Venerdì scorso siamo stati avvertiti dalla cittadinanza che era in corso l'abbattimento di molti pioppi all'altezza di via Aspromonte n. 114 a Valleambrosia, in prossimità di un'area protetta, con la quale il boschetto aveva negli anni contribuito a creare un habitat perfetto per la vita e sopravvivenza di moltissime specie animali.

Nel post, corredato di video, pubblicato sulla nostra pagina Facebook abbiamo raccontato nei dettagli quanto abbiamo riscontrato recandoci in loco per verificare i lavori, le relative autorizzazioni e permessi, e preso l'impegno di chiedere lumi al Comune, oltre a rassicurazioni sul futuro di quella vitale area verde, dopo il devastante ed invasivo intervento dei mezzi della ditta esecutrice dei lavori.

Come promesso, oggi abbiamo protocollato l'interrogazione allegata e qui riportata nel testo:

INTERROGAZIONE SCRITTA ED ORALE

Intendimenti dell'Amministrazione Comunale a seguito degli interventi di "manutenzione" del bosco di pioppi situati nell'area compresa tra via Aspromonte e il fiume Lambro meridionale - Informazioni su autorizzazioni e permessi rilasciati dal Comune di Rozzano

Il gruppo consiliare Movimento 5 Stelle.

Premesso che

in data 15 dicembre 2017 sono iniziate delle operazioni di abbattimento di numerosi pioppi nell'area ricompresa tra via Aspromonte all'altezza del civico 114, prima del vecchio cimitero, e fino al fiume Lambro Meridionale
Tale area, che si ricongiunge a quella che porta alla Cascina Bandeggiata, e che recentemente è stata oggetto di manutenzione e molte piantumazioni creando nel complesso un oasi naturale dove, unitamente ai pioppi posizionati lungo la riva del Lambro Meridionale che collegano la zona al Parco Agricolo Sud, si è sviluppata una eccezionale biodiversità tra flora e fauna, che dà riparo a diversi specie di volatili, tra quali fagiani, aironi, e molte altre.
Alcuni cittadini, giustamente allarmati e preoccupati per l'evidente danno ambientale, hanno lamentato l'assenza dei cartelli informativi obbligatori per legge che spiegassero il tipo di intervento, avendo trovato solo quello riportante il logo e nome della ditta esecutrice. Alla loro richiesta di poter visionare le autorizzazioni a tale intervento, è stata data risposta negativa, mentre alla richiesta di conoscere i criteri adottati per l'individuazione degli alberi da abbattere, dal momento che non erano contrassegnati in alcun modo, gli operai della Ditta Cattaneo hanno risposto di aver ricevuto disposizione per tagliare TUTTI i pioppi compresi in una fascia delimitata da una linea coincidente con il muro posteriore del cimitero a salire per tutta la lunghezza verso via Aspromonte: limite a nostro dire abbondantemente superato, se confermato.
L'assessore Apuzzo (con deleghe tra l'altro per diritti degli animali, verde, politiche ambientali e per il risparmio energetico, ecologia e servizi di igiene urbana), sopraggiunto poi in loco, ha dichiarato di non essere a conoscenza di quanto in corso; alla successiva nuova richiesta rivolta al capo cantiere di visionare permessi e autorizzazioni, questa volta da parte del consigliere Andò del MoVimento 5 Stelle che come tale si è espressamente qualificato, è stato risposto che non era possibile in quanto tali permessi "erano stati affissi a una transenna che delimitava la zona di lavoro, ma che tale transenna era poi "sparita" insieme a delle attrezzature di lavoro (motoseghe) durante la loro pausa del pranzo"

considerato che

  • l'abbattimento dei pioppi lungo la carreggiata non fosse procrastinabile, in quanto la tipologia di fusto e la sua anzianità rappresentavano un effettivo pericolo per i cittadini in transito
  • l'area in questione nel PGT risulta esser parte del Parco Agricolo Sud, e comprende anche una "zona umida", ovvero un'area protetta, dove si riproduce la specie protetta del rospo Smeraldino
  • l'intervento di abbattimento, eseguito dalla ditta Cattaneo, ha compromesso irreparabilmente tutto l'habitat del sottobosco, poiché sono state utilizzate diverse ruspe che hanno devastato e spianato tutta l'area

