Trasporti

In arrivo la riduzione dei servizi su 7 linee bus e soppressione totale, dal 1° febbraio 2017, delle linee Z225 (Nova Milanese-Sesto San Giovanni) e Z227 (Monza-Lissone-Muggiò) che trasportano ogni giorno circa 4000 passeggeri ciascuna. Come si legge nel comunicato della Provincia, la riduzione "pari al 9,4% delle percorrenze 2016" si sarebbe resa necessaria per garantire il pareggio del bilancio dell'Ente. Come si è potuto arrivare a una scelta così drastica? Le motivazioni sono diverse e sono note da tempo: il M5S ha avuto modo di occuparsene più volte anche con atti in consiglio regionale per sopperire ai ripetuti tagli governativi ai servizi di trasporto locale.

A monte di tutto ci sono i drastici tagli dei trasferimenti operati dal Governo nazionale targato PD, tagli che il presidente della Provincia e i sindaci brianzoli del Partito Democratico fingono di ignorare mostrando una vergognosa disonestà intellettuale. E' scorretto scaricare tutte le responsabilità sulla Regione quando sappiamo bene che è soprattutto il Governo nazionale ad aver imposto pesanti tagli ai trasferimenti per il Trasporto Pubblico Locale.

Certo, anche Regione Lombardia ha le sue responsabilità e su questo il M5S si è già attivato concretamente in passato. Il problema di fondo in Lombardia è il gravissimo ritardo nell'attuazione della cosiddetta "riforma trasporti" (Legge Regionale 6/2012): a oggi l'Agenzia di bacino per il TPL competente per Città Metropolitana di Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia non è ancora operativa. I contratti di servizio sono stati prorogati indefinitamente e sono rimasti in capo alle province. La nostra Agenzia è la più grossa ed eterogenea della Lombardia e comprende territori con esigenze logistiche contrastanti oltre a dover mettere d'accordo 4 soggetti (province e città metropolitana) di differenti colori politici e con diversi contratti di servizio: una follia!

Insomma siamo di fronte a un disastro annunciato che il M5S aveva più volte denunciato in aula chiedendo quantomeno lo scorporo di Pavia e Lodi: scorporo che è stato bocciato da tutte le forze politiche incluso il PD che oggi si lamenta della palude in cui ci troviamo!  Si è poi aggiunto un evento che ha fatto esplodere la situazione: infatti con la fine del 2016 sono terminati gli "aiuti" economici che Regione Lombardia negli ultimi anni ha garantito per ripianare i bilanci sempre più poveri delle province lombarde e sopperire i continui tagli del governo centrale. Di qui il "ricatto" della Provincia di Monza e Brianza: se non arrivano altri soldi dalla Regione, la Provincia sopprimerà due linee bus, con gravissimi danni per i cittadini.

E' evidente che una soluzione immediata per risolvere il problema può venire solo da un tempestivo intervento di Regione Lombardia: con 20 milioni di euro è possibile mettere in sicurezza il trasporto locale in tutte le province almeno fino alla fine del 2018 quando diventeranno pienamente operative le Agenzie di bacino. Per questo motivo come M5S Lombardia abbiamo sottoscritto la mozione del PD regionale che di fatto chiede alla Regione di mettere l'ennesima toppa, ma non accettiamo l'atteggiamento ipocrita degli esponenti del Partito Democratico: da una parte, in Provincia, "ricattano" Regione Lombardia minacciando di sopprimere proprio due delle linee più importanti e frequentate dai cittadini, dall'altra si guardano bene dal tirare in causa il loro Governo per i gravosi tagli che stanno alla radice di tutto il problema!

I Democratici abbiano almeno la decenza di non rinfacciare a Regione Lombardia il vergognoso stanziamento di ben 450 milioni di garanzie extra per Pedemontana: il PD dovrebbe solo vergognarsi perché a rendere possibile questo esborso di 450 milioni sborsati da parte di Regione Lombardia è stato un emendamento all'ultima legge di stabilità a firma congiunta Lega-PD! Soldi che grazie alla complicità del PD sono stati sottratti ai veri bisogni dei cittadini (come il trasporto pubblico locale) e regalati a un'opera inutile e dannosa!

