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Melfi - 

TARI, il MEF conferma, le bollette di Melfi sono sbagliate

Ecco che anche il MEF, Ministero dell'economia e delle finanze, ha riconosciuto che avevamo ragione! Eppure è una settimana intera che il sindaco Valvano cerva di confutare la nostra denuncia sull'errato metodo adottato per calcolare la Tari.

Nel ribadire che le nostre denunce sono sempre fondate, ora che, anche, il Ministero ci dà ufficialmente ragione, ci aspettiamo che il primo cittadino si scusi, oltre che con noi, per le accuse mosse riguardo alla nostra competenza e ragionevolezza nel voler insistere nel far presente tale situazione, anche e soprattutto, con i cittadini per le informazioni false e tendenziose diffuse in questi giorni.

Sulla circolare del MEF relativa al calcolo della TARI, si legge infatti che "con riferimento alle pertinenze dell'abitazione appare corretto computare la quota variabile una sola volta in relazione alla superficie totale dell'utenza domestica. Un diverso modus operandi da parte dei comuni non troverebbe alcun supporto normativo, dal momento che condurrebbe a sommare tante volte la quota variabile quante sono le pertinenze, moltiplicando immotivatamente il numero degli occupanti dell'utenza domestica e facendo lievitare conseguentemente l'importo della Tari".

Inoltre il Ministero stabilisce che "laddove  il contribuente riscontri un errato computo della parte variabile della TARI effettuato dal Comune o dal soggetto gestore del servizio rifiuti, può chiedere il rimborso del relativo importo relativo alle annualità a partire dal 2014" anno in cui la TARI è entrata in vigore. 

Abbiamo sostenuto sin dal primo momento che le bollette della TARI, a Melfi, sono calcolate in maniera errata perché, come dice chiaramente il MEF, è "corretto computare la quota variabile una sola volta in relazione alla superficie totale dell'utenza domestica".

Purtroppo il Comune di Melfi rientra in quel 10% di comuni italiani che hanno applicato la parte variabile della tassa moltiplicata anche per il numero delle pertinenze. In questo modo si è addivenuti ad importi decisamente più elevati rispetto a quelli che sarebbero derivati applicando la quota variabile una sola volta. 

I cittadini di Melfi, che riscontrano questo errore nelle loro bollette, possono chiedere il rimborso della parte non dovuta a partire dal 2014.

Se il sindaco Valvano si è affidato a un errato metodo, per calcolare la tassa sui rifiuti, ammetta l'errore e proceda con il rimborso.

Siamo stanchi dei suoi continui giochi di parole e della sua perenne tendenza a scaricare le colpe.

Ritengo sarebbe stato più dignitoso e confacente al suo ruolo di primo cittadino, ammettere dal primo momento che c'era un errore e che avrebbe provveduto a trovare una soluzione, invece di rilasciare interviste piene d'inesattezze e velate offese. 

Noi del Movimento 5 Stelle di Melfi saremo in piazza già da questa domenica per aiutare i cittadini a verificare la loro bolletta TARI e spiegare loro come richiedere il rimborso delle quote non dovute.

Ecco che anche il MEF, Ministero dell'economia e delle finanze, ha riconosciuto che avevamo ragione! Eppure è una settimana intera che il sindaco Valvano cerva di confutare la nostra denuncia sull'errato metodo adottato per calcolare la Tari.

Nel ribadire che le nostre denunce sono sempre fondate, ora che, anche, il Ministero ci dà ufficialmente ragione, ci aspettiamo che il primo cittadino si scusi, oltre che con noi, per le accuse mosse riguardo la nostra competenza e ragionevolezza nel voler insistere nel far presente tale situazione, anche e soprattutto, con i cittadini per le informazioni false e tendenziose diffuse in questi giorni.

Sulla circolare del MEF relativa al calcolo della TARI, si legge infatti che "con riferimento alle pertinenze dell'abitazione appare corretto computare la quota variabile una sola volta in relazione alla superficie totale dell'utenza domestica. Un diverso modus operandi da parte dei comuni non troverebbe alcun supporto normativo, dal momento che condurrebbe a sommare tante volte la quota variabile quante sono le pertinenze, moltiplicando immotivatamente il numero degli occupanti dell'utenza domestica e facendo lievitare conseguentemente l'importo della Tari".