INTERROGHIAMO PER SAPERE


  • se è possibile prendere visione delle autorizzazioni rilasciate dall'Amministrazione Comunale per poter verificare quanto meno a posteriori la corrispondenza tra lavoro eseguito e permessi ricevuti

  • se è possibile e lecito che la ditta non avesse un'altra copia da esibire su richiesta di un pubblico ufficiale nell'esercizio delle proprie funzioni, e se ciò non sia comportamento sanzionabile

  • quale ufficio, dirigente o assessore abbia autorizzato l'intervento, apparendo evidente che l'assessore competente non ne fosse a conoscenza

  • l'importo a carico del Comune per l'esecuzione dell'intervento, evidenziando il valore del legname ottenuto e chi ne ha usufruito

  • la tempistica relativa alla rimpiantumazione dell'area, e la tipologia dei nuovi alberi che verranno messi a dimora, in modo da controbilanciare sia le capacità di assorbimento di CO2 delle piante abbattute, sia il danno subito dall'habitat fortemente danneggiato dall'invasivo intervento di ruspe e camion che di fatto hanno spianato anche tutto il resto della vegetazione ricompresa nei due boschetti


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A distanza di anni oramai dalla prima deliberazione della Corte dei Conti del 2014, taciuta ai cittadini e al Consiglio Comunale, si è scoperto solo con la nuova deliberazione dell'agosto 2016 che la partecipata API e i suoi liquidatori non avevano fornito alla Corte dei Conti tutta la documentazione richiesta all'amministrazione rozzanese in quanto Socio Unico.
Documentazione che anche la Sindaco di Rozzano ha ammesso aver sollecitato più volte alla partecipata, di cui ha l'assessorato da due mandati, ottenendo spesso solo dati parziali.

Fin qui nulla di sconvolgente, non fosse che a fine ottobre scorso, sempre nel silenzio dell'Amministrazione Comunale e di giornali e TV, il Tribunale Fallimentare di Milano (che aveva escluso dai conti del passivo di API Srl ben 47.055.283,84 euro di crediti "bancari"), ha provveduto ad escludere € 821.104,90 di crediti vantati dal Comune di Rozzano nei confronti della partecipata per problemi connessi alla mancanza di documentazione a loro evidenza

Se i Curatori Fallimentari hanno escluso queste somme, a che titolo erano state "richieste" ad API Srl? Se non è stato possibile identificarle, può il Comune di Rozzano aver approvato più bilanci dove figurano come crediti, o si tratta di una qualche alchimia contabile su cui accendere i riflettori e indagare al meglio, il prima possibile?

Leggendo il "Progetto di stato passivo creditori + rivendicanti" del Tribunale Fallimentare milanese, balza all'attenzione un'altra singolare vicenda: il credito privilegiato dell'Ing. Vito Ancora per € 1.274.496,22.
Trattasi, salvo caso di omonimia, dello stesso Ing. Ancora (ex capogruppo PD nel comune di Segrate) già indagato insieme all'ex sindaco Massimo D'Avolio (poi consigliere regionale sempre del Partito Democratico, passato il maggio scorso ad Articolo Uno MDP) oggi rinviato a giudizio.
Sindaco sotto la cui gestione è nata e cresciuta la voragine di API Srl.

Orbene, udite udite, leggete leggete, cosa abbiamo trovato tra le motivazioni di esclusione del citato credito (esatto, è stata proposta l'esclusione anche per questo!):
"... il credito richiesto inoltre appare carente della dimostrazione delle effettive attività professionali asseritamente svolte dall'istante, con riserva delle opportune azioni a tutela della massa dei creditori alla luce degli accertamenti in corso da parte della Autorità Giudiziaria"

E' davvero interessante, e a nome dei contribuenti rozzanesi tutti, ci auguriamo che sia fatta al più presto luce sulla vicenda, in modo da recuperare fondi da mettere a disposizione della nostra cittadina, sempre più bisognosa di servizi e aiuto.

PS: Abbiamo chiesto alla Sindaco quanto ci è costato e costerà questo pasticcio sfociato nel fallimento di API, in termini di consulenze tecniche, legali, e spese per il Tribunale (vedi allegato)

Fonti:
https://www.ilfattoquotidiano.it/2015/01/29/milano-bufera-giudiziaria-pd-caso-davolio-buco-47-milioni-euro/1364430/
http://pocketnews.it/rozzano/item/422-fallimento-api-e-inchiesta-d-avolio-udienze-ancora-rinviate
http://www.ilgiorno.it/sud-milano/cronaca/rozzano-d-avolio-1.2863494
http://www.affaritaliani.it/milano/anche-d-avolio-esce-ufficialmente-dal-pd-e-approda-ad-articolo-479435.html

GEN-GEN-2017-0054669.pdf

Fallimento API Srl : M5S fa risparmiare 48 milioni?

