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Indagini in corso...


Monte San Giovanni Campano - 

E' di questi giorni la notizia che il Sindaco, alcuni assessori e tecnici hanno ricevuto un avviso di garanzia relativo ad un fascicolo di indagine che è stato aperto presso la Procura della Repubblica di Frosinone per presunte irregolarità circa la concessione/gestione della piscina comunale.
Su questa delicata vicenda, abbiamo evitato di fare commenti e considerazioni, oggi inutili e prematuri, prima di tutto per rispetto del lavoro di accertamento della Magistratura e, poi, delle persone coinvolte nelle indagini. Certamente, possiamo informarvi, anche per fare chiarezza su quanto è stato riferito da alcuni giornali, che questo procedimento prende avvio, unicamente, da un esposto presentato dal nostro consigliere, Avv. Emilio Biancucci, alla Procura della Repubblica di Frosinone nel mese di dicembre 2016 e volto a fare piena luce su presunte anomalie e irregolarità che sarebbero state riscontrate nell'attività di gestione della piscina comunale negli ultimi anni e, perciò, in un'epoca anteriore rispetto a quelle denunciate all'Autorità Nazionale Anticorruzione con separato esposto.
Detto ciò, siamo certi che la Procura interessata svolgerà, con la consueta professionalità e competenza, tutti gli accertamenti del caso.


Monte San Giovanni Campano - 

Nell'ultima seduta del consiglio abbiamo interrogato l'Amministrazione sui criteri di scelta circa l'assegnazione dei locali scolastici alle associazioni che svolgono attività di ludoteca specie nei mesi estivi.
Nella sostanza abbiamo chiesto al Sindaco se fosse possibile pre-informare tutte le associazioni del territorio, ad esempio con una comunicazione on-line sull'albo pretorio, circa i locali scolastici che il Comune, in accordo con il Dirigente scolastico, è intenzionato a mettere a disposizione per le attività ricreative e/o ludiche dando così modo alle associazioni interessate di informarsi sui locali disponibili e, eventualmente, di candidarsi per farne richiesta di utilizzo.
L'Amministrazione ci ha risposto che questa procedura non è necessaria in quanto i responsabili delle associazioni sono soliti rivolgersi personalmente agli uffici comunali per chiedere informazioni sui locali disponibili e chiederne, quindi, il loro utilizzo.
Riteniamo che questo modo di operare potrebbe creare un trattamento di vantaggio per alcune associazioni e di svantaggio per altre, specie di quelle che, ignare che il Comune metta a disposizione dei locali scolastici per progetti di ricreazione e/o ludoteca, non presentino la domanda per fruirne.
Si è discusso poi del bilancio consolidato e, anche se l'Amministrazione ha sorvolato sullo stato passivo del nostro comune, possiamo confermarvi quello che dicemmo durante la campagna elettorale e cioè che esso ammonta a circa 24 milioni di euro.
Ovviamente il risultato di questo impietoso quanto disastroso indebitamento, che grazie alla nuova normativa contabile non è stato possibile più "nascondere" tra le pieghe del bilancio, è da attribuire a tutte le amministrazioni che si sono susseguite fino ad oggi a governare il nostro territorio: nessuna esclusa!
Tale situazione debitoria ci ha spinto, nella veste di opposizione, a fare diverse raccomandazioni, almeno per noi, essenziali e necessarie per affrontare questa problematica:
- avviare interventi mirati di risanamento delle casse comunali;
- evitare di contrarre mutui di lungo periodo che potrebbero rappresentare solo un ulteriore aggravio, spostato nel tempo, per le casse del comune con inevitabili ricadute sulle tasche dei cittadini;
- evitare, laddove possibile, le anticipazioni di tesoreria;
- cercare di ridurre al minimo le esternalizzazioni di attività di progettazione e consulenze professionali, assegnando tali adempimenti al personale degli uffici competenti con notevole risparmio di costi;
- aggiornare il piano di sostegno alle persone che versano in stato di indigenza secondo le previsioni del piano anticorruzione 2017, tenendo in considerazione il fatto che le prestazioni di aiuto economico hanno carattere temporaneo e devono rappresentare l'eccezione e non la regola dell'intervento sociale e comunale;
- evitare l'applicazione delle c.d. "proroghe tecniche" dei contratti (vedasi tra gli altri quello del trasporto pubblico) provvedendo, prima della loro scadenza, alla indizione di gare ad evidenza pubblica;
- pretendere in tempi ragionevoli il pagamento del dovuto dai concessionari che utilizzano i beni pubblici.
Nello stesso tempo abbiamo richiesto un'attenzione particolare all'ambiente e al territorio e condiviso scelte come la realizzazione dell'isola di compostaggio ed il rifacimento delle strade anche se, in quest'ultimo caso, il ricorso ad un mutuo ventennale (come accaduto per l'illuminazione pubblica) con la Cassa depositi e prestiti, per l'importo di circa 150 mila euro, poteva essere evitato visto che sono previsti analoghi lavori per il miglioramento funzionale delle strade comunali a cura dell'Astral per un totale di circa 170 mila euro e a totale carico della Regione Lazio.
Vorrà dire, e lo speriamo davvero, che molti tratti stradali del nostro Comune, con una spesa complessiva di circa 320 mila euro, saranno finalmente sistemati.
Staremo a vedere....



