MoVimento 5 Stelle Rimani aggiornato su questa lista Iscriviti al MoVimento 5 Stelle

Inserisci la tua email per rimanere informato sulla lista certificata in questo comune





Tenetemi aggiornato
Sono disponibile ad aiutare la lista

MoVimento 5 Stelle

Lucca 2012-2017 - 

gesam22.jpg
La gesam è un azienda che ha reso nel 2014 un utile netto di esecizio di  2 milioni e 891.581, nel 2015 1 milione e 567.146, nel 2016 2 milioni e 873.543 €.
Dunque un fiore  all'occhiello per la città di Lucca.
Nei mesi passati, tanta lotta è stata fatta, anche dal movimento 5 stelle, per difenderla contro la prospettiva di vederla incorporata, con il tentativo della scissione asimmetrica,  in una azienda a livello regionale,  Adesso pare che dall'altra parte non ci sarà più neppure una azienda regionale,la Toscana Energia,bensì il colosso ITALGAS.
Girano infatti voci insistenti secondo le quali i soci pubblici di Toscana Energia, starebbero trattando per vendere a Italgas le loro quote. Addirittura sarebbe stato nominato un soggetto esterno per stabilire le condizioni ottimali di questa vendita.
Tutto ciò, naturalmente si starebbe verificando in gran segreto.
Ma poiché è notevole l'impatto sia sui lavoratori che sull'indotto idell'intera Toscana, noi del m5s, vogliamo accendere un riflettore su questo argomento,  chiedendo  che la politica ne discuta alla luce del sole.
Vogliamo insomma chiamare a fornire immediate spiegazioni in merito, i membri del consiglio di amministrazione di Toscana  Energia, e, tra questi, in particolare, quelli nominati dai soci pubblici, a partire dal Presidente Federico Lovadina,
Abbiamo purtroppo quasi la certezza,che, Italgas diventerebbe molto più forte su tutto il territorio, ovverosia dominante, nella gara di Atem, se questa operazione andasse in porto.
Quali   garanzie ci sarebbero, a quel punto, per tutti i lavoratori di Gesam e quale sicurezza avrebbero per il loro futuro  lavorativo?
L'amministrazione attuale del comune, sembra disinteressarsi della sorte di Gesam che , a suo tempo e per tanto tempo, le ha giovato in un immagine di successo.
Purtroppo non c'è niente di nuovo in tutto questo, salvo il fatto che i cittadini non vogliono e non debbono più aspettare e subire  le   decisioni altrui.


Lucca 2012-2017 - 

images.jpeg

L'interesse della politica verso IMT e verso la Fondazione Cassa di Risparmio, DUE ECCELLENZE LOCALI, si è accentuato con il governo Renzi e con l'affermazione di una classe dirigente, della sinistra Toscana, al Governo del Paese.
Ad esempio, la Prof. S. Giannini di Lucca, nominata Ministro dell'Istruzione da Renzi, ha aumentato nel 2015 (nonostante il numero degli studenti fosse diminuito) di 750.000 euro il fondo ministeriale di trasferimento all'Istituto, in occasione del decennale dell'Istituto stesso.
Il Presidente della Commissione Scuola e Cultura della Camera, leader lucchese dei renziani, il fedelissimo senatore Andrea Marcucci., appoggiò, egli pure, peraltro, questa decisione.
Se ci fossero almeno le prove che l'impegno profuso, è stato a vantaggio dell'economia lucchese, o quanto meno degli studenti di IMT, si potrebbero anche apprezzare le loro attività.
Il punto è che ciò non risulta affatto, perché IMT appare semplicemente come un treno in corsa su cui salgono personaggi che non si vogliono  pensionare, pur avendone, tutti, meritatissimi titoli, come  i membri della commissione (dr A. Lattanzi, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e Presidente della Fondazione Lucchese Alta Formazione e Ricerca, prof D.P. Giarda economista e Ministro del governo Monti, prof. R. Lazzaroni Glottologo e maestro del Ministro Giannini) che ha selezionato il nuovo Direttore di IMT, il neuroscienziato prof. Pietro Pietrini. Ovvero giovani " famosi e degni" di incarichi di prestigio con buonissima e molteplice remunerazione.

Tra costoro, il soggetto che forse più di tutti gli altri spicca quale chiaro esempio di successo, risulta essere, a nostro avviso, il prof Lorenzo Casini.
Il prof. Casini, classe 1976,  è stato assunto in servizio, dal dicembre 2015, come prof. Ordinario a IMT e occupa addirittura una cattedra sponsorizzata dalla Fondazione Ragghianti, emanazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.
Il prof. Casini è, al tempo stesso, il consigliere giuridico del ministro Franceschini e ha ricevuto, per questo lavoro, un compenso lordo di 50.000 euro per prestazioni effettuate dal primo gennaio al 31 maggio 2017.( Tale cifra è ben superiore, si badi bene, al compenso semestrale di un professore ordinario con l'anzianità accademica di Lorenzo Casini, e pertanto, a rigor di logica, dovrebbe comportare un impegno lavorativo ancora maggiore.)
Inoltre, lo stesso prof. Casini risulta membro del cda degli Uffizi, dove è stato nominato, sempre a fine 2015, dal ministero dei beni culturali (cioè sempre dal ministro D.Franceschini), ed ha persino fatto parte della Commissione che recentemente ha assegnato i punteggi per la nomina dei direttori dei musei italiani.
Stiamo parlando di quella famosa commissione di cui il TAR Lazio ha "disattivato" le nomine, sostenendo che la stessa ha usato " criteri magmatici" per assegnare i punteggi. Non proprio un complimento ed un apprezzamento per l'attività svolta dai suoi illustri componenti.
Lecito, e naturale, appare dunque chiedersi quanta parte del suo tempo il prof. Casini dedichi al suo lavoro in IMT e come sia possibile conciliare il lavoro di professore ordinario, oltretutto in una Scuola di Eccellenza (dove il corpo docente ha una responsabilità peculiare nella cura dei giovani dottorandi e della loro ricerca, onde evitare, tra l'altro,situazioni tipo il noto Caso Madia et similia), con tutti gli altri predetti incarichi assunti dal giovane professore.

