5 ottobre parlò addirittura di "scarse e insufficienti condivisione, confronto, informazione preventive con i partiti di maggioranza, le associazioni interessate, le cittadine e i cittadini tutti" chiedendo quindi "all'amministrazione comunale e alla maggioranza di avviare una fase di verifica immediata, per la definizione di un documento politico-programmatico di fine mandato". Il sindaco minimizzò, replicando che l'uscita de la Città Futura era stata "una leggerezza",
La verifica di metà mandato è stata quindi fatta, pare con soddisfazione, da parte de la Città Futura e forse ieri ne abbiamo avuto la riprova.
I lavori consiliari sono, infine, proseguiti con l'approvazione del REGOLAMENTO PER IL CONFERIMENTO DEGLI INCARICHI AGLI AVVOCATI DEL LIBERO FORO PER LA RAPPRESENTANZA E DIFESA IN GIUDIZIO DEL COMUNE DI SENIGALLIA, e con il rinvio in commissione dell'OdG REVOCA CONCESSIONE GRATUITA ALLA UISP E GARA D'APPALTO PER OSTELLO COMUNALE.
Le consigliere comunali M5S Senigallia
Stefania Martinangeli ed Elisabetta Palma

Al link http://senigallia.halleymedia.com/live194-Consiglio-comunale.html è possibile rivedere la diretta della seduta consiliare del 14/12/2017.

Stefania Martinangeli ed Elisabetta Palma
M5S Senigallia


Senigallia - 

Per approfondimenti rimandiamo al nostro "Volantone speciale Sanità" scaricabile al link http://www.mokazine.com/read/senigalliam5s/m5s-senigallia-speciale-sanita

svegliati ospedale.bmp

La vicenda dell'UTIC di Senigallia è ancora tutta da chiarire, e il reparto - assieme alla salute dei cittadini - non è assolutamente "al sicuro".

Il 24 luglio 2017 si tenne la seduta di 4^ commissione (Sanità) per parlare del futuro (tutt'ora fosco) della Cardiologia-UTIC, e in quella sede - gremita di cittadini giustamente preoccupati - chiedemmo con forza che i due reparti NON VENISSERO TOCCATI IN ALCUN MODO.
La nostra richiesta era supportata, come sempre, da dati incontrovertibili sui volumi di attività e sui livelli di appropriatezza della Cardiologia - UTIC del nostro ospedale. I numeri non sono opinabili, e le nostre puntuali osservazioni suggerirono ai vertici politici (Dott. Volpini) e aziendali (Dott. Marini) di prendere tempo palesando la SOSPENSIONE della Determina 361/2017 che sanciva la morte dell'UTIC e il declassamento della Cardiologia da reparto per acuti a degenza riabilitativa, in vista di futuri tavoli tecnici della rete cardiologica dell'Area Vasta 2.
Ovviamente, tale sospensione non è mai stata ratificata sulla carta, ma solo a voce e, come tutti sanno, verba volant.
Nel frattempo, sul fronte cittadino, il Sindaco ha "giocato d'astuzia", facendo convergere maggioranza e una parte della minoranza sulle posizioni del PD su un Ordine del Giorno di fatto inidoneo a sortire qualsivoglia modifica dell'attività di smantellamento sistematico del nostro ospedale, già in atto da anni.

Ci sono stati, nel frattempo, i famosi tavoli tecnici della rete cardiologica dell'Area Vasta 2 che sono proseguiti nell'opera di smantellamento, in barba alle promesse di sospensione della determina 361 fatte ai cittadini. Lo stesso Sindaco, l'11 ottobre scorso, ha confermato queste manovre affermando che "... il tavolo tecnico predisposto dall'ASUR per rivedere il Piano di riorganizzazione della sanità regionale ha previsto la rimodulazione dell'UTIC ....".

Il prossimo tavolo tecnico dovrebbe tenersi intorno al 18-20 dicembre prossimo, e in quella data dovrebbe essere scritta la parola fine a questa vicenda.
Sembrerebbe confermato il disegno - preannunciato peraltro da Volpini - di CHIUDERE L'UTIC e lasciare 2 posti letto, assolutamente inadeguati a sostenere il carico di pazienti che, basta leggere i dati, sono stati assistiti in questi anni.