Monte San Giovanni Campano - 

Dopo l'annullamento della determina che assegnava illegalmente per altri otto anni la gestione dell'impianto sportivo "Le Mastrazze" alla società Ati Olimpia e Cogesi Coop. Arl., l'Amministrazione ha provveduto ad annullarla e, nell'attesa che vengano espletate tutte le procedure di gara, ha disposto una proroga della gestione per ulteriori sei mesi.
Le ragioni che hanno indotto l'Amministrazione a provvedere in questo senso, si legge nella determina, nascono dall'esigenza di non interrompere un servizio che risponde a finalità di utilità pubblica; di garantire la funzionalità dell'impianto natatorio (ormai prossimo all'apertura); di evitare di far fronte a costi non sostenibili derivanti dal pericolo di una eventuale non gestione dell'impianto e di assicurare la continuità dell'occupazione del personale dipendente.
Non possiamo che essere d'accordo con l'Amministrazione nel tutelare, in questo momento, le esigenze appena richiamate ma dobbiamo anche ricordare che questa situazione di "emergenza" è scaturita proprio dall'operato dell'Amministrazione che ha provveduto ad un rinnovo illegittimo della gestione di un bene pubblico in spregio a norme importanti che sono a presidio della efficienza e correttezza dell'operato di ogni Pubblica Amministrazione.
Dalle giustificazioni richiamate nella determina dirigenziale, sembrerebbe che siano state la lungimiranza e la competenza dell'Amministrazione a risolvere una problematica prodotta da altri quando in realtà, è ormai sotto gli occhi di tutti (almeno di coloro che vogliono vedere), tale situazione è stata originata, esclusivamente, da un operato non corretto di chi ci amministra.
Pertanto, le esigenze prima richiamate che l'Amministrazione vuole tutelare, è bene ricordarlo, sono importanti quanto i principi della libera concorrenza, parità di trattamento e trasparenza che, ad oggi, con questo provvedimento di proroga, sono ancora in attesa di essere davvero garantiti ed applicati.
determina_n_94.pdf

#nuotiamoinsiemenellalegalità


Monte San Giovanni Campano - 

L'Amministrazione comunale, come era nel suo dovere fare, dopo la delibera di Giunta di fine luglio, ha provveduto ad adeguarsi alla pronuncia dell'Autorità nazionale anticorruzione anche con la determina, a firma del dirigente dell'Ufficio LL.PP., dell'1.9.2017.
Tale adeguamento è consistito nell'annullamento della determina dell'ottobre 2016 con la quale il Comune ha concesso alla Ati Olimpia e Cogesi Coop. Arl la gestione della piscina comunale e nell'aver rinviato, ad una successiva decisione, le modalità e i criteri per l'individuazione del nuovo affidatario.
Nella determina, condivisibilmente, il dirigente, in linea con quanto stabilito della delibera di Giunta, ha affermato che: " ...le osservazioni formulate dalla ditta affidataria in data 07.08.2017 ... non siano idonee a superare l'interesse pubblico connesso alla libera concorrenza e trasparenza delle procedure di gara".
Ad oggi, pertanto, con il venir meno della determina dirigenziale dell'ottobre 2016 l'impianto sportivo "Le Mastrazze" è una struttura, di fatto, in attesa di essere riassegnata al nuovo affidatario a seguito di una nuova e corretta procedura.
Alla luce di ciò, invitiamo l'Amministrazione a risolvere questa problematica, già da tempo sollevata dal M5S, in maniera il più possibile trasparente e rapida visti gli importanti e delicati interessi pubblici ad essa sottesi.
Con l'auspicio, vogliamo sottolinearlo, che a questi provvedimenti non seguano situazioni di fatto che si discostino da quanto stabilito nella pronuncia dell'Autorità Nazionale Anticorruzione.
determina_n_86-_1_.pdf



