"Le Vie d'Acqua" di Expo 2015: il M5S di Milano porta a galla le incongruenze di un'opera costosa e inutile per i cittadini


Milano - 

Nuovo caso di disinformazione sulle attività del M5S a Milano. In un'intervista a Metro, Confalonieri - incaricato dal sindaco Pisapia di mediare sulla questione "Vie d'Acqua" per Expo - sostiene che "il M5S sta cercando di cavalcare il malcontento e che comunque il piano è quello della Moratti"... come a volersene lavare le mani.

Facciamo presente a Confalonieri che fin dall'Aprile 2013 - cioè addirittura da prima che si formassero i comitati - il M5S si è prodigato nell'informare i cittadini milanesi del progetto di Expo sulla Via d'Acqua manifestando la propria contrarietà.

E ricorda al portavoce del sindaco - che declina la responsabilità sui progetti "Expo" - che Pisapia ha tradito i suoi stessi programmi elettorali e acconsentendo a ricalcare in toto il progetto Moratti e abbandonando la sua idea di Expo diffusa.



In merito all'articolo "Vie d'Acqua: In arrivo migliorie e bonifiche"  apparso su "Metro Milano" del 19 gennaio 2014, i MoVimento 5 Stelle di Milano è stato chiamato in causa durante l'intervista a Giovanni Confalonieri, Direttore Settore Relazioni Istituzionali con la Città ed Expo, portavoce del Sindaco incaricato di mediare con i Comitati che contestano il progetto "Via d'Acqua" proposto da Expo.

Confalonieri sostiene che
  1. "il M5S sta tentando di cavalcare il malcontento..."
  2. "i progetti li aveva decisi la Moratti...".

Queste dichiarazioni di Confalonieri sono false e strumentali e il nostro intento è quello di ripristinare la verità per una corretta informazione dei cittadini, come i fatti che riportiamo qui di seguito dimostreranno al di là di ogni possibile equivoco.

Il M5S non si è improvvisato sostenitore in corsa dei cittadini, ANZI addirittura diversi mesi prima che si formassero i Comitati "No Canal" e "No Via d'Acqua" nel novembre scorso - fin dall'Aprile 2013 si è prodigato nell'informare i cittadini milanesi del progetto di Expo sulla Via d'Acqua manifestando la propria contrarietà.

Il 6 giugno 2013, il Consigliere del M5S della Zona 7 di Milano, Paolo Conconi, ha protocollato la Petizione "No alla Via d'Acqua" firmata da 284 cittadini (indirizzata al Sindaco Giuliano Pisapia, Vice sindaco Ada Lucia De Cesaris, agli Assessori competenti, al Presidente del Consiglio di Zona 7 e della relativa Commissione Expo), nella quale veniva richiesto l'annullamento dell'opera o di adottare le alternative, meno invasive sul territorio dei Parchi coinvolti, suggerite da esperti e associazioni.

Durante il TG Regionale - Ambiente Italia (Rai 3) del maggio 2013 sull'argomento della "Via d'Acqua", vengono intervistati un attivista del M5S di Zona 7 e il nostro portavoce alla Camera dei Deputati, Manlio di Stefano, in concomitanza del periodo della raccolta firme per la petizione popolare, promossa e presentata al Sindaco di Milano dal MoVimento 5 Stelle.

Pertanto, le azioni portate in Consiglio Comunale,

nei Consigli di Zona:

e in Consiglio Regionale della Lombardia

cioè tutte le azioni intraprese dai soggetti istituzionali coinvolti dal passaggio del tracciato della Via d'Acqua, sono conseguenti alle nostre attività precedenti sull'argomento e a una visione differente da quella di questa amministrazione.

Perché il M5S crede fermamente che i cittadini devono poter esercitare il loro diritto alla partecipazione informata su tutti i temi e le scelte fondamentali di governo della città ed anche poter ridiscutere le decisioni e i progetti strategici già approvati e che produrranno effetti a lungo termine. Ci si riferisce in particolare ai progetti: Expo, Ecopass, ai Piani per la mobilità, ai Piani parcheggi e soprattutto al PGT.