Ribadiamo la nostra assoluta contrarietà a questa scelta che riteniamo sciagurata e pericolosa, perché:
• chi amministra la regione afferma che occorre adempiere agli obblighi del Decreto Balduzzi. Non comprendiamo questa protervia, perché la norma va applicata obbligatoriamente solo dalle regioni "commissariate" in tema di sanità, e le Marche non sono tra queste;
• a livello regionale, anche applicando il Decreto Balduzzi, può esistere un ospedale con DEA (Dipartimento Emergenza Accettazione) di primo livello ogni 150/300.000 abitanti, ne consegue che possono esserci 10 Cardiologie con UTIC, e Senigallia verrebbe "fatta fuori" per lasciare l'UTIC al futuro ospedale INRCA- Osimo che sorgerà vicino all'Ikea (i lavori saranno appaltati, come spesso accade quando il PD commissiona grandi opere, dalla CMC di Ravenna, ma dovremo attendere il 2020 per vedere consegnato l'ospedale dal costo di € 79.500.000 - di cui 40.443.236,16 € a carico della regione Marche);
• Senigallia è la città più popolosa, dopo Ancona, nell'Area Vasta 2, e le presenze aumentano vertiginosamente in occasione di eventi di grande risonanza mediatica (Summer Jamboree, Caterraduno, Fiera, Pane Nostrum, ecc.) e durante la stagione turistico - balneare, inoltre - a seguito della desertificazione dell'offerta sanitaria in provincia di Pesaro - il nostro ospedale sta dando risposte ai bisogni di salute della popolazione della Val Cesano (raggiungendo un bacino di circa 100mila persone);
• la Cardiologia-UTIC di Senigallia è l'unica ad avere le caratteristiche di legge di tutta l'Area Vasta 2. Perché eliminare proprio il reparto di Senigallia?
 DIMENSIONI OTTIMALI: la Cardiologia e l'UTIC di Senigallia sono le sole a rispettare le dimensioni ottimali previste dalla legge, ovvero 20 posti letto e 6 posti letto rispettivamente, mentre Jesi e Fabriano no;
 ATTIVITÀ DI ECCELLENZA: la qualità delle prestazioni (indici di appropriatezza) è tre volte migliore rispetto a Jesi e il numero di prestazioni (volumi di attività) è quasi doppio rispetto a Jesi. Da notare inoltre che, ad oggi, l'UTIC di Jesi non è in possesso dei requisiti minimi richiesti per l'accreditamento in quanto non posiziona i pace maker e invia i pazienti a Torrette per ricevere questa prestazione, con la doppia conseguenza di amplificare i propri dati con prestazioni fatte altrove, e aumentare i costi di una prestazione che potrebbe essere fatta all'interno della stessa AV 2, a Senigallia oppure a Fabriano.
• Togliere l'UTIC significa perdere un altro tassello del Dipartimento di Emergenza Urgenza e Accettazione (DEA) di primo livello, che era stato istituito con una mozione consiliare approvata a luglio 2011 (link) e che le sottoscritte hanno sempre strenuamente difeso. Ad oggi, nel nostro ospedale, non abbiamo nemmeno tutti i reparti con degenza ordinaria previsti dal D.M. n. 70/2015, non abbiamo infatti Urologia e i reparti di Otorino e Oculistica lavorano solo in regime ambulatoriale o di DH.


Nel 2016 la nostra UTIC ha trattato 387 pazienti.
Se oggi l'UTIC ha volumi ottimali con 6 posti letto, che volumi potremo garantire domani, quando ci sarà stata la famosa rimodulazione?
Dove (e come) verranno assistite le persone con infarto, scompenso cardiaco, edema polmonare, aritmia maligna che non troveranno più posto a Senigallia, dato che le altre realtà hanno caratteristiche quali - quantitative inferiori a quelle della Cardiologia-UTIC di Senigallia?
I cardiologi affermano, a ragione , che "il tempo è muscolo", e quanto tempo perderà il malcapitato cittadino con evento cardiaco acuto prima di poter raggiungere, in ambulanza, l'ospedale di Jesi (27 km, percorrenza media 38 minuti) o Fabriano (80 km, percorrenza media comunque superiore a 1 ora)?

