Dicembre 2016

ALER MILANO: nuova spartizione di poltrone ai vertici dell'ente regionale più disastrato della Lombardia. Quando poi queste operazioni vengono condotte fra Natale e Capodanno, c'è più di un motivo di insospettirsi. Maroni nega di averci piazzato un suo fedelissimo (ma di fatto Sala è un leghista di ferro) e chiede di rafforzare gli sgomberi nelle case popolari milanesi, ma si guarda bene dal dichiarare di voler affrontare i veri problemi che hanno portato ALER MILANO al default: come ad esempio, far luce su operazioni finanziarie fallimentari condotte in passato da ALER e dalle sue partecipate (in primis ASSET), col placet della Regione. Dunque questo cambio di vertice ha più il sapore di un tentativo di affossamento degli scheletri nell'armadio di un ente che è sull'orlo del lastrico non certo a causa delle occupazioni abusive, ma di chiare manovre speculative della politica. A chi giova dunque questo cambio di poltrone se non alla politica stessa? Perché una nuova nomina nel bel mezzo di un piano di risanamento aziendale che cominciava a dare i primi timidi frutti tagliando privilegi assurdi? Il M5S presenterà un esposto a gennaio per chiedere di fare luce su ciò che la politica partitica continua da anni a far finta di non vedere.

Iolanda Nanni, capogruppo M5S Lombardia

La procedura di selezione del nuovo Direttore Generale del Consorzio Villa Reale e Parco di Monza sta passando sotto la lente d'ingrandimento del M5S Lombardia. Con un'interrogazione, il consigliere regionale Gianmarco Corbetta, chiede al presidente della Lombardia di fare chiarezza sulla vicenda. In particolare, nell'ottobre scorso, è stato pubblicato un bando ("manifestazione di interesse") per la selezione del nuovo direttore dell'ente che prevede la costituzione di una commissione tecnica con il compito di sottoporre a Maroni una rosa di candidati dai quali scegliere discrezionalmente. Maroni non ha però la facoltà di scegliere discrezionalmente il candidato, deve nominare quello che ha più titoli per ricoprire il ruolo.

Corbetta spiega: "Maroni non ha alcun potere di scegliere un candidato pescando nella rosa di nomi che gli sarà fornita. Stiamo assistendo a una procedura di selezione sbagliata. Lo Statuto dell'ente è chiaro: la nomina del direttore generale è disciplinata dal Testo Unico sul Pubblico Impiego (cioè il decreto legislativo 165 del 2001) che all'articolo 35 prevede che spetti alla commissione tecnica di valutazione la scelta imparziale del candidato. A Maroni spetta solo la "ratifica" formale di tale scelta in qualità di Presidente dell'autorità che fa il bando. Questo iter deve essere assolutamente rispettato per garantire che alla guida del consorzio non ci sia il solito amico dell'amico di questo o quel politico, ma una persona con capacità tecniche indubitabili. Aspettiamo Maroni al varco: il Consorzio Villa Reale e Parco di Monza ha bisogno di un direttore generale capace e non della solita nomina politica".

Abbiamo ottenuto un importante risultato per il comune di Viadana per quanto riguarda i monitoraggi ambientali e la qualità dell'aria. Durante la discussione del bilancio in consiglio regionale siamo riusciti a far approvare lo stanziamento di 80mila euro ad ARPA e Regione necessario ad effettuare un approfondito progetto di monitoraggio della della qualità dell'aria. Per noi è un risultato di non poco conto, scaturito dal lavoro dei nostri consiglieri comunali e dalle sollecitazioni arrivate dai cittadini, e che certifica il buon esito di un impegno formale che la Regione aveva assunto mesi fa su nostra proposta su questo tema delicato. Nello specifico, lo ricordiamo, si tratta di un progetto di approfondimento finalizzato a fornire informazioni sui livelli di COV, formaldeide e NOx dettagliate spazialmente e rappresentative della situazione dell'area del comune di Viadana, che preveda la mappatura della presenza di tali sostanze tramite campionatori distribuiti sul territorio.

Andrea Fiasconaro - Portavoce regionale del M5S Lombardia.

Rimaniamo, insieme alle mamme, in attesa di vedere azioni concrete da parte di regione Lombardia per la riapertura del punto nascita di Angera, l'unico ad essere stato chiuso e in modo improvviso fra quelli lombardi a cui era stata negata la deroga dal Ministero della Sanità. Un'azione concreta si poteva fare, in mezzo a tante dichiarazioni stampa che tentano di mettere il cappello su una battaglia portata avanti coraggiosamente dalle mamme e dai cittadini di Angera e del territorio in difesa di questo punto nascita e della pediatria ad esso collegato, ed era votare a favore i due ordini del giorno al Bilancio, che abbiamo presentato ieri in consiglio, che chiedevano esattamente:


  • di destinare ulteriori risorse al punto nascita di Angera al fine di potenziarne l'attività, ampliare i servizi e le prestazioni collegate per scongiurarne la chiusura;

  • di stanziare specifiche risorse all'interno del bilancio di previsione a favore dell'ASST Valle Olona e dell'ATS Insubria per far si che vengano IMMEDIATAMENTE RIAPERTI sia il punto nascita che il reparto dim pediatria dell'ospedale di Angera ed i servizi ad essi collegati;

  • a porre in essere tutti gli strumenti amministrativi e giuridici al fine di potenziare l'attività del suddetto punto nascita e ampliare i servizi e le prestazioni collegate, anche mediante richiesta di ulteriore deroga ed eventuale impugnativa del diniego reso dal Ministero.


Risultato? bocciati dalla MAGGIORANZA, con Monti astenuto.... la stessa maggioranza e lo stesso consigliere che sbandierano grandi impegni e grandi promesse. E' stato approvato un ordine del giorno della stessa maggioranza per garantire l'apertura di tutti i punti nascita e allora, ci chiediamo perché non votare anche il nostro nello specifico, dicono che è un problema trasversale alla politica ma evidentemente non è così. Le promesse verranno mantenute? Lo speriamo per tutte le mamme  e i cittadini che meritano il massimo rispetto quando si mobilitano, sacrificando tempo e famiglia per reclamare diritti che dovrebbero essere riconosciuti.

Paola Macchi - Portavoce Regionale del M5S Lombardia

Da Maroni ci aspettiamo un intervento più diretto sullo scandalo e le presunte infiltrazioni mafiose che hanno investito Fiera Milano. Lo ripetiamo, sulla Fiera hanno prevalso fin qui logiche di spartizione politica dalle quali il Presidente aveva garantito che si sarebbe tenuto distante. Maroni fa l'opposto di quello che dovrebbe fare: è presente quando non deve, ad esempio elargendo 1 milione di euro ad ARAC un ente anticorruzione inutile ed è assente quando dovrebbe agire. Il suo stare alla finestra in attesa di approfondimenti, quando poteva intervenire su Fondazione da tempo, ci lascia allibiti.

Silvana Carcano - Portavoce regionale del M5S Lombardia.

I giornali hanno parlato di "lite", "insulti", "bagarre", ma nessuno ha avuto il coraggio di dire a chiare lettere che il presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo mercoledì sera, durante l'ultima seduta d'aula dedicata al bilancio regionale, ha calpestato il regolamento del Consiglio Regionale, provocando la reazione del M5S ed innescando un'escalation di tensione in aula.

Nessun giornale ha avuto il coraggio di dire che probabilmente la sua premura di chiudere la seduta del Presidente era quella di andare a un concerto di Natale, nonostante fossimo ancora nel pieno della votazione degli ordini del giorno, nonostante fosse necessario portare a termine un impegno d'aula così importante come il bilancio.

Nessun giornale ha avuto l'onestà di riportare che la protesta in Aula del M5S era avvenuta a fronte di una violazione del Regolamento (art. 55) da parte del Presidente del Consiglio Regionale che, per poter consentire il prosieguo della seduta oltre l'orario prefissato, avrebbe dovuto convocare un'apposita riunione dei capigruppo.

Per far valere il rispetto del regolamento c'è stato un accesissimo scambio polemico sulla scorrettezza della situazione e il M5S si è sentito insultare al grido di "falsi e scorretti". Cattaneo ha cercato anche il contatto fisico cercando di spintonare un portavoce del M5S ed è stato allontanato da alcuni consiglieri, comportandosi come un bulletto di quartiere, come se noi portavoce del M5S fossimo alle sue dipendenze.

Ancora una volta, come già accaduto troppo spesso in questi tre anni e mezzo di legislatura, siamo dovuti intervenire di fronte a un Presidente che applica il regolamento a corrente alternata e a suo piacimento: vuoi perché aveva fretta di andare ai suoi impegni, vuoi per tutelare gli interessi politici della sua squadra. Ed è in questi momenti, che si rivela la maschera dietro la quale si nascondono troppo spesso politici che vivono di pura apparenza, rivelando la loro arroganza, abdicando al loro ruolo di garanti di un organismo istituzionale per imporre i propri diktat. Sono personaggi, quelli dell'universo di Cl, per cui è più importante presenziare ad un evento pubblico ed elargire sorrisi e promesse al prezioso bacino di voti, che dedicare due ore in più di stancante lavoro in aula per i cittadini di una regione che naviga in un mare di problemi. Quanto accaduto mercoledì sera è stato molto grave. Il Movimento 5 Stelle è in Consiglio Regionale per lavorare nell'interesse dei lombardi: pretendiamo rispetto del regolamento e piena legittimazione politica, non ci facciamo intimidire da nessuno.

