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MoVimento 5 Stelle

Perugia - 

Sarebbe un reato permanente, quello contestato dalla Procura della Repubblica nei confronti dei rappresentanti della società cui fa capo la gestione dei distributori automatici negli uffici comunali, giudiziari e nelle scuole, di cui si è letto sulla stampa locale. In tutto 169 distributori automatici e semiautomatici: 48 negli uffici comunali, 97, negli istituti scolastici, e 24, negli uffici giudiziari. Snack e prodotti di cui deve garantirsi la qualità, con inserimento di prodotti per celiaci ed intolleranti al lattosio, prodotti dietetici ed equosolidali, e anche la varietà, con l'inserimento mensile di nuovi prodotti. Aspetti poco chiari, oggetto dell'attenzione della magistratura penale, di cui il Comune è da tempo a conoscenza, senza che però, ad oggi, per quanto ci risulta, abbia mosso un dito. Le ipotesi di "inadempimento" sarebbero plurime e secondo il M5S sono fondate: a cominciare dalla vicenda dei contratti di avvalimento. Quando una società che partecipa ad una gara non ha tutti i requisiti richiesti si può avvalere di altre società che hanno requisiti e che quindi ne consentono la partecipazione e, come nel caso di specie, anche l'affidamento del servizio. Poi, però, di tali imprese e professionalità occorre servirsi nell'espletamento del servizio, altrimenti si finisce per incorrere, nella migliore delle ipotesi, in gravi inadempimenti. Dagli atti in possesso del M5S risulta evidente che i controlli che l'Amministrazione era obbligata a fare anche sotto questo aspetto non vi sono stati e in ogni caso non sono risultati adeguati. Pertanto, chi di dovere non potrà esimersi dal rispondere dei mancati controlli o della loro inefficacia. C'è poi la questione dei prezzi, che vengono contestati in sede penale, come difformi da quelli "promessi" in sede di gara ed anche al M5S risulta tale circostanza, finché non dovesse essere smentita, anche qui, da chi doveva fare i controlli e non sembra averli fatti; controlli, peraltro, in tal caso piuttosto semplici da eseguirsi: bastava dare un'occhiata alle macchinette di tanto in tanto, quelle stesse da cui tutti i dipendenti comunali prendono il caffè. Grave, l'inerzia, ad oggi dell'istituzione comunale che nulla dice, anche se tali prodotti sono venduti ogni giorno ad un vasto pubblico dentro i propri uffici, nelle scuole e negli uffici giudiziari. Eppure, c'era chi oggi governa, l'Assessore Prisco, che da consigliere si era occupato della vicenda, sollevando taluni aspetti non chiari in commissione controllo e garanzia. Ma, oggi, da "amministratori", come su tante altre questioni, i membri della Giunta Romizi tacciono, in primis ovviamente il Sindaco. Il M5S, invece, vuole vederci chiaro, solleva la questione in Commissione controllo e garanzia, sollecitando una presa di posizione dell'Amministrazione che da giorni, ormai, non può dire di non sapere. Non è escluso che si possa azionare anche una class action a tutela degli utenti/consumatori.
Cristina Rosetti
(Portavoce Presidente Gruppo Consiliare M5S Comune di Perugia)
RICHIESTA ATTIVAZIONE QUINTA COMMISSIONE DISTRIBUTORI AUTOMATICI.pdf


