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MoVimento 5 Stelle

San Giorgio del Sannio - 

In data 14 luglio 2017 (venerdì), ore 18:00, presso l'Auditorum Comunale "Cilindro Nero" si terrà un'assemblea pubblica sulla mancanza dell'acqua. Si discuterà del problema cercando di trovare una soluzione allo stesso.


San Giorgio del Sannio - 

E' proprio il caso di dire che qualcuno sta giocando sporco. Nella giornata di lunedì il sindaco e l'assessore all'Ambiente si sono premurati di farci sapere che: 1) la percentuale di raccolta differenziata è calata e questo ci costerà; 2) è intenzione dell'amministrazione comunale varare una fase sperimentale di compostaggio domestico; 3) dal 29 giugno sono in corso controlli sul territorio per verificare la corretta esecuzione della raccolta differenziata.
Ci sarebbe da ammazzarsi dalle risate se la questione non fosse tremendamente seria, come hanno potuto constatare i cittadini sangiorgesi nel ricevere i bollettini della tassa rifiuti per l'anno 2017. L'amministrazione in carica si comporta come l'avvocato del celebre aneddoto nei confronti dello sventurato cliente: "Qui vinciamo, qui vinciamo, qui ti fregano...". Privatizzare gli utili e socializzare le perdite, un caposaldo del socialismo reale che evidentemente il cattolicissimo sindaco Pepe ha deciso di far proprio malgrado il progressivo avvicinamento ai lidi della tanto vituperata destra.
Ovvero: se la percentuale di differenziata supera una certa quota, l'onore cittadino è salvo con tanto di medaglietta al Comune riciclone. Ma se si scende sotto la fatidica soglia, apriti cielo: scatta la chiamata in correità, il giro di vite nei controlli, lo spauracchio delle multe a strascico. La colpa è tutta e solo dei cittadini incivili che non eseguono correttamente la raccolta, e ciò determinerebbe secondo i nostri ineffabili amministratori l'aumento dei costi.
Ma è davvero così? O i rappresentanti dell'esecutivo stanno per caso raccontando una "verità alternativa" alla Trump?
Cari concittadini, la realtà è presto spiegata. Tra i primi atti dell'amministrazione Pepe ci fu l'indizione della procedura d'appalto per individuare un nuovo gestore del servizio rifiuti. Quello era il momento giusto per far calare i costi e migliorare la qualità della raccolta. Come? Varando un capitolato di gara al passo coi tempi, che subordinasse l'aggiudicazione dell'appalto al riconoscimento di adeguati corrispettivi economici per il Comune derivanti dal conferimento delle frazioni alle piattaforme specializzate. Il tutto senza imposizioni dall'alto o paternalistici richiami ai cittadini discoli ma coinvolgendo la comunità. Allora sì che fare bene la differenziata avrebbe rappresentato una pratica virtuosa e un vantaggio economico per i cittadini.
E invece la "rivoluzionaria" amministrazione Pepe cosa fece? Bandì un appalto letteralmente identico al precedente (risalente addirittura al 2008!), senza alcun meccanismo premiale legato al conferimento dei materiali selezionati. Due soltanto le variazioni significative: l'assunzione di un altro operatore e l'assegnazione di una consulenza per la redazione di un Piano rifiuti gemello monozigote del precedente.
Se la tassa rifiuti è più cara, dunque, è solo e soltanto per questa ragione. Lo dimostrano le esperienze concrete di altri Comuni della provincia nei quali la differenziata ha determinato sensibili risparmi in bolletta.
La prova che questa Amministrazione non vuole davvero agevolare i cittadini - contribuenti è data proprio dal compostaggio domestico che adesso si dice di voler sperimentare. La verità è che si tratta di un maldestro e pietoso tentativo di contrabbandare come propria una iniziativa promossa da mesi dal Movimento Cinque Stelle. Gli amministratori comunali fanno finta di non sapere che il compostaggio domestico della frazione organica non ha bisogno di alcuna sperimentazione per un motivo molto semplice: esiste già!!!
Il Regolamento comunale sulla Iuc (Imposta unica) all'articolo 14.D della Parte Tari (Tassa rifiuti) prevede espressamente che i cittadini che eseguono tale pratica beneficiano di uno sgravio nella misura del 15 per cento della parte variabile della tariffa. Nessuna distinzione tra zone rurali o urbane, valutazione costi/benefici, aspetti igienico-sanitari: queste sono tutte paturnie dell'amministrazione comunale. Il Regolamento parla chiaro e il Comune può fare un'unica cosa: applicarlo. E' ciò che è già avvenuto del resto a numerosi cittadini che su indicazione del Movimento Cinque Stelle hanno presentato l'istanza per la concessione dello sgravio, chiaramente ottenendolo. Molti di più purtroppo sono quelli che pur effettuando da anni tale pratica (soprattutto nelle zone rurali) non ottengono alcuno sconto semplicemente perchè non ne sono a conoscenza.
Il sindaco Pepe, anziché avventurarsi in velleitarie elucubrazioni, dia alla cittadinanza questa semplice risposta: perchè la maggioranza da lui guidata si è rifiutata di votare lo scorso 30 marzo in Consiglio comunale la mozione presentata dal Movimento Cinque Stelle per aumentare dal 15 al 30 per cento la quota dello sgravio? Quale legge vigente su tutto il territorio nazionale e non soltanto nella sua ideale Repubblica consente di non votare una mozione? Chiaramente la maggioranza avrebbe potuto bocciarla, ma avendo il coraggio di esprimersi.
E già che c'è, sindaco, provi a dare alla collettività un ulteriore chiarimento: come giustifica gli aumenti della tariffa scattati in virtù del nuovo appalto, dal momento che il nuovo appalto non è stato ancora affidato? Come possono fidarsi i cittadini di un simile, sgangherato sistema di tassazione?
Siamo pronti a confrontarci anche in piazza con il sindaco e gli amministratori, atti alla mano, per separare una volta per tutte i fatti dalle rappresentazioni romanzate, e purtroppo costose, della realtà.