Gianmarco Corbetta - Portavoce Regionale del M5S Lombardia

Con un ordine del giorno  (SCARICA QUI) in seduta di bilancio del Consiglio Regionale, la capogruppo del M5S ha chiesto alla Giunta Maroni di impegnare risorse per la riattivazione della linea ferroviaria dismessa Casale-Mortara ma il Consiglio Regionale si è espresso contro ed ha bocciato l'ordine del giorno.

Iolanda Nanni dichiara: "Per il M5S, le linee ferroviarie dismesse costituiscono un patrimonio e una risorsa fondamentale sulla quale occorrerebbere investire. Molte tratte ferroviarie, una volta riattivate, consentirebbero a intere aree della Lombardia, logisticamente scollegate dai grossi centri, di favorire il turismo e la mobilità sostenibile, decongestionando il traffico su gomma. Le linee da salvare sono numerose, dalla Bergamo (FVB) - Piazza Brembana (circa 40 km, dismessa nel 1966) alla linea Rezzato (FRV) - Vobarno Ferriera (circa 25 km, dimessa 1954-1967). Ci siamo concentrati, per questa sessione di bilancio, sulla Mortara-Casale Monferrato-Asti innanzitutto perché vi è stata un'espressa richiesta dei Sindaci dei comuni di questa tratta che, proprio di recente, hanno manifestato per la sua riattivazione. In particolare, riteniamo che quest'area meriti più attenzione e investimenti da parte di Regione Lombardia che pare essersene dimenticata. Purtroppo, la maggioranza del Consiglio Regionale, fatte salve le opposizioni, ha votato contro questo ordine del giorno che poteva costituire un primo passo verso l'apertura di un tavolo regionale per la riattivazione della linea. E' intollerabile come Regione Lombardia preferisca investire milioni di euro su autostrade che dovrebbero pagare i privati, come Pedemontana, e non si interessi invece di investire risorse sulle nostre linee ferroviarie storiche che porterebbero benefici indubitabili a territori, come la Lomellina, logisticamente svantaggiati nei collegamenti su ferro."

Oggi in Consiglio Regionale è stato approvato all' unanimità l'ordine del giorno del Movimento 5 Stelle che impegna Regione Lombardia a finanziare lo studio di fattibilità per portare la linea della metropolitana milanese M5 da Bignami verso i comuni di Bresso, Cusano Milanino e Cinisello Balsamo. Questa opportunità nasce dal lavoro del M5S che ha permesso di aprire una strada che sembrava chiusa con una pietra tombale per colpa della miopia della politica locale. Oggi un altro passo è stato fatto. Noi non molliamo. Da gennaio solleciteremo la giunta ed i sindaci per far partire da subito lo studio.

Stefano Buffagni - Portavoce del M5S Lombardia

"Istituire una "dote trasporti" per la Milano-Treviglio tagliando fondi destinati alla Carta Plus è inaccettabile!

La Carta Plus ha fondi già risicati e insufficienti da poter anche solo immaginare di sottrarne una parte per sanare una situazione incresciosa che si è creata sulla Milano-Treviglio dove i pendolari saranno costretti a pagare il doppio per viaggiare sui treni. L'ingresso dell'alta velocità è avvenuto senza che Sorte battesse ciglio e senza che si preoccupasse di correre ai ripari potenziando il trasporto ferroviario regionale sulla linea. Ed ora è troppo comodo ricorrere ad ulteriori tagli, avvalendosi peraltro di fondi già risicati per i pendolari. Piuttosto i fondi della Carta Plus dovrebbero essere implementati per consentire l'accesso gratuito ad anziani e disoccupati come già avviene in altre Regioni.

Forse Sorte dimentica che in Lombardia abbiamo 12 linee regioexpress, 41 linee regionali, 13 suburbane e tutte necessitano di azioni di intervento, ma pare che Sorte abbia a cuore solo la sua linea ferroviaria e che pur di avere consensi e di tacciare le legittime proteste dei pendolari, sia pronto a tagliare altri servizi, da altre parti. Un comportamento inqualificabile che denota tutta l'incapacità politica di questo Assessore nell'affrontare con serietà i problemi dei pendolari lombardi." così Iolanda Nanni, capogruppo del M5S Lombardia, sull'istituzione di una dote trasporto ventilata dall'Assessore regionale ai trasporti Alessandro Sorte.

