Sviluppo

Due ordini del giorno del M5S al bilancio regionale presentati dal portavoce Gianmarco Corbetta sono stati approvati nell'ultima seduta d'aula. Il primo chiede di investire nelle competenze digitali dei giovani lombardi.

"Il mondo dell'Ict e dei servizi digitali è uno dei più frizzanti dal punto di vista occupazionale. Le stime del Cedefop (Agenzia di ricerca sull'istruzione e la formazione tecnica e professionale nell'Unione Europea) prevedono per l'Italia, tra 2015 e 2025, la creazione di nuove opportunità occupazionali (dipendenti e autonomi) per oltre 2 milioni di profili tecnici intermedi. I numeri lasciano quindi pensare che il digitale - in tutte le sue sfumature - sia un ambiente fertile per chi si deve formare e lanciare sul mercato del lavoro. L'offerta formativa di Regione Lombardia è però carente di percorsi in competenze digitali, difatti gli indirizzi maggiormente frequentati sono benessere/cura della persona e ristorazione (rispettivamente 13.000 e 10.500 allievi), seguiti dall'indirizzo elettrico e meccanico. Per offrire ai ragazzi le competenze necessarie per andare incontro alle nuove opportunità occupazionali del mercato del lavoro ho chiesto e ottenuto uno stanziamento di risorse per l'anno scolastico 2017/2018 per incrementare l'offerta formativa con dei percorsi mirati all'acquisizione di competenze digitali. Con l'altro ordine del giorno ho affrontato uno dei temi più caldi riguardo l'energia rinnovabile: la diffusione dei sistemi di accumulo. In primavera la Regione aveva messo a disposizione due milioni di euro in contributi per l'acquisto di sistemi di accumulo di energia elettrica da impianti fotovoltaici. Il bando aveva avuto un enorme successo tanto che i contributi erano andati esauriti in pochissimo tempo. I sistemi di accumulo aumentano l'autoconsumo di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili e diminuiscono le emissioni di gas serra derivanti dalla produzione di energia da combustibili fossili. Per questo motivo ho chiesto il rifinanziamento del bando! Ora, come sempre in questi casi, aspettiamo che alle votazioni in consiglio regionale seguano i fatti concreti!"

Gianmarco Corbetta - Consigliere Regionale del M5S Lombardia

Il M5S si sta muovendo ad ogni livello per sollecitare le istituzioni a non abbandonare gli ex lavoratori della Bames di Vimercate, società, ormai fallita, che occupava lo storico stabilimento di Celestica ed Ibm, e rilanciare un polo tecnologico importante e strategico per il nostro territorio. La nostra interrogazione fa seguito a quella del deputato 5 stelle Davide Tripiedi del marzo scorso, in cui ha richiesto al Governo di assumere iniziative per favorire un piano di ricollocamento urgente per tutti gli ex dipendenti delle fallite aziende Bames e della controllata Sem e di promuovere un piano di reindustrializzazione dell'imponente sito aziendale, anche alla luce di un impegno formale di Regione Lombardia che avrebbe dovuto prevedere l'avvio di un percorso volto a rilanciare il settore ICT sul territorio.
Obiettivo del progetto era quello valorizzare il capitale umano e tecnologico in collaborazione con i diversi livelli di governo nazionale e locale. Parole che sono rimaste solo belle intenzioni, dato che, a distanza di quasi due anni, la situazione degli ex lavoratori non è cambiata. Sulla vicenda si è attivato anche il sindaco M5S di Vimercate Francesco Sartini che, dopo un confronto diretto con le parti in causa, sta predisponendo un sollecito formale nei confronti del Governatore Maroni. Come gruppo regionale abbiamo appena depositato un'interrogazione per spronare Maroni affinché, come aveva promesso un paio d'anni fa, si dia da fare per favorire la reindustrializzazione del sito.
Insomma, il M5S si sta muovendo a tutti i livelli istituzionali per tentare di sbloccare una situazione impantanata da troppo tempo. Da un lato i lavoratori hanno il diritto a ricevere risposte concrete e certe sul loro futuro, dall'altro il territorio ha bisogno di tornare ad essere un faro nel campo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione. Attendiamo fiduciosi la risposta e un segnale forte dalla Regione.