Inoltre il Ministero stabilisce che "laddove il contribuente riscontri un errato computo della parte variabile della TARI effettuato dal Comune o dal soggetto gestore del servizio rifiuti, può chiedere il rimborso del relativo importo relativo alle annualità a partire dal 2014" anno in cui la TARI è entrata in vigore.

Abbiamo sostenuto sin dal primo momento che le bollette della TARI, a Melfi, sono calcolate in maniera errata perché, come dice chiaramente il MEF, è "corretto computare la quota variabile una sola volta in relazione alla superficie totale dell'utenza domestica".

Purtroppo il Comune di Melfi rientra in quel 10% di comuni italiani che hanno applicato la parte variabile della tassa moltiplicata anche per il numero delle pertinenze. In questo modo si è addivenuti ad importi decisamente più elevati rispetto a quelli che sarebbero derivati applicando la quota variabile una sola volta.

I cittadini di Melfi, che riscontrano questo errore nelle loro bollette, possono chiedere il rimborso della parte non dovuta a partire dal 2014.

Se il sindaco Valvano si è affidato ad un errato metodo, per calcolare la tassa sui rifiuti, ammetta l'errore e proceda con il rimborso.

Siamo stanchi dei suoi continui giochi di parole e della sua perenne tendenza a scaricare le colpe.

Ritengo sarebbe stato più dignitoso e confacente al suo ruolo di primo cittadino, ammettere dal primo momento che c'era un errore e che avrebbe provveduto a trovare una soluzione, invece di rilasciare interviste piene di inesattezze e velate offese.

Noi del Movimento 5 Stelle di Melfi saremo in piazza già da questa domenica per aiutare i cittadini a verificare la loro bolletta TARI e spiegare loro come richiedere il rimborso delle quote non dovute.


Melfi - 

TARI, il Comune ha sbagliato gli importi delle bollette

Ogni volta che denuncio qualcosa il Sindaco risponde con rapidità e veemenza, solitamente negando quanto da me asserito e basando la propria tesi su pretestuose ed infondate argomentazioni.

Questa volta la risposta è stata incredibilmente rapida, succedesse mai con le interrogazioni che gli sottoponiamo, per quelle bisogna aspettare anche mesi senza aver risposta.

In merito alla risposta del sindaco circa la mia denuncia, questi, attraverso un altro scoop giornalistico, proferisce diverse informazioni non veritiere, oltre che errate.

Prima di tutto vorremmo informarlo che l'orientamento del ministero è già chiaro, per voce del Sottosegretario di Stato all'Economia e Finanze, Pier Paolo Baretta, che ha ufficialmente detto che la quota variabile si applica solo una volta e non deve essere ripetuta sulle pertinenze.

Inoltre, il Sindaco sbaglia a generalizzare quando afferma, come scusante al suo errore, che "Tutti i Comuni si sono conformati ad un orientamento del Ministero dell'Economia" perché solo il 10% dei comuni italiani è caduto in errore (fonte Il Sole 24 Ore), compreso Melfi, mentre gli altri hanno interpretato correttamente la normativa.

Valvano definisce strumentale la nostra denuncia, che, invece, ritengo doverosa perché fatta nell'interesse dei cittadini.

Avrebbe dovuto, invece, assumersi la responsabilità di questo errore come ha fatto il sindaco di Milano, Sala, che ha già dichiarato che "Ci sarà senz'altro un rimborso per chi ha pagato più del dovuto, adesso vedremo caso per caso", ma ha preferito, anche questa volta attaccare me, nonostante un suo ex assessore abbia dichiarato che sapevano dell'errore addirittura dal 2014.

Non possiamo tollerare che la nostra scelta, ponderata e fatta nell'interesse esclusivo di noi cittadini, sia la scusante dei loro errori! Non rinneghiamo il nostro assenso ad un giustificato aumento della TARI del 7%, al fine di estendere il servizio di smaltimento rifiuti e taglio erbacce alle nuove zone abitate, perché nessuno deve rimanere indietro, nonché per i nuovi ed utili servizi che erano stati promessi e garantiti e avrebbero dovuto portare ad importanti e positive novità (sconti per il riciclaggio virtuoso, nuove isole ecologiche, telecamere di sorveglianza, ecc).