Insomma qua abbiamo giovani talmente bravi che non solo dispongono di un prestigioso lavoro in una Scuola di Eccellenza di Stato, ma riescono a trovare e conciliare ben due o tre impieghi,sostanzialmente pagati dalle nostre tasche, mentre la maggior parte del popolo italiano, vive in una situazione generale di peggioramento continuo delle sue condizioni economiche e sociali, dove il lavoro è, per molti, neppure un sogno, ormai. 

Del pari, abbiamo di fronte pensionati che riescono ad occupare ancora posizioni di prestigio, presumibilmente assai ben pagate, mentre molti loro coetanei non arrivano neanche alla soglia dei 1.000,0 € mensili.

Dietro l'apparenza di "cattedrali nel deserto", dov'è finito il rispetto per la nostra città di Lucca e per i lucchesi?


Lucca 2012-2017 - 

Marcello-Bertocchini-e-il-nuovo-presidente-della-Fondazione-Cassa-di-Risparmio-di-Lucca-la-nona-piu-ricca-in-Italia_articleimage.jpg
Lucca oggi ha una risorsa eccezionale: la Fondazione Cassa di Risparmio.
Vediamo di ricordarlo ai cittadini tutti, proprio perché imparino a difenderla, evitando i danni già accaduti, tanto per dire, a Siena dove le vicende del Monte dei Paschi, si sono riversate negativamente su tutta la città.
Come ha riportato, recentemente sulla stampa, Alberto Varetti, ex presidente della CR di Lucca, "nel 1835 preti, nobili, letterati, professori, imprenditori, professionisti furono la costituente storica della Cassa di Risparmio, di cui la Fondazione omonima è la continuazione."
E ha continuato Varetti con affermazioni precise:" Lo vogliamo intendere che le risorse della Fondazione sono dei cittadini della provincia di Lucca e non di chi ne è Presidente? "
L'articolo 1 dello statuto infatti recita,: "La Fondazione rappresenta la continuazione ideale della Cassa di Risparmio di Lucca, sorta con fini di beneficenza ad iniziativa di privati cittadini e approvata con motu-proprio di Carlo Lodovico di Borbone Duca di Lucca in data 9 luglio 1835."
In quest'ottica la carica ricoperta dagli organi e dal Presidente della Fondazione, ha una valenza onorifica, ancor prima che funzionale dei compiti a cui essa è preposta. Essa è da attribuire a personalità altamente rappresentative del territorio, per etica e serietà professionale verso tutti i lucchesi, che, nel corso del tempo, hanno contribuito a creare il suo patrimonio e tuttora permettono la sua vitalità.
Non sono da condividere, perciò, le parole del neo Presidente rag. Bertocchini tendenti ad attribuire la ricchezza della fondazione al management della Cassa di risparmio. Le cose non stanno così! Nè per questo, come riconoscenza, ( se corrispondesse al vero) bisognerebbe ancora riservare il suo ufficio al dottor Lattanzi, già Presidente della Fondazione. La Cassa di risparmio prima e la Fondazione poi devono dire GRAZIE al nostro territorio laborioso, alle capacità artigianali, industriali e turistiche dei nostri cittadini, alla nostra città insomma,. Non a caso essa, infatti, è stata un polo d'attrattiva per le più importanti banche italiane, da sempre presenti, con prestigiose sedi, sul nostro territorio.
Non credo proprio che qualche "bancario" nel senso stretto della parola, possa vantarsi di qualcosa in questo periodo. Occorre piuttosto che qualcuno si faccia un approfondito esame di coscienza e ci spieghi, ad esempio, come si sia potuto demotivare un'intera classe di lavoratori, orgogliosi, un tempo, di essere impiegati di banca.
.
Presidente Bertocchini, nel momento in cui si appresta, da ex Direttore, ad un nuovo e prestigioso mandato, lasci stare gli auto elogi e piuttosto ci spieghi la questione delle "deleghe" ( alcuni dicono in bianco, ma sicuramente non corrisponderà al vero) impropriamente utilizzate.
Non possiamo certo accontentarci di quello che dice, con poca cautela, il vice Presidente Castiglioni:" perché ci si accorge del "problema deleghe " in questa occasione e non è stato sollevato il problema in altri casi recentemente avvenuti?"
Anche Lei crede che il persistere di consuetudini che, eventualmente, non trovino riscontro nell'ordinamento giuridico costituiscano un attenuante?

