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Prato - 

Ancora un record negativo per Prato che risulta essere al primo posto in Italia per scippi e dove vengono commessi più di tre reati ogni due ore (dati Il Sole 24 ore).

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Eppure più volte abbiamo ascoltato il PD durante le discussioni in Consiglio comunale parlare di "percezione di insicurezza". Questi dati invece parlano chiaro ed esprimono il fallimento delle politiche del Sindaco in tema di sicurezza, tema molto caro a Biffoni dato che ha tenuto per sè la delega. Evidentemente caro solo a parole.

Ricordiamo, infatti, le tante promesse disattese fatte durante la campagna elettorale, tra cui l'istituzione dei vigili di quartiere, o quelle fatte dal sottosegretario di Stato l'onorevole Manzione, proprio durante il Consiglio comunale straordinario sulla sicurezza, rimaste solo parole.

A Prato lo Stato è assente e il Sindaco, dirigente nazionale del PD, non ha le mani libere per battere i pugni sui Tavoli della sicurezza e per chiedere aiuti concreti al Governo. Che cosa hanno prodotto per Prato i suoi continui viaggi a Roma?

Chiediamo al Sindaco un'ammissione di responsabilità e di cedere le deleghe alla sicurezza ad uno dei suoi assessori, forse con meno impegni, così come richiesto nella nostra mozione di aprile, perchè la sicurezza è un tema importante e deve essere una priorità per un'Amministrazione comunale, nei fatti e non solo nelle parole.

I cittadini portavoce Gabriele Capasso, Silvia La Vita e Mariangela Verdolini del gruppo consiliare Movimento 5 Stelle Prato.

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Prato - 

In Toscana, 1.722 infrazioni accertate, corrispondenti al 6,9% su scala nazionale.

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Pochi giorni dopo la presentazione da parte di Legambiente del Dossier Ecomafia 2017, si è parlato, alle Giubbe Rosse di Firenze, dell'illegalità ambientale nella nostra regione, che mantiene, purtroppo, la posizione più alta in classifica tra le regioni del centro-nord.

Per quanto riguarda le attività organizzate di traffico illecito dei rifiuti, la Toscana si conferma al sesto posto anche nel 2017, con cifre che rimangono comunque preoccupanti: 324 infrazioni accertate nel 2016, il 5,7% del totale nazionale, diminuiscono di poco le persone denunciate (431) e gli arresti, mentre salgono i sequestri effettuati (99).

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Su scala provinciale le maggiori criticità si evidenziano nella provincia di Firenze (74 infrazioni accertate, 1,8% su totale nazionale, 101 denunce), seguita da Livorno (41 infrazioni accertate, 1% su totale nazionale, 72 denunce) e da Siena (34 infrazioni accertate, 0,8% su totale nazionale, 48 denunce).

Quest’anno si registra una riduzione dei reati legati al ciclo del cemento e contro gli animali.
Per quanto riguarda i primi, la Toscana scende alla settima posizione, anche se diminuiscono le infrazioni accertate da 342 a 222, (il 5% sul totale nazionale), le persone denunciate (304) e i sequestri effettuati (da 106 a 61).

Su scala provinciale i maggiori problemi si manifestano nella provincia di Livorno (53 infrazioni accertate, 1,2% su totale nazionale, 62 denunce), seguita da Siena (53 infrazioni accertate, 1,2% su totale nazionale, 76 denunce) e da Firenze (37 infrazioni accertate, 0,9% su totale nazionale, 41 denunce).

I reati contro gli animali (bracconaggio, commercio illegale di specie protette, allevamenti illegali, pesca di frodo ma anche le nuove norme contro il maltrattamento degli animali di affezione) vedono un notevole miglioramento generale. In relazioni a questi reati, la Toscana scende al nono posto della classifica, con 249 infrazioni accertate, con una percentuale sul totale del 4,2%, in diminuzione rispetto all'anno precedente, 249 denunce, 13 sequestri. Nella classifica provinciale dell’illegalità della fauna però compare anche Livorno tra le città italiane con 174 infrazioni accertate e il 2,9% su totale nazionale.

Continua la lotta contro “le archeomafie”, dove la situazione si presenta allarmante, la nostra regione infatti è una di quelle maggiormente colpite dai ladri di opere d'arte (secondo posto, con 79 furti) ed insieme al Lazio guida la classifica delle regioni con il maggior numero di furti.

