Il Giornale non perde occasione per raccontare fandonie sul M5S.


Milano - 


Il 9 settembre 2013 il Giornale pubblica un articolo sulle presenze dei Consiglieri in Zona 3, titolando "I 5 stelle a palazzo: in zona 3 due grilline assenti al 50% delle sedute".

Di seguito la lettera scritta dalla Consigliera Bedori al Giornale e al Consiglio di Zona 3.

 

"Per alcuni la politica è la scienza dell'opportunismo e l'arte del compromesso. Non per me.

http://www.ilgiornale.it/news/milano/i-5-stelle-palazzo-zona-3-due-grilline-assenti-50-delle-948919.html

La mia replica.

Buongiorno, a proposito dell'articolo apparso sul vostro giornale in data 9/9/2013 le informazioni fornite del consigliere di zona 3 Boari sono inesatte per quanto riguarda le mie presenze nei consigli e nelle commissioni.

La mia presenza nei consigli da gennaio a giugno è stata di 20 sedute su 24 pari all'83,33%. Dalla surroga la presenza aumenta visto che  è avvenuta a dicembre e sono stata presente a tutti i consigli di quel mese. Prego di rettificare.

Viceversa per la sig. Elena Re le presenze hanno sfiorato il 100% prima che avesse problemi con l'orario lavorativo ed è proprio per questo che per correttezza ha dato le dimissioni.

Un consiglio mi sento di darlo al consigliere Boari, controlli meglio ciò che avviene nel suo partito, orario di arrivo e di uscita dei consiglieri del Pdl, che prendono il gettone anche solo per un quarto d'ora di presenza.

Proprio per questo insieme a il consigliere Cagnolati , sempre del suo partito (Pdl), ho presentato una mozione sul tempo di presenza dei consiglieri. 

L'articolo è sempre del vostro indefesso Giannoni pubblicato in data 29 luglio dal titolo "Gettone di presenza solo a chi partecipa almeno a metà seduta".

Vi comunico inoltre che sia l' ex consigliera Elena Re sia la sottoscritta del Movimento 5 stelle, siamo state presenti dall'inizio alla fine di ogni commissione e di ogni consiglio a cui abbiamo partecipato.

Cordialmente

 

Patrizia Bedori

Consigliere Movimento 5 stelle

Zona 3 Milano"

 

L'articolo sul Giornale non è stato ancora rettificato ad oggi (16 settembre) una settimana di distanza dalla pubblicazione.