"No a nuove imposte comunali sui redditi" - 50 sfumature di delusione arancione: 11 di 50


Milano - 


6355404323_ac5691e105_o.jpgHitparade di promesse disattese dalla maggioranza milanese a guida Pd: 11di50

"no a nuove imposte comunali sui redditi (e nel caso solo dopo quelle sui consumi)"

- la promessa in dettaglio (dal programma ufficiale del candidato sindaco Giuliano Pisapia e delle liste che lo sostengono: http://bit.ly/VB4c4z )

pag. 18: Entrate. Si privilegerà il prelievo sull'utilizzo/consumo della città, rispetto al prelievo sui redditi.

- come è stata disattesa:

«Il primo atto della Giunta Pisapia in materia tributaria, circa un mesetto dopo l'insediamento, è stato l'istituzione della "addizionale Irpef", a cui il Comune di Milano aveva sempre rinunciato fino a quel momento. E' stato un bel biglietto

da visita per quella che sarebbe stata la politica fiscale della giunta arancione. L'addizionale Irpef è la più classica delle imposte sui redditi, introdotta nel 2011 con aliquota unica allo 0,2% e poi modificata negli anni successivi con una applicazione differenziata per scaglioni di reddito, con aliquote fino allo 0,7% per il 2012 e 0,8% per il 2013 (per i redditi più alti). Gli altri aggravi fiscali (introduzione dell'imposta di soggiorno, aumento della tassa rifiuti, aumento delle tariffe del trasporto pubblico) non c'è che dire rispettano il programma elettorale, visto che sono prelievo sull'utilizzo e/o consumo della città, ma per le tasche dei cittadini non sono stati mesi felici.» (dall'analisi di Claudio Zulian :)

- come sarebbe andata col #M5S al governo cittadino? 

una sequenza di pochi passi, per lasciarsi alle spalle le abitudini della cattiva politica:

1) azzeramento/rinuncia dei privilegi, e limitazione dei compensi degli eletti, prerequisito perché i cittadini possano tornare a fidarsi;

2) mai più compensi d'oro: da subito per i nuovi impegni, e con immediata disdetta cautelativa per tutti quelli pregressi;

3) ipotesi di spending review e definizione delle priorità di spesa, condivisa tra i cittadini e i loro portavoce. 

Questo non significa garantire al 100% meno tasse rispetto al passato, ma ne comporterebbe in ogni caso meno rispetto alle politiche partitocratiche classiche. E soprattutto i cittadini avrebbero potuto scegliere - giusto per fare un esempio - se dissanguarsi per un Expo2015 a beneficio dei soliti costruttori, o rinunciarvi destinando i relativi risparmi ad altre priorità per la collettività, oppure alla riduzione di qualche prelievo comunale.