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Mirano - 

Eh sì! Nonostante le rassicurazioni diramate a mezzo stampa dal Comune di Mirano, persiste la situazione che avevamo dichiarato la scorsa settimana con questo comunicato alla stampa: 20171013 ComunicatoStampa B.pdf

L'accesso agli atti nel Comune di Mirano per regolamento deve ottenere risposta entro 7 giorni (http://www.comune.mirano.ve.it/upload/Regolamenti/reg-024.pdf articolo 30 comma 10) ma spesso questo termine non viene rispettato e gli atti vengono forniti oltre i 7 giorni previsti ed entro i 30 stabiliti dalla legge.
Se questo è il trattamento per i cittadini, più celere dovrebbe essere la risposta alle richieste dei consiglieri comunali il cui diritto di accesso è previsto sia dal regolamento del consiglio comunale, che dalla legge dello stato che regolamenta gli enti locali ed è esteso a tutti gli atti dell'ente e delle sue partecipate.
Dopo che da inizio settembre tardavano ad arrivare le copie dei documenti richiesti, abbiamo deciso di forzare la mano rendendo pubblica la situazione che stavamo constatando e della quale avete letto la scorsa settimana nei giornali: nel secondo piano, sottotetto, della villa che ospita la sede del nostro Comune in Piazza Martiri 1 ed attualmente adibita ad uffici, ci potrebbero essere abusi edilizi. Usiamo il condizionale perché confidiamo che gli uffici ci forniscano almeno un'autorizzazione edilizia che ricomprenda anche quel livello e ne certifichi la regolarità urbanistica.
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Dalla lettura degli articoli pubblicati sembrava che magicamente in due giorni gli uffici avessero trovato tutta la documentazione che in un mese non erano riusciti a recuperare. Ma è bastata una veloce verifica per scoprire che la dichiarazione rilasciata alla stampa dall'ufficio stampa del Comune era basata solo su una delibera di giunta con la quale si decideva di adibire ad uffici quel piano e su una relazione ultimata di fretta nel pomeriggio del giorno di pubblicazione degli articoli e recapitata, dopo sollecito, al consigliere Lazzarini. Relazione nella quale i tecnici del comune dichiarano che il secondo piano è agibile.
Quindi continua a mancare all'appello il progetto approvato col quale, dopo la ristrutturazione del 1963, il secondo piano (sottotetto) prendeva la forma attuale.
Ci sono abusi edilizi? La destinazione d'uso è corretta? Noi pretendiamo di vedere i documenti.
Inoltre ci chiediamo come si possa dichiarare agibile un intero piano che, ad oggi, ancora non è dimostrato essere in regola dal punto di vista urbanistico; soprattutto: con che coraggio si dirama alla stampa la notizia che è tutto in regola quando mancano i documenti che ne attestino la regolarità.
Dal canto nostro, speriamo davvero l'ente riesca a dimostrarne la regolarità, ma visto che non ci risulta qualcuno stia cercando in archivio altri documenti, temiamo che gli uffici dovranno rilevare l'abuso edilizio e procedere ad una sanatoria.
Attendiamo fiduciosi di vedere questi documenti e nel frattempo ci auguriamo che venga presa in considerazione l'opzione di fermare l'ascensore al primo piano consentendo di risparmiare sulla sua realizzazione (semplificandone il progetto di installazione) ed anche sui successivi costi di manutenzione (rendendo agevole la successiva manutenzione).


Mirano - 
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20170921 Interr SP32 Cavin di Sala. Articolo Gazzettino.jpg
"Il Gazzettino" di lunedì 2 ottobre 2017 pagina VIII

Questo articolo pare smentire parte di quanto il vicesindaco Salviato ha risposto giovedì alla nostra interpellanza: ha affermato che il limite sul tratto di strada provinciale 32 sul territorio di Santa Maria di Sala non abbia subito alcuna modifica, così come quello sul territorio di Mirano. Potremmo ricordare male, ed attendiamo la trascrizione del Consiglio Comunale per verificare.


Dall'articolo de "la Nuova Venezia Mestre" (http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2017/10/02/news/autovelox-slitta-il-collaudo-ma-a-chi-vanno-i-soldi-delle-multe-1.15932580) leggiamo invece che, il limite di velocità nel tratto tra i due centri abitati del comune di Mirano è stato abbassato a 50 km/h della Città Metropolitana per permettere l'installazione dell'autovelox da parte di quest'ultima.