Perugia - 

di Emma Pavanelli e Cristina Rosetti
Il Sindaco apre il centro alle auto, ma chiude ai pedoni. In un periodo in cui si parla molto della mobilità e di centro storico, con slogan poi contraddetti dalle scelte concrete (come ad esempio la "motorizzazione" di Piazza Italia, che, per volontà di Romizi, diventa la rotatoria del Centro Storico), il M5S deve nuovamente constatare come la Giunta Romizi non stia veramente lavorando per il bene dei cittadini né tanto meno dei turisti. E' sempre più evidente, peraltro, che gli assessori lavorino a compartimenti stagni, senza una reale ed indispensabile compenetrazione di politiche: ciascuno è impegnato a mettere bandierine su questo o quel progetto, ma la programmazione e visione unitarie mancano. Il M5S invita il Sindaco e la Giunta a recarsi nell'area del Pincetto dopo le 21 di sera e potrà scoprire come i pedoni sono impossibilitati a raggiungere i parcheggi, con mezzi meccanici (ascensore e scale mobili), dovendo recarsi, a naso, perché non vi sono indicazioni, in Via Alessi o alle Scalette di S. Ercolano. Percorsi per nulla adatti a persone con disabilità o anziani con problemi di deambulazione (in Via Alessi i marciapiedi, ristretti tra le auto, sono delle autentiche e pericolose groviere). Sono tre anni che attendiamo l'adozione di una adeguata cartellonistica, anche turistica, che renda Perugia più accogliente ad italiani e stranieri. In questi giorni in cui si registrano dati preoccupanti sul settore turistico, occorre forse fare anche un mea culpa da parte di chi, in questi tre anni, quindi, anche prima degli eventi sismici, non ha investito in alcun modo su un settore economico importante come il turismo, rendendo la città più accogliente, attraverso servizi dedicati ai diversi target, visto che ancora oggi manca l'abc dell'accoglienza. Da tre anni chiediamo che l'imposta di soggiorno, così come previsto dalla legge, non sia impiegata per la spesa corrente, ma per progetti di marketing e per lo sviluppo di servizi anche digitali che rendano Perugia più attraente e simile alle altre città d'arte. Insomma, come denunciammo per l'ultima volta in occasione della discussione del bilancio di previsione 2017, sul fronte del turismo, la Giunta Romizi, per ora, tiene Perugia al palo.



Perugia - 

Mentre la Magistratura indaga per una ipotesi di truffa da circa 20 milioni di euro, la Giunta e la maggioranza del Sindaco Romizi scelgono di non fare nulla. Approvano senza battere ciglio il piano economico finanziario del gestore di 41 milioni di euro, sapendo che nel 2018, in mancanza di una azione di responsabilità contrattuale, ci aspetta un salasso enorme per il blocco impianti e il conseguente turismo dei rifiuti fuori regione. In questi giorni, il Ministero delle Finanze ha reso pubblici i dati sul costo del Servizio rifiuti, l'Umbria e Perugia in testa per costo-tariffe. Con la gestione Romizi-Barelli, in controtendenza dal 2010, nel 2016 abbiamo registrato maggiori rifiuti in discarica, maggiori costi per oltre 350 mila euro, maggiore produzione dei rifiuti e una riduzione della raccolta differenziata. Investimenti importanti sulla raccolta differenziata sono stati bruciati, grazie agli enormi scarti e alla pessima qualità merceologica dei materiali.

L'intervento del M5S in Consiglio Comunale. Il Partito Unico è rimasto silente.
https://www.youtube.com/watch?v=jJmy9L5qpiI


Perugia - 

ANCHE PERSONE CON INCARICHI ISTITUZIONALI TRA I DEBITORI. APPELLO DEL M5S: PAGATE E FACCIAMO PARTIRE I LAVORI!

Con un ordine del giorno approvato all'unanimità in commissione bilancio taluni mesi or sono, il M5S ha chiesto l'adeguamento degli impianti semaforici alle esigenze dei non vedenti e ipovedenti. In occasione dell'approvazione del bilancio di previsione ha proposto una serie di emendamenti che trasferissero risorse dalla manutenzione degli Speed Check all'adeguamento progressivo degli impianti semaforici, che la maggioranza di governo ha bocciato, nonostante siano interventi non più procrastinabili. Peraltro, nessun intervento in tal senso dell'Ass. Cicchi, al sociale, che dovrebbe, invece, lavorare a favore della vita indipendente. Ma il M5S non si arrende e rilancia. Da "indagini" effettuate sui debitori del Comune, risultano somme che potrebbero essere recuperate anche per compensazione. Abbiamo scovato almeno 20 mila euro di soli tre soggetti, immediatamente compensabili, che potrebbero permetterci di intervenire subito su almeno quattro impianti. Con il nostro ordine del giorno chiediamo che il Comune si attivi e che recuperi i predetti crediti, anche per compensazione e che si proceda con pronta sollecitudine alla costituzione del fondo e all'avvio degli adeguamenti.

