Gennaio 2017

ALER Milano, l'Azienda Lombarda per l'Edilizia Residenziale della provincia di Milano, è un cumulo di macerie. Decenni di gestione dissennata, folle, hanno portato a un disastro di dimensioni epocali che ha pochi precedenti nella storia della pubblica amministrazione. Formigoni ha seminato, Maroni ha continuato a innaffiare la pianta marcia, perseverando nel gestire come poltronificio della politica un ente che ha accumulato un debito di mezzo miliardo di euro, a scapito dei più poveri in primis, e di tutta la comunità poi. Il conto è salato, ed è ora che a pagarlo siano i responsabili, per ripristinare un diritto che in Lombardia è stato demolito, il diritto alla casa. Questa mattina ho depositato presso la Procura Regionale della Corte dei Conti di Milano un esposto, frutto di due anni di lavoro del M5S, con scritto nero su bianco tutti gli scempi gestionali di ALER Milano, a partire dai mutui milionari e le ipoteche accese su interi quartieri di Milano con l'obiettivo dichiarato investire i soldi nella riqualifica degli alloggi, usati in realtà per nascondere i buchi di bilancio e coprire le spese correnti dell'ente (stipendi, costi di gestioni, etc.). Un circolo vizioso senza fine: più il rosso aumentava, più l'ente si indebitava per rimanere a galla, più le condizioni degli alloggi peggioravano, contribuendo anche ad alimentare le tensioni nei quartieri popolari. Oltre 250 milioni di garanzie ipotecarie prestate. Immaginate quale sarebbe il destino degli inquilini che non sanno di vivere in alloggi ipotecati, se gli immobili ALER finissero nelle mani delle banche. Ma non solo, ci domandiamo che fine hanno fatto i 300 milioni di euro fra mutui, contratti derivati e conti correnti ipotecari richiesti alle banche, e fagocitati dal buco nero di ALER Milano e dalle sue "scatole cinesi", prima fra tutte ASSET, controllata al 100% da ALER Milano, tramite la quale si avviavano operazioni immobiliari improbabili e fallimentari, come quella di Pieve Emanuele e di Garbagnate, che hanno generato un'ulteriore esposizione finanziaria per altri 150 milioni di euro. Le Giunte regionali che si sono susseguite sono riuscite nell'impresa di demolire un patrimonio catastale di 5 miliardi di euro, invece di sfruttarlo e riqualificarlo per migliorare la vita dei cittadini più poveri. 72 mila unità immobiliari, distribuite su Milano città e su 134 comuni della Città Metropolitana, in cui alloggiano circa 105 mila inquilini. Inquilini a cui troppe volte è stata addossata la colpa dei debiti di Aler, quando invece sono gli amministratori in giacca e cravatta che siedono a Palazzo Lombardia ad avere le mani sporche. L'ente è affondato, e con lui, la politica sociale di Regione Lombardia che doveva tutelare i più deboli, garantire loro un tetto sotto il quale vivere dignitosamente. Ci auguriamo che, nell'interesse dei cittadini, venga aperto un fascicolo d'indagini al più presto, per chiarire le responsabilità amministrative, contabili ed erariali e per la mala gestione. I lombardi pagheranno un conto salatissimo, perché il debito prima o poi dovrà essere saldato, ma ora che la Corte dei Conti ha in mano tutte le carte, i cittadini sapranno anche chi dovranno ringraziare.

Iolanda Nanni - Portavoce Regionale del M5S Lombardia

Il consigliere regionale Luca Daniel Ferrazzi, ex assessore all'agricolltura della giunta Formigoni, è stato condannato insieme all'ex assessore alla casa ed altri tre ex consiglieri regionali per aver fatto pagare alla Regione consulenze false! Ferrazzi, ora Lista Maroni, prima An poi transitato nel Pdl, è attualmente il presidente della Commissione cultura al Pirellone. Ferrazzi, dopo Rizzi, è il secondo consigliere e presidente di Commissione regionale (Cultura e Istruzione ) condannato in Lombardia, un bel record per questa consiliatura che continua a collezionare indagati e condannati nelle file della maggioranza. Le scope di Maroni sono la più grande fake news di questa legislatura regionale. A questo punto si applichi immediatamente al consigliere Ferrazzi la Legge Severino che prevede la sospensione da consigliere regionale e la decadenza immediata dalla sua carica di Presidente di Commissione Cultura. Certo è che se si fosse applicato il codice etico del Movimento 5 Stelle, il consigliere si sarebbe dovuto dimettere immediatamente!

Iolanda Nanni - Capogruppo del M5S Lombardia

Il M5S Lombardia ha chiesto un'audizione urgente con l'Assessore Garavaglia, l'Assessore Aprea e tutti i Presidenti delle Province sul tema dell'erogazione dei fondi per gli assistenti scolastici alla comunicazione per i disabili sensoriali, per verificare quale sia stato il seguito della mozione urgente del M5S (approvata all'unanimità dal Consiglio regionale il 10 gennaio scorso) che impegna la Giunta a stanziare le risorse necessarie a garantire questo servizio. La richiesta segue la denuncia del mancato arrivo dei fondi della Dirigente scolastica Elvira Ferrandino sulle pagine de "Il Giorno Milano" e le segnalazioni dell'Ente Nazionale Sordi.

Paola Macchi, consigliere regionale del M5S Lombardia, dichiara: "Il Consiglio regionale ha impegnato la Giunta ad attivarsi urgentemente perché siano garantiti alle scuole lombarde i fondi necessari all'inclusione scolastica degli studenti disabili sensoriali. Abbiamo avuto verbalmente garanzie dallo stesso Assessore Garavaglia che è stata data disponibilità di questi fondi alla Città metropolitana. Concretamente, i fondi non sono ancora arrivati alle scuole. Con questa audizione vogliamo quindi chiarire a che livello sua il blocco che impedirà ai ragazzi di avere un diritto sancito dalla Costituzione. Ribadiamo però l'assurdità di dover continuamente intervenire perché non ci siano discriminazioni verso le persone disabili. Gli enti devono imparare a comunicare e a snellire le pratiche".

LA GIUNTA SE NE LAVA LA MANI COME PONZIO PILATO ED EMANA UN DOCUMENTO PRESSOCHE' INUTILE

In commissione agricoltura è stato dato il parere alle linee guida che la Giunta ha emanato per "guidare" (secondo loro) gli enti gestori delle aree protette nel processo di accorpamento e integrazione previsto dalla legge regionale.
Noi abbiamo dato parere contrario poiché quel documento è solo un resoconto dello stato attuale delle aree protette e non dà alcuna indicazione agli enti gestori su come dovranno accorparsi e integrarsi. Solo dati, nessuna linea guida, nessuna visione regionale, nessun indirizzo.
Come già durante la discussione del progetto di legge in commissione, è evidente che la Regione non vuole (o non può?) mettere becco nella riorganizzazione delle aree protette, lascia tutto nelle mani degli enti gestori. Rischiando così che il processo di riorganizzazione non segua fini ambientali e di efficientamento delle risorse, ma logiche di potere e partitiche all'interno del mondo degli enti gestori. Che ci sta a fare un assessore se non indica niente? Chi realmente determina la politica regionale in questo settore?

Giampietro Maccabiani, Silvana Carcano

La Commissione regionale Ambiente e Protezione civile ha approvato oggi una proposta di risoluzione del Movimento 5 Stelle che chiede più risorse e attenzione per i Piani di Emergenza Comunale: lo strumento che consente alle autorità territoriali di predisporre e coordinare gli interventi di soccorso a tutela della popolazione e dei beni in un'area a rischio nell'eventualità di una qualsiasi calamità. La proposta  è nata dopo una visita della Commissione alla sala operativa regionale della Protezione Civile. In quella sede sono emersi ragionamenti riguardo l'importanza dei Piani di Emergenza Comunale e il fatto che per essere veramente efficaci devono essere costantemente aggiornati e resi noti alla popolazione. Non dimentichiamoci che circa il 10% dei Comuni lombardi ci risulta non abbia ancora adottato un piano di emergenza nonostante l'obbligo di legge. Consideriamo, inoltre, la delicatezza del nostro territorio e le numerose fonti di pericolo ed emergenza che interessano i nostri Comuni: rischio sismico, rischio idrogeologico, rischio legato alla presenza di industrie sotto direttiva Seveso (rischio incidente rilevante) solo per citare alcuni esempi. Da qui lo scopo della Risoluzione che punta sia a sensibilizzare i Comuni a prevedere una pianificazione di emergenza efficace, sia a impegnare Regione a finanziare bandi con premialità per i Comuni che hanno adottato i Piani che siano di qualità ed efficaci, sia a valutare l'opportunità per Regione Lombardia di diventare Ente supervisore, per verificare efficacia e aggiornamento dei Piani anche attraverso una esplicita interazione fra i Piani e i PGT. Sono molto soddisfatto dell'approvazione di questa risoluzione, mi auguro venga approvata anche in Consiglio al più presto, così da poter continuare a garantire ai nostri Comuni supporto per scrivere i Piani e per quelli virtuosi anche qualche contributo economico. La sicurezza dei nostri cittadini deve essere sempre al meglio tutelata e al centro delle politiche degli enti locali.

Andrea Fiasconaro - Portavoce Regionale del M5S Lombardia

Raccogliendo la mobilitazione del territorio e le legittime preoccupazioni dei cittadini mi ero permesso, più di un anno fa, di interessare direttamente l'Assessore Terzi sul destino della ex Cava Pirossina. Una mia recente interrogazione sul tema ha trovato risposta solo oggi, risposta che però non trovo del tutto soddisfacente nel senso che, di fatto, è un rimando alla provincia e quindi un ulteriore allungamento dei tempi. Il colloquio odierno tra il presidente della provincia Morselli e l'assessore Terzi, a quanto pare ha avuto un esito che va nella direzione di risolvere la questione aperta da più di un anno: Morselli dovrà concretarsi con gli alti attori coinvolti per trovare una quadra che consenta all'area dell'ex cava Pirossina di rimanere escludente per l'insediamento di discariche come previsto nella vecchia pianificazione provinciale. Penso che sia trascorso fin troppo tempo e che sia arrivato il momento di dare ai cittadini risposte definitive. Tecnicamente il criterio escludente può essere applicato considerando un area sito-specifica che comprenda anche il territorio di Castiglione e la ex Cava, alla luce del progetto di realizzare un campo pozzi per l'acqua potabile che prenderà l'acqua dalla stessa falda superficiale su cui insiste la Pirossina. E' evidente che questo è l'unico modo per tutelare quel territorio e per evitare che i progetti di discariche che aleggiano da decenni sul luogo si possano realizzare.  Mi sembra che sia trascorso fin troppo tempo: i cittadini si aspettano che la questione venga chiusa definitivamente. Ricordo che la vulnerabilità delle falde superficiali e delle zone di ricarica degli acquiferi profondi dell'Alto mantovano imporrebbe di essere molto più celeri nel tutelare quella zona, regione e provincia hanno tergiversato fin troppo.

Andrea Fiasconaro, consigliere M5S Lombardia.

Il Premio Rosa Camuna di Regione Lombardia viene assegnato a tutti coloro che si distinguono nel contribuire allo sviluppo economico, sociale, culturale e sportivo della Lombardia e che sono riconosciuti pubblicamente per l'impegno, l'operosità, la creatività. Aiutateci a trovare persone e realtà meritevoli che hanno dato valore alla nostra regione: non permettiamo che a ricevere questi premi siano sempre gli amici degli amici, cambiamo le regole del gioco e premiamo il merito! Potete mandare le vostre segnalazioni, con relativi riferimenti e descrizione, a segreteria@lombardia5stelle.it  

La Vigevano-Malpensa non se ne deve fare nulla! Il M5S sin da subito si è opposto a tutti i livelli istituzionali alla costruzione di questa superstrada che sarebbe un ennesimo spreco di risorse pubbliche oltre che costituire un danno irreparabile ai nostri territori a vocazione agricola. Il territorio non la vuole, i Comitati ambientalisti e le numerose imprese agricole situate sulla tratta non la vogliono, e non per pregiudizio, ma per fondate ragioni: la superstrada comprometterebbe in maniera irreversibile le aree comprese fra Parco del Ticino e Parco Sud e non risolverebbe comunque i problemi logistici del nostro territorio. Anche per questa superstrada, come per tutte le grandi infrastrutture care a Maroni, come Pedemontana, Bre.be.mi, o Broni-Mortara, manca totalmente uno studio serio ed attuale che dimostri il rapporto costi/benefici per i territori. La Giunta Maroni deve smetterla di investire le già risicate risorse regionali che abbiamo a disposizione per il trasporto su queste infrastrutture inutili. Regione Lombardia ha già buttato dalla finestra 60milioni di Euro dei contribuenti per un'autostrada i cui costi dovevano essere integralmente a carico del privato. Quei 60milioni di euro potevano essere investiti sul raddoppio ferroviario della Mortara-Milano e per la manutenzione della viabilità esistente. Forse Maroni e Garavaglia non conoscono i nostri territori e non si è accorto che è finita l'era delle speculazioni e delle colate di cemento, ed è finito il tempo di prendere in giro i cittadini sprecando danaro pubblico in progetti che sono già falliti in partenza. Regione Lombardia si attivi piuttosto per stanziare risorse sui nostri ponti e sul trasporto pubblico e la smetta di far passare infrastrutture come la Vigevano-Malpensa come prioritarie per il territorio.

Iolanda Nanni - Capogruppo M5S in Regione Lombardia


In Consiglio Regionale è stato votato il progetto di legge su bullismo e cyberbullismo per prevenire questi fenomeni, sensibilizzare i più giovani e mettere in rete le buone pratiche. Abbiamo contribuito in maniera importante a questa legge. Verrà istituita una Consulta regionale che coordinerà e ottimizzerà le iniziative proposte da scuole, famiglie e istituzioni per contrastare questi comportamenti violenti. Un esperto del web e un rappresentante del mondo accademico farà parte di questa Consulta, i soggetti chiamati a fare prevenzione nelle scuole dovranno esibire adeguate certificazioni come il certificato penale antipedofilia, la Lombardia organizzerà una campagna di comunicazione con un minisito dedicato, parteciperà a progetti europei e valuterà il sostegno economico nei procedimenti giudiziari per le vittime di bullismo. Sono queste alcune delle proposte del M5S Lombardia, accolte dal Consiglio regionale, che rendono la legge contro il bullismo e il cyberbullismo più completa e efficace. Siamo soddisfatti ma resta il problema delle risorse troppo scarse. Registriamo infatti che l'aula ha bocciato, oltre ad altri emendamenti del M5S che avrebbero contribuito a rafforzare la legge come il "focus su bullismo omofobico, disabili e stranieri", "l'educazione sessuale per prevenire il fenomeno del sexting", anche la richiesta di incrementare le risorse previste per questa legge da 3o0 a 500 mila euro. Era una legge attesa, come dimostrano i dati del Corecom, quello del cyberbullismo è un fenomeno in costante crescita in Lombardia. La discriminazione dei giovani che sfocia in atti di violenza deve essere contrastata con decisione a tutti i livelli istituzionali.