Elisabetta Palma e Stefania Martinangeli


Senigallia - 

multiservizi.bmp

Durante l'ultimo consiglio comunale tenutosi a Senigallia il 26 ottobre scorso, i consiglieri sono stati chiamati a decidere su un argomento poco chiaro e presentato in tempi strettissimi, nemmeno si trattasse di un'imboscata.

Ecco le premesse: in data 18/10/2017 veniva convocata la riunione dei capigruppo consiliari. In tale sede, il presidente del consiglio Romano aveva prospettato che sarebbe stato aggiunto un punto all'OdG riguardante Multiservizi, senza però specificare nulla in dettaglio. Il 23/10/2017 veniva convocata la VI commissione bilancio, per presentare l'Atto di "mero indirizzo" per l'operazione di riorganizzazione industriale della partecipazione della società Multiservizi spa nella società Edma srl anche ai fini del conferimento delle relative quote nella società Estra spa, punto poi inserito con urgenza all'OdG del consiglio comunale del 26 ottobre come da comunicazione del presidente del Consiglio in data 24/10/2017.

In tutto, un intervallo di 3 giorni per studiare un'operazione di ingegneria societaria e finanziaria di oltre 42 milioni di euro!

Per avere un'idea del quadro societario, giova premettere che Multiservizi spa è una multi utility a capitale interamente pubblico che si occupa direttamente, o tramite sue partecipate, della gestione del servizio idrico integrato e di produzione, distribuzione e commercializzazione del gas ed energia elettrica attraverso la partecipata Edma srl, di cui detiene il 55% del capitale sociale.

Estra spa è una multi utility a maggioranza di capitale pubblico indiretto che si occupa principalmente della gestione del servizio di produzione, distribuzione e commercializzazione del gas ed energia elettrica; la stessa Estra spa controlla, tra l'altro, la partecipata Estra Energie srl di cui Multiservizi spa, tramite Edma srl, detiene una partecipazione significativa; Edma srl è una holding di partecipazioni (Estra energie a r.l., Edma reti Gas s.r.l, Società intercomunale Gas spa, AES Fano srl) con sede legale in Ancona e capitale sociale di euro 74.398.228,00 detenuta per il 55% da Multiservizi spa e per il 45% dal Gruppo Estra. Multiservizi spa ed Estra spa hanno sottoscritto il 29/01/2014 un Accordo Quadro avente ad oggetto una operazione che ha condotto alla aggregazione delle partecipazioni e dei Rami di Azienda in esso descritti in "EDMA srl".

Estra si quota in borsa, e per fare ciò deve aumentare il proprio capitale, attraverso le quote di Multiservizi in Edma (55%) che divengono il 10% di aumento di capitale di Estra.

Il comune di Senigallia detiene una partecipazione del 16,86% delle quote di Multiservizi, il cui valore viene contabilizzato in bilancio. Questo capitale dato dalla partecipazione diventerà - a nostro avviso - un capitale di rischio, con un valore che cambierà in base agli andamenti del mercato.

Questo è l'ennesimo atto che passa sulla testa dei cittadini senza alcuna condivisione né consapevolezza, conosciuto dai commissari della commissione bilancio solo tre giorni prima rispetto alla data di convocazione del consiglio comunale e subito posto all'ordine del giorno senza concessione di alcun rinvio per approfondimenti, in quanto l'atto avrebbe dovuto essere approvato immediatamente, prima dell'assemblea di Multiservizi spa e dei Comuni soci, convocata per il 6 novembre 2017.