Cristina Rosetti

(Portavoce Consigliere M5S Comune di Perugia)
ODG_costituzione fondo adeguamento impianti semaforici.pdf


Perugia - 

LA REGIONE UMBRIA TRA LE AREE OGGETTO DELL'ENNESIMA DIFFIDA DELLA COMMISSIONE EUROPEA

E' ormai scientificamente provata la connessione tra inquinamento atmosferico, polveri sottili e riduzione degli anni di vita, alle quali si accompagnano malattie e allergie, anche a danno dei bambini. Nonostante le plurime azioni, sollecitazioni e ordini del giorno del M5S, in questi tre anni di consiliatura, la Giunta Romizi, con l'Assessore all'ambiente, ex ambientalista, Barelli, è rimasta totalmente inerte, di fronte a plurimi sforamenti e un Piano per la qualità dell'aria, di matrice europea, che rimane inattuato da 4 anni. La Commissione europea in questi giorni ha nuovamente sollecitato l'Italia ad adottare misure di risanamento della qualità dell'aria e al rispetto delle direttive europee. Tra le aree inquinate figura, come di consueto, l'Umbria e tra le aree più inquinate dell'Umbria vi sono Perugia, Terni e Foligno. L'inerzia della Giunta Romizi, anche su questo fronte, è inaccettabile: nulla si è fatto per Ponte San Giovanni dove i livelli di inquinamento con i lavori sulla E45 hanno raggiunto picchi preoccupanti, né per l'area di confine Perugia-Corciano, e nemmeno per l'area sotto al Minimetrò, Via Cortonese e Madonna Alta, che d'inverno sono tra le più inquinate. In Centro Storico, poi, la Giunta Romizi si è impegnata a favorire la presenza di auto, anziché a costruire un sistema moderno di accesso che darebbe un volto nuovo alla città, valorizzandola anche sotto il profilo commerciale. Il M5S, a questo punto, si è visto costretto a diffidare il Comune e la Regione ad adottare misure programmatorie rapide che nel breve e medio periodo devono condurre ad un risanamento della qualità dell'aria; ne va della salute pubblica! I costi sociali e sanitari dell'inquinamento sono risorse preziose per attuare finalmente misure di prevenzione primaria, che Regione e Comune devono mettere in campo. Occorre togliere all'Umbria il negativo primato del più alto tasso di motorizzazione. Questa la sintesi della nostra diffida. "Considerato che il Piano per la qualità dell'aria, adottato dalla Regione Umbria, alla fine del 2013, non ha di fatto prodotto alcun risultato e il Comune di Perugia risulta pressoché totalmente inadempiente rispetto agli obblighi dallo stesso contemplati. In ordine al traffico veicolare, non risulta adottata alcuna misura finalizzata a decongestionare le vie cittadine, anzi, da ultimo sono state adottate misure volte a rafforzare la presenza di auto, in