Monte San Giovanni Campano - 


A febbraio scorso il Consiglio regionale del Lazio ha dato il via libera alle disposizioni per la realizzazione, manutenzione, gestione, promozione e valorizzazione della rete dei cammini del Lazio (Rcl). Della rete entreranno a far parte i grandi itinerari culturali europei - come la via Francigena - i percorsi storici, religiosi, culturali e paesaggistici ritenuti meritevoli di tutela da leggi nazionali o regionali e le vie consolari. Tra queste ultime sia quelle che collegano Roma e il resto del territorio, sia le strade che immettono in queste ultime. Faranno parte della rete anche i percorsi escursionistici, quelli delle aree naturali protette e i pellegrinaggi di tradizione religiosa popolare centenaria nel cui itinerario è compresa una basilica. Riconosciuti dalla legge quattro nuovi itinerari: il Cammino di San Benedetto, il Cammino di San Francesco, il Cammino della Luce - Via Amerina e il Cammino dei Parchi. Anche il Movimento 5 stelle ha votato a favore di questa proposta di legge in quanto l'ha ritenuta importante per sostenere il rilancio turistico della nostra Regione e, perciò, anche della Ciociaria.
Per il progetto sono stati stanziati circa € 700.000,00; per questo invitiamo il Comune a predisporre, quanto prima, in modo autonomo o, più auspicabilmente, insieme ad altri Comuni confinanti, un progetto serio e valido che possa permetterci di acquisire parte dei fondi stanziati ed investirli sul nostro territorio (la scadenza del bando è fissata per il 23.10 p.v.).
Con rammarico segnaliamo che la richiesta di contributo alla Regione Lazio avanzata per la realizzazione del "Festival Etnomonte 2017" è stata respinta tanto che il nostro Comune non risulta essere inserito nella graduatoria dei progetti ammissibili ai finanziamenti.
Ancora una volta i nostri progetti vengono rigettati e, nella sostanza, considerati "non degni" di ottenere i contributi/finanziamenti dalla Commissione di valutazione presso la Regione Lazio.
Alla luce di ciò, con spirito costruttivo e avulso da qualsiasi tipo di polemica, chiediamoci solo il motivo per cui questo accade e riflettiamo sulla necessità, forse, di ripensare al modo di predisporre le domande di finanziamento per le manifestazioni pubbliche per prediligere quelle "cucite" sulle caratteristiche e peculiarità del nostro territorio.
Ne vale della nostra crescita in termini culturali ed economici.


Monte San Giovanni Campano - 

A seguito della manifestazione organizzata dalle famiglie che frequentano il centro sportivo "Le Mastrazze" tenutasi questa mattina presso la sala consiliare del Comune di Monte San Giovanni Campano, il Movimento 5 Stelle prende atto che il Sindaco ha riconosciuto l'esistenza di gravi criticità di natura legale in ordine alla procedura di rinnovo della concessione della gestione della piscina comunale.
Il primo cittadino ha ripercorso tutte le vicende che hanno interessato la piscina comunale, soffermandosi sul fatto che la struttura sportiva, a differenza di quanto sostenuto da altri, non chiuderà ma, al contrario, l'Amministrazione garantirà la sua operatività sin dal prossimo mese di settembre.
Nulla di nuovo sotto il sole, ci verrebbe da dire.
Anche il Movimento 5 stelle, vogliamo ripeterlo fino alla noia, è del parere di assicurare la continuità dell'attività sportiva ma ad una condizione imprescindibile: garantire l'osservanza di quanto deciso dall'Autorità Nazionale Anticorruzione che, a differenza di quanto sostenuto dal Sindaco durante il Suo intervento, secondo cui il provvedimento non sarebbe stato emesso dal dott. Cantone (in persona) bensì da un funzionario (come a voler dire che la decisione non avrebbe sufficiente peso istituzionale?), è solita emanare i suoi provvedimenti attraverso le diverse articolazioni dei suoi Uffici (in questo caso, dell'Ufficio di Vigilanza Centrali di committenza e concessioni di servizi).
Per tali ragioni, in attesa che il Responsabile del settore lavori pubblici si pronunci in conformità alla decisione dell'Anac e della delibera di Giunta del 28.7 u.s. con la quale si prende atto della decisione dell'Autorità Nazionale e si demanda all'Ufficio competente di adottare i provvedimenti conseguenziali, al fine di fare ulteriore chiarezza, laddove ce ne fosse ancora la necessità, Vi alleghiamo il provvedimento conclusivo e definitivo della Autorità Nazionale Anticorruzione, la quale, dopo aver valutato le osservazioni del Comune di Monte San Giovanni Campano (oggi ampiamente e integralmente lette alle famiglie) e dopo averle ritenute nè pertinenti nè sufficienti a legittimare la procedura di rinnovo della concessione della piscina comunale, ha confermato la violazione di legge.
Prot_Par 0012994 del 03-08-2017 - Documento.PDF