Abbiamo chiesto il perché non sia stata sottoposta, con il dovuto anticipo, ai consiglieri una simile operazione da parte del comune di Senigallia che ha una partecipazione di circa il 16%, avendo, al contrario, il Comune di Monsano, socio Multiservizi solo per l'1,96 %, posto il suddetto Atto di indirizzo all'ordine del giorno del consiglio comunale del 29 settembre scorso.
Perché questo ritardo e perché questa fretta?
Abbiamo eccepito, da subito, sia in commissione che in consiglio, l'assenza del Parere dei Revisori contabili, ex Art. 239 co 1 lett b) n.ro 3 TUEL, su una simile complessa operazione di ingegneria finanziaria e societaria che comporta scissioni di società, aumenti di capitale e quotazioni in borsa. Nello specifico, mira alla definizione della operazione di "...vendita della partecipazione azionaria di controllo di Multiservizi S.p.A. su Edma S.r.l., finalizzata anche all'acquisizione della partecipazione da parte di Multiservizi S.p.A. in Estra S.p.A.....".

Come consigliere del Movimento 5 Stelle abbiamo ravvisato come il Comune di Monsano, a differenza di quanto avvenuto a Senigallia, avesse mostrato sensibilità nel tutelare i consiglieri, che in assenza dei pareri tecnici del Responsabile di ragioneria, in ordine alla regolarità contabile, ai sensi dell'art 49 co. 1 TUEL e dei revisori dei Conti rischiano di rispondere personalmente della bontà dell'operazione finanziaria e societaria che vanno ad approvare.
Ci è stato risposto, sia dal dirigente di Area che dai Revisori dei conti, nel parere poi intervenuto in extremis, che trattandosi di un mero atto di indirizzo non necessita un loro parere.

Al riguardo, però, è stato evidenziato in Consiglio e da noi rimarcato, il pronunciamento della Corte dei Conti regionale intervenuto a seguito di un esposto in merito alla delibera del Consiglio Comunale di Ancona 127/2013 approvata il 20/12/2013, relativa alla cessione del ramo di azienda relativo alla distribuzione del gas, che ha rilevato come questa operazione non fosse definibile "Atto di mero indirizzo" e quindi avrebbe dovuto essere corredato dal relativo parere dei revisori dei conti.

Questa proposta di giunta approvata in consiglio comunale con delibera N° CC/2017/87 del 26 ottobre 2017, dà mandato al rappresentante del Comune di Senigallia di esprimersi nell'assemblea dei Soci di Multiservizi spa, azienda partecipata al 16,86%, relativamente ad una operazione di riorganizzazione industriale che comporta l'acquisizione di una partecipazione azionaria del valore di euro 42.480.000; a norma dell'art 239 co 1 lett b) n.ro 3 del TUEL, la delibera avrebbe dovuto essere sottoposta, a nostro avviso, al parere del collegio dei Revisori del Comune di Senigallia. Così come comporta evidenti "riflessi diretti o indiretti sulla situazione economico- finanziaria o sul patrimonio dell'ente", motivo per cui avrebbe dovuto essere provvista del parere del Responsabile di ragioneria, in ordine alla regolarità contabile, ai sensi dell'art 49 co 1 TUEL.

Durante la discussione consiliare è altresì apparsa dubbia la attendibilità della "Fairness Opinion" e l'indipendenza della società di revisione incaricata da Multiservizi spa per determinare il valore delle azioni di Estra spa. Come già specificato si tratta di una operazione di riorganizzazione industriale che comporta l'acquisizione di una partecipazione azionaria nella società Estra spa. Il valore di questa partecipazione è pari ad euro 42.480.000, di cui euro 22.864.000 di valore nominale ed euro 19.646.000 come sovrapprezzo. Questo valore è stato determinato dalla società di revisione che svolge attività di consulenza per lo studio di consulenza tributaria di ESTRA spa, dove un socio è anche membro del Comitato per la quotazione in borsa di Estra spa.
Le sottoscritte, essendo state respinte le eccezioni sollevate, hanno comunque sottoposto all'approvazione del Consiglio 5 emendamenti anch'essi respinti.
Valuteremo, a questo punto, l'opportunità di inoltrare un esposto alla Corte dei Conti ed all'ANAC.