particolare in Centro storico, con atti volti a favorire e "tollerare" la presenza di auto, mentre, negli ultimi anni vi sono stati tagli al trasporto pubblico locale in concomitanza con l'incremento del costo del servizio, che ha ancor più scoraggiato l'utilizzo del TPL rispetto all'auto privata. Nel Comune di Perugia, in questi anni, si sono susseguiti plurimi sforamenti dei limiti massimi consentiti di sostanze inquinanti in atmosfera, senza che fosse adottata alcuna seria misura programmatica al fine di prevenire tali fenomeni. L'Umbria si conferma una delle regioni d'Italia a più alto tasso di motorizzazione, senza che tale fenomeno sia stato contrastato in alcuna misura, anzi, è stato favorito dall'inerzia nella cura delle infrastrutture ferroviarie di proprietà regionale, strategico nel sistema del TPL regionale, che ne hanno determinato il decadimento e la totale inefficienza, sino alla chiusura di importanti tratte. I costi sociali e sanitari prodotti dallo sviluppo di malattie, allergie e dalle morti premature sono risorse preziose da mettere in campo per la prevenzione primaria, ormai non più procrastinabile. Secondo il rapporto VIIAS, gli scenari 2020 mostrano come l'effettivo rispetto dei limiti previsti dalla normativa vigente, e soprattutto l'ulteriore diminuzione del 20% della concentrazione media annuale degli inquinanti, avrebbero ricadute assai positive sulla salute pubblica. Sussiste una specifica responsabilità dell'Ente Locale, anche in qualità di autorità sanitaria, nella promozione e protezione della salute dei cittadini, così come è compito della Regione Umbria mettere in campo politiche di prevenzione delle malattie e rispettare le direttive europee, nonché adottare azioni volte a favorire da parte dei comuni il rispetto delle misure definite negli atti di programmazione, quali il Piano per la qualità dell'aria. Vista, infine, la recente ed ulteriore sollecitazione della Commissione europea all'Italia, relativamente ad aree in cui a tutt'oggi, nonostante le plurime sollecitazioni e diffide, persiste una pressoché totale inerzia nell'adottare azioni appropriate contro l'emissione di PM10 e delle altre polveri sottili e sostanze inquinanti, al fine di garantire una buona qualità dell'aria e salvaguardare la salute pubblica e la persistente presenza tra le aree italiane inquinate della Regione Umbria; con la presente, il M5S è a diffidare codesta Regione e codesto Comune ad adottare prontamente le azioni necessarie, innanzitutto, sul traffico veicolare, al fine di procedere con sollecitudine all'adozione di misure programmatorie efficaci alla migliore tutela della salute pubblica."