Anche per quanto riguarda gli incendi ci sono buone notizie. La Toscana, infatti, sale in negativo di una posizione dal sesto al quinto posto nella classifica nazionale con 377 infrazioni accertate 8,1% sul totale, 43 denunce e 22 sequestri. Sicuramente peggiori saranno i dati del prossimo anno.

L'edizione 2017, oltre ad indagare su smaltimento rifiuti, cementificazione abusiva, racket animali, incendi e archeomafie, pone l'attenzione, come ha rimarcato Ciafani, su due nuove filiere: quella della corruzione ambientale (320 gli arresti tra quanti avrebbero dovuto vigilare sull'ambiente e si sono invece fatti corrompere) e quello della vendita degli shopper illegali.

Fonte: Legambiente e Arpat Toscana

Prato - 

Purtroppo stiamo assistendo a un graduale e talvolta indiscriminato taglio degli alberi praticamente in quasi tutta la città.

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Il PD, con la parola "riqualificazione", sta distruggendo un patrimonio arboreo secolare, una risorsa utile non solo al decoro di piazze e viali, ma per mantenere una qualità dell'aria ottimale, in quanto si tratta di alberi "adulti" che producono molto ossigeno. Quello che serve ad una città come Prato, fortemente inquinata e con una qualità dell'aria in molte zone scadente.

I conti dell'assessore Alessi non ci tornano ed è per questo che lunedì abbiamo depositato un'interrogazione per capire quanti alberi sono stati abbattuti fino a ora per i vari lavori effettuati dal Comune, e quanti ne sono stati ripiantati. Inoltre, chiediamo che fine hanno fatto le nuove piantumazioni previste dalla legge 10/2013 che obbliga i Comuni a piantare un albero per ogni nuovo nato.

Il PD, che un tempo minacciava di legarsi agli alberi, quando a tagliarli era la giunta di centro destra, oggi sta facendo poco o nulla per la messa in sicurezza del patrimonio arboreo della città. Chiediamo al sindaco una maggiore attenzione sul tema ambientale e di fermare il taglio indiscriminato di piante che possono fare la differenza rispetto ai danni da inquinamento.

I cittadini portavoce Gabriele Capasso, Silvia La Vita e Mariangela Verdolini del gruppo consiliare Movimento 5 Stelle Prato.

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Prato - 

M5S boccia i contenuti del nuovo regolamento del consiglio comunale: «Volevamo trasparenza e partecipazione ma i nostri emendamenti sono stati tutti bocciati».

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Vita più dura per i consiglieri comunali di opposizione a causa delle norme contenute nel nuovo regolamento sulla funzione del consiglio comunale, approvato a maggioranza. Almeno secondo il giudizio del gruppo 5 Stelle. «Sui contenuti del regolamento abbiamo lavorato per almeno due anni - afferma Mariangela Verdolini, consigliera pentastellata - con i colleghi della prima commissione. Il nostro obiettivo era aumentare la trasparenza, facilitare la partecipazione dei cittadini che continuano a mostrare una sfiducia diffusa verso le istituzioni e migliorare la qualità del lavoro dei consiglieri. Per questo abbiamo presentato una serie di emendamenti che sono però stati bocciati, anche quelli più semplici, uno dopo l'altro».

Il risultato finale, secondo Verdolini, Gabriele Capasso e Silvia La Vita «è un regolamento decisamente peggiore di quello precedente, che limita le libertà anche nella divulgazione di attività che invece sono pubbliche e mette il bastone tra le ruote alle opposizioni».

Che cosa avevano proposto i consiglieri 5 Stelle? Tanto per cominciare avevano lanciato l'idea di aprire il consiglio comunale ai question time dei cittadini: «Una formula che esiste già in altri consigli comunali italiani - spiegano - e che consente ai cittadini di formulare direttamente una domanda agli amministratori, utilizzando moduli stampati appositamente. Nella nostra proposta si chiedeva di dedicare mezz'ora ogni consiglio alle risposte scegliendo in base all'ordine di arrivo. Era un modo per coinvolgere la cittadinanza». Risposta: no, troppo complicato.