Divieto animali domestici


San Giorgio del Sannio - 

Avevamo detto che a San Giorgio del Sannio vige un Codice normativo a parte e l'amministrazione comunale ha voluto darcene pronta conferma. Da qualche giorno, in corrispondenza delle aree verdi pubbliche sono comparsi piccoli cartelli in legno che a dispetto della foggia graziosa e discreta recano un ordine perentorio: "E' vietato calpestare le aiuole e introdurre animali domestici".
Nulla quaestio chiaramente sull'opportunità di preservare le aiuole. E' invece molto discutibile il preteso divieto di introdurre animali domestici. Anzi, non è semplicemente discutibile: è illegittimo.
A parte il cattivo rapporto con la lingua italiana (trattandosi di luoghi aperti non si può "introdurre" alcunché), va evidenziato che il divieto imposto dal Comune è nullo. O per dirla in una lingua cara al professor Pepe, è tamquam non esset: come non esistesse. Serve solo a coprire di ridicolo la popolazione sangiorgese agli occhi dei visitatori che giungono in paese, sicuramente increduli davanti a una disposizione palesemente infondata. Sfidiamo l'amministrazione comunale a citare la legge in base alla quale è possibile vietare l'accesso di animali domestici in aree pubbliche. Chiaramente non esiste, e del resto gli stessi cartelli implicitamente lo ammettono dal momento che non citano la norma in base alla quale è applicato il divieto.
Se il problema sono le deiezioni canine, che effettivamente non mancano, bisogna combatterlo con le uniche armi che il Codice (quello nazionale...) assegna agli enti locali. Ovvero: precise disposizioni in merito alla conduzione di animali domestici in luoghi pubblici; controlli; sanzioni nei confronti dei trasgressori. E non ci si nasconda dietro il solito ritornello della carenza di personale. Non c'è bisogno di un esercito di controllori. E' sufficiente far avvertire la presenza del Comune con verifiche periodiche, richiami iniziali, multe in caso di violazioni reiterate.
Ma non va considerato solo l'aspetto repressivo. Va promossa una cultura civica che garantisca di convivere con animali domestici senza compromettere il decoro urbano. E il Comune in tal senso deve fare per primo la propria parte installando un numero adeguato di cestini per le deiezioni, contrariamente a ciò che accade oggi. Inoltre bisogna mettere in cantiere la creazione di un'area dedicata, seguendo i numerosi esempi virtuosi realizzati da anni in tutto il mondo.
Questo e non ridicoli divieti deve attuare il Comune di San Giorgio del Sannio per gestire la presenza dei nostri bellissimi animali. L'amministrazione Pepe rimuova i cartelli e adotti le buone pratiche che da decenni sono patrimonio comune degli enti locali più avvertiti. Invitiamo inoltre le associazioni protezionistiche operanti sul territorio, in primis la Lega per la difesa del cane che opera in convenzione con il Comune, a unirsi in questa battaglia di elementare civiltà. I cani non sono un problema ma una meravigliosa presenza di cui nessun insulso divieto potrà privarci.


