Maggio 2016

Anche per quest'anno i consiglieri regionali lombardi del MoVimento 5 Stelle hanno mantenuto la parola data agli elettori in campagna elettorale e si sono tagliati stipendi e diarie. Raggiunge così il milione di euro la somma restituita alle casse della Regione e versata nei fondi di sostegno alle piccole e medie imprese in Lombardia. Questa cifra si aggiunge agli oltre 2 milioni di euro di rimborsi elettorali non richiesti dal Movimento alle elezioni regionali del 2013.

Per Gianmarco Corbetta, capogruppo del M5S Lombardia: "Altro che i tagli di Maroni e Cattaneo. In tre anni abbiamo restituito al sistema economico regionale e alle piccole e medie imprese un milione di euro. Non esistono precedenti in questo senso nella storia della Lombardia segnata da una casta di politici arraffoni.

I veri tagli dei costi della politica si possono fare subito se solo i consiglieri regionali, che guadagnano quasi 9 mila euro al mese, si riducessero lo stipendio come abbiamo fatto noi. Se tutti i consiglieri lombardi seguissero il nostro esempio, rendicontando puntualmente anche le spese, si potrebbero risparmiare oltre 15 milioni di euro nell'arco di una legislatura. Sono soldi pubblici che aiuterebbero a implementare politiche concrete contro la disoccupazione e a sostegno dei tanti piccoli imprenditori, commercianti e artigiani in Lombardia che vivono momenti di grande difficoltà.

Sia il civismo di Ambrosoli, che la presunta buona politica del PD, che le scope di Maroni si sciolgono come neve al sole di fronte alla prospettiva di un gesto tanto semplice quanto concreto: tagliarsi lo stipendio per rendere la propria classe politica realmente più vicina ai cittadini, non solo a chiacchiere. Per il M5S la politica non è un lavoro per arricchirsi ma è un servizio ai cittadini, e lo dimostriamo con i fatti. Abbiamo invitato più volte gli altri gruppi politici a tagliarsi lo stipendio; la risposta? Non pervenuta".

buffagni

carcano

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corbettta

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maccabiani

nanni

L'Autorità Nazionale Anticorruzione richiama il Comune al rispetto delle disposizioni, a seguito dell'esposto del M5S Pieve Emanuele sui lavori svolti presso il Parco di Via Doninzetti:

Il 5/6/15 rileviamo la presenza di operai impegnati presso il Parco di Via Doninzetti.

Il 6/6/15 trasmettiamo richiesta atti per conoscere la procedura di riferimento dei suddetti lavori.

Alcuni giorni dopo, apprendiamo dall'Albo Pretorio dell'Affidamento dei suddetti Lavori in data 8/6/15 e 9/6/15 (determine con importi e informazioni qui -> https://goo.gl/RgUu6H , https://goo.gl/u7G4wg).

Non riuscendo a capire come sia possibile iniziare i lavori prima dell'individuazione formale dell'Impresa Appaltatrice, cerchiamo di approfondire la vicenda, tramite richieste atti che poi ci portano a presentare una prima interrogazione, il 14/7/15 (che si può leggere qui ->https://goo.gl/c4W0qq), dove chiediamo, oltre a quanto già detto, di fornirci copia delle sedute di gara.

Il 31/7/15 riceviamo la risposta dell'Amministrazione (che si può leggere qui -> https://goo.gl/AinppB) che ci lascia senza parole, secondo il nostro punto di vista, per il contenuto quasi incomprensibile e per il goffo tentativo di far passare la data termine per il deposito delle buste di gara (29/5/15) con quelle dell'Aggiudicazione degli appalti (8/6/15 e 9/6/15). Inoltre, non ci viene trasmesso alcun verbale di gara confermando, di fatto, le date di aggiudicazione del 8/6/15 e 9/6/15.

Nel giornalino n. 3 del 2015 di metà settembre raccontiamo la storia, esprimendo tutte le nostre perplessità -> https://goo.gl/WBAVbZ

Il 9/9/15, il 28/9/15, l' 11/11/15 proviamo ancora a chiedere informazioni circa l'esistenza di eventuali verbali di gara e a chiederne copia.

Il 9/12/15, non avendo ricevuto risposta, depositiamo una nuova interrogazione (che si può leggere qui -> https://goo.gl/q6B84v) per tentare di capire quanto successo, nell'esclusivo interesse dei Cittadini di Pieve Emanuele e dell'Ente.

Il 12/1/16 riceviamo la risposta dell'Amministrazione (che si può leggere qui -> https://goo.gl/qCy1Iv) in cui, invece di trovare un chiarimento in merito alla vicenda, troviamo una seccata replica da parte del Sindaco sulle domande sottoposte a cui, però, secondo noi, non era stata data risposta.

Nelle settimane successive, non trovando in tutte le richieste atti e interrogazioni, chiarimenti e giustificazioni fondate in merito ai lavori, iniziati prima dell'individuazione dell'Impresa da parte degli uffici competenti, decidiamo di procedere con un Esposto agli Enti competenti per chiedere di dirimere la questione.

Il 16/05/16 l'Autorità Nazionale Anticorruzione, dopo aver esaminato attentamente la documentazione, con una lettera (che si può leggere qui -> https://goo.gl/34aSgv) indirizzata al Comune e per conoscenza al nostro Portavoce Gregorio Mammì, conferma, di fatto, la nostra ipotesi:

Nello svolgimento di questi lavori sono stata violate delle disposizioni!

Noi, come sempre, lasciamo valutare al Cittadino quanto succede nel nostro Comune.

In questo caso, però, come Gruppo Consiliare, non possiamo far passare quanto successo come se fosse una critica su una mozione bocciata, una segnalazione non presa in considerazione, ecc:
Qui si parla del rispetto del Codice degli Appalti pubblici e, in generale, della Legge da parte dell'Amministrazione Comunale ed, inoltre, del comportamento del Sindaco e della Giunta quando vengono "sollecitati", dall'opposizione, a valutare alcune presunte anomalie.
Inoltre, per il nostro Gruppo, non si tratta di una novità in quanto già alcuni anni fa abbiamo segnalato strane discrepanze tra "le carte" e "la realtà" (http://goo.gl/7X4jni).
Pertanto, se in altre sedi verrà confermato quanto ipotizzato, non potremmo fare altro che chiedere l'adozione di provvedimenti contro i Responsabili nonché procedere alla richiesta di dimissioni del Sindaco e della Giunta, per la palese incapacità di valutare quanto successo sotto il loro naso.

Lombardia Informatica ha messo a rischio la privacy dei lombardi. Secondo il Garante per la protezione dei dati personali "sono state riscontrate condotte non conformi al Codice della Privacy". Il caso scoppiò  lo scorso novembre quando il portavoce del M5S Dario Violi denunciò in un video e segnalò all'Authority la gravissima falla nel sistema di Lombardia Informatica (riguardante precisamente la piattaforma MUTA), dove per giorni sono risultati accessibili sul web dati sensibili di dieci milioni di lombardi.

"Il fatto è gravissimo, qualunque delinquente, persino un pedofilo o un truffatore, poteva accedere ai dati sensibili dei lombardi e risalire a indirizzo, telefono o informazioni sui figli dei cittadini registrati. Oltre al danno la beffa, sono gli stessi lombardi con le tasse a pagare profumatamente l'incompetenza di Lombardia Informatica. Ci auguriamo che chi ha ideato un sistema che ha messo a rischio la sicurezza di 10 milioni di lombardi sia allontanato. Come al solito, se non fosse stato per il M5S nessuno se ne sarebbe accorto. I politici, che hanno il dovere di controllare, evidentemente dormono.

Lombardia Informatica è una partecipata di Regione Lombardia che gestisce 190 milioni di fondi pubblici e che dovrebbe avere come mission quella di migliorare la qualità della vita dei cittadini attraverso l'utilizzo dell'Information & Communication Technology, e che per questo gestisce i dati personali di tutti i lombardi. Si presume che un'azienda preposta a un compito così delicato abbia un sistema di sicurezza adeguato, a prova di hacker. E invece, altro che hacker! Sono bastati imprenditori onesti capaci di usare il computer, capitati per delle operazioni di routine sul sito del sistema regionale lombardo, per scoprire quanto fosse semplice in poche mosse, conoscendo il codice fiscale, risalire a tutti i dati sensibili di ogni cittadino lombardo, compreso indirizzo e numero di telefono. Questa vicenda ci dimostra ancora una volta come vengano mal gestite le nostre aziende partecipate che così diventano un danno per i cittadini più che una risorsa."

Dario Violi - Consigliere Regionale del M5S Lombardia

Il Movimento 5 Stelle al Consiglio regionale della Lombardia ha presentato un'interrogazione per chiedere alla Giunta Maroni chiarimenti sull'affidamento "allo spin doctor di Matteo Salvini della realizzazione del nuovo sito internet" della Asst Franciacorta, ovvero l'ex azienda ospedaliera.

 

"Si dice che chi trova un amico trova un tesoro, e questa volta il tesoro lo ha trovato la società di Luca Morisi, uomo che guida la comunicazione sui social del leghista Salvini. Il caso vuole che il Direttore Generale dell'ASST Franciacorta in Lombardia, considerato in quota Legaabbia affidato proprio allo spin doctor di Salvini la realizzazione del nuovo sito internet della struttura sanitaria per una cifra di 35.000€Nella verde Padania evidentemente i talenti li cercano solo a casa loro, prima in famiglia e poi tra gli amici. Solo per il M5S la meritocrazia è un valore, altro che i chiacchieroni della verde Lega, Salvini in primis."

Stefano Buffagni - Consigliere Regionale del M5S Lombardia

La Regione Lombardia ha dato seguito alla risoluzione del del M5S Lombardia, approvata dal Consiglio regionale l'8 marzo scorso, che chiedeva di avviare stage per studenti delle scuole secondarie superiori in regione per favorire i percorsi di alternanza scuola lavoro. Cinque ragazzi di un liceo scientifico di Milano lavoreranno per una settimana per il Consiglio regionale.
Paola Macchi, consigliere regionale del M5S Lombardia, dichiara: "Abbiamo cercato di mettere una piccola toppa alla fallimentare Buona Scuola di Renzi che non solo ha fatto una legge che scontenta la maggior parte di chi la scuola la vive quotidianamente da insegnante o da studente , ma nemmeno pensa ai problemi concreti di attuazione di quanto proposto. Sono stati gli stessi presidi a denunciare le difficoltà nel garantire l'alternanza scuola lavoro ai ragazzi delle scuole superiori a causa delle pochissime aziende e istituzioni che si iscrivono al registro e si offrono di ospitare e seguire i ragazzi. La risoluzione, oltre a chiedere un intervento a Roma per semplificare l'iter di accesso agli stage per le aziende, chiedeva che la Lombardia desse il buon esempio consentendo agli studenti un tirocinio presso amministrazioni pubbliche, musei o biblioteche. Ci auguriamo che l'esperienza di questi ragazzi, che possono vivere in prima persona l'attività dell'istituzione regionale, sia ripetuta e ampliata".

 

"Quanto a propaganda Maroni non è secondo a nessuno. E' da quando si è seduto sulla poltrona di presidente che più in là della campagna elettorale non riesce ad andare. Stando alle affissioni che ha pagato con i soldi dei lombardi la Lombardia è ormai un paradiso terrestre: niente bollo, niente ticket e reddito d'autonomia per tutti.

