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MoVimento 5 Stelle

Perugia - 

Tracciabilità e tariffa puntuale sono gli antidoti indispensabili contro l'inefficienza, la penetrazione delle mafie nella gestione dei rifiuti e l'utilizzo a fine privato e non generale dei ricavi dalla gestione dei rifiuti. Inquinamento delle discariche e inchieste giudiziarie avrebbero richiesto che si sterzasse in maniera decisa verso soluzioni di gestione nell'interesse dei cittadini. Ed invece la Giunta Romizi, dopo una riduzione della tariffa, conseguita con la riduzione dei servizi, continua a rifiutare soluzioni che da anni dovevano essere applicate sulla tracciabilità dei rifiuti e l'applicazione della tariffa puntuale, un corrispettivo che il cittadino e l'impresa dovrebbero pagare sulla base dei servizi effettivamente erogati e della reale produzione dei rifiuti. Si continunoa ad applicare tariffe altissime parametrate sui metri quadri delle superfici occupate e su coefficienti per le diverse attività commerciale che determinano tariffe fino a 15 volte superiori alle effettive potenzialità e produzione effettiva dei rifiuti, incidendo in tal modo, in maniera del tutto sleale sulla concorrenza tra imprese e sulla stessa sopravvivenza delle piccole e medie attività commerciali. Il M5S ha provato in tutti i modi, in questi due anni in consiglio comunale, a convincere la Giunta Romizi che la tariffa puntuale e la valorizzazione dei comportamenti virtuosi non potevano più rinviarsi, ma siamo rimasti inascoltati, così come tanti cittadini, che, talvolta, per sopravvivenza, in altri casi, approfittando dei controlli pressoché inesistenti, hanno scelto la via dell'evasione. Peraltro, visti i deludenti, ma prevedibili risultati in termini di raccolta differenziata e gli ancori peggiori risultati in termini di riuso, recupero e riciclo, l'adozione della tariffa puntuale, capace di far crescere di almeno il 10% la percentuale della raccolta differenziata, non è ulteriormente rinviabile. Per questo, ritenendo che tutti debbano pagare il giusto, in funzione dei servizi comuni erogati, della loro efficienza e soprattutto della maggiore o minore produzione effettiva dei rifiuti indifferenziati, in base al principio "chi inquina paga", il M5S ha attivato la Commissione controllo e garanzia, evidenziando che la normativa tanto nazionale che regionale prevede la tariffa presuntiva come metodo provvisorio e che nessuna motivazione sorregge la scelta che da anni si continua a perpetrare sul metodo presuntivo e che pertanto anche sotto tale profilo gli atti comunali sono viziati da una manifesta violazione di legge. Il M5S invita tutte le associazioni di categoria a tutelare le proprie imprese da tariffe inique, proponendo anche in sede giudiziaria tutte le azioni più opportune.
Cristina Rosetti
(Gruppo Consiliare M5S)
RICHIESTA ATTIVAZIONE TARIFFA PUNTUALE %281%29.pdf


Perugia - 

La vicenda Agri Flor, portata dal M5S in Commissione controllo e garanzia, ha visto l'audizione del Comitato spontaneo di cittadini, da anni impegnati a fronteggiare la difficile convivenza con un impianto industriale di grande impatto per l'ambiente e ubicato, a parere del M5S in un'area dove fin dall'inizio non poteva sorgere. Cittadini esasperati e psicologicamente molto provati, che hanno ribadito la situazione difficile in termini di immissioni di odori e la delicatezza di una area agricola di pregio, a rischio inondazioni e in parte con vincolo paesaggistico, sulla quale non avrebbe dovuto mai essere autorizzato lo svolgimento di una attività industriale. Nonostante i ripetuti solleciti della Regione Umbria, in ordine ad un pronunciamento definitivo del Comune di Perugia, in persona del dirigente responsabile, sulla compatibilità urbanistico-edilizia dell'attività stessa, che per il M5S non è minimamente sostenibile, il Comune tace. Ritendo sussistenti tutti i presupposti, il M5S ha presentato al dirigente dell'Area Governo e Sviluppo del Territorio e al Segretario Generale, richiesta di attivazione del potere sostitutivo nei confronti del Dirigente responsabile, per l'ingiustificato ritardo dell'azione amministrativa e ritenendo abbondantemente trascorsi tutti i termini contemplati dalla normativa in materia di procedimento amministrativo. Il M5S ha, inoltre, chiesto l'audizione, nella prossima seduta della Commissione controllo e garanzia, tanto della Regione Umbria che di Arpa Umbria.
Cristina Rosetti
(Portavoce Presidente Gruppo Consiliare M5S)