La maggioranza in consiglio comunale si è comunque divisa in seguito alle eccezioni sollevate, tant'è che il PD ha dovuto chiedere una sospensione per una estemporanea riunione dei consiglieri di maggioranza (protrattasi per circa mezz'ora, dal minuto 4:46:21 al minuto 5:22:06) per poi bocciare i nostri emendamenti.

da Stefania Martinangeli ed Elisabetta Palma
gruppo consiliare M5S Senigallia


Senigallia - 

Al Sig. Sindaco,
al Presidente del Consiglio Comunale
Ai Sigg. Consiglieri Comunali


OGGETTO: MOZIONE per la collocazione del defibrillatore di pubblico accesso (PAD) in luogo aperto e accessibile


Le sottoscritte Elisabetta Palma e Stefania Martinangeli, consigliere M5S Senigallia, presentano la seguente mozione ai sensi dell'art. 13 del Regolamento Comunale.


PREMESSO che:


  • il Comune di Senigallia è in possesso, dal mese di ottobre 2013, di un defibrillatore di pubblico acceso (public access defibrillator - PAD), con relativa bacheca per la collocazione in luogo aperto e accessibile, donato dal Rotary Club cittadino in occasione della prima settimana per la vita "VIVA" promossa da IRC e svoltasi a Senigallia,



  • la scrivente ha già presentato all'assessore competente due interrogazioni sullo stesso argomento, in data 30/11/2016 e in data 29/3/2017, da cui è emerso che, in risposta alla prima interrogazione, il DAE si trovava all'interno della palazzina "ex GIL" sita in V.le Leopardi e - dunque - non poteva fungere da defibrillatore di pubblico accesso, mentre in risposta al sollecito lo stesso assessore aveva prospettato di coinvolgere il sindaco - anticipandone un sicuro interesse e supporto - prevedendo una collocazione del PAD con relativa bacheca in un posto consono all'utilizzo previsto (eventualmente sotto il porticato della Casa Comunale), informando inoltre che i dipendenti comunali stavano effettuando appositi corsi di formazione che sarebbero terminati entro l'estate.

CONSIDERATO che:

  • in molte realtà a livello nazionale e regionale è partito già da tempo il progetto PAD (Pubblico Accesso al Defibrillatore), inoltre sono già presenti in diversi comuni limitrofi al nostro delle postazioni PAD donate da associazioni varie, come Serra de'Conti (installato il 19 dicembre 2015), Castelleone di Suasa (installato il 1 novembre 2016) e Barbara (installato il 9 maggio 2016);
  • dal 2001 il defibrillatore semiautomatico (DAE) può essere utilizzato al di fuori dell'ospedale anche da personale non sanitario in virtù della Legge 3 aprile 2001, n. 120 "Utilizzo dei defibrillatori semiautomatici in ambiente extraospedaliero":
  • il 27 febbraio 2003 sono state emanate "Linee-guida per il rilascio dell'autorizzazione all'utilizzo extraospedaliero dei defibrillatori semiautomatici" dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano;
  • l'art. 2, comma 46, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, recante "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale" (legge finanziaria 2010) autorizzava la spesa di 4 milioni di euro per l'anno 2010 e di 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2011 e 2012 per favorire la diffusione di defibrillatori semiautomatici esterni, secondo i criteri e le modalità da individuare con decreto del Ministro della Salute, di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze, previa intesa con la Conferenza Unificata di cui all'art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni;
  • il Decreto 18 marzo 2011 "Determinazione dei criteri e delle modalità di diffusione dei defibrillatori automatici esterni di cui l'articolo 2, comma 46, della legge n. 191/2009" ribadiva le linee di azione intraprese e delegava alle Regioni il compito di prevedere piani di azione in favore della diffusione dei defibrillatori e relativa formazione nella comunità
.
  • il Parlamento Europeo - il 14 giugno 2012 - ha stabilito di invitare gli Stati membri a diffondere la cultura della rianimazione cardio-polmonare e di fissare una settimana da dedicare a tale scopo;
  • che la Società Italiana di Rianimazione Cardiopolmonare - I.R.C. (Italian Resuscitation Council) ha implementato questa raccomandazione e ha fissato - a partire dal 2013 - la settimana dal titolo "VIVA" intorno alla seconda settimana di ottobre;
  • il c.d. Decreto Balduzzi, Legge 08 novembre 2012, n. 189 "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge 13 settembre 2012, n.158 recante disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della Salute" testimoniava ulteriormente la volontà governativa di provvedimenti ed azioni a tutela della salute.
  • la Regione Marche, con proprie delibere n. 1087 del 25 luglio 2011 e n. n. 161 del 27/2/2017 (abrogante la precedente n.1493 del 23 ottobre 2012) predisponeva il programma per la diffusione dell'uso dei DAE in ambiente extraospedaliero anche da parte di personale non medico e non sanitario e il recepimento dell'Accordo Stato-Regioni; in tal senso nella DGR 161/2017 viene menzionato la modalità PAD, ovvero interventi occasionali di defibrillazione precoce effettuata dada qualunque soggetto addestrato ("first responders"), che "sta avendo sempre maggiore sviluppo in conseguenza della diffusione dei defibrillatori semiautomatici sul territorio ed è conforme alle indicazioni del DM del 18/3/2011 sulla necessità di divulgare il più possibile alla popolazione generale la conoscenza delle tecniche di defibrillazione in sicurezza", prevedendo tipologie di corsi definite "d" per la defibrillazione nell'adulto e nel bambino della durata di 5 ore (fermo restando che coloro che sono già autorizzati all'uso del DAE possono utilizzare anche il PAD) .