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A fine ottobre, nel silenzio dell'Amministrazione Comunale e di giornali e TV, il Tribunale Fallimentare di Milano ha escluso dai conti del passivo della partecipata API Srl dichiarata fallita ad aprile scorso ben 53.583.412,91 milioni di euro di crediti: va ricordato e sottolineato che i competenti amministratori proposero un concordato preventivo per chiudere la pratica "pagando" 48.524.503 (ottobre 2016), nonostante i rilievi mossi dalla Corte dei Conti già dal 2014 e ribaditi nel 2016. Rilievi ai quali il MoVimento 5 Stelle di Rozzano aveva dato particolare risalto, fornendo informazioni utili e competenti già nel settembre 2016, ribadite dai Curatori Fallimentari, a ridurre i debiti della partecipata, e quindi del Comune: di noi cittadini rozzanesi, le nostre TASSE.
Il MoVimento 5 Stelle di Rozzano con le sue interrogazioni depositate il 16 settembre infatti aveva contestato debiti che poi i Curatori Fallimentari hanno escluso dal passivo per Euro 47.055.283,84: quasi il totale che il Sindaco voleva pagare senza battere ciglio! A cui sarebbero da aggiungere i 4,5 milioni circa già pagati per i contratti derivati, che, grazie a un emendamento M5S, il Consiglio Comunale ha dato mandato ai propri legali di recuperare (si spera abbiano adempiuto...).
Ovviamente i crediti esclusi dai Curatori Fallimentari potranno essere contestati dai creditori stessi tramite ricorso, e non è detto che queste cifre saranno confermate a gennaio, quando si terrà la prossima udienza, ma questa amministrazione ha dimostrato tutta la sua incompetenza, non contestando fin dall'inizio debiti che erano palesemente dubbi.
Va inoltre sottolineato, che per giungere a quel concordato preventivo, sono state affidate consulenze tecniche e legali, e che la procedura stessa di concordato affidata al Tribunale ha dei costi non indifferenti.
Caro sindaco, quanto ci è costato, il concordato preventivo, tra spese legali, consulenze tecniche e Tribunale?
Quanto ci è finora costato, da aprile ad oggi il fallimento di Api Srl, tra spese legali, consulenze tecniche e Tribunale?
Rozzano e i suoi cittadini, hanno bisogno di servizi, interventi urgenti di riqualificazione: tutti questi milioni servivano a rendere dignitosa la vita a molti di essi, magari con redditi di sostegno alle famiglie più bisognose, come molte amministrazioni M5S già fanno, creando dei "redditi di cittadinanza comunali".
Altra necessità di Rozzano, avere persone coraggiose come il manipolo di lavoratori che per difendere il proprio futuro e la propria dignità, hanno portato in tribunale API per tutelare i loro diritti.

Allegati:
Interrogazione su Finanziamenti e Apertura Conto Correnti - Nullità
Interrogazioni su Contratti Derivati - Nullità
Curatori Fallimento Api - motivazioni esclusione credit

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Con la sentenza numero 394 2017 del 17 05 2017 il tribunale di Milano ha dichiarato il fallimento della società API Rozzano proprietaria degli immobili ove sono presenti le farmacie di viale Arno, Piazza Berlinguer e via Garofani.

Nel Consiglio Comunale di oggi 29/11/2017, all'ultimo punto dell'Ordine del Giorno verrà discussa la nostra interrogazione (vedi allegato) dove chiediamo all'Amministrazione le sorti delle stesse, cominciando da quella di Ponte dove a Maggio oltre 800 cittadini hanno firmato una petizione per mantenere la farmacia nel quartiere e non sulla via Manzoni.

Vedremo cosa risponderanno a proposito di un servizio pubblico indispensabile, gestito a Rozzano con importanti problemi di bilancio, in particolare se i fabbricati dovessero andare all'asta...