IL SILENZIO DEI "POTENTI"


Lucca 2012-2017 - 

1779931010213008270746464783595585288502187n.jpg

Prendiamo atto, con vivo stupore, del totale silenzio che hanno osservato molti politici lucchesi ed in particolare, i più titolati, quale il sen. Marcucci, il Sindaco Tambellini, la sen. Giannini su alcuni aspetti poco chiari, finora, sulla gestione del prestigioso istituto IMT, i quali, invece, sono oggetto di critica attenzione da parte degli organi di stampa nazionale.
Sorprende, in primis, il silenzio del Sen Marcucci, leader massimo del Pd locale, renziano di ferro, più che ciarliero per altre questioni, la cui presenza è immancabile in ogni taglio di nastro nella nostra città. Nel suo ruolo di di Presidente della VII Commissione parlamentare( Cultura, Scienza e Istruzione), per cui ha potuto sponsorizzare tutte le richieste inoltrate a Roma da IMT, ha taciuto invece sul grave caso Madia e non ha nemmeno partecipato alla recente inaugurazione dell'anno accademico, limitandosi a inviare un saluto di circostanza.
Un silenzio tombale è stato osservato anche da parte del sindaco Tambellini. La sua manifesta indisponibilità, a parlare di IMT potrebbe mettere in cattiva luce addirittura l'intera Lucca (dato il suo legame ormai ben consolidato con l'istituto) e ci pare ancora più sorprendente. Egli è il primo cittadino, responsabile della gestione, dell'immagine e del buon nome della città che regge, della quale IMT viene presentato, come uno dei simboli più prestigiosi. La sua è una indisponibilità pesante, che si manifesta nell'imminenza delle elezioni comunali, quando, invece, sarebbe doveroso che i cittadini disponessero della massima informazione sulla gestione trasparente di ogni singola istituzione della città, al fine di poter decidere, come elettori, il da farsi per il futuro, nel segreto delle urne, ma a ragion veduta.
E' infine inammissibile il silenzio della sen. Giannini ministro dell'università e della ricerca scientifica. Il caso Madia coinvolge non solo una sua ex-collega di governo ma la credibilità dell'operato di una Scuola di Eccellenza, fiore all'occhiello di Lucca, la sua città.
E' la stessa Giannini, che ha aumentato, di 750 mila euro, a fine 2015, in piena crisi economica, il cosiddetto FFO, cioè il fondo di finanziamento ordinario, concesso ogni anno dal MIUR (il ministero dell'università e della ricerca), a testimonianza del suo personale apprezzamento per i risultati e le potenzialità della Scuola IMT.
Come possono continuare a tacere il Presidente della VII Commissione Parlamentare, il Sindaco di Lucca e una Senatrice, ex Ministro, su un fatto di tale importanza e sulle altre ombre che offuscano la gestione di IMT?
Perché nel caso Madia, come scritto recentemente a riguardo da Nando Dalla Chiesa, si riscontrano gravi lacune e scarsa attenzione al lavoro della giovane dottoranda da parte dei docenti preposti alla sua supervisione. In una parola, siamo di fronte a un cattivo funzionamento di IMT, scuola di dottorato dedita alla formazione di pochi e selezionatissimi allievi, venuta però meno, nella fattispecie, a uno dei suoi compiti fondamentali:
Il controllo.
E' più che doveroso chiedersi se il caso Madia sia un evento isolato, o se invece rifletta (al di là delle responsabilità individuali), elementi di disfunzione strutturale nel funzionamento di IMT che, forse, avrebbero dovuti esser noti a chi l'ha diretta per diverso e lungo tempo. E suggerire anche eventualmente, ben altra cautela nell'erogazione di fondi pubblici.
Va rilevato invece, con soddisfazione,l'atteggiamento assunto, nel merito, da due personalità autorevoli: il dottor A. Lattanzi, e il Sen. M. Pera.

Il dott. Lattanzi ha capito la gravità del caso Madia e dichiarato alla Gazzetta di Lucca il 10 Aprile 2017 (quando ancora rivestiva il ruolo di Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio Lucca, maggior sostenitore finanziario di IMT) che:

"Bisogna che l'IMT segua una procedura corretta che stabilisca se la tesi della Madia è stata giudicata superficialmente da chi di dovere oppure no."

Il sen. Pera, ideatore e promotore di IMT, sempre sulla Gazzetta di Lucca, l'11 Aprile del 2017, ad una domanda del giornalista intorno a una possibile "eterodirezione" del caso Madia (ennesimo tentativo di minare il sistema di potere Renziano, di cui l'on. Madia sarebbe parte, e quindi, aggiungiamo noi, il cosiddetto "Giglio Magico"), ha così risposto:" "Siete fuori strada. Cercate nell'Imt. Tutto quello che sto leggendo porta fuori pista".
Parole, stimolanti ma un po' troppo "criptiche" per i cittadini e quindi difficilmente comprensibili.
Con tutto il dovuto rispetto per il sen. Pera, ci permettiamo pertanto di auspicare un suo ulteriore intervento sulla vicenda, che sia più diretto e chiaro nella sostanza.