Gianmarco Corbetta - Portavoce Regionale del M5S Lombardia

Il M5S Lombardia si è astenuto nella votazione sulla legge regionale "Lombardia è ricerca e innovazione". Nel corso della discussione è stato approvato un emendamento che favorisce l'adozione, da parte della Giunta regionale, di interventi mirati al sostegno della ricerca applicata nelle micro e piccole imprese che investono in progetti di sviluppo sostenibile e responsabile. Per Stefano Buffagni, consigliere regionale del M5S Lombardia: "Le PMI vanno sostenute con ogni mezzo. Per questo abbiamo puntato sulla ricerca applicata nelle PMI rivolta allo sviluppo sostenibile e responsabile dell'attività economica d'impresa. Sul piano dell'innovazione è infatti necessario introdurre i concetti di responsabilità e sostenibilità economica, sociale e ambientale, anche per garantire un miglioramento della qualità dei servizi alle persone. Siamo evidentemente favorevoli agli investimenti regionali in materia d'innovazione e sviluppo, ma investire più soldi nella ricerca non significa sborsare 400 mila euro all'anno dei lombardi per un Foro regionale per la ricerca e l'innovazione con funzioni consultive in mano alla Giunta regionale e istituire la figura di un Garante con inspiegabili funzioni di monitoraggio. Non è questa la strada da seguire: ci sono già enti per la ricerca e lo sviluppo, come Fondazione Biomedica, e non ha senso mettere in piedi dei doppioni e burocrazia in più. Da qui il voto di astensione del M5S Lombardia al progetto di legge".

La vertenza Cameron Italy di Voghera (PV) riguarda la sorte di 160 lavoratori occupati nei due stabilimenti di Voghera (154 lavoratori della Grove e 6 della consociata Ledeen) per i quali, dal 16 settembre 2016, è scattata la procedura di mobiità, giustificata dall'azienda con la necessità di far fronte alla crisi del mercato petrolifero e al calo dei fatturati. La vertenza è tutt'ora oggetto di un Tavolo istituito presso il MISE (Ministero dello Sviluppo Economico), al quale partecipa anche Regione Lombardia, mediante ARIFL (Agenzia Regionale per l'Istruzione, la Formazione e il Lavoro).

La Consigliera Regionale M5S Iolanda Nanni, prima firmataria della mozione urgente, dichiara: "Nell'ambito dell'audizione svoltasi in Commissione Attività Produttive il 13 ottobre scorso, avevo anticipato che il M5S avrebbe presentato una mozione urgente alla prima Aula utile del Consiglio Regionale per impegnare la Giunta Maroni a mettere in campo tutti gli strumenti per la positiva risoluzione della vertenza."

"Oggi ho mantenuto la parola e, dopo aver condiviso la mozione con la consigliera comunale M5S di Voghera ed il gruppo M5S Voghera, l'ho depositata in Aula affinchè venga discussa nella giornata odierna. Nella mozione, chiediamo l'impegno della Giunta a valutare la sottoscrizione di un Accordo di Competività, così come previsto dalla legge regionale, che consentirebbe all'azienda di usufruire di finanziamenti pubblici, a fronte della garanzia del mantenimento dei livelli occupazionali e di investimenti certi sul territorio nel medio-lungo periodo. Inoltre, nella mozione chiediamo alla Regione di trasmettere entro il 3 novembre 2016 i dati aggiornati sul sistema locale del lavoro, valutando la candidatura di Voghera fra le "aree di crisi non complesse", cioè aree di crisi che possono beneficiare di particolari agevolazioni e finanziamenti ministeriali, in modo da offrire un ulteriore concreto aiuto alla vertenza Cameron."

"Infine - continua Nanni - tramite i parlamentari M5S, stiamo preparando anche un'interrogazione in Unione Europea ed una risoluzione parlamentare per attenzionare il caso dei lavoratori della Cameron presso il Governo e l'Europa. La vertenza Cameron, infatti, è nata, oltre che dalla crisi del settore oil/energy, anche da una possibile speculazione economica a seguito della fusione societaria con la multinazionale americana Schlumberger, colosso mondiale dell'energia. Tali operazioni di fusione fra mega-multinazionali spesso possono mascherare processi di acquisizione ed assorbimento di potenziali concorrenti, rilevandone al contempo know how, brevetti, tecnologie, quote di mercato e svuotandone gli stabilimenti che, spesso, vengono poi delocalizzati altrove, laddove la manodopera ha costi più bassi. Vogliamo che sia fatta chiarezza anche su questi passaggi, dato che, ad oggi, la multinazionale non ha ancora dichiarato espressamente quale sarà il destino dei due storici stabilimenti di Voghera."