Andrea Fiasconaro - Portavoce regionale del M5S Lombardia.

Il Consiglio regionale ha approvato una risoluzione del M5S Lombardia per l'attivazione di un tavolo tecnico di lavoro con la Direzione Generale Competente di Regione Lombardia e la ditta Silea S.p.A, al fine di tenere costantemente monitorato l'iter della prescrizione della realizzazione della rete di teleriscaldamento legata all'inceneritore di Valmadrera.

Il lavoro del tavolo si concentrerà sull'esito:


  1. a) dell'indagine epidemiologica attualmente in corso sugli impatti sulla salute generati dall'impianto;

  2. b) della ricognizione degli impianti di riscaldamento domestico che verrebbero sostituiti dalla rete di teleriscaldamento;

  3. c) del confronto di carattere quantitativo e qualitativo - a parità di calore generato - tra la stima delle emissioni delle caldaie esistenti che verrebbero sostituite e quelle dell'impianto di incenerimento e d) dell'analisi delle aree territoriali di ricaduta degli inquinanti presenti nelle emissioni dell'inceneritore al fine di verificare se queste coincidano con le aree che godrebbero del miglioramento ambientale dovuto alla sostituzione degli impianti di riscaldamento domestico con il teleriscaldamento. La risoluzione dovrà ora essere sottoposta ad approvazione anche da parte del Consiglio regionale nelle prossime settimane.


Gianmarco Corbetta, consigliere regionale del M5S Lombardia e primo firmatario della risoluzione, dichiara: "Eravamo partiti, mesi fa, con un testo molto più duro che chiedeva di togliere la prescrizione di Regione Lombardia relativa alla realizzazione della rete di teleriscaldamento, in modo da lasciare la piena libertà ai comuni soci dell'impianto di decidere se procedere o meno con la realizzazione della rete. Le grosse reti di teleriscaldamento non ci piacciano, in quanto le consideriamo ormai obsolete dato che è molto meglio investire le risorse pubbliche nell'efficientamento energetico degli edifici, piuttosto che bruciare rifiuti - che arrivano da chissà dove - per riscaldare le case. Inoltre questi impianti rappresentano oggettivamente un freno alla possibilità di dismettere quantomeno una parte degli inceneritori lombardi, che ormai da anni sono in sovrannumero rispetto alle esigenze della nostra regione.

Abbiamo dovuto fronteggiare alcuni aspetti di carattere giudirico/amministrativo e soprattutto i diversi orientamenti delle altre forze politiche, per cui alla fine il testo approvato si orienta sull'idea affiancare l'iter della prescrizione regionale della realizzazione del teleriscaldamento alla effettuazione di ulteriori approfondimenti tecnici legati agli impatti sulla salute dei cittadini e alle ricadute degli inquinanti emessi dal forno. Siamo soddisfatti perché si tratta di un segnale di attenzione da parte della Regione nei confronti del dibattito che si è sviluppato negli ultimi mesi sul territorio, che spero possa proseguire nella maniera più libera possibile e porti i soci di Silea ad abbandonare questo assurdo progetto.

Al momento l'unica cosa certa è che il forno di Valmadrera contribuisce a quella sovraccapacità impiantistica di incenerimento della nostra regione che tutte le forze politiche - a parole - dicono di voler contrastare. Piuttosto che investire milioni di euro in obsoleti progetti di teleriscaldamento, bisognerebbe concentrarsi su un serio piano di riconversione del forno lecchese in un impianto pulito di recupero di materiali post consumo. Ne deriverebbero evidenti benefici ambientali, sanitari e occupazionali per i cittadini lecchesi".

"Un esperto del web e un rappresentante del mondo accademico farà parte della Consulta regionale sul bullismo e cyber bullismo, i soggetti chiamati a fare prevenzione nelle scuole dovranno esibire adeguate certificazioni come il certificato penale antipedofilia, la Lombardia organizzerà una campagna di comunicazione con un minisito dedicato, parteciperà a progetti europei e valuterà il sostegno economico nei procedimenti giudiziari per le vittime di bullismo. Sono queste alcune delle proposte del M5S Lombardia, accolte dal Consiglio regionale, che rendono la legge contro il bullismo e il cyberbullismo più completa e efficace. Era una legge attesa, la discriminazione dei giovani che sfocia in atti di violenza deve essere contrastata con decisione a tutti i livelli istituzionali", così Andrea Fiasconaro, consigliere regionale del M5S Lombardia.

"Questa legge è ovviamente un buon punto di partenza - continua Fiasconaro - ed è un progetto ambizioso che vuole mettere in rete i progetti di tutti i soggetti interessati: scuole, enti locali e associazioni. Manca alla legge purtroppo, come abbiamo denunciato, un impegno di risorse adeguato laddove 300 mila euro impegnati sono troppo pochi per attuare gli interventi previsti. Il provvedimento non prevede poi, strategie efficaci contro nuove forme di bullismo e di prevenzione del bullismo sessuale in rete. Questo, aggiunto alle forzature nell'iter legislativo, ci costringe, nonostante la condivisione dei contenuti della legge, a non partecipare al voto".

"Prendiamo atto - aggiunge Paola Macchi, consigliere regionale del M5S Lombardia - dell'ennesima occasione persa, avevamo presentato due ordini del giorno, per istituire corsi di educazione sessuale nelle nostre scuole al fine di dare informazioni corrette ai ragazzi educandoli anche al rispetto di genere e di scelte sessuali personali, base indispensabile per evitare i frequenti episodi di bullismo e cyberbullismo a sfondo sessuale che avvengono nelle nostre scuole. La Lombardia continua a voler rimanere indietro, insieme a tutta l'Italia, rispetto a quasi tutti gli altri paesi europei alcuni dei quali hanno istituito l'obbligo dell'educazione sessuale nelle scuole addirittura dagli anni 70".

Iolanda Nanni, capogruppo del M5S Lombardia, motiva la non partecipazione al voto finale del M5S sul complesso del progetto di legge (ma con voto favorevole ai singoli articoli): "E' evidentemente una legge che ci trova d'accordo. Abbiamo contestato però con fermezza la forzatura sull'iter legislativo: il progetto di legge è infatti stato calendarizzato in Aula senza il parere obbligatorio della Commissione bilancio. Ciò comporta un rischio di censura da parte della Corte dei Conti oltre che una lesione della procedura regolamentare. Un brutto precedente adottato dal Presidente del Consiglio regionale per la fretta di riempire in qualche modo i lavori d'Aula di oggi, aula che altrimenti sarebbe saltata per immobilismo dei lavori nelle Commissioni. Il M5S ha richiesto il rinvio del progetto di legge alla Commissione come un approccio serio alla legge avrebbe previsto. Peraltro la settimana prossima con molta probabilità salterà l'Aula per assenza di provvedimenti da votare e quindi sarebbe bastato far slittare di una sola settimana questo progetto di legge per garantire un iter normativo serio e scrupoloso. Purtroppo non è l'unica volta che in Consiglio si verificano gravi scorrettezze con erronee e discrezionali interpretazioni del Regolamento. In questo caso l'interesse del Presidente del Consiglio regionale era quello di riempire i buchi di un'aula consiliare che non avrebbe avuto altrimenti alcunché da discutere perché le Commissioni dormono, con i presidenti avvitati su se stessi e la maggioranza è troppo impegnata a pensare alle poltrone da spartirsi e alla campagna elettorale, mentre decine di proposte del M5S già bell'e pronte vengono lasciate a prendere polvere".

Il bello della politica è che a volte arrivano delle notizie di fronte alle quali non sai se ridere o piangere. Succede quando le proposte rasentano il ridicolo, come in questo caso, con il presidente di Pedemontana, il buon Tonino Di Pietro, che annuncia le "Pedemontagne"! Pedemontana ha un problema: trasportare la terra rimossa per costruire l'opera costa troppo per le sue misere tasche. E allora che si fa? Ci si inventa le Pedemontagne! Semplice, no? Ecco Di Pietro: "Per evitare il trasporto della terra abbiamo pensato di costruire delle montagnette lungo il tracciato della strada. Si potrebbero realizzare parchi giochi per bambini o cose simili". Insomma delle montagne in pianura, per i bambini, con vista autostrada...  Tutto ciò è fantastico! Quando ho letto delle Pedemontagne a me sono tornati alla mente i vecchi film Amici Miei. Qui siamo di fronte ad un "colpo di genio" degno della banda del Conte Mascetti! "Che cos'è il genio? È fantasia, intuizione, decisione e velocità d'esecuzione." Già che ci siamo suggerisco di fare una Pedemontagna di diossina a Seveso, così risparmiamo anche sui costi della bonifica delle zone inquinate, no? E perché oltre al parco giochi non prevedere anche una pista da sci con annesso impianto di risalita? Basta sprecare tempo e soldi per andare a Champoluc o Ortisei! Caro Tonino, lascia stare le zingarate e torna coi piedi per terra! Non era più serio ammettere, una volta per tutte, che non ci sono le condizioni per proseguire l'opera e che il project financing è totalmente fallito?

Gianmarco Corbetta - Portavoce Regionale del M5S Lombardia

"Stamattina ho provato a raccogliere le firme necessarie per richiedere la discussione della mozione urgente che chiedeva la riapertura immediata del punto nascita di Angera. La risposta dei consiglieri del territorio degli altri gruppi consiliari non è però stata favorevole: hanno ritenuto di dover aspettare il 31 gennaio, data entro la quale l'assessore Gallera si è impegnato a riaprire il reparto di pediatria e il punto nascita di Angera, ormai chiusi dal 5 dicembre dello scorso mese. Se entro quella data , cioè fra una settimana, non verranno riaperti mi hanno assicurato il loro sostegno  per tradurre in azioni concrete quelle che finora sono state solo parole".

Paola Macchi - Consigliere regionale del M5S Lombardia.

A seguito della mia interrogazione riguardante i differenti limiti di emissione degli ossidi di azoto imposti agli inceneritori di BEA (Desio) e Accam (Busto Arsizio), è arrivata la risposta dell'Assessore Terzi.

L'Assessore in sostanza dice: ad Accam abbiamo imposto il limite di 80 mg/Nm3 al 2018 perché in questo modo, se l'impianto sarà ancora attivo, saranno costretti a migliorare i sistemi di trattamento fumi; a BEA invece non lo abbiamo imposto perché avevano già deciso di ammodernare il sistema di trattamento dei fumi e quindi siamo sicuri che riusciranno a raggiungere i valori obiettivo anche senza l'imposizione di un limite.

Mah... questo ragionamento non regge! Una cosa è l'imposizione di un limite, altra cosa è l'ammodernamento dell'impianto. L'ammodernamento è un mezzo per ridurre le emissioni e rispettare i limiti, non può diventare uno scudo per evitare limiti più restrittivi: se così fosse sarebbe un controsenso!

Quindi: se la Regione decide che il limite di emissione va ridotto a 80 mg/Nm3, lo imponga non solo ad Accam ma anche a BEA, a prescindere dai programmi di ammodernamento.

Se BEA aveva già deciso di installare un nuovo sistema di abbattimento fumi, ben venga! ma questa non è una valida motivazione per rinunciare ad abbassare il limite. Al contrario: proprio perché BEA si è dotata della piena capacità tecnica di rispettare il limite di 80 mg/Nm3, questo limite deve essere imposto dalla Regione affinché il Gestore sia tenuto a condurre l'impianto nel modo più corretto.

Questo principio dovrebbe valere per qualsiasi gestore d'impianti ma vale a maggior ragione per BEA che negli ultimi 10 anni, stando alle relazioni di Arpa e alle numerose segnalazioni in Procura, ha condotto l'impianto in modo spesso inadeguato e commettendo numerose irregolarità!

Insomma, sulla base della risposta fornita dall'Assessore Terzi, prendiamo atto che la Regione del leghista Maroni riserva a BEA un trattamento diverso e più permissivo rispetto a quello usato per Accam, pur non essendoci alcuna valida motivazione per non abbassare il limite di emissione degli ossidi di azoto anche per l'inceneritore di Desio! Ricordatevelo la prossima volta che sentirete quelli della Lega di Desio parlare dell'inceneritore!

"Un aumento da 300 mila e 500 mila euro del budget a disposizone della legge", "tre rappresentanti del mondo accademico, esperti del web dei suoi linguaggi e strumenti, inseriti nella Consulta regionale sul bullismo e cyber bullismo" e "patrocinio legale gratuito per le vittime di bullismo" sono queste, alcune delle proposte emendative del M5S Lombardia al Progetto di legge per il contrasto del bullismo e del cyberbullismo che sarà discusso domani 24 gennaio 2016 dal Consiglio regionale. Oltre agli emendamenti il M5S ha depositato cinque ordini del giorno per chiedere alla Lombardia di "prevedere dei progetti specifici dedicati al contrasto e alla prevenzione del bullismo e cyberbullismo a sfondo omofobico, razziale e verso le persone disabili", interventi per la promozione dell'eduzione sessuale nelle scuole per prevenire fenomeni di bullismo sessuale e un controllo sui "soggetti che entreranno in contatto con i minori, durante gli interventi contro il bullismo, abbiano presentato al proprio datore di lavoro o associazione il certificato antipedofilia".

Per Andrea Fiasconaro, consigliere regionale del M5S Lombardia: "Bullismo e cyberbullismo sono purtroppo una piaga molto diffusa in Lombardia. Ben venga una legge che nell'ambito delle competenze della Regione aiuti, coordini e supporti l'azione di contrasto e prevenzione di scuole, istituzioni e famiglie. Con i nostri emendamenti e ordini del giorno andiamo a correggere alcune lacune della proposta. Sono infatti molto scarsi i fondi che andranno a finanziare la legge, la consulta regionale merita di essere anche composta da persone che vengono dal mondo delle università e che sappiano calare i progetti di formazione nell'universo giovanile e nel progetto di legge non è stato specificato il contrasto al bullismo sessuale e omofobico".