Perugia - 

Come per il servizio rifiuti, anche per le mense scolastiche, l'Amministrazione dimostra la sua totale inadempienza in termini di controllo effettivo del servizio, così come la legge prevederebbe, e i cittadini, questa volta i bambini, ancora una volta, si devono affidare alla Magistratura per la tutela dei propri diritti ad un servizio di qualità. Eppure all'indomani dell'espletamento della gara, dopo mesi di discussione in commissione, al fine di scongiurare la totale esternalizzazione del servizio, il Consiglio comunale approvava all'unanimità l'ordine del giorno del M5S (deliberazione n. 121 del 28/09/2015), che richiamava il Sindaco e la Giunta al pieno rispetto delle norme di legge in materia di adeguatezza e qualità del servizio e di monitoraggio permanente dello stesso, in vigore già dal 2008, e mai applicate dal Comune. La deliberazione di settembre 2015 prevedeva altresì il coinvolgimento dei genitori nel controllo delle derrate alimentari e l'elaborazione di un sistema di monitoraggio permanente del servizio in ogni sua fase con verifiche semestrali dell'adeguatezza degli standard, stante la particolare natura del servizio. Ebbene, ad oltre sette mesi dall'aggiudicazione della gara, il Comune: Giunta e Dirigenti competenti, non avevano adempiuto alla direttiva del Consiglio e non avevano strutturato alcun monitoraggio permanente. I controlli dei genitori rimanevano per lo più lettera morta e non avevano alcuna valenza giuridica nei confronti delle società di gestione dei servizi. Neppure la Carta dei servizi era ancora stata adottata, nonostante la sua adozione fosse un obbligo di legge sin dalla gara. Così, il M5S ripartiva alla carica, chiedendo a fine marzo, l'attivazione della Commissione controllo e garanzia, per le gravi inadempienze dell'Amministrazione. Il Dirigente competente non partecipava alla seduta ed inviava una relazione scritta e sintetica ed annunciava l'adozione della Carta dei servizi, ad oggi, ancora, inesistente. Il Dirigente riferiva di 46 controlli eseguiti con il coinvolgimento dei genitori, ma senza una procedura predeterminata e definita in un atto formale dell'Amministrazione da cui si evinca quale effetto abbiano i controlli stessi. Dalle verifiche effettuate, secondo il Dirigente, non emergono criticità, anzi, si sarebbe appurato l'utilizzo dei prodotti con connotazione di qualità (biologico, dop, igp,stg) per la quasi totalità dei prodotti (ma non si riferisce di alcun controllo sulle etichette), il controllo sarebbe stato fatto cartaceo sulla base di un elenco fornito dal controllato. Si afferma apoditticamente, senza nulla fornire a supporto che sarebbero stati valorizzati i produttori locali attraverso un largo utilizzo di prodotti a km zero. Dulcis in fundo: le nuove grammature e le modalità di scodellamento di tutta la porzione rendono molto limitate le eccedenze alimentati, ma non viene citato alcun controllo in merito alle eccedenze alimentari e al loro utilizzo. La Magistratura sostiene che sarebbero state rispettate le grammature e i genitori hanno spesso denunciato quantità scarse. La stessa Usl nei suoi controlli ha rinvenuto in taluni casi grammature non rispettate. Ma d'altronde, visto che il Comune verificava la porzioni senza bilancia, come poteva accorgersi di problemi di quantità? Da quasi due anni il M5S chiede alla Giunta Romizi l'adozione di un modello di gestione del servizio innovativo, che preveda il pieno coinvolgimento degli utenti, i quali sono i primi garanti della qualità del servizio e potrebbero costituire una longa manus dell'Amministrazione stessa, garantendo una presenza quotidiana in ogni plesso scolastico. Ma la Giunta Romizi e il Sindaco stesso hanno sempre fatto orecchie da mercante, c'è stato chi ha etichettato i genitori "mamme ignote" alle quali non era opportuno affidare compiti di gestione del servizio, dimostrando così tutta la propria miopia e inadeguatezza. Il servizio mensa è stato a tutti gli effetti considerato e qualificato quale servizio sociale e come tale va gestito. Per questo il M5S ha predisposto un ordine del giorno per un modello alternativo all'esternalizzazione tout court. La Magistratura, comunque vada, ha certificato il fallimento totale della Giunta Romizi e del Sindaco stesso, più volte sollecitato dai genitori ad intervenire direttamente nella vicenda; genitori sempre sopportati, ma mai supportati da questa amministrazione. Dopo i rifiuti e i servizi educativi, in un altro servizio strategico, quello delle mense scolastiche, la Giunta Romizi dimostra tutta la propria incapacità.
Cristina Rosetti
(Portavoce M5S Comune di Perugia)
ODG REFEZIONE SCOLASTICA DELIBERAZIONE CONSIGLIO SETTEMBRE 2015.Pdf