Il nuovo regolamento, invece, restringe la possibilità di presentare le domande a risposta immediata (i question time, appunto) agli stessi consiglieri. Si potranno presentare dal giorno della convocazione del consiglio fino a tre ora prima del consiglio successivo. La particolarità è che anche i contenuti dei question time dovranno riguardare fatti avvenuti in quel lasso di tempo. «Questo significa - spiegano i consiglieri pentastellati - che se i consigli, come spesso succede, verranno convocati ogni due settimana, i fatti accaduti in quella precedente non potranno essere argomento di approfondimento».

Altro "no" senza tentennamenti ha riguardato la richiesta di discutere mozioni e ordini del giorno entro 5 mesi dal deposito. «Ci è stato detto - afferma Verdolini - che i tempi erano troppo stretti e che gli uffici non ce l'avrebbero fatta a dare risposte adeguate». Esistono mozioni che stanno a candire dal giugno 2015 e un ordine del giorno addirittura dall'ottobre 2014.

I 5 Stelle hanno avanzato poi la proposta di registrare e mettere on line sul sito del Comune anche le commissioni. «Avviene già per i consigli comunali - ragiona Capasso - che anzi sono in streaming, perché non dare pubblicità anche alla fase precedente all'Assise che tra l'altro è aperta alla partecipazione dei cittadini?» Risposta: non si può fare perché la strumentazione non è adeguata. Da qui in avanti, anzi, chi vorrà riprendere i lavori del consiglio (anche media e testate giornalistiche) dovrà fare la richiesta il giorno prima.

Bocciata la proposta del "gettone a tempo" - «visto che ci sono dei consiglieri che fanno atto di presenza in consiglio e in commissione - spiega La Vita - e poi se ne vanno avevamo lanciato l'idea di non dare il gettone di presenza a chi non partecipa almeno al 70% dei lavori» - e bocciato anche il contingentamento delle assenze. «Ora se ne possono fare sei non giustificate prima di decadere - concludono i 5 Stelle - avevano proposto di diminuirle a tre. Ma nessuno è stato d'accordo»

Fonte Il Tirreno

I cittadini portavoce Gabriele Capasso, Silvia La Vita e Mariangela Verdolini del gruppo consiliare Movimento 5 Stelle Prato.

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Prato - 

Presentata mozione in Consiglio comunale per impegnare il Sindaco e la Giunta a dare assoluta priorità a nuove assunzioni nel Comune di Prato per la figura dell'operatore di polizia locale, in modo da incrementare in maniera sensibile l'organico di tale nucleo.

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Chiediamo inoltre di variare il Piano delle assunzioni del Comune di Prato. Ricordiamo che l'organico della Polizia Municipale di Prato è di circa 180 unità e in rapporto al numero degli abitanti risulta essere sotto organico di ben 70 unità.

In data 11 aprile 2017 è stato approvato il Decreto enti locali 2017 che ha innalzato le soglie del turnover al 75% in tutti i Comuni sopra i 10 mila abitanti e che lo sblocco del turnover amplia di molto le possibilità di assunzione da parte degli enti.

Ricordiamo infine che il Sindaco in campagna elettorale aveva promesso l'istituzione del "vigile di quartiere", promessa tuttavia ancora non rispettata.

I cittadini portavoce Gabriele Capasso, Silvia La Vita e Mariangela Verdolini del gruppo consiliare Movimento 5 Stelle Prato.

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Prato - 

Questa Amministrazione incapace su tutto, anche sulla realizzazione di una semplice area di sgambatura per cani!

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La nuova area sgambatura cani di Via Pomeria inaugurata in pompa magna ieri, costata ai pratesi oltre 40.000 euro e mesi di lavoro, presenta già problemi e carenze, come di seguito:

  • la recinzione non è adeguata
  • i cani di piccola taglia riescono ad uscire
  • quelli di grossa taglia la scavalcano
  • cancelletti d'ingresso inadeguati che possono essere facilmente aperti dai cani
  • mancanza di zone di ombra
  • compresenza di una piccionaia con escrementi e quindi rischi per la salute dei cani
  • fontanello d'acqua per i cani progettata male e non agevole
  • mancanza di cartelli informativi sulla destinazione dell'area e la gestione della stessa.