M5S Lombardia

Voto contrario del M5S Lombardia al bilancio regionale. Nessuna revisione della spesa, nessuna razionalizzazione, nessun taglio alle voci improduttive, nessun risparmio su consulenze, spese di comunicazione e spese di staff. In un momento di enorme crisi, e di tagli, la Lombardia aveva il dovere di osare. Ed era necessaria rivedere complessivamente la programmazione degli investimenti puntando sulle priorità che il M5S ha messo sul piatto: PMI, trasporto pubblico, reddito di autonomia, sostenibilità e innovazione. Maroni, con questo bilancio, ha scelto di scaricare sulla prossima legislatura, tutti i problemi e le criticità. Con risultati penosi e già visibili come l'inaccettabile riduzione dell'offerta sanitaria con la chiusura di numerosi presidi sul territorio. Questa Maggioranza miope non ha alcuna visione di futuro e sacrifica, con tagli inaccettabili, le politiche sociali, l'imprenditoria giovanile e femminile, il sostegno affitti, il diritto allo studio, la difesa del suolo, la manutenzione del patrimonio abitativo pubblico e il rinnovo della flotta ferroviaria, solo per fare qualche esempio. C'è abbastanza materiale per bocciare un bilancio che non risponde alle esigenze della Regione e dei territori. E' un bilancio che dimentica lo sviluppo, l'ambiente, la sanità, il lavoro e abbandona molti territori al loro destino. Ed è un bilancio sbagliato perché contiene errori e orrori come le solite grandi autostrade inutili. Fortunatamente la legislatura di Maroni è al capolinea.

Iolanda Nanni, capogruppo del M5S Lombardia

Con un ordine del giorno  (SCARICA QUI) in seduta di bilancio del Consiglio Regionale, la capogruppo del M5S ha chiesto alla Giunta Maroni di impegnare risorse per la riattivazione della linea ferroviaria dismessa Casale-Mortara ma il Consiglio Regionale si è espresso contro ed ha bocciato l'ordine del giorno.

Iolanda Nanni dichiara: "Per il M5S, le linee ferroviarie dismesse costituiscono un patrimonio e una risorsa fondamentale sulla quale occorrerebbere investire. Molte tratte ferroviarie, una volta riattivate, consentirebbero a intere aree della Lombardia, logisticamente scollegate dai grossi centri, di favorire il turismo e la mobilità sostenibile, decongestionando il traffico su gomma. Le linee da salvare sono numerose, dalla Bergamo (FVB) - Piazza Brembana (circa 40 km, dismessa nel 1966) alla linea Rezzato (FRV) - Vobarno Ferriera (circa 25 km, dimessa 1954-1967). Ci siamo concentrati, per questa sessione di bilancio, sulla Mortara-Casale Monferrato-Asti innanzitutto perché vi è stata un'espressa richiesta dei Sindaci dei comuni di questa tratta che, proprio di recente, hanno manifestato per la sua riattivazione. In particolare, riteniamo che quest'area meriti più attenzione e investimenti da parte di Regione Lombardia che pare essersene dimenticata. Purtroppo, la maggioranza del Consiglio Regionale, fatte salve le opposizioni, ha votato contro questo ordine del giorno che poteva costituire un primo passo verso l'apertura di un tavolo regionale per la riattivazione della linea. E' intollerabile come Regione Lombardia preferisca investire milioni di euro su autostrade che dovrebbero pagare i privati, come Pedemontana, e non si interessi invece di investire risorse sulle nostre linee ferroviarie storiche che porterebbero benefici indubitabili a territori, come la Lomellina, logisticamente svantaggiati nei collegamenti su ferro."

E' una vergogna: Maroni e la sua Maggioranza hanno cancellato del 90% le risorse destinate allo sviluppo dei territori montani e hanno bocciato le proposte del M5S che ripristinavano i fondi e otto emendamenti che finanziavano i territori montani secondo gli impegni presi dal consiglio regionale in una risoluzione. Sulla montagna fanno risoluzioni-propaganda e quando c'è da investire un euro scappano a gambe levate. Quando c'è da trovare 20 milioni per Brebemi o 450 per Pedemontana ci son sempre soldi freschi. Quando bisogna supportare lo sviluppo di territori in difficoltà si girano dall'altra parte. Mi auguro che questi politici non vengano a cercare voti nelle valli,  se saranno contestati non si lamentino. La montagna merita rispetto e dignità. Questa giunta delle promesse mai mantenute è una catastrofe: impoverimento e abbandono della montagna sono una loro responsabilità diretta. Ma la montagna non perdona.

Dario Violi - Portavoce Regionale del M5S Lombardia

La furia asfaltatrice di Roberto Maroni e della sua maggioranza non conosce tregua. Il fondo di garanzia per salvare Pedemontana è inaccettabile; è l'ennesimo disperato tentativo di evitare un fallimento annunciato a spese dei cittadini lombardi. Si taglia tutto dalla sanità, alla scuola ai trasporti, eccetto che sulle opere che devastano il territorio. E' inaccettabile: nel project financing il rischio è a carico dei privati, se il progetto non sta in piedi non è giusto che a pagare siano i lombardi. Questa Maggioranza si attiva solo quando deve trovare 60 milioni per Brebemi o 450 milioni per Pedemontana. Le garanzie non risolveranno gli enormi problemi ambientali ed economici dell'opera: col passare del tempo il conto sarà sempre più salato e quando il sipario calerà su Pedemontana a pagare saranno ancora i cittadini.

Gianmarco Corbetta - Consigliere regionale del M5S Lombardia

L'approvazione da parte del consiglio regionale della nostra proposta finalizzata all'ottenimento di risorse da destinare al punto nascite dell'ospedale Oglio Po è un buon risultato. Il diritto alla salute e la salvaguardia dei livelli essenziali di assistenza vanno ben oltre la semplice logica del risparmio e dei numeri. Per questi motivi, oltre che per dare un seguito concreto a quanto già nei giorni scorsi avevamo annunciato, abbiamo chiesto a Regione Lombardia di destinare ulteriori risorse al Punto Nascita Oglio Po al fine di potenziarne l'attività, ampliare i servizi e le prestazioni collegate per scongiurarne la chiusura. Occorre valorizzare la conoscenza del buon lavoro che viene fatto all'interno del reparto maternità e incoraggiare una programmazione che punti anche su percorsi di gravidanza fisiologica, case del parto, rapporti stretti e capillari con i consultori della zona e soprattutto sulla rotazione del personale sanitario, tra grandi e piccole strutture, per mantenere l'esperienza. Si punti a intercettare il più possibile la potenzialità dei circa 800 parti l'anno che la zona possiede. Si limiti anche la mobilità passiva delle partorienti verso altri ospedali fuori regione, classico problema dei presidi di confine come l'Oglio Po .

Andrea Fiasconaro - Portavoce Regionale del M5S Lombardia

La condanna di Roberto Formigoni, ex governatore della Lombardia, a 6 anni per corruzione nella vicenda della Fondazione Maugeri, è la conferma definitiva che in Lombardia chi doveva proteggere e tutelare i malati ha invece speculato sulla loro pelle. Milioni di euro sottratti a chi soffriva e spesi in crociere, yacht, per finanziare i meeting di Cl e consolidare il loro sistema di potere in Lombardia. Una ragnatela di uomini di fiducia, senza traccia di meritocrazia, che l'attuale presidente Roberto Maroni ha portato avanti durante la sua legislatura. Una continuità testimoniata dai continui scandali nella sanità, dall'arresto dell'ex assessore Mario Mantovani per abuso d'ufficio e turbativa d'asta in merito al bando sul trasporto dei pazienti dializzati, all'inchiesta che ha travolto il consiglio regionale con l'arresto dell'ex presidente della commissione sanità Fabio Rizzi, amico della cupola delle dentiere. I partiti al comando di questa Regione, l'inconsistenza cosmica del PD all'opposizione, hanno drammaticamente fallito. I cittadini non meritano tutto questo. I cittadini devono essere difesi, non sfruttati. E' ora di ridare dignità e legalità alle Istituzioni, e in questo panorama desolante solo il Movimento 5 Stelle può farlo!

M5S Lombardia

Oggi in Consiglio Regionale è stato approvato all' unanimità l'ordine del giorno del Movimento 5 Stelle che impegna Regione Lombardia a finanziare lo studio di fattibilità per portare la linea della metropolitana milanese M5 da Bignami verso i comuni di Bresso, Cusano Milanino e Cinisello Balsamo. Questa opportunità nasce dal lavoro del M5S che ha permesso di aprire una strada che sembrava chiusa con una pietra tombale per colpa della miopia della politica locale. Oggi un altro passo è stato fatto. Noi non molliamo. Da gennaio solleciteremo la giunta ed i sindaci per far partire da subito lo studio.

Stefano Buffagni - Portavoce del M5S Lombardia

Più risorse per controlli periodici e (a sorpresa) sugli impianti di trattamento fanghi sia sui fanghi in fase di spandimento, un piano di monitoraggio dei terreni interessati allo spandimento e interventi di bonifica laddove risultino valori fuori limite. Sono questi, in sintesi, gli obiettivi di un ordine del giorno e di due emendamenti a prima firma della consigliera regionale M5S Iolanda Nanni dal Consiglio regionale riunito per la sessione di bilancio.