Perugia - 

L'attendismo della Giunta Romizi nella vicenda Gesenu, oltre a mettere in cattiva luce l'intero Comune di Perugia, rischia di danneggiare la città. Ed ecco, che nell'attesa di un "salvatore", arriva un altro fulmine a ciel sereno: la cancellazione di Gesenu dall'Albo nazionale dei gestori ambientali disposto dalla Sezione dell'Umbria sulla base di una nota del Ministero dell'ambiente - Comitato nazionale dei gestori ambientali che ricorda alle sezioni regionali l'obbligo della cancellazione qualora pervengano informazioni interdittive antimafia emesse in modo evidente ed inequivoco ai sensi dell'art. 89-bis del decreto 159/2011. Il ché tradotto in soldoni vuol dire che Gesenu non potrebbe fare più raccolta e trasporto dei nostri rifiuti con una interruzione del servizio. E solo quando i buoi sono scappati dal recinto, si corre ai ripari, chiedendo una sospensione del provvedimento. Contestualmente, la Giuna continua a rifiutare il confronto con la città e lo stesso Consiglio comunale, dove non più tardi di ieri, nella pressoché immediatezza della comunicazione della cancellazione, il M5S, con la capogruppo Cristina Rosetti, si vedeva negata dal Presidente del Consiglio Varasano la possibilità di presentare sulla questione una interrogazione urgente, al fine di comprendere la gravissima situazione. E un servizio, come quello dei rifiuti, che ha portata strategica e su cui si potrebbe puntare, anche come amministrazione comunale, per far ripartire economia e occupazione, viene lasciato a sé, nonostante i tanti proclami del Vice-Sindaco Barelli sull'economia circolare, per ora tutti sulla carta. Il recupero e il riciclo dei materiali, che da rifiuti diventano materia prima seconda, preziosissimi in un'Europa che è spesso priva di quelle materie prime preziosissime per la produzione dei taluni beni, in particolare ad alta tecnologia, potrebbero rappresentare un pezzo importante della nostra economia e Gesenu, se solo la Giunta Romizi non ci facesse perdere questa occasione e mostrasse il giusto coraggio e il giusto acume, potrebbe essere ripubblicizzata e messa al centro di un cambiamento epocale nella gestione dei rifiuti della nostra Regione. La nostra proposta, l'unica conveniente per i cittadini perugini e umbri, aspetta, da mesi, di essere discussa seriamente in Consiglio comunale, mentre il provvedimento prefettizio sul "commissariamento" di Gesenu sta per scadere. E non ci dicessero che non ci sono i soldi. Le quote del privato, oggi, poco possono valere, e riprendersi la gestione certa di un servizio da 40 milioni l'anno, ci aiuterebbe a portare a termine tutta l'operazione. Ma sembra che avvoltoi amici dei soliti noti vogliano fare di Gesenu l'ennesima terra di scambio e favori con vantaggio di pochi e danni per noi cittadini e con tutta probabilità per gli stessi lavoratori. Su questa vicenda la Giunta Romizi rischia non la caduta, ma un tonfo vero e proprio!