"E' ora di finirla con il bivaccare dei partiti in Regione Lombardia. I lavori sono fermi, il consiglio regionale fa finta di riunirsi, non si contano gli errori e le scorrettezze nei passaggi dei progetti di legge nelle Commissioni, mentre decine di proposte importanti del Movimento 5 Stelle vengono sistematicamente ignorate: dai progetti di legge sulla cannabis terapeutica, al testamento biologico, dal reddito di cittadinanza lombardo alla mobilità", così Iolanda Nanni, capogruppo del Movimento 5 Stelle della Lombardia.

"Questa settimana è saltata - continua Nanni - la legge sulla cartellonistica stradale, slittata anche la sanatoria sui seminterrati, altra legge lacunosa, irrisa anche dalla Giunta per le sue gravi criticità, già denunciate in Commissione dal M5S. E martedì prossimo discuteremo la legge monca sul cyberbullismo poiché il PD, opposizione solo di facciata, ha voluto salvare la maggioranza da un'ennesima figuraccia. Non ci siamo infine sul fattore di famiglia lombardo bloccato dai veti incrociati di Lega Nord e Forza Italia. La Lombardia di Maroni è fuori controllo: nelle prossime settimane saremo chiamati a discutere di temi secondari agli interessi dei lombardi, come il contrasto ai cinghiali o le reti escursionistiche. Per carità, sono temi importanti, ma dove sono i provvedimenti per il rilancio del lavoro, dov'è il reddito di cittadinanza e il sostegno alle PMI?".

La lotta tra Arexpo e il M5S, che da tempo chiede come suo diritto la trasmissione del verbale del cda di Arexpo, appare un confronto tra Davide contro Golia, tra cittadini nelle istituzioni che pretendono onestà e trasparenza, e un una società pubblica che invece ha alzato un muro. Ma con Davide continua a schierarsi anche il Difensore Regionale. Vi riportiamo di seguito la lettera inviata dal Difensore Regionale alla portavoce del M5S Silvana Carcano, auspicando che, crepa dopo crepa, quel muro possa cadere e i cittadini essere finalmente informati a dovere sulle manovre della società che sta gestendo un post-expo, che per ora, nonostante gli ingenti stanziamenti pubblici, rimane avvolto nella nebbia.

"Con l'occasione, il Difensore regionale della Lombardia, ribadisce con fermezza il suo attuale e futuro impegno affinché il concetto di trasparenza, come strumento di lotta alla corruzione e illegalità e condizione di garanzia delle libertà individuali e collettive, divenga sempre più principio cardine e fondamento dell'organizzazione delle pubbliche amministrazioni e dei loro rapporti con i cittadini: "Dove un superiore, pubblico interesse non imponga un momentaneo segreto, la casa della pubblica amministrazione dovrebbe essere di vetro." (On. Turati, In Atti del Parlamento italiano, Camera dei Deputati, sess. 1904-1908, 17 giugno 1908, pag. 22692).
Cordiali saluti."

"La proposta di Gallera per tenere aperti i 7 punti nascita per cui era stata chiesta la deroga ci trova d'accordo, abbiamo sempre sostenuto che un taglio lineare dei punti nascita fosse un'azione assurda da parte del Governo e che la soluzione più sensata poteva essere proprio questa rotazione di personale fra ospedali con un maggior numero di parti e ospedali che ne avevano meno ma che rappresentano comunque un'eccellenza, come quello di Angera, riferendo gli standard di sicurezza non alle singole strutture ma alle equipe che svolgono gli interventi in più ospedali. Questa soluzione, lo sappiamo bene, non risolve il problema che ormai vivono le mamme e i bambini del territorio di Angera ormai quasi da un mese e mezzo: il punto nascita e il reparto di pediatria sono chiusi, unico caso fra i 7 punti nascita lombardi per cui era stata chiesta la deroga. Crediamo che il coraggio e la determinazione delle molte mamme, papà e nonni che presidiano ormai da settimane l'ospedale chiedendo a gran voce la riapertura dei due reparti e le azioni incessanti del Comitato appoggiato da migliaia di cittadini, siano stati la molla che ha fatto muovere la Regione e l'assessore anche per tutti gli altri punti nascita ma il risultato non è stato ancora ottenuto" così Paola Macchi, consigliere regionale del M5S Lombardia e Cosimo Petraroli, deputato del M5S.

Il M5S sta lavorando a tutti i livelli istituzionali per la riapertura del punto nascita di Angera.

Petraroli dichiara: "Sarà mia premura sollecitare il Ministro Lorenzin affinché risponda quanto prima alla richiesta sulla rotazione del personale. Una richiesta, la nostra, che parte dal territorio e che si è trasformata in atti concreti all'interno delle istituzioni, in Regione come alla Camera dei Deputati, dove pende un'interrogazione sul tema a mia prima firma".

Per parte sua Macchi chiederà "la discussione per il Consiglio regionale del 24 gennaio della mozione urgente che avevo presentato già il 10 gennaio e che chiedeva esattamente di riaprire immediatamente il punto nascita di Angera e presentare, nel più breve tempo possibile, una nuova richiesta di revoca del diniego alla deroga al Ministero della Salute,contenente tutta la documentazione necessaria al fine di avere una nuova valutazione che conceda la deroga per la riapertura definitiva del punto nascita presso l'Ospedale di Angera. Il secondo punto, visto l'incontro appena avvenuto, andrà ormai stralciato, ma , a fronte delle molteplici promesse che sono state fatte dallo stesso Assessore regionale di riaprire il reparto entro la fine di gennaio, chiederò con forza che venga approvato il primo punto".

Fnm, i conti non tornano.

Fnm, la partecipata del trasporto pubblico di Regione Lombardia, ha deciso di investire 21 milioni in Atv, l'azienda che gestisce gli autobus della provincia di Verona. La notizia è positiva, dimostra che l'azienda regionale protagonista solo due anni fa dello scandalo spese pazze, per cui il M5S chiese una pulizia e un reset totale, sta lavorando ora per l'interesse della comunità, puntando a consolidare il posizionamento dell'azienda nel settore del trasporto pubblico nel nord Italia. E infatti il problema non è nella strategia, ma nel modo in cui la si vuole perseguire. Perché acquistare a 21 milioni di euro il 50% di un'azienda stimata 20 milioni di euro? Siamo molto preoccupati: sembra l'ennesimo caso Antonveneta o Serravalle dove furono fatti acquisti di aziende tramite la politica a valori fuori mercato che hanno poi portato a dissesti finanziari. Lo scenario non è chiaro e bisogna tenere gli occhi ben aperti. Non vorremo che questa operazione venisse strumentalizzata da Maroni su Tosi, con il quale è oramai ai ferri corti, per tornaconti politici leghisti. Se Maroni sta alzando la posta in gioco per mantenere un suo avamposto in un'azienda partecipata per metà dal comune di Tosi, che a questo punto ha tempo un mese per presentare una nuova offerta almeno pari a quella di Fnm, non ha fatto i conti con il M5S. Qui si tratta di soldi pubblici e di servizi ai cittadini di un territorio che va dalla Lombardia alla provincia di Verona; vogliamo vederci chiaro, l'offerta per un acquisto che non garantisce neppure il premio di maggioranza è spropositata. Siamo pronti a chiedere l'intervento della CONSOB per verificare l'attendibilità dell'offerta nella tutela del valore azionario e nel rispetto dei terzi.
Non vorremmo trovarci tra qualche anno a dover assistere l'ennesimo scandalo italiano.

Stefano Buffagni (M5S Lombardia)

Gianni Benciolini, Riccardo Saurini e Francesca Businarolo (M5S Veneto)

"Mandare la povera gente a vivere nei seminterrati è talmente urgente per la maggioranza che si saltano tutte le procedure di legge per portare in Consiglio Regionale un progetto di legge che fa acqua da tutte le parti e le cui gravi lacune sono state oggi persino evidenziate dagli uffici della Giunta. Per di più il Presidente della Commissione ha imposto ai consiglieri di effettuare emendamenti entro lunedì pomeriggio non sul testo di legge depositato agli atti ma su un maxi-emendamento del relatore propinato ai commissari della V non come emendamento, ma come mera "proposta di modifica" e che stravolge l'intero disegno di legge.", lo dichiara Iolanda Nanni, capogruppo del M5S in Regione Lombardia e membro della Commissione V.

"Che quella sui seminterrati sia una brutta legge, una sanatoria di Forza Italia da portare come "scalpo" per la prossima campagna elettorale, lo abbiamo già denunciato. A ribadirlo in Commissione, con un parere informale, anche gli uffici della Direzione Territorio che non sono mai stati auditi ufficialmente. E' una legge ambigua, che non tiene in considerazione il rischio idrogeologico e sismico, che non valuta correttamente il carico urbanistico e le prestazioni economiche in carico a chi recupera i seminterrati e nemmeno garantisce ai Comuni il tempo necessario per prevedere eventuali ambiti di esclusione.

Inoltre, si è passati addirittura sopra alle procedure previste dal Regolamento Regionale, imponendo ai consiglieri di emendare non il PDL depositato agli atti ma una specie di "proposta di modifica" propinataci all'ultimo momento come "emendamento" e che stravolge completamente il testo di legge. In buona sostanza ci viene richiesto di emendare un canovaccio redatto in fretta e in furia dalla maggioranza, anziché operare su PDL depositato agli atti. Ciò è inaccettabile e lesivo della funzione legislativa dei consiglieri regionali, per questo ho immediatamente scritto al Presidente del Consiglio Regionale ed all'Ufficio di Presidenza affinché intervenga sulle irregolarità riscontrate in Commissione. Questa legge, lasciata dalla maggioranza a prender polvere per un anno, viene poi riproposta, stravolta e discussa nello spazio di pochi giorni, senza alcuna volontà di confronto e di apporre correttivi alle numerose criticità che presenta.", conclude Nanni.

Stamattina i lavoratori della Gepin Contact Spa, la società a cui Regione Lombardia ha appaltato il suo servizio di call center, hanno manifestato davanti al Pirellone per denunciare la situazione precaria che vivono da ormai quattro mesi. "E' vergognoso che i lavoratori del call center della Lombardia non percepiscano gli stipendi da 4 mesi pur garantendo il servizio. Non si possono esternalizzare servizi regionali a società private con leggerezza, in questo caso oltre ai lavoratori che rischiano il posto di lavoro, il servizio di informazione telefonica al cittadino non è garantito. Regione Lombardia non può stare alla finestra quando si tratta di tutelare l'occupazione e deve difendere i suoi interessi, la società che non sta pagando gli stipendi si è aggiudicata la gara di appalto da 1.380.600 euro", così Stefano Buffagni, consigliere regionale del M5S Lombardia.

"Non possiamo manco fare un'ispezione", con queste parole pronunciate nel corso di un'audizione di presentazione del rapporto semestrale sulle attività di ARAC, Francesco Dettori, presidente dell'Agenzia regionale anticorruzione, nominato dal Governatore Maroni, mette una pietra tombale sulle possibilità dell'ente di sviluppare un lavoro concreto in Regione. Dispiace sottolinearlo, ma noi lo abbiamo denunciato sin da subito. Sull'inutilità di ARAC, infatti, un ente strumentale voluto dal governatore per nascondere gli arresti di suoi consiglieri, assessori, presidenti di commissioni, noi del M5S ci siamo più volte espressi. La riunione della Commissione è stata però un'utile occasione per sollecitare Dettori su diverse criticità emerse a pochi mesi dalla istituzione dell'agenzia, che costerà, stando alle previsioni di Dettori, almeno 350 mila euro ogni 6 mesi a cui andranno aggiunti i costi, non ancora quantificati, per i consulenti esterni (come ipotizza la stessa relazione). Ho insistito sull'autonomia e l'indipendenza dell'ente, perché è chiaro che Arac è un comitato sottoposto gerarchicamente alla Giunta come ha confermato la stessa ARAC: "Per quanto riguarda le ispezioni è vero, non abbiamo il potere ispettivo, ma lo possiamo avere facendo una richiesta al segretario generale della Giunta (ndr: quindi, o tutto passa da Turturiello oppure è tutto fermo). Ho chiesto, senza aver avuto risposta, le modalità con cui vengono assegnate le pratiche tra i componenti di ARAC. Se, infatti, risultano evidenti le competenze dei revisori e dottori commercialisti presenti, vorremmo avere maggiori informazioni sulla specializzazione dell'avvocato di ARAC, proveniente dalla Prefettura. Abbiamo anche chiesto di avere chiarimenti sulle indennità dei componenti poiché abbiamo il dubbio, non chiarito nemmeno dal Presidente di ARAC, che uno dei componenti dell'agenzia abbia avuto un incremento di indennità a bando chiuso a seguito di un emendamento della Giunta presentato e approvato nell'ultima sessione di bilancio. Non avendo ricevuto risposta chiara, verificheremo noi con chi di competenza. Ci auguriamo che non ci siano stati incrementi nemmeno per contributi previdenziali perché temiamo una difformità illegittima rispetto al bando pubblico, e sarebbe grave per un ente che deve essere cristallino e trasparente. Restano, infine, inevase anche altre nostre domande sulle attività di Arac: perché la relazione non allega quanto dichiara di aver fatto? Un elenco generico di ciò che avrebbe fatto non ci basta, vogliamo entrare nei dettagli, a questo servono le relazioni. Perché a fronte di criticità rilevate teoricamente da ARAC (che denunciamo da anni!) non esistono delle proposte concrete per rimediare a queste carenze? Il M5S Lombardia non può che ribadire l'inutilità di ARAC. L'anticorruzione si fa con la prevenzione e con la repressione. Da questo punto di vista ARAC non può nulla a livello preventivo, ha le mani legate dalla Lega che governa e che non ha nel suo DNA politico il concetto di prevenzione anticorruzione. E' l'emanazione di una giunta regionale che non ha la volontà politica di lottare contro la corruzione. Nessuna tolleranza poi per gli sprechi: a noi sta bene che si spendano soldi per l'anticorruzione, ma non buttati in un ente che non ha poteri e nessuna indipendenza, questo denaro finisce nel nulla.

Silvana Carcano - Portavoce Regionale del M5S Lombardia

Ve li ricordate Frigerio, Primo Greganti, Luigi Grillo? I compagni di merende che, grazie al dirigente di Infrastrutture Lombarde Antonio Rognoni, si sono spartiti la torta degli appalti Expo?  Sono gli stessi giudici, nelle motivazioni alle condanne che riportiamo di seguito, in un estratto di un articolo pubblicato oggi su "La Repubblica", a spiegare come agiva la cupola e quali erano i preoccupanti legami con politici regionali e non, in cui sembra avere un ruolo anche l'attuale presidente del Consiglio Regionale Raffaele Cattaneo.