Farmacia_Comunale.jpg

Interrogazione Farmacia Ponte.pdf

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È di questi giorni la notizia che la TARI, la tassa sui rifiuti, sia stata calcolata in maniera errata da alcuni comuni italiani.
La prima conseguenza è che molti cittadini hanno pagato più del dovuto, proprio a causa di questi errori.
I comuni in difetto dovranno restituire la quota non dovuta.
Grazie ai portavoce e attivisti del movimento 5 stelle sono stati predisposti, per aiutare i cittadini ad avere chiarimenti, dei punti di informazione chiamati "SOS EQUITALIA" attualmente presenti solo in alcune città

- FRANCAVILLA AL MARE
- LAMEZIA TERME
- VOLLA (NA)
- AVELLINO
- BOLOGNA
- PORDENONE
- GENOVA CENTRO
- FALCONARA MARITTIMA (AN)
- TORINO
- BARI
- CAGLIARI
- CATANIA
- PISA
- PERUGIA
- BOLZANO
- VERONA

per ulteriori informazioni http://www.carlosibilia.it/indirizzi-sosequitalia/

Anche qui, nell'area metropolitana Milanese ci stiamo occupando di analizzare il ricalcolo per ottenere l'eventuale rimborso secondo i termini di legge.
Continuate a seguirci vi terremo aggiornati.



La giostra delle tariffe del teleriscaldamento

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Era il 5 luglio scorso quando, conseguentemente al "bidone" ritenuto scandaloso da buona parte dei cittadini consapevoli (vedi stralci degli articoli pubblicati su Facebook) dovuto all'assenza della sindaca e di AMA nell'incontro organizzato dai Presidenti di Autogestioni (dopo un intenso lavoro che li ha impegnati per mesi), dal sindacato SUNIA e dalla dirigenza ALER, presentammo un'articolata interrogazione in Consiglio Comunale per poter rendere noti alla città gli sviluppi alquanto complessi di una disastrosa gestione di risorse pubbliche, culminata con il fallimento della partecipata proprietaria di buona parte del patrimonio pubblico di Rozzano oggi all'asta con relativi servizi, con la vendita della redditizia azienda energetica MioGas e con il licenziamento di oltre 50 addetti alla manutenzione di strade, verde e cimiteri.

Si chiese quindi in modo diretto una risposta ai seguenti punti:


  • Perché nell'incontro tenutosi il 5 giugno 2017 con Regione Lombardia per un tavolo di confronto, nè Comune di Rozzano nè AMA gestore del riscaldamento si sono presentati?

  • Quale impatto avrà la messa in liquidazione di Api Rozzano S.r.l. rispetto ai temi richiamata in premessa?

  • Uno degli scopi della riunione tenutasi in regione Lombardia è la richiesta da parte del Sunia e dell'Autogestioni di un accordo: abbassare le tariffe attraverso una tariffa ponte per arrivare ad indire una gara pubblica finalizzata ad una nuova convenzione.
    AMA ha intenzione di applicare la tariffa ponte cosi da abbassare le tariffe?

Nel Consiglio Comunale del 19 Luglio 2017 (vedi dal minuto 2:24:50) la sindaca Agogliati spiega la posizione della sua giunta attaccando la dirigenza ALER per il contenzioso in atto (e da noi da tempo denunciato anche con la nostra portavoce Iolanda Nanni in Regione) su diversi milioni di euro pretesi dall'amministrazione nei confronti di ALER mentre questa ritiene di dover compensare il credito degli inquilini dei propri fabbricati che hanno anticipato investimenti mai effettuati dalla partecipata principale di Rozzano.
Un problema enorme, come potrete leggere nelle parole della sindaca, amplificato per le note problematiche legate alla vetustà di impianti già ampiamente prevedibili in fase progettuale ma non considerati se non tramite la spesa ipotizzata di oltre 11 milioni di euro su cui si è basata una convenzione mai attuata. Già a gennaio 2017 i residenti del popoloso quartiere centrale di Rozzano han provato sulla propria pelle l'effetto gelo conseguente alla malagestione e ancora oggi, in assenza di un accordo tra le parti a grande rischio di ripetersi.