Lucca 2012-2017 - 

imt-1024x682.jpg
Nei giorni scorsi il Direttore di IMT, che aveva originariamente definito il "caso Madia" un problema di "quattro virgolette mancanti", pare avere cambiato idea. Al punto che, stando a quanto riportato da diverse testate giornalistiche, ha deciso di affidare ai professori ordinari della Scuola il compito di esprimere un giudizio sul comportamento del ministro madia in veste di dottornda a IMT.
Addirittura, poi, ha nominato una commissione di 3 saggi esterni alla Scuola, incaricata di coadiuvarlo nell'esprimere il giudizio finale sul caso, sentito anche il parere degli ordinari interni.
Di questa commissione fanno parte Francesco Donato Busnelli, professore emerito di diritto civile alla Scuola Sant'Anna di Pisa, Massimo Egidi, professore emerito di economia alla Luiss di Roma, e nientemeno che Giovanni Maria Flick, illustre penalista, nonché presidente emerito della Corte Costituzionale, ex-ministro, e professore emerito anch'egli alla Luiss. 
La presenza nel comitato dei saggi del prof. Flick e' particolarmente significativa poiché esiste il sospetto che la tesi dell'on. Madia rappresenti nientemeno che un plagio, fattispecie sanzionata penalmente dall'art. 1 della legge 19 aprile 1925, n. 475.

I summenzionati studiosi sono indubbiamente AUTOREVOLI E COMPETENTI, ma, a nostro avviso, sussistono dei fondati dubbi sul loro essere davvero "esterni" a IMT, come dichiarato dal direttore di IMT. Tutti sono, infatti, professori in una delle istituzioni accademiche facenti parte del consorzio che ha creato la Scuola IMT (Luiss, Politecnico di Milano e Sant'Anna di Pisa). 
Il prof. Egidi poi, risulterebbe essere stato co-autore di almeno un articolo (pubblicato su Il Sole 24 Ore del 06/04/2010) con il prof. Fabio Pammolli, direttore della Scuola IMT al tempo della discussione della tesi del ministro Madia, e il cui ruolo, nella tesi Madia, e' stato oggetto di discussione sulla stampa.
Ancora più sorprendente e' che il prof. Massimo Egidi risulterebbe essere stato in passato addirittura membro del Consiglio Direttivo d' IMT! Non proprio un "esterno," dunque, mentre il prof. Busnelli risulterebbe altresì essere stato in passato membro del Collegio Docenti del programma di dottorato d' IMT Lucca, non proprio degli "esterni," dunque.

A nostro giudizio, una commissione di saggi opportunamente scelta e, in particolare, veramente esterna alla galassia IMT avrebbe dovuto e potuto comprendere professori altrettanto qualificati, ma del tutto estranei ai rapporti con IMT.
C'è qualcosa di poco chiaro in tutta questa spiacevolissima vicenda, frutto, a nostro parere d'improvvisazione, di mancanza cautela, di conoscenza sommaria della legislazione e degli stessi regolamenti interni della Scuola IMT Il che ha portato a decisioni "contraddittorie e ondivaghe" del Direttore. Esse, al pari dell'ipotizzato plagio compiuto dal ministro Madia, rischiano di creare nell'opinione pubblica altrettanti dubbi sullo stesso tentativo di svolgere un'indagine trasparente e chiarificatrice.

I lucchesi si domandano e domandano, allora, al Presidente e ai membri del futuro Cda della Fondazione cassa di Risparmio, oltre che al Ministro del Miur, organismi sui cui finanziamenti si regge la gestione di IMT, se il modo con cui si sta cercando di fronteggiare il caso Madia, sia quello idoneo a non screditare l'immagine di Lucca e della sua invidiata Scuola di Eccellenza.
La trasparenza nella gestione della cosa pubblica, della spesa del denaro pubblico, come anche in questo caso, dove sta?

IMT LUCCA:CUI PRODEST?


Lucca 2012-2017 - 

pietro_pietrini_direttore_imt1.jpg

La scuola IMT Alti Studi Lucca è un'istituzione accademica pubblica organizzata come scuola di dottorato e centro di ricerca, istituita con decreto del Ministero dell'Università e della Ricerca del 18 novembre 2005. Oggetto principale di studio è l'analisi dei sistemi economici, sociali, tecnologici e culturali.

Quest' Università pubblica è strettamente, e da sempre, legata alla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, che le ha ceduto. in comodato gratuito, il complesso conventuale di San Francesco, e che la finanzia anche con circa due milioni e mezzo di euro all'anno.
Voglio ricordare che la cifra che la stessa Fondazione investirà nell'edilizia scolastica di tutta la provincia e nel recupero d'impianti sportivi di pertinenza degli istituti scolastici nel 2017 è di € 3.333.000.
Capite la differenza?

Oggi vogliamo, però, porci un altro problema, ovvero: questi soldi dei lucchesi sono ben investiti?
Dobbiamo chiedercelo perché i soldi della fondazione sono i soldi che i Lucchesi hanno risparmiato nel corso dei secoli e che dovrebbero essere usati, a rigor di logica, nell'interesse odierno e futuro della città e di tutti i suoi cittadini.
In difesa, quindi, dei loro sacrosanti interessi, chiediamo che qualcuno ci spieghi il perché lo psichiatra pisano Prof. Pietro Pietrini:

sia stato nominato, con il sostegno poderoso ed autorevole del dott. Arturo Lattanzi, Presidente di Fondazione CariLucca, nuovo Direttore di IMT dal Novembre 2015?
Perché il Prof. Pietrini abbia subito provveduto ad allargare i campi di ricerca di IMT, inaugurando un dottorato in neuroscienze e creando una corrispettiva unità di ricerca che pare oggi la più grande della Scuola?