Iolanda Nanni, capogruppo del M5S Lombardia, spiega "Dopo i 50 mila euro che abbiamo ottenuto quest'estate per i controlli sullo spandimento di fanghi in agricoltura, ora ne arrivano altri 50.000 grazie al nostro emendamento approvato all'unanimità dal Consiglio Regionale in seduta di bilancio.

Insistiamo molto sul tema dei controlli perché in aree ormai sature di fanghi come la Provincia di Pavia, in testa a tutti, ma anche il lodigiano, il cremonese o il mantovano, si sta rischiando di compromettere la qualità dei nostri suoli agricoli e la biodiversità, creando alle nostre aziende ed ai nostri territori un danno ambientale ed economico che non sarà poi più possibile rimediare. Grazie alle azioni costanti del M5S in Regione Lombardia, abbiamo indotto la Giunta Maroni a mettere in agenda il tema dei controlli, stanziando le opportune risorse. Più controlli significa anche meno rischi di infiltrazioni criminose nel business dei fanghi e più tutela per la salute dei cittadini e maggiore valorizzazione dei prodotti agricoli delle nostre terre."

No del Consiglio regionale a un emendamento al bilancio regionale, a firma Andrea Fiasconaro consigliere regionale del M5S Lombardia, che chiedeva risorse per "incrementare e comunque ripristinare i fondi previsti per il finanziamento del capitolo diritto allo studio universitario".

"Maroni invece di invece di rafforzare il sistema universitario e di sostenere gli studenti capaci e meritevoli non investe un euro in più in diritto allo studio. La Lombardia che ha in testa Maroni non è terra per studenti".

Andrea Fiasconaro - Portavoce Regionale del M5S Lombardia

La mozione del M5S Lombardia sul trasporto e l'assistenza scolastica dei disabili approvata a inizio dicembre, ha trovato attuazione grazie a un emendamento approvato dal consiglio regionale all'unanimità. La mozione chiedeva che la Lombardia assumesse le deleghe per il trasporto e l'assistenza scolastica dei ragazzi disabili in modo da consentire una programmazione efficace dei finanziamenti.

Paola Macchi, consigliere regionale del M5S Lombardia, dichiara: "E' un grande risultato, e' necessario garantire un futuro più sereno agli studenti disabili e alle loro famiglie provvedendo a stanziare i fondi sufficienti e per tempo.

La nostra sollecitazione ha aperto gli occhi alla Giunta che finalmente si fa carico, almeno in legge, di gestire i fondi per questi studenti, ci auguriamo integrandoli ; dal prossimo anno scolastico la programmazione regionale dovrebbe consentire di gestire al meglio gli esigui fondi statali che arrivano in Lombardia.  Anche in questa seduta di bilancio abbiamo chiesto alla giunta regionale di impegnarsi fin d'ora ad  integrare con risorse proprie per garantire il diritto allo studio anche ai ragazzi disabili .  Purtroppo la risposta è stata negativa, ci auguriamo di non ritrovarci nel 2017 con i soliti problemi che ricadono pesantemente sui ragazzi disabili e le loro famiglie."

Il taglio dei ticket è una presa in giro. Nell'ultima sessione d'aula dedicata al bilancio regionale 2017 è stato votato un emendamento che chiede un generico impegno alla Giunta di dimezzare il costo dei ticket entro 3 anni, mentre è stato bocciato un ordine del giorno del giorno del M5S con cui chiedevamo il tagliare fin da subito i ticket sanitari. E' l'ennesima dimostrazione che questa maggioranza va avanti a colpi di promesse, di fatti concreti nemmeno l'ombra. Se ci fosse stata la volontà politica si sarebbe potuto agire immediatamente negli interessi dei cittadini,  ma si è preferito votare l'ennesimo emendamento-annuncio. Hanno governato quattro anni dei cinque della legislatura e prendono un impegno per la prossima, senza sapere chi governerà. I cittadini che nel giro di qualche mese si aspetteranno un taglio del ticket si troveranno di fronte all'ennesima fregatura da una Giunta che per fortuna è al capolinea.

Dario Violi e Paola Macchi - Portavoce regionali del M5S Lombardia.

Nel Bilancio Regionale in discussione in Consiglio Regionale la maggioranza presenta un emendamento che aumenterà lo stipendio di Antonio Di Pietro, il presidente di Pedemontana Spa. Non ci sono euro per le imprese, lo sviluppo, la scuola, il lavoro e per le famiglie in difficoltà però la Lombardia di Maroni i soldi per alzare lo stipendio a Di Pietro li trova alla velocità della luce. E' una vergogna, stiamo parlando di Pedemontana, un'autostrada inutile, un fallimento annunciato che non doveva costare un'euro ai cittadini. Di Pietro ha già lo stipendio e il vitalizio:  sono altre le priorità dei lombardi. Questo aumento è indegno!

Stefano Buffagni, consigliere regionale del M5S Lombardia.

Il Consiglio regionale ha bocciato due emendamenti del M5S Lombardia, a firma della consigliera regionale Paola Macchi, il primo che chiedeva di mantenere l'età minima di 90 giorni per poter vendere i cuccioli e il secondo risorse per il monitoraggio del commercio di cuccioli con la predisposizione di "un Piano di controllo sulla corretta commercializzazione degli animali da compagnia".

Per Macchi: "Già è tristissimo che si parli di commercio di creature viventi e senzienti, diventa poi inaccettabile quando i cuccioli vengono tolti troppo presto dalla mamma, vaccinati e venduti prima che inizi la dentizione definitiva. Una degli unici passi avanti della recente legge sul randagismo era il fatto che l'età minima per vendere i cuccioli fosse stata aumentata da 60 a 90 giorni, ma un emendamento della maggioranza ora ci riporta ai 60 giorni, mettendo interessi commerciali davanti alla tutela dei piccoli animali. Ci è stato bocciato anche un emendamento che chiedeva un Piano di controllo che avrebbe avuto lo scopo fondamentale di monitorare che nel commercio di cuccioli venisse rispettata la normativa sull'età minima per le vaccinazioni, il distacco dalla madre e la conseguente commercializzazione degli animali. Sarebbe stata un'importante iniziativa di contrasto al commercio illegale di cuccioli, aumentando i controlli sulla commercializzazione dei cuccioli, cosa particolarmente urgente soprattutto per quanto riguarda quelli di provenienza estera che troppo spesso non garantiscono le misure minime di sopravvivenza degli animali. Le due misure erano a costo zero, quindi ancora una volta abbiamo avuto la riprova di una scarsa attenzione da parte di questa giunta persino per i cuccioli".

La maggioranza si celebra per un taglio da 500 mila euro ma molte delle spese inutili che il M5S ha denunciato negli ultimi anni continuano generare sprechi di denaro pubblico. Gli stanziamenti per i patrocini onerosi vengono mantenuti a circa 500 mila euro, le spese per gli eventi sono aumentate e passano da 263 a 290 mila euro. Il Consiglio della Lombardia sfora nelle previsioni per il 2017 i margini previsti dalla legge per le spese per relazioni pubbliche, convegni, mostre, pubblicità e di rappresentanza (previsione 2017 € 377.649,00 - margine dl 78/2010 € 207.771,00 ) che non sono certo necessarie e inderogabili. Finalmente diminuiscono le spese della presidenza per il Calre, un'iniziativa che ha risvolti meramente propagandistici per il Presidente del Consiglio regionale, ma da stanziamenti eccezionali sono stati trasformati in spese cicliche e peraltro di importo tutt'altro che trascurabile di 38 mila euro.

Eugenio Casalino - Consigliere regionale del M5S e Segretario alla presidenza del consiglio

"Incrementare e comunque ripristinare i fondi previsti per il finanziamento del capitolo diritto allo studio universitario". E questo l'oggetto di un ordine del giorno al bilancio regionale firmato dal consigliere del M5S Lombardia Andrea Fiasconaro  che raccoglie la denuncia del Sindacato Universitario Link che rilevava, nei giorni scorsi, un taglio al diritto allo studio e per le borse di studio per un totale di quasi 11 milioni di euro con una riduzione del 35 per cento, rispetto alla situazione pre-tagli, che ammontava complessivamente a 31,5 milioni di euro. Per Fiasconaro: "La Lombardia deve garantire il diritto allo studio senza se e senza ma. Tra gli obiettivi prioritari dell'azione di Governo di Maroni c'è il rafforzamento del sistema universitario e un più efficace sostegno degli studenti capaci e meritevoli. Questi tagli sono intollerabili perché vanno in direzione diametralmente opposta. Tra l'altro, uno degli obiettivi della strategia Europea 2020 è l'aumento del 40 per cento dei 30-34enni con un'istruzione universitaria. La Lombardia, se davvero vuole definirsi eccellente, non può stare alla finestra e ci auguriamo che il nostro ordine del giorno trovi il consenso e il sostegno di tutte le forze politiche".

La notizia si è diffusa oggi: il pm Sartori ha chiesto il commissariamento integrale e della revoca del cda della società Fiera Milano. E' ampiamente dimostrato che la mafia riesce a infiltrarsi quando la politica e le istituzioni lo consentono e il penoso caso Fiera Milano, con le sue nomine politiche, rappresenta una testimonianza esemplare. La politica è presente solo nel momento della spartizione delle poltrone, mai nei momenti di controllo. Maroni spende un milione di euro all'anno per ARAC un ente inutile per il contrasto alla corruzione. Gli ripetiamo che per fermare il crimine organizzato non servono patti tra gentiluomini: la vera prevenzione antimafia si fa con persone oneste e scelte per merito e competenza. Evidentemente il sistema è troppo marcio, e ci fa piacere che, pezzo dopo pezzo, stia venendo giù.