Il Portavoce Consigliere M5S

Cristina Rosetti
VICENDA GESENU-CREAZIONE SOCIETA IN HOUSE MODELLO CONTARINA SPA.pdf


Perugia - 

Dalla pentola a pressione della gestione dei rifiuti a Perugia fuoriesce una rivelazione inquietante. Dopo la denuncia della Portavoce del M5S, Cristina Rosetti, sulla mancata corresponsione da parte di Gesenu dell'indennità di disagio ambientale per oltre un milione di euro, la sconcertante replica da parte di Gesenu: il Comune di Perugia ci deve poco meno di quattordici milioni di euro! La Società non aggiunge alcun altro particolare, ma fa capire che l'asserito credito sarebbe legato all'appalto in essere. Parla anche di scadenze, Gesenu, ma ancora una volta non aggiunge particolari. Certamente - anche alla luce delle indagini in corso da parte della Polizia Tributaria e dell'attenzione che anche la Corte dei Conti ha annunciato sulla vicenda della gestione dei rifiuti e dei rapporti contrattuali in essere - la dichiarazione della Società conferma che la partita rifiuti è stata gestita nella più totale opacità. Nessun dato dei bilanci comunali approvati in questi due anni rivela un tale credito. Alcun accenno a questa pesante partita di debito hanno mai fatto i dirigenti al bilancio Rosi Bonci e Sarnari, né tanto meno il Presidente Gesenu, Luca Marconi, l'Assessore al bilancio Bertinelli e i revisori dei conti. Eppure, a credere a Gesenu, sulla testa dei cittadini di Perugia, la spada di Damocle dei rifiuti pesa come un macigno. Ma facciamo un po' di conti: dal 2006 al 2015 i piani finanziari presentati da Gest/Gesenu e approvati dai vari consigli comunali, hanno visto il costo del servizio di gestione dei rifiuti lievitare dai quasi 27 milioni del 2006, ai circa 45 milioni del 2015. A ciò si sono aggiunti i versamenti milionari fatti dal Comune di Perugia, prima, e dai cittadini in bolletta, poi, a copertura delle bollette insolute degli utenti morosi. Con i costi del servizio è lievitata la bolletta, con incrementi esponenziali, che di recente Confcommercio ha quantificato nel 55 per cento, negli ultimi cinque anni. Quanto altro devono i cittadini di Perugia a Gesenu? A quale titolo la società vanterebbe il credito affermato di quasi 14 milioni di euro? Vi sono accordi paralleli, mai rivelati al Consiglio comunale, dalla Gesenu, né dalla Giunta e dai revisori, che possono mettere in pericolo il bilancio comunale? La somma è legata al noto buco di bilancio del 2006-2007 che i cittadini di Perugia stanno ancora pagando? Quali sono i rapporti reali intercorsi in questi anni tra la Società Gesenu e il Comune di Perugia? Perché nel 2007, poco prima della gara per l'affidamento della gestione dei rifiuti a Perugia e negli altri comuni dell'Ati2 (di oltre un miliardo di euro), che vide un unico partecipante, il Comune di Perugia concesse a Gesenu l'usufrutto sugli impianti di Ponte Rio e Pietramelina in cambio di quasi 15 milioni di euro? Quali altre operazioni sconosciute ai cittadini di Perugia si sono compiute in questi anni? A questo punto, visto che nessuna di queste domande ha, in questi anni, avuto risposta né da parte delle Giunte che si sono susseguite né da parte degli organi di controllo, non ci rimane che rivolgerci alla Magistratura, confidando che almeno le indagini possano fare definitivamente chiarezza. Ma un ultimo quesito rimane: chi è l'autore della rivelazione del debito ultramilionario del Comune verso Gesenu, Luca Marconi, presidente di Gesenu e rappresentante della parte pubblica (i cittadini di Perugia) o Dante De Paolis, dirigente in aspettativa del Comune di Perugia, già dirigente al bilancio all'epoca del noto "buco" della Giunta Locchi, ed, ora, amministratore delegato di Gesenu (nominato subito dopo l'interdittiva), quindi, rappresentante dei soci privati riconducibili all'Avv. Cerroni e a Carlo Noto La Diega? Un particolare di non poco momento...
Cristina Rosetti
Portavoce M5S Comune di Perugia