Non si smentisce il presidente del Consiglio Matteo Renzi, goliardicamente soprannominato "il Bomba": dopo i titoli roboanti che abbiamo letto nei giorni scorsi su tutti i giornali e che annunciavano una pioggia di miliardi grazie al Patto per la Lombardia, siamo andati a verificare i numeri reali e abbiamo scoperto che, anche stavolta, la realtà è molto diversa!

Su circa 11 miliardi furbescamente sbandierati dal premier in vista del referendum del 4 dicembre, di fatto 6,7 miliardi sono risorse già assegnate (sulle quali il Governo non aggiunge un solo euro) e circa 3 miliardi sono legati alla legge di bilancio che non è ancora stata definitivamente approvata. Insomma, alla fine della fiera in Lombardia arriveranno, se va bene, 700 milioni, ma anche questo non è certo! E' certo invece che Maroni, pur consapevole dell'inconsistenza delle promesse del Bomba, ha prontamente approfittato della messinscena pro referendum per farsi bello a costo zero coi lombardi e ridare smalto alla furia asfaltatrice dichiarando che i soldi ci sono e pertanto "la Pedemontana si fa".

In realtà - e per fortuna! - denaro fresco per Pedemontana non ce n'è assolutamente! I 2,7 miliardi citati da Maroni sono in parte soldi già stanziati e in parte soldi che ancora non ci sono perché dovrebbero essere investiti dai privati nella logica del project financing. Al di là dei trionfali annunci di Maroni, è probabile che il governo (contrariamente a quanto ribadito più volte dal Ministro Delrio) voglia dare una mano al governatore lombardo nel disperato tentativo di salvare Pedemontana tramite un fondo pubblico di garanzia per favorire gli investimenti dei privati. Tale fondo, ancora indefinito per entità e tipologia, è totalmente inaccettabile: nel project financing il rischio è a carico dei privati, se il progetto non sta in piedi non è giusto che a pagare siano i cittadini lombardi e men che meno tutti gli italiani!
Ad aggravare le pessime condizioni di Pedemontana ci sono anche guai giudiziari: secondo quanto riportato oggi da Il Sole 24 Ore sarebbe in corso un'indagine della Procura di Milano (contro ignoti) per falso in bilancio oltre a una procedura Anac per l'aumento dei costi e lo slittamento dei lavori.I fantastici proclami di Maroni e lo show del Bomba in trasferta non risolveranno gli enormi problemi ambientali ed economici di un'opera inutile e dannosa: col passare del tempo il conto è sempre più salato e quando il sipario calerà sulle sceneggiate a pagare saranno ancora i cittadini!
 ilsole24ore
Postilla: riporto di seguito il comunicato stampa di Legambiente Lombardia