Entrambe queste domande sono cruciali perché esse sono legate a una terza, ancor più fondamentale questione: servono davvero le neuroscienze all'economia delle nostre industrie, localizzate nel settore cartario, e del nostro turismo, incentrato su incomparabili bellezze artisico-culturali? E' lecito, per ovvie ragioni, avere forti dubbi a riguardo. In ogni caso, questo nuovo dottorato,penalizza le risorse e le competenze accumulate in ormai ben 10 anni di lavoro, nei settori tradizionali della Scuola, settori nei quali IMT ha spesso acquisito una, giustamente, riconosciuta rilevanza internazionale., oltre che nazionale.
Peraltro pare anche avere creato una crisi d'identità di IMT, infatti nel solo dicembre 2016, ben 3 professori ordinari di economia, circa un terzo degli ordinari, se ne sono andati in altre sedi, dove peraltro guadagnano lo stesso salario, svolgono 120 ore di insegnamento, invece di 60 come a IMT e lavorano con un numero di studenti molto superiore.
Forse un caso di masochismo professorale macroscopico, o c'é invece qualcosa di più, che ne' IMT ne' la Fondazione ci raccontano?

Qualcuno, in molti articoli recenti (si veda Il Fatto Quotidiano) suppone che il nuovo programma in neuroscienze a IMT, in realtà, vorrebbe e potrebbe soltanto servire per far assumere qualche professore in particolare, ovvero, sempre come supposto in detti articoli, uno studioso vicinissimo al Presidente Arturo Lattanzi. Forse addirittura il prof. Nicola Lattanzi, figliolo di Arturo e professore associato di economia aziendale a Pisa.
A ogni modo, quest'incontro tra il neuroscienziato e l'economista aziendalista pare, scientificamente, un evento davvero inedito. (forse il prodromo di quei cambi di paradigma che accompagnano ogni nuova rivoluzione scientifica)?
In conclusione credo che l'argomento sia uno di quelli centrali di cui discutere, articolato in tre temi collegati:

1.La vantata eccellenza di IMT, e il grande imbarazzo causato (a noi Lucchesi per primi) dal possibile plagio nella tesi IMT del Ministro Marianna Madia, che, se non viene adeguatamente smentito, mette in discussione la serietà di quest'Istituzione in cui tutta la città di Lucca si rispecchia.
2.La trasparenza nei rapporti IMT-Fondazione, la cui assenza potrebbe causare il fallimento dell'intero progetto, validissimo in sé, di una Scuola di Eccellenza Lucchese, secondo l'originario nobile disegno del Sen. Marcello Pera.
3. A che servono a Lucca le neuroscienze, comunque applicate? Dal momento che
la missione statutaria della scuola è:
l'analisi dei sistemi economici, sociali, tecnologici e culturali.


Lucca 2012-2017 - 

pontetetto.JPG
Sichi si autoesalta sul quartiere Giardino:

"Il nuovo contratto di quartiere è una grande opera di riqualificazione urbana: lì adesso sono raccolti tutti i bisogni abitativi che la legge ci consente, con affitti agevolati, calmierati e sovvenzionati. Ma si è pensato anche alla vivibilità del quartiere con l'inserimento di spazi a verde, un campo di calcetto, un campo giochi. Spazi di socialità che adesso gli abitanti del quartiere avranno la responsabilità di mantenere in ordine e conservare per il futuro".

Ma si scorda dei suoi abitanti, tra cui Fabio Barsanti che il 14/12/2016 scrisse: 'Solo negli ultimi due anni, i suoi abitanti hanno dovuto sopportare: il sopruso dell'Amministrazione comunale che, non mantenendo fede al 'Contratto di quartiere' sottoscritto con i residenti, ha cancellato i desideri di riqualificazione della c.d. 'stecca'; i continui furti nelle abitazioni, anche recentissimi; l'abbandono di parchi e strutture sociali/sportive, e un complessivo peggioramento della sicurezza e dell'identità del quartiere."

Noi oggi ci siamo andati in questo quartiere, e questo è quello che abbiamo trovato: questa struttura ristrutturata circa 3 anni fa, ristrutturazione costata qualche centinaio di €, è ridotta così:


A proposito....sembrerebbe che qualcuno ci viva: ci sono dei letti di fortuna negli spogliatoi e abbiamo sentito delle voci.


Sichi? Raspini......ci siete? O siete occupati nell'autoesaltazione?