Silvana Carcano - Portavoce regionale del M5S Lombardia

 

Pedemontana è il Titanic, la Lombardia non ha 450 milioni di euro dei cittadini da buttare nell'ennesimo fallimento annunciato. Se non passerà il nostro emendamento che cancella le garanzie di Maroni al buco nero vergognoso che è Pedemontana valuteremo di rivolgerci alle autorità competenti per fermare l'opera. I soldi che risparmieremo grazie all'emendamento devono andare alle piccole e medie imprese. E' ora di dire basta al finanziamento pubblico che finisce solo alle grandi opere inutili e al consumo di suolo. Dobbiamo investire sulle PMI, in coerenza con gli obiettivi del M5S di rilancio della lombardia, sul trasposto pubblico e sulla rete stradale esistente", così Stefano Buffagni, consigliere regionale del M5S Lombardia, che ha depositato un emendamento al bilancio che chiede di non stanziare i fondi previsti a garanzia di Pedemontana e prevede di usare quel finanziamento per ulteriori stanziamenti a favore delle PMI.

Stefano Buffagni - Portavoce Regionale del M5S Lombardia

Oltre 90 mila euro per una missione a Johannesburg. E' questa la somma monstre sborsata dalla Lombardia per presentare le imprese lombarde al summit organizzato a in Sud Africa dal Forum Ambrosetti il 18 e 19 ottobre scorso. Diciamolo chiaramente: i progetti d'internazionalizzazione delle imprese sono utili; un'occasione da non perdere per le aziende che vogliono aprirsi a nuovi mercati.

Peccato che, come vedremo dai dati che abbiamo ottenuto grazie a un accesso agli atti, se organizzati dal Vice Presidente della regione Fabrizio Sala, risultino ben lontani dal raggiungere i risultati sperati e il rapporto costi-benefici lasci molto a desiderare.

Il pacchetto Johannesburg (50 mila euro + IVA per un totale di 61 mila euro) prevedeva la partecipazione di 20 amministratori o delegati di aziende al summit con una cena di Gala e una due giorni d'incontri con delegazioni politiche e imprenditoriali locali.

La Lombardia ha portato in Sudafrica 4 aziende in tutto e un bel team di collaboratori dell'assessorato alloggiati nel 5 stelle luxury Hyatt Regency. Tra i costi di volo (16076 euro), vitto, spese telefoniche e spese di organizzazione incontri (15568 euro) il viaggio è costato più di 90 mila euro, troppo, per Gianmarco Corbetta, consigliere regionale del M5S Lombardia: "L'impressione che si ricava dalla partecipazione della Lombardia al summit Italia-Sud Africa è più quella di una costosissima gita a Johannesburg piuttosto che di una reale azione di promozione delle nostre aziende. Le potenzialità dell'evento non sembrano essere state sfruttate fino in fondo. Al contrario, su venti posti diponibili solo quattro aziende, due di cavi, una di tostiere e forni per pizze e una di vernici, delle migliaia in Lombardia, hanno accolto l'invito della Regione. Alla cena di gala erano previsti 20 imprenditori ospiti di Regione Lombardia; in realtà hanno partecipato 11 persone tra cui due consulenti a supporto delle aziende e lo staff dell'assessore".

"Da Fabrizio Sala - aggiunge Corbetta - ci si attenderebbe una maggior capacità di programmazione per iniziative come questa che evidentemente è risultata poco attraente per le imprese. Quanto alla spesa di oltre 90 mila euro, tra biglietti aerei, utenze telefoniche e spese di organizzazione degli incontri d'affari, consulenti, transfer, interpreti e facilities degli incontri d'affari, ci piacerebbe sapere se si è trasformata in accordi commerciali o ordini almeno per le quattro imprese aderenti all'iniziativa".

E' dal nostro insediamento in Regione Lombardia che chiediamo una serie di tagli alla spesa regionale con l'eliminazione delle voci improduttive come alcune voci di spesa relative al funzionamento, comunicazione, consulenze e staff della macchina regionale, oltre a quelle relative ad alcune società partecipate. Inoltre, chiediamo una revisione complessiva della programmazione degli investimenti orientata ad aiutare le PMI e alla crescita economico produttiva della Lombardia. Purtroppo è mancata la volontà politica da parte della maggioranza di operare un intervento deciso ed il quadro va peggiorando. Ancora una volta voteremo contro questo bilancio. Il M5S ha depositato numerosi, tra ordini del giorno e emendamenti, per migliorare il testo della legge di bilancio che andrà al voto tra domani e dopodomani (20-21 dicembre). Tra gli emendamenti, nell'ottica della razionalizzazione della spesa il M5S Lombardia chiede la cancellazione delle risorse per Pedemontana, la soppressione di enti giudicati inutili come Explora e Navigli Lombardi S.c.a.r.l., e la cancellazione di iniziative istituzionali come la Carle, la Conferenza delle assemblee legislative regionali, che fin qui non hanno prodotto risultati tangibili. Grande attenzione del Movimento 5 Stelle per la tutela dei beni pubblici con la richiesta di fondi per la ristrutturazione degli edifici scolastici, per l'investimento nella riqualifica del patrimonio pubblico e beni monumentali, nonché l'investimento in opere di mobilità dolce e il rimpinguamento di risorse per il Trasporto Pubblico Locale, oggi alla canna del gas, risorse per riattivare linee ferroviarie dismesse ad uso dei pendolari. M5S chiede anche un cambio di passo nelle politiche di tutela dell'ambiente con più fondi per il monitoraggio di acque, aria a terreni e per le bonifiche dei terreni inquinati da fanghi. Ben dieci emendamenti chiedono alla Giunta regionale di investire risorse per lo sviluppo e la valorizzazione dei territori montani. Con gli ordini del giorno il M5S interviene su politiche regionali di ampio respiro e sulle promesse disattese dalla Giunta guidata dal Presidente Roberto Maroni. Tra le sollecitazioni, per esempio, la richiesta di abolizione dei ticket sanitari, fondi per il diritto allo studio (dote scuola), misure per la riduzione degli inquinanti nell'aria, fondi per gli alloggi di edilizia popolare, garanzie per i punti nascita e fondi per le politiche anticorruzione, per le vittime della criminalità e per la diffusione della cultura della legalità.

Iolanda Nanni, capogruppo del M5S in Regione Lombardia

La decisione del Ministero, comunicata con grande tempismo dopo il referendum costituzionale, di chiudere entro il 2017 il punto nascita dell'ospedale Oglio Po, risulta miope e contro il territorio. Il punto nascita è un servizio irrinunciabile per tutti quei cittadini che vivono in periferia o in provincia, spesso in località non sufficientemente servite. Poche righe di una lettera per chiudere un servizio importante come il punto nascita sono una beffa. Certo i numeri parlano chiaro: non si raggiunge la soglia dei 500 parti all'anno, ma tentativi per risolvere il problema se ne potevano fare incoraggiando, per esempio, una programmazione che  puntasse su percorsi di gravidanza fisiologica, case del parto, rapporti capillari con i consultori della zona e soprattutto sulla rotazione del personale sanitario tra grandi e piccole strutture per far mantenere l'esperienza. La scelta finale della chiusura del punto nascite è del ministro Lorenzin, componente del governo dimissionario Renzi, ma se l'Oglio Po ha perso attrattività negli anni soffrendo la mobilità passiva delle partorienti anche verso altre regioni, è anche per la mancata programmazione regionale distante e penalizzante per i territori di confine, come a ben vedere l'Oglio Po è e come non gli è però spesso riconosciuto dalle politiche di Maroni. Non dimentichiamo che la zona avrebbe una potenzialità di circa 800 parti all'anno, superiore sicuramente al limite dei 500. Ora l'obiettivo deve essere il mantenimento e dunque il potenziamento di tutti gli altri reparti dell'Ospedale Oglio Po, perche' la chiusura del punto nascita potrebbe essere il campanello d'allarme per tutta la struttura ospedaliera. Basta depotenziare l'ospedale!".

Andrea Fiasconaro - Consigliere Regionale del M5S Lombardia

"Istituire una "dote trasporti" per la Milano-Treviglio tagliando fondi destinati alla Carta Plus è inaccettabile!

La Carta Plus ha fondi già risicati e insufficienti da poter anche solo immaginare di sottrarne una parte per sanare una situazione incresciosa che si è creata sulla Milano-Treviglio dove i pendolari saranno costretti a pagare il doppio per viaggiare sui treni. L'ingresso dell'alta velocità è avvenuto senza che Sorte battesse ciglio e senza che si preoccupasse di correre ai ripari potenziando il trasporto ferroviario regionale sulla linea. Ed ora è troppo comodo ricorrere ad ulteriori tagli, avvalendosi peraltro di fondi già risicati per i pendolari. Piuttosto i fondi della Carta Plus dovrebbero essere implementati per consentire l'accesso gratuito ad anziani e disoccupati come già avviene in altre Regioni.