Dato che: 
  • a Spinea l'amministrazione comunale è riuscita a far saltare l'attivazione dell'autovelox in località "Fornase" che verrà spostato altrove; 
  • l'amministrazione di Santa Maria di Sala è riuscita a far ritornare il limite di velocità a 70 km/h sulla strada provinciale 32 nel loro territorio; 
  • la Sindaca di Mirano invece pare protestare solo perché i soldi delle ammende andranno tutti alla Città Metropolitana, e dichiarare, assieme al vicesindaco che il tratto pericoloso è lontano da dov'è stato installato l'autovelox; 
fate le vostre considerazioni. 

Negli articoli di questi giorni, apparsi a seguito di un grave incidente avvenuto sempre al solito incrocio pericoloso, la sindaca racconta un'altra fiaba: con i soldi delle ammende dell'autovelox la Città Metropolitana costruirà la rotaroria (pare più di una) necessaria a mettere in sicurezza via Cavin di Sala e via Desman.

Capiamo dunque che all'amministrazione di Mirano va bene che la Città metropolitana faccia cassa con i soldi dei miranesi purché con le briciole l'ente provveda a mettere in sicurezza l'incrocio con via Galilei. 

Noi riteniamo invece che gli interventi di messa in sicurezza nelle vie Cavin di Sala e Desman DEBBANO essere portati a termine a prescindere dalle ammende incassate nel territorio del nostro comune e che quell'autovelox impostato ad un limite di velocità così basso, crei nuove situazioni di pericolo.

Probabilmente il ruolo ricoperto in ANCI, preclude alla nostra sindaca di alzare la voce verso l'ente superiore, a differenza di quanto hanno fatto i primi cittadini suoi vicini che hanno ottenuto quanto richiesto.


Mirano - 

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Ieri vi abbiamo parlato dell'interpellanza che tratteremo al prossimo Consiglio Comunale convocato per venerdì 28 luglio alle ore 19:00.
Oggi tocca all'interrogazione: delega al consigliere Perale alla promozione dei rapporti con le comunità religiose delle frazioni.
Dato che durante il Consiglio Comunale della scorsa settimana la sindaca ha presentato la giunta e le deleghe date ai consiglieri, e che quella "promozione dei rapporti con le comunità religiose delle frazioni" non è chiaro in cosa consista, abbiamo ritenuto opportuno dare la possibilità alla signora Sindaca di darci spiegazioni.

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AGGIORNAMENTO AL 29/07/2017: LA RISPOSTA


COLPO DI SCENA!

La Sindaca Maria Rosa Pavanello non è in grado di replicare all'interrogazione perché il consigliere Perale ha rifiutato la delega proposta.

Sorvolando sul tono arrogante con il quale è intervenuta in consiglio, dato che ormai abbiamo capito che se il Pavanello I lo ricordiamo per la sindaca querelante, il Pavanello bis sarà ricordato per la sindaca tronfia di Mirano, entriamo nel merito della non risposta.

La sindaca ha dichiarato al consiglio che non è in grado di replicare alle nostre domande riguardo alla delega offerta al consigliere, perché quest'ultimo rifiuta di ritirarla. Sollecitata a rispondere comunque visto che un'idea dei contenuti della delega immaginavamo dovesse averla, si è rifiutata.

Riassumendo: a Mirano il sindaco delega prima di sapere ciò che va a delegare! Apprendiamo dunque che il contenuto della delega oggetto della nostra interrogazione era... V U O T O ! ! ? ? ! !

Ma a questo punto perché assegnarla?

Ci chiediamo se la delega non sarebbe stata comunque accettata dal consigliere anche se non fossimo intervenuti a chiedere spiegazioni.
Una delega non rappresenta un costo per le casse comunali ma deve comunque salvaguardare i principi di concretezza e di contenuto altrimenti si tratta solo di "aria fritta".

La sindaca replicherà che lei ha chiaro in testa cosa delegare ma non ce lo vuole dire perché la delega non è stata accettata? Bene, allora con questa azione viene meno al rispetto per l'intero consiglio comunale perché a dirla tutta, la delega non ritirata dal consigliere resta in capo alla sindaca, non scompare: quindi avrebbe dovuto comunque rispondere alle nostre domande davanti all'intero consiglio comunale.


Mirano - 

Al prossimo Consiglio Comunale convocato per venerdì 28 luglio alle ore 19:00, tratteremo una interrogazione ed una interpellanza che abbiamo sottoposto all'amministrazione.
Oggi vi parliamo dell'interpellanza: controllo del territorio da parte della Polizia Municipale nell'area impianti sportivi (Via Matteotti - Via Rosselli - Via De Gasperi - Via Don Minzoni).