Lucca 2012-2017 - 

images.jpeg

Destano viva preoccupazione le dichiarazioni rese alla stampa dai vertici del prestigioso Conservatorio di Lucca, l'Istituto Musicale "Boccherini", ancora una volta messo a repentaglio dalla politica del Comune tesa a minimizzare le spese senza peraltro intervenire su nessuna delle criticità dell'Istituto.
E' vero che il Comune è obbligato ancora al pagamento degli stipendi di tutti gli insegnanti del Boccherini, dal 2010 non più dipendenti del Comune stesso, ma è vero anche che sporadicamente altri soggetti sono intervenuti nel finanziamento, quali la Regione Toscana ed il Ministero.
Tali finanziamenti aggiuntivi sono stati erogati come "avvicinamento" verso la tanto agognata "statizzazione" dell'Istituto, ovvero la sua collocazione alle dipendenze dirette del MIUR, che è da quel dì che deve avvenire,
Adesso, che i presunti sforzi di soggetti come il sen. Andrea Marcucci e l'ex Ministro Giannini, in tal senso, non hanno sortito alcun utile e definitivo risultato, il Comune, invece di fare autocritica su come ha gestito tutta la questione in questi 5 anni, si tira indietro e pensa bene - a quanto si legge - di ridurre a sua volta il proprio contributo.
Ma insomma, sapete elogiare il "Boccherini" come un'eccellenza, però non siete stati assolutamente capaci a risolverne il vero problema: la statizzazione, con il passaggio anche economico allo stato.
Tante chiacchiere, come al solito.
Nel febbraio 2014 il M5S presentò una mozione in CC che impegnava il Sindaco e la Giunta ad attivarsi in ogni modo e in ogni luogo, valutando anche eventuali vie legali, per risolvere questa INADEMPIENZA. Ma la respingeste! E così lasciate becchi e bastonati sia i cittadini che si trovano un peso enorme sulla pancia ( 2 milioni e passa euro all'anno da dare al Boccherini....per salvare i posti di lavoro), che i dipendenti, i quali continuano ad avere un orizzonte insicuro.
D'altro canto, non possiamo ignorare, come alcuni organi dello stesso Boccherini - molto vicini a certi poteri forti lucchesi ed a circoli assai riservati - di certo non favoriscano la trasparente attività dell'Istituto, dal momento che - come tutti possono vedere nella sezione "amministrazione trasparente" del sito dell'Istituto - le ultime delibere del Consiglio di Amministrazione rese pubbliche si fermano al giugno 2015 ... per cui si suppone ci siano segreti da custodire bene.
Chiediamo quindi al Comune di destinare nel bilancio di previsione 2017 le intere risorse previste dalla convenzione del 2010, salvo decurtarle in caso di apporti effettuati da soggetti terzi.
Chiediamo inoltre un forte impegno - ancora molto blando - indispensabile per spingere nel senso della statizzazione dell'Istituto.
Pretendiamo inoltre dagli organi del Boccherini il rispetto delle leggi vigenti che lo obbligano a muoversi da Ente Pubblico , compreso quello della trasparenza dovuta all'azione amministrativa.


Lucca 2012-2017 - 

10n1.jpg

giardinobotanico copia.jpg

Allestire una esposizione di vendita di 20 sculture d'arte contemporanea all'interno di un Museo all'aperto, come è il Giardino Botanico, ponendole nelle aiuole e dentro il laghetto, con tanto di prezzo, 6.000, 10.000, 12.000, 15.000 euro, è, quantomeno, di pessimo gusto". Così la consigliera comunale del Movimento Cinque Stelle, Laura Giorgi, boccia la mostra appena inaugurata stamani e organizzata dall'associazione culturale Venti Arte, in collaborazione con l'Opera delle Mura, patrocinata dalla Regione Toscana, dalla Provincia di Lucca e dal Comune di Lucca, in collaborazione con anche Confindustria Toscana Nord.


"Tale esposizione - spiega Giorgi - risulta che rimarrà aperta fino alla fine di agosto 2017. La cosa ci pare di una assurdità unica visto che non c'è galleria d'arte che esponga al pubblico opere prezzate, come fosse al supermercato. Tanto più, che, in questo caso, siamo all'interno di un museo comunale. In ogni caso, intendo chiedere all'amministrazione se questo scultore romano possegga meriti artistici tali da ottenere, per ben 5 mesi, l'uso in esclusiva del Giardino Botanico. Lo ha avuto a titolo gratuito oppure pagando un canone? Non dimentichiamo che i prezzi di queste opere risultano abbastanza consistenti. C'è una percentuale sulle vendite che andrà a favore delComune di Lucca?".
Ma per la consigliera il caso non si chiude qui. "L'aspetto più grave e preoccupante - aggiunge -, riguarda una dichiarazione dell'artista che si sarebbe impegnato a devolvere una parte degli incassi a favore delle popolazioni danneggiate dal terremoto. Facciamo a capirsi: popolazioni di quale zona? Quale percentuale sarà devoluta? Chi controllerà cosa, visto che le opere vendute dovranno essere anche fatturate? Insomma, tutto l'insieme fa pensare e temere un rischio di speculazione e basta".
EMAIL
FACEBOOK


Lucca 2012-2017 - 

m5s_lucca 140_.jpg

Laura Maria Chiara Giorgi e il libero arbitrio come bene più prezioso. Figlia di un disertore internato nel'44 nel campo di concentramento a Bagni di Lucca, fuggito grazie ad un lasciapassare e la complicità di un medico nazista, stregato poi dal Pci di Togliatti ma presto deluso: "Sentì parlare nuovamente di uccidere, e se ne chiamò fuori, m'insegnò che la libertà, l'indipendenza di pensiero valgono più di qualsiasi vessillo politico". Per questo lei non dileggia l'astensionismo, come fanno tanti suoi colleghi, perché "serve a mettere a fuoco, a compiere una scelta volta a costruire, non più a scegliere il meno peggio". Un'elusione temporanea, unita, in una strana alchimia, ad un fervore politico che l'ha portata ad abbracciare nel 2012 la causa del movimento cinque stelle ed essere, oggi, consigliera comunale e presidente commissione controllo e garanzia del comune di Lucca.

