Febbraio 2017

Questa mattina in Commissione Ambiente al Pirellone c'è stato un incontro con gli assessori all'Ambiente e all'Agricoltura Claudia Terzi e Gianni Fava. Il tema era lo spandimento di fanghi da depurazione civile e industriale sui suoli agricoli. L'audizione non ha risolto questioni che rimangono aperte e problematiche come i forti odori legati agli spandimenti, i rischi di contaminazione dei suoli, del sottosuolo e delle falde acquifere (peraltro già inquinate) oppure come la grande quantità di fanghi importati da fuori regione (400 mila tonnellate all'anno di cui 15 mila in provincia di Mantova). Su questo punto l'assessore Fava ha dichiarato che può essere aperto un ragionamento sulla qualità dei fanghi importati e ciò sarebbe veramente il minimo dato che la provenienza di questi fanghi alle volte è da luoghi con forti contaminazioni (si pensi per esempio al Veneto e alle contaminazioni da PFAS). Interessante il dato esposto riguardo l'apporto di azoto di cui hanno bisogno i nostri campi: 180 mila ton equivalenti anno di cui solo 3 mila ton derivano dai fanghi quindi l'apporto di nutrienti al nostro terreno è parecchio limitato. Unica nota positiva dell'incontro è stata l'apertura e la disponibilità da parte degli assessori ad affiancare i comuni e le provincie nella formazione degli agenti di polizia locale, che dovranno mettere in atto i  controlli su chi spande applicando le delibere regionali ed anche i regolamenti comunali vigenti o in corso di redazione, come sta avvenendo in molti comuni della provincia di Mantova. Avere il supporto della regione per rendere più capillari ed efficaci i controlli di competenza delle provincie e degli enti locali sicuramente sarà di aiuto. Ora si passi dalle intenzioni ai fatti.

Andrea Fiasconaro - Consigliere regional del M5S Lombardia.

Eravamo rimasti all'approvazione, da parte del consiglio regionale, di una mia proposta in materia di smaltimento di amianto dagli edifici scolastici. Insomma, il più sembrava fatto, ma da allora nessuna buona nuova. Tutto è rimasto immobile. Ma facciamo un passo indietro: dagli atti dell'anagrafe dell'edilizia scolastica si stimano circa 886 edifici con la presenza di amianto in Lombardia. Seppur in tutti gli edifici l'amianto è in sicurezza va in ogni caso rimosso. Esiste un fondo di rotazione per l'edilizia scolastica, in cui attualmente ci sono circa 14 milioni di euro. Questo fondo si autoalimenta con le restituzioni periodiche dei prestiti agevolati per gli interventi. La mia proposta, approvata dal consiglio regionale, è stata quella di dare priorità di finanziamento a quei progetti che prevedessero interventi di smaltimento di amianto nelle 800 scuole censite. Il mio intento era quello di attivare il fondo, dando la priorità dello smaltimento in modo da finanziare le scuole che avessero i progetti pronti e utilizzare nel modo più efficace quei 14 milioni di euro. Tutto questo è avvenuto nel settembre 2016, stando a quanto stabilito entro fine 2016 doveva essere deliberato l'avviso di apertura del bando per dare tempo agli enti pubblici di organizzarsi con i progetti: ad oggi invece, e siamo già a febbraio 2017, nulla è stato ancora deliberato. Con una nuova interrogazione ho chiesto di sapere come mai non sia stato dato seguito a quanto stabilito e quali tempistiche siano previste. Non possiamo aspettare oltre, i soldi ci sono: utilizziamoli per smaltire l'amianto"".

Andrea FiasconaroConsigliere del M5S Lombardia.

La competenza e il merito in Regione Lombardia sono un miraggio. In vista della nuova nomina ad amministratore unico di Infrastrutture Lombarde (LISpa), l'imponente società partecipata che gestisce infrastrutture milionarie, già nell'occhio del ciclone dopo l'arresto nel 2014 dell'ex direttore generale Rognoni per truffa e turbativa d'asta, i partiti tramano e si accordano per decidere a chi tocca il giocattolo. Così mentre la Lega pare soddisfatta per la scelta dei vertici di Lombardia Informatica e Finlombarda, LISpa è la fetta di torta che spetta a Forza Italia, che infatti candida cinque uomini di fiducia, compreso l'architetto di Paolo Berlusconi, autore del fallimentare progetto della Cascinazza a Monza e già sottosegretario regionale alla moda con Formigoni. Un ennesimo valzer di poltrone che si balla su un pavimento sconnesso, quello di una una maggioranza che fa più acqua che proposte, e non è un segreto che le dinamiche elettorali nazionali allettano strategicamente anche Maroni, che vorrebbe approfittare delle spaccature nei moderati di Forza Italia e Lombardia Popolare, per serrare le fila, con lui al comando, contando su un appoggio elettorale che lui immagina forte. Ma Maroni, alle prese anche con il processo che lo vede imputato per le presunte pressioni esercitate sui vertici Expo allo scopo di favorire una sua ex collaboratrice, non fa i conti con i cittadini. I cittadini sono stanchi della logica della poltrona, che ha portato a una stagione di scandali e gestioni dissennate nell'ultima amministrazione regionale (Mantovani, Rizzi, Aler Milano, Rognoni) in perfetta continuità con quella precedente di Formigoni, recentemente condannato a 6 anni per corruzione nella vicenda della Fondazione Maugeri. E' un film horror quello della Lombardia degli ultimi 20 anni, eppure proseguono ancora sulla linea della nomina politica in enti strategici. Perché finché c'è poltrona c'è... speranza per i partiti di addomesticare e coltivare i propri bacini di voto. Ed è qui che bisogna mandare in corto circuito un sistema malato che non fa gli interessi dei cittadini. Ancora una volta il M5S si oppone fermamente a questa operazione e a tutte le nomine "politiche": merito e competenza sono le uniche garanzie che chiediamo! In una regione a 5 stelle nessun amministratore si sentirà mai in dovere di chiudere un occhio o assecondare un interesse che no sia il bene della comunità. E' ora di togliere il giocattolo ai partiti.