Purtroppo anche quest'anno, in concomitanza degli spettacoli che si tengono nella zona degli impianti sportivi, complice il fatto che la sera la Polizia Locale non pattuglia il territorio, i marciapiedi, le piste ciclabili e le aiuole lungo le strade limitrofe si trasformano ogni sera in aree di parcheggio creando gravi problemi di sicurezza. Osservando che ogni anno l'amministrazione promette nuove soluzioni che puntualmente poi non adotta, vorremmo che ci dicessero se e come intendono almeno effettuare la dovuta vigilanza che compete al Comune di Mirano.

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AGGIORNAMENTO AL 30/07/2017: LA RISPOSTA

Ha risposto il Vicesindaco Salviato.

Ha confermato la situazione che avevamo illustrato nell'interpellanza ed elencato le difficoltà che ha il comune a far vigilare l'area dalla Polizia Locale perché finendo il turno alle 19, far pattugliare oltre tale orario comporta meno personale operativo durante il giorno successivo. Ha dichiarato che contano di riuscire a risolvere la criticità per l'anno prossimo.

L'abbiamo ringraziato per la risposta sottolineando come quest'anno il numero di presenze sia sempre alto al punto da creare le situazioni di pericolo illustrate nell'interpellanza, non solo per i concerti dei VIPs. Abbiamo informato il consiglio e la giunta che le testimonianze lasciate nei social media da chi ha partecipato ad alcune delle serate dell'evento in corso, lasciano intendere che il pubblico presente sia oltre a quello consentito dalla Commissione Comunale di Vigilanza sui Locali si Pubblico Spettacolo. Ma non è dato sapere il numero esatto dei partecipanti perché la citata commissione non ha prescritto l'uso del contapersone e, appunto, non c'è nessuno per il Comune a controllare. Per lo stesso motivo nemmeno è dato sapere se è vero che non vengano garantiti liberi i corridoi di passaggio (e vie di fuga) come riportano sempre le testimonianze nei social. 

Sebbene sottolineando che ogni evento arricchisce la nostra città, abbiamo auspicato che in futuro prima di concedere questo tipo di autorizzazioni, l'amministrazione pensi a come garantire un'adeguata vigilanza, eventualmente anche prendendo accordi con gli organizzatori.


Mirano - 

Riporto qui la mia dichiarazione fatta al consiglio comunale di ieri sera dopo il giuramento della Sindaca. Alcune cose le avevamo già dichiarate immediatamente dopo il primo turno.