Dottoressa Giorgi, Bindocci candidato sindaco del movimento cinque stelle. Anzi no. Il meet up non ci sta e propone Fabrizio Buccianti, che ha i numeri dalla sua parte. E' lei che gioca a fare l'autoritaria o c'è qualcuno che non accetta la sconfitta?
La faccenda, in realtà, è molto semplice. Il 17 di gennaio ci siamo incontrati in una riunione congiunta col meet up di Lucca, un gruppo non istituzionale, - non certo obbligatorio -, che organizza per lo più banchetti; da lì sono usciti due nomi: Buccianti (nonostante la spaccatura interna con una frangia che sosteneva Fiorini) per il meet up e Bindocci, per la parte, la nostra, con più funzioni governative.
Ai primi di febbraio è stata preparata una lista in ordine alfabetico, composta da 15 donne e 15 uomini, in cui venivano presentati i candidati consiglieri. C'è stata poi la votazione del 26 febbraio, - alla quale Buccianti non si è presentato -, per decidere il candidato a sindaco, che ha visto la vittoria di Bindocci con oltre l'80% dei voti.

Si ma Buccianti continua a battere i piedi. Un motivo ci sarà.
Fabrizio Buccianti telefonò soltanto per sapere com'era andata e, dopo aver appreso la sconfitta, chiedeva quanta gente aveva votato per Bindocci: quasi l'80%, al che mi rispose che non sarebbe venuto alla riunione. Provai allora a proporlo come consigliere ma mi disse, in vivavoce, che non voleva stare da nessuna parte.

Quindi Bindocci è il candidato sindaco?
Il 6 marzo abbiamo spedito i documenti della lista con i certificati penali, il registro delle firme per la certificazione e le carte d'identità. I tempi sono lunghi, ma Bindocci è il nostro candidato.

Manca solo il placet di Grillo, non certo tenero coi sindacalisti.
E' lui il garante ed è lui che deve decidere al riguardo. Guardi, agli inizi del duemila sono stata tesoriera per 4 anni del Sumai, (Sindacato Unico Medicina Ambulatoriale Italiana, ndr) quindi conosco bene l'ambiente sindacale. Sono stata buttata fuori perché mi battevo per avere più ore sindacali, mi hanno cacciato e ho lasciato comunque una situazione florida, un tesoretto di 10 mila euro, soldi che tenevo al riparo da usi impropri.

E Bindocci allora?
Nonostante lavori per un sindacato, lui ha sempre detto no agli inciuci, ai compromessi, è un pertiniano convinto, onesto, che ha anche collaborato con me per la questione delle assunzioni senza bando dei comics del 2016, è stato anche cacciato perché, ligio al proprio dovere, combatteva le battaglie senza tenere di conto degli interessi in gioco. E' la classica eccezione che conferma la regola.

Battaglie che anche lei porta avanti. Numerose le sue interrogazioni e le sue mozioni per cercare di stanare quella che molti reputano la casta lucchese.
Le riunioni del consiglio comunale purtroppo non sono state tutte produttive, a partire dalla vicenda del bando per la gestione dell'ex casa del Boia, dove abbiamo però accertato che c'è stata apertura senza regolare permesso, così come la richiesta negata a favore dei cittadini di accedere agli atti comunali e dirigenziali (che ci ha visto costretti a presentare un esposto all'Anac per presunta inottemperanza grave sugli obblighi di accesso civico e trasparenza), a cui si sommano i bandi senza gara per i Comics dello scorso anno, fino ad arrivare al progetto Vent.a.g.l.i.o del maggio 2016, che garantisce sì lavoro a 17 persone per 240 ore con 4 cooperative locali, ma taglia fuori e discrimina disabili, uomini e donne dai 18 ai 45 anni. Ho sempre trovato un muro di gomma con cui è difficile interagire, una totale mancanza di trasparenza da parte del sindaco e della sua giunta, tale da ostacolarmi.

Alessandro Tambellini, col quale tante volte si è scontrata. Ne tracci un profilo.
A più riprese, in vari dibattiti privati, l'ho accusato di essere poco trasparente, ma lui, evasivo, si metteva a ridere. Da medico gli consiglierei un po' di riposo, io se fossi alla guida del mio comune dopo 5 anni sarei esausta, stanca, priva di energie. Lui evidentemente non pare così: sembra non abbia così tanta voglia di tornare a coltivare i suoi famosi fagioli perché continua a candidarsi.

Non lo vede stanco, quindi secondo lei non ha fatto abbastanza per Lucca?
Si fa prima a dire le cose che funzionano in città, per fare la lista di quelle che non vanno ci vorrebbe troppo tempo.

Iniziamo, almeno.
Basta ricordare che è un'amministrazione che non ha capacità di comando. Non sanno neppure gestire il personale. Mi riferisco alla faccenda che riguarda la nostra polizia municipale: abbiamo un comandante in aspettativa (Antonella Manzione, ndr) da quasi 10 anni (2009, ndr), che non lascia il posto, ne abbiamo un altro nei guai per abuso d'ufficio, (Stefano Carmignani, ndr) che svolge lavori socialmente utili per non andare a processo. Questo la dice lunga su come viene amministrata la città.

Allora ci dica cosa funziona.
I tagli dei nastri per rotonde a solo fine propagandistico, le passeggiatine in bicicletta o in vespa per le inaugurazioni di questo o quel sottopasso, poco altro.

Già che ci siamo, ci dia un giudizio su alcuni candidati a sindaco. Santini per esempio, uno dei più accreditati antagonisti di Tambellini.
E' giovane ma vecchio, non solo di presenza.

Di idee, di contenuti?
Non commento.

Il Presidente del consiglio comunale Garzella?
Amante del sé, narciso, in questo momento però dimostra di avere il coraggio di pochi, va contro personalità importanti, non so se per convinzione o se per disperazione. Degli altri non mi chieda, sinceramente non li conosco.