PEDEMONTANA: NUOVE TEGOLE, SITUAZIONE PEGGIO CHE DRAMMATICA

Milano, 30 novembre 2016  - "Nuove tegole per Pedemontana anche se si cerca di trasformarle in positivo. Le prime due sono state fatte passare per garanzie ma sono in realtà il tentativo estremo di salvare l'opera. Il Patto per Milano che parla di 2,7 miliardi dei quali sono veri solo i 250 milioni che ancora restano del contributo del Governo Prodi del 2009, non ancora spesi solo perché Pedemontana non ha altri soldi per avviare nemmeno un mini-cantiere. Gli altri soldi sono un miraggio. L'emendamento alla legge di bilancio dello Stato che lascia definitivamente Serravalle e Pedemontana alla Regione, che tanto le ha volute, cancellando il trasferimento alla città metropolitana di Milano previsto a fine 2017. Questo emendamento toglie dall'imbarazzo il centro-sinistra dalla gestione di una patata bollente.
Così che Regione Lombardia è sempre più imballata nel triplo ruolo di proprietario, concedente (Cal) e concessionaria in evidente conflitto di interesse. Prova ne è che non si sblocca niente nonostante l'arrivo di Di Pietro alla presidenza. L'ultima tegola  è la terza inchiesta aperta sulla gestione Pedemontana.
La prima inchiesta era quella sull'appalto Strabag, con tanto di perquisizioni ed avvisi di garanzia, ancora né chiusa né conclusa. La seconda l'ha aperta la Procura di Roma sulla indebita nomina dell'ex Ad Massimo Sarmi. La terza si apprende dai giornali sarebbe partita due mesi fa e riguarda una ipotesi di falso in bilancio. Da tempo diciamo che Pedemontana è praticamente fallita, e se l'anno scorso è stato approvato il bilancio contro il parere del collegio sindacale sulla questione delle riserve (del costruttore Strabag), altrimenti i libri sarebbero finiti in tribunale invece che nelle mani di Di Pietro, è evidente che la situazione della società oggi è peggio che drammatica."

Gianmarco Corbetta - Portavoce Regionale del M5S Lombardia

Quelle di Sorte sono piagnistei inascoltabili, lacrime di coccodrillo. Si faccia un esame di coscienza: è restato prono ed immobile di fronte a tutta l'operazione condotta da Trenitalia. Non dice di essersi occupato della vicenda con ritardo estremo, a danno già fatto, cioè ben 3 mesi dopo che Trenitalia aveva già sostituito 4 coppie di FrecciaBianca con i più remunerativi FrecciaRossa. I ritardi e l'incapacità di Sorte hanno permesso a Trenitalia di farla da padrone ed ora le magagne vengono a galla. Troppo tardi ora scaricare su Trenitalia la patata bollente che Sorte è stato incapace di gestire. Per queste gravi inadempienze, il M5S aveva chiesto politicamente la testa di Sorte, che è stato salvato dalla mozione di censura M5S, grazie al supporto del PD che, per ovvi motivi, è solidale con le politiche del gruppo FS di investimenti su Alta Velocità" così dichiara Iolanda Nanni, capogruppo M5S in Regione Lombardia.

Altri 450 milioni di denaro pubblico in arrivo da Regione Lombardia a garanzia delle banche per proseguire i lavori e salvare dal fallimento una Pedemontana più morta che viva. La furia asfaltatrice di Roberto Maroni non conosce tregua: sono anni che inutilmente batte cassa a Roma e a Bruxelles eppure non ha ancora capito che fermare l'opera è l'unica soluzione ragionevole.

Davvero non si capisce perché debbano essere i cittadini lombardi, con i loro soldi, a garantire il completamento di un'autostrada inutile e devastante per il territorio. Una tale scelta sarebbe totalmente in contrasto con il principio del project financing su cui si basa la realizzazione di Pedemontana.

In una paese normale il project financing dovrebbe reggersi con le proprie gambe grazie ai privati che finanziano l'opera e conseguentemente incassano i ricavi dei pedaggi. Peccato che il traffico e i conseguenti incassi di Pedemontana siano molto più bassi rispetto alle stime esagerate su cui era stato costruito il piano economico finanziario! Di conseguenza le banche non mettono soldi per non rischiare perdite enormi!

Ma allora, se le banche hanno capito la fregatura e - logicamente - non investono, perché dovrebbe farlo Regione Lombardia con i soldi dei cittadini?

Perché i cittadini dovrebbero offrire una garanzia gli investimenti delle banche in un progetto che è chiaramente fallimentare?

E' un evidente controsenso! Se investire in Pedemontana è un pessimo affare, offrire una garanzia per attirare gli investitori lo è doppiamente perché gli investitori parteciperanno agli utili mentre chi offre una garanzia non ci guadagnerà niente: potrà soltanto perderla!

Privatizzare gli utili lasciando al pubblico le perdite è una soluzione che abbiamo già visto troppe volte ed è quasi comico che a tentare di rifilarcela sia lo stesso Maroni, sedicente paladino del buongoverno e dell'efficienza lombarda!