Semmai vorremmo far notare che dopo 9 mesi dal citato consiglio nulla è stato ancora attuato.

Mi chiedo con quale coraggio tra pochi mesi porteranno in consiglio il punto sulla TARI 2018 senza aver tenuto fede alla delibera n.5 del 6 febbraio 2017, e quali siano le ragioni per cui non procedano ad indire il nuovo bando sui rifiuti visto che è scaduto da quasi 2 anni. Chissà se queste continue proroghe non siano atte a favorire qualcuno.

Aggiungiamo che il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha già annunciato che invierà ai comuni un'informativa ancora più chiara sulla redazione delle bollette TARI comprensiva dei metodi per il rimborso ai cittadini.


Melfi - 

TARI, il Comune ha sbagliato gli importi delle bollette

In ottemperanza a quanto promesso ai cittadini, nell'ambito dello spirito di servizio che ha animato e che anima tuttora il mio impegno in politica per i Melfitani, abbiamo riscontrato un grave errore nel calcolo della TARI (Tassa sui Rifiuti) del Comune di Melfi.

Sulla quasi totalità delle bollette da noi analizzate risulta evidente un errore nel calcolo degli importi della Tassa sui Rifiuti per tutte quelle famiglie che hanno delle pertinenze. Un errore che ha portato, in alcuni casi, a bollette quasi raddoppiate rispetto al dovuto.

La TARI è calcolata sulla base di due quote: quota fissa, calcolata in base ai metri quadri dell'immobile, e quota variabile, che andrebbe calcolata verificando il quantitativo reale di rifiuti prodotto.

Il Comune di Melfi, non potendo verificare il quantitativo reale di rifiuti prodotti da un nucleo familiare, calcola la quota variabile in base al numero di componenti del nucleo familiare (cosa fatta anche da molti altri comuni).

Fin qui tutto bene, peccato però che il Comune di Melfi abbia calcolato la quota variabile anche per quanto riguarda le pertinenze (garage, box, cantine, mansarde, soffitte ecc) con aumenti della bolletta tra il 30 ed il 50% rispetto al dovuto.

Come dichiarato dallo stesso Ministero dell'Economia e delle Finanze

I comuni talvolta moltiplicano la quota variabile sia in relazione all'appartamento che alle due pertinenze, determinando una tariffa notevolmente più elevata rispetto a quella che risulterebbe considerando la quota variabile una sola volta rispetto alla superficie totale. Pertanto ... da un appartamento, un garage e una cantina, la parte variabile va considerata una sola volta e, di conseguenza, un diverso modus operandi da parte dei comuni non trova alcun supporto normativo. Da tale eccezione si deve quindi ricavare la regola generale ... secondo la quale la parte variabile della tariffa va computata solo una volta, considerando l'intera superficie dell'utenza composta sia dalla parte abitativa che dalle pertinenze situate nello stesso comune.

Secondo Il Sole 24 Ore oltre il 10% dei comuni italiani sarebbero incappati in questo errore comprese grandi città come Milano, Genova, Napoli, Catanzaro.

Ai cittadini consigliamo di verificare la loro bolletta TARI, se nella Lista Utenze è presente solo l'utenza di tipo abitativo non ci sono problemi. Se, invece, vi sono altre utenze, come garage, cantine, mansarde, soffitte verificate nella casella Quota variabile se alla voce Importo trovate un qualsiasi importo superiore a 0,00€, in tal caso è da considerare illegittimo.

In questo caso potete fare ricorso compilando l'istanza di rimborso eccedenza TARI (scaricabile a questo indirizzo https://goo.gl/HLcaAq) protocollandola a mano, o inviando una PEC all'indirizzo protocollo@pec.comunemelfi.it.

Siamo a disposizione dei cittadini per ogni chiarimento.


Di seguito alcuni casi esempio

TARI, il Comune ha sbagliato gli importi delle bollette


Melfi - 

L'intervista integrale da "Il Mattino di Puglia e Basilicata" del 03/08/2017

Intervista alla Portavoce Angela Bisogno

Intervista alla Portavoce Angela Bisogno


Melfi - 

Finalmente, dopo 3 rinvii, oggi abbiamo potuto consegnare materialmente le oltre 2543 firme raccolte, che avevamo già provveduto ad inoltrare in forma digitale, al presidente Pittella.