Monte San Giovanni Campano - 

A leggere l'articolo pubblicato dal quotidiano locale "Ciociaria Oggi" viene in rilievo il modo con cui si fa (dis)informazione in questo Paese.
Basti solo pensare alla volontà, di chi ha recensito l'articolo, di spostare l'attenzione del lettore sulla buona gestione della piscina, sull'amarezza dei tanti bambini che perderebbero occasioni di socializzazione nel non frequentare più l'impianto sportivo e sui risultati ottenuti dall'attuale gestore, mai messi in discussione.
Questo è quanto viene enfatizzato... quello che viene messo in secondo ordine, invece, è il provvedimento dell'Autorità Nazionale dell'Anticorruzione che, addirittura, avrebbe deciso su un "disguido burocratico" come se l'Ente più importante in Italia nella materia dell'Anticorruzione esprimesse decisioni su aspetti burocratici di poco conto.
Per non parlare del vergognoso quanto vile attacco alla mia persona circa un rendiconto politico che potrei ricevere da un'azione di questo tipo.
Nella realtà i fatti stanno diversamente. A differenza di quanto afferma in un suo post il Gestore della piscina che parla di una "presunta errata applicazione della normativa in tema di rinnovo del contratto di concessione col Comune" in questo caso, se dobbiamo dare il giusto significato alle parole, abbiamo una accertata violazione dell'art. 57 del Codice degli appalti (vedi provvedimento dell'ANAC).
Nella sostanza, pur in assenza dei presupposti di legge che avrebbero legittimato il rinnovo della concessione alla società Olimpia, l'Amministrazione ha provveduto ugualmente in questo senso evitando di indire una gara ad evidenza pubblica.
Detto ciò, comprensibile è l'appello che le famiglie stanno lanciando alle Istituzioni per risolvere questa problematica e garantire la regolare riapertura dell'impianto sportivo a settembre ma all'emotività del momento, credo, bisognerebbe lasciare lo spazio, proprio per tutelare l'interesse pubblico, al rispetto, della legalità.
E' per questo che colgo l'invito dei genitori a cercare di risolvere, come rappresentante di una forza politica che siede in consiglio comunale, questa situazione ma, nel contempo, esorto tutte le famiglie a pensare che i propri figli, oltre a diventare bravi nuotatori e chissà, ve lo auguro, anche degli atleti di successo, diventeranno un domani prima di tutto dei cittadini e, si spera, degli onesti cittadini.
Per queste ragioni, tutto quello che sarà possibile fare per scongiurare la chiusura del centro sportivo verrà fatto, e non potrà essere diversamente, in linea con la decisione dell'Autorità Nazionale Anticorruzione non solo nell'interesse delle famiglie che frequentano il centro sportivo ma di tutte quelle che vivono nel nostro Comune.