San Giorgio del Sannio - 

Abbiamo sperimentato concretamente che questa Amministrazione, in perfetta continuità con le precedenti, non ha rispetto autentico, sincero della democrazia ma si limita al formalismo che è ben altra cosa. Per cui si è portato in Consiglio l'approvazione degli organismi indispensabili solo per rispettare la scadenza di legge fissata al 30 giugno.
A supporto di ciò che diciamo ci sono svariati esempi:

1) Le commissioni si riuniscono raramente e solo per mettere a posto la pratica a ridosso del Consiglio. Abbiamo più volte sollecitato e chiesto il riunirsi delle commissioni;

2) Svariate istanze da noi regolarmente presentate giacciono nei cassetti del Comune e non sono state nemmeno portate all'attenzione delle commissioni. Solo su nostra sollecitazione due di queste (mozione compostaggio e Regolamento per lo streaming) sono state inserite in extremis all'ordine del giorno della seduta odierna, ma non come mozioni, come Comunicazioni. Quando invece un argomento sta a cuore alla maggioranza, la commissione si dà da fare e i tempi sono europei (vedi convenzione Colline beneventane). Evidentemente questa Amministrazione riscopre la sensibilità democratica soprattutto quando ci sono soldi da movimentare.
Invece la mozione sul compostaggio di comunità è stata presa in considerazione solo dopo nostre continue pressioni, anche presso l'ufficio tecnico. L'amministrazione non era, all'inizio favorevole, sminuendo la proposta con frasi tipo "che amma fà?" per poi accontentarci formalmente "presentiamo la domanda, nel caso dopo la ritiriamo". Ed ora l'amministrazione vanta l'adesione al progetto regionale, evidentemente il "giocattolino" è piaciuto;

3) gli atti vengono pubblicati all'Albo pretorio dopo giorni e giorni dall'approvazione, rendendo spesso anacronistica l'attività di sindacato ispettivo che la legge assegna ai consiglieri comunali (e non solo a quelli di minoranza...);

L'elenco potrebbe proseguire. La chiamate democrazia questa? Noi la chiamiamo presa per i fondelli e noi non siamo qui per farci prendere per i fondelli.

Rendiconto 2016


San Giorgio del Sannio - 

La nostra posizione in sintesi, contrari su tutta la linea perchè l'analisi dei residui attivi lascia a dir poco delle perplessità. Ma soprattutto è la gestione delle finanze comunali che non ci convince per niente. Hanno annunciato un inasprimento dei controlli sugli evasori, e il principio è condivisibile. La realtà però è che continueranno a pagare sempre gli stessi, come ha dimostrato l'incremento della tassa rifiuti applicata peraltro in maniera illegittima perchè calcolata sul costo del nuovo appalto che al momento è fermo. Non sono previste azioni mirate nei confronti di chi non ha mai versato un euro all'erario comunale ma la solita pesca a strascico anno per anno, mettendo sullo stesso piano chi non paga per scelta fraudolenta e chi invece si è trovato involontariamente in difficoltà in un certo momento.
E poi c'è una questione fondamentale: il bilancio non è fatto solo di entrate ma anche di uscite. Sulle entrate l'amministrazione ha deciso di calcare la mano ma sulle uscite non ci sembra proprio che abbia applicato, in questo primo anno, lo stesso rigore. Per capirlo basta aprire l'Albo pretorio: si continuano a sostenere le solite spese superflue, senza alcuna strategia. La domanda è: queste spese superflue a chi giovano?
Altro che rinnovamento e inversione di rotta: tra questa Amministrazione e le precedenti non c'è alcuna differenza. Lo dicono i fatti.