Tracciato del canale della Via d'Acqua

Ci sembra utile sottolineare che -  sulla questione "Vie d'acqua" - si è espressa anche la Consulta cittadina, relativamente all'attuazione dei cinque referendum consultivi, approvati a seguito del Referendum cittadino del 12 e 13 giugno 2011". Ricordiamo che la Consulta è formata da 15 componenti individuati dal Sindaco Giuliano Pisapia,tra i soggetti designati da associazioni e altri organismi sulla base delle competenze, in particolare di natura tecnico-scientifica.

La Consulta si è così espressa sulla Via d'Acqua (24 marzo del 2013):
"Riesce francamente difficile comprendere le motivazioni del progetto di Via d'Acqua Expo, "nuovo secondario Villoresi", opera che nelle intenzioni degli ideatori dovrebbe "rappresentare i temi dell'Esposizione Universale 2015 oltre l'evento vero e proprio e di testimoniarne l'eredità sul lungo periodo", ed appare invece come un manufatto di dubbia utilità, di costo esorbitante, di limitata attrattiva, e anzi di impatto complessivamente negativo sulle aree agricole e i parchi dell'Ovest Milano: territorio già frammentato da molte infrastrutture."
...
"Tutto ciò premesso e per tutte le motivazioni tecniche di cui sopra, il parere della Consulta indica prioritariamente a tale proposito che non venga realizzata l'intera opera ed in articolare che non venga realizzato il previsto nuovo tratto di Via D'Acqua B (in uscita dal sito Expo fino al Naviglio Grande) e che venga invece impiegato per lo scarico delle acque provenienti dal sito il ricchissimo reticolo idrico esistente che ne ha sufficiente capacità. Comunque qualora allo stato ciò fosse ritenuto non perseguibile, si richiede almeno di utilizzare quei tratti di canali esistenti indicati, al momento inutilizzati, con conseguente proporzionale e rilevante risparmio di risorse economiche e auspicabile limitazione dell'invasività dell'opera. Da ultimo sembra indispensabile che venga predisposto anche un dettagliato piano di emergenza di smaltimento piene con recapiti differenziati, di portata complessiva superiore ai 2,6 mc previsti in uscita dal sito."

In risposta al fatto che "...i progetti li aveva decisi la Moratti...",  le riportiamo l'estratto di un articolo pubblicato il 4 gennaio 2014 su Il Fatto Quotidiano

"Addio all'idea di sostenibilità. Nel programma elettorale di Giuliano Pisapia vi erano accenni a un Expo diverso. "Al punto 8 del programma del candidato sindaco", ricorda l'architetto Emilio Battisti, "era scritto che si doveva realizzare un Expo diffuso e sostenibile. Un'alternativa all'esposizione tradizionale, concentrata in un sito, con padiglioni da costruire e poi smantellare dopo sei mesi, con grande spreco economico e ambientale. Avevamo studiato invece una manifestazione da fare in giro per la città e l'area metropolitana, utilizzando strutture, siti, monumenti già esistenti, da sistemare e ampliare, lasciandoli poi, rinnovati, alla città". Dopo la vittoria, continua Battisti, "Pisapia ha accantonato il punto 8 ed è volato a Parigi, alla sede del Bureau International des Expositions, insieme a Letizia Moratti e a Roberto Formigoni. Ha accettato la continuità". Si farà un'esposizione più tradizionale, una grande fiera internazionale il cui cuore sarà rappresentato dai padiglioni dei vari Paesi partecipanti, che già sono più di 140."

Nella visione elettorale il Programma di Giuliano Pisapia al punto n.10 dedicato a "Milano e l'Expo" recita(va):

"perché il 2015 lasci lavoro, intelligenza e spazi pubblici, non il cemento dei privati;
una tappa della cultura mondiale che presenta i problemi e propone le soluzioni per "Nutrire il Pianeta, energie per la vita", un modello di futuro per una agricoltura moderna, cioè naturale e scientifica, in tutta la filiera dalla produzione alla conservazione, dalla logistica all'industria alimentare; che esalta il patrimonio di cultura della produzione e della alimentazione, di cui siamo parte importante; Expo diffusa in città, nell'area metropolitana, nel Parco Agricolo Sud."


Movimento 5 Stelle Milano
A cura dei Consiglieri di Zona 7 Paolo Conconi e Tiziano Creola