«Una "messa a disposizione nei confronti della cupola di Expo". Un "trattamento di favore" a Gianstefano Frigerio e alla sua cricca. La corruzione dell'ex direttore generale di Infrastrutture Lombarda (Ilspa) Antonio Rognoni viene spiegata così dai giudici nel motivare al condanna per corruzione, turbativa d'asta e rivelazione del segreto d'ufficio. [...] Per i giudici, a partire dal settembre 2012, a Milano si era creato "un sistema", capace di "incidere sugli appalti". Non solo di Expo. E Rognoni, non si sarebbe sottratto a mettersi a disposizione. Non voleva denaro. A lui servivano appoggi politici per "avanzamenti di carriera". Dal processo è emerso che tra le possibili destinazioni su cui stavano lavorando il terzetto Frigerio-Greganti-Grillo, si concentrassero sulla poltrona di numero uno di Anas, Enel e Terna. Figura centrale quella di Frigerio. "Capace - secondo la sentenza - di una stabile interlocuzione con personalità di primo piano della politica regionale". L'attuale presidente del Consiglio Regionale viene definito da Frigerio quale "uno dei miei ragazzi". Ma i giudici ricordano come "emergono relazioni del medesimo (Frigerio, ndr) con personalità dl Vaticano, dei Servizi Segreti e con i massimi vertici della Guardia di Finanza". Per non parlare dei contatti costanti che "il professor Frigerio" intratteneva con Arcore e Sivlio Berlusconi [...]. (Da "la Repubblica,18/01/2017)

Alla luce di quanto emerso dalle indagini, il presidente del Consiglio Regionale Raffaele Cattaneo ci dovrebbe spiegare cosa intendeva Frigerio, condannato a tre anni e quattro mesi per corruzione, nel definirlo "uno dei suoi ragazzi". Il suo ruolo non ammette ombre di questa gravità. Anche perché nelle carte non si parla solo dei vecchi appalti Expo, ma anche della Città della salute, l'appalto più rilevante di Regione Lombardia, 323 milioni per la costruzione più 250 per la manutenzione del centro, partito quando Cattaneo era in giunta con Formigoni. I lombardi attendono una spiegazione.

Iolanda Nanni - Capogruppo del M5S Lombardia

"Selezione di personale tramite agenzie private del lavoro senza pubblicizzazione ed erogazione di premi e promozioni senza criteri oggettivi". Sono queste le criticità riscontrate nell'attività di Trenord dal Movimento 5 Stelle della Lombardia e denunciate da due interrogazioni, a prima firma della capogruppo Iolanda Nanni, che chiedono alla Giunta regionale di fare chiarezza.

In dettaglio, la selezione del personale di Trenord da avviare a stage formativi per il conseguimento delle idoneità per Accompagnamento Treni/Macchinista è stata affidata all'Agenzia per il Lavoro Gi Group e gli annunci pubblicati sul sito dell'agenzia non specificano i criteri di selezione, né tanto meno i titoli preferenziali di accesso alla stessa. Inoltre, la società non avrebbe dato comunicazione e segnalato alle rappresentanze dei lavoratori l'apertura degli avvisi di selezione. Ancora, Trenord, nella gestione del personale, ha erogato assegni mensili "ad personam" e premi "una tantum" di propria iniziativa senza concertarne i criteri con le organizzazioni sindacali, né attenendosi al Contratto Aziendale e al Contratto Collettivo di categoria.

Per Iolanda Nanni, capogruppo del M5S Lombardia: "Ancora una volta ci troviamo ad avere a che fare con la scarsa trasparenza di un'azienda, come TRENORD, che vive grazie ai finanziamenti di Regione Lombardia e di cui è società partecipata indiretta (Regione Lombardia possiede il 57% di FNM che controlla a sua volta il 50% di TRENORD). Non è tollerabile assistere ad assunzioni tramite agenzie private del lavoro, senza adottare criteri oggettivi e senza dare pubblicità ai bandi. TRENORD dovrebbe allinearsi al Gruppo FS (Trenitalia ed RFI) che adotta procedure di selezione trasparenti, estraendo i nominativi dei candidati dall'apposito data base sul proprio sito, nel rispetto dei requisiti, omogenei per profilo ricercato, per titolo di studio, voto, residenza ed età anagrafica."

"Stesso discorso vale per l'erogazione di premialità e promozioni al personale che devono essere effettuate con trasparenza e rispetto del Contratto Aziendale. In ordine di tempo, quelle che segnaliamo sono solo le ultime gravi lacune nella trasparenza che abbiamo riscontrato nelle attività della società e sulle quali abbiamo presentato due interrogazioni. L'impressione è che mentre TRENORD agisce in totale autonomia, la Giunta Maroni dorme sonni tranquilli, chiudendo entrambi gli occhi di fronte a certe situazioni che andrebbero chiarite e sulle quali Regione Lombardia dovrebbe vigilare. Per questo ci siamo attivati e chiediamo risposte alla Giunta Maroni che dovrà dire ai cittadini, ai dipendenti di Trenord e ai pendolari se intende richiamare la società a un'azione in linea con le finalità pubbliche che riveste. Oltre che un'operazione di trasparenza, ci aspettiamo che la regione inviti Trenord a destinare le risorse alla soluzione dei problemi dei pendolari".

Da oltre un anno il Movimento 5 Stelle, a livello nazionale, regionale e locale, ha intrapreso una campagna di sensibilizzazione contro lo spandimento dei fanghi in agricoltura.

I fanghi sono principalmente prodotti dalla depurazione degli scarichi civili, di acque industriali e dalle aziende agricole e, una volta trattati negli appositi impianti, vengono reimmessi destinati alle aziende agricole per lo spandimento nei campi, come concime. In Lombardia, ne vengono prodotti circa il 50% del quantitativo nazionale e ne vengono sparse circa 700 mila tonnellate ogni anno, di cui la metà, ben 400 mila, nella sola provincia di Pavia.

I fanghi, per legge, sono considerati rifiuti speciali non pericolosi. In realtà la parola "non pericolosi" non deve trarre in inganno poiché i rischi derivati dal loro spandimento nei nostri campi agricoli sono molteplici: oltre ai pessimi odori emanati, che costringono i cittadini a ripararsi nelle proprie abitazioni, come successo alcuni mesi fa a Pavia Ovest, i fanghi di depurazione contengono tutta una serie di inquinanti e di agenti patogeni derivanti dalle attività industriali e artigianali e dagli scarichi domestici che non sono individuati dalla legge nazionale vigente, il D.Lgsl. 27/1/1992 n. 99, una legge vecchia che necessita di urgente revisione. Regione Lombardia ci ha provato nel 2014 con la DGR X/2031 del 1/07/2014 ma la delibera è stata inopinatamente impugnata dalle società fanghi che hanno ottenuto una prima sentenza favorevole dal TAR. Nel frattempo, anche grazie al pressing del M5S in Regione Lombardia, la Regione ha fatto ricorso al Consiglio di Stato che si esprimerà in via definitiva entro il 2017. E' interessante evidenziare che il 29 agosto 2016, a sorpresa, il Consiglio di Stato ha emesso un'ordinanza in cui ha dato in fase cautelare (e quindi non definitiva) ragione alla Regione, sospendendo l'esecutività della sentenza TAR, il che fa ben sperare sull'esito finale della sentenza.

I rischi principali derivati dallo spandimento dei fanghi sono il danneggiamento irreversibile del suolo, l'insorgenza di rischi per la salute e la compromissione della qualità dei prodotti agro-alimentari.

Quello dei fanghi è un business che, in assenza di adeguati controlli, può ingenerare un vero e proprio traffico illecito di rifiuti comportare rischi gravissimi per la popolazione. E' di quest'estate la notizia di cronaca relativa alla retata di arresti e al sequestro di alcuni impianti fanghi, fra cui quello della CRE di Lomello. L'indagine ha riscontrato lo spandimento di 115.000 tonnellate di fanghi tossici sparsi sui campi agricoli della nostra Provincia e del lodigiano. Il Movimento 5 Stelle Lombardia, già a marzo 2016, dopo aver presentato una serie di interrogazioni in Regione Lombardia ed aver accertato la piena potestà programmatoria dei Comuni in tema fanghi, aveva deciso di far partire una campagna informativa ai Comuni, mettendo a disposizione un testo di mozione (scarica qui: http://www.lodi5stelle.it/2016/03/scarica-la-mozione-per-fermare-lo-sprargimento-di-fanghi-nel-tuo-comune/  per estendere la fascia di rispetto di spandimento dei fanghi dai 100mt a 500mt dalle abitazioni, nonché a predisporre appositi regolamenti sanzionatori. Il M5S ha quindi inviato non solo i portavoce del M5S nei consigli comunali, ma tutti i consiglieri comunali sensibili al tema, indipendentemente dal colore politico, a presentare tale mozione. Dopo il Comune capofila, Gambolò, che per primo ha disposto la limitazione, a seguito della campagna informativa del M5S, tanti altri Comuni pavesi hanno iniziato a limitare lo spargimento dei fanghi con varianti ai PGT o ordinanze.

Giuseppe Polizzi, consigliere comunale del M5S: «A Pavia abbiamo dovuto aspettare quasi un anno affinchè la nostra mozione fosse discussa e ieri la maggioranza PD ce l'ha bocciata con motivazioni ridicole e infondate.Il Sindaco Depaoli che, peraltro, dovrebbe dimostrare una particolare sensibilità ambientale, ha gravi responsabilità: poteva finalmente fare qualcosa per la salute dei cittadini e ha deciso di costringere la sua maggioranza a respingere la mozione e di continuare a martoriare il territorio pavese. Peraltro ha sostenuto la bocciatura con affermazioni false e prive di fondamento. La provincia di Pavia, è la seconda più inquinata d'Italia, e il dovere di ogni amministratore locale dovrebbe essere quello di invertire la tendenza, soprattutto nel Capoluogo, visto che il sindaco aderisce a Legambiente. Invece, ancora una volta, si è dimostrato incapace di curare gli interessi della città di Pavia sul lato della tutela dell'ambiente e della salute dei cittadini pavesi».

Iolanda Nanni, consigliere regionale del M5S: «Pavia, in qualità di capoluogo di Provincia, avrebbe dovuto dare un segnale forte all'intero territorio pavese sul tema fanghi, mentre invece ancora una volta si è attestata come vergognoso fanalino di coda. Ho incontrato sinora decine di amministrazioni comunali che non fanno che ringraziarci per la nostra campagna informativa sui fanghi e che, grazie ad essa, prendono consapevolezza dei rischi per la salute e l'ambiente. La nuova tendenza dei Comuni è infatti andare verso la limitazione dello spandimento fanghi attraverso l'adozione di tutti gli strumenti in loro possesso per arginarne lo spandimento. Purtroppo, il vecchio detto "nemo profeta in patria", trova un fondo di verità proprio nella mia amata città, Pavia, dove la Giunta De Paoli, in direzione opposta e contraria rispetto agli altri comuni, si è dimostrata sorda e insensibile al problema, e ciò nonostante le lamentele della cittadinanza di Pavia Ovest. I cattivi odori, i bruciori agli occhi e i disturbi respiratori lamentati dai cittadini sono solo la conseguenza di un fenomeno più grave, e cioè la progressiva compromissione della qualità dei nostri suoli agricoli che contengono vita e bioversità che vanno tutelati e preservati perché sono la nostra inestimabile ricchezza. Se chi amministra un territorio, non conosce queste gravi implicazioni, meglio farebbe a dimettersi perché il danno provocato da certe scelte politiche ha purtroppo un riverbero diretto sul bene comune che quegli stessi amministratori sono chiamati a tutelare nell'interesse esclusivo dei cittadini. »

In risposta a due nostre interrogazioni, la Giunta conferma che Finlombarda ha acquistato tra il 2014 e il 2015 più di 18 milioni di euro di obbligazioni di Banca Popolare di Vicenza e 7 milioni di Veneto Banca. Abbiamo chiesto come mai, a fronte della situazione di alto rischio già nota, Finlombarda abbia comunque investito nelle due banche oggi in forte difficoltà. La risposta evasiva della Giunta è stata che Finlombarda si è affidata alle agenzie di rating. Ciò che appare incomprensibile sono i tempi di acquisto e l'inspiegabile incremento degli investimenti in obbligazioni bancarie deliberato da Finlombarda. Da tempo gli investitori professionali stavano e stanno colpendo le banche maggiormente gravate da un carico eccessivo di sofferenze quali in special modo Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. In entrambe le situazioni c'è un unico comune denominatore che non poteva e non doveva sfuggire agli investitori istituzionali quali Finlombarda: Popolare di Vicenza e Veneto Banca non sono quotate in borsa e la speculazione sta colpendo pesantemente da tempo tutte le obbligazioni bancarie presenti sul mercato. Ma la situazione pare ancora più allarmante se si considera che le obbligazioni a scadenza 2025 emesse da entrambe le banche per 200 milioni di euro ciascuna solo un anno fa valgono esattamente la metà del prezzo di collocamento. A noi risulta incomprensibile la politica di incremento negli investimenti obbligazionari eseguiti da Finlombarda e la loro destinazione. Vogliamo conoscere le motivazioni che hanno condotto Finlombarda a tali scelte di investimento il cui alto rischio era già presente e conosciuto al momento della sottoscrizione e che gli attuali sviluppi hanno poi, come prevedibile, confermato. Il sospetto che ci possa essere stato un "aiuto" a banche in forte difficoltà effettuato con soldi pubblici è forte.

Eugenio Casalino, consigliere regionale del M5S Lombardia

Dopo 4 anni di esitazioni, rimandi e incertezze la Lombardia di Maroni ha varato il taglietto dei superticket. Maroni in campagna elettorale prometteva l'azzeramento dei ticket, ha continuato a impegnarsi sul tema tant'è vero che è stato votato favorevolmente un nostro ordine del giorno al bilancio e invece oggi annuncia a gran voce una ridicola riduzione dei superticket, sperando che i lombardi si accontentino di questa elemosina.In Lombardia la stessa prestazione può infatti costare fino al 28% in più che in altre regioni. Maroni è bravissimo a confondere le acque. In campagna elettorale prometteva l'azzeramento dei ticket; oggi raffazzona giusto per annunciarlo, una ridicola riduzione dei superticket, sperano che i lombardi ci caschino. Ma è chiaro a tutti che anche questa è una, tra le decine di promesse non mantenute da questa Giunta.