San Giorgio del Sannio - 

Ebbene sì, quando è necessario chiedere scusa bisogna farlo. Dobbiamo scusarci con l'amministrazione comunale perchè negli scorsi interventi avevamo sostenuto che tra l'attuale gestione e le precedenti non c'è alcuna differenza.

Ma l'ultima seduta di Consiglio comunale ci ha dimostrato che il nostro giudizio era ingeneroso. Quella guidata da Mario Pepe è realmente un'amministrazione rivoluzionaria. In una sola riunione abbiamo constatato il sovvertimento di interi articoli del Testo unico enti locali, dello Statuto comunale e del Regolamento del Consiglio comunale. Ma non basta. Per dispiegare compiutamente la propria azione riformatrice, Pepe e compagni hanno deciso di agire in deroga a precise disposizioni normative, nazionali e comunali, relative alla tassa rifiuti e al costo di funzionamento degli uffici comunali.

Davvero troppo perchè potessimo tacere i prodigi di democrazia e buone pratiche amministrative messe in mostra da questi signori. Ne elenchiamo solo i principali. Nella seduta del 30 marzo, all'atto della approvazione della nuova tariffa presentammo in Consiglio una mozione finalizzata all'incremento della quota di sgravio da riconoscere ai cittadini che effettuano il compostaggio della frazione organica dei rifiuti. Si tratta di una prerogativa già prevista dall'apposito Regolamento comunale sulla Tassa rifiuti nella misura del 15 per cento (sulla parte variabile). Noi abbiamo chiesto di far salire lo sconto al 30 per cento ritenendo troppo bassa la attuale soglia.

Qual è stata la risposta dell'amministrazione comunale? Semplicemente non c'è stata. Da mesi la nostra mozione improntata a informare e garantire condizioni più eque per i cittadini tartassati non viene messa ai voti in Consiglio comunale. Perchè la maggioranza capeggiata dal sindaco Mario Pepe e rappresentata formalmente dal capogruppo Nicola De Ieso non si assumono la responsabilità di bocciare la nostra proposta e continuano a menare il can per l'aia? In base a quale norma il presidente del Consiglio comunale Massimiliano Gaudino può omettere di far esprimere l'aula su una proposta regolarmente presentata? Per noi valgono ancora gli articoli 16 e 38 del Testo Unico enti locali, l'articolo 15 dello Statuto comunale, e in particolare l'articolo 22 del Regolamento del Consiglio comunale che recita: "La mozine consiste in una proposta che il Presidente del Consiglio è tenuto a mettere immediatamente ai voti dell'assemblea".

Ciò non è accaduto né il 30 marzo, né nell'ultima seduta del 14 giugno. Per Pepe e i suoi valgono leggi diverse, o la loro azione rivoluzionaria ha riscritto Codici e Regolamenti? Il quesito ci intriga a tal punto che lo porremo anche alla Prefettura e al Dipartimento affari territoriali del Ministero dell'Interno, così che possano estendere a tutti gli enti locali d'Italia l'applicazione dell'innovativo Codice sangiorgese. E già che ci siamo chiederemo anche quali istituti normativi consentano a un Presidente del Consiglio comunale di non dare seguito a proposte di delibera regolarmente presentate da mesi. E' il caso, solo per citarne una, della delibera per l'istituzione del servizio di trasmissione in diretta streaming delle sedute di Consiglio comunale. Ogni cittadino, ovunque si trovi, potrebbe così seguire i lavori dell'assemblea civica senza doversi recare fisicamente nell'aula consiliare, vedendo con i propri occhi ciò che accade e non dovendosi fidare di resoconti non sempre esaurienti. E se non può farlo al momento può comunque vedere la registrazione disponibile sul sito del Comune. Questo chiaramente a patto che il Consiglio approvi la proposta di delibera con apposito Regolamento presentata dal Movimento Cinque Stelle. Ma la maggioranza "rivoluzionaria" ha evidentemente altre priorità e ha fatto sapere di non essere interessata ad attivare tale servizio. E per fortuna che la parola più pronunciata in campagna elettorale da Pepe e compagni fu partecipazione!