TENUTO CONTO che:

  • l'arresto cardiaco è il più importante problema sanitario in Europa, con una incidenza di un evento all'anno ogni 1000 abitanti, che corrisponde a più di 400.000 persone colpite (60.000 solo in Italia), con una mortalità pari a quella dei passeggeri di due jumbo jet al giorno; e che 100.000 si potrebbero salvare se fosse maggiormente diffusa la conoscenza delle giuste tecniche e se vi fosse la presenza di defibrillatori in tutti i luoghi maggiormente frequentati.
  • l'arresto cardiaco può essere trattato con la massima efficacia entro i primissimi minuti dall'evento, e che la letteratura scientifica ha evidenziato come le percentuali di sopravvivenza aumentano quando la rianimazione cardiopolmonare viene iniziata da eventuali persone presenti sul posto, le prime ad intervenire, anche dette "first responders", che possano avere la disponibilità di un defibrillatore semiautomatico ad accesso pubblico o PAD (Public Access Defibrillation);
  • in molte realtà a livello nazionale e regionale è partito già da tempo il progetto PAD (Pubblico Accesso al Defibrillatore)
  • nella giornata del 19 ottobre 2013, in occasione della prima settimana "VIVA" svoltasi a Senigallia, il Rotary Club di Senigallia, in collaborazione con formatori locali dell'IRC, ha donato al Comune di Senigallia un defibrillatore con la relativa teca per contenerlo, da situare nei pressi della sede municipale;
  • sono già presenti in diversi comuni limitrofi al nostro delle postazioni PAD donate da associazioni varie, come Serra de'Conti (19 dicembre 2015), Castelleone di Suasa (installato il 1 novembre 2016) e Barbara (installato il 9 maggio 2016);


Tutto ciò premesso e considerato, le sottoscritte

IMPEGNANO IL SINDACO E LA GIUNTA:


  • a verificare lo stato di conservazione del bene donato affinché si possa accertare il suo utilizzo nell'immediato;



  • a dare appropriata collocazione al PAD con relativa bacheca (donato il 19/10/2013).

Senigallia, lì 15/9/2017


Elisabetta Palma (prima firmataria)

Stefania Martinangeli (cofirmataria)

consigliere M5S in consiglio comunale


Senigallia - 

Abbattimento pineta alla stazione di Senigallia

Martedì 3 ottobre si è consumato l'ennesimo sgarbo ai cittadini senigalliesi. La Giunta Mangialardi (da qualcuno, con triste ironia, ribattezzata sui social "Mangialalberi") ha colpito ancora: dopo aver abbattuto circa 70 lecci in Piazza Garibaldi, dopo il taglio delle 60 tamerici sul lungomare di Cesano e di un viale di alberi anche alle Saline, lungo il "chilometro in salute", è passata proditoriamente all'attacco della Pinetina di Viale Bonopera, di fianco alla stazione ferroviaria di Senigallia, in una zona, tra l'altro, a grave rischio ambientale per l'intensità del traffico veicolare, maggiore imputato dell'inquinamento atmosferico delle nostre città.