Dice la sindaca:
"Da diverso tempo siamo coinvolti negli incontri tra le parti al fine di chiarire e dirimere la questione del teleriscaldamento del quartiere Aler di Rozzano, servizio gestito da AMA Rozzano, nostra partecipata. Non è nostra intenzione far mancare l'impegno e l'attenzione a un tema rilevante per la nostra cittadinanza. Che legittimamente chiede in primis un servizio di buona qualità a costi adeguati, questo è peraltro dovere prioritario della proprietà Aler. Portiamo tuttavia all'attenzione, e l'abbiamo portata anche all'attenzione di Regione e dei Sindacati, e a quella di tutti gli interlocutori la relazione che AMA ha trasferito ad Aler al fine di chiarire la lettura della convenzione e la posizione che AMA intende sostenere, dalla quale non riteniamo di poterci discostare. È appurato che Aler è risultata da sempre, e risulta tuttora, gravemente inadempiente rispetto alla convenzione del 2013 avendo maturato un rilevantissimo scaduto ed essendo questa una delle principali ragioni della mancata esecuzione degli investimenti pattuiti. Attualmente credo che lo scaduto superi i 5 milioni di Euro.
AMA ha fatturato mediamente ad Aler dall'inizio della convenzione, quindi considerando tutte le annualità, mediamente 16,00 Euro al metro quadrato riscaldato, mentre Aler, e questo è fonte SUNIA, ha addebitato all'utenza dei propri inquilini cifre mediamente molto maggiori.
Molto maggiori, intendo anche 22,00-23,00 Euro al metro quadro.
L'attuale tariffa applicata è inferiore a quella convenzionale e non consente ai valori attuali alla partecipata comunale neppure di ottenere l'equilibrio economico-finanziario del servizio mettendo così a serio rischio la continuità del servizio stesso. Tali evidenze sono da lungo tempo a conoscenza di Aler e anche del tavolo istituzionale. Precisiamo quindi che la posizione della nostra Amministrazione è che non sussistano le condizioni minime per l'ulteriore impegno a partecipare alle riunioni, e questo lo abbiamo detto anche il 5 giugno, presso la Regione Lombardia, che non è il Giudice ma è il socio unico di Aler, e quindi parte in causa, e ciò, e lo ripeto, anche in futuro, almeno sino a che Aler non avrà saldato lo scaduto e fornito serie garanzie di puntuale adempimento, altrimenti sarò molto preoccupata.
Poi, chi ha interesse si va a leggere i bilanci di Aler e vede chiaramente che Aler non paga e si inventa le contestazioni inesistenti, primo perché non ha i soldi, ha 365, credo, decreti ingiuntivi esecutivi pendenti sulla sua testa, debiti, dall'ultimo bilancio depositato, per 85 milioni di Euro con i fornitori, tra cui c'è anche AMA, quindi io credo che non sia tanto AMA a mettere in discussione la continuità del servizio quanto la stessa Aler, ma di tutta l'Aler la continuità, non solo del servizio relativamente a Rozzano. Non riteniamo di avvallare con la nostra presenza, non abbiamo ritenuto di avvallare con la nostra presenza, alcuna ipotesi relativa ad un accordo politico a spese della collettività rozzanese che possa superare le difficoltà tecnico-economiche degli Enti AMA e Aler, che sono in realtà gli unici responsabili della convenzione, e che devono comporre le loro controversie negli ambiti opportuni, fermo restando l'aspetto pubblicistico delle due realtà e fermo restando il principio di trasparenza nei confronti degli inquilini e dei Sindacati inquilini.
Quindi, chi ritiene di non doversi assumere responsabilità neanche votando, neanche risultando presenti alle votazioni in Consiglio Comunale, mi domando come possa chiedere ad un Sindaco, che non è l'Amministratore delegato né di AMA né di Aler, di avallare politicamente una tariffa da concordare tra le parti se non è questa supportata da forti elementi tecnici, ed economici, e finanziari, che devono però trovare le parti in causa.
Andando avanti nella risposta... Quindi mi sembra di aver spiegato perché non abbiamo partecipato alla riunione tenutasi il 5 giugno.
"Quale impatto avrà la messa in liquidazione di API Rozzano rispetto ai temi richiamati in premessa?": la proprietà della rete del teleriscaldamento è di API, e ovviamente in questo momento è in fallimento, quindi la curatela deve stabilire se mantenere il contratto vigente con AMA Rozzano per la gestione oppure scegliere qualcosa di diverso. Dal punto di vista della Amministrazione Comunale si stanno valutando, proprio grazie ai consulenti che sono stati nominati e pagati con la variazione di bilancio che non avete voluto votare, per cercare di capire come tutelare al meglio gli interessi della collettività rozzanese e di questo servizio, che ad oggi a tutti gli effetti si configura proprio come un servizio pubblico, che quindi deve essere tutelato in primis dalla Amministrazione Comunale e a cui la curatela tutto sommato dovrebbe essere subordinata. Quindi si sta facendo questa valutazione e ci si interfaccerà sia noi, lato Comune, che ovviamente il gestore AMA, con i curatori per dare continuità al servizio.
Ho risposto anche alla terza domanda, quindi io concludo qui la mia risposta. Grazie
.