Perugia - 

IL COMUNE NON RISCUOTE DA GESENU OLTRE UN MILIONE DI EURO, MA I CITTADINI DI PERUGIA HANNO PAGATO A GESENU OLTRE TRE MILIONI E DUECENTO MILA EURO PER LE MOROSITA' NON RISCOSSE..."E IO PAGO...!"
Un bilancio in affanno, quello del Comune di Perugia, dal lontano 2006-2007, anno del noto "buco" di bilancio, i cui effetti devastanti sono una zavorra di cui il Comune di Perugia non riesce a liberarsi. Il 2014 si chiudeva con un disavanzo tecnico "buco bis" di ben 35 milioni di euro, che ci ritroveremo a pagare, dilazionati in rate di oltre un milione di euro annui, fino al 2042. Ai "buchi di bilancio", negli anni si è aggiunta una crisi cronica di liquidità, che costringe il Comune a prendere a prestito in maniera anomala per fa fronte ai pagamenti e che porta con sé interessi annuali sistematicamente sopra il milione di euro. In una tale situazione, un cittadino comune si aspetterebbe una grande attenzione alla corretta riscossione di tutti i crediti che il Comune vanta. E invece non è così. Dopo la scoperta dei crediti non riscossi dalle associazioni, talvolta morose per anni, dalle pieghe del bilancio, emerge un altro debitore eccellente, per una somma di gran lunga superiore e pari ad oltre un milione di euro (1.064.643,22), che Gest/Gesenu deve al Comune di Perugia a titolo di "indennità di disagio ambientale" relativamente agli anni 2011, 2012, 2013 e 2014 (sembra che per il 2015 non sia stata ancora determinato l'ammontare dovuto). E pensare che i cittadini di Perugia in questi anni si sono trovati a sborsare somme a Gesenu, per il rimborso delle tariffe non pagate dagli utenti morosi, che nel 2015 sono state trasferite dalla fiscalità generale (ovvero dal bilancio del Comune) sulle bollette Tari, per la bellezza di tre milioni e duecento mila euro. Somme - sulla cui debenza il M5S nutre dei dubbi - e che neppure negli anni di competenza sono state però compensate con il credito che il Comune vantava negli anni 2011-2014 e che ancora non ha riscosso. Peraltro, per i cittadini e le aree interessate dall'indennità di disagio ambientale oltre il danno pure la beffa. Infatti, della somma complessiva riscossa dal Comune di Perugia a titolo di indennità di disagio ambientale e pari ad oltre ottocentomila euro, neppure un euro è stato in questi anni utilizzato così come invece prevederebbe la legge regionale del 2009, la quale stabilisce che l'indennità di disagio ambientale è destinata ai comuni sede di impianti di trattamento dei rifiuti o a quelli che comunque risentono delle ricadute ambientali conseguenti all'attività dell'impianto e che le somme devono essere utilizzate dagli stessi comuni per agevolazioni tariffarie a favore degli utenti interessati dalla presenza degli impianti (Pietramelina, Borgogiglione, Ponte Rio) e per finalità inerenti al miglioramento ambientale e la dotazione di servizi nelle stesse aree. Nulla di tutto ciò è avvenuto in questi anni, in quanto le somme sono state acquisite a bilancio ed utilizzate senza alcun vincolo di destinazione. E in questo quadro, anche per il 2015, per la scarsa liquidità delle casse comunali, i cittadini di Perugia avranno pagato - perché costretti a prendere a prestito - ben oltre il milione di euro di interessi, vanificando così risorse preziose da poter investire. Se questa è buona amministrazione...
Cristina Rosetti
Portavoce Consigliere M5S