Come Portavoce ho illustrato le motivazioni che hanno spinto 2543 cittadini del Vulture Melfese, a firmare questa petizione spiegando che non è accettabile che un'area territoriale come quella del Nord della Basilicata, che presenta una popolazione distribuita su una vasta superficie territoriale e una precaria rete stradale, si ritrovi improvvisamente senza un'adeguata struttura ospedaliera.

Abbiamo ricordato, al Presidente Pittella, che in occasione del Consiglio Comunale aperto del 26/10/2016 aveva espresso forti rassicurazioni, aveva garantito ai cittadini di Melfi che l'Ospedale sarebbe stato potenziato e che non ci sarebbero state chiusure di reparti o ridimensionamenti.

Purtroppo oggi la situazione del nosocomio di Melfi smentisce le parole del Presidente Pittella.

Al presidente Pittella abbiamo chiesto dati certi sul destino del nostro Ospedale.

Abbiamo chiesto:

  • Fino a quando i pazienti dei reparti di Chirurgia, Otorinolaringoiatria e Ortopedia saranno costretti a stare ammassati in un unico reparto;
  • Quando ci saranno nuovi bandi per l'assunzione di personale medico ed infermieristico e quante saranno le nuove unità previste per ciascun reparto;
  • Quando sarà disponibile la nuova risonanza magnetica, acquistata ed ancora mai installata;
  • Quando sarà disponibile ed efficiente la nuova ala dell'Ospedale di Melfi;
  • Quando saranno risolti i disservizi causati dalla farmacia.

Le risposte sono state un po' vaghe, ma abbiamo ottenuto la promessa che il Presidente Pittella organizzerà, entro ottobre, un nuovo tavolo tecnico per discutere dell'Ospedale di Melfi, nel quale valuteremo lo stato del nostro nosocomio e quante delle parole del Presidente si saranno effettivamente verificate, quanto delle iniziative che A.S.P. e Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo avranno avuto luogo e quante saranno rimaste lettera morta.

Continueremo a seguire l'evoluzione della situazione per assicurarci che la voce dei cittadini non cada nel nulla.

Leggi la lettera consegnata nell'occasione al Presidente della Regione Pittella.


 

Rassegna stampa

Il Quotidiano del Sud

La Nuova del Sud


Melfi - 

Gruppo Consiliare Movimento 5 Stelle Melfi

 

Al Presidente della Regione Basilicata
Dott. Marcello Pittella

 

Egregio Presidente Pittella,

Immagini che qui ci siano le 2543 persone che hanno sottoscritto la petizione, che ho provveduto ad inviarle tempo addietro. Sono uomini, donne, papà, mamme, nonni, commercianti, operai, studenti, disoccupati, liberi professionisti, immagini che tutti insieme le chiedano un impegno concreto per tutelare l'Ospedale di Melfi.

Si tratta di cittadini, non solo di Melfi, ma provenienti anche da altre zone del Vulture-Melfese, preoccupati che l'Ospedale sito in Melfi stia subendo un forte ridimensionamento.

Lanciavamo questa petizione per far riaprire il servizio di SPDC ubicato nell'ospedale di Melfi, ma anche per tutelare la volontà e l'esigenza, palesata da ogni cittadino, di mantenere e migliorare l'intera struttura ospedaliera.

Durante il Consiglio Comunale aperto che si è svolto in data 26/10/2016, Lei rassicurava i cittadini riguardo la sorte del nostro nosocomio, da allora la situazione non è per nulla migliorata, anzi continua a peggiorare.
La carenza di personale, sia medico che infermieristico, è ormai cronica.
Nello spazio che prima era destinato solo dalla Chirurgia, adesso sono ammassati anche i reparti Otorino ed Ortopedia.

Non si effettuano più visite ambulatoriali di Ortopedia.

Da ultimo, solo in ordine cronologico, vi è il grave disagio legato al servizio farmacia, che, da più di un mese ha smesso di erogare farmaci, per molti di vitale importanza, ai pazienti esterni. Un problema che sulla carta sembrerebbe superato, ma in realtà grava ancora sui pazienti, in attesa di una soluzione, che potrebbe essere quella di creare apposite convenzioni con le farmacie dei comuni dell'area, come già in uso in altre zone d'Italia, evitando di caricare i pazienti di un ulteriore disagio per il viaggio.