Forse Sorte dimentica che in Lombardia abbiamo 12 linee regioexpress, 41 linee regionali, 13 suburbane e tutte necessitano di azioni di intervento, ma pare che Sorte abbia a cuore solo la sua linea ferroviaria e che pur di avere consensi e di tacciare le legittime proteste dei pendolari, sia pronto a tagliare altri servizi, da altre parti. Un comportamento inqualificabile che denota tutta l'incapacità politica di questo Assessore nell'affrontare con serietà i problemi dei pendolari lombardi." così Iolanda Nanni, capogruppo del M5S Lombardia, sull'istituzione di una dote trasporto ventilata dall'Assessore regionale ai trasporti Alessandro Sorte.

"Chiudere il punto nascita di Piario è una decisione politica infame ed è vergognoso che sia stata tenuta segreta fino a dopo il referendum, dopo mesi di promesse alla montagna. Questa è una delle tante decisioni centraliste del governo PD, che sarebbero state aggravate da una vittoria del sì.

Ora i vari esponenti PD e NCD della Val Seriana non vengano a raccontarci che chiudono i battenti per questioni di sicurezza. Sono balle: grazie al loro governo, a decine di futuri genitori dell'Alta Val Seriana e della Val di Scalve toccherà mettersi in macchina, anche in inverno con le strade ghiacciate, e sperare di raggiungere in tempo e senza incidenti Alzano. Nei prossimi giorni dobbiamo organizzare una mobilitazione popolare e chiedere a Maroni che intervenga in tutte le sedi possibili per evitare questa vergogna.

Per chi ci governa, la montagna è all'ultimo posto, luoghi sperduti sulla mappa, e non comunità di persone che hanno bisogno di servizi, ma valgono solo quando c'è bisogno dei voti. Capelli e Scandella hanno dimostrato la loro totale inadeguatezza a farsi portavoce presso il loro governo dei bisogni di chi vive la montagna bergamasca", così Dario Violi, consigliere regionale del M5S Lombardia, sulla chiusura del punto nascita di Piario.

Il sonno della Regione

Il Consiglio Regionale lavora con una lentezza disarmante, dimostrando ancora una volta la scarsa volontà politica di questa maggioranza di trovare soluzione ai problemi che stanno a cuore ai cittadini lombardi. Nelle prossime sedute, sono state calendarizzate leggi che vanno dalla gestione dei cinghiali, alla cartellonistica stradale, questioni che non sono certo in priorità per i cittadini che chiedono leggi per far ripartire l'economia delle nostre migliaia di piccole e medie imprese, reddito di cittadinanza per tutelare chi rimane escluso dal circuito del lavoro, rafforzare il trasporto pubblico locale che viene progressivamente depotenziato e ignorato. Insomma, le questioni da trattare ci sarebbero, ma non vengono messe all'ordine del giorno, vuoi per assenza di volontà politica nell'affrontarle, vuoi perché oggettivamente la maggioranza non è unita è spaccata.
Di conseguenza, si mandano avanti provvedimenti di importanza marginale rispetto alle reali esigenze dei cittadini, mentre giacciono a prendere polvere nei cassetti le proposte di legge del M5S che affrontano temi cruciali per la cittadinanza. Ed è così che la maggioranza ha innescato una sorta di pilota automatico che la fa procedere d'inerzia fino alle prossime elezioni. Cosa importa se i pendolari sono sul piede di guerra perché i nuovi Freccia Rossa sulla Milano-Treviglio hanno penalizzato il trasporto pendolare a discapito dell'alta velocità e si troveranno a pagare il doppio per viaggiare su mezzi pubblici nella Regione più inquinata d'Italia. Cosa importa se il tasso di povertà in Lombardia continua ad aumentare. Le nostre proposte sul reddito di cittadinanza, sul potenziamento del trasporto pubblico nella regione più inquinata d'Italia, sulla cannabis terapeutica sono pronte da inizio legislatura e se questa maggioranza fosse davvero responsabile le avrebbe già messe in discussione.
La situazione di stallo del Consiglio Regionale è perfettamente speculare a quella dell'esecutivo. La Giunta Maroni, infatti, in perfetto stile renziano, non fa altro che sfornare slide, come il Patto per la Lombardia, che illustrano interventi solo sulla carta, per i quali però non si trovano risorse e che quindi sono destinati a rimanere lettera morta. Basti pensare alla Riforma Sanità o alla Riforma Casa, cambiare tutto per non cambiare niente. Ad oggi infatti, nessuna delle cosiddette "riforme" della Giunta Maroni è stata ancora attuata, né vengono adottati dalla Giunta quei provvedimenti necessari a dare concretezza agli slogan dispersi ai quattro venti. Non è bastato l'esito del referendum sulle riforme costituzionali, per far capire a questa classe politica di governo che i cittadini vogliono azioni concrete, coerenza alla linea di programma sventolata in campagna elettorale, vogliono che dalle parole si passi ai fatti. Innescare il "pilota automatico", prolungando la lenta agonia della macchina legislativa regionale, non li salverà dall'inevitabile responso dei cittadini lombardi, che - ci auguriamo - si pronuncino anche in Lombardia per un governo 5 stelle. Noi siamo pronti, e con la concretezza che contraddistingue il M5S, sapremo interpretare le istanze dei lombardi e farcene portavoce, come già stiamo facendo dall'opposizione.

Iolanda Nanni - Capogruppo del M5S Lombardia

Sì a un maggior coordinamento dei finanziamenti per gli alunni con disabilità. E' questo il risultato ottenuto dal Movimento 5 Stelle Lombardia grazie a una mozione approvata dal consiglio regionale.

Paola Macchi, consigliere regionale M5S Lombardia e prima firmataria della mozione, dichiara: "La Regione, grazie alla nostra mozione, si impegna ad riprendere le competenze attualmente delle  Province sull'assistenza   e i trasporti per gli alunni con disabilità.

E' un tema centrale, non è tollerabile che alle famiglie con figli disabili arrivino  fondi, insufficienti e sempre in ritardo rispetto all'inizio delle scuole. Dalle ricerche dell'associazionismo sono stanziate per ora solo il 60% delle necessità di risorse per il trasporto e per l'assistenza degli alunni con disabilità.Avevamo richiesto che venissero stanziati da Regione Lombardia 10 milioni di fondi straordinari per questi servizi, e che si chiedesse al Governo di integrare i 70 milioni attualmente previsti ma insufficienti, ci hanno detto che in entrambi i casi non ci sono soldi, purtroppo pare che per i disabili la coperta sia sempre corta.". Confidiamo che Regione Lombardia avocando a se le prerogative delle province possa intervenire integrando con risorse proprie i fondi che mancano riconoscendo  a tanti ragazzi disabili il diritto di frequentare la scuola serenamente."

"E' inammissibile la chiusura improvvisa della maternità e della pediatria ad Angera. Il fulmine a ciel sereno che ha colpito il già vessato ospedale mi ha lasciata senza parole. Non ci risulta che ci sia ancora alcun documento ufficiale da parte del ministero che abbia rifiutato la richiesta di deroga alla chiusura dei punti nascita inferiori ai 500 parti.

Non si spiega quindi una scelta così radicale senza aver prima avvisato in tempo utile il personale, il territorio e gli amministratori locali che rivendicano correttamente il diritto di "essere informati" prima di trovarsi di fronte al fatto compiuto.  Troviamo anche più grave la chiusura della pediatria. Mi attiverò immediatamente per chiedere al direttore Brazzoli che venga ripristinato un servizio pediatrico a tempo pieno. La riforma sanitaria regionale dichiara di voler mettere al centro la persona ed è quindi doverso che la dirigenza sanitaria dia ascolto al volere dei cittadini, volere ben espresso con le oltre 7 mila firme raccolte negli ultimi mesi. Alla luce di questi fatti chiederemo al direttore Brazzoli  un'incontro apolitico aperto con cittadinanza e operatori sanitari per discutere il futuro dell'Ospedale di Angera", così Paola Macchi, consigliere regionale del M5S Lombardia.

"Siamo consapevoli dei disagi e problemi che le ripetute chiusure, ultimo caso qualche giorno fa durante la piena del fiume Po e conseguente riapertura ritardata, del Ponte di Barche di Torre D'Oglio creano nella popolazione e nei cittadini di quelle zone. Siamo anche consapevoli che pochi anni fa, nel 2010, sono stati fatti degli interventi sul ponte che però non hanno risolto definitivamente il problema delle chiusure, anzi forse in alcuni casi hanno peggiorato la situazione. Ecco perché abbiamo presentato una mozione sul tema, che si è finalmente discussa oggi, ed è stata approvata all'unanimità. Nella mozione chiedevamo che Regione Lombardia coordinasse gli enti locali, i comuni e la provincia di Mantova per individuare gli interventi necessari ma sopratutto trovasse le risorse. Sappiamo che già c'è stato l'interesse della politica locale e regionale e sopratutto che la provincia di Mantova ha individuato tre ipotesi di progetto con tre costi diversi su cui, grazie a questa mozione, ‪domani mattina si potrà iniziare a ragionare per individuare i finanziamenti per gli interventi. Ricordo la cosa più importante: Regione Lombardia si è già impegnata a coordinare gli interventi per un ponte di barche simile a quello di Torre Oglio e che si trova a Pavia, in quel caso ha finanziato interventi per 500mila euro. Ritengo sia questa la strada da seguire per trovare i soldi e oggi, grazie alla mozione, c'è un impegno formale, scritto nero su bianco. Ora si attivi il tavolo in tempi certi con la consapevolezza che la proposta non è certo risolutiva, ma serve a sollecitare l'attenzione concreta e formale sul problema e prova a dare una risposta alle legittime continue rimostranze dei cittadini della zona".