Dario Violi e Paola Macchi - Portavoce del M5S Lombardia e membri della Commissione Sanità

 

Regione Lombardia ha punito, licenziando, il furbetto del cartellino che dalle timbrature risultava lavorasse fino a mezzanotte mentre invece era fuori ufficio a fare i comodi suoi. Ma chi punisce la dirigente che ha autorizzato le timbrature? I giornali ne hanno parlato, quello che però non viene sottolineato è la responsabilità del dirigente, la Dott.ssa Maria Luisa Scalise, che ha approvato, mese per mese, tutte le schede riepilogative del dipendente nel periodo in cui ha falsificato le sue presenze in ufficio. In Regione la prassi per cui il dirigente responsabile certifica alla fine di ogni mese le attività e le timbrature dei dipendenti nasce proprio per scongiurare questi deplorevoli comportamenti, situazioni che hanno contribuito a rendere le istituzioni, agli occhi dell'opinione pubblica, una zona franca in cui tutto e lecito. Ricordiamoci che il pesce puzza dalla testa, i dirigenti e i politici, oltre ad essere i primi a dare il buon esempio, hanno il dovere di controllare, per evitare che si verifichino casi come questo e ridare credibilità alle istituzioni. Ma sembra che solo il M5S abbia a cuore questo obiettivo, tant'è che sul caso, già a dicembre avevamo presentato un'interrogazione per chiedere chiarimenti alla giunta e, soprattutto, per chiedere che il dirigente responsabile non percepisca nessun premio di produttività! Per far pulizia bisogna partire dall'alto, e noi vogliamo recuperare i soldi pubblici che sono stati buttati dal dirigente inefficiente che ha permesso tutto questo.
In questa vicenda c'è però un lato positivo. Ancora una volta la mela marcia è stata scoperta grazie ad un whistleblower, un dipendente che ha denunciato questo comportamento inaccettabile. A lui e a tutti i dipendenti pubblici diciamo: continuate a denunciare e sappiate di poter contare sempre sul M5S. Perché quando ci perviene una denuncia di illecito, noi, tutelando e difendendo il whistleblower, andiamo fino in fondo senza guardare in faccia a nessuno.

Stefano Buffagni - Portavoce Regionale del M5S Lombardia

L'inquinamento atmosferico in Lombardia è un problema che si trascina da decenni. L'inerzia e la miopia dei governi nazionali e regionali che si sono succeduti hanno generato un incredibile ritardo che ogni anno provoca enormi danni sanitari e sociali: a livello nazionale si stimano costi per circa 100 miliardi di euro nel 2010 (dati OCSE).

A questi costi "nascosti"  bisognerà aggiungere, probabilmente, i costi "vivi" della maxi multa (oltre 1 miliardo di euro!) che l'Unione Europea potrebbe infliggere all'Italia in relazione alle due procedure d'infrazione aperte nel 2014 e 2015 per il superamento dei livelli di ossidi di azoto e polveri sottili. Oltre al danno la beffa, perché come al solito saranno i cittadini a dover pagare per l'incapacità dei governi nazionali e regionali!

L'emergenza per definizione dovrebbe manifestarsi per cause improvvise e imprevedibili: invece ci si ritrova puntualmente impotenti di fronte alla consueta impennata invernale dello smog. Come se non bastasse, ricomincia la solita litania delle giustificazioni meteorologiche! Ormai lo sanno anche i sassi che il bacino padano è particolarmente soggetto al ristagno degli inquinanti, spesso accentuato dalla siccità invernale, ma questo non vuol dire che l'inquinamento sia inevitabile: significa invece che c'è bisogno di interventi vasti e incisivi che finora non si sono mai visti, nonostante se ne parli da decenni ed esista da oltre 10 anni un apposito Tavolo Interregionale!

E' ancora più intollerabile che la scusa delle condizioni climatiche sfavorevoli sia utilizzata da Regione Lombardia per chiedere all'Unione Europea una specifica deroga ai limiti delle norme europee: come se la salute dei cittadini lombardi valesse meno di quella degli italiani o europei che godono di climi più ventilati!

Insomma, in concreto cosa si sta facendo?

Per l'inverno 2016/17 Regione Lombardia e ANCI Lombardia hanno promosso un "Protocollo di collaborazione per l'attuazione di misure temporanee per il miglioramento della qualità dell'aria ed il contrasto all'inquinamento". Niente di particolarmente coraggioso, ma va riconosciuto, rispetto agli anni scorsi, il tentativo di coordinare le azioni sul territorio regionale in caso di superamento dei limiti. Peccato che - nella migliore tradizione dello scaricabarile italico - la Regione abbia lasciato la scelta di aderire o meno al protocollo ai singoli comuni rischiando un'applicazione "a macchia di leopardo" e quindi una ridotta efficacia del provvedimento. Difatti a oggi nell'area milanese sono ben pochi i comuni che hanno aderito!

Chi contesta i divieti di circolazione solitamente ne mette in dubbio l'utilità perché i blocchi non assicurano importanti riduzioni del PM10 misurato dalle centraline. In realtà il vantaggio è un altro: limitando il traffico si abbatte il black carbon, una delle componenti più pericolose del PM10, e si riducono i rischi per la salute. Ecco perché l'applicazione del Protocollo dovrebbe essere imposta a tutti i comuni, prevedendo agevolazioni e gratuità per l'utilizzo dei mezzi pubblici durante i blocchi dei veicoli.

Non dimentichiamo poi la questione dei diesel Euro 3: il blocco invernale promesso dalla Giunta lo scorso gennaio è stato cancellato a luglio; eppure basta leggere i dati del PRIA (Piano Regionale degli Interventi per la Qualità dell'Aria) per rendersi conto che i veicoli diesel sono i più inquinanti e dovranno essere progressivamente fermati. Arretrando sugli Euro 3 la Regione si è fatta sorpassare dal comune di Milano che blocca anche gli Euro 4 in Area C, in linea con quanto Legambiente ha proposto nel rapporto "Mal'aria 2016": "Fuori i diesel dalle città. Limitare la circolazione in ambito urbano dei veicoli più inquinanti (auto e camion) sul modello della città di Parigi: entro il 2016 divieto di circolazione di tutti i veicoli euro 0 ed euro 1, e dei diesel (auto e camion) euro 2. Entro il 2017 divieto esteso a diesel euro 3 e poi a crescere sino a vietare nel 2020 la circolazione dei veicoli diesel euro 5 (quelli venduti sino ad oggi)."

E' questo che manca: una visione di lungo periodo, che punti decisamente verso la mobilità elettrica. Non si possono cambiare i divieti di anno in anno. Occorre programmare oggi per i prossimi 10/15 anni: in questo modo il cittadino che acquista un qualsiasi veicolo - diesel, benzina, a gas o elettrico - sa già quali limitazioni dovrà rispettare in futuro.

Parallelamente occorre un radicale cambio di paradigma nelle politiche regionali per il trasporto pubblico: occorre riconoscere l'assoluta priorità del trasporto pubblico rispetto a quello privato, non solo per migliorare la qualità dell'aria ma anche per aumentare la qualità della vita e ridurre il tempo speso nei trasferimenti.

Gli assurdi e anacronistici investimenti per le nuove autostrade devono essere dirottati per realizzare un nuovo sistema di trasporti collettivi ed ecologici. La domanda di mobilità dei cittadini lombardi richiede servizi rapidi, efficienti e realmente competitivi rispetto all'uso dell'auto privata: per raggiungere questi obiettivi il servizio pubblico non può accontentarsi del ruolo di cenerentola ma deve puntare all'eccellenza. Certo, rivoluzionare i trasporti non si fa dalla sera alla mattina: occorrono tempo e risorse da investire, ma senza un cambio di paradigma e una seria volontà politica non si farà mai!

C'è poi il grosso tema degli impianti di riscaldamento sui cui si fa troppo poco: si dovrebbe mettere al bando il gasolio, che a Milano alimenta ancora il 4 per cento degli impianti inquinando in proporzione molto di più, ma soprattutto si dovrebbe abbattere il fabbisogno di energia degli edifici pubblici e privati spingendo fortemente per la riqualificazione e l'efficientamento energetico, oggi perfettamente realizzabile con le tecniche disponibili.

Una particolare attenzione meritano i sistemi di riscaldamento domestico a biomasse che negli ultimi anni si sono diffusi ampiamente, grazie anche agli incentivi nazionali per le energie rinnovabili: questo ha determinato effetti negativi sulla qualità dell'aria, come evidenziato in una recente pubblicazione ISPRA "(...) in particolar modo è cresciuto l'utilizzo della legna per il suo basso costo e per una generalizzata percezione che questa scelta sia green. Se da un lato il crescente uso della legna ha contribuito alla riduzione di CO2 e quindi al raggiungimento degli obiettivi del Protocollo di Kyoto, dall'altro è diventato una sorgente rilevante di polveri e composti tossici come il benzo(a)pirene."

Sembra paradossale, ma di fatto i sistemi a legna e pellet producono emissioni inquinanti molto superiori alle caldaie a metano, GPL e perfino a gasolio. E' un problema che oggi riguarda prevalentemente le valli alpine ma è chiaro che, in una regione assediata dallo smog e densamente popolata come la Lombardia, continuare ad accrescere l'uso della legna nei prossimi anni significherebbe passare dalla padella alla brace: anche per questo occorre affrontare il problema alla radice puntando decisamente alla riduzione dei consumi energetici. L'unica energia che non inquina è quella che non viene consumata.

Rispetto all'ambito della mobilità, ancora condizionata da limiti tecnologici, nell'edilizia abbiamo già tutto quello che serve: tecnologie, materiali e competenze!

La riqualificazione energetica su ampia scala porterebbe vantaggi ambientali ed economici:

- riduzione dell'inquinamento a livello regionale;

- riduzione delle emissioni a effetto serra che stanno progressivamente danneggiando il clima globale con effetti evidenti anche in Italia;

- le immense risorse economiche che oggi vanno all'estero per l'importazione di combustibili fossili sarebbero in gran parte dirottate nelle attività di riqualificazione, creando un enorme volano economico per il territorio lombardo.

E' evidente che le scelte virtuose e lungimiranti di cui abbiamo urgente bisogno possono sembrare difficili o impopolari nell'immediato ma darebbero grandi risultati nel giro di pochi anni in termini di ambiente, salute, economia, qualità della vita!

Mi rendo conto che tutto questo è davvero troppo per una classe politica ingessata e miope che fa grandi proclami ma poi quando si tratta di investire seriamente, le risorse che mette a disposizione sono risibili. La loro vera strategia è molto semplice: tirare a campare fino alle prossime elezioni, sperando che arrivi la pioggia a ripulire l'aria!

La campagna regionale del PD nasce vecchia, come "Nord Sud Ovest Est", canzonetta degli anni '90 degli 883 alla quale si ispira e che peraltro è un inno alla ricerca di se stessi, indicativo per un partito flagellato dalle correnti interne che dovrebbe prima fare chiarezza sulla propria visione di Lombardia prima di presentarsi con un refrain così fuori tendenza. Per il centro-sinistra è come se oltre 20 anni, nel corso dei quali ha occupato i banchi di opposizione facendo scena muta, siano trascorsi invano. Al contrario ci sembra che la Lombardia abbia urgente bisogno di un governo al passo con i tempi, giovane di spirito e di idee e non rivolto al passato remoto. Se queste erano le loro intenzioni avrebbero fatto meglio a ispirarsi a un'altra hit degli 883, "Il grande incubo"!

Inoltre sul fronte maggioranza, il compiacimento di Maroni per il terzo posto nella classifica Governance Poll 2016 è effimero poiché non ora, ma presto si dispiegheranno sui lombardi gli effetti delle riforme cardine del suo Governo: a partire dalla sanità dove ogni giorno assistiamo a reparti e punti nascita che chiudono, alle case popolari con un ente regionale che sta scoppiando nei propri debiti, per arrivare al trasporto pubblico locale dove i tagli al servizio e alla qualità di viaggio sui treni sono diretta conseguenza degli sprechi di danaro pubblico in opere inutili e devastanti come Pedemontana e Brebremi. E non dimentichiamo il tasso di povertà che da inizio legislatura era al 3,8% e passa al 4,6%; aumentano i poveri e aumenta il disagio sociale, categorie fragili che non sono certo state toccate dal sondaggio. Il rilancio della Lombardia è possibile solo con un'iniezione di modernità, innovazione, legalità e trasparenza: saranno questi i temi cardine al centro della proposta M5S per le prossime regionali.

Iolanda Nanni - Capogruppo del M5S Lombardia.

Partecipazione, trasparenza e coinvolgimento di tutti. Nel Movimento 5 Stelle funziona così la selezione per i candidati sindaco e consiglieri comunali.

Con l'arrivo del 2017 è giunto il momento di lavorare concretamente per le prossime elezioni amministrative. Sono trascorsi cinque anni dall'ultima tornata elettorale che vide per la prima volta l'ingresso del MoVimento 5 Stelle nel Consiglio Comunale di Monza. Se l'obiettivo del 2012 era portare la voce dei cittadini dentro le istituzioni ora il nostro compito è più importante: insieme a tutti i monzesi intendiamo mettere a frutto l'esperienza maturata in questi anni per realizzare un cambiamento netto nel modo di amministrare la nostra città. Il lavoro partecipato per definire il nostro programma prosegue e sarà presto presentato.

Oggi siamo pronti, con tutte le nostre forze, il nostro entusiasmo e la voglia di fare che da sempre ci anima, ad affrontare la competizione elettorale. Ma il cambiamento per noi riguarda anche il metodo di selezione dei nostri portavoce in consiglio comunale. Nessuna decisione calata dall'alto, nessuna scelta presa in segrete stanze come fanno i partiti per favorire questa o quell'altra corrente, lobby o interessi vari.

Tutti gli iscritti al MoVimento 5 Stelle di Monza potranno proporsi come candidati consiglieri e candidato sindaco nel pieno rispetto della filosofia 5 stelle di partecipazione, trasparenza e democrazia diretta. Per i cittadini che sentono il desiderio di mettersi in gioco è arrivato il momento di farsi avanti. Stiamo costruendo una squadra nella quale tutti coloro che credono nel M5S e che vogliono dare un contributo possano trovare il loro ruolo: da simpatizzanti, da attivisti o da candidati. Tutti possono mettere a disposizione tempo ed energie per realizzare la missione fondamentale del M5S: togliere il potere ai comitati d'affari che dirigono la vecchia politica e rimettere al centro i cittadini e i loro bisogni, desideri e progetti.