Pedemontana è un colossale disastro economico e ambientale da fermare al più presto per evitare danni peggiori, Maroni se ne faccia una ragione e si concentri invece sui reali bisogni dell'economia lombarda e delle migliaia di piccole e medie imprese della nostra regione!

Insomma non sono bastati i 1200 milioni di finanziamento statale a fondo perduto, non sono bastati i 350 milioni di ulteriore defiscalizzazione (la cui legittimità è ancora in fase di verifica da parte dell'UE), ora si prospettano altri 450 milioni sottratti alle reali esigenze dei cittadini lombardi (trasporto pubblico, sanità, sostegno alle imprese e al lavoro).

Tutto ciò è semplicemente vergognoso e inaccettabile. Verificheremo scrupolosamente la legittimità giuridica dell'operazione: con i soldi dei cittadini non si scherza!

Questa mattina l'Assessore regionale all'Ambiente Claudia Terzi, ha risposto a un'interrogazione del consigliere regionale del M5S Gianmarco Corbetta sui costi delle bonifiche da diossina a Pedemontana. L'atto chiedeva sia "una stima dei costi complessivi dell'operazione di bonifica" sia "quali sono i soggetti che dovranno farsi carico di tali costi".
L'Assessore Terzi ha spiegato che non esiste ancora una stima dei costi, il CIPE non ha previsto stanziamenti specifici e che la società Pedemontana aprirà un contenzioso per rivalersi per il pagamento delle bonifiche con la società Givaudan, che nel 1976 controllava L'ICMESA azienda responsabile del disastro di Seveso.
Corbetta commenta: "La nostra richiesta di stop a Pedemontana resta, ma c'è anche soddisfazione perché al momento sembrerebbe scongiurata l'ipotesi che a pagare le bonifiche siano i cittadini lombardi tramite i fondi regionali o i proprietari dei terreni che non hanno nessuna responsabilità nel disastro della diossina. Il contenzioso con la Givaudan potrebbe durare anni ed è un dato di fatto che Pedemontana non ha i fondi per il risanamento dell'area. Staremo a vedere se e come APL riuscirà ad uscire da questa intricata situazione. Ad ogni modo il tema delle bonifiche dei terreni ancora inquinati dalla diossina è centrale e qualunque tentativo di addossare i costi di disastri ambientali ai cittadini deve essere respinto. Naturalmente seguiremo la vicenda con la lente d'ingrandimento perché la sensazione è che di definitivo, in questa brutta vicenda, non ci sia ancora nulla".

"Abbiamo chiesto a Sorte di fare un passo indietro rispetto alle sue dichiarazioni sull'aumento del 5% delle tariffe dei biglietti dei treni. Sarebbe il secondo aumento nella stessa legislatura regionale. Un provvedimento del tutto iniquo. Con che coraggio si possono mettere le mani in tasca dei lombardi per supplire all'incapacità di un Assessorato che non è in grado né di garantire puntualità ed efficienza del servizio ferroviario regionale, né di garantire la sicurezza? L'Assessore Sorte ha già sprecato 7 milioni di euro per un'operazione spot sui "vigilantes" sui treni, facendo credere che i 200 assunti avessero i requisiti per intervenire in caso di aggressioni. E fu grazie alle interrogazioni del M5S che poi dovette ammettere che si trattava solo di "operatori di cortesia", una sorta di portaborse dei controllori. Dopo questo spreco di risorse, ora vorrebbe metterci, a spese sempre dei cittadini, delle guardie giurate che, comunque, non basteranno a garantire la sicurezza: per farlo occorre attivare un piano strutturato, rivitalizzare le biglietterie alle stazioni, assumere personale per il controllo dei locali e delle sale d'attesa, assumere più personale di bordo. Assistiamo invece a una progressiva desertificazione e abbandono delle stazioni che diventano così facile preda di vandali e delinquenti. Ancora una volta, la soluzione è lavorare alle cause del problema e Regione Lombardia non lo fa. Sorte ha risposto confermando la volontà di aumentare le tariffe." Così Iolanda Nanni, capogruppo M5S Lombardia.