E' toccato a Patrizia Mura ribattere sollecitando il bilancio di AMA che, pensate un pò, ad oggi 4 ottobre 2017 risulta non consegnato (benché i termini prevedevano il 30/09), e con esso una risposta alle contraddizioni su tariffe che dovevano essere tra le più basse d'Italia!
No, non scherziamo, cita infatti il sito di AMA: "Il sistema di teleriscaldamento ideato a Rozzano è tra i più competitivi d'Italia per quanto riguarda le tariffe sui consumi. E diviene il più competitivo in assoluto. Se si considerano i servizi aggiuntivi offerti, come la manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti all'interno degli edifici, il cui costo è compreso nella tariffa"...

Continua la sindaca Agogliati:
"se posso, Presidente, che "la posizione della Amministrazione è che non sussistano le condizioni minime per ulteriore impegno a partecipare a riunioni, almeno sino a che Aler non avrà saldato lo scaduto e fornito serie garanzie di puntuale adempimento", questo è chiaro? Dopo ci sediamo e parliamo, prima pagano, pagano per un servizio che è stato erogato. (...). I cittadini devono pagare il giusto, se Aler gli applica di più possono fare ricorso, perché Aler in questo momento credo gli stia applicando di più di quello che è dovuto, e forse anche nell'arco degli anni. Per non parlare dei conguagli, per non parlare dei conguagli... perché Aler sta mandando negli anni passati i conguagli bloccati, Consigliera Mura, i conguagli bloccati, bloccati... erano relativi a gestioni non AMA, erano relativi alle annualità precedenti in cui la gestione era CSI. Quindi, a mio avviso, però da verificare con i bollettini in mano e complessivamente tutta la contabilità di Aler, a mio avviso i conguagli che dovrebbero ricevere i cittadini dovrebbero essere negativi, cioè gli dovrebbero essere restituite delle risorse per quanto hanno pagato nel 2015 e nel 2016, i conguagli relativamente alla gestione AMA, perché Aler è andata avanti a mettergli fuori i 22,00 Euro anche in annualità in cui i 22,00 Euro a metro quadrato non si sono mai viste. Quindi, ci sederemo a parlare con AMA della tariffa ponte, di come si vuole gestire il servizio, dopo che Aler avrà pagato il dovuto. Perché i bollettini agli inquilini li stanno chiedendo ma non stanno riversando nulla nelle casse di AMA, forse stanno pagando i loro stipendi, gli interessi sui debiti che hanno contratto, eccetera, eccetera, di sicuro non pagano i servizi che erogano. E questo sta mandando in crisi non solo AMA, perché AMA è una piccola cosa rispetto a tutte le altre aziende del territorio, avete visto i ponteggi su via Mandorli sette anni grazie al fatto che Aler ha bloccato i pagamenti a quell'azienda e quell'azienda è andata in fallimento. Ecco, cerchiamo di non far fare la stessa fine ad AMA."

Ecco, ora confrontate le dichiarazioni con quanto circolato in questi mesi sui social e, in particolare, sui volantini distribuiti nelle case dei residenti ALER...
Cosa succederà nei prossimi mesi con la lite in corso e con la spada di Damocle del curatore fallimentare pronto a richiedere conto ad AMA dei debiti nei confronti di API?

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Dopo mesi in cui noi tutti a Rozzano abbiamo seguito con attenzione l'involuzione della gestione amministrativa ed economica delle partecipate, periodo in cui abbiamo cercato di fornirvi puntuale informazione man mano venivano alla luce gli sviluppi sul destino dei dipendenti API (primi a pagare l'inefficienza gestionale) e dei numerosi fornitori, ecco che le pesantissime denunce della Corte dei Conti, oggetto ancora pochi giorni fa di una delibera di spesa di 70 mila euro per avvocati a tutela della giunta, arrivano in Parlamento con un'interrogazione effettuata al Ministro dell'Interno tramite il Senato della Repubblica in cui si chiede conto dei danni effettuati alla comunità dai due sindaci del PD, configurandosi anche l'ipotesi di danno erariale per il prestito di oltre 3 milioni di euro fatto dal Comune ad API e non più rientrato.
Nel documento redatto e protocollato a fine giugno dai senatori Gaetti, Crimi e Mangili viene riepilogato sinteticamente tutto il percorso sviluppato sino a qualche mese fa e conclusosi con il fallimento di API a metà maggio 2017.
Riteniamo che molto debba ancora emergere visto che mai è stato consegnato il bilancio finale del 2014 e che a breve interverrà la curatela fallimentare.