Questi i requisiti richiesti per i candidati:
- essere iscritto al Movimento 5 Stelle
- non essere iscritto ad alcun partito o movimento politico
- non avere riportato condanne penali anche non definitive
- non avere assolto in precedenza più di un mandato elettorale a qualunque livello
- non essere stato eletto o candidato in partiti o liste civiche che abbiano concorso contro liste certificate dal blog www.beppegrillo.it, a livello centrale o locale, a prescindere dalla circoscrizione nella quale si presenta la propria candidatura
- essere residente nel comune di Monza per i candidati sindaco oppure anche in uno dei comuni della provincia di Monza e Brianza per i candidati consiglieri.

Gli interessati possono proporre la propria candidatura dal 16 gennaio 2017 al 26 gennaio 2017, inviando complilata questa Istanza candidature 2017

La votazione per la scelta del candidato sindaco sarà preceduta da incontri pubblici in cui tutti coloro che si proporranno avranno la possibilità di farsi conoscere e presentare le proprie motivazioni.

Da noi funziona così. I giochi di potere li lasciamo volentieri agli altri.

Il Movimento 5 stelle è da sempre molto sensibile alle tematiche sulla discriminazione di genere e su tutte le azioni che possono portare ad un'autentica parità di diritti, nonché di sensibilizzazione su violenza e maltrattamenti di genere. Crediamo quindi sia importante presentare nel nostro programma per le prossime elezioni regionali un punto articolato ed esaustivo su queste tematiche. Abbiamo pensato quindi di creare un Gruppo di lavoro che si riunirà per la prima volta mercoledì 18 gennaio presso i nostri uffici di Palazzo Pirelli a Milano. Chi volesse partecipare al gruppo di lavoro anche in remoto è pregato di mandare una mail a gdlnessunoindietro@gmail.com

Grazie della partecipazione!

Paola Macchi - Portavoce Regionale del M5S Lombardia

Il capogruppo dei Fratelli d'Italia in Consiglio Regionale, Riccardo De Corato, è stato condannato in appello dalla Corte dei Conti, insieme all'ex sindaco Moratti, a risarcire il Comune di Milano per l'assunzione illegittima di diversi dirigenti senza titoli e curriculum adeguati nel 2007. Per Eugenio Casalino, consigliere regionale del M5S Lombardia: "Nella recente discussione sulla legge regionale su ineleggibilità e incompatibilità dei consiglieri regionali il M5S Lombardia aveva proposto di inserire tra le cause di incompatibilità anche le condanne della Corte dei Conti. L'emendamento è stato bocciato dalla maggioranza che ha voluto così tutelare se stessa. Se fosse passato il nostro emendamento oggi De Corato sarebbe incompatibile con la carica di consigliere regionale, sorte che potrebbe toccare presto ad altri suoi colleghi alle prese con i processi penali e contabili relativi alle 'spese pazze' della scorsa legislatura".

"Il progetto di legge Recupero dei piani seminterrati esistenti presentato dalla maggioranza sdogana l'uso abitativo dei seminterrati in Lombardia. Oltre a derogare alla normativa nazionale sull'altezza dei seminterrati (2,70 mt), abbassandola a 2,40, la maggioranza non si è minimamente posta il problema di tutelare gli aspetti legati al rischio, trasformando i seminterrati con un colpo di bacchetta in vere e proprie abitazioni anche se sono situati in aree a rischio sismico e idrogeologico, né ha preso in considerazione il problema dell'inquinamento da radon, un inquinante cancerogeno presente nel suolo le cui concentrazioni all'interno di seminterrati uso abitazione potrebbero essere letali per i residenti. Insomma, quello che la maggioranza fa passare per un PDL contro il consumo di suolo, maschera in realtà una gigantesca sanatoria aperta a tutti coloro che già oggi abusivamente mettono a reddito locali seminterrati contro la legge, sfruttando la povertà della gente e le categorie deboli. Dire no al consumo di suolo significa affrontare seriamente il tema del recupero del patrimonio inutilizzato, censire e incentivare la ristrutturazione delle migliaia di alloggi sfitti e invenduti presenti sul territorio lombardo, non certo mandare la gente a vivere sotto terra in situazioni di pericolo.

Iolanda Nanni, capogruppo del M5S Lombardia

La Commissione regionale Ambiente ha approvato una risoluzione del M5S Lombardia sulla rete di teleriscaldamento dell'inceneritore di Silea a Valmadrera (Lecco) .

La risoluzione, approvata all'unanimità, prevede l'attivazione di un tavolo tecnico di lavoro con la Direzione Generale Competente di Regione Lombardia e la ditta Silea S.p.A, al fine di tenere costantemente monitorato l'iter della prescrizione della realizzazione della rete di teleriscaldamento legata all'inceneritore di Valmadrera con particolare riferimento all'esito dell'effettuazione a) dell'indagine epidemiologica attualmente in corso sugli impatti sulla salute generati dall'impianto, b) della ricognizione degli impianti di riscaldamento domestico che verrebbero sostituiti dalla rete di teleriscaldamento, c) del confronto di carattere quantitativo e qualitativo - a parità di calore generato - tra la stima delle emissioni delle caldaie esistenti che verrebbero sostituite e quelle dell'impianto di incenerimento e d) dell'analisi delle aree territoriali di ricaduta degli inquinanti presenti nelle emissioni dell'inceneritore al fine di verificare se queste coincidano con le aree che godrebbero del miglioramento ambientale dovuto alla sostituzione degli impianti di riscaldamento domestico con il teleriscaldamento. La risoluzione dovrà ora essere sottoposta ad approvazione anche da parte del Consiglio regionale nelle prossime settimane.

Gianmarco Corbetta, consigliere regionale del M5S Lombardia e primo firmatario della risoluzione, dichiara: "Eravamo partiti, mesi fa, con un testo molto più duro che chiedeva di togliere la prescrizione di Regione Lombardia relativa alla realizzazione della rete di teleriscaldamento, in modo da lasciare la piena libertà ai comuni soci dell'impianto di decidere se procedere o meno con la realizzazione della rete. Le grosse reti di teleriscaldamento non ci piacciano, in quanto le consideriamo ormai obsolete dato che è molto meglio investire le risorse pubbliche nell'efficientamento energetico degli edifici, piuttosto che bruciare rifiuti - che arrivano da chissà dove - per riscaldare le case. Inoltre questi impianti rappresentano oggettivamente un freno alla possibilità di dismettere quantomeno una parte degli inceneritori lombardi, che ormai da anni sono in sovrannumero rispetto alle esigenze della nostra regione."

Abbiamo dovuto fronteggiare alcuni aspetti di carattere giudirico/amministrativo e soprattutto i diversi orientamenti delle altre forze politiche, percui alla fine il testo approvato si orienta sull'idea affiancare l'iter della prescrizione regionale della realizzazione del teleriscaldamento alla effettuazione di ulteriori approfondimenti tecnici legati agli impatti sulla salute dei cittadini e alle ricadute degli inquinanti emessi dal forno. Siamo soddisfatti perché si tratta di un segnale di attenzione da parte della Regione nei confronti del dibattito che si è sviluppato negli ultimi mesi sul territorio, che spero possa proseguire nella maniera più libera possibile e porti i soci di Silea ad abbandonare questo assurdo progetto.

Al momento l'unica cosa certa è che il forno di Valmadrera contribuisce a quella sovracapacità impiantistica di incenerimento della nostra regione che tutte le forze politiche - a parole - dicono di voler contrastare. Piuttosto che investire milioni di euro in obsoleti progetti di teleriscaldamento, bisognerebbe concentrarsi su un serio piano di riconversione del forno lecchese in un impianto pulito di recupero di materiali post consumo. Ne deriverebbero evidenti benefici ambientali, sanitari e occupazionali per i cittadini lecchesi".

Il M5S in Commissione Cultura ha votato a favore del provvedimento regionale per la prevenzione del bullismo e del cyberbullismo. Il fenomeno è diffuso e un intervento articolato di tutti gli enti a partire da scuole, istituzioni pubbliche e associazioni, e di concerto con le famiglie, può fare la differenza in Lombardia. Con questo progetto si programmeranno e coordineranno, in maniera positiva e propositiva, tutte le iniziative messe in campo a vari livelli con l'obiettivo di fare rete. La proposta istituisce anche un'utile consulta regionale sul bullismo e cyberbullismo. Il M5S è d'accordo, in linea generale, con l'impianto della legge. Rileviamo però alcune criticità nel progetto. Sicuramente sono molto scarsi i fondi che andranno a finanziare la legge e, a fronte dei numeri del fenomeno e delle iniziative in campo, ci vorrebbe una stanziamento maggiore di 300 mila euro all'anno previsti nella legge. Ancora, nel progetto non è stato specificato il contrasto al bullismo sessuale e omofobico. Certo, queste due forme di comportamento aggressivo sono ricomprese nel contrasto al bullismo in generale, ma hanno una specificità che meriterebbe d'essere sottolineata in questo provvedimento. E andrebbero legati a interventi di educazione sessuale dei giovani utili a prevenire per esempio il sexting, fenomeno che può sfociare in cyberbullismo vero e proprio. Manca infine il coinvolgimento, nella consulta regionale che si andrà a istituire, di un esperto del web che possa aggiornare, formare e indirizzare politiche di prevenzione realmente efficaci. I giovani usano sul web, un ambito in costante evoluzione, un loro linguaggio specifico e strumenti spesso poco conosciuti dagli adulti. La prevenzione deve essere calata nell'universo giovanile in modo che possa essere compresa dai ragazzi.  Su queste criticità stiamo lavorando a proposte migliorative che presenteremo nel corso della discussione in aula.

Andrea Fiasconaro - Portavoce Regionale del M5S Lombardia

TILT PRONTO SOCCORSO CARLO POMA: IL M5S CHIEDE RISPOSTE ALL'ASSESSORE AL WELFARE


MILANO, 12 gen - "Alla luce della complessa situazione che si è recentemente venuta a creare nel pronto soccorso del capoluogo e negli altri presidi dell'ASST di Mantova, sulla quale in questi giorni leggiamo continue notizie sulla stampa, ho puntualmente chiesto spiegazioni e risposte all'assessore regionale competente. Gli ho chiesto, nello specifico, quale programmazione sanitaria pensa di attuare la Direzione Generale del Welfare per fronteggiare la situazione nel breve e medio termine, se è a conoscenza della particolare condizione che si è venuta a creare nell'ASST di Mantova ed in particolare del presidio Ospedaliero della città, quali rimedi pensa di mettere in atto per far sì che la situazione possa migliorare sia per quanto riguarda la documentata carenza di posti letto, sia in particolare per l'istituzione dei POT e PreSST sopratutto per quanto riguarda le risorse da stanziare per la loro attivazione sul territorio dell'ASST di Mantova, sia infine per i concorsi per infermieri e medici".

Lo dichiara Andrea Fiasconaro, consigliere M5S Lombardia.

In arrivo la riduzione dei servizi su 7 linee bus e soppressione totale, dal 1° febbraio 2017, delle linee Z225 (Nova Milanese-Sesto San Giovanni) e Z227 (Monza-Lissone-Muggiò) che trasportano ogni giorno circa 4000 passeggeri ciascuna. Come si legge nel comunicato della Provincia, la riduzione "pari al 9,4% delle percorrenze 2016" si sarebbe resa necessaria per garantire il pareggio del bilancio dell'Ente. Come si è potuto arrivare a una scelta così drastica? Le motivazioni sono diverse e sono note da tempo: il M5S ha avuto modo di occuparsene più volte anche con atti in consiglio regionale per sopperire ai ripetuti tagli governativi ai servizi di trasporto locale.

A monte di tutto ci sono i drastici tagli dei trasferimenti operati dal Governo nazionale targato PD, tagli che il presidente della Provincia e i sindaci brianzoli del Partito Democratico fingono di ignorare mostrando una vergognosa disonestà intellettuale. E' scorretto scaricare tutte le responsabilità sulla Regione quando sappiamo bene che è soprattutto il Governo nazionale ad aver imposto pesanti tagli ai trasferimenti per il Trasporto Pubblico Locale.

Certo, anche Regione Lombardia ha le sue responsabilità e su questo il M5S si è già attivato concretamente in passato. Il problema di fondo in Lombardia è il gravissimo ritardo nell'attuazione della cosiddetta "riforma trasporti" (Legge Regionale 6/2012): a oggi l'Agenzia di bacino per il TPL competente per Città Metropolitana di Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia non è ancora operativa. I contratti di servizio sono stati prorogati indefinitamente e sono rimasti in capo alle province. La nostra Agenzia è la più grossa ed eterogenea della Lombardia e comprende territori con esigenze logistiche contrastanti oltre a dover mettere d'accordo 4 soggetti (province e città metropolitana) di differenti colori politici e con diversi contratti di servizio: una follia!

Insomma siamo di fronte a un disastro annunciato che il M5S aveva più volte denunciato in aula chiedendo quantomeno lo scorporo di Pavia e Lodi: scorporo che è stato bocciato da tutte le forze politiche incluso il PD che oggi si lamenta della palude in cui ci troviamo!  Si è poi aggiunto un evento che ha fatto esplodere la situazione: infatti con la fine del 2016 sono terminati gli "aiuti" economici che Regione Lombardia negli ultimi anni ha garantito per ripianare i bilanci sempre più poveri delle province lombarde e sopperire i continui tagli del governo centrale. Di qui il "ricatto" della Provincia di Monza e Brianza: se non arrivano altri soldi dalla Regione, la Provincia sopprimerà due linee bus, con gravissimi danni per i cittadini.

E' evidente che una soluzione immediata per risolvere il problema può venire solo da un tempestivo intervento di Regione Lombardia: con 20 milioni di euro è possibile mettere in sicurezza il trasporto locale in tutte le province almeno fino alla fine del 2018 quando diventeranno pienamente operative le Agenzie di bacino. Per questo motivo come M5S Lombardia abbiamo sottoscritto la mozione del PD regionale che di fatto chiede alla Regione di mettere l'ennesima toppa, ma non accettiamo l'atteggiamento ipocrita degli esponenti del Partito Democratico: da una parte, in Provincia, "ricattano" Regione Lombardia minacciando di sopprimere proprio due delle linee più importanti e frequentate dai cittadini, dall'altra si guardano bene dal tirare in causa il loro Governo per i gravosi tagli che stanno alla radice di tutto il problema!