Ringraziamo quanti, votando, ci hanno incaricato di rappresentarli qui in qualità di consiglieri di opposizione in questa consigliatura.
Cinque anni fa un consigliere di maggioranza ora assessore apriva il suo discorso di insediamento affermando che "I cittadini hanno mandato l'ultimo avviso alla politica" e sottolineava come ben il 40% dei votanti avesse preferito starsene a casa o non dare un voto utile. Questa volta siamo andati oltre: questa amministrazione e consiglio comunale sono frutto di un astensionismo del 50% degli aventi diritto al voto: a Mirano più alto che altrove. E' triste effetto della lontananza delle persone dalle ultime amministrazioni. Da ogni angolazione le si voglia osservare, queste amministrative esprimono la sconfitta della politica attiva e la vittoria della rassegnazione. Non affermo che la colpa è tutta degli ultimi 5 anni di amministrazione, ma non lo è neanche esclusivamente del governo che ci ha fatto andare a votare a giugno a vacanze scolastiche cominciate. Noi vogliamo si riaccenda nei cuori della gente la speranza di poter cambiare questo Paese e che ognuno contribuisca anche con un gesto, fosse anche semplicemente l'andare a votare. Riteniamo che noi ed ogni persona seduta in consiglio questa sera debba sentire sulle proprie spalle la responsabilità di dare il buon esempio, così da riavvicinare le persone alla gestione della cosa pubblica.
Ci aspettiamo che questa maggioranza dedichi più energie allo sviluppo della nostra città che a risolvere, com'è accaduto in passato, i problemi interni alla propria maggioranza per rimanere a galla fino a fine mandato.
Pretenderemo risposte alle esigenze delle persone, non risposte politiche di facciata.
Quanto ho ascoltato oggi dovrebbe rendermi sereno perché è in linea con il programma elettorale della lista civica che qui rappresento, ma sono tutt'altro che sereno perché questa sindaca, e giunta, 5 anni fa presentò una serie di intenti che a nostro avviso ha completamente disatteso e che ora ripropone.
E i giovani? Stando alle dichiarazioni dei consiglieri comunali dello scorso mandato il giorno del loro primo consiglio comunale, quello appena finito doveva essere un mandato che avrebbe dovuto preparare i giovani a governare nelle future amministrazioni. Oggi si apre una allora "futura amministrazione" e di giovani in giunta non ne vedo (senza offesa: io considero giovani le persone sotto ai 30 anni, non vi sto dando dei vecchi, ma oggettivamente io e voi ci potremmo definire giovani se l'età media del paese avanzasse ai 110 anni) e le tiepide deleghe che verranno distribuite contano poco o niente se tutto si fermerà alle scritte sulla carta. Potreste ancora stupirmi con la nuova presidenza del consiglio o con i consiglieri dell'unione, ma temo che anche lì punterete all'"usato garantito". Tanti cittadini candidati onesti, come lo sono stati i nostri, nelle liste che facevano capo alla sindaca forse non hanno compreso che il sistema era predisposto per produrre solo il solito "staff" rodato da più di un decennio. "Non cambiare" ci viene spacciato come la "delega alla competenza".
Riguardo alla garanzia delle quote di genere in giunta, l'arrotondamento per difetto della presenza in giunta del genere meno rappresentato, lo ritengo vergognoso e rende lapalissiano come questa amministrazione intenda lavorare. Mi incuriosisce cosa ne penserà di questo la commissione per le pari opportunità.
Noi ci impegniamo a far vedere le cose come sono realmente e vogliamo questo sia un pungolo verso l'amministrazione perché si senta forzata a cambiare: a lavorare per i cittadini senza disattendere agli impegni presi in campagna elettorale come invece è stato durante lo scorso mandato. Scopriremo a breve, con le prossime elezioni politiche, se la Sindaca terrà fede all'impegno di guidare il nostro comune per l'intero mandato o se invece sarà attratta da altre cariche.
Auguriamo a tutti buon lavoro, anche ai cittadini.


Mirano - 

"Crediamo di essere l'unica forza che può vincere e battere l'attuale sindaca perché, se non saremo noi al ballottaggio, la sindaca si cucinerà e mangerà le altre forze politiche in una nottata e l'avremo per altri cinque anni". Questa la frase con cui chiudevo il comizio di chiusura della campagna elettorale venerdì 9 giugno. Una profezia che si è avverata.
Siamo fieri di averci provato investendo tutte le nostre energie nonostante fossimo consapevoli di essere l'unica forza politica che la Sindaca ed il suo entourage temessero e di dovercela vedere con ben tre liste civetta che avrebbero fatto il gioco della sindaca uscente.
Col senno di poi mi chiedo: "Avremmo potuto fare di meglio?" Certamente! Sempre col senno di poi, credo anche molti elettori si porranno la stessa domanda adattata al loro caso: "Avrei potuto votare meglio?" o "Sarei dovuto andare a votare?". Chissà quante volte questa domanda rimbalzerà nelle loro teste durante i prossimi cinque anni di un governo scelto dal 23,04% degli aventi diritto di voto.
Rispetto a due settimane fa le urne sono state disertate da altre 3564 persone e di queste, ancora una volta, oltre 350 hanno espresso un voto non valido.
Da ogni angolazione le si voglia osservare, queste amministrative esprimono la sconfitta della politica attiva e la vittoria della rassegnazione. Situazione utile ai partiti della sindaca o del presunto contendente, ma che noi combattiamo e combatteremo con tutti i mezzi a nostra disposizione: "vogliamo si riaccenda nei cuori della gente la speranza di poter cambiare questo Paese e che ognuno contribuisca anche con un gesto, fosse anche semplicemente l'andare a votare". 
Ricordo che il Movimento 5 stelle di Mirano è aperto alla partecipazione dei cittadini anche al di fuori dei periodi di campagna elettorale, vi aspettiamo.


Mirano - 

Confermiamo, se ancora fosse necessario, che non ci apparenteremo con nessuno dei candidati al ballottaggio, non faremo accordi con nessuno, solo con i cittadini, ai quali renderemo conto del nostro operato facendo una opposizione attenta nella prossima consigliatura. Ne daremo indicazioni di voto agli elettori che ci hanno concesso la loro fiducia. Il voto appartiene a questi ultimi che crediamo maturi e capaci di decidere da soli dove fare la croce e se questa debba essere o meno grande quanto l'intera scheda elettorale.