Monte San Giovanni Campano - 

Con provvedimento del 19 luglio u.s. l'Autorità nazionale Anticorruzione (ANAC) ha confermato la violazione dei principi di libera concorrenza e trasparenza nella procedura di proroga per otto anni del contratto di concessione della gestione della piscina comunale.
Anche se il Comune con note del 27 giugno u.s. ha cercato di giustificare il suo operato, le argomentazioni addotte dall'Amministrazione sono risultate deboli ed insufficienti a contrastare gli addebiti mossi dall'Autorità Nazionale Anticorruzione e, di certo, non conformi al consolidato orientamento della massima Autorità nazionale contro la corruzione e della giurisprudenza amministrativa più autorevole.
L'Anac, nel confermare il suo provvedimento, ha ancora una volta ribadito che l'applicabilità dell'istituto del rinnovo contrattuale può aversi in determinati casi previsti dall'art. 57, comma 5, lett. b) del Dec. Leg.vo n. 163/2006 che, nel caso di specie, sono del tutto assenti.
La procedura adottata dal Comune, nella sostanza, come evidenziato nell'esposto, è del tutto illegittima e depotenzia fortemente il principio della necessità dell'evidenza pubblica, principio che vorremmo fosse costantemente rispettato nell'interesse, prima di tutto, dei cittadini.
A riguardo, è da evidenziare che spesso è proprio l'assenza di procedure di evidenza pubblica che consolida i rapporti clientelari o i favoritismi illegittimi o le pratiche collusive che con la nostra azione vorremmo debellare in radice nell'interesse esclusivo della cittadinanza e degli operatori del settore.
Prendiamo atto che l'Amministrazione, con delibera di Giunta del 28 luglio u.s., abbia provveduto ad uniformarsi al provvedimento dell'Autorità e attendiamo, con fiducia, che le prossime determinazioni del Responsabile del servizio Lavori Pubblici rispettino pedissequamente la normativa richiamata.


Monte San Giovanni Campano - 

Nell'ultimo consiglio comunale sono state affrontate diverse questioni alcune attinenti ad aspetti prettamente economici-finanziari altre di natura politico-sociale.
Tralasciando le prime, che seppur importanti, si riferiscono ad adempimenti obbligatori che il Comune era chiamato ad adottare per andare incontro agli adeguamenti richiesti dalla legge (vedasi l'introduzione del nuovo modello di conto economico e patrimoniale piuttosto che l'introduzione dell'Agenzia delle entrate - riscossione come società subentrata alla già Equitalia Spa per il recupero dei crediti per il mancato pagamento dei tributi locali) tratteremo la tamatica di Monte Castellone e quella relativa alla richiesta di utilizzo della Sala teatrale "Cimello" da parte dell'associazione "Reclame".
Sapete che già alcuni mesi fa sul problema della discarica di Monte Castellone avevamo posto una interrogazione all'Amministrazione circa lo stato dell'inquinamento del sito e sulla possibilità di bonificare, in modo definitivo, l'area in questione; la problematica è stata riportata in Consiglio per essere ulteriormente approfondita e per comprendere se il sito in questione sia, attualmente, fonte di inquinamento per il nostro territorio.
L'Amministrazione, per il tramite del nuovo Responsabile all'Ambiente, ci ha fornito delle informazioni circa la presenza di alcuni materiali pesanti che, pur superando i valori soglia previsti dalla legge, sarebbero da ricondurre a "valori di fondo" che nulla hanno a che fare con la presenza della ex discarica.
Queste risultanze, che derivano da studi effettuati dall'Arpa Lazio in contraddittorio con il Comune, seppur rassicuranti in quanto fanno dedurre che la discarica non è fonte di inquinamento per il territorio circostante, devono comunque indurre l'Amministrazione a svolgere studi più approfonditi sul sito e a non abbassare il livello di attenzione sulla problematica.
Alla luce di tutto, per risolvere tale problematica in modo definitivo, continua a rimanere, secondo noi, una priorità bonificare l'area, ovverosia asportare definitivamente il materiale interrato a Monte Castellone in una discarica autorizzata; se della stessa opinione non è l'Amministrazione a quel che è sembrato capire, l'unica strada percorribile è quella di una seria messa in sicurezza dell'area e, successivamente, di un piano di caratterizzazione della stessa con certificazione da parte degli organi terzi circa la regolarità dei lavori che saranno eseguiti.
Quanto alla richiesta dell'Associazione Reclame di comodato ad uso gratuito a tempo indeterminato della sala teatrale Cimello è bene fare chiarezza.
Intanto non si comprende come tale richiesta sia stata posta come punto all'ordine del giorno della seduta e votata visto che l'art. 58 del Regolamento di funzionamento del Consiglio comunale espressamente statuisce al primo comma: " Gli ordini del giorno consistono nella formulazione di un voto politico-amministrativo su fatti o questioni di interesse della comunità per i loro riflessi locali, nazionali od internazionali, che investono problemi politico sociali di carattere generale".
Si evince chiaramente come una richiesta di gestione di una sala teatrale non possa assurgere ad un fatto che abbia riflessi che investono problemi politico sociali di carattere generale. Affermare il contrario significherebbe, per assurdo, investire il Consiglio Comunale anche su questioni "particolaristiche" o attinenti ad "affari privati" che non possono, di certo, confondersi con problematiche più generali che investono, per natura e contenuto, l'intera comunità e che, sole, possono essere discusse in un Consiglio Comunale.
Pur tralasciando il punto che precede, che rimane di una certa importanza e non può essere sottovalutato se non si vuole snaturare la vera funzione del Consiglio Comunale, il nostro voto contrario si basa essenzialmente su due aspetti.
Il primo, la politica è chiamata a semplificare le questioni e non a complicarle. Ebbene, nel caso di specie la richiesta dell'Associazione "Reclame", sostenuta dal "Progetto democratico", chiedeva in comodato a tempo indeterminato la concessione della sala teatrale "Cimello", già assegnata, con delibera del 2011, dalla già amministrazione Cinelli all'associazione "Circolo degli anziani".
In questo modo, per la stessa sala, vi sarebbero stati, contestualmente, due contratti di comodato che avrebbero dato adito a confusione e a evidenti, quanto scontati, problemi di natura giuridica.
Andando nel merito, siamo consapevoli che vi sono due interessi confliggenti tra loro entrambi da tutelare: da una parte quello degli anziani ad avere un luogo dove poter vivere momenti di aggregazione e socialità e dall'altra quello di un'associazione di ragazzi a utilizzare i locali per fini prettamente artistici/teatrali.
Riteniamo, però, che concedere un uso esclusivo all'una o all'altra associazione o ad entrambe le associazioni è quanto di più sbagliato si possa fare sia perchè, così facendo, si snaturerebbe la funzione pubblica che riveste quella sala sia perchè si avvantaggerebbero, ingiustamente, una o più associazioni a discapito di tutte le altre che operano sul territorio.
Eppoi, con tale modo di operare, basato su logiche chiaramente clientelari, l'Amministrazione si esporrebbe a eventuali ulteriori richieste di gestione della stessa sala che potrebbero pervenirle da altre associazioni del territorio.
A quel punto, che fare? Perchè privilegiare alcune associazioni e non altre...?
La risposta è scontata per chi vuole che i locali pubblici, tornino, finalmente, ad essere luoghi di tutti e non solo di pochi "eletti" o "privilegiati" che, in cambio di qualcos'altro, gestiscono ciò che appartiene alla collettività.
In allegato: richiesta di comodato ad uso gratuito a tempo indeterminato della sala teatrale posta come punto all'ordine del giorno dal gruppo "Progetto democratico".Richiesta comodato associazione Reclame.pdf