L'ultimo Consiglio ci ha regalato poi un ulteriore modello di innovatività amministrativa. In pratica, avendo il Comune di San Giorgio del Sannio "soltanto" una cinquantina di dipendenti ma non disponendo di una figura chiave come il dirigente del servizio Finanze e Tributi, cosa fa? Si rivolge al vicino Comune di San Martino Sannita che dall'alto delle sue quattro o cinque unità in organico ci fornirà, nei ritagli di tempo e a pagamento, la propria funzionaria. E intanto i cittadini sangiorgesi continueranno a pagare regolarmente lo stipendio a chi finora e per anni ha svolto quello stesso servizio. Non c'è che dire, un autentico capolavoro. Ma non c'è da stupirsi visto che si tratta degli stessi amministratori "rivoluzionari" che hanno accollato ai cittadini il costo della esternalizzazione del servizio Tributi, e che hanno applicato aumenti sulla tassa rifiuti sulla scorta di un nuovo appalto mai partito. Straordinarie innovazioni sulla cui legittimità chiameremo a pronunciarsi organi sovraordinati. Il tempo del dialogo e della proposta, purtroppo, è terminato.


San Giorgio del Sannio - 

Il progetto pilota dello Sportello informativo Europa e Microcredito ha riscosso un ottimo risultato. Le persone che hanno chiesto informazioni avevano progetti chiari e dettagliati.
I cittadini interessati possono ottenere gratuitamente informazioni relative a finanziamenti, opportunità lavorative, stage formativi, scambi culturali, sgravi, e quant'altro è previsto dai programmi di intervento promossi dall'Unione europea.

Gli ambiti trattati sono: sostegno all'occupazione e alle imprese, progetti sociali e giovanili, ambiente, energie rinnovabili, sicurezza alimentare, sviluppo rurale e agricoltura, turismo sostenibile, formazione, cultura.

In particolare lo Sportello offrirà i seguenti servizi: supporto nell'accesso alle informazioni generali sui programmi; individuazione dei fondi attivabili in relazione a progetti di privati o associazioni; individuazione dei bandi aperti o in via di pubblicazione e delle misure attive, sia di carattere europeo che regionale; indicazioni inerenti le fasi di preparazione e presentazione del progetto.

Le attività di front-office saranno curate dalla dottoressa Mirella De Benedictis, consulente e professionista nel campo della europrogettazione, già collaboratrice del parlamentare europeo del Movimento Cinque Stelle Piernicola Pedicini presso il suo ufficio di Bruxelles.

Gli interessati possono prenotare un appuntamento all'indirizzo email dedicato sangiorgioeuropa@libero.it
È al vaglio di alcuni portavoce per inserirlo su scala più ampia.


San Giorgio del Sannio - 

Molto interesse sta suscitando la nostra azione di informazione sullo sgravio TARI per chi effettua il compostaggio domestico, oltre al gazebo le domeniche mattina, ci stiamo recando casa per casa, nelle contrade: San Giovanni, Cesine e Monterrone.

Nomine ASI


San Giorgio del Sannio - 

Marianna Farese, Bartolomeo Laudando, Francesca Maio e Nicola Sguera:
«Excusatio non petita accusatio manifesta» dicevano i Latini. Se ti scusi senza richiesta vuol dire che sei colpevole. Carmine Valentino e Claudio Ricci hanno ripetutamente affermato che le nomine del Consorzio ASI (Area di Sviluppo Industriale) non sarebbero state "lottizzate". Ergo, le nomine ASI sono state lottizzate all'ennesima potenza. È la logica aberrante della politica piddina e mastelliana del nostro Sannio, facce della stessa medaglia oramai consumata dalla ruggine. Andiamo per ordine.