Sottolineiamo l'importanza della partecipazione attiva al voto, tanto quanto ci rammarica un astensionismo che nel nostro Comune è più alto che altrove. E' triste effetto della lontananza delle persone dalle ultime amministrazioni ed è uno dei motivi per cui ci siamo candidati.

Rammarica non poter rappresentare un'alternativa e non essere riusciti a produrre un cambiamento. Come possiamo però appoggiare la sindaca uscente che siede in consiglio comunale ininterrottamente dal 1998, protagonista attiva, assieme ai candidati di punta della sua lista, della cementificazione di Mirano in questi ultimi 20 anni, della mancata partecipazione dei cittadini, dell'immobilismo sostanziale, della trasparenza di facciata, delle promesse non mantenute e ripetute identiche mandato dopo mandato? Negli ultimi cinque anni nonostante potesse contare sul nostro appoggio per tutti i temi compresi anche nel nostro programma, che significava avere 14 consiglieri su 17 a favore, ha lasciato in un immobilismo pressoché costante la nostra cittadina, promettendo querele al posto di cercare il dialogo, quando qualcuno le muoveva delle critiche più o meno forti.

Tanti cittadini candidati onesti, come lo sono stati i nostri, nelle liste che facevano capo alla sindaca forse non hanno compreso che il sistema era predisposto per produrre solo il solito "staff" rodato da più di un decennio.

Il risultato è l'astensione crescente: "non cambiare" ci è stato spacciato come la "delega alla competenza". Ma è competenza o monopolio? Concorrere davvero in modo innovativo con le scelte dell'amministrazione è davvero mantenere una classe politica locale che da decenni permane nel nostro Comune?

E per l'alternativa al ballottaggio ribadiamo che siamo distanti anche da un candidato sindaco consigliere regionale in carica, che sembra aver scherzato con i Miranesi perché probabilmente non intenzionato a rinunciare ad una carica più remunerativa per fare il sindaco (se eletto dovrà rinunciare alla carica e retribuzione di consigliere regionale rimettendoci, per differenza, circa 5000 euro netti al mese): non intende a nostro avviso seriamente proporsi per un progetto, ma eventualmente inserire qualche consigliere comunale ancora "professionista" della politica locale o comunque con essa imparentato.

I temi, toni e contenuti della Lega non ci appartengono e certamente i programmi del Movimento 5 Stelle nulla hanno a che vedere con quelli che da tanti hanni contraddistinguono un partito spesso al governo del Paese.

Ricordiamo tutti l'esperienza dell'amministrazione con Alberto Semenzato vicesindaco, in cui per una volta, eccezionalmente, la sindaca Pavanello era solo consigliera di opposizione.

Per tutti questi motivi è palese che nessuno dei due ci potrà rappresentare. Le regole della democrazia comunque ci daranno uno dei due come sindaco e auspichiamo che, grazie al nostro sforzo di far vedere le cose come sono realmente, chiunque siederà sulla poltrona si senta forzato a cambiare.

Soprattutto assicuro che farò in modo che i cittadini vedano quello che ho capito io in questi 5 anni di consigliere comunale, grazie a quello che farò nei prossimi. A tutte le persone che volessero essere coinvolte da domani nella costruzione attiva del cambiamento ricordo che il Movimento 5 stelle di Mirano è aperto alla partecipazione dei cittadini anche al di fuori della campagna elettorale e che li aspetteremo.

Personalmente non mi sentirei a posto con la mia coscienza votando per qualcuno che non mi rappresenta e che avrò il compito di controllare assiduamente nei prossimi 5 anni. Andrò a votare, ma non esprimerò un voto valido.

Antonio


Mirano - 

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Percorsi interpoderali illuminati e sicuri per collegare le frazioni al centro di Mirano.
Questa la nostra proposta per tamponare il problema delle piste ciclabili mancanti, che attendono lo sblocco dei 19 milioni di euro spettanti al Comune di Mirano per le opere di compensazione ai danni arrecati al territorio con il passante.

Mercoledì scorso a Scaltenigo ho ribadito che abbiamo tutta l'intenzione di continuare la causa iniziata dalla attuale amministrazione contro la Regione del Veneto per il recupero dei 19 milioni di euro. Tuttavia, qualora vincessimo, non potremo permetterci di lasciare altri 5 anni i cittadini di Scaltenigo e delle altre frazioni a piedi.