"Spero - conclude Nanni - che tutte le forze politiche convergano su questa mozione, che, nel corso della mattinata, è già sottoscritta anche dal Presidente di Patto Civico con Ambrosoli, l'Avv. Bruni, e dal consigliere regionale PD Giuseppe Villani. Se verrà approvata, sarà un primo passo concreto di Regione Lombardia per la risoluzione della vertenza. Il territorio pavese, già da anni fanalino di coda per tasso di disoccupazione in Lombardia, non può assolutamente permettersi che una crisi aziendale sfoci nel licenziamento di ben 160 lavoratori, con tutti gli impatti devastanti che ciò avrebbe a livello di indotto e di tenuta del tessuto economico e sociale".

"Oggi è stato approvato un nostro emendamento alla mozione riguardante le criticità del settore lattiero-caseario lombardo. La crisi che investe questo settore è dovuta soprattutto al prezzo del latte al litro che non permette ai produttori di sopravvivere, anzi a volte è addirittura inferiore

al costo di produzione. Col nostro emendamento chiediamo che la regione Lombardia studi un criterio di indicizzazione del prezzo del latte, aggiornabile ogni mese, basato su criteri oggettivi come il costo dei mangimi per gli animali e la qualità del prodotto e avente come punto di riferimento un prezzo minimo non inferiore al costo di produzione.

L'impegno politico di regione Lombardia deve essere quello di tutelare i produttori a fronte degli interessi degli industriali e della grande distribuzione organizzata che naturalmente hanno tutto l'interesse affinchè il prezzo del latte sia il più basso possibile.

Nel testo della mozione approvata dal consiglio si chiede anche che venga indicata in etichetta l'origine del latte, in modo da tutelare i cittadini e il prodotto italiano", così Giampietro Maccabiani, consigliere regionale del M5S Lombardia, commenta l'approvazione del Consiglio regionale di una mozione di sostegno al settore lattiero-caseario lombardo.

Tempi di Bilancio

euro-800x400Il moVimento 5 Stelle Bollate critica fortemente questa amministrazione per il mancato rispetto di promesse fatte in sede di Bilancio previsionale 2015. Ricordiamo che in quella occasione furono alzate le tasse al massimo, senza ridurre le spese e gli sprechi. Sindaco ed assessore al bilancio si giustificarono sostenendo che quello era il primo bilancio della nuova amministrazione e non si poteva fare di meglio. Bene, il nuovo bilancio non è meglio di quello dell'anno scorso. Poca attenzione ai problemi della città, nessun impegno sul lavoro, nessuna volontà di aiutare in modo serio le famiglie che vivono sulla propria pelle la crisi economica.

 

Eppure il bilancio 2015 si è chiuso in attivo. Bollate ha chiuso il consuntivo con un avanzo di gestione. Noi chiediamo che questi soldi vengano utilizzati per le priorità della città. Con molta responsabilità, quindi, abbiamo superato le critiche e presentato le nostre proposte per modificare il bilancio previsionale in modo da migliorare la città ricordandoci del programma elettorale con cui ci siamo presentati alle elezioni amministrative.

Famiglie in difficoltà


Intanto abbiamo richiesto di stanziare centomila euro per le famiglie in difficoltà, prevedendo di aumentare il numero di servizi comunali gratuiti e di tenerne conto nell'ISEE come strumento di misura della ricchezza.  

Navetta verso l'ospedale di Garbagnate Milanese


Dopo le ultime chiusure di reparti dell'ospedale bollatese, diventa urgente prevedere dei soldi per avere delle linee di trasporto pubblico verso il nuovo Ospedale di Garbagnate Milanese. Crediamo che possa essere un sostegno concreto alla mobilità, sopratutto delle persone anziane e non autonome. Abbiamo chiesto di destinare 60.000 euro a questo obbiettivo.

Sostegno al lavoro


Altro punto importante è quello di sostenere chi non ha un lavoro o lo ha perso. Abbiamo proposto di destinare 100.000 euro per capire quanti sono i disoccupati a Bollate, fornire formazione professionale, provare a reintrodurli nel mercato del lavoro tramite graduatorie di accesso e avvalendosi dell'aiuto di un organismo terzo pubblico o privato.