Un boschetto di 68 alberi secolari, in prevalenza pini domestici (Pinus pinea), ma anche lecci (Quercus ilex) e ailanti (Ailanthus altissima), un apporto di ossigeno per l'ambiente, poichè le piante "respirano" anidride carbonica e rilasciano ossigeno.

"Esiste una relazione agronomica redatta dal dipartimento di Scienze agricole dell'Università di Bologna - ha spiegato il sindaco Maurizio Mangialardi - che evidenzia i rischi per l'incolumità pubblica". In realtà la relazione agronomica, redatta a seguito di un sopralluogo effettuato nel 2015, ha rilevato che, tra gli esemplari esaminati, "5 di 48 soggetti presentano criticità particolarmente elevate, pertanto tre andrebbero rimosse, mentre la maggior parte delle piante andrebbe sottoposta ad interventi di potatura".

La lettura da parte della nostra amministrazione è stata, però, diversa e la Giunta con sua delibera n. 204 del 5 settembre 2017, ha dichiarato che "non esistono soluzioni tecniche alternative all'abbattimento delle essenze arboree presenti nell'area interessata dai lavori".

Nella primissima mattinata di martedì 3 ottobre, in anticipo rispetto a quanto ci si aspettasse, l'area è stata recintata e sono giunti sul posto operai e mezzi meccanici per consentire l'avvio dei lavori di taglio: si è iniziato dai rami più alti, attraverso cestelli su bracci meccanici e si è proseguito con i fusti dei primi pini che sono man mano cominciati a sparire.

Abbiamo rilevato che, nell'area interessata, non è stato esposto il cartello di cantiere, obbligatorio ai sensi del D.P.R. 380/2001, nè il cartello di identificazione dei lavori, obbligatorio ai sensi della Circolare del Ministero dei lavori pubblici n. 1729/UL del 1° giugno 1990 e ne abbiamo chiesto conto all'assessore alla manutenzione e sicurezza del territorio, mobilità e trasporti, Enzo Monachesi ed al Sindaco Maurizio Mangialardi, con una nostra interrogazione, per la quale siamo in attesa di risposta scritta, del 16 ottobre scorso, con la quale abbiamo anche chiesto anche se intendano sanzionare i responsabili per la mancata ottemperanza alle prescrizioni di legge in base a quanto richiamato dall'art. 27 comma 4 del D.P.R. 380/2001 e dall'art. 44, lett. a) Testo Unico per l'Edilizia.

Quasi in contemporanea all'inizio lavori, anche le fotografie sono iniziate a circolare sui social network (primo tra tutti il gruppo Facebook Sei di Senigallia Se..., da cui gli scatti di questo articolo sono tratti), condite da commenti pieni di indignazione... E' stata perfino indetta una petizione da una cittadina per cercare di fermare il taglio delle piante. L'iniziativa era stata lanciata al presente indirizzo e recitava: "Non bastavano i lecci di piazza Garibaldi, le tamerici del lungomare di Cesano, ora anche la pinetina vicino alla stazione è destinata all'abbattimento per fare spazio ad un parcheggio!!! Abbiamo soltanto 8 giorni per far sentire la voce di chi comprende l'importanza del verde in città, come sostenuto da tutte le evidenze scientifiche, e per cercare di salvare questi nobili alberi! Certamente i parcheggi servono, ma gli alberi anche, e a Senigallia non mancano altri spazi utili per parcheggi senza uccidere altri alberi!" Le firme raccolte sono state oltre 1200, ma il loro effetto è stato nullo. E nemmeno gli otto giorni auspicati dalla cittadina sono stati concessi!

Ancora una volta questa Giunta ha dimostrato una estrema efficienza anche nell'ignorare l'indignazione e gli appelli dei cittadini, delle opposizioni politiche e delle associazioni ambientaliste di Senigallia.

Siamo perfino finiti su "LifeGate" del 5 ottobre 2017, il noto network internazionale di informazione, dal 2000 punto di riferimento per lo sviluppo sostenibile, con un articolo dal titolo: "Senigallia, addio alla pineta, diventerà un parcheggio".