Monte San Giovanni Campano - 

In seguito a un esposto inviato dal nostro consigliere Emilio Biancucci, l'Anac (Autorità Nazionale Anti Corruzione) ha rilevato irregolarità\violazioni di legge sulla procedura seguita da parte dell'Amministrazione Veronesi nell'assegnazione della gestione della piscina comunale e ha ritenuto opportuno avviare una procedura per avere chiarimenti su cosa la suddetta Amministrazione intenda fare per sanare la situazione. L'aver rinnovato il contratto per altri otto anni senza nessuna gara d'appalto vìola i principi di trasparenza e libera concorrenza stabiliti dalla legge e ora il comune è costretto a fare retromarcia e chiarire la sua posizione dinanzi all'Istituzione.
L'Anac precisa che per rinnovare un contratto, così come fatto dalla giunta Veronesi sono necessari diversi presupposti: che il contratto in oggetto sia stato precedentemente assegnato con gara d'appalto in regime di libera concorrenza, che la possibilità di riassegnazione sia prevista nel contratto originario e che il costo del contratto originario preveda anche quello dei servizi successivi al fine di determinare l'importo totale dell'appalto. L'Anac ha constatato come non sussistano tutti i presupposti elencati tanto che si legge nel documento: "la procedura adottata dal comune non sembra riconducibile né all'istituto della proroga né a quello del rinnovo contrattuale". E allora ci si chiede con quale forma sia stato fatto il contratto che ha assegnato per i prossimi otto anni all'attuale gestore.
Oltre a quella dell'assegnazione abbiamo rilevato anche diverse altre anomalie relative al pagamento dei canoni che sono state oggetto di interrogazione da parte del Movimento 5 Stelle di Monte San Giovanni Campano nei passati consigli comunali, alle quali abbiamo ricevuto risposte rassicuranti ma poco circostanziate da parte della giunta.
Pronuncia ANAC.pdf