Già grida vendetta la permanenza di Claudio Ricci sul più alto scranno della Rocca. Sconfitto a San Giorgio del Sannio dall'highlander Mario, aveva promesso (scripta manent!) dimissioni ad horas... Poi il contrordine da Piazza Guerrazzi: non abbandonare le postazioni di comando, a costo di perdere faccia e dignità. Detto fatto. Ricci si è incollato alla "cadrega". Immediatamente è partita l'epurazione dei traditori: spettacolare quella nei confronti di Alfredo Cataudo, Presidente ASEA, reo di non essersi candidato nelle liste del capoluogo per pagare il suo obolo e ancora in attesa di reintegro, dopo aver vinto tutte i confronti giudiziari. Ricci, stupendoci, decise di sostituirlo utilizzando un bando, evocando competenze. Ma l'incarico all'ex assessore provinciale, già Sindaco di Circello, Petriella, ha mostrato che si trattava di una "mossa". Il lupo (si fa per dire...) perde il pelo ma non il vizio insomma.

Storia recente la continua disfida con le truppe mastellate con colpi bassi, cambi di casacca nella peggiore tradizione trasformistica italica, ricorsi... Il solito triste spettacolo.

Dimessosi Perifano e il vecchio Consiglio di Amministrazione, dovendo rinnovare le cariche, la Provincia ha espresso il suo poker: Giorgio Nardone, ex sindaco di San Giorgio del Sannio, Adele De Mercurio, prima dei non eletti della lista a sostegno di Raffaele Del Vecchio, Lucia Catalano, una senza fissa dimora politica, assessora di centrodestra nel capoluogo, candidata alle Regionali con l'UDC, ricollocatasi evidentemente nel centrosinistra secondo le logiche dell'era liquida che ci troviamo a vivere, Costantino Fortunato, Sindaco di Morcone, fino a poco tempo fa vicecoordinatore vicario (titolo di chiara ispirazione fantozziana) di Forza Italia, anch'egli folgorato, come la Catalano, sulla strada di Piazza Guerrazzi. Ricci ha ricevuto i complimenti di Massimiliano Cencelli. Per altro stavolta non ha accennato neanche alla "mossa" di richiedere curriculum e valutare esperienze pregresse. Viva la sincerità.

Insomma, la vecchia, vecchissima politica vissuta come distribuzione e occupazione di poltrone per altro in uno dei tanti enti inutili come l'ASI. Basta leggere, infatti, le note di acuti analisti come Pompeo Nuzzolo o Luigi Ruscello per rendersene conto: «Non c'è stata nessuna tensione politica per associare servizi per una visione dello sviluppo legata al territorio e non all'orticello». Insomma, l'ASI serve ad accontentare le ambizioni di chi è rimasto ai margini della politica. Difficile che possa dare un contributo serio allo sviluppo del territorio. "Poteri" impotenti o inutili, per citare Giancristiano Desiderio.

Le lotte per le nomine riguardano i tre enti coinvolti: Provincia, Comune e Camera di Commercio. Al proprio interno e tra di loro. Piccole beghe legate ad ambizioni personali che non cambieranno l'inerzia di una realtà che lentamente muore. Fotografia di una classe dirigente senza visione. Che cosa è Benevento nel tempo in cui «il decentramento dei poteri è in atto, e lo sviluppo si muove all'interno della globalizzazione»?

«Passioni tristi» le chiamerebbe Miguel Benasayag quelle che si accendono intorno a tali "luoghi vuoti". Il M5S, fieramente, diserta queste dispute di un potere giunto al suo stadio terminale. Questa nota, redatta dai quattro portavoce sanniti, serve solo a spiegare a chi non ha pazienza e tempo per decifrare acronimi e storie di ordinaria piccineria quanto accade nelle segrete stanze. Noi siamo altrove, ovviamente.