Bollate ha bisogno di più sicurezza


Negli ultimi anni la percezione che hanno i Bollatesi è che la città sia poco sicura. Abbiamo chiesto che venga rafforzato il corpo della polizia municipale con dotazioni aggiuntive di mezzi o competenze che possano migliorare la presenza ed il presidio del territorio. La nostra proposta è di destinare 50.000 euro alla sicurezza della città.

Politiche Giovanili


Il comune deve avere più attenzione ai giovani, dalle loro esigenze più sbarazzine fino alle situazioni di conclamato disagio. Per questo abbiamo proposto di destinare 40.000 euro a questi temi, prevedendo degli strumenti e delle idee innovative come la "carta giovani" gratuita, progetti di certificazione delle esperienze e della creatività o come lo sportello di orientamento alle professionalità.

Tutela e valorizzazione del territorio


Ci sembrava doveroso, infine, porre attenzione su un argomento particolarmente spinoso: "l'abbandono abusivo di rifiuti", su cui abbiamo proposto interventi mirati a censire, monitorare ed eliminare le discariche abusive.

A questi argomenti abbiamo aggiunto due richieste che non prevedono l'uso di risorse economiche, ma di buon senso e spirito di servizio per la città. Abbiamo chiesto due sedute del consiglio comunale destinate a capire come rendere i conti del bilancio comunale comprensibili a qualunque cittadino (bilancio semplificato). La seconda è quella di prevedere ed adottare il bilancio partecipativo, la possibilità cioè che sia i cittadini a decidere, tramite consultazione, come utilizzare una parte dei soldi del comune. Vedremo quanto questa amministrazione saprà ascoltare.

M5S Bollate

 

Per chi volesse consultare il documento con gli Emendamenti Movimento 5 Stelle Bollate al Bilancio Previsionale 2016-2018 

mercati

"Con le modifiche alla legge sul commercio, come temevamo, l'Assessore Parolini ha dimostrato che vuole andare in due direzione opposte e che la Lombardia non ha una visione d'insieme coerente sul sostegno e la promozione del commercio su area pubblica. Siamo contrari al provvedimento che non consente ai rappresenti delle piccole imprese commerciali di accedere, a parità di condizioni, ai tavoli di consultazione nei piccoli comuni.  Non è possibile poi che gli effetti della liberalizzazione prodotti dalla direttiva Bolkestein ricadano negativamente solo a danno dei piccoli imprenditori. Per fare un esempio, da un lato legittimiamo la concessione a vita dello sfruttamento degli idrocarburi nel nostro mare e dall'altro mettiamo limiti e paletti per i rinnovo o il rilascio delle concessioni per l'esercizio del commercio su area pubblica. Chi governa a Roma e in Lombardia ucciderà i piccoli imprenditori del commercio e continuerà a regalare soldi alle multinazionali", così Stefano Buffagni, capogruppo del M5S Lombardia motiva il voto contrario del gruppo al progetto di legge Disposizioni in materia di Commercio su aree pubbliche.

italcementi-3Heidelberg, il nuovo azionista tedesco dell'azienda cementiera Italcementi ha presentato ieri il piano di riorganizzazione delle attività. Entro il 2020 saranno riallocati in altre sedi circa 170 persone e si stimano esuberi tra le 230 e le 260 lavoratori. Nella sede di Bergamo rimarranno 210-250 persone.

Per Dario Violi, consigliere regionale del M5S Lombardia: "Né Maroni, né l'ex Ministro Guidi hanno mosso un dito per oltre quattrocento lavoratori di Italcementi. E' un atteggiamento irresponsabile e senza giustificazioni che peggiora le condizioni dell'economia bergamasca già devastata dalla crisi. Al Ministero dello sviluppo economico evidentemente ci si preoccupava degli amici petrolieri e dei loro affari sporchi, mentre Bergamo perdeva una colonna dell'industria locale e centinaia di lavoratori venivano mandati a spasso. Quando la politica italiana e lombarda si muove è sempre troppo tardi: non si può chiudere la stalla quando i buoi sono scappati. Il piano di riorganizzazione di Italcementi è inaccettabile e dimostra che le istituzioni italiane sono considerate ormai pari a zero nella difesa della propria economia: gli stranieri comprano e se ne vanno, lasciando dei disagi sociali enormi sui territori. Nell'esprimere piena solidarietà ai lavoratori di Italcementi e alle loro famiglie in questa delicatissima fase torno a ribadire l'urgenza di un intervento risolutivo di Regione Lombardia, del Ministero dello Sviluppo Economico e del Governo. Se esistono battano un colpo: i bergamaschi che lavorano a Italcementi e contribuiscono con migliaia di euro di tasse al benessere del paese meritano risposte incisive".