I Democratici abbiano almeno la decenza di non rinfacciare a Regione Lombardia il vergognoso stanziamento di ben 450 milioni di garanzie extra per Pedemontana: il PD dovrebbe solo vergognarsi perché a rendere possibile questo esborso di 450 milioni sborsati da parte di Regione Lombardia è stato un emendamento all'ultima legge di stabilità a firma congiunta Lega-PD! Soldi che grazie alla complicità del PD sono stati sottratti ai veri bisogni dei cittadini (come il trasporto pubblico locale) e regalati a un'opera inutile e dannosa!

Gianmarco Corbetta - Portavoce Regionale del M5S Lombardia

"Nei giorni immediatamente successivi alla terribile ESPLOSIONE ENI a Sannazzaro del Burgondi (PV), avvenuta il 1° dicembre 2016, ho proceduto a richiedere ad ARPA tutta una serie di dati relativi ai monitoraggi effettuati sull'aria e al suolo. Il mio accesso agli atti, molto corposo, conteneva anche la richiesta ad ARPA dell'indicazione delle metodologie adottate per i rilevamenti, le disposizioni date ai Comuni coinvolti, nonchè chiedevo spiegazioni sulla seguente dichiarazione di ARPA alla stampa: "sono assenti ricadute locali e significativi incrementi degli inquinanti misurati, salvo quelli ordinariamente attesi nelle attuali condizioni meteo". Ebbene, essendovi un'istruttoria secretata in corso presso la Procura di Pavia, ARPA ha richiesto alla Procura un NULLA OSTA per consentirmi di esercitare il mio legittimo diritto di accesso agli atti. Infatti, solo esaminando le evidenze documentali, le metodologie adottate, le disposizioni assunte, e facendo chiarezza su quella frase riportata sui media, sarei stata nella posizione di espletare i miei doveri di rappresentante istituzionale del territorio e naturalmente di poter fare delle valutazioni da diramare ai cittadini. Purtroppo la Procura ha risposto ad ARPA negandomi temporaneamente il NULLA OSTA. Le motivazioni della Procura di Pavia sono le seguenti: "le indagini sono tutt'ora in corso e la divulgazione di informazioni ancora oggetto di verifica da parte dell'autorità giudiziaria e della polizia giudiziaria è in grado di pregiudicare il corretto svolgimento delle indagini per l'accertamento dei fatti oggetto del procedimento penale. Non si ravvisano, allo stato, i presupposti per la concessione del NULLA OSTA."

Comprendiamo le necessità dell'autorità giudiziaria e le rispettiamo. Ci rendiamo conto che la divulgazione di questi dati ARPA possa compromettere le indagini in corso, ma non comprendiamo perché ARPA non possa darci risposte almeno su alcune parti della nostra richiesta: per esempio sul tipo di metodologia adottato per i monitoraggi a suolo e sulle motivazioni su cui ARPA ha basato le sue dichiarazioni alla stampa nei giorni immediatamente successivi all'esplosione. E' evidente ed assodato che la Procura debba in assoluta serenità svolgere le proprie indagini, ma al contempo anche un rappresentante istituzionale del territorio ha il diritto/dovere di esercitare le sue funzioni a tutela dei cittadini, cosa che, in queste condizioni e in assenza di evidenze documentali, ci è impossibile fare. Confidiamo dunque nell'operato della Procura, sperando che sia al più presto sbloccato il diniego ai  nostri accessi agli atti."

 

Iolanda Nanni - capogruppo M5S in Regione Lombardia

Il Consiglio regionale ha approvato all'unanimità una mozione urgente del M5S Lombardia per lo stanziamento di un contributo straordinario che consenta agli alunni disabili di concludere l'anno scolastico 2016/2017 e perché le Province e la Città Metropolitana di Milano forniscano urgentemente alla Lombardia i dati esatti e puntuali delle risorse necessarie. Il Movimento 5 Stelle ha impegnato la Lombardia a un contributo straordinario per coprire eventuali spese di trasporto e per gli assistenti alla comunicazione degli alunni disabili non coperte dal finanziamento del Governo e di altri enti locali. E' un'ottima notizia per decine di famiglie e per il rispetto del diritto allo studio sancito dalla nostra Costituzione. Il M5S aveva già ottenuto, con una mozione precedente, di spostare tutte le competenze relative al trasporto dei disabili e all'assistenza alla comunicazione alla Regione che però se ne occuperà solo a partire dal prossimo anno scolastico. Nonostante sia arrivata solo oggi, con grande ritardo visto che le lezioni sono ricominciate due giorni fa, la notizia dell'accordo tra regione e Città Metropolitana abbiamo voluto ugualmente portare avanti la nostra mozione che impegna la Regione a conoscere esattamente a quanto ammontano le risorse finanziarie necessarie per far concludere serenamente l'anno scolastico in corso a tutti gli studenti disabili della Lombardia e provvedere in merito. Auspichiamo che per il prossimo anno scolastico Governo e Regione Lombardia si organizzino per tempo per far iniziare la scuola agli studenti disabili, per la prima volta dopo tanti anni, insieme ai loro compagni, serenamente e per tempo.

Paola Macchi, consigliere regionale del M5S Lombardia, prima firmataria della mozione.

Il Consiglio regionale ha approvato all'unanimità una mozione urgente del M5S Lombardia per lo stanziamento di un contributo straordinario che consenta agli alunni disabili di concludere l'anno scolastico 2016/2017 e perché le Province e la Città Metropolitana di Milano forniscano urgentemente alla Lombardia i dati esatti e puntuali delle risorse necessarie.

"Il Movimento 5 Stelle ha impegnato la Lombardia a un contributo straordinario per coprire eventuali spese di trasporto e per gli assistenti alla comunicazione degli alunni disabili non coperte dal finanziamento del Governo e di altri enti locali. E' un'ottima notizia per decine di famiglie e per il rispetto del diritto allo studio sancito dalla nostra Costituzione. Il M5S aveva già ottenuto, con una mozione precedente, di spostare tutte le competenze relative al trasporto dei disabili e all'assistenza alla comunicazione alla Regione che però se ne occuperà solo a partire dal prossimo anno scolastico. Nonostante sia arrivata solo oggi, con grande ritardo visto che le lezioni sono ricominciate due giorni fa, la notizia dell'accordo tra regione e Città Metropolitana abbiamo voluto ugualmente portare avanti la nostra mozione che impegna la Regione a conoscere esattamente a quanto ammontano le risorse finanziarie necessarie per far concludere serenamente l'anno scolastico in corso a tutti gli studenti disabili della Lombardia e provvedere in merito. Auspichiamo che per il prossimo anno scolastico Governo e Regione Lombardia si organizzino per tempo per far iniziare la scuola agli studenti disabili, per la prima volta dopo tanti anni, insieme ai loro compagni, serenamente e per tempo".

Paola Macchi - Consigliere regionale del M5S Lombardia e prima firmataria della mozione

L'Assessore Regionale all'ambiente oggi in Consiglio Regionale ha timidamente 'aperto' a una possibile revisione sull'autorizzazione dell'aprile 2015 per la costruzione della più grande discarica d'amianto d'Europa: quella di Ferrera Erbognone (PV). La Terzi ha dichiarato che, dopo l'esplosione ENI a Sannazzaro, si riserva ogni valutazione in base agli esiti dell'istruttoria in corso. In parole povere, se emergerà una compromissione ambientale Regione Lombardia potrebbe rivedere l'autorizzazione data. Al momento sono solo parole. E non ci bastano, dato che la compromissione ambientale in quell'area è pre-esistente all'esplosione ENI e nulla ci porta a credere che, dopo l'esplosione, la situazione possa definirsi 'serena' da un punto di vista ambientale. Il M5S continuerà a monitorare ed è ancora in attesa di risposte agli accessi agli atti ed alle interrogazioni effettuate su tutta l'area per esaminare tutti i dati relativi ai monitoraggi al suolo e in aria effettuati a seguito dell'esplosione. Ci facciamo un nodo al fazzoletto sulle dichiarazioni odierne della Terzi.

Iolanda Nanni - Portavoce Regionale del M5S Lombardia

Appuntamento domani per i portavoce del M5S Silvana Carcano e Gianmarco Corbetta dopo la denuncia penale, con tanto di richiesta di risarcimento danni in sede civile, contro i giornali Repubblica, Libero e il Cittadino, che hanno scritto falsità sulla restituzione dello stipendio di Silvana Carcano e sul numero di presenze nelle commissioni regionali di Gianmarco Corbetta . L'incontro serve per comprendere gli intenti dei giornali denunciati, se, cioè, intendono mediare riconoscendo la bufala, oppure se vogliono proseguire l'iter processuale. Vi teniamo aggiornati. Noi non ci fermiamo.

Il Consiglio regionale della Lombardia ha bocciato, con il voto contrario di FI, Area Popolare, Lista Maroni e PD, una mozione del M5S per la sospensione dei bandi di affidamento delle concessioni per l'esercizio del commercio al dettaglio sulle aree pubbliche, in attesa della conversione del decreto Milleproroghe del Governo. E' un voto a contro migliaia di piccoli operatori del commercio ambulante che rischiano di perdere tutto. L'asse tra Forza Italia, Lombardia Popolare, Partito Democratico e Lista Maroni mette in difficoltà i Comuni e gli ambulanti e si esprime contro la proroga prevista dal Governo che era una boccata di ossigeno per gli operatori del settore. La direttiva Bolkestein, recepita con superficialità assoluta dall'Italia, arriva da un'Europa che evidentemente non conosce il tessuto economico del nostro territorio. Coloro che animano i nostri mercati e che sono un tassello fondamentale del nostro sistema commerciale. Evidentemente PD, Lombardia Popolare, Lista Maroni e Forza Italia non vogliono difendere le piccole imprese familiari, cuore pulsante della produttività italiana e regionale e preferiscono farle morire nel marasma di una burocrazia contraddittoria. Il voto di oggi sarà ricordato come una enorme umiliazione per gli ambulanti ed è la prova che i partiti inciuciano sempre per fregare i cittadini e le PMI.

Stefano Buffagni e Dario Violi, consiglieri regionali del M5S Lombardia

Il Consiglio regionale della Lombardia ha bocciato, con il voto contrario di FI, Area Popolare, Lista Maroni e PD, una mozione del M5S per la sospensione dei bandi di affidamento delle concessioni per l'esercizio del commercio al dettaglio sulle aree pubbliche, in attesa della conversione del decreto Milleproroghe del Governo. E' un voto a contro migliaia di piccoli operatori del commercio ambulante che rischiano di perdere tutto. L'asse tra Forza Italia, Lombardia Popolare, Partito Democratico e Lista Maroni mette in difficoltà i Comuni e gli ambulanti e si esprime contro la proroga prevista dal Governo che era una boccata di ossigeno per gli operatori del settore. La direttiva Bolkestein, recepita con superficialità assoluta dall'Italia, arriva da un'Europa che evidentemente non conosce il tessuto economico del nostro territorio. Coloro che animano i nostri mercati e che sono un tassello fondamentale del nostro sistema commerciale. Evidentemente PD, Lombardia Popolare, Lista Maroni e Forza Italia non vogliono difendere le piccole imprese familiari, cuore pulsante della produttività italiana e regionale e preferiscono farle morire nel marasma di una burocrazia contraddittoria. Il voto di oggi sarà ricordato come una enorme umiliazione per gli ambulanti ed è la prova che i partiti inciuciano sempre per fregare i cittadini e le PMI.

Stefano Buffagni e Dario Violi, consiglieri regionali del M5S Lombardia.

L'anticorruzione di Maroni, come era ampiamente prevedibile e come il M5S ha anticipato, non funziona né può funzionare. Con ARAC, una agenzia senza poteri creato in tutta fretta dalla maggioranza per mettere una toppa a scandali, inchieste e arresti che hanno investito la regione, buttiamo un milione di euro all'anno. Nella relazione annuale ARAC certifica che l'attività della complessa macchina di controlli regionali si disperde senza trovare mai qualcuno che porti alla luce le gravi anomalie. Ma questo è già ampiamente noto e oggetto di denunce, ricorsi, e atti consiliari del M5S Lombardia. E non serviva un'ulteriore spesa annuale di 1 mln di euro.
Per una maggiore trasparenza e per far davvero emergere le anomalie del sistema regionale, ci saremmo però aspettati una relazione cristallina, con documenti allegati e parole chiare sulle anomalie riscontrate. Al contrario, la relazione annuale delle attività di ARAC contiene solo vaghi accenni all'attività dell'ente.
Ci piacerebbe sapere di più, per esempio e riprendiamo alcuni brani dalla relazione, sul parere di "significativa rilevanza" espresso da ARAC sulla "conferibilità o meno dell'incarico di Presidente di una nota fondazione di Milano". I cittadini vorrebbero lumi anche sull'attività dell'agenzia regionale relativa alla "complessissima vicenda della difesa della città di Como dalle esondazioni" già oggetto di indagini dell'autorità giudiziaria. Sarebbe utile inoltre conoscere il quesito "proposto da una serie di ATS e ASST della regione" sull'applicazione del decreto legislativo 33/2013 e quali valutazioni "interlocutorie" sono state espresse in merito "a un esposto anonimo concernente la ristorazione della Fiera di Milano".
Ci saremmo aspettati anche di sapere a quali commissioni d'inchiesta ha partecipato ARAC e con quale contributo; e infine, dato che si parla di attività che non possono essere avviate se non attivando una serie di collaborazioni anche all'esterno del sistema regionale, sarebbe opportuno sapere qual è la spesa preventivata per queste collaborazioni. Ma a questi interrogativi la relazione dell'Arac non risponde. Insomma quella che dovrebbe essere un'agenzia anticorruzione, oltre a dirci che i controlli di Maroni sono sostanzialmente inutili e finiscono nel vuoto (questo già lo sappiamo e lo denunciamo da anni) aggiunge ulteriori elementi di incertezza, senza nulla chiarire. ARAC quindi non ha alcun potere concreto di contrasto alla corruzione. Con i partiti la lotta alla corruzione nelle istituzioni è impossibile: la Lombardia ha bisogno di un battesimo di legalità che solo il M5S può garantire.  Abbiamo già chiesto, con accesso agli atti, tutta la documentazione ad ARAC utile per chiarire le anomalie accennate dalla redazione. La chiarezza che pretende il M5S aiuta l'anticorruzione.

Silvana Carcano, Gianmarco Corbetta e Giampietro Maccabiani, consiglieri regionali antimafia del M5S Lombardia

Appuntamento domani per i portavoce del M5S Silvana Carcano e Gianmarco Corbetta dopo la denuncia penale, con tanto di richiesta di risarcimento danni in sede civile, contro i giornali Repubblica, Libero e il Cittadino, che hanno scritto falsità sulla restituzione dello stipendio di Silvana Carcano e sul numero di presenze nelle commissioni regionali di Gianmarco Corbetta. L'incontro serve per comprendere gli intenti dei giornali denunciati, se, cioè, intendono mediare riconoscendo la bufala, oppure se vogliono proseguire l'iter processuale. Vi teniamo aggiornati. Noi non ci fermiamo.