QUI l'interrogazione!

"Perchè la sindaca di Rozzano e la dirigenza AMA non si sono presentati al tavolo di lavoro organizzato dai presidenti delle autogestioni con la nuova dirigenza ALER?"

Ce lo siamo chiesti qualche settimana fa solidarizzando alla sentita protesta di chi vive in prima persona il disagio del popoloso quartiere in centro, lo chiediamo ora direttamente a chi amministra la città applicando tariffe carissime su famiglie di certo non prospere e già soggette a disagi imbarazzanti.
Abbiamo infatti presentato oggi 5 luglio 2017 un'interrogazione affinchè (si spera in tempi brevi) vi sia una risposta chiara e diretta nella sede del Consiglio Comunale, dove attendiamo risposta anche su altri quesiti:
- quale impatto avrà il fallimento di API Rozzano Srl sulla gestione del teleriscaldamento?
- vi sono margini operativi per AMA, in grande sofferenza economica, per aderire alla richiesta di riduzione degli addebiti a cui anche ALER pare voglia aderire con delle "tariffe ponte"?

Siamo certi che le risposte, come d'abitudine, saranno evasive e circostanziate. In parallelo con noi quindi si sta adoperando in Regione Lombardia una persona competente e determinata che già ha operato con successo sul territorio risultando apprezzata portavoce di diversi problemi nelle comunità, la nostra Iolanda Nanni che non ha ottenuto 7000 voti per essere eletta, non ha abbandonato una poltrona in anticipo per ambire a posizioni di maggior prestigio, non ha avuto un rinvio a giudizio per affari condivisi in famiglia con le municipalizzate eppure è costantemente presente con la sua grinta in difesa degli interessi della gente.
Non ci risultano interventi del consigliere D'Avolio in Regione a favore della sua ex città
2017_07_03 interrogazione Aler - Comune.pdf

Gennaro Amiranda Consigliere Comunale

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In occasione del Consiglio Comunale del 10 maggio 2017 Gennaro Amiranda, storico attivista del M5S Rozzano ed in precedenza promotore della lista civica Rozzano 5 Stelle già dal 2009, assumerà la carica di Consigliere in sostituzione del dimissionario Simone D'Agnelli.

Esprimendo il sentito ringraziamento del nostro piccolo grande mondo pentastellato a Simone, con cui abbiamo condiviso negli anni splendidi momenti e dure battaglie nella crescita della nostra forza politica, diamo il benvenuto in questo nuovo ruolo a Gennaro, certi della sua sentita appartenenza ai principi ed ai valori del MoVimento applicati al territorio della nostra città.

Buon lavoro, Gennaro!

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Dopo aver preso atto dell'intento della giunta rozzanese di trasferire la Farmacia Comunale in zona decentrata lasciando sguarnito il grosso quartiere di Ponte Sesto il M5S Rozzano ha promosso, con l'aiuto di molti cittadini ed amici, la raccolta firme in 4 domeniche mattina tra marzo e aprile, supportando anche la legittima richiesta della gente di un presidio medico territoriale mancante da qualche mese per il pensionamento del medico di famiglia.
Un impegno (un piacere) ripagato dalla enorme partecipazione popolare con lunghe file al banchetto per esprimere al sindaco la volontà della comunità!!!

Il 5 maggio 2017 abbiamo quindi consegnato la documentazione con le 870 firme dei cittadini rozzanesi, con il protocollo n° 20922

Ora attendiamo insieme ai pontesestesi un riscontro dalla sindaca, una precisa volontà politica che dia una svolta ad un destino gramo racchiuso nell'imminente fallimento della società API in cui è stato conferito buona parte del patrimonio immobiliare cittadino, tra cui proprio la farmacia di Ponte Sesto.

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2017_05_05 M5S - petizione farmacia.pdf

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