Inoltre con il sopraggiungere dell'estate si stanno creando ulteriori disagi legati alle ferie del personale medico ed infermieristico, con il rischio che qualcuno dei reparti rimasti venga addirittura sospeso.

Sicuramente non è saggio, né rivela alta capacità organizzativa lasciare scoperta, dal punto di vista sanitario, un'area della Basilicata, così densamente popolata e nella quale è collocata gran parte delle strutture industriali della regione oltre allo stabilimento FCA.

Non bisogna dimenticare, che l'ospedale di Melfi garantisce assistenza sanitaria ad oltre 100 mila persone dell'area del Vulture Melfese, infatti, al di la dei residenti, non vanno trascurate le migliaia di persone provenienti da Puglia, Campania, Calabria e dall'area sud della Basilicata che quotidianamente raggiungono quest'area per lavorare nel settore industriale.

A causa degli attuali disagi conseguenza della reale riduzione dei servizi, molti pazienti del Vulture Melfese si rivolgono ad altre strutture, anche fuori regione, pertanto si riduce il numero delle utenze presso il nosocomio di Melfi.

Se non si pone un freno a questo trend, si può ben intuire cosa accadrà all'Ospedale di Melfi, nei prossimi 5 anni.

Preoccupante non è solo il continuo migrare dei pazienti verso l'ospedale di Potenza, (già in sovraccarico), raggiungibile percorrendo la statale 658, ormai tristemente nota per gli incidenti, che periodicamente si verificano, ma anche le numerose richieste di trasferimento di medici che sono costretti a lavorare in costante condizione di disagio.

Emblematico il grafico sottostante che rappresenta l'aggravio chilometrico che va a gravare sui pazienti (e loro familiari) dell'area Nord della Basilicata, che fino a poco tempo fa facevano riferimento all'ospedale di Melfi.

Grafico Variazione Chilometrica

Tale situzione pregiudica soprattutto gli anziani e per le fasce più deboli.

Solo ad inizio luglio, come ben saprà, sulla Potenza-Melfi c'erano ben 4 cantieri a rallentare il normale flusso del traffico, che creavano non pochi disagi.

Fatte tali premesse, i cittadini hanno il diritto di avere risposte concrete.

  • Fino a quando i pazienti dei reparti di Chirurgia, Otorinolaringoiatria e Ortopedia saranno costretti a stare ammassati in un unico reparto?
  • Quando ci saranno nuovi bandi per l'assunzione di personale medico ed infermieristico e quante saranno le nuove unità previste per ciascun reparto?
  • La nuova risonanza magnetica, acquistata ed ancora mai installata, quando sarà disponibile?
  • Quando sarà disponibile ed efficiente la nuova ala dell'Ospedale di Melfi?
  • Quando saranno risolti i disservizi causati dalla farmacia?

Non vorremmo che l'attuale depotenziamento della struttura, serva a simulare un futuro potenziamento che non garantirà comunque le esigenze del su menzionato bacino di utenza.

Altresì non sarebbe accettabile che il ridimensionamento dell'Ospedale di Melfi serva a far rifiorire qualche altra struttura sanitaria ospedaliera o privata.

Inoltre, a nome degli 2543 cittadini che hanno sottoscritto questa petizione, chiedo a lei di avviare, entro il mese di ottobre, un tavolo tecnico (in cui sarò invitata a partecipare, come portavoce di migliaia di cittadini preoccupati per l'ospedale) per discutere seriamente e pubblicamente dell'Ospedale di Melfi, certi che non si sottrarrà a tale richiesta,

Distinti saluti.

Angela Bisogno
Consigliere Comunale
Gruppo Consiliare Movimento 5 Stelle

Melfi, lì 24/07/2017


Melfi - 

Oggi abbiamo consegnato al Presidente Pittella le 2543 firme raccolte per chiedere di tutelare l'ospedale di Melfi (firme già da tempo spedite via PEC).

Non è accettabile che un'area territoriale come quella del Nord della Basilicata, che presenta una popolazione distribuita su una vasta superficie territoriale e una precaria rete stradale, si ritrovi improvvisamente senza una adeguata struttura ospedaliera.

