AI CALL CENTER COMPRESA ALMAVIVA

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call centerInnanzitutto una premessa: ho lavorato per anni come operatore call center (cc), sia outbound che inbound, come pianificatore, e ora come analista.
Penso che si arrivato il momento di dire chiaramente a tutti, addetti ai lavori e non, che quello che avviene nel mondo dei cc è una enorme presa in giro ad opera di politicanti e sindacalisti. Non tutti i sindacalisti, ovviamente, sono complici di questo sistema. Alcuni, pochi per la verità, si salvano, ma non per questo i restanti sono esenti da colpe, anzi...

Vado subito al sodo: c'è una proposta di legge che potrebbe tutelare maggiormente chi lavora nel mondo dei cc: è la 2832, scritta dal M5S, insieme a molti lavoratori di questo mondo (cliccate per leggerla http://www.camera.it/leg17/995...).
Prima di spiegare cosa prevede, vi informo che di questa proposta di legge abbiamo chiesto l'avvio (in gergo tecnico incardinamento) in commissione Lavoro alla Camera per 4 volte. Chi lo ha negato? I partiti che hanno la maggioranza in commissione. Ovvero, in questo caso, il PD, insieme a NCD e a tutti gli altri partitini che compongono la maggioranza. Vi garantisco che se la commissione fosse stata a maggioranza FI o altri, sarebbe accaduta la stessa cosa. Perché?

Perché ai politicanti conviene prendervi in giro, conviene illudervi e spesso lo fanno anche con sindacalisti che ripetono le loro bugie o non vi dicono tutto quello che serve sapere. È andata avanti per decenni questa colossale presa in giro, questa perenne illusione. Ora il M5S sta tentando, nonostante i media siano indecenti, di rompere questo giocattolo.
In queste settimane molti hanno denunciato che esiste un articolo non rispettato, il 24bis della legge 134 del 2012, che prevede la possibilità per il cliente di scegliere, quando chiama un servizio clienti, se parlare con un operatore italiano o straniero. Come tutti sappiamo questa scelta non è effettivamente possibile per il cliente e questo avvantaggia il call center straniero. Ma la legge è stata scritta (volutamente?) male. Con la nostra proposta di legge si introducono varie cose (vi invito a leggere quantomeno l'illustrazione), e fra queste:
- l'Osservatorio nazionale sui call center, che avrebbe proprio il compito di verificare anche il rispetto di questo famoso articolo 24-bis;
- Sanzioni per chi non rispetta questo obbligo: a) da 10.000 a 100.000 euro per ogni giornata di violazione; b) divieto per l'azienda di fruire di tutti gli incentivi contributivi e fiscali previsti dalla normativa vigente, per un periodo di due anni, a decorrere dalla data dell'accertamento della violazione; c) restituzione di tutti gli incentivi contributivi e fiscali previsti dalla normativa vigente in favore dell'azienda, percepiti nei due anni precedenti la data dell'accertamento della violazione.

Mi limito a questi punti per dirvi che molti dei problemi del mondo dei cc sono evitabili o, almeno, risolvibili, e che Il M5S concretamente può e sta portando avanti questa battaglia, anche se nella disinformazione generale.
I politicanti che si stracciano le vesti ad ogni vostra manifestazione invece cosa fanno? Bocciano l'avvio di questa proposta di legge, o direttamente o tramite i loro alleati o colleghi di partito in Parlamento, e contemporaneamente vi illudono, dicendo che loro ora cercheranno di aiutarvi, di attenzionare il vostro caso, di salvarvi. Magari, a volte, la situazione con l'azienda migliorerà, altre volte no, ma loro diranno sempre di aver fatto il massimo, o addirittura si prenderanno i meriti di eventuali successi. Hanno stretto mani, si sono fatti le foto con voi, ma in realtà nulla di concreto hanno prodotto in tutti questi anni: ogni 6 mesi vi è un cc che rischia di chiudere ed andare all'estero. Le crisi occupazionali nel mondo dei cc sono ormai come le feste comandate e vengono utilizzate per creare paura, per promettere, per illudere e per raccogliere voti. Gli stessi voti che dopo 1, 2, 3 anni diventeranno lamenti e così via con l'ennesimo giro di giostra.

Sapete che al ministero dello Sviluppo economico, dove si svolgono i tavoli delle crisi aziendali, viene impedito a noi parlamentari di essere presenti, dopo che come M5S abbiamo scoperto e denunciato che i tavoli su Termini Imerese erano un bluff, mentre all'esterno sindaco e sindacati facevano promesse?
Spesso la verità è che la politica non può impedire ad un'azienda privata di chiudere.

La politica non dà posti di lavoro, ma dovrebbe creare le condizioni per far sì che le persone che vogliano fare spontaneamente impresa, possano aprire una propria attività commerciale e possano investire in questo Paese. La stessa politica deve dare ai cittadini gli strumenti per affrontare l'intervallo fra due periodi lavorativi, senza passare dalla raccomandazione o dalla conoscenza. In quasi tutta Europa, per esempio, esiste il reddito di cittadinanza. Ma se la politica latita, anche noi cittadini, e quindi anche noi lavoratori dei cc, compiamo l'errore di non interessarci di queste cose, se non quando è a rischio il nostro posto di lavoro. Compiamo l'errore di credere nell'Orlando o nel Faraone di turno per salvarci, senza capire che, forse, sarebbe stata utile una grande sollevazione popolare, una grande manifestazione, un grande interessamento per chiedere un reddito di cittadinanza, per chiedere che si smetta di buttare i soldi delle nostre tasse in favore dei bacini di clientele, per dire basta con la corruzione che, scandalo dopo scandalo, ci sta rubando tutto. Eppure non ho visto nelle nostre città grandi e costanti manifestazioni e campagne per questo. All'appuntamento con le urne spesso si è preferito non andare a votare o votare l'amico, il parente o il politicante di turno.

Quando pensiamo che "tanto quella vicenda non riguarda me" stiamo creando "una vicenda che riguarderà me".

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