L'Assessore Regionale all'ambiente oggi in Consiglio Regionale ha timidamente 'aperto' a una possibile revisione sull'autorizzazione dell'aprile 2015 per la costruzione della più grande discarica d'amianto d'Europa: quella di Ferrera Erbognone (PV). La Terzi ha dichiarato che, dopo l'esplosione ENI a Sannazzaro, si riserva ogni valutazione in base agli esiti dell'istruttoria in corso. In parole povere, se emergerà una compromissione ambientale Regione Lombardia potrebbe rivedere l'autorizzazione data. Al momento sono solo parole. E non ci bastano, dato che la compromissione ambientale in quell'area è pre-esistente all'esplosione ENI e nulla ci porta a credere che, dopo l'esplosione, la situazione possa definirsi 'serena' da un punto di vista ambientale. Il M5S continuerà a monitorare ed è ancora in attesa di risposte agli accessi agli atti ed alle interrogazioni effettuate su tutta l'area per esaminare tutti i dati relativi ai monitoraggi al suolo e in aria effettuati a seguito dell'esplosione. Ci facciamo un nodo al fazzoletto sulle dichiarazioni odierne della Terzi.
Iolanda Nanni - Portavoce Regionale del M5S Lombardia

L'anticorruzione di Maroni, come era ampiamente prevedibile e come il M5S ha anticipato, non funziona né può funzionare. Con ARAC, una agenzia senza poteri creato in tutta fretta dalla maggioranza per mettere una toppa a scandali, inchieste e arresti che hanno investito la regione, buttiamo un milione di euro all'anno. Nella relazione annuale ARAC certifica che l'attività della complessa macchina di controlli regionali si disperde senza trovare mai qualcuno che porti alla luce le gravi anomalie. Ma questo è già ampiamente noto e oggetto di denunce, ricorsi, e atti consiliari del M5S Lombardia. E non serviva un'ulteriore spesa annuale di 1 mln di euro. Per una maggiore trasparenza e per far davvero emergere le anomalie del sistema regionale, ci saremmo però aspettati una relazione cristallina, con documenti allegati e parole chiare sulle anomalie riscontrate. Al contrario, la relazione annuale delle attività di ARAC contiene solo vaghi accenni all'attività dell'ente. Ci piacerebbe sapere di più, per esempio e riprendiamo alcuni brani dalla relazione, sul parere di "significativa rilevanza" espresso da ARAC sulla "conferibilità o meno dell'incarico di Presidente di una nota fondazione di Milano". I cittadini vorrebbero lumi anche sull'attività dell'agenzia regionale relativa alla "complessissima vicenda della difesa della città di Como dalle esondazioni" già oggetto di indagini dell'autorità giudiziaria. Sarebbe utile inoltre conoscere il quesito "proposto da una serie di ATS e ASST della regione" sull'applicazione del decreto legislativo 33/2013 e quali valutazioni "interlocutorie" sono state espresse in merito "a un esposto anonimo concernente la ristorazione della Fiera di Milano". Ci saremmo aspettati anche di sapere a quali commissioni d'inchiesta ha partecipato ARAC e con quale contributo; e infine, dato che si parla di attività che non possono essere avviate se non attivando una serie di collaborazioni anche all'esterno del sistema regionale, sarebbe opportuno sapere qual è la spesa preventivata per queste collaborazioni. Ma a questi interrogativi la relazione dell'Arac non risponde.Insomma quella che dovrebbe essere un'agenzia anticorruzione, oltre a dirci che i controlli di Maroni sono sostanzialmente inutili e finiscono nel vuoto (questo già lo sappiamo e lo denunciamo da anni) aggiunge ulteriori elementi di incertezza, senza nulla chiarire. ARAC quindi non ha alcun potere concreto di contrasto alla corruzione. Con i partiti la lotta alla corruzione nelle istituzioni è impossibile: la Lombardia ha bisogno di un battesimo di legalità che solo il M5S può garantire.  Abbiamo già chiesto, con accesso agli atti, tutta la documentazione ad ARAC utile per chiarire le anomalie accennate dalla redazione. La chiarezza che pretende il M5S aiuta l'anticorruzione.

Silvana Carcano, Gianmarco Corbetta e Giampietro Maccabiani, consiglieri regionali antimafia del M5S Lombardia

Il M5S Lombardia ha depositato una mozione urgente per chiedere alla Regione Lombardia di erogare "un contributo straordinario per coprire la mancanza di risorse finanziarie necessarie a garantire il trasporto scolastico e gli assistenti alla comunicazione degli alunni disabili "per permettere loro di concludere l'anno scolastico 2016/2017. Il Movimento chiede anche che le Province e la Città Metropolitana di Milano forniscano urgentemente alla Lombardia i dati esatti e puntuali delle risorse necessarie a questo scopo.

Paola Macchi, consigliere regionale del M5S Lombardia, dichiara: "Questa vicenda si trascina da troppo tempo, proprio per questo torniamo a proporre un' azione necessaria per garantire il diritto allo studio agli studenti disabili della Lombardia.

A dicembre, grazie a una mozione del M5S, il Consiglio regionale ha invitato la Giunta Maroni ad assumere, dal prossimo anno scolastico, le deleghe, ora in capo a Provincie e Città metropolitana, per il trasporto e l'assistenza scolastica dei ragazzi disabili in modo da consentire una programmazione efficace e sufficiente dei finanziamenti.

I fondi stanziati dal Governo purtroppo risultano insufficienti rispetto alle reali necessità. In Lombardia servirebbero circa 30 milioni di euro, ne mancano all'appello una decina che la Regione deve trovare, senza se e senza ma; una recente sentenza della Corte costituzionale ha infatti Corte Costituzionale  dichiarato incostituzionale la dipendenza dei servizi necessari agli studenti con disabilità dalle disponibilità economiche dell'ente competente. Senza un finanziamento straordinario molte famiglie, che già affrontando quotidianamente le difficoltà della disabilità, si troveranno ulteriormente discriminate in una regione che si vanta sempre della sua eccellenza, ma quale eccellenza per i disabili?".

Il M5S Lombardia ha depositato una mozione urgente per chiedere alla Giunta regionale un impegno formale per la riapertura immediata del punto nascita dell'Ospedale di Angera e per "una nuova richiesta di revoca del diniego alla deroga al Ministero della Salute, contenente tutta la documentazione necessaria al fine di avere una nuova valutazione che conceda la deroga per la riapertura definitiva del punto nascita".

Paola Macchi, consigliere regionale del M5S, dichiara: "Di parole e promesse dei politici ne abbiamo abbastanza, il reperto è  chiuso ormai da più di un mese. Non è possibile che il punto nascita di Angera sia l'unico fra quelli che non hanno ottenuto dal Ministero della Salute una deroga alla chiusura.

Chiediamo che venga riaperto immediatamente, più il tempo passa e più diventerà  difficoltosa la riapertura, con il rischio di spostamento del personale medico e sanitario che opera con professionalità da anni. Le mamme in primis, la  cittadinanza e gli amministratori locali continuano ad esprimere fermamente la volontà di continuare ad avere il punto nascita e la pediatria ad Angera  ma finora un impegno scritto non c'è,  solo molte dichiarazioni ai giornali. Il M5S chiede all'Assessore alla Sanità un impegno formale per la riapertura immediata del reparto, vedremo se alle parole seguiranno i fatti".

Con il decreto Milleoproroghe è stato prorogato al 31 dicembre 2018 la durata delle concessioni in essere per i commercianti ambulanti, rinviando di almeno due anni quelle nuove previste dalla trattativa Bolkestein, approvate anche in Lombardia a fine 2015 dal Consiglio Regionale. Pertanto è necessario intervenire immediatamente a livello regionale per sospendere i bandi. Su questo importante tema abbiamo presentato una mozione che sarà discussa alla ripresa dei lavori d'aula martedì 10 gennaio. Il M5S in Lombardia, come in ogni regione, combatte contro l'applicazione della Bolkestein alla categoria degli ambulanti, che animano i nostri mercati e che sono un tassello fondamentale del nostro sistema commerciale. Questa categoria non può rientrare tra quelle soggette a una direttiva che arriva da un'Europa che evidentemente non conosce come si compone il tessuto economico del nostro territorio. Il commercio è una materia regionale e Regione Lombardia ha il dovere di tutelare i commercianti onesti e punire gli abusivi, aumentando i controlli sull'occupazione dei posti reali e il rispetto della normativa sull'abusivismo, mentre il tema delle licenze va poi affrontato a livello interno. Quel che è certo è che non possiamo liberarci dei problemi affidandoci a una direttiva europea recepita male che fa acqua da tutte le parti. Il recepimento italiano della direttiva sta generando moltissime criticità, incrementate ancor di più dall'ultimo decreto del governo. Le istituzioni hanno il dovere di difendere le piccole imprese familiari italiane, cuore pulsante della produttività italiana e regionale, non di farle morire nel marasma di una burocrazia contraddittoria.

Dario Violi e Stefano Buffagni - Consiglieri Regionali del M5S Lombardia

"Solo un folle potrebbe partecipare a un bando per acquisire in concessione fino a 50 anni, un'area sui cui pendono ancora importanti questioni irrisolte, come le bonifiche dei terreni, la falda acquifera inquinata, lo status di aziende a rischio di incidente rilevante - così Silvana Carcano, consigliere regionale del M5S Lombardia, commenta la notizia del bando di concessione pubblicato da Arexpo per la ricerca di un partner che si occupi di redigere il masterplan sul futuro dell'area Expo e di gestirne gli spazi."

"Senza aver sciolto quei nodi - continua la portavoce del M5S - su quell'area non si può muovere un dito, a meno che, ovviamente, le problematiche vengano scritte nero su bianco nel bando, e sfido chiunque a firmare un contratto di 50 anni senza sapere quali costi dovrà affrontare per risolvere questi problemi. Ricordiamo che si tratta di terreni di proprietà dei cittadini, cittadini che hanno già pagato abbastanza, prima con la maxi speculazione iniziale, poi con appalti il cui valore è cresciuto negli anni grazie a continue varianti, poi con il teatrino del post manifestazione che non ha ancora portato a nessuna prospettiva concreta per la città. Cittadini sempre messi in secondo piano. Come fa ad esempio un'operazione del genere a garantire la realizzazione di un grande parco sul 50% dell'area come richiesto dai milanesi con il referendum del 2011. Oltretutto, lo Human Technopole e il campus universitario sono esclusi dal bando, quindi all'investimento privato e alle loro esigenze di rientro economico vanno aggiunte anche queste due pubbliche. Rimarrà spazio per il Parco? Arexpo ha poi un debito importante nei confronti delle banche, con tassi di interesse altissimi o esorbitanti. Come e quando riuscirà la società ad estinguere il debito per evitare dipagre interessi eccessivi? quando inizierà a dare frutti la concessione?"

"E' evidente che Arexpo non sa più che pesci prendere e le istituzioni, Regione Lombardia e il Comune di Milano, rimangono in silenzio nonostante le infinite sollecitazioni del M5S, l'unico schieramento politico che si sta interessando al destino dell'area. Solo a dicembre 2016, cioè pochi giorni prima dell'uscita di questo bando, il Direttore Generale Bonomi ha dichiarato in Commissione Territorio che Arexpo era stata trasformata da società immobiliare a società di sviluppo. Per farne cosa questo punto, se ora tutto viene assegnato a un concessionario, progettazione e gestione? E' ora di mettere la parola fine alla gestione dilettantistica di un'area strategica per Milano. I nodi irrisolti sono tantissimi e di gravità tale per cui, dopo le denunce a mezzo stampa e gli atti istituzionali abbiamo deciso di depositare un esposto alla procura, affinché la trasparenza e la legalità vengano ripristinate su un'area che è stata una grande mangiatoia, prima, durante e dopo la manifestazione. E' del tutto inutile in questa situazione pubblicare un bando del genere, prima che le istituzioni competenti facciano luce sulle gravi criticità emerse. Questo bando va ritirato in autotutela quanto prima - conclude Silvana Carcano."

Due ordini del giorno del M5S al bilancio regionale presentati dal portavoce Gianmarco Corbetta sono stati approvati nell'ultima seduta d'aula. Il primo chiede di investire nelle competenze digitali dei giovani lombardi.

"Il mondo dell'Ict e dei servizi digitali è uno dei più frizzanti dal punto di vista occupazionale. Le stime del Cedefop (Agenzia di ricerca sull'istruzione e la formazione tecnica e professionale nell'Unione Europea) prevedono per l'Italia, tra 2015 e 2025, la creazione di nuove opportunità occupazionali (dipendenti e autonomi) per oltre 2 milioni di profili tecnici intermedi. I numeri lasciano quindi pensare che il digitale - in tutte le sue sfumature - sia un ambiente fertile per chi si deve formare e lanciare sul mercato del lavoro. L'offerta formativa di Regione Lombardia è però carente di percorsi in competenze digitali, difatti gli indirizzi maggiormente frequentati sono benessere/cura della persona e ristorazione (rispettivamente 13.000 e 10.500 allievi), seguiti dall'indirizzo elettrico e meccanico. Per offrire ai ragazzi le competenze necessarie per andare incontro alle nuove opportunità occupazionali del mercato del lavoro ho chiesto e ottenuto uno stanziamento di risorse per l'anno scolastico 2017/2018 per incrementare l'offerta formativa con dei percorsi mirati all'acquisizione di competenze digitali. Con l'altro ordine del giorno ho affrontato uno dei temi più caldi riguardo l'energia rinnovabile: la diffusione dei sistemi di accumulo. In primavera la Regione aveva messo a disposizione due milioni di euro in contributi per l'acquisto di sistemi di accumulo di energia elettrica da impianti fotovoltaici. Il bando aveva avuto un enorme successo tanto che i contributi erano andati esauriti in pochissimo tempo. I sistemi di accumulo aumentano l'autoconsumo di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili e diminuiscono le emissioni di gas serra derivanti dalla produzione di energia da combustibili fossili. Per questo motivo ho chiesto il rifinanziamento del bando! Ora, come sempre in questi casi, aspettiamo che alle votazioni in consiglio regionale seguano i fatti concreti!"

Gianmarco Corbetta - Consigliere Regionale del M5S Lombardia