L'amianto è fra noi


Milano - 

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Questo convegno ha un significato particolare. E' il frutto di una cooperazione di persone. Dove è la novità? Il disinteresse dei partecipanti al proprio spirito di "appartenenza". Diversi nomi, diverse "bandiere": un solo scopo. Informare
Comitati, sindacati, uniti a un movimento. Cittadini.

La nostra storia, per quanto qualcuno ci accusi di "approfittare" di questo dramma per facile visibilità, non comincia oggi.
Non è stato certo facile ottenere quel minimo di attenzione che un problema simile dovrebbe invece generare. Sono servite videodenunce e conferenze stampa. Non abbiamo desistito... e abbiamo scoperto che eravamo sempre di più ad aver detto "basta!". Una macchina da guerra democratica si è messa in moto. Nemico? L'indifferenza.
Perché tutto ciò? Perché l'amianto è diverso dall'uomo: non fa distinzioni di ceto, di razza o di religione.
Uccide indiscriminatamente.
Difendiamoci. Informiamoci.

Il convegno è stato realizzato grazie al Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio e al professor Ugazio, nonchè a Elena Ferrarese del Comitato ex inquilini delle case in amianto di via Feltrinelli, al Comitato Nazionale Amianto "Eppur si Muore", ai sindacati Slai Cobas e CSA, la rivista "Odissea" e in ultimo in ordine di adesione, il sindacato Cisl FP Milano.

Grazie a tutti per esservi messi in discussione per un bene comune: la salute.

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5 commenti

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    L'amianto...
    Ricordo che quando ero bambino, avrò avuto si e no 5 anni, ce n'era un pannello dietro l'armadio che stava nel corridoio di casa mia.
    Mi affascinava la sua consistenza (i bambini, istintivamente, sono attratti dalle cose pericolose), lo facevo scorrere estraendolo dallo spazio tra l'armadio e il muro e poi strofinavo le dita sugli angoli consumati, che avevano un aspetto vellutato.
    Erano gli anni '70, e non posso dar colpe ai miei genitori: appena fu chiaro che l'amianto era pericoloso lo buttarono (non so dove) quel pannello isolante.
    Forse dovrei essere più arrabbiato con mia madre per per quando faceva giocare me e mia sorella con il mercurio che fuoriusciva dai termometri chi ogni tanto si rompevano (perché le cose pericolose devono essere tanto affascinanti?), o con mio padre che fumava sigarette la sera quando stavamo riuniti tutti in sala a guardare i cartoni animati delle 20,00.
    E' anche vero che allora si usava benzina al piombo che messa in motori ben poco evoluti intossicava i polmoni degli abitanti delle grandi città, non vi erano grandi preoccupazioni per il cromo, il ddt o gli esperimenti nucleari operati dalle grandi potenze all'aria aperta.
    Ripensando a tutto questo e aggiungendoci il fatto che ancor oggi tra incidenti nucleari, onde elettromagnetiche di ogni tipo, inquinamento da benzene e polveri sottili, prodotti cinesi, atrazina nell'acqua, mucche pazze e steroidi e una serie di prodotti che tra qualche decina d'anni sapremo essere potenzialmente cancerogeni, l'idea che mi sono fatto è che si debba confidare nella capacità del nostro organismo di resistere a questi attacchi.
    Il punto è che ci sono persone più sensibili all'attacco di questi agenti cancerogeni.
    C'è chi potrebbe campare 100 anni in una casa fatta d'amianto e bevendo cromo esavalente, e chi invece si ammalerebbe dopo pochi mesi, proprio come se fosse allergico a queste sostanze tossiche.
    Appare chiara allora la priorità di mettere in condizione queste persone "sensibili" di difendersi da questi agenti chimici che per loro sono mortali.
    In questo senso una legge che imponga degli obblighi informativi, un po' come quando sulle etichette degli alimenti c'è scritto che un prodotto può contenere una certa quantità di burro di arachidi, a cui alcuni sono intolleranti.
    Tornando all'amianto ho visto che c'è una mappa dei tetti del comune di milano, ebbene questa dovrebbe essere aggiornata e consultabile.
    I proprietari di immobili e le ditte che eseguono lavori di manutenzione poi dovrebbero avere l'obbligo di segnalare quei manufatti in amianto che restano normalmente nascosti alla viata.
    Per quel che riguarda la bonifica, non è certo cosa che si possa improvvisare: è un lavoro che richiederà anni per essere completato, un servizio di pubblica utilità sul quale non dovrebbe essere concessa alcuna possibilità di lucro.
    In sintesi, e qui ne approfitto per illustrare un concetto basilare per una buona amministrazione, l'attività di bonifica dell'amianto ha tutti i requisiti per essere gestita da un'azienda municipale totalmente posseduta dal comune.
    Questo garantirebbe il massimo dei controlli, contenimento delle spese, assenza di speculazioni e un volano economico ed occupazionale non indifferente.
    Quando un'azienda svolge un servizio pubblico che non sia eccezionale ma continuativo, essa deve essere controllata al 100% dall'ente al quale quel servizio è rivolto.
    Pensare di esternalizzare un servizio perchè costa meno alla collettività equivale a dare per certe le tangenti, i malaffari e le negligenze che andrebbero combattute anziché date per scontate tanto da essere valido motivo per affidare la gestione del servizio a una ditta privata che inevitabilmente cercherà in tutti i modi di lucrare su un servizio necessario ai cittadini.

  • quello che vedete a Corsico 5000 mq via leonardo da vinci di amianto e tutti se ne fregano

    http://maps.google.it/maps?q=via+leonardo+da+vinci+corsico&hl=it&ll=45.443765,9.111072&spn=0.001443,0.002411&client=firefox-a&hnear=Via+Leonardo+da+Vinci,+20094+Corsico+Milano,+Lombardia&t=h&z=19

  • Bravi Tutti! Spero di riuscire a partecipare, anche se sono di Piacenza, ottima iniziativa, potrebbe farmi venire qualche idea da proporre anche al gruppo Piacenza 5 stelle. Vai raga :-)

  • Purtroppo certi materiali tossici sono come taluni politici, difficili da rottamare!
    Loro non mollano, ma noi neppure!!!

    >>> VIENI ANCHE TU A DIRE LA TUA SU "freeskippe"r

  • Purtroppo certi materiali tossici sono come taluni politici, difficili da rottamare!
    Loro non mollano, ma noi neppure!!!

    >>> VIENI ANCHE TU A DIRE LA TUA SU freeskipper!

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