Per cui al Governatore Pittella abbiamo chiesto di organizzare un tavolo tecnico per discutere questa problematica, a distanza di ormai un anno dalle sue precedenti rassicurazioni, abbandonando il politichese ma affrontando la questione con dati tecnici alla mano.

Dal TGR Basilicata del 25/07/2017


Melfi - 

Interrogazione URGENTE a risposta scritta in merito all'evento Battiti Live del 6 Agosto 2017 a Melfi

Il 6 Agosto a Melfi si terrà la quarta tappa di Battiti Live 2017, un evento ormai di portata nazionale organizzata da Radio 

È prevedibile, pertanto, un afflusso di migliaia di persone nella nostra città, che richiederà un preciso piano organizzativo al fine di tutelare la sicurezza e l'ordine pubblico.

Dopo l'attacco di Manchester, anche in Italia è stato emanato un D.L. d'urgenza (il n.92 del 25/05/2017) che ha introdotto importanti novità anche in relazione ad eventi che prevedono un'ampia affluenza di cittadini, come i concerti.

Date tali premesse abbiamo presentato quest'interrogazione URGENTE, all'amministrazione comunale, per capire se in vista di Battiti Live 2017 sono state prese tutte le precauzioni del caso, quindi, porre l'attenzione su tali rilevanti aspetti.

Ci auguriamo che il Comune abbia contezza del piano sicurezza che Questura e le autorità preposte abbiano preparato e so sia attivato affinché vada tutto per il meglio.

Scarica l'interrogazione: https://goo.gl/LM5EVx


Melfi - 

Interrogazione a risposta scritta in merito alla presenza di defibrillatori semiautomatici
in scuole, palestre ed altri edifici del Comune di Melfi

Purtroppo la Morte Cardiaca Improvvisa (MCI) colpisce individui di qualsiasi età, anche in condizioni di apparente buono stato di salute. Di questi, il 7% ha meno di 30 anni ed il 4% ha meno di 18 anni.

Dopo un arresto cardio-circolatorio, il trattamento deve essere eseguito entro 3-5 minuti, interventi più lenti possono inevitabilmente causare danni cerebrali.

Abbiamo, pertanto, chiesto all'amministrazione comunale se le scuole e le palestre comunali di Melfi sono dotate di Defibrillatore semiautomatico esterno DAE.

Per cui l'unico modo efficace per assicurarsi che i bambini colpiti da questa patologia ricevano un trattamento adeguato in un tempo congruo è quello di dotare la struttura di defibrillatore semiautomatico esterno, oltre che formare adeguatamente il personale.

Inoltre le strutture scolastiche si rivelano particolarmente adatte allo svolgimento di iniziative atte alla diffusione capillare della cultura della cardio-protezione, con possibilità concreta di coinvolgere cittadinanza ed istituzioni in progetti radicati sul territorio.

Confido che la mia interrogazione possa fungere da sprono nei confronti dell'amministrazione per dotare scuole e palestre di defibrillatore, la dove fosse necessario, e che si faccia anche promotore di una serie di corsi sulla rianimazione d'emergenza.

Scarica l'interrogazione: https://goo.gl/5ET3K1


Melfi - 

Interrogazione a risposta scritta: Fontane e fontanini nel centro storico: un servizio pubblico non usufruibile dai cittadini

#Melfi - Fontane e fontanini chiusi o in condizione di degrado.

Abbiamo presentato un'interrogazione chiedendo all'Amministrazione comunale perché la maggior parte delle fontane e dei fontanini non erogano più acqua potabile.

Inoltre abbiamo chiesto di intervenire per ripristinare le fontane del centro storico e di tutte quelle presenti sul territorio del Comune di Melfi, affinché costituiscano punti di ristoro di cittadini e turisti sopratutto nel periodo estivo.

Ecco cosa abbiamo chiesto:

  1. Perché la maggior parte delle fontane e dei fontanini non erogano più acqua potabile;
  2. Perché le fontane ed i fontanini, tipici del centro storico Melfitano, versano in stato di totale degrado ed abbandono;
  3. Se sia previsto un piano di interventi per il recupero delle fontane e dei fontanini presenti sul territorio del Comune di Melfi;
  4. Dove si trova ora la fontana che fino all'estate scorsa era sita nel piazzale della stazione FS di Melfi;

Leggi l'interrogazione: https://goo.gl/PEC4fr

I candidati a Melfi