La realtà è sotto gli occhi di tutti: sprechi, tangenti, code per fare gli esami in ospedale e il reddito di cittadinanza è un miraggio. Invece di continuare con gli 'spottoni' pubblicitari potevano spendere i soldi della campagna sul reddito per aprire un nido pubblico,  visto che in Lombardia ne abbiamo  troppo pochi. Evidentemente preferisce farsi propaganda a spese nostre", così Gianmarco Corbetta, capogruppo del M5S Lombardia, commenta i costi esorbitanti (1,5 milioni di euto) della campagna di comunicazione sul reddito di autonomia diffusa dalla regione.

Brescia - Il 27 Maggio, nel ricordo della strage di Piazza Loggia, il M5S invita i cittadini bresciani al Piccolo Cinema Paradiso per tre proiezioni speciali del documentario "Brescia 1974 - Strage di innocenti".

Il maestro Silvano Agosti, autore e regista del documentario, guiderà gli spettatori in questo viaggio nella ricordo di un episodio tragico che ancora oggi rappresenta una ferita aperta per Brescia.
Ad accompagnare questa fondamentale testimonianza, il regista bresciano presenterà il suo ultimo lavoro "Il Fascino dell'Impossibile",  un docufilm  sulla nascita di Oasi, struttura ospedaliera specializzata nella ricerca sul ritardo mentale e centro di ospitalità riservata ai disabili, e la storia del suo fondatore Luigi Orazio Ferlauto.

Al Piccolo Cinema Paradiso, in via Francesco Lana 15, per questa apertura straordinaria sono previste tre proiezioni: alle ore 18:00 - 20:00 - 22:00

Sarà un momento intenso per ricordare alle passate e nuove generazioni un capitolo di storia bresciana fondamentale, e occasione per riscoprire il Piccolo Cinema Paradiso, una realtà intellettuale e culturale ancora troppo nascosta nella nostra città.

MoVimento 5 Stelle Brescia

Il nuovo Direttore Generale di Brianzacque è Sergio Facchinetti. Nel comunicato, la Società precisa che "la scelta della figura di vertice del management societario è stata oggetto di una selezione avvenuta in più step: prima, da parte di una società specializzata nell'attività di reclutamento del personale che ha esaminato 22 aspiranti direttori e che, al termine del procedimento, ha elaborato una short list composta da sei nomi. Quindi, da una commissione esterna "ad hoc", composta da docenti universitari e professionisti, esperti di diverse materie: tecniche, economiche, giuridiche e finanziarie."

Al di là dei proclami e delle buone intenzioni, nei fatti appare evidente la scarsa trasparenza adottata da Brianzacque nel condurre l'operazione e inevitabilmente tornano alla mente le voci di corridoio che nel già nel 2013 davano per favorito lo stesso Facchinetti: all'epoca un'analoga procedura di selezione fu aperta e poi misteriosamente chiusa.

Veniamo ai fatti di quest'anno: nell'avviso pubblicato sul sito della società il 19 gennaio 2016 viene descritta la procedura e in particolare al punto 5 sono indicati alcuni passaggi molto importanti che poi non hanno trovato riscontro nella realtà.

In relazione alla seconda fase valutativa, i criteri specifici di valutazione dei curricula e del colloquio, nonché i relativi punteggi, saranno stabiliti dalla Commissione giudicatrice e verranno recepiti nell'apposito verbale che verrà redatto nel corso dei lavori delle sedute di selezione.

Da quanto mi risulta, al termine della selezione Brianzacque avrebbe rifiutato l'accesso agli atti a un candidato. Se confermato, sarebbe un fatto molto spiacevole: se tutto è stato davvero improntato alla massima correttezza e trasparenza, come si conviene a una società pubblica, non si capisce perché non si debba mettere a disposizione dei candidati la documentazione che li riguarda.

Ma c'è di peggio. Proseguendo la lettura, si scopre che:

La graduatoria finale e il nominativo del/la candidato/a prescelto saranno pubblicati nel sito web della Società www.brianzacque.it

Nei fatti, l'unica informazione pubblicata sul sito è il nome del candidato prescelto: per quale motivo la graduatoria non è stata pubblicata come previsto dalla procedura? Questa reticenza è assolutamente inopportuna e inaccettabile! A maggior ragione se andiamo a leggere il passo successivo:

La società si riserva la facoltà di costituire una graduatoria dei candidati valutati idonei, con indicazione della durata di validità, cui fare riferimento in caso di mancata copertura della posizione per rinuncia o forza maggiore da parte dei soggetti primi classificati o per assunzioni future aventi ad oggetto analoghi profili professionali.

Dunque la funzione della graduatoria non si esaurisce oggi con la scelta del Direttore Generale ma potrebbe servire in futuro per attingere candidati per altri incarichi! A maggior ragione, insomma, si può sapere chi sono questi candidati - avvolti dal mistero - che, da un momento all'altro, potrebbero ritrovarsi catapultati sulla prima poltrona disponibile?

Brianzacque rispetti la procedura che essa stessa si è data nell'avviso di selezione e pubblichi la lista dei nomi con i relativi punteggi.

Diversamente, qualcuno potrebbe ragionevolmente sospettare che la società abbia qualcosa da nascondere!

 


Il 23 maggio una delegazione del M5S formata dai portavoce regionali Silvana Carcano e Giampietro Maccabiani, dal candidato sindaco per Milano Gianluca Corrado, dai parlamentari Paola Carinelli, Vito Crimi, Bruno Marton e Massimo De Rosa e dagli attivisti Monica Forte e Giovanni Navicello, ha visitato il cantiere Expo, incontrando anche l'Ing. Molaioni di Expo Spa e il direttore di Arexpo Marco Carabelli, per verificare lo stato dei lavori di smantellamento dell'area, della messa in sicurezza emergenziale della falda acquifera, delle bonifiche dei terreni e per chiedere delucidazioni sulla sottoscrizione del Protocollo Legalità.


DISMANTLING


Abbiamo verificato lo stato di avanzamento del dismantling rispetto al cronoprogramma, per quanto riguarda i padiglioni stranieri (partecipanti ufficiali), per i partecipanti non ufficiali come Save the children, Intesa San Paolo, Unilever, Perugina, RCS, Don Bosco, Caritas, Franciacorta, McDonald's, Coca Cola, Alitalia, Food Truck, Coin e OVS, Vankee, CNH, Alessandro Rosso, Federalimentare, WAA, Enel, EuroChocolate, Kinder Ferrero, per i chioschi (Beretta, Swatch, Cruciani, Coca cola, Unilever e MSC Crociere), e per quanto riguarda manufatti chiusi e da mantenere come le architetture di servizio, i cluster, altri chioschi (Oldani, Grom, Illy, Juice Bar, La Piada, Maria Marinoni, Caffarel e Dispensa Emilia) e Slow Food.


Rispetto al cronoprogramma, ci sono diversi ritardi e imprevisti.


Secondo l'accordo Quadro del 2012 Expo avrebbe dovuto riconsegnare i terreni ad Arexpo il 30 giugno 2016, e, contestualmente, i partecipanti ufficiali avrebbero dovuto smantellare i loro padiglioni e riportare i terreni ad uso agricolo entro il 31 maggio, così da lasciare ad Expo un mese di tempo per attività conclusive. Da poche settimane, però, è stato firmato un accordo tra Expo e Arexpo che ha anticipato la riconsegna dei terreni e delle opere realizzate da Expo al primo maggio. Nonostante questo accordo, Expo continua ad accompagnare lo smantellamento dei partecipanti ufficiali dal sito. I primi giorni di novembre sono stati dedicati al ripristino della segnaletica e viabilità del cantiere per lo smantellamento. I partecipanti ufficiali, nella prima fase, hanno realizzato solo attività di trasloco degli interni con la presenza in sito di circa 300/400 operai, con il divieto di accesso a mezzi pesanti. Successivamente, senza mai superare la presenza di 1.000 unità in cantiere si è passati alla fase di smantellamento.


Ad oggi 36 lotti sono ultimati al 100%, per i quali quindi Expo detiene i documenti di avvenuta eliminazione delle fondazioni, delle verifiche di fondo scavo per la qualità dei terreni, del riempimento con materiale da cava e della riconsegna dei terreni in Tabella A. Non sono stati rifertilizzati i terreni, perché non è ancora chiara la destinazione d'uso di quelle aree.


Rimangono ancora 29 padiglioni con diversi livelli di avanzamento di smantellamento in corso. L'Accordo Quadro del 2012 prevedeva, arrivati alla scadenza del diritto di superficie, per i padiglioni ancora non smantellati l'istituzione di una Commissione per la valutazione dei costi da aggiungere per la conclusione dei lavori. Nell'aggiornamento dell'Accordo Quadro si è eliminata la Commissione, Expo e Arexpo hanno quantificato, secondo una stima, un aggravio di costi per un totale forfettario di 3,8 mln di euro. Questi costi aggiuntivi, dovuti alla previsione che alcuni padiglioni potranno rimanere non smantellati dai Partecipanti (es. fallimento del Consorzio che ha realizzato il padiglione degli Stati Uniti), verranno scalati dai 75 mln di infrastrutturazione che Arexpo deve ad Expo.


Per i partecipanti non ufficiali, esistono solo due eccezioni richieste da Arexpo stessa. Intesa ed Euro Chocolate, infatti, si trovano collocati sopra delle architetture di servizio e per evitare che Arexpo dovesse poi rifare le coperture delle aree service è stato chiesto alle due società di rinviare l'inizio dello smantellamento per evitare aggravi di costi in capo ad Expo.


Vi sono poi due situazioni di insolvenza, KIP e CCUP, che sono gestite per evitare nuovi aggravi, ma la situazione è in corso.


Per i Cluster, manufatti da mantenere, per il Fast Post Expo viene solo rifunzionalizzato il cluster Cereali, ma al momento non è stato ancora deciso il loro utilizzo.


L'ASL avrebbe contestato solo a Corea e a Russia nella fase iniziale dello smantellamento alcune irregolarità, risolte successivamente, tanto che ormai i due padiglioni sono stati rimossi.


MISE


Il MISE (messa in sicurezza emergenziale della falda acquifera) è ancora in corso. Il rischio è che si sia già in'infrazione.


La situazione, infatti, è chiara: né Expo, né Arexpo devono pagare l'attività di pulizia della falda acquifera inquinata da un privato. In particolare, la contaminazione prodotta dalla ex Weiss viene per la prima volta individuata nel 1999, per lamentele dei cittadini dovute ad esalazioni provenienti dallo scavo del collettore fognario in costruzione. Successivamente, i tecnici dell'Asl comunicavano al Sindaco del Comune di Bollate, allora Autorità competente, che la causa delle esalazioni era da ricondurre ad una contaminazione dei terreni da solventi clorurati e chiedevano al Comune di attivarsi affinché venissero intrapresi i dovuti provvedimenti per avviare la bonifica dell'area. L'origine della contaminazione fu successivamente individuata nell'area ove era collocato il deposito di sostanze chimiche della ex Weiss. Il Comune di Bollate chiedeva pertanto alla SET Telecomunicazioni (proprietaria dell'area ex Weiss) la presentazione di un piano della caratterizzazione che veniva inviato dalla Brenntag Spa, nel frattempo subentrata alla Set Telecomunicazione nella proprietà dell'area ex Weiss. Il Comune di Baranzate, di nuova costituzione, subentrava a quello di Bollate nel procedimento come Autorità Competente e richiedeva l'esecuzione di un nuovo campionamento delle acque in contraddittorio con Arpa, i cui risultati evidenziavano il permanere di una elevata contaminazione da composti organo alogenati. A seguito di questi e di ulteriori controlli nel corso del 2009 veniva richiesta ripetutamente da parte di Arpa e dagli altri Enti coinvolti la predisposizione di una barriera idraulica a valle dell'insediamento a protezione della falda, che veniva avviata nel marzo 2010 dalla Brenntag S.p.a. Nel frattempo, riguardo alle acque sotterranee, sia ASL che ARPA evidenziavano che lo sbarramento idraulico in funzione non appariva sufficiente, ed ARPA ne richiedeva l'ampliamento mediante l'inserimento di un nuovo punto di captazione nella barriera idraulica. Nel maggio 2015 Regione Lombardia approvava la proposta presentata dalla Brenntag S.p.a. di potenziamento della barriera idraulica. Ma i controlli effettuati sulla barriera già implementata evidenziavo ancora il superamento dei limiti tabellari delle acque sotterranee in uscita dal sito.


