"realizzare gli obiettivi dei 5 referendum cittadini " - 50 sfumature di delusione arancione: 19 di 50


Milano - 


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Hitparade di promesse disattese dalla maggioranza milanese a guida Pd: 19di50

"realizzare gli obiettivi dei 5 referendum cittadini "

- la promessa in dettaglio: dal programma ufficiale del candidato sindaco Giuliano Pisapia e delle liste che lo sostengono http://bit.ly/VB4c4z.

pag. 2 "Milano più bella e verde perché perché realizza gli obiettivi dei 5 referendum"

- come è stata disattesa:

I 5 referendum milanesi vertevano sulle seguenti macroaree (tra parentesi la percentuale dei voti a favore):

1 (Sì 79,1%) traffico e smog

2 (sì 95,5%) verde pubblico 

3 (sì 95,5%) Expo 

4 (sì 95,2%) risparmio energetico

5 (sì 94,3%) navigli

(Qui il link alla lettura in dettaglio delle indicazioni operative legate ai quesiti referendari http://bit.ly/11whMhK)

A proposito dello stato di attuazione dei 5 referendum, ecco la sconsolata analisi da parte del comitato promotore aggiornata a giugno 2014, ovvero dopo 3 anni di "lavoro" da parte della giunta Pisapia: http://movimen.to/1UYZCj7.  

Non va poi dimenticata l'interazione dei punti 3 e 5 con Expo 2015; riguardo al punto 3 e all'ormai tristemente nota completa snaturazione del progetto originario, vale sempre la pena di citare - tra i tanti indignati per la volontà referendaria ignorata - il giudizio di Legambiente: http://bit.ly/Xuakvu.  

Riguardo al punto 5, la telenovela delle Vie d'Acqua è stata forse l'esempio più squalificante della gestione dei vari commissari straordinari e super-straordinari, che prima di approdare al totale fallimento del progetto "Vie d'Acqua" avevano tra l'altro incassato una diffida proprio da parte del comitato promotore dei 5 referendum: http://bit.ly/YmeRp2.

- come sarebbe andata col #M5S al governo cittadino?

Tra i punti qualificanti nel programma del MoVimento 5 Stelle (a pag. 2 http://bit.ly/jM5WSr), c'è l'introduzione del referendum deliberativo senza quorum, fatto che denota la precisa volontà di rendere vincolante a tutti gli effetti il parere della collettività, su ogni questione sulla quale intenda o sia chiamata a pronunciarsi.

Per tale ragione anche dei pareri "consultivi" come quelli emersi dai 5 referendum, sarebbero stati considerati da un governo M5S cittadino alla stregua di obbligazioni effettive, da implementare con una roadmap controllabile, senza bacchette magiche ma nel rispetto degli impegni alla condivisione e partecipazione.