Andrea Fiasconaro - Consigliere del M5S Lombardia

"Consentire ai lombardi di esprimersi sul tema dell'autonomia e delle compentenze regionali con un referendum, temi su cui non si fa un passo avanti da trent'anni, è doveroso e va fatto al più presto. Maroni sta tirandola troppo per le lunghe, rompa gli indugi, smetta di fare dichiarazioni a favore delle urne e indichi finalmente la data del referendum. I lombardi, con il voto di domenica hanno dimostrato di voler partecipare alle grandi decisioni che li riguardano. Fra l'altro, grazie al M5S, oggi la Lombardia gode di una legge sul voto elettronico, legge proposta dal M5S proprio in ottica di contenimento dei costi e di moltiplicare le occasioni di consultazione pubblica in Lombardia. La Lombardia è la prima regione in Italia ad essersene dotata ed ora anche altre regioni si stanno muovendo nella stessa direzione. Per noi, a differenza del PD che è allergico alle urne, consultare i cittadini è un cardine dell'attività politica che deve imboccare senza indugi la direzione della democrazia diretta".

Iolanda Nanni, capogruppo del M5S Lombardia.

Siamo stati in visita al Parco Tecnologico Padano, un cluster di imprese di proprietà del Comune di Lodi, della Provincia di Lodi e della Camera di Commercio, che cerca di sviluppare le eccellenze del nostro territorio, finanziare start-up innovative, soprattutto nei settori dell'agroalimentare, della bioeconomia, della nutrigenomica e della metagenomica. In questo centro si sviluppano tecniche non invasive per l'analisi del DNA umano per prevenire eventuali malformazioni, anche prenatali, e per curare le intolleranze alimentari. Nei laboratori specializzati che il centro mette a disposizione delle start-up si sviluppa anche la bio informatica, studiando e interpretando i big data. Questo centro pubblico ha tutti i presupposti e gli strumenti necessari per fare innovazione di alto livello. Il cluster si finanzia partecipando a bandi pubblici, con l'obiettivo di competere sul mercato, ma oggi sta attraversando un momento di difficoltà, sia perché i soci sono in grossa crisi di liquidità, a causa del taglio dei finanziamenti statali, dal Comune alla Provincia di Lodi, che esiste al contrario di quello che ci ha raccontato Renzi, sia per il credito ancora insoluto che il Parco Tecnologico Padano vanta verso il Ministero della Ricerca. E' necessario che le istituzioni non abbandonino questo polo d'innovazione strategico che lavora con aziende che possono avere un'alta marginalità e creare posti di lavoro in Italia, sul territorio, senza delocalizzare. Noi terremo gli occhi aperti perché temiamo che la politica possa continuare a metterci le mani per gestire le risorse e spartirsi le poltrone, ma al contempo vogliamo valorizzare le esperienze che stanno funzionando, perché questo può portare benefici economici e posti di lavoro per la nostra regione. Il M5S farà di tutto perché nella prossima discussione in Consiglio Regionale del bilancio di previsione vengano stanziate importanti risorse per investire nella ricerca, non solo in questo cluster ma su tutto il territorio lombardo, affinché le realtà migliori possano partecipare per ricevere sovvenzioni e finanziamenti pubblici.

Stefano Buffagni - Portavoce Regionale del M5S Lombardia

"L'intramoenia non può essere una risposta alle lunghe liste d'attesa. Deve essere regolata in modo molto attento, non si può spostare su prestazioni private la richiesta di prestazioni pubbliche con il pretesto di accorciare le liste d'attesa", così Paola Macchi, consigliere regionale del M5S Lombardia, ha sollecitato l'Assessore alla Sanità Galllera con un'interrogazione sull'erogazione di prestazioni professionali in regime di libera professione all'ASST San Paolo e Carlo discussa dal Consiglio regionale.

Per Gallera, la nuova ASST, con la riforma della sanità regionale, ha trovato una situazione anomala e ha dovuto affrontare un'integrazione ,che ha definito dirompente ,per consentire la fusione dei due presidi  La necessità di continuità terapeutica ha indotto il mantenimento delle procedure già in essere e le convenzioni già vigenti che resteranno attive fino alla loro scadenza naturale. L'ASST ha istituito un tavolo tecnico per riscrivere un regolamento che riguarda anche  l'erogazione delle attività sanitarie professionali in regime di intromoenia.

Per Macchi: "Non sono soddisfatta, l'Assessore ha ammesso l'esistenza di una situazione anomala, ma non abbiamo avuto risposte chiare su eventuali anomalie rilevate nei due ospedali nell'erogazione di prestazioni di libera professione che ammontano a milioni di euro ; la nostra richiesta è di valorizzazione delle prestazioni fornite in regime pubblico, e di controllo attento su orari e organizzazione delle attività libero professionali intramurarie e allargate  ".

Con la riforma regionale sulle politiche abitative è stata introdotta una misura per il contenimento della morosità che prevede lo sconto una tantum su una mensilità del canone di locazione, a fronte della domiciliazione bancaria. Sull'adozione di questa misura il M5S aveva già espresso una posizione critica stigmatizzandone la scarsa possibilità di effettiva attuazione.

"Ho presentato un'interpellanza - spiega Iolanda Nanni, capogruppo del M5S Lombardia - per chiedere all'Assessore Regionale alla Casa di fornirmi una ricognizione sull'attuazione di questa misura e la consistenza numerica degli inquilini ALER beneficiari.

Ne è emerso il totale fallimento: fatta eccezione per ALER MILANO che ha recapitato l'informativa sulla misura a circa 30,000 inquilini a cui hanno aderito solo in 2015 di cui ben 404 non aventi diritto, le altre ALER hanno espresso varie criticità legate all'attivazione della misura. ALER Brescia-CREMONA-Mantova motiva la scelta del bollettino postale con la necessità di contenere i costi amministrativi che comporterebbe la domiciliazione bancaria, quantificati in circa 100,000euro. ALER PAVIA-LODI asserisce che nessuno degli inquilini ha accettato la domiciliazione bancaria, o perché non hanno un conto corrente o perché hanno paura che, domiciliando la bolletta, non avrebbero copertura per il pagamento. In ALER BERGAMO-LECCO-SONDRIO, nessun inquilino ha aderito e sono pervenute richieste solo da 7 inquilini in tutto. Anche ALER VARESE risponde con le motivazioni di ALER PAVIA. È quindi evidente che l'introduzione di questa misura nella nuova legge, non ha apportato nessun beneficio agli inquilini ALER ed è completamente fallito l'obiettivo di contenere la morosità per cui detta misura era stata introdotta. Motivazioni che peraltro il M5S aveva già fatto valere in sede di riforma richiedendo misure più concrete ed efficaci per prevenire e contenere il crescente fenomeno della morosità. Ora speriamo che l'Assessorato Casa ripensi a nuove misure che possano produrre effettivi benefici agli inquilini ALER in difficoltà e frenare la morosità".

Era il 28 novembre 2015 quando la Consigliera Regionale M5S pavese, Iolanda Nanni, denunciava in un'interrogazione regionale lo sforamento dei limiti di legge per il manganese nell'acqua potabile di Pavia presso i pozzi Borgo Ticino e Libertà che servono due popolosi quartieri del capoluogo di provincia: Borgo Ticino, Ticinello e Centro Storico (leggi qui). La Nanni aveva appreso i dati sugli sforamenti di legge dal sito ASM in cui i valori del manganese nell'acqua potabile per questi pozzi erano doppi rispetto ai limiti fissati dalla legge.

A distanza di un anno, finalmente Pavia Acque ha annunciato un piano di investimenti pari a circa 300.000 euro per istallare i filtri ad ossidazione che dovrebbero risolvere il problema, riportando il valore del manganese nelle acque entro i limiti di legge per i due pozzi di Pavia, nonché per i pozzi che servono i Comuni di Ceranova, Torre d'Isola e Mirabello.

Iolanda Nanni dichiara: "Ancora una volta la denuncia del M5S ha centrato il bersaglio e ora Pavia Acque, seppur con un ritardo di un anno, ha stanziato le risorse necessarie a risolvere il problema dell'eccesso di manganese nei pozzi pavesi. E' pazzesco però che Pavia Acque derubrichi questo eccesso di manganese a mero "parametro indesiderabile", quando è proprio la legge a stabilire il limite massimo e il manganese presente nei due pozzi pavesi presenta valori che sforano per oltre il doppio i valori di legge. Se la legge stabilisce dei parametri per l'acqua potabile, lo fa a tutela della salute dei cittadini, e non certo per "indesiderabilità" di certi parametri che vanno quindi rispettati, intraprendendo azioni immediate a tutela della popolazione pavese, come appunto il M5S ha tempestivamente richiesto, denunciando il problema e ottenendo - solo a distanza di un anno solare - un impegno per la sua risoluzione dagli enti preposti".