Cristina Rosetti

(Portavoce Presidente Gruppo Consiliare M5S Comune di Perugia)
DIFFIDA INQUINAMENTO ARIA.pdf


Perugia - 

La propaganda della Giunta Romizi, con l'Assessore Bertinelli, sul bilancio comunale è inaccettabile. Occorre invece dire la verità, così che i cittadini realizzino il perché di tanta trascuratezza che caratterizza da anni la nostra città, a cominciare dalle buche, dai marciapiedi, alla mancata manutenzione reale del verde, ai mancati investimenti, e la lista sarebbe lunga. Sul bilancio del Comune di Perugia persiste un pericolo valanga che è quello dei residui attivi (crediti non riscossi), che, al 31 dicembre 2016, ammontano a 171 milioni di euro (56 milioni solo del 2016). Una enormità visto che le entrate proprie del Comune di Perugia (Titolo I e Titolo III) di un anno ammontano a circa 161 milioni di euro. Per manutenere a dovere le strade ne basterebbero 4 milioni e mezzo. L'imposta sui rifiuti che il Comune di Perugia paga regolarmente a Gesenu è una voragine pericolosissima che ammonta ad oggi a quasi 63 milioni di euro di somme non riscosse, a cui si aggiungono quasi 8 milioni della vecchia Tarsu, vigente sino al 2005 (non li riscuoteremo mai!). Non sono da meno le sanzioni al codice della strada che solo in pancia ad Equitalia sono circa 47 milioni non riscossi. A questo quadro si accompagna 1) il buco bis lasciatoci in eredità, nel 2014, dal centro sinistra guidato da Boccali, ben 35 milioni di euro, ad oggi, da restituire sono quasi 33 milioni (rateizzati in 28 anni complessivi). E debito per le future generazioni), 2) mutui per 109 milioni di euro, con ulteriore indebitamento deciso dalla Giunta Romizi, per circa 8 milioni di euro 3) e circa 23 milioni di anticipazione di tesoreria non restituita (nel 2014 erano 16 milioni, lasciati in eredità dalla Giunta Boccali), a cui ogni anno si aggiunge il pagamento di interessi per quasi 1 milione e trecentomila euro. Gli investimenti e le opere pubbliche sono ormai pressoché ferme, rispetto al fabbisogno, ed è così almeno dal 2008. Ma a Palazzo dei Priori c'è chi pensa che non vi sia alcuna emergenza...E se sentite parlare della super revisione della spesa, di cui i "maghi a far di conto" della Giunta Romizi sarebbero stati capaci, leggete cosa dicono i revisori dei conti, così dalla propaganda passate alla realtà. Confidiamo che il Sindaco Romizi si attrezzi per scongiurare il detto: "non c'è due senza tre"...NO, al buco ter! Perché, il bilancio non è della Giunta Romizi o della Giunta Locchi o della Giunta Boccali, ma è di noi, cittadini di Perugia. E se non possiamo fare le minime manutenzioni, forse, sarà ora, passata, di dare una sterzata! Due sono i must da seguire e che il M5S sollecita da tempo: velocizzare le riscossioni, soprattutto, nella fase antecedente la riscossione coattiva e adottare misure urgenti per il riallineamento delle entrate e delle spese. Sulle riscossioni non c'è una regia, non c'è personale a sufficienza, non c'è un coordinamento reale.Tre anni fa chiedemmo e ci fu negata, una commissione speciale per l'analisi delle entrate e delle spese. Dobbiamo capire se l'assetto delle entrate: imposte e tariffe è ancora valido, dobbiamo analizzare in profondità la qualità della nostra spesa e razionalizzarla seriamente. Ma una delle funzioni più importanti di controllo interno: la qualità dei servizi, a Palazzo dei Priori, praticamente non si fa! E il controllo sulle partecipate, poi, neanche a parlarne. Sono loro, soprattutto le più potenti, a dettare legge. Il Comune di Perugia ha problemi di liquidità? Bene, poco ce ne importa, facciamo credito a Umbra Acque che ci deve canoni sulle reti per quasi 3 milioni di euro. Glieli rateizziamo (500 mila euro l'anno. Tanto, paga Pantalone) e tanto, quando i cittadini sono in difficoltà nel pagare, Umbra Acque gli fa il distacco. Da Gesenu dobbiamo avere, stando a quanto asserisce il Comune, poco meno di 400 mila euro, che non ci ha mai pagato né gli abbiamo compensato. Umbria TPL e Mobilità ci deve oltre 5 milioni di euro. Ma appena pochi giorni or sono, il Comune di Perugia ha deciso di confermare la postergazione dei crediti (della serie, questi soldi te li lascio, tanto il mio bilancio è in salute!). Ma il Sindaco Romizi, anche al consiglio comunale di ieri, sul rendiconto 2016 è venuto giusto per un clic, quello del voto, e, come di consueto, non ha detto una parola! Il M5S ha chiesto con forza ai revisori di fare un lavoro ancora più approfondito, un monitoraggio serio sulle misure, ancora non pervenute, nonostante le ripetute raccomandazioni, sui residui e l'anticipazione. Non sono e non devono essere mali ineluttabili!

Cristina Rosetti

(Portavoce Presidente Gruppo Consiliare M5S)