 

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I gruppi regionali M5S e PD hanno depositato congiuntamente una interpellanza urgente con risposta in Commissione relativa alle "iniziative di Regione Lombardia conseguenti all'acquisizione delle quote azionarie Italcementi da parte del gruppo tedesco Heidelberg".

L'interrogazione (in allegato) chiede di "garantire la permanenza in Lombardia del patrimonio e del know how oggi presenti in Italcementi e il mantenimento dei livelli occupazionali" e di "comprendere le azioni e le misure per incentivare gli investimenti del nuovo gruppo in Lombardia, anche attraverso l'utilizzo degli strumenti previsti dalla l.r. 11/14 a sostegno della competitività del territorio lombardo".

Dario Violi, consigliere regionale del M5S Lombardia, dichiara: "chiediamo a Maroni di contattare il ministro Guidi e il Ceo di Heildeberg immediatamente. Non abbiamo più di dieci giorni per  cercare di salvare migliaia di posti di lavoro. Non possiamo permetterci di perdere altre centinaia di posti di lavoro che danno da vivere a centinaia di famiglie bergamasche. Se Maroni non muoverà un dito sarà anche sua la responsabilità per la perdita di un pezzo di economia locale. In campagna elettorale aveva promesso sviluppo e occupazione: si dia una mossa".

Mario Barboni, consigliere regionale del Partito Democratico, dichiara: "Mi auguro che il presidente Maroni e la Giunta che si erano già assunti un impegno 4 mesi fa attraverso la delibera 4317 del 16 novembre 2015, facciano anche l'impossibile affinché si possa arrivare a mantenere in Lombardia e in Italia non solo i siti produttivi, che occupano quasi 1000 addetti solo nella nostra regione, ma anche il centro di ricerca di Italcementi a Bergamo, Km rosso. Non possiamo infatti permetterci di perdere anni di studi e applicazioni che i ricercatori hanno ottenuto portando questo centro di ricerca a livello mondiale".

 

microcredito

Finalmente il fondo Microcredito 5 Stelle ha dato i suoi frutti anche in provincia di Mantova, dove due nuovi imprenditori hanno potuto iniziare l'attività grazie a un prestito di 15mila euro. Un esercente e un'attività di artigianato hanno potuto prendere vita grazie al microcredito erogato dalla filiale di via Grazioli della BPER. Altro che soldi assegnati alle aziende dei genitori di Renzi e non restituiti contribuendo al fallimento di banca Etruria e di tanti cittadini! Il fondo è nato grazie a un emendamento del M5S approvato in Commissione Bilancio-Affari Costituzionali al Senato il 5 agosto 2013, che ha modificato la legge 662 del 1996, e ha visto una lenta attuazione fino ad arrivare al maggio 2015 con l'inizio delle pratiche online sul sito del Ministero delle Finanze. Tra i finanziatori del microcredito ci sono i parlamentari del Movimento 5 Stelle, che hanno versato oltre 15 milioni di euro dalle eccedenze del loro stipendio. In regione Lombardia i consiglieri M5S hanno restituito in totale più di 800mila euro. Di questa somma oltre 88mila sono stati versati dal consigliere regionale mantovano Andrea Fiasconaro. I parlamentari Alberto Zolezzi e Luigi Gaetti hanno versato in tutto oltre 189mila euro su tale fondo (dei quali poco più di 80mila restituiti dal senatore Gaetti ed oltre 109mila dal deputato Zolezzi). Ad oggi sono quasi 1000 le micro-imprese che hanno attinto a questo fondo che non richiede garanzie reali. Gli eletti del Movimento di Beppe Grillo hanno versato in poco più di un anno oltre 15 milioni di euro, detratti dai loro emolumenti. Un'iniziativa che ha permesso a mille giovani imprenditori di realizzare i loro sogni. Ora altre banche stanno aderendo a tale modalità creditizia, le informazioni sono sul sito www.microcredito5stelle.it