Perugia - 

MA DIMENTICA LE MONTAGNE RUSSE...

Maddona Alta, quartiere fortemente urbanizzato, con traffico veicolare consistente, che, oltre a generare ingorghi, contribuisce alla produzione di quelle polveri sottili che ormai, dati scientifici certi, ci dicono essere dannosi per la salute, capaci di ridurre la vita media e fortemente aggressivi con bambini e donne in gravidanza. Allora, un cittadino comune penserebbe: occorre ridurre il traffico veicolare di passaggio, sviluppando una mobilità moderna, anche basata su un trasporto pubblico efficiente, tutelare e sviluppare aree verdi e luoghi di aggregazione e socializzazione; insomma adottare politiche miranti ad incrementare la qualità della vita dei cittadini. Ci sarebbe anche un Piano per la qualità dell'aria da attuare, che imporrebbe, ormai da tempo, di adottare politiche per portare il traffico veicolare (comprese le merci) al di fuori del perimetro urbano. E, invece, niente di tutto questo, la Giunta Romizi ci riserva l'ennesima sorpresa, abbandona l'originario progetto di rotatoria tra Strada Settevalli e Via Tuzi e si inventa una super rotatoria di quartiere: "una stanza di circolazione delimitata dalle seguenti vie: via Tuzi, via Settevalli, via Martiri dei Lager, via Armando Diaz. Un anello rotatorio ottenuto con la realizzazione di un nuovo tratto stradale, di collegamento tra la via Diaz e via Tuzi". E, almeno così si vocifera, la super rotatoria sarà con effetti speciali, un super centro commerciale pronto a cementificare qualsiasi area verde all'orizzonte. A quel punto agli abitanti di Madonna Alta mancheranno solamente le montagne russe! Domanda quiz: chi finanzierà la super rotatoria e la strada? Non ci sarà mica una compartecipazione di privati...sempre quelli del centro commerciale, di cui si parla? Che Raggi, queste montagne russe! Per il M5S, l'area di Madonna Alta, uno dei quartieri più popolosi della città, necessita come gli altri quartieri ed aree del comune di una valorizzazione, attraverso il potenziamento di aree e luoghi di socializzazione, comprese le aree verdi, e di politiche della mobilità al passo con i tempi e rispettose degli obblighi di legge. Per questo, abbiamo depositato un ordine del giorno diretto ad impegnare il Sindaco e la Giunta ad uno sviluppo di politiche partecipate di valorizzazione del quartiere e all'abbandono di qualsiasi progetto infrastrutturale volto a cementificarlo ulteriormente.
ODG MADONNA ALTA.pdf
ROTATORIA ORIGINARIAMENTE PROGETTATA.pdf
PROGETTO ROTATORIA DI QUARTIERE.pdf

I candidati a Perugia