Perugia - 

A seguito delle segnalazioni ricevute in merito alle ultime assunzioni in Umbra Acque: la presenza di un ex dipendente del Gruppo di Forza Italia e la presenza tra i partecipanti (non si sa se assunti) di altri soggetti legati da rapporti con esponenti politici della medesima forza politica (si parla addirittura di un fidanzato/a), il M5S, che, da anni, chiede insistentemente, trasparenza, imparzialità e merito quali criteri per le assunzioni, faceva accesso atti, per conoscere le procedure di assunzione, i criteri utilizzati (che devono essere di carattere oggettivo), il livello di trasparenza e di imparzialità dell'operato. Mentre, i riscontri di altre società non negano nulla, Umbra Acque e Gesenu fanno eccezione e negano ogni accesso, con argomentazioni risibili, ma indice del livello di trasparenza e di controllo pubblico presente nelle due società di gestione dei due servizi pubblici locali di maggiore delicatezza ed impatto sulla cittadinanza. La qualità del capitale umano è di fondamentale importanza per garantire servizi pubblici efficienti, ma secondo la coppia Umbra Acque-Gesenu non sono affari che devono riguardare i cittadini. Per Umbra Acque addirittura l'assunzione del personale riguarderebbe la gestione interna della Società (che vorrà dire non si sa), ma non l'attività di pubblico interesse di gestione del Servizio Idrico. Guarda caso però l'unico business della Società è la gestione del servizio idrico, e il bilancio in tal senso è esplicativo, e il personale di Umbra Acque svolge con le sue mansioni i diversi livelli del servizio. Ma vi è di più: le ultime assunzioni riguardano in parte il rafforzamento del Servizio Clienti proprio per rispondere ai più elevati standard del servizio da fornire ai cittadini. E guarda caso grazie al software comprato per milioni di euro da Acea, sono mesi che la fatturazione è bloccata e non si possono fare le autoletture e persistono i disservizi. Il personale assunto in parte era necessario proprio a tali nuove modalità di espletamento del servizio e di controllo del corretto operato del Gestore che in caso di violazione degli standard di qualità deve corrispondere agli utenti un indennizzo automatico. Chissà se lo farà. Insomma, forse le segnalazioni ricevute avevano colto nel segno e quindi non potremo esimerci dal reagire a tale atto di prepotenza in maniera ferma in tutte le sedi competenti, compresa la magistratura penale, alla quale a questo punto il Gestore ci obbliga a fare un esposto. Gesenu, che ormai da tempo ci ha abituati alla totale mancanza di trasparenza, liquida in tre righe la nostra richiesta, a firma del "responsabile affari legali"; una figura che ci risulta nuova e sulle cui modalità di assunzione avremmo voluto vederci chiaro. Insomma, per Gesenu l'accesso richiesto afferirebbe a documentazione non attinente ad attività di pubblico interesse. Della serie, cari cittadini, voi ci pagate le tariffe, noi siamo società per azioni, senza rischio d'impresa e con profitto garantito, perché oneri finanziari e rischi sono sempre a carico dei bilancio comunale, ma le assunzioni sono affari nostri! E, pensare che proprio per Gesenu, altre segnalazioni, ci dicono che sarebbe stato assunto, non sappiamo in quale veste, il presentatore di una delle liste che compongono l'attuale maggioranza. Tutti assunti per merito, per carità, ma che strane coincidenze...

Cristina Rosetti

(Portavoce Presidente Gruppo Consiliare M5S)



Perugia - 

NEWS DAL CONSIGLIO COMUNALE. VIDEO DENUNCIA DEL M5S. IL 31 MARZO 2017 DISCUSSIONE DEL BILANCIO DI PREVISIONE DI FINE MANDATO. IL M5S CHIEDE L'INTERVENTO DEL SINDACO ROMIZI. ASCOLTATE BENE COSA CAPTA IL MICROFONO!
https://www.youtube.com/watch?v=0Eq01vSZdtE

Premessa. Lo Statuto del Comune di Perugia, art. 25, prevede: "Gli organi del governo del Comune sono il Consiglio comunale, il Sindaco e la Giunta". Art. 26: "Competenze del Consiglio": "Il Consiglio Comunale...rappresenta la collettività comunale, determina l'indirizzo politico amministrativo, sociale ed economico del Comune e ne controlla l'attuazione". Il 31 marzo 2017, all'ordine del giorno del Consiglio, la discussione del bilancio di previsione 2017-2019 ovvero il bilancio di fine mandato del Sindaco Romizi. In tre anni di consiliatura, il Sindaco è intervenuto al dibattito non più di tre volte. Il M5S, vedendo che neppure sul bilancio di fine mandato, il Sindaco intendeva intervenire, presentava una mozione perché prendesse parte al dibattito. Sentite cosa ci ha risposto! Nelle parole e nell'atteggiamento del Sindaco appare chiara la totale mancanza di rispetto per l'organo di rappresentanza della collettività comunale, quindi, per tutta la cittadinanza. Ma Perugia è ancora un Comune democratico, non un "principato"!