Parlava di personaggi importanti, lei non lo dice ma si riferisce al senatore Andrea Marcucci. Di lui che pensa?
Sinceramente lo conosco poco, ci siamo incontrati una volta soltanto, a Barga, in occasione di un incontro sul referendum del 4 dicembre con un nostro senatore (Giovanni Endrizzi, il 18 novembre scorso, ndr); mi colpì la sua iperattività. Anche a lui consiglierei di staccare la spina, così da vedere le cose con più distacco, con più umanità magari.

E lei perchè non si ripresenta? Ha dichiarato di "volersi fermare, aiutando dall'esterno". Ci dica la verità, ha avuto offerte da Roma?
Per adesso sto ferma e guardo, sono più utile da fuori, come nella creazione della lista per le amministrative, voglio prendermi del tempo per me, non voglio essere a disposizione 24 ore su 24. Questa causa, se vissuta a pieno, è stancante, ed io sono spossata. Più in là vedremo, non precludo niente.

Che manca a questa città dottoressa Giorgi?
Che i lucchesi in gamba abbiamo il coraggio di metterci la faccia. Non ne ho trovato ancora uno. Solo Bindocci, e pochi altri nomi.

E chi sono questi lucchesi in gamba?
Coloro che vivono in maniera onesta del frutto del loro lavoro, avvocati, commercialisti ma anche casalinghe, studenti, che abbiano una marcia in più degli altri, che non siano figli del sistema, che vogliano mettersi in discussione per questa città, per tornare a farla risplendere. L'illusione di questi personaggi (i politici in lotta per lo scranno più alto di Palazzo Orsetti, ndr) è che se stanno bene loro, tutti stiamo bene. Ma non è così, assolutamente.

Il modello M5s però, comincia a destare qualche preoccupazione, a Genova Marika Cassimatis, forte dei numeri (362 contro i 338 di Pirondini, ndr) attacca Grillo, mentre a Monza, con qualche decina di click, dal niente, si corre per diventare sindaco.
Guardiamo a Torino, all'egregio lavoro della giunta Appendino. Il nostro è un movimento in evoluzione, stiamo colorando l'Italia coi colori che abbiamo, ma serve che tutti i talenti si uniscano e ognuno faccia il suo.
A Genova poi si è evitato di far salire tutti sopra al carro dei vincitori, bloccare le infiltrazioni, un modo giusto per tutelare il movimento.

Ma Roma intanto sembra in grossa difficoltà sotto la guida della Raggi, che oltre ad una certa impreparazione, pare collezionare gaffe una dietro l'altra.
Grillo purtroppo ha sottovalutato le conflittualità già esistenti all'interno della sua creatura, a Roma poi ci sono alcuni che remano contro Virginia Raggi, dei nemici in casa, che minano la stabilità, da dentro.

Rientriamo dentro le Mura: Tensostruttura alle Tagliate.

E' ovvio che, a livello locale, il problema si subisce, le linee guida spettano al Ministero dell'Interno; ma è necessario porre fine a questo incontrollato business, tutto deve essere trasparente. I migranti sono gli schiavi moderni, sfruttati dalle cooperative, chiusi in gabbia perchè servono solo per fare i soldi.

Qual è la soluzione allora?
Bisognerebbe agire sulla politica estera, ripensare il Regolamento di Dublino (il cosiddetto Dublino III del 2013, parte della Convenzione di Dublino del 1990 che si occupa del diritto di asilo, ndr), una norma che obbliga i richiedenti asilo a presentare la domanda nel Paese Ue in cui arrivano, dunque totalmente inefficace a far fronte a una emergenza come quella a cui stiamo assistendo in questi ultimo periodo.

Sanità uguale San Luca. Che ne pensa?
Un disastro. Campo di Marte deve perciò rimanere ad uso sanitario. Tra 10 anni quando il San Luca verrà giù, avremmo già un'area nuovamente attrezzata. Il caos pero è iniziato 30 anni fa, a livello centrale, quando la politica è entrata nelle sale mediche, con l'intramoenia e il convenzionamento delle strutture private che hanno erogato potere non in modo meritocratico, hanno reso tutti primari, così da avere la medicina odierna che ha lo stesso numero di quella di 20 anni fa. C'è stata la mancata possibilità di guadagnare sul mattone ed è stata sfruttata la medicina, i medici adesso obbediscono al politico, senza tener conto del bene primario: la salute del paziente.

Baraccopoli e nomadi, questione scottante che, dopo il recente sopralluogo di Donzelli di Fratelli d'Italia, è tornata prepotentemente a far discutere.
Suscita scalpore il fatto che esisteva un progetto di 32 casette in legno bifamiliari in via delle Tagliate, con annessi servizi sociali. Un progetto sempre negato da questa amministrazione. Nel 2014 a due mie interrogazioni nessuno rispose e, all'assessore Sichi, in un'altra interrogazione, ricordai che sin dall'ottobre 2013 era stato siglato a Firenze un accordo, un progetto pilota, tra Regione e Comune, che portava la sua firma, e che prevedeva nel campo nomadi delle Tagliate la costruzione di abitazioni per Rom e Sinti, con impianti sportivi, centri di accoglienza e spazi comuni. A tutt'oggi le mie richieste sono cadute nel nulla. Ad ogni modo, visto che i nomadi ci sono e lì ci vivono, devono, come tutti, rispettare le regole. Non si tratta di abitudini o stili di vita differenti, si devono attenere alle norme di un paese civile come il nostro.