"Il M5S continuerà a seguire questo caso e ha chiedere maggiore trasparenza agli organi preposti: dobbiamo infatti tirare le orecchie al Sindaco di Pavia che non ha informato la cittadinanza su questi sforamenti e ad ASM che invece di aggiornare i dati sul proprio sito, li aveva congelati al 5 ottobre 2015, cioè alla data in cui feci l'ultimo accesso che fu poi oggetto della mia denuncia. Se non fosse stato per il M5S, oggi probabilmente quei filtri non sarebbero neanche stati presi in considerazione e i cittadini pavesi continuerebbero a bere acqua con dosi di manganese doppi rispetto ai limiti di legge, senza saperne nulla!".

In questi duri mesi di campagna elettorale abbiamo girato tutto il territorio regionale e parlato con il paese reale, in un tour lungo e faticoso, ma anche stimolante ed entusiasmante. Il risultato elettorale ci ha premiato, ma a vincere sono stati soprattutto i cittadini, che hanno dato un chiaro segnale sul modo in cui vogliono sia fatta la politica. Una politica dove Maroni & Salvini sono l'altra faccia della stessa vecchia medaglia, del sistema delle poltrone e degli interessi di poche élite privilegiate. E la Lombardia è un'eccellenza in questo campo. Ora è necessario andare al voto, per il governo nazionale e per la nostra regione.

M5S Lombardia

Un buco in bilancio da quattordici milioni: è per questo motivo, in estrema sintesi, che la Fondazione Monza e Brianza per il Bambino e la sua Mamma è da alcuni mesi al centro dell'attenzione delle cronache.

La Fondazione MBBM è stata fondata nel 2005 per mettere a frutto e sviluppare l'esperienza di 25 anni di risultati positivi del Comitato Maria Letizia Verga nella cura e nella ricerca sulle Leucemie Infantili in collaborazione con il centro di Ematologia Pediatrica dell'Ospedale San Gerardo di Monza. In 30 anni sono oltre 1800 i bambini salvati dalla leucemia, con un tasso di guarigione salito dal 30 all'80% grazie alla continua ricerca e alle nuove cure.

Dal 2009 la Fondazione gestisce direttamente i reparti di Pediatria, Ostetricia e Neonatologia all'interno dell'Ospedale e nella sua veste di organizzazione privata no profit assicura un servizio di alto livello nel contesto della struttura pubblica.

Se nell'attività clinica la Fondazione ha proseguito il percorso di eccellenza già tracciato dal Comitato Verga, ottenendo notevoli e indiscussi risultati nella cura dei piccoli malati, sembra che non si possa dire lo stesso riguardo la gestione economica: infatti gli ultimi bilanci hanno registrato gravi perdite che avrebbero ormai toccato la preoccupante cifra di 14 milioni di euro, con il rischio imminente di un ridimensionamento dell'attività svolta dalla Fondazione presso l'Ospedale San Gerardo.

Per vederci chiaro ho presentato richiesta di accesso agli atti, ma la Giunta Regionale - con un atto totalmente arbitrario e illegittimo - non mi ha inviato i documenti impedendomi di effettuare l'attività di controllo che è tra le prerogative essenziali dei consiglieri regionali.

In assenza dei documenti ho seguito la vicenda attraverso i mezzi d'informazione. In sostanza, le perdite sarebbero determinate da una serie di rimborsi a carico di Regione Lombardia e mai pervenuti nelle casse della Fondazione. Il caso è esploso quest'anno, ma già nel Bilancio del 2013 (l'ultimo pubblicato sul sito della Fondazione) si evidenziavano perdite milionarie dovute ai mancati rimborsi per prestazioni cliniche. Secondo i suoi vertici, la Fondazione avrebbe continuato a fornire le prestazioni ritenendo di aver diritto a rimborsi che invece non sono mai arrivati, accumulando così un buco di circa 14 milioni.

Il piano di rientro elaborato nelle scorse settimane dalla Fondazione su richiesta dell'Ospedale San Gerardo, socio della Fondazione nonché principale creditore, non è stato accettato dalla Regione. Mentre il direttore generale dell'ASST Matteo Stocco vorrebbe reinternalizzare la Pediatria già dal 1° gennaio 2017, l'assessore regionale Gallera è di tutt'altro avviso e auspica una risoluzione della vicenda mediante un nuovo piano di rientro che dovrà essere valutato entro questo mese.

Nel corso delle settimane il dibattito pubblico si è concentrato sulle possibili vie d'uscita, ma le cause che hanno portato alla situazione attuale sono rimaste in secondo piano: invece è necessario fare chiarezza per capire davvero che cosa sia accaduto. In questo senso è senz'altro positivo e apprezzabile il fatto che l'ASST di Monza abbia inviato gli atti alla Corte dei Conti per una verifica circa un possibile danno erariale alla pubblica amministrazione, ma la situazione si trascina ormai da alcuni anni: perché non è stata affrontata prima? Chi avrebbe dovuto vigilare? Nessuno dei soggetti preposti all'interno dell'Ospedale e della Fondazione si era accorto dei grossi debiti che si accumulavano? Perché non sono stati presi provvedimenti e si è lasciato che la situazione si aggravasse fino a esplodere nel 2016? Senza poter leggere le carte è difficile dare delle risposte, ma è certo che se la Regione avesse controllato per tempo i conti della Fondazione non saremmo certo arrivati alla situazione attuale, in cui la continuità di quest'ultima è a rischio!

Come si legge sul sito di FMBBM, "La tipologia di Fondazione misto pubblico/privato no profit svolge una funzione pubblica rilevante, ma consente una maggiore flessibilità rispetto agli obiettivi, ha processi decisionali più snelli e dispone di un flusso aggiuntivo di risorse economiche gestite direttamente." Ben vengano la flessibilità e la snellezza dei processi decisionali, ben venga il flusso di risorse aggiuntive, ma di fronte a un buco di 14 milioni viene il sospetto che la gestione economica della Fondazione abbia mancato del rigore necessario.

Inoltre, secondo quanto riportato dalla stampa, dal 2009 a oggi il Comitato Verga avrebbe elargito alla Fondazione ben 25 milioni di euro: un fiume di denaro che non è "pubblico", ma è comunque donato dai cittadini e pertanto merita una gestione ineccepibile e un controllo rigoroso! Invece, a giudicare da quanto accaduto, si ha l'impressione che il controllo non sia stato adeguato.

Sia ben chiaro: come M5S Lombardia crediamo fermamente nel prezioso servizio assicurato della Fondazione nella cura dei piccoli malati e riteniamo che garantire la continuità del servizio sia la priorità assoluta.

A tal fine l'eccellenza nell'attività clinica deve essere sostenuta e protetta con una attenta gestione economica e un controllo molto rigoroso a garanzia della legalità e del buon uso delle risorse donate dai cittadini: in questo modo la Fondazione potrà continuare a sostenersi senza necessità di inopportuni interventi di salvataggio da parte della Regione e il grande lavoro svolto finora potrà proseguire con sicurezza e fiducia, giorno dopo giorno, per guarire sempre un bambino in più!

La riforma costituzionale di Renzi & Friends contiene lo scippo delle competenze regionali da parte del Governo. Non saranno più gli enti locali, cioè regioni e comuni, a occuparsi dei temi specifici dei territori, ma interverrà lo stato con la cosiddetta Clausola di Supremazia. In pratica, se il Governo deciderà di costruire nuovi inceneritori nella vostra regione, o l'ennesima autostrada inutile che devasterà i vostri comuni, basterà che dica che è di "interesse nazionale" e così né le amministrazioni comunali, né le regioni potranno dire o fare nulla per opporsi. La riforma costituzionale del PD (il partito che ha votato contro la legge M5S per ridurre lo stipendio ai parlamentari) non porterà un vero risparmio sui costi delle regioni.

Infatti gli unici fondi che si limita a tagliare rappresentano solo l'1% del bilancio del consiglio regionale, e non ci sarà un vero risparmio perché i servizi acquistati con questi fondi verranno comunque erogati direttamente dalle strutture dei consigli regionali. I veri sprechi, quelli delle giunte regionali, cioè i premi ai dirigenti, le moltiplicazioni di poltrone non verranno minimamente toccati. La riforma costituzionale della Boschi e dell'alleato Verdini regalerà gite a Roma a chi non ha voglia di lavorare come consigliere regionale e immunità parlamentare (anche rispetto a reati già compiuti) a chi ha rubato o truffato la pubblica amministrazione. Se votate sì, consiglieri corrotti e sindaci disonesti brinderanno alla vostra salute.

La riforma costituzionale delle banche d'affari accentra le competenze a Roma per facilitare la realizzazione delle grandi opere, permettendo, ad esempio, di gestire le gare a livello nazionale. Opere che sono fonte di mazzette, corruzione, devastazione dell'ambiente e del paesaggio, che non servono a nulla e spesso non vengono completate. La riforma costituzionale delle bufale, in Lombardia e molte altre regioni, aumenterà lo stipendio ai consiglieri regionali, equiparandolo a quello dei sindaci dei capoluoghi di regione. Infatti, il sindaco di Milano Beppe Sala ha uno stipendio più alto rispetto allo stipendio attuale di un qualsiasi consigliere lombardo.
Altro che tagli ai costi della politica, se voti sì spendiamo di più! La riforma costituzionale delle diseguaglianze creerà tra le regioni cittadini di serie A e cittadini di serie B. Infatti, le regioni a statuto speciale non vengono toccate da questa riforma e non ne subiranno i danni. Gli abitanti della Lombardia, invece, come quelli di altre regioni a statuto ordinario dovranno fare i conti con le ingiustizie che abbiamo elencato. #IoDicoNo.