Perugia - 

Dopo la pagina nera scritta dalla maggioranza in Consiglio comunale, con la mozione di rinvio della discussione della relazione della Commissione controllo e garanzia sulla vicenda Agri Flor, a firma del M5S, oggi, in Commissione, la maggioranza replica, con la votazione di una relazione, a prima firma dei civici "Barellini" ambientalisti, in cui si decreta solidarietà a quelle che vengono definite le "lamentele" del Comitato Antipuzza di Villa Pitignano e si raccomanda agli uffici competenti di prestare alle lamentele la massima attenzione. La maggioranza tenta goffamente di spogliare il Consiglio comunale e la stessa Commissione di controllo e garanzia di una delle sue funzioni fondamentali: il controllo della correttezza dell'azione amministrativa e invece di pretendere il ripristino della legalità, anche sotto il profilo urbanistico-edilizio, e il pronto adoperarsi del Sindaco e dell'apparato amministrativo al fine di tutelare ambiente e salute pubblica, ci si limita ad invitare gli uffici a prestare al Comitato la massima attenzione e considerazione. Una conclusione risibile, che dimostra da che parte stia la maggioranza Romizi: certamente non da quella dei cittadini, che, da anni, si impegnano per la tutela del territorio e della qualità della loro vita. Nonostante tali biechi tentativi di edulcorare questioni serie e che richiedono una rapida e ferma risoluzione, grazie all'azione del M5S e alla diffida fatta al Sindaco Romizi a gennaio 2017, le autorità competenti si stanno muovendo ed è la stessa Regione Umbria a responsabilizzare il Comune di Perugia verso i suoi cittadini. Dopo la nota della Asl, infatti, sempre a seguito della diffida del M5S, in cui, in merito alle immissioni odorigene, si dichiarava che "il perdurare dei fenomeni odorigeni sgradevoli rappresenta comunque un innegabile motivo di disagio per la popolazione esposta e un fattore negativo per la qualità della vita", invita il Comune, quindi, il Sindaco, in qualità di autorità sanitaria locale, ad assumere, sulla base delle indicazioni fornite dalla Asl, eventuali ulteriori misure per la tutela della salute pubblica. La Regione invita, inoltre, il Comune a comunicare le misure sanitarie assunte, al fine di inserire le stesse nell'Autorizzazione integrata ambientale. Ed ecco che il goffo e già debole tentativo della maggioranza di sgravare il Sindaco dalle sue competenze e responsabilità si infrange contro l'azione determinata del M5S che sulla vicenda Agri Flor come sulle altre non mollerà di un centimetro sino al ripristino dell'integrale rispetto delle regole. Peraltro, i cumuli di rifiuti presenti nell'impianto, che hanno portato alle diffide degli enti competenti, al fine del corretto ripristino delle altezze autorizzate, non hanno visto alcun efficace intervento e perdurano da ormai due anni, con conseguenze pesanti sia sul fronte delle immissioni odorigene che su quello dei potenziali rischi ambientali per i superamenti delle concentrazioni soglia di contaminazione nelle acque sotterranee presenti nel pozzo, contestati dalle autorità competenti. Una situazione, alla quale occorre porre immediato rimedio, da parte di tutte le autorità competenti, compresa la Magistratura che sta da tempo indagando sulla vicenda.

Cristina Rosetti

(Portavoce Presidente Gruppo Consiliare M5S)
DIFFIDA AGRIFLOR.pdf

VOLANTONE MARZO 2017


Perugia - 


◾REDDITO DI CITTADINANZA E POVERTA'
◾DISTILLERIE DI LORENZO, OPERE ABUSIVE
◾TARIFFA PUNTUALE
◾VACCINI
◾LUDOPATIA
◾BULLISMO E CYBERBULLISMO
◾LA BUFALA DEL MESE: PARCHEGGI MENO CARI?
Volantone A3 Aprile 2017-Stampa.pdf

I candidati a Perugia

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