Ci chiediamo come sia possibile aver collezionato tutti questi problemi avendo lavorato al progetto un assessore e un dirigente, i quali sono pagati dai pratesi migliaia di euro ogni mese. Come sempre in questa città le responsabilità degli errori non sono mai di nessuno, solo dei pratesi che dovranno pagare.

Depositeremo una question-time per chiedere conto in Consiglio comunale di questo ennesimo errore.

I cittadini portavoce Gabriele Capasso, Silvia La Vita e Mariangela Verdolini del gruppo consiliare Movimento 5 Stelle Prato.

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Prato - 

Fino a ieri ci dicevano che sarebbe andato tutto bene ma purtroppo avevamo ragione noi.

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Il PD ha deciso di ampliare il museo Pecci, con i lavori che ci sono costati circa 15 milioni di euro, senza un piano di fattibilità e di sostenibilità futuro serio. Nessuno investirebbe milioni di euro senza avere la sicurezza di poter poi mantenere quanto investito, perché dunque tanta superficialità con le tasse dei cittadini?

Oggi durante la Commissione 5, presenti Presidente, Direttore ed Assessore, sono stati snocciolati numeri e un po' meno ottimismo per il futuro. La mostra d'inaugurazione "La fine del mondo" è andata bene sia per la curiosità data dalla riapertura sia per il milione di euro di contributo straordinario che la Regione ha concesso per coprirne i costi.

Ma ora che di soldi non ce ne sono più, con mostre "economiche", il rischio è di avere un nuovo edificio architettonicamente bello ma vuoto. Inoltre il museo, come da indicazioni del CDA, ha necessità di circa 2 milioni di euro annui di contributi pubblici per coprire i costi gestionali: il Comune garantisce 1 milione e 150 mila euro ma ad oggi, metà luglio 2017, ancora non si sa con che cifra contribuirà la Regione Toscana.

Che programmazione può essere fatta in queste condizioni? E se a fine anno mancheranno a bilancio dei soldi, chi li metterà, ancora il Comune con tutti i problemi che presenta il nostro bilancio? Senza considerare i problemi delle infrastrutture, che rende il museo di difficile collegamento con Firenze e i suoi turisti. La situazione è molto preoccupante e tutto questo grazie ai nostri "capaci" della politica, che, per riprendere le parole del Direttore, visti i danni che continuano a fare sarebbe bene smettessero con certe ingerenze politiche.

I cittadini portavoce Gabriele Capasso, Silvia La Vita e Mariangela Verdolini del gruppo consiliare Movimento 5 Stelle Prato.

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Prato - 

A febbraio l'assessore Alessi indicava come ultima problematica in via di risoluzione la gestione del servizio porta a porta nel Macrolotto 0 e dichiarava: "Criticità che supereremo. Avanti tutta".

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A marzo saliva la rabbia dei residenti, "Discariche ovunque e Alia non interviene", mentre la spazzatura accatastata nei marciapiedi diventava una vera e propria barriere architettonica per i disabili.

Confcommercio ad aprile chiedeva una presa in carico dei problemi di gestione della raccolta nel centro storico, contestualmente i cittadini segnalavano ritardi nella raccolta e discariche abusive in ogni punto della città, presso le isole ecologiche e a ridosso delle campane di vetro, queste ultime posizionate sui marciapiedi rendendoli così impraticabili.

A maggio Alia, dopo le giustificazioni sui ritardi, propone delle soluzioni mentre il Sindaco dichiara che così non può andare e chiede un intervento risolutivo al gestore. Per Alia i problemi sui numerosi mancati ritiri sono da attribuire al cambio di appalto, e assicurano che la situazione andrà a regime in tempi celeri.

A giugno Il MoVimento 5 Stelle aveva chiesto alla Giunta di risolvere questi disservizi e di intervenire contro il gestore del servizio perché rispetti la carta dei servizi.

Oggi assistiamo all'ennesima kermesse di giustificazioni da parte del Vicesindaco Faggi che dichiara "La questione è legata alla società che ha vinto l'appalto del ritiro dei rifiuti e che non si sta comportando come dovrebbe. Ci sono alcuni punti più critici che stiamo monitorando". La stessa scusa che è stata adottata qualche mese fa per i ritardi nella manutenzione del verde pubblico.