Niente! In un paio di giorni, anche questo ulteriore polmone verde della nostra città è stato, quindi, raso al suolo per fare spazio ad un parcheggio, in estrema controtendenza rispetto agli obiettivi di mobilità verso "emissioni zero" perseguiti a livello europeo.

Ai nostri amministratori pubblici, che in consiglio si vantano di pensare alla sicurezza dei cittadini, non è ancora chiaro che ogni azione negativa contro alberi e arbusti in aree urbane non fa altro che peggiorare le condizioni di salute dei cittadini stessi.

D'altronde a Senigallia il problema delle polveri sottili non c'è, o meglio, se c'è non si vede, perchè da anni non si fanno più rilevazioni: l'unica centralina esistente è fuori uso, forse rotta, comunque inattiva .

Nessuna informativa a cittadini e consiglieri in merito ad un intervento così impattante sulla città, sulla salubrità dell'aria e sul paesaggio urbano. Il Sindaco ha affermato: "....... abbiamo deciso di dare corso alla pianificazione approvata dal consiglio comunale, che prevede proprio in quell'area la creazione di un parcheggio con le risorse accantonate tramite la monetizzazione dei posti auto non realizzati nel centro storico". Come consigliere comunali della Lista del M5S Senigallia possiamo affermare che, dall'insediamento dell'attuale consiliatura, nel maggio 2015, nulla è stato approvato dal consiglio comunale in merito, anzi, alle voci sul paventato abbattimento della pinetina per fare spazio ad un parcheggio, circolate nel marzo 2016, subito seguite dalle critiche di Italia Nostra e dell'Associazione Utenti Trasporto Pubblico, sono subito seguite le smentite del sindaco Mangialardi e dell'assessore Monachesi, quest'ultimo definendo, perfino, la notizia "una delle solite bufale". Le bufale invece sembra appartengano a loro! Ricordate le affermazioni del Sindaco appena rieletto, quando nel giugno 2015, affermava : "Il primo step, ovvero i lavori di riqualificazione di piazza Garibaldi, prevede subito l'abbattimento e la sostituzione degli alberi esistenti con alberi di Orniello. Essenze arboree che a differenza delle piante sempreverdi, nella loro collocazione troveranno dignità e piena sinergia con la piazza". Per rabbonire i cittadini le trovano tutte!

In merito alla fonte di approvazione attribuita al consiglio comunale, ci chiediamo invece se il Sindaco si riferisse, forse, alla Deliberazione del Consiglio Comunale N° 120, Seduta del 10/11/2010 avente ad oggetto: "Atto di ricognizione per la realizzazione di parcheggi pubblici in struttura in area urbana. Approvazione". Ma anche questa atavica delibera consiliare, sconosciuta alla quasi totalità dei consiglieri oggi presenti in consiglio comunale, nessun riferimento prevedeva in merito all'abbattimento della pinetina.
"Ma s'io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, le attuali conclusioni"!

Ci chiediamo.
Che fine ha fatto la prima mozione presentata dal M5S Senigallia, approvata dal Consiglio comunale durante la seduta del 29 luglio 2015, con la quale si invitava l'Amministrazione Comunale, gli uffici ed il Sindaco in qualità di massima autorità cittadina ad attivarsi tempestivamente per adempiere alle disposizioni rese obbligatorie per i Comuni entro il termine del 31 luglio 2015, riguardanti l'onere di censire i propri alberi monumentali?

E' mai stata applicata la Legge 10 del 16 febbraio 2013 recante "Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani" che raccomandava che il futuro sviluppo dei contesti urbani avvenisse in accordo con i principi del protocollo di Kyoto, in modo sostenibile, rispettoso dell'ambiente e dei cittadini e nella piena consapevolezza e conoscenza del proprio patrimonio verde, e prevedeva che ciascun comune eseguisse un censimento degli alberi sulle aree di propria competenza in contesto urbano mediante la redazione di un Catasto alberi?
Perché la nostra amministrazione, chissà, forse per non incorrere in discriminazioni di genere, si è, invece, prodigata per fare una Catasta alberi?

Da Stefania Martinangeli ed Elisabetta Palma
Consigliere M5S Senigallia

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