Per Nanni "I pendolari hanno buona memoria, ricordano bene che agli aumenti tariffe del 2015 non ha fatto seguito un miglioramento dei servizi. Come ricordano che l'anno scorso sono stati assunti 200 "vigilantes" inutili, sprecando milioni di euro pubblici per una mossa di pura propaganda. Se Sorte persevera su questa linea, rischierà di inimicarsi definitivamente tutto il mondo pendolare".

Nelle scorse settimane sono stato sollecitato da alcuni cittadini di Monza preoccupati per le voci di possibili ritardi o ripensamenti sulla realizzazione della nuova stazione ferroviaria Monza Est, progetto di cui si parla da anni e che tutti gli enti coinvolti avevano deciso di realizzare.

Mi sono subito attivato chiedendo informazioni sullo stato dell'arte alla Direzione Generale Infrastrutture della Regione. Nel frattempo queste voci sono apparse sulla stampa, trovando la secca (e anche un po' infastidita) smentita dell'assessore monzese Confalonieri, il quale si è premurato di assicurare che è tutto a posto ("chi diffonde informazioni di questo tipo è un irresponsabile, quando si parla bisogna avere le carte in mano e noi le abbiamo").

Sembrava che la cosa finisse lì, invece nei giorni scorsi mi è arrivata la risposta dal Direttore Infrastrutture e Mobilità di Regione Lombardia... e proprio tutto a posto, come dice il buon Confalonieri, non è.

Cosa dice la Regione?

"L'Accordo per la realizzazione della fermata è stato sottoscritto tra Regione Lombardia, Comune di Monza e Rete Ferroviaria Italiana il 21 luglio 2015. A seguito di approfondimenti tecnici ed economici effettuati da RFI successivamente alla firma dell'Accordo è emerso che l'importo previsto per la realizzazione della fermata, interamente a carico del Comune di Monza, non risulta sufficiente a coprire i costi dell'intervento. Per tale ragione Comune e RFI non hanno potuto sottoscrivere la convenzione attuativa entro il termine previsto. Per superare tale criticità e portare comunque a realizzare l'intervento la Regione ha coordinato alcuni incontri con Comune e RFI, finalizzati sia all'elaborazione progettuale della nuova fermata, tenendo anche conto dei futuri scenari evolutivi del Servizio Ferroviario Regionale, sia alla definizione dei contenuti della convenzione attuativa tra le due parti. Gli esiti di tali approfondimenti ed il cronoprogramma richiesto sono attesi entro la fine del corrente anno."

Veniamo quindi a scoprire che l'importo preventivato per l'opera non è sufficiente e che per tale motivo la convenzione attuativa (necessaria per la realizzazione dell'opera e che dagli accordi intercorsi doveva essere firmata entro gennaio 2016) non è ancora stata sottoscritta.

Sarà forse per questo motivo che l'assessore Confalonieri ha reagito in modo così stizzito alle voci riportate dai cittadini? Sarebbe stato meglio, in totale trasparenza, spiegare a tutti come stavano le cose, invece di venirle a scoprire grazie all'interessamento di un consigliere regionale. L'assessore le carte in mano le aveva, ma avrebbe fatto meglio a renderle pubbliche.

I nostri portavoce di Monza, Nicola Fuggetta e Gianmarco Novi, hanno depositato una interrogazione per sapere precisamente a che punto siamo e di chi siano le responsabilità di questa errata preventivazione dei costi... un errore che ci sta costando ben un anno di ritardo rispetto al programma iniziale.

La giunta comunale, tramite un comunicato stampa, ha informato di un recente incontro in Regione per la definizione della convenzione attuativa, confermando quindi che non è ancora stata siglata ("convenzione che gli Enti si sono impegnati a siglare entro gennaio 2017"). La nota stampa inoltre informa che sono ancora in corso verifiche per stabilire il quadro economico dell'opera. Di fatto confermano quanto mi hanno scritto i tecnici regionali.

Senza un quadro economico certo e senza la convenzione stipulata, la partita non può considerarsi chiusa. Per questo motivo vigileremo affinché il tutto proceda della maniera più rapida possibile per assicurare ai cittadini monzesi un nuovo, fondamentale accesso alla rete di trasporto pubblico!