Inoltre il Vicesindaco, che è anche Vicepresidente del Consiglio Direttivo di ATO Toscana Centro, dichiara che non si possono più fare gli affidamenti diretti perché la legge è cambiata e questo genera i problemi.

Al Vicepresidente dell'ATO Toscana Centro, la quale autorità organizza e controlla le attività di gestione del servizio, suggeriamo di proporre lo stop agli appalti e di far gestire il servizio interamente al gestore Alia, in modo tale da dare continuità e certezza ai servizi di raccolta porta a porta, manutenzione del verde etc.

Infine ci chiediamo perché l’Amministrazione comunale non presta la dovuta attenzione per la gestione dei rifiuti? Cosa sta aspettando che si arrivi all'emergenza? Il MoVimento 5 Stelle ricorda al Sindaco, alla Giunta comunale e a tutto il PD di Prato che i cittadini vi hanno eletti per "amministrare" la città e non per creare continui disservizi.

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Prato - 

Due le notizie di questa settimana: il sequestro del cantiere dello stadio comunale e la mancata agibilità per pubblici spettacoli dell'anfiteatro Pecci con spostamento di un concerto. In entrambi casi si tratta di appalti pubblici da milioni di euro.

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È evidente che qualcosa all'interno dell'ufficio lavori pubblici non funziona. Nel primo caso viene contestato il mancato piano della sicurezza, i lavori erano stati frazionati in tanti piccoli appalti, abitudine frequente, ed abusi edilizi, nel secondo caso vengono contestate carenze sulle vie d'esodo e sui gradoni. Un funzionario del Comune di Prato risulta indagato dalla procura.

Davanti a tutti questi pasticci il Sindaco parla di "storia di burocrazia all'italiana", non sapendo forse che con quella burocrazia i cittadini hanno a che fare ogni giorno. Perché il Sindaco, così sofferente alla burocrazia italiana, non mette mano a quella prevista dal Comune di Prato riorganizzandola e rendendola più snella, così come tra l'altro aveva promesso in campagna elettorale? Oppure crede che davanti alla legge gli enti pubblici dovrebbero essere agevolati rispetto a cittadini ed imprese?

Il M5S ha depositato due question time da discutere nel prossimo consiglio comunale per conoscere dal PD quali sono responsabilità e conseguenze.

I cittadini portavoce Gabriele Capasso, Silvia La Vita e Mariangela Verdolini del gruppo consiliare Movimento 5 Stelle Prato.

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Prato - 

Ieri c'è stata la prima serata di "Prato My Weeks" con musica, negozi aperti, giovani e famiglie in centro storico, tuttavia l'evento è stato turbato dall'ennesima rissa tra marocchini e un ferito grave.

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Com'è possibile che ormai noti a tutti spacciatori possano girare indisturbati con machete in tasca e affrontarsi davanti ai cittadini increduli e spaventati? Le forze dell'ordine, sotto organico, sono arrivate diversi minuti dopo e ovviamente al loro arrivo si sono dileguati tutti, lasciando a terra solo il ferito.

Ci chiediamo: ma le telecamere posizionate in Via Pugliesi a cosa servono? Prato è ormai fuori controllo. Non c'è nessun presidio del territorio, non si conosce né numero né identità degli immigrati dediti a spaccio e delinquenza, lo Stato è assente.

Il silenzio del Sindaco davanti a questo ennesimo episodio ci spaventa e ci chiediamo per l'ennesima volta cosa stiano facendo le istituzioni preposte, ovvero Sindaco, Prefetto e Questore. Stiamo forse aspettando un'altra tragedia?

Non è possibile che le istituzioni trattino i cittadini da delinquenti se pagano una multa in ritardo e si debba poi assistere a episodi come quello di ieri dove bande di spacciatori armati e indisturbati hanno in pugno il centro storico, che dovrebbe essere tra l'altro il nostro biglietto da visita.

La misura è colma. Depositeremo una question time da discutere nel prossimo Consiglio comunale dove chiederemo ancora una volta al Sindaco di cedere la delega alla Sicurezza.

I cittadini portavoce Gabriele Capasso, Silvia La Vita e Mariangela Verdolini del gruppo consiliare Movimento 5 Stelle Prato.

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