Il M5S si sta muovendo ad ogni livello per sollecitare le istituzioni a non abbandonare gli ex lavoratori della Bames di Vimercate, società, ormai fallita, che occupava lo storico stabilimento di Celestica ed Ibm, e rilanciare un polo tecnologico importante e strategico per il nostro territorio. La nostra interrogazione fa seguito a quella del deputato 5 stelle Davide Tripiedi del marzo scorso, in cui ha richiesto al Governo di assumere iniziative per favorire un piano di ricollocamento urgente per tutti gli ex dipendenti delle fallite aziende Bames e della controllata Sem e di promuovere un piano di reindustrializzazione dell'imponente sito aziendale, anche alla luce di un impegno formale di Regione Lombardia che avrebbe dovuto prevedere l'avvio di un percorso volto a rilanciare il settore ICT sul territorio.
Obiettivo del progetto era quello valorizzare il capitale umano e tecnologico in collaborazione con i diversi livelli di governo nazionale e locale. Parole che sono rimaste solo belle intenzioni, dato che, a distanza di quasi due anni, la situazione degli ex lavoratori non è cambiata. Sulla vicenda si è attivato anche il sindaco M5S di Vimercate Francesco Sartini che, dopo un confronto diretto con le parti in causa, sta predisponendo un sollecito formale nei confronti del Governatore Maroni. Come gruppo regionale abbiamo appena depositato un'interrogazione per spronare Maroni affinché, come aveva promesso un paio d'anni fa, si dia da fare per favorire la reindustrializzazione del sito.
Insomma, il M5S si sta muovendo a tutti i livelli istituzionali per tentare di sbloccare una situazione impantanata da troppo tempo. Da un lato i lavoratori hanno il diritto a ricevere risposte concrete e certe sul loro futuro, dall'altro il territorio ha bisogno di tornare ad essere un faro nel campo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione. Attendiamo fiduciosi la risposta e un segnale forte dalla Regione.

Gianmarco Corbetta - Portavoce Regionale del M5S Lombardia

"Apprendiamo di questo questo ennesimo gravissimo incidente alla raffineria di Sannazzaro de Burgondi. Ci auguriamo che non ci siano vittime e che siano state attivate tutte le misure atte a tutelare la salute della popolazione. E' proprio in casi come questo che si rivela l'irresponsabilità di quelle istituzioni che hanno autorizzato la costruzione della più grande discarica d'amianto d'Italia proprio al confine con la raffineria. In caso di incidente, come quello di oggi, sarebbe un disastro ecologico e sanitario irreversibile", così Iolanda Nanni, capogruppo del M5S Lombardia.

Fonte foto: Leggo.it

Il torrente Coppa, affluente del Po, è vittima da anni di un costante degrado, dovuto a forme di inquinamento persistente, come hanno evidenziato diverse segnalazioni di cittadini, Sindaci, nonché inchieste del Corpo Forestale, l'ultima delle quali risale ad Aprile 2016 e dal M5S con una prima interrogazione depositata a maggio 2016, a prima firma della Consigliera Regionale pavese Iolanda Nanni.

All'interrogazione della Nanni, l'Assessore Regionale Terzi aveva risposto a giugno scorso in maniera del tutto insoddisfacente. Pertanto, la Consigliera Nanni, a seguito di una serie di accessi agli atti con i quali ha acquisito nuovi dati regionali sullo stato del torrente, ha depositato una nuova interrogazione che chiede all'Assessore di indagare sull'origine del degrado del torrente Coppa, proponendo azioni risolutive non ancora adottate dalla Regione.

"Alla nostra prima interrogazione - dichiara Iolanda Nanni - in cui evidenziavo la totale assenza di vita nel ultimi 12 chilometri del torrente Coppa, l'Assessore all'ambiente aveva risposto in maniera piuttosto evasiva asserendo che, dopo gli interventi realizzati nel 2015 per l'ammodernamento/ampliamento dei depuratori del Comune di Casteggio e della ditta AB Mauri, la situazione non sembrava destare preoccupazioni. La dichiarazione dell'Assessore regionale fu la seguente: «La situazione è stata pertanto continuamente monitorata e non sembra, al momento, generare preoccupazione».

"In realtà - continua Nanni - le parole della Terzi sono state immediatamente smentite sia dalla nuova indagine in corso del Corpo Forestale, sia dai nuovi dati regionali sul torrente Coppa, di cui sono entrata in possesso mediante un regolare accesso agli atti e che ho esaminato in stretta collaborazione con gli attivisti del M5S di Casteggio (PV). Si tratta infatti di nuovi dati ufficiali ed analisi certificate che continuano a segnalare anomalie sul torrente, anche dopo l'ammodernamento dei depuratori del Comune di Casteggio e della ditta AB Mauri. Ed è proprio sulla base di questi nuovi dati certificati, che ho predisposto una nuova interrogazione. "

"I problemi sul torrente Coppa - continua Nanni - si protraggono da troppi anni senza che sia individuata a monte la fonte dell'inquinamento. Con l'interrogazione, ho pertanto proposto all'Assessore di adottare nuovi strumenti per porre rimedio a questa incresciosa situazione. In particolare, ho chiesto che sia avviato, mediante ARPA, il «monitoraggio di indagine», sino ad oggi incredibilmente mai effettuato da ARPA. Si tratta di un monitoraggio specifico che consente di risalire alla fonte dell'inquinamento e quindi di rimuoverla definitivamente. Inoltre, ho chiesto di effettuare analisi a campione degli scarichi diretti di reflui industriali nel torrente Coppa. L'ultima analisi a campione effettiva di scarichi di reflui industriali nel Coppa risale infatti al lontano 2012, anno in cui ARPA certificò lo sforamento dei parametri ambientali e sanitari di ferro e solfati. Dopo la certificazione di tale sforamento dei parametri di legge, i sopralluoghi ARPA sugli scarichi industriali sono costantemente andati a vuoto, nel senso che i campionamenti non sono più stati effettuati per via di circostanze ostative. E' necessario invece che tali campionamenti sugli scarichi industriali nel torrente riprendano al più presto."

"Il sospetto di un intreccio inquietante fra l'inquinamento persistente del Coppa, il depuratore di Casteggio che, nonostante i lavori eseguiti con grande dispendio di soldi, pare non essere in grado di fare il proprio dovere e i controlli di ARPA andati "a vuoto" sugli scarichi di AB Mauri, mi ha convinta a richiedere all'Assessore anche tutta la documentazione relativa ai finanziamenti ed al collaudo del depuratore e a sollecitare controlli effettivi su AB Mauri. Non sono più tollerabili ritardi o scuse: è necessario intervenire per il ripristino della salubrità e di condizioni sanitarie e ambientali sicure del torrente Coppa. E' tempo di rompere il muro di silenzio che è calato sull'intera vicenda e di fare chiarezza con interventi puntuali e mirati".

Il M5S Lombardia ha depositato oggi una richiesta d'audizione urgente sui fatti occorsi all'Ospedale di Saranno. M5S chiede di ascoltare "la Direzione Generale dell'assessorato Welfare di Regione Lombardia e la Direzione Generale della ASST della Valle Olona",  "per essere portati a conoscenza della situazione e dei controlli effettuati in questi anni dalle due DG sul suddetto Ospedale".

Paola Macchi, consigliera regionale del M5S Lombardia, dichiara: "La situazione è molto grave e confusa, riteniamo indispensabile fare immediatamente questa audizione. Il passo successivo sarà quello di chiedere una commissione d'inchiesta sui controlli effettuati in questi anni e sullo svolgimento della Commissione istituita dalla direzione ospedaliera di Busto Arsizio nel 2013, proprio per indagare sull'operato di Cazzaniga dopo le denunce di alcuni infermieri,  che non porto' a nulla. In queste vicende deve essere evitato il rischio di gettare ulteriore discredito sui presidi ospedalieri e sulla professionalità di migliaia di persone che ci lavorano onestamente. E' una questione di sicurezza per la vita stessa dei cittadini, e di dovere da parte dei dirigenti di approfondire opportunamente le denunce fatte dallo stesso personale sanitario; e' chiaro che devono emergere tutte le responsabilità di chi non ha controllato a dovere e non ha preso provvedimenti per tempo".

"Un enorme fiocco rosso, una volta all'anno, è utile ma non è sufficiente per combattere l'AIDS. I dati epidemiologici sono preoccupanti e la Regione Lombardia da anni latita nelle politiche di prevenzione concreta, di promozione dell'uso del condom e del femidom, nella spinta al test HIV e nel sostegno a politiche attive contro i pregiudizi che investono le persone sieropositive. Una Regione Lombardia davvero attenta alle politiche di prevenzione avrebbe già istituito la Commissione regionale per la Prevenzione e il Controllo dell'infezione da HIV. Senza quella commissione la prevenzione risulta sostanzialmente ferma. Va poi ripresa una collaborazione diretta con le associazioni e le organizzazioni impegnate su questo fronte, perché vengano messe in atto campagne di sensibilizzazione nelle scuole sull'uso del profilattico e perché le informazioni sulla prevenzione siano inserite nei programmi scolastici come chiedeva una nostra mozione approvata dal Consiglio regionale. Solo con provvedimenti concreti l'1 dicembre si trasformerebbe un giorno di festa e di vera lotta all'aids"

Iolanda Nanni, capogruppo del M5S Lombardia.