San Giorgio del Sannio - 

Stentiamo a credere che il sindaco Mario Pepe, uomo di lunghissima e provata esperienza nelle istituzioni, non abbia nulla da dire in merito alle dichiarazioni pubbliche rese dalla responsabile del settore Finanze e Tributi, Maria Lucia Chiavelli. Abbiamo atteso invano che la voce del primo cittadino si levasse alta e forte per richiamare ai propri doveri d'ufficio la funzionaria. Purtroppo anche su questo fronte, la sbandierata novità dell'agire amministrativo è rimasta una promessa elettorale.

Molti ricorderanno ancora le vibranti proteste di attuali amministratori nei confronti del responsabile dell'Ufficio tecnico municipale quando, sul finire della scorsa consiliatura, il funzionario si permise di interloquire pubblicamente dalle colonne dei giornali con gli allora candidati alle elezioni comunali. Il terreno di scontro erano i lavori pubblici, segnatamente la Villa comunale, e il dirigente vestì i panni del politico per difendere le scelte amministrative. Sicuramente non si trattò di una pagina edificante, e giustamente fu stigmatizzata.

Oggi che le parti (politiche) si sono invertite, chi detiene lo scettro del potere non trova nulla da eccepire in merito alla condotta di una funzionaria che si prende la licenza di replicare pubblicamente alle critiche mosse da una consigliera comunale, la sottoscritta. Contrariamente a quanto asserito, la signora Chiavelli non si è limitata a difendere la propria onorabilità (da cosa poi, visto che nessuno l'aveva offesa?) ma si è spinta su un terreno che certamente non le compete: la argomentazione di decisioni assunte in sede politica e la polemica con una rappresentante eletta. Anziché minacciare obliquamente risibili querele, la signora funzionaria vada piuttosto a rileggersi il Codice di comportamento dei dipendenti e verificherà autonomamente la liceità del suo agire.

Ma non è con lei che intendiamo interloquire, anche perchè dovremmo semplicemente confermare tutto quanto già dichiarato. Ovvero: la persona in questione percepisce dal Comune di San Giorgio del Sannio un lauto stipendio (se paragonato alle condizioni reddituali medie), cui si aggiungono l'indennità (11.500 euro) fissata dal decreto sindacale di nomina e l'attribuzione dell'indennità di risultato derivante dalla valutazione effettuata dall'Organismo indipendente. Tutto previsto dalla legge? Infatti non abbiamo mai detto il contrario. I nostri rilievi vertevano sulla opportunità, da parte dell'amministrazione comunale, di rivolgersi a una società privata per lo svolgimento di compiti chiaramente ricadenti tra quelli d'ufficio, con evidente moltiplicazione dei costi.

La stessa Chiavelli nella sua improbabile replica afferma che l'attività svolta dai privati riguarda "variazioni, cessazioni, pagamenti". Ebbene: non sono questi i compiti propri dell'ufficio Tributi? Le dipendenti assegnate al settore sono solo due, e non cinque (come però si legge proprio sul portale istituzionale del Comune)? E chi vieta di redistribuire le forze in organico, almeno in via temporanea, in modo da dare priorità ad un servizio giudicato fondamentale dalla stessa amministrazione?

"Si è reso necessario ricorrere ad un soggetto esterno - ha argomentato Chiavelli sostituendosi indebitamente al livello politico - per dare supporto alle due impiegate dell'Ufficio Tributi al fine di poter celermente implementare la banca dati dei contribuenti, e non per la mancanza della stessa". Parole che fanno a pugni però con le affermazioni rese pubblicamente dagli amministratori comunali, sindaco in testa, secondo i quali "non abbiamo trovato una banca dati". Il solito giochino delle tre carte funzionale a giustificare aumenti della tassazione, addossandone la responsabilità ai precedenti amministratori.

Ma il tempo dello scaricabarile è terminato. Non tollereremo eventuali nuovi interventi da parte di dipendenti pagati con soldi della collettività. Parlino gli amministratori comunali e diano due risposte semplici semplici: perchè ricorrere a una società privata per svolgere attività proprie del settore Tributi? E perchè proprio quella società, chiaramente predestinata fin dalla delibera di avvio della procedura?