Per questo proponiamo opere alternative che vadano ad incentivare la mobilità. Ci impegneremo a realizzare percorsi interpoderali che colleghino le frazioni al centro, eventualmente attrezzati per lo sport: si tratta di una soluzione più veloce ed economica rispetto alle tradizionali piste ciclabili.

Ad accompagnare i percorsi interpoderali promettiamo di impegnarci affinché la Città Metropolitana di Venezia e la Regione si attivino per rendere disponibile anche ai cittadini di Mirano un'offerta di trasporto pubblico analoga a quella del capoluogo metropolitano valorizzando le strutture già presenti nel territorio, rinunciando alle grandi opere.

Scaltenigo è una frazione attraversata da due strade di competenza della Città Metropolitana di Venezia. Il ruolo degli amministratori locali deve essere incisivo. Non possiamo attendere che la Città Metropolitana decida quando intervenire. È compito dell'amministrazione, supportata dalla cittadinanza, dai comitati, dalla Regione e dalla stampa, usare gli strumenti a disposizione al fine di attivare un'azione coordinata e continua e risolvere questa annosa problematica che da anni crea situazioni di disagio ai miranesi.

Alla serata era presente anche Flavio Berton, Consigliere della Città Metropolitana, che ha ricordato come le opere di sicurezza su via Desman, ventilate dalla stampa, sono solo un mero
spot elettorale, perché al momento non esistono interventi straordinari previsti dal Piano Strategico.

La Città Metropolitana di Venezia - ricorda Berton - è nata grazie alla Legge Del Rio con il compito di offrire risposte concrete alle esigenze e al miglioramento dei servizi dei 44 comuni interessati, attraverso l'intercettazione di fondi europei destinati proprio a questo tipo di realtà territoriale amministrativa diffusa in Europa.
Dopo 2 anni però, non solo non sono arrivati i tanto agognati contributi comunitari ma gli unici atti pratici sono stati l'adozione dello Statuto e del regolamento del Consiglio.

Ad oggi, secondo Berton, i progetti riguardanti l'illuminazione, la viabilità sostenibile e quella dolce, rimangono sulla carta e le prospettive future sono sconfortanti.

La Città Metropolitana, purtroppo, è uno strumento che non funziona, soprattutto dal punto di vista del deficit democratico dovuto alle elezioni di secondo livello.
Per questo dobbiamo fare squadra con i cittadini e le istituzioni per ottenere quelle risposte che ormai si invocano da troppo tempo.


Mirano - 

Tradizione e cultura alla base del rilancio turistico e commerciale di Mirano.

"Il patrimonio culturale, artistico e paesaggistico che abbiamo, unito alla vicinanza con Venezia, Padova e Treviso, possono rendere la nostra città un interessante polo turistico internazionale. L'area centuriata, le ville pubbliche e private, il bosco del Parauro, il parco fluviale del Muson e le eccellenti attività artigianali, sono punti di forza del nostro territorio che intendiamo valorizzare".

L'intenzione è quella di creare un canale privilegiato di comunicazione tra il comune, i proprietari delle ville private, le realtà presenti nel territorio ed i tour operator internazionali.

"Vogliamo che i nostri parchi comunali possano ospitare manifestazioni artistiche, musicali, letterarie e pittoriche, prendendo ispirazione dai casi studio vincenti nel Mondo".

La priorità è quella di rilanciare il patrimonio architettonico miranese, aumentando la fruibilità delle ville parzialmente chiuse al pubblico come il castelletto di villa Belvedere e il parco di villa I Maggio. "Ci impegneremo a mettere in sicurezza il nostro patrimonio e a cercare i fondi necessari per consentirne il recupero. Nel frattempo ci attiveremo per ripristinare i percorsi del parco di Villa I Maggio in modo da riaprirlo al pubblico quotidianamente".

Nei progetti anche la realizzazione di un museo dedicato al territorio che prevede l'esposizione dei numerosi reperti archeologici, costumi e memorabilia del miranese.

"Riguardo alle numerose manifestazioni e rassegne che richiamano nel nostro centro migliaia di cittadini, intendiamo mantenere l'impegno fino ad ora profuso dalle precedenti amministrazioni ed attivarci per dare vita a nuove esperienze di promozione delle nostre tradizioni ed eccellenze enogastronomiche".

Spazio anche ai più piccoli, creando eventi ad hoc oltre al classico carnevale di Pulcinella ed un occhio di riguardo al mercatino dell'antiquariato e del collezionismo "Gli oggetti dei nonni".

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