Per quanto attiene all'individuazione delle altre fonti di contaminazione, nel corso del 2014 e 2015 Arpa ha proposto in più occasioni a Regione Lombardia l'effettuazione di ulteriori accertamenti al fine di aggiornare lo stato di contaminazione della matrice terreno presente al di sotto della Via Belgioioso e negli ambiti limitrofi. Nel febbraio 2015 in un incontro convocato da Regione Lombardia venivano condivise ulteriori azioni da adottare per il contenimento degli inquinanti in falda, a seguito della valutazione tecnica inviata da Arpa nel gennaio 2015. Nello specifico veniva richiesto ai Comuni di Baranzate e Milano e a Città Metropolitana di "Attivarsi per definire le azioni necessarie per l'individuazione delle sorgenti di contaminazione".


Nonostante tutto questo pregresso e queste informazioni, si è arrivati all'apertura di Expo con la falda acquifera inquinata, tanto che Expo spa ha dovuto mettere in funzione l'impianto di sicurezza.


Per questo abbiamo chiesto ai rappresentati di Expo ed Arexpo, così come già sottolineato al dott. Grando il 2 maggio, di impegnarsi a mettere in mora le società responsabili dell'inquinamento per tutelare gli interessi e la salute dei cittadini, bloccando la prescrizione e attivando tutto ciò che è nelle loro possibilità per evitare che questa depurazione delle acque venga effettuata con soldi pubblici.


BONIFICHE


Rispetto ai dati di cui disponiamo, risulta che i 72 mln richiesti dall'ex AD di Expo Giuseppe Sala ad Arexpo non contemplano le analisi di laboratorio Arpa per un costo di 290.620,36 euro, i costi di pre-bonifica di 548.369,10 euro, i costi di gestione e assistenze perché ancora da quantificare e gli oneri istruttori di 13.816 euro; per un totale di 852.805,46 euro, l'ing. Molaioni di Expo ci ha fatto sapere che quei costi sono costi di pre-progettazione che prescindono dalla presenza o meno di bonifiche. Risultano però non comprese le spese Arpa; l'ing. Molaioni si è preso l'impegno di verificare quanto affermato.


PROTOCOLLO LEGALITÀ


Purtroppo, nonostante la mozione approvata all'unanimità a novembre 2015 da parte del Consiglio Regionale che chiedeva ad Arexpo di sottoscrivere il Protocollo Legalità, nonostante i nostri solleciti al nuovo Prefetto Marangoni, ad oggi non è stato firmato il Protocollo. A tale riguardo, Arexpo segnala di essersi già attivata presso il Ministero dell'Interno con la richiesta di attivazione del Protocollo di Legalità, per le stesse finalità condivise durante EXPO.


Arexpo informa altresì di aver già attivato più bandi pubblici onerosi. Uno riguardante l'appalto della ristorazione per il Fast Post, concluso, un altro per la locazione del Cluster Cereali per il periodo del Fast Post Expo e un altro ancora per il coordinamento, la progettazione, l'organizzazione, la realizzazione e promozione del palinsesto degli spettacoli al c.d. Open Air Theatre.


SICUREZZA DI CANTIERE E PIANI DI EMERGENZA


Un altro scopo della nostra visita ispettiva era verificare che venissero rispettate le norme in materia di sicurezza sul lavoro e che si trovasse riscontro pratico a quanto disposto dalla stessa società Expo spa nei propri piani di emergenza, il Piano di emergenza dismantling e il Piano di coordinamento emergenza dismantling.


Al nostro arrivo ci sono stati correttamente forniti tutti i dispositivi di protezione personale (elmetto, gilet ad alta visibilità, scarpe antinfortunistiche). Sul cantiere, tuttavia, alcuni operai non indossavano gli stessi dispositivi di protezione individuale. Abbiamo poi avuto modo di verificare, e lo abbiamo fatto notare ai responsabili, due inadempienze in tema di sicurezza sul lavoro: un operaio che lavorava in quota sprovvisto di imbragatura per il corpo e dispositivi di ancoraggio e un cavo elettrico poggiato a terra lungo vie di passaggio. Le segnalazioni sono state prontamente recepite da Arexpo con la conseguente indicazione ai lavoratori.


In relazione ai Piani di emergenza, non ci sono stati mostrati, sebbene lo avessimo chiesto, i "pieghevoli informativi nelle lingue italiano, inglese e francese" che avrebbero dovuto essere stampati ed esposti al fine di rendere la diffusione e la conoscenza delle procedure di emergenza più semplice, capillare e comprensibile ai lavoratori del cantiere. Avevamo inoltre chiesto di vedere la cartellonistica identificativa delle aree sicure rispetto agli scenari da incidente in azienda a rischio chimico industriale rilevante (R.I.R.). Come è noto, infatti, adiacenti all'area del sito Expo ci sono due aziende R.I.R. (Ecoltecnica e Dipharma Francis) la cui presenza impone la predisposizione della cartellonistica di cui sopra. Nonostante fossimo nell'area in cui avrebbero dovuto trovarsi i cartelli, non li abbiamo trovati.


Una volta rientrati al campo base ci è stato garantito che sono presenti i cartelli delle aree sicure; inoltre ci è stato comunicato che, come già accaduto durante l'evento, l'attuazione delle procedure di emergenza è affidata ad una squadra di emergenza presente sul sito.

L'ospedale di Vaprio deve rimanere operativo, questa è la volontà della cittadinanza, come dimostrano le 2.500 firme raccolte in una settimana contro la chiusura di questa struttura pubblica storica e punto di riferimento per il territorio (tra i promotori della petizione la nostra candidata sindaco al Consiglio comunale di Inzago). Una richiesta che arriva direttamente dal territorio che il M5S regionale sostiene con forza. Per questo i portavoce Dario Violi e Stefano Buffagni hanno affiancato e incontrato chi, tra dipendenti e cittadini, lo scorso martedì ha protestato contro i continui tagli ai servizi e al personale causati dalle politiche di Regione e Governo.

"Ci batteremo perché vengano garantite almeno le prestazioni sanitarie minime e quelle ambulatoriali. Dopo aver parlato con la dirigenza abbiamo strappato diversi impegni tra cui l'assunzione di nuovo personale medico e radiologo e l'incremento dei servizi sul territorio, in particolare quelli relativi all'assistenza domiciliare, necessario per rispondere alla costante richiesta della fetta di popolazione più anziana e più bisognosa. Abbiamo anche strappato l'impegno dei vertici a mantenere in vita il punto di primo intervento, che purtroppo verrà ridotto dalle 24 ore attuali di attività a 12 giornaliere. Ma su questo punto continueremo a dare battaglia in Regione! La politica non può voltare le spalle a quelle che sono le reali esigenze della cittadinanza. Non possiamo permetterci di andare a depotenziare la sanità pubblica e incentivare indirettamente le strutture private. I soldi pubblici devono sostenere le strutture pubbliche, le realtà importanti come l'ospedale di Vaprio!"

Dario Violi e Stefano Buffagni - Portavoce regionali del M5S Lombardia

Iolanda Nanni, consigliere regionale pavese M5S dichiara: "La recente delibera di Giunta n. 5204 del 23 maggio 2016 che introduce il criterio "escludente" per la localizzazione di impianti di smaltimento rifiuti all'interno dell'area del Corridoio primario della RER (Rete Ecologica Regionale) relativo al torrente Staffora, di fatto reintroduce quel vincolo che un anno fa la Provincia di Pavia stralciò dal PTCP (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale) e che il M5S denunciò già con un'interrogazione datata 14 maggio 2015, cioè oltre un anno fa. Il che, apparentemente, potrebbe sembrare risolutivo per il rigetto del progetto dell'impianto di pirolisi a Retorbido. Tuttavia, mentre l'Assessore Terzi canta vittoria anzitempo dichiarando di aver messo una "pietra tombale" sull'impianto di pirolisi a Retorbido, il M5S ci va coi piedi di piombo. Infatti, abbiamo immediatamente sottoposto la delibera all'esame dei nostri legali poiché riteniamo che la parola "FINE" possa essere messa solo quando la Commissione di VIA avrà decretato il rigetto del progetto e solo dopo aver esaminato su quali fondamenta giuridiche il rigetto sarà basato. Basare il rigetto dell'impianto di pirolisi sulla sola esistenza di questa delibera, infatti, espone il territorio a nuovi rischi: infatti, la società proponente potrà fare ricorso al TAR e ciò comporterà una nuova via crucis che potrà durare svariati anni.

"Proprio per questo motivo -  incalza Iolanda Nanni - abbiamo anche chiesto all'Assessorato Regionale all'ambiente di fornirci copia del parere dell'Avvocatura Regionale sull'applicabilità della DGR X-5204 emanata il 23 maggio 2016. C'è da immaginare, infatti, che la Terzi e la Giunta Regionale, prima di partorire questa delibera, si siano quanto meno premurati di richiedere all'Avvocatura un autorevole parere sia sull'applicabilità della stessa al caso Retorbido, sia sulla valutazione dei rischi e delle conseguenze in capo a Regione, in caso di ricorso da parte della IET. Il M5S si auspica che la Commissione di VIA rigetti il progetto non solo sulla base della recente delibera, ma dei numerosi criteri ostativi, nonché vizi di forma da noi evidenziati nelle quattro interrogazioni regionali depositate a partire da gennaio 2015 ad oggi.

"In altre parole - conclude Iolanda Nanni - esistono strade più solide per motivare il rigetto del progetto senza rischiare ricorsi giudiziari, basti pensare all'esempio della Provincia di Novara, che rigettò un analogo progetto di pirolisi giudicando la tecnologia della pirolisi stessa incompatibile con le norme ambientali e sanitarie, senza che la società proponente (sempre IET) facesse ricorso. A proposito, il M5S la nostra prima interrogazione, depositata il 22 gennaio 2015, cioè alcune settimane prima dell'avvio dell'iter di Valutazione di Impatto Ambientale in Regione Lombardia, allertando la Regione su questa macroscopica criticità. Come ulteriori criteri ostativi, fra i più macroscopici, abbiamo la - di fatto - natura sperimentale dell'impianto, che abbiamo rilevato nell'interrogazione depositata il 21 dicembre 2015, nonché le carenze nelle integrazioni documentali depositate dalla società proponente, da noi rilevata con la recente interpellanza datata il 20 maggio 2016. Il M5S è stata l'unica forza politica a rilevare tecnicamente tali e tante criticità sul progetto di pirolisi e lo ha fatto sempre nero su bianco con azioni istituzionali regionali depositati agli atti e consultabili sul sito del Consiglio Regionale, ricevendo dall'Assessorato Ambiente sempre risposte evasive e superficiali nel merito. Come M5S, auspichiamo quindi che ora Regione indirizzi in modo deciso la Commissione VIA a rigettare il progetto non solo sulla base della recente delibera, ma anche e soprattutto sui ben più solidi criteri ostativi da noi già evidenziati in quest'ultimo anno e mezzo al fine di scongiurare il rischio di ricorsi giudiziari."

Iolanda Nanni - Portavoce Regionale del M5S Lombardia

La grande quantità di diossina emessa nel disastro ICMESA il 10 luglio 1976 non avrebbe prodotto conseguenze sanitarie. E' quanto si desume leggendo alcuni articoli comparsi sulla stampa locale negli ultimi giorni relativi a un convegno che si è tenuto in Brianza proprio sul tema.

Per Gianmarco Corbetta, capogruppo del M5S Lombardia: "Non è la prima volta che in Brianza si tenta di edulcorare la realtà dei fatti riguardo problemi ambientali. Gli studi pubblicati dopo Seveso dimostrano che gli effetti sanitari sono stati reali e significativi. Quando si parla di eventi che hanno inciso, letteralmente, sulla pelle delle persone, qualsiasi semplificazione o banalizzazione giornalistica è semplicemente inaccettabile".

Il M5S ha chiesto un approfondimento a Federico Balestreri, medico e membro del Comitato Scientifico dell'Associazione Internazionale dei Medici per l'Ambiente - ISDE Italia, che era presente al convegno. Le sue conclusioni sono molto diverse rispetto a quanto riportato dalla stampa locale:  "Bisogna tenere presente - spiega - che sono stati presentati i dati di una esposizione acuta a diossina su un limitato di persone, meno di 3000 persone nella zona A. Inoltre le precauzioni messe in atto al momento dell'incidente hanno sicuramente contribuito ad una riduzione significativa degli impatti. Non sono stati valutati nello studio gli eccessi sia per LNH (Linfomi non Hodgkin) che per STM (Sarcomi tessuti molli), tumori caratteristici delle diossina.

Vi è stato invece incremento significativo di mortalità per alcuni tumori, e per malattie cardiovascolari e Respiratorie".

Per Balestreri: "l'incremento di malattie vascolari dovute allo stress, mi sembra abbastanza fantasiosa, anche perché avrebbero dovuto verificarsi nei primi mesi dell'evento e non spalmate sull'arco dei 40 anni.  Invece è stato molto significativo il rilievo dell'inversione nel rapporto maschi/femmine alla nascita, dimostrazione se mai ce ne fosse bisogno degli effetti endocrine disruptor delle diossine. Pertanto se affermare che a Seveso oggi si muore ancora di diossina non è corretto, sarebbe altrettanto fuorviante minimizzare i risultati dello studio, che rappresenta comunque una analisi unica nel suo genere. Sarebbe interessante monitorare l'incidenza delle patologie di interesse sulle seconde e terze generazioni degli esposti. Le esposizioni croniche a basse dosi, hanno impatti di tipo sicuramente diverso da una esposizione acuta per un brevissimo periodo di tempo. In ogni caso nella zona è sicuramente auspicabile che si eviti di emettere altre diossine, soprattutto come nel caso degli inceneritori, quando non ve ne è alcuna necessità, avendo oggi a disposizioni tecnologie alternative meno impattanti per lo smaltimento dei rifiuti".

Ieri 24 maggio 2016, una delegazione composta da alcuni Rappresentanti del Comitato Spontaneo Permanente Ospedale C. Ondoli  , da alcuni Amministratori Locali e dal Consigliere Regionale M5S Paola Macchi si è recata in visita presso l'Ospedale di Angera per incontrare il Personale Medico e ascoltare le loro problematiche.

Particolare attenzione è stata posta al Punto Nascite del Nosocomio Angerese e alla sua importanza vitale che si ripercuote su tutta la Struttura Ospedaliera.

La visita trova spunto dal Progetto di Legge che il Consigliere Regionale Paola Macchi ha depositato in Consiglio Regionale lo scorso 16 Aprile con la quale è stato chiesto che l'Ex Distretto ASL di Sesto Calende , che per l'attuale riforma del Sistema Sanitario dipende  dall'ASST dei Sette Laghi cioè Varese, ritorni con il suo Ospedale di riferimento, quello di Angera , sotto l'ASST della Valle Olona , cioè Busto Arsizio.

La visita ha permesso semmai ce ne fosse ancora bisogno, di rimarcare l'assoluta necessità dell'importanza strategica del nosocomio angerese da una parte e, dall'altro, la conferma che il punto nascite trova risposta anche da parecchi cittadini provenienti da comuni al di fuori della Regione della Lombardia , che non fa altro che confermarne la piena operatività e la sua funzionalità.

Il Comitato Spontaneo Permanente ringrazia il Consigliere Regionale Paola Macchi per il progetto di legge depositato e per l'interesse continuo dimostrato verso l'Ospedale di Angera.

Nel frattempo il Comitato Spontaneo continua la petizione di firme  iniziata un paio di mesi fa tra i Comuni che usufruiscono dei servizi ospedalieri ( ad oggi siamo a quota 4700 ). E prossimamente altre iniziative seguiranno per non far andare nell'oblio la questione del nostro Ospedale cittadino.

Comitato Spontaneo Permanente

Sono stati aperti due bandi per il Fast Post Expo. Il primo riguarda la locazione del Cluster dei Cereali e scadrà il 30 maggio; il secondo ha come oggetto l'organizzazione, il coordinamento, la realizzazione e la promozione degli spettacoli all'Open teathre e ha come termine di presentazione delle offerte il 15 giugno. I due bandi seguono quello, chiuso da poco, che ha affidato la risrotrazione.

Silvana Carcano, consigliere regionale del M5S Lombardia, dichiara: "Possibile che l'Open teathre apra domani con Bocelli e il bando per il coordinamento degli spettacoli chiuda il 15 giugno? Possibile che questo week end il sito Expo, almeno una parte, riaprirà, e il Cluster dei cereali sarà affittato solo dopo il 30 maggio? Con Expo e dintorni siamo sempre fermi lì a una gestione che più dilettantesca di così si muore.

Manca un giorno all'apertura, non esiste un quadro economico dettagliato dei costi, ma una stima di 79 milioni di euro di spesa per iniziative ancora da affidare. Vorremmo proprio sapere a chi saranno affidate, anche perchè Arexpo non ha ancora firmato il Protocollo di Legalità come chiesto da una risoluzione del M5S approvata all'unanimità dal Consiglio regionale. Eppure a dicembre il M5S Lombardia aveva incontrato il Prefetto Marangoni che si era impegnato a non far pubblicare bandi senza la sottoscrizione. Non basta: i bandi in capo a Expo sono passati ad Arexpo senza alcuna valutazione e gli aspetti di compatibilità ambientale e di rischio di incidenti gravi sono ignorati. Abbiamo rivolto per tempo queste obiezioni in Regione senza ottenere alcuna risposta se non un silenzio grave. L'unica cosa certa è che altri milioni di euro di fondi pubblici verranno gettati in un cantiere di padiglioni smantellati e dal futuro ancora incerto".

"La Regione Lombardia ha avvallato ogni decisione presa dall'amministrazione di Como, che di fatto agiva su delega della Regione. Le dichiarazioni di Maroni sono solo una perdita di tempo e un tentativo maldestro di scaricare e negare responsabilità condivise. Como ha bisogno del suo lago, ha bisogno che vengano intraprese strade che superino il blocco burocratico creato dalla politica di destra e di sinistra. La questione va risolta con urgenza: questa follia nota sotto il nome paratie non avrebbe dovuto nemmeno avere inizio. Domani ci sarà un incontro con chi ha il mandato per gestire l'opera inutile. Ci auguriamo che serva più delle parole di Maroni che di fatto rimanda ogni possibile intervento aspettando ANAC. Le paratie sono di difficile soluzione e una gatta da pelare, che scotta a pochi giorni dalle amministrative, meglio rimandare?", così Luca Ceruti e Stefano Buffagni, rispettivamente portavoce comunale e regionale del M5S.

Domani, in Regione Lombardia è stata convocata la conferenza dei soggetti interessati alle richieste di ampliamento del Centro Commerciale Carosello di Carugate.

Stefano Buffagni, consigliere regionale del M5S Lombardia, dichiara: "Il Consiglio Regionale ha già preso una chiara posizione sul tema a favore della tutela del piccolo commercio e dell'ambiente. In un periodo di forte crisi economica come questo ampliare ulteriormente i centri commerciali è un controsenso rispetto alle linee guida decise dalla Lombardia. Auspichiamo che il sottosegretario Nava rispetti il mandato che il Consiglio regionale e i cittadini gli hanno dato".

 

 

MILANO, 23 MAG - "Riguardo alla discussione in corso sulle aree vaste è fondamentale chiarire quali funzioni avranno e soprattutto quali risorse avranno a disposizione. Ai tavoli fino ad ora organizzati tutto ciò non è stato chiarito a fondo. Sono d'accordo con l'idea di non perdersi nella discussione sui confini. Per quanto riguarda il mantovano, il cremonese e il cremasco a mio parere sarebbe utile capovolgere il discorso e insistere prima sulla definizione delle zone omogenee, così come anche la legge regionale prevede, ed individuate anche dai sindaci mantovani (Oltrepò, Alto mantovano, Grande Mantova e Oglio Po). Alleggeriamo l'area vasta e lasciamo che le zone omogenee possano gestire alcune funzioni con chi territorialmente gli è più vicino e congeniale. Questa pianificazione potrebbe travalicare, per alcune funzioni, i confini territoriali delle attuali provincie ed anche dei fantomatici cantoni. Il governo del territorio che oggi è funzione dei comuni, per esempio, potrebbe essere una funzione della zona omogenea, mentre la pianificazione delle infrastrutture prioritarie sulle quali investire sarebbe prerogativa della più grande area vasta".

Il bilancio preventivo 2016 ha confermato l'intenzione di questa amministrazione di alienare totalmente le azioni A2A in suo possesso.

Tale vendita comporterà non solo una minusvalenza di centinaia di migliaia di euro dato che le quotazioni attuali sono circa il 50% del valore di acquisizione, ma anche la rinuncia ai dividendi annuali (nel 2016 varranno circa 400000 euro, una cifra che avrebbe fatto comodo in parte corrente).

Il movimento 5 Stelle Varese ha già da tempo e ripetutamente denunciato questo fatto ma evidentemente non è servito a far cambiare idea all'attuale amministrazione, che ha finanziato con queste risorse diverse opere (alcune necessarie, per carità) nell'ultimo anno, casualmente a ridosso delle elezioni.

Prima queste azioni erano servite per far "quadrare" il bilancio, come nel 2014, anno in cui erano state vendute azioni a fine anno, in extremis, per far fronte ad un mancato introito dalla Provincia.

Un periodo difficile come quello attuale consiglierebbe prudenza, ma, alla fine, l'importante è vincere le elezioni.

M5S Varese

Viadana: restitution day

 

"Noi siamo quello che facciamo, manteniamo le promesse: in campagna elettorale avevamo detto che il gettone di presenza lo avremmo restituito ai cittadini sottoforma di finanziamento all'asilo nido comunale e cosi abbiamo fatto".

Cosi il consigliere Teveri sintetizza l'iniziativa del M5S Viadana. Nei primi sei mesi di mandato i consiglieri Alessandro Teveri e Monica Susy Foti hanno accumulato 224,12 Euro netti di gettone di presenza che spettano in qualità di consiglieri comunali.

Continua Teveri: "I consiglieri comunali prendono circa 18 euro a consiglio comunale, noi abbiamo deciso di restituirli perchè sono soldi pubblici e riteniamo che il ruolo di consigliere comunale sia come il ruolo di qualsiasi volontario di associazione, lo si fa per passione civica verso la propria comunità. Ci tengo a ribadire che questa non è una beneficenza, ma una restituzione di soldi pubblici".

Spiega successivamente la consigliera Monica Susy Foti : "Se tutti i consiglieri avessero approvato la nostra mozione che chiedeva di creare una voce di capitolo a bilancio per finanziare scuole di competenza comunale  e dove lasciare volontariamente  il gettone di presenza, in una intera legislatura l'asilo nido comunale avrebbe potuto usufruire fino a circa 30.000 euro per progetti didattici, lavoretti, piccole manutenzioni e materiale didattico. Purtroppo la mozione fu bocciata da tutto il consiglio ma noi non molliamo di un centimetro e con coerenza restituiamo soldi pubblici a un ente di competenza comunale, che abbiamo individuato assieme agli attivisti nell'asilo nido comunale Crescere. "

Conclude poi la consigliera Foti: "In base alle esigenze della scuola e assieme alla coordinatrice dell'asilo, abbiamo concordato che con i soldi dei primi 6 mesi di mandato finanzieranno parte dei libretti-ricordo che ogni fine anno testimoniano in modo emozionante lo splendido lavoro didattico che portano avanti le insegnanti assieme ai bimbi. Per i prossimi 6 mesi di mandato pensiamo di finanziare un corso didattico che individueranno le stesse insegnati."

 

 

Dall'analisi della valutazione di impatto sanitario (VIS), depositata dalla IET a fine marzo scorso, emerge che la stessa è incompleta e deficitaria: per questo il M5S Lombardia ha fatto partire un'interpellanza (scarica qui), a prima firma della Consigliera regionale pavese Iolanda Nanni, che chiede nuovamente il rigetto del progetto. La consigliera continua caparbiamente la battaglia contro l'inceneritore, depositando il quarto atto istituzionale che evidenzia nuove gravi criticità.

Iolanda Nanni dichiara: "Da gennaio 2015 a oggi, con quattro interrogazioni, il M5S ha evidenziato che il progetto dell'inceneritore di Retorbido fa letteralmente acqua da ogni parte. Oggi è emersa una ennesima criticità: infatti le integrazioni fatte dalla IET sulla valutazione di impatto sanitario, affidata all'Istituto IRCCS Mario Negri, risultano incomplete e deficitarie. E' gravissimo che la IET, che ha avuto a disposizione oltre un anno per farlo, non sia stata in grado di fornire una documentazione completa ed esaustiva sulle emissioni pericolose. L'Istituto Mario Negri, incaricato dalla IET, dichiara chiaramente di aver fatto un'analisi solo parziale, riservandosi di effettuare un secondo approfondimento per giugno 2016, oltre quindi i tempi prescritti dalla legge, già ampiamente scaduti.

"L'Istituto Mario Negri dichiara esplicitamente che lo studio avverrà in 2 fasi, la seconda delle quali terminerà a giugno. Ergo, di conseguenza, questo studio ambientale e sanitario è solo l'anticipazione di uno studio futuro, è un documento incompleto. In altre parole, alle richieste di integrazioni di Regione Lombardia,i cui termini temporali per le risposte sono scaduti oltre un mese fa, IET risponde con integrazioni esplicitamente incomplete sotto il profilo sanitario ed ambientale con la "promessa" di integrarle a giugno, cioè oltre i termini di legge. Tanto basterebbe per rigettare il progetto. Cito testualmente quanto scritto, nel proprio documento di analisi, dall'Istituto Mario Negri:

"Lo studio si attuerà in due fasi sequenziali, una prima fase che terminerà il 25 marzo 2016, e che si baserà su i dati forniti dalla società proponente lo studio entro il 8-10 marzo 2016 (presumibilmente limitatamente alla principale emissione aeriforme canalizzata); ed una seconda fase che prenderà in considerazione eventuali altri scenari emissivi-immissivi e/o altri impatti che durante lo studio non siano stati presi in considerazione e si rilevassero, a nostro giudizio, non trascurabili. La seconda fase dello studio potrà terminare entro giugno 2016".

"Nell'interpellanza, chiediamo a Regione di rigettare il progetto, essendo scaduti tutti i termini per IET per presentare integrazioni ed avendo la stessa depositato un'analisi incompleta e parziale sugli impatti sanitari e ambientali delle emissioni. La normativa infatti prescrive che tutte, nessuna esclusa, le emissioni inquinanti e potenzialmente pericolose per la salute debbano essere analizzate nell'iter di autorizzazione, con tempi certi e scadenze perentorie. La normativa pertanto non consente alla società proponente di depositare valutazioni di impatto sanitario che analizzino solo in parte le emissioni pericolose, trascurandone altre con un generico rimando al domani, chissà quando. Tempo scaduto: è ora di tirare i remi in barca: i tecnici di Regione Lombardia hanno davanti una sfilza talmente lunga di criticità macroscopiche che dovrebbero essere ciechi per non essersene ancora accorti."

"Il M5S è stata la prima forza politica ad attivarsi in Regione sul caso di Retorbido: ho presentato la prima interrogazione a gennaio 2015 e ad oggi siamo a quattro azioni istituzionali a mia prima firma, in ognuna delle quali ho elencato tutte le gravi criticità riscontrate dall'analisi del progetto, fra cui l'inadeguatezza della tecnologia di pirolisi, al bando in tutta Europa, la presenza di una Rete Ecologica Regionale, tanto per citarne un'altra delle tante: l'impianto infatti è localizzato in un corridoio primario della Rete ecologica stessa. Abbiamo fatto inoltre presente la carenza della documentazione IET sugli effetti cumulo dell'inquinamento, da cui la nostra Provincia è già martoriata essendo la seconda in Italia per morti da inquinamento ambientale. C'è tutta una serie di motivi per essere contrari al progetto: tutti questi motivi, fondati a norma di legge, sono stati sollevati dagli atti istituzionali del M5S Lombardia. Ora, con quest'ultima interpellanza, chiedo nuovamente a Regione di chiudere l'iter e rigettare il progetto. Questo iter autorizzativo è un colabrodo che fa acqua da tutte le parti, è ormai insostenibile portarlo a fronte di tutte le criticità emerse, denunciate e palesi da oltre un anno. Chiediamo quindi che Regione Lombardia chiuda l'iter e rigetti il progetto, sia per rispetto della normativa vigente, sia per dare una risposta credibile alla grandissima mobilitazione dei cittadini informati e preoccupati per la minaccia di devastazione del loro territorio.".

 

Bruxelles, 20 maggio 2016 - Sono in arrivo nuove misure nei confronti dell'Italia per i superamenti dei limiti giornalieri e annuali di PM10 e NO2 previsti dalla normativa europea (Direttiva 2008/50/CE). L'ha annunciato Karmenu Vella (Commissario europeo per l'Ambiente) rispondendo a un'interrogazione di Eleonora Evi.

"Al netto delle peculiarità morfologiche e meteoclimatiche della Pianura Padana, che rendono molto difficoltoso affrontare il problema dell'inquinamento atmosferico da polveri sottili, è del tutto evidente che le misure adottate dalle Regioni si sono rivelate totalmente fallimentari" - dichiara Evi.

La portavoce Cinque Stelle condanna con forza il Governatore Maroni, la politica "fantasma" del Ministro Galletti ed il continuo rimpallo di responsabilità tra le Regioni e il Governo centrale: «il Piano per la qualità dell'aria in Lombardia, ad esempio, è uno scherzo. Estremamente costoso, non ha funzionato. E che dire dell'Accordo di programma per le Regioni del Bacino Padano? Sembra sia rimasto solamente sulla carta. Nel frattempo sono usciti i dati dell'Agenzia europea per l'ambiente sulle morti premature causate dall'inquinamento dell'aria, che segnano un record in negativo per l'Italia (84.800 decessi solo nel 2012). Ma i nostri amministratori si sono limitati a convocare vertici straordinari e sull'onda dell'emergenza di fine 2015 hanno solamente preso misure eccezionali in alcune grandi città. Di soluzioni strutturali, tuttavia, nemmeno l'ombra.»

Per Gianmarco Corbetta, capogruppo regionale del M5S Lombardia: "Quando a rischio è la vita stessa dei cittadini, le istituzioni dovrebbero fare ogni sforzo per risolvere i problemi. Ad oggi invece il Piano Regionale per la Qualità dell'Aria in Lombardia e gli accordi con le altre regioni del Nord non hanno prodotto nessun risultato apprezzabile. La qualità dell'aria che respiriamo deve diventare un tema prioritario nell'agenda politica della Regione, con ingenti investimenti economici per provvedimenti strutturali (sostituzione caldaie, trasporto pubblico, mobilità elettrica)".

In risposta all'interrogazione del Movimento Cinque Stelle, la Commissione europea fa sapere innanzitutto che l'Italia ha trasmesso con grande in ritardo (il 30 novembre 2015 e il 4 febbraio 2016) i dati per l'anno 2014, che erano invece attesi per il 30 settembre 2015. Inoltre, secondo la Commissione, che comunque osserva una tendenza alla diminuzione delle concentrazioni degli inquinanti, i superamenti dei valori limite sono continuati in numerose "zone di qualità dell'aria" - tra cui quelle della Pianura Padana - rendendo così necessario il proseguimento delle infrazioni in corso, affinché sia garantito il rispetto degli obblighi previsti dalla direttiva 2008/50/CE in tutte le Regioni italiane.

Per il testo dell'interrogazione:

http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+WQ+E-2016-002440+0+DOC+XML+V0//IT&language=it

Per la risposta all'interrogazione:

http://www.europarl.europa.eu/sides/getAllAnswers.do?reference=E-2016-002440&language=IT

Il M5S Lombardia ha depositato un'interrogazione sui gravi problemi di gestione della Villa Reale di Monza. Il complesso è affidato a diverse società (tra concessioni e sub concessioni) e, dalle recenti notizie apparse sui media locali, emerge la percezione di un governo del bene storico-culturale molto frammentario, conflittuale ed eccessivamente orientato a logiche di profitto.

Il complesso è stato affidato in gestione per 20 anni a un privato, Nuova Villa Reale di Monza S.p.A., che ha dato vita alla società Cultura Domani S.r.l. per la gestione del secondo piano nobile, dedicato alle mostre. Il primo piano nobile (con il monumentale Salone delle Feste e le sale di rappresentanza) fino a qualche giorno fa era occupato dal sub-concessionario Vision Plus, mentre il sottotetto ospita in affitto, la Triennale di Milano con il Museo del Design. Infine, il piano terra è occupato dal ristorante della società sub concessionaria "Le cucine di Villa Reale". E' notizia recente che la Vision Plus ha ricevuto lo sfratto per problemi legati al pagamento del canone di concessione a Nuova Villa Reale di Monza S.p.A., la quale, a sua volta, per contenziosi legati ad alcune sponsorizzazioni, ha portato in tribunale il Consorzio della Villa Reale e Parco di Monza, l'ente che rappresenta i proprietari pubblici del bene storico (Ministero della Cultura, Regione Lombardia, Comune di Monza e Comune di Milano).

Per Gianmarco Corbetta, capogruppo del M5S Lombardia: "Siamo di fronte ad un assetto organizzativo che non è certo adeguato a valorizzare al meglio il preziosissimo complesso monumentale ed ambientale della Villa Reale di Monza; sembra più la gestione di un condominio, dove gli inquilini litigano tra di loro e fanno causa al proprietario del bene!

Con l'interrogazione chiediamo che la Regione, maggior finanziatrice del recupero e restauro della Villa, intervenga presso il Consorzio perché sia garantita una programmazione coordinata che valorizzi il patrimonio pubblico. Devono essere messe in campo attività di controllo nei confronti delle attività svolte dal concessionario e dai sub concessionari e definite direttive d'indirizzo per evitare il caos gestionale di questi ultimi tempi. Abbiamo ipotizzato l'istituzione di un curatore di comprovate capacità tecnico-scientifico per la salvaguardia e la fruizione pubblica dell'intero patrimonio culturale. La Regione, tramite il Consorzio, deve prendere in mano la situazione ed essere più incisiva: Villa Reale è un bene pubblico, una gestione caotica e eccessivamente orientata al mero profitto non depone per il futuro di una risorsa strategica, dal punto di vista culturale ed turistico, per Monza".

"L'Olona è un grande malato, ormai sono anni che si parla delle cause dell'inquinamento del fiume e delle soluzioni che possono essere applicate. Il sopralluogo e l'incontro con amministratori locali, associazioni, ATO, Provincia e i numerosi intervenuti alla sede dell'Associazione Contrada dei Calimali a Fagnano Olona è stato sicuramente interessante anche per i numerosi suggerimenti d'interventi concreti pervenuti. A quasi tre anni dall'approvazione in regioone della risoluzione sull'Olona, non si sono però ancora visti risultati concreti di miglioramento della qualità delle acque. Ci aspettiamo ora che si continui, anche dopo le elezioni, a mantenere alta l'attenzione sugli interventi possibili sulle acque del fiume. Sappiamo bene che esiste una annosa problematica di monitoraggio degli scarichi e di scarichi di cui è stata rinnovata la deroga nel corso degli anni. Ho richiesto al Presidente Marsico che la Commissione Ambiente faccia prima il punto della situazione, verificando che tutti gli amministratori abbiano trasmesso i dati inerenti agli scarichi nei propri comuni, e che i dati riguardanti i permessi di costruzione degli scarichi vengano incrociati con il tipo di liquame che le ditte intendono scaricare; una volta presa visione della situazione, si potrà cominciare davvero a fare una lista di priorità d'interventi e coordinarli in modo da renderli efficienti", così Paola Macchi, consigliere regionale del M5S Lombardia

E' stata approvata in Commissione regionale territorio una risoluzione che impegna la Regione Lombardia ad attivare un accordo di programma per la riqualificazione del sito dell'UNESCO di Villaggio Crespi D'Adda a Capriate S. Gervasio (BG). La risoluzione, presentata dalla Lega Nord, assume l'impegno di una mozione depositata dal M5S il 31 marzo 2016.

Dario Violi, consigliere regionale del M5S Lombardia: "E' una risoluzione che va nella giusta direzione. La riqualificazione dell'area è fondamentale e mi auguro che l'intervento della regione metta fine alle pressioni indegne che l'amministrazione comunale ha subito negli ultimi mesi solo perché ha anteposto l'interesse pubblico a qualsiasi altro tipo di interesse. Credo sia fondamentale valutare l'impatto viabilistico sul territorio per preservare la qualità della vita dei cittadini che vivono in quelle zone e, allo stesso modo, rendere l'area fruibile a quanti più visitatori possibili. Il turismo è una risorsa per la bergamasca, ma non deve diventare un ostacolo per il benessere dei cittadini".

"Sullo stoccaggio delle scorie radioattive, le dichiarazioni del Sindaco Lorena di Parona, primo responsabile della saluta pubblica, non ci soddisfano. Lorena deve mostrare le carte e la documentazione che attesti nero su bianco che quel sito è a norma è che non c'è alcun rischio per la popolazione. Ma non può farlo perché quella documentazione evidentemente non c'è.

Da una parte, Lorena afferma che non ci sono rischi per l'ambiente, dall'altra sostiene che l'azienda sta ancora aspettando il nulla osta per lo stoccaggio temporaneo. La cittadinanza deve avere le prove che quel sito è a norma, cosa che non è, e che non c'è alcun pericolo di radiazioni per la popolazione, soprattutto per quanto riguarda la dispersione delle polveri radioattive dato che l'alluminio contaminato dal 2011 ad oggi non è ancora stato incapsulato nel cemento, come prevede la legge. In assenza dell'incapsulamento nel cemento, i rifiuti radioattivi sono semplicemente accatastati nel capannone senza che siano rispettati i requisiti legali per la messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi.  Il Sindaco lo sa? Sicuramente sa che quei rifiuti radioattivi sono lì dal 2011 e che nè la precedente amministrazione nè la sua hannomosso un dito per informare puntualmente i cittadini e mettere a disposizione tutta la documentazione: urge invece che si tenga un'assemblea pubblica in cui informare i cittadini sulla situazione.

Infine, il Sindaco fa riferimento a dichiarazioni di ARPA sull'assenza di rischi, ma sono solo parole. Agli atti non c'è alcuna analisi di ARPA in contraddittorio rispetto alle auto-certificazioni della società, nè un analisi sui rischi di dispersione delle polveri, che ho richiesto con interrogazione regionale per colmare l'estremo e gravissimo ritardo con il quale le Istituzioni si stanno attivando sul caso", così Iolanda Nanni, consigliere regionale del M5S Lombardia, che nei giorni  scorsi ha sollevato in Regione il caso dello stoccaggio non a norma di scorie radioattive a Parona, in provincia di Pavia

 

"Ci siamo astenuti in Ufficio di presidenza e in commissione sul rendiconto 2015 del Consiglio Regionale per la spesa sui patrocini per i quali lo scorso anno l'UdP ha deliberato piu di 320.000 euro, col mio voto sempre contrario.

Per noi i patrocini con contributo sono mance clientelari della politica sul territorio. Abbiamo proposto di eliminarli definitivamente. Sul bilancio regionale si può risparmiare di più anche un generale per le spese per eventi e missioni all'estero ", così Eugenio Casalino, consigliere segretario alla Presidenza del Consiglio regionale del M5S Lombardia, commenta l'approvazione della commissione Bilancio di Palazzo Pirelli al rendiconto 2015 del Consiglio regionale della Lombardia.

La lista "La Svolta" che si è presentata per le elezioni amministrative a Gropello Cairoli (PV) con nel proprio logo elementi grafici riconducibili al Movimento 5 Stelle, non è in alcun modo legata al Movimento 5 Stelle.

Nessuno dei candidati di quella lista ha alcuna rappresentatività nel M5S, ne - qualora eletto - potrà mai rivestire il ruolo di portavoce M5S o parlare a nome o per conto del Movimento. Il M5S reputa la presentazione di quel logo un tentativo di make up elettorale per fuorviare, anche solo per associazione di idee, i cittadini di Groppello Cairoli. Il M5S adotterà tutte le azioni opportune atte a evitare che siano fuorviati i cittadini da parte di liste e candidati che, utilizzando la buona fede degli elettori, adottino loghi per accaparrarsi voti del M5S o millantino sui territori una qualsivoglia rappresentatività all'interno dello stesso. Il Movimento 5 Stelle si presenta ufficialmente alle amministrative con propria lista certificata. In Provincia di Pavia, si presenta solo nel Comune di Garlasco. Eventuali altre liste con logo contenente richiami al M5S non sono in alcun modo riconducibili al Movimento

Iolanda Nanni Consigliere Regionale Pavese del M5S

 


"Il 18 maggio del 1939, nasceva Giovanni Falcone. E proprio oggi leggo frasi gravissime del candidato sindaco Parisi sulle commissioni antimafia e sulla loro inutilità. Sostenere che "le mafie vanno sconfitte con interventi decisi delle forze dell'ordine" significa portare avanti quell'attività di rimozione delle responsabilità di tutti nel lottare contro le mafie. Evidentemente al candidato di centro destra piace l'idea di tornare agli anni '80 in cui erano sempre e solo "altri" a dover combattere. Sfugge decisamente a Parisi che le mafie si sconfiggono con la prevenzione. L'importante ruolo di repressione deve essere supportato dalla prevenzione e dallo sviluppo della cultura antimafiosa. Ed è decisamente vergognoso questo atteggiamento che torna alla Grande Rimozione, gli infiniti studi di esperti e casi giudiziari dimostrano che serve una politica che prenda le distanze dalle mafie. Come componente della Commissione antimafia regionale, nonché relatrice della Legge regionale antimafia, chiedo al candidato sindaco Parisi di fare un corso accelerato sulle mafie e mi offro volontaria per insegnargli qualcosa. La prima lezione per il candidato Parisi la dedicherei alle amministrazioni politiche franate per vicende di mafia, a partire da quella del centro destra che governava in Regione.
Passo gran parte del mio tempo a fare convegni antimafia e ripeto fino alla nausea ciò che ci insegnano gli esperti: se non si conosce il nemico, come opera, come interviene nel tessuto legale e illegale, come usa per i propri fini politici, imprenditori, professionisti, funzionari pubblici e semplici cittadini, senza questa conoscenza, come ha dimostrato Parisi, si scende in campo per giocare a calcio usando le mani e si viene espulsi subito, facendo vincere a tavolino la squadra dei mafiosi. Chiedo a Parisi se davvero è intenzionato a fare antimafia come eventuale sindaco di Milano o se pensa di giocare a calcio usando le mani per lasciar vincere l'avversario. E chiedo anche a tutti gli altri candidati sindaco di esprimersi in maniera chiara su questo tema. Dimostrate di conoscere il tema, senza ipocrisie."

Portavoce Regionale del M5S e membro della Commissione antimafia in Regione Lombardia

 

Brescia, 18 Maggio - I consumi dei bresciani sono in stagnazione, mentre le aree commerciali continuano la loro immotivata espansione, una contraddizione in termini. In effetti i risultati sono sotto gli occhi di tutti, i centri commerciali si cannibalizzano l'un l'altro tra continue chiusure e fallimenti dei negozianti.

Chi ne paga le conseguenze sono i cittadini che vedono il loro territorio martoriato da colate di cemento, lavoratori della grande distribuzione sempre più precari, piccoli commercianti di paese fortemente danneggiati dalla selvaggia concorrenza e in conseguenza di ciò i centri abitati si vedono svuotarsi inesorabilmente.

In questa vicenda preoccupa inoltre l'eventuale misura compensativa della Moretti S.p.a. - proponente della variante al PGT del Comune di Erbusco - di trasferire nella ex cava Noce le terre e rocce da scavo estratte nell'ambito dell'ampliamento del centro commerciale. Di circa 80.000 mc di materiale da scavo, ci si chiede in quale modo si riuscirebbe a creare un cosiddetto "recupero ambientale" se la  cava, per essere riempita, ne dovrebbe contenere almeno 1.100.000 mc? Per i rimanenti 1.020.000 mc, quale tipo di materiale verrebbe conferito?

Per queste e mille altre ragioni i parlamentari bresciani del M5S sostengono, insieme a molti erbuschesi, il fronte del "NO" al voto referendario indetto dall'amministrazione di Erbusco per far esprimere la cittadinanza rispetto alla proposta di ampliamento del centro commerciale "Le Porte Franche" avanzato dalla Moretti S.p.a..
Il M5S è impegnato con gli attivisti locali con dei banchetti in tutti i weekend di maggio e in tutto il paese, per informare la cittadinanza dell'ennesimo scempio in corso e per promuovere l'affluenza alle urne con l'obbiettivo di raggiungere il quorum fissato al 30% rispetto agli aventi diritto al voto.

Mentre domenica 22 maggio, dalle ore 15, si svolgerà una grande Agorà pubblica, che avrà  luogo con molta probabilità in Via S. Giorgio, 15 - Villa Pedergnano - Erbusco, nel parcheggio del bar dell'oratorio.

Saranno presenti i portavoce del MoVimento 5 Stelle alla Camera dei Deputati Claudio Cominardi, Tatiana Basilio e Dino Alberti; Vito Crimi per il Senato; la consigliera del Comune di Gussago Mara Rolfi e Marco Dotti del Comitato di tutela ambientale di Villa Pedergnano.

I portavoce bresciani del MoVimento 5 Stelle
Claudio Cominardi
Tatiana Basilio
Vito Crimi
Dino Alberti
Mara Rolfi

Avrete letto la notizia della condanna ai manager della Thyssenkrupp per il rogo del 6 dicembre 2007 in cui morirono sette operai nella sede di Torino? Purtroppo anche la Lombardia nel 2010 è stata teatro di un simile incidente. Parliamo del rogo alla fabbrica Eureco che provocò diversi feriti gravi e quattro vittime (Sergio Scapolan di 63 anni, Harun Zeqiuri di 44, Salvatore Catalano di 55 anni e Leonard Shehu di 37), e portò alla condanna definitiva a 5 anni per uno dei titolari. Giovedì 19 maggio è prevista la sentenza di Cassazione, ultimo episodio del processo penale a carico di Merlino che, nonostante fosse stato obbligato dalle precedenti sentenze, non ha mai risarcito i superstiti che versano ancora in grave difficoltà per la perdita del lavoro.

Sono passati 6 anni da quel giorno ma i superstiti di quella tragedia, in gravi condizioni economiche e con figli a carico, costretti ad affrontare cure pesantissime per le gravi ustioni e cure psicologiche per il trauma subito, non hanno ancora avuto quella risposta che Regione Lombardia aveva promesso loro. A novembre 2015, durante l'iniziativa "100 tappe nel Nord Milano" il presidente del Consiglio Regionale Raffaele Cattaneo, su iniziativa del M5S regionale ha visitato le croci poste in ricordo delle vittime e incontrato i superstiti del rogo, impegnandosi a fare in modo che questi ultimi venissero inseriti in un percorso formativo e di preparazione a una nuova collocazione occupazionale. Ma da quella data abbiamo sollecitato un numero infinito di volte la presidenza scontrandoci sempre contro il classico muro di gomma istituzionale. Forse il caso Eureco non è abbastanza mediatico come quello della Thyssen?

Il Comitato Eureco di Paderno Dugnano è sempre stato al loro fianco e li ha assistiti come ha potuto con numerose attività. Ma non può essere abbastanza, serve il supporto dell'istituzione regionale per il reinserimento nel mondo del lavoro di persone fragili che hanno affrontato un tale dramma. Per questo il M5S continuerà a bussare alla porta di Cattaneo perché si attivi concretamente: un atto doveroso alla luce anche della promessa fatta in prima persona ai superstiti!

M5S Lombardia
M5S Paderno Dugnano

"Regione e Governo bisticciano per motivi elettorali su un'autority, l'Arac, che non serve per risolvere il grave problema della corruzione politico-amministrativa in Lombardia. L'Autorità regionale è solo una scatola vuota, un'azione propagandistica di Maroni. Peggio, l'istituzione di enti regionali inutili fanno il gioco di smantellamento istituzionale di Renzi, che lavora attivamente per cancellare la democrazia anche svuotando di competenze le regioni. Maroni faccia funzionare il Comitato Trasparenza Appalti Pubblici e il Comitato Tecnico Scientifico, entrambi istituiti con la legge regionale antimafia fortemente voluta dal MoVimento 5 Stelle, attualmente ancora priva di risorse umane e finanziarie adeguate. Se davvero Maroni vuole lottare contro la corruzione, questa è la strada", così Gianmarco Corbetta, capogruppo del M5S Lombardia, commenta le parole di Roberto Maroni sull'ipotesi di impugnativa della Legge Regionale che istituisce l'ARAC, l'Autorità regionale anticorruzione.

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I portavoce del M5S Lombardia Dario Violi e Stefano Buffagni, insieme al candidato sindaco del M5S a Milano Gianluca Corrado, hanno visitato il Pio Albergo Trivulzio, incontrato gli anziani che risiedono nella struttura, i dipendenti, e parlato con l'attuale management di questo patrimonio della città noto agli abitanti con il nome di "Baggina", punto di riferimento per le famiglie milanesi. Purtroppo la mala gestione politica lo ha portato sull'orlo del fallimento. Da qui negli anni novanta, con l'arresto di Mario Chiesa, partì lo scandalo di Tangentopoli, nel 2011 scoppiò lo scandalo affittopoli, con appartamenti di lusso del patrimonio concessi a persone influenti a prezzi di locazione bassissimi. Negli ultimi 30 anni le priorità di questa struttura non sono mai stati i pazienti. Ora le cose devono cambiare. Il M5S lavorerà per tutelare questa e tutte le altre risorse della città e difenderle dagli sciacalli, da chi nella sanità pubblica vede la possibilità di fare soldi facili. Noi abbiamo un'altra visione. Dopo il buco in bilancio che i vecchi management legati a doppio filo con i partiti avevano lasciato in eredità, il Commissariamento, richiesto dal M5S in Regione Lombardia e terminato a metà 2015, ha già iniziato a garantire una perdita inferiore nell'esercizio ordinario. Ora, con questo proficuo incontro abbiamo aperto un canale con i nuovi vertici, da ora consapevoli che nell'istituzione comunale ci sarà una forza politica pronta a collaborare per il bene dei pazienti e non dei privati, una forza politica che non permetterà le derive del passato. Ridiamo a questa istituzione un nuovo e radioso futuro tutelando e valorizzando il patrimonio pubblico.

 

Dario Violi e Stefano Buffagni -  Portavoce del M5S in Regione

 

Oggi l'Assessore Regionale Aprea è venuta a rispondere, in seduta di Commissione IV Attività Produttive, alla nostra interrogazione M5S, a prima firma della consigliera regionale pavese Iolanda Nanni, per la salvaguardia dei lavoratori della Lomellina Energia, società proprietaria dell'inceneritore di Parona (PV), posseduta al 20% da ASM Vigevano e all'80% da LGH.

Iolanda Nanni dichiara: "L'Assessore Aprea ha dichiarato che in data 27/04/2016, presso ARIFL, le organizzazioni sindacali hanno sottoscritto l'accordo che prevede il ricorso alla CIGS per crisi aziendale dal 4 giugno 2016 per un massimo di 12 mesi per 50 unità e che chiude la procedura di mobilità (aperta il 15 febbraio 2016) prevedendo la riduzione del numero di esuberi a 25 lavoratori, individuati sulla base delle esigenze tecnico-produttive aziendali e della adesione al criterio della "non opposizione" sino al termine convenuto del 30 giugno 2017. L'accordo prevede, in base a quanto dichiarato dall'Aprea, la messa a disposizione di un servizio Outplacement per la ricollocazione dei lavoratori in esubero e l'adozione di un piano di risanamento aziendale che porti Lomellina Energia a un miglior equilibrio economico ed organizzativo".

"Noi però - conclude Nanni - non siamo affatti soddisfatti della risposta che è stata solo parziale, in quanto l'Assessore Aprea non ha risposto alla nostra domanda se Regione Lombardia intendesse mettersi al tavolo con l'azienda e le Istituzioni locali per promuovere la riconversione industriale dell'impianto da inceneritore a "fabbrica dei materiali", indispensabile affinchè nel medio periodo non ci si trovi di nuovo di fronte a una nuova procedura di mobilità. Gli inceneritori, come il M5S denuncia da anni, NON hanno futuro e NON garantiscono i livelli istituzionali. L'unica via da percorrere è quella di trasformarli in "fabbriche di materiali" per il recupero e il riciclo dei rifiuti. L'impianto di Parona ben si presterebbe a questa riconversione che porterebbe non solo benefici in termini occupazionali, ma anche sgravi di costi a carico della collettività sulla base del principio scuola: "Più ricicli, meno paghi". Su questo punto, l'Assessore Aprea si è dichiarata incompetente, rimandando la questione all'Assessore Terzi, ciò nonostante la nostra richiesta fosse direttamente correlata allo sviluppo occupazionale del territorio. Pertanto, ritenendoci insoddisfatti, ho richiesto ed ottenuto un rinvio a nuova seduta a cui sarà convocata la Terzi per dare risposte chiare nel merito".

 

Non molti sanno che, nel Comune di Parona Lomellina (PV), sono stoccati, all'interno di un capannone della ex-Vedani oggi Intals Somet s.p.a., oltre cento tonnellate di rifiuti di alluminio, in gran parte radioattive con presenza dell'isotopo radio 226, che dimezza la propria carica radioattiva dopo 1.600 anni.

Il M5S Lombardia ha portato il caso in Regione con un'interrogazione (SCARICA QUI) a prima firma della Consigliera regionale pavese Iolanda Nanni nella quale chiede l'attivazione degli enti regionali preposti (ARPA e ASL) per i necessari controlli e l'individuazione di siti alternativi di stoccaggio dei rifiuti radioattivi.

Iolanda Nanni dichiara: "E' impensabile che Parona e la Lomellina, territori già martoriati sotto il profilo ambientale e sanitario, si facciano carico anche di questa enorme quantità di rifiuti radioattivi che sono stati "sbolognati" dalla provincia di Bergamo e attualmente si trovano in un sito NON a norma, con conseguente pericolo per la salute umana e per l'ambiente.

"Quella di Parona - conclude Nanni - è una situazione che si trascina dal 2011, nel silenzio delle Istituzioni che non hanno adeguatamente dato pubblicità e informazioni puntuali alla cittadinanza. Nel 2011 infatti avvenne il primo trasferimento di 7 cassoni di rifiuti radioattivi da Ambivere (BG) a Parona, senza che la cittadinanza fosse stata debitamente informata. Nell'interrogazione denuncio, fra l'altro, i ritardi e le inadempienze con cui è stata gestita l'intera vicenda. Innanzitutto 7 dei dieci cassoni contenenti i rifiuti radioattivi sono stati trasportati a Parona senza essere stati previamente incapsulati nei contenitori di cemento con fusti in acciaio previsti dalla legge, anzi 6 di questi erano coperti da meri teloni come accertato dalla società stessa nel primo rapporto risalente a Giugno 2011. La società sostiene che verranno incapsulati entro fine anno, ma è dal 2011 che giacciono senza adeguate misure di protezione. In particolare, l'incapsulamento nel cemento e in fusti di acciaio serve anche a prevenire la dispersione di polveri radioattive: ricordiamo che i rifiuti stoccati a Paronacomprendono polveri radioattive estratte dai filtri dello stabilimento di Ambivere. Inoltre, ho fatto presente alla Regione che il capannone in cui sono stati depositati i cassoni non rispetta i requisiti di legge dei depositi di rifiuti radioattivi, è un banale capannone industriale come tanti che espone, quindi, rischi di dispersione delle sostanze letali radioattive. Tali gravissimi ritardi e criticità sono intollerabili in una materia così delicata quale la gestione dei rifiuti radioattivi. Nell'immobilismo complice di tutta questa vicenda da parte dell'Amministrazione di Parona, abbiamo quindi attenzionato la Regione".

" La Provincia di Pavia - continua Nanni - e in particolare la Lomellina, terra del riso e delle garzaie, detengono tristi primati nazionali, in fatto di inquinamento, con dati relativi a patologie tumorali e decessi spaventosi. Non è assolutamente accettabile che ora divenga anche la discarica dei rifiuti radioattivi. Questo perché, ammesso e non concesso che venga prima o poi realizzato a Parona un sito di stoccaggio a norma di legge per rifiuti radioattivi, promesso dalla società, chi ci assicura che un domani in questo sito di stoccaggio verranno depositati solo e unicamente i rifiuti radioattivi già presenti sul territorio, e non verranno importate ulteriori tonnellate di rifiuti radioattivi?"

"Questa forma di gestione dello smaltimento dei rifiuti - continua Nanni - avvantaggia solo chi fa business sulla pelle dei cittadini mediante un "via libera" scellerato di amministrazioni locali che evidentemente non hanno a cuore la tutela del territorio. Va infatti sottolineato che la localizzazione a Parona del sito di stoccaggio di rifiuti radioattivi non è frutto di alcuno studio o analisi. Mentre in altri Paesi lo stoccaggio avviene di prassiin profondità geologica, ad esempio in vecchie miniere esaurite, che garantiscono barriere naturali: in Provincia di Pavia invece si sta ipotizzando la creazione di un deposito in superficie, all'interno di un Comune abitato e in un territorio caratterizzato da falde affioranti! Questo per il M5S è inconcepibile e chiediamo a gran voce che Regione intervenga per scongiurare un'ipotesi così nefasta.

Giovanna Ceribelli, la nota commercialista che ha scoperchiato lo "scandalo dentiere" nella sanità lombarda che ha portato all'arresto del presidente della commissione regionale sanità Fabio Rizzi, è stata estromessa ieri (10 maggio 2016) dal Collegio dei Revisori dei conti della Società pubblica che gestisce l'inceneritore di Desio.

Contestualmente l'assemblea dei soci ha approvato il bilancio, nonostante il parere negativo espresso dal Collegio dei Revisori. Stando alle indiscrezioni mancherebbe nel conteggio del patrimonio della società circa un milione di euro.

Gianmarco Corbetta, capogruppo del M5S Lombardia, dichiara: "Quanto accaduto è indecente: hanno approvato un bilancio con il parere negativo dei revisori dei conti. Se ne assumeranno tutta la responsabilità di fronte ai consigli comunali, ai cittadini e, molto probabilmente, alla legge. Non contenti hanno silurato Giovanna Ceribelli, un'icona della legalità in Lombardia e un esempio di spessore etico, morale e professionale. E per finire l'opera hanno persino mandato a casa Giovanni Bolis, il membro del consiglio di amministrazione che, al pari del Collegio dei Revisori, aveva depositato un esposto in Procura circa la regolarità del bando sulla sostituzione della turbina, da 7 milioni e mezzo di euro, che è stato oggetto anche di un esposto all'ANAC da parte del M5S".

"Abbiamo chiesto in tutte le sedi possibili che venissero rimossi i vertici di Bea responsabili della gara sulla turbina... quelli sì che meritavano di essere schiodati dalla poltrona all'istante. Invece il presidente della Provincia Gigi Ponti e i sindaci soci li hanno serenamente confermati. Il bilancio così come approvato giocherebbe a favore di una fusione 'equilibrata' tra Bea e Cem. Ormai il disegno politico del Pd brianzolo è chiaro: procedere con la fusione con Cem per salvare il forno inceneritore dalla chiusura, condannando all'arretratezza la gestione dei rifiuti di tutta la provincia, costi quel che costi e senza guardare in faccia nessuno. E' un avanti tutta verso il baratro, ma noi non staremo alla finestra a guardare il Pd fare danni ai cittadini", conclude Corbetta.

Gianmarco Corbetta - Portavoce Regionale del M5S Lombardia

"Per incapacità manifesta l'Assessore Sorte se ne deve andare. Non è stato all'altezza di frenare gli appetiti commerciali di Trenitalia sulla Milano-Brescia mentre i pendolari venivano, ancora una volta, ostacolati con l'ennesima limitazione del numero di treni regionali a favore dei Freccia Rossa. Peggio, per mettere un cerotto per qualche mese alla sua abissale incapacità, la Regione Lombardia stanzierà risorse pubbliche per far viaggiare su treni di lusso i pendolari. Il caso Milano-Brescia è solo l'inizio di una lotta commerciale tutta a favore dei privati che avrà ricadute pesantissime sui pendolari già vessati sa soppressioni e ritardi quotidiani. Già immaginiamo quello che potrebbe accadere sulla Milano-Genova.

Il fatto è gravissimo ed evidenzia l'assoluta mancanza di autorevolezza di Regione Lombardia e dell'Assessorato Regionale ai Trasporti che si fa bagnare il naso da TRENITALIA senza essere in grado di tutelare i diritti dell'utenza lombarda della linea Milano-Brescia.

La Maggioranza e il PD continuano a riempirsi la bocca di promesse per i pendolari mai mantenute. Si vergognino", così Iolanda Nanni, consigliere regionale del M5S Lombardia, commenta l'approvazione di una mozione sul caso del cambio di programmazione sulla linea ferroviaria Milano-Brescia.

E' stato approvato oggi all'unanimità un ordine del giorno del consigliere Andrea Fiasconaro (M5S) al provvedimento di modifica relativo alla perimetrazione e al regime di
tutela della Riserva naturale Valli del Mincio che sollecita la conclusione dei lavori di bonifica naturale in corso all'interno della Riserva e un suo ulteriore ampliamento. Grazie al nostro ordine del giorno impegniamo il presidente e la giunta regionale a sollecitare il comune di Curtatone (MN) affinché a sua volta solleciti la ditta Marconi Industrial Service S.p.A.al fine di terminare i lavori di bonifica sito denominato "Fossetto" e a promuovere, di concerto con il Parco del Mincio e gli enti locali, un ulteriore ampliamento della riserva naturale e di portare all'attenzione del Consiglio regionale una proposta in tal senso.

 

Sì del Consiglio regionale ad una risoluzione del M5S Lombardia che chiede  l'inserimento nelle graduatorie a esaurimento di TUTTI gli insegnanti abilitati, diplomati nelle scuole magistrali e nei licei psico-socio pedagogici ante 2002.

Per Paola Macchi, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Lombardia: "Siamo soddisfatti, la Lombardia, grazie alla nostra risoluzione sosterra' presso il MIUR  l'inserimento di tutti gli insegnanti abilitati nelle Graduatorie ad esaurimento. La maggior parte di questi docenti insegna ormai da molti anni nelle scuole elementari e dell'infanzia ed e' impensabile che non venga riconosciuto loro il diritto di entrare a pieno titolo a far parte del personale docente in attesa di ruolo. Questi insegnati da anni continuano ad essere illusi, per ultimo dalla "Buona scuola" di Renzi che adesso dovra' accettare chi ha vinto i vari ricorsi creando cosi' una forte discriminazione tra docenti che hanno gli stessi titoli e gli stessi diritti. E' inconcepibile che il PD non abbia partecipato al voto: la presunta infallibilità di Renzi non può evidentemente essere messa in discussione anche quando mette in difficoltà migliaia di insegnanti. Con questa risoluzione il M5S ha ritenuto indispensabile che Regione Lombardia esprimesse con forza, attraverso un atto politico, il suo sostegno a tutti questi docenti chiedendo al Governo di trovare rapidamente una soluzione al problema".

"Oggi è stato approvato un nostro emendamento alla mozione riguardante le criticità del settore lattiero-caseario lombardo. La crisi che investe questo settore è dovuta soprattutto al prezzo del latte al litro che non permette ai produttori di sopravvivere, anzi a volte è addirittura inferiore

al costo di produzione. Col nostro emendamento chiediamo che la regione Lombardia studi un criterio di indicizzazione del prezzo del latte, aggiornabile ogni mese, basato su criteri oggettivi come il costo dei mangimi per gli animali e la qualità del prodotto e avente come punto di riferimento un prezzo minimo non inferiore al costo di produzione.

L'impegno politico di regione Lombardia deve essere quello di tutelare i produttori a fronte degli interessi degli industriali e della grande distribuzione organizzata che naturalmente hanno tutto l'interesse affinchè il prezzo del latte sia il più basso possibile.

Nel testo della mozione approvata dal consiglio si chiede anche che venga indicata in etichetta l'origine del latte, in modo da tutelare i cittadini e il prodotto italiano", così Giampietro Maccabiani, consigliere regionale del M5S Lombardia, commenta l'approvazione del Consiglio regionale di una mozione di sostegno al settore lattiero-caseario lombardo.

"Il Movimento 5 stelle si propone come un reale cambiamento nel modo di fare politica e lo sta facendo cercando di rispettare principi imprescindibili di onestà e democrazia. I portavoce  eletti (a tutti i livelli) hanno l'unico e il solo compito di applicare il programma elettorale, precedentemente scritto e condiviso con tutti coloro che hanno voluto contribuire, intervenendo nelle sedi istituzionali di cui fanno parte, ma la vera ricchezza del Movimento 5 stelle sono i gruppi di cittadini che si riconoscono nei suoi principi e che, spontaneamente, nascono e si evolvono sul territorio italiano senza alcuna regia esterna.

Stiamo  mettendo in discussione un sistema che ha dimostrato di non funzionare,  cercando di diffondere quella che noi definiamo democrazia diretta", così i portavoce del M5S Cosimo Petraroli, Paola Macchi, Stefano Castiglia, Fabrizio Poncato, Stefano Provasio, Vito Sessa, Tatiana Spirito e Davide Vanzulli.

"Il fatto che talvolta si decida di non certificare nessuno nel caso ci sia più di un gruppo nella stessa città - continuano i portavoce - deve essere letto come una volontà da parte del Movimento,  di garantire che la lista certificata abbia la piena partecipazione degli attivisti cittadini. Al contrario di quanto avviene nella vecchia politica,  il Movimento 5 stelle non è in cerca di una poltrona a tutti i costi, è fatto da cittadini che vogliono muoversi per il loro territorio,  per la trasparenza e il rispetto dei loro diritti,  e lo fanno anche senza essere nelle amministrazioni".

"Siamo coscienti del fatto che per moltissime persone sarà una delusione non poter votare M5S né a Gallarate né a Varese, ma invitiamo tutti coloro che credono nel Movimento ad entrare a far parte attiva di coloro che si muovono per il bene dei cittadini e non solo per visibilità personale.

In entrambe le città in questi anni sono stati organizzati moltissimi incontri di informazione fra cittadini,  esperti e parlamentari sui più svariati argomenti, interventi sui giornali,  attività di supporto ai cittadini,  a testimonianza della concreta volontà di cambiare il modo di fare politica. Queste attività continueranno,  portate avanti da chi crede davvero nei principi del Movimento e non si arrende davanti ad una delusione, anche a supporto delle tre liste certificate nella provincia,  Busto Arsizio, Albizzate e Malnate", concludono.

Era il 19 dicembre del 2015 quando su questo blog sollevai l'ipotesi che fossero in corso "strane manovre" per bilanciare artificiosamente i valori di BEA e CEM Ambiente in vista della fusione. All'epoca scrissi:

Anche dal punto di vista economico i conti non tornano: vogliono fare una fusione "alla pari" tra una società patrimonialmente ricca come Bea (avendo un impianto) e una con un patrimonio modesto come Cem (essendo solo una stazione appaltante o poco più). Non vorrei che ci fosse in atto qualche "manovra strana" per ridurre le distanze tra i due patrimoni, con l'obiettivo di arrivare a un fusione equilibrata tra le due società.

I fatti sembrano proprio darmi ragione.

L'analisi svolta successivamente sui conti Cem sembra confermare che gli aumenti di capitale riservati ai nuovi comuni soci di fossero molto orientati ad aumentare il valore della società in vista della fusione con BEA SpA. Anche le modalità con cui erano stati rivalutati gli immobili di CEM (mediante aggiornamento del valore secondo l'indice ISTAT e senza tener minimamente conto della pesante svalutazione che il mercato immobiliare ha subito negli ultimi anni) hanno alimentato il sospetto che l'operazione avesse un obiettivo non dichiarato.

Oggi sembrerebbe che qualcosa di strano sia accaduto anche in Bea e parrebbe confermare che la mia ipotesi di allora avesse colto nel segno. Se in CEM l'obiettivo presunto era aumentare il valore per poter meglio affrontare la fusione, ecco che in BEA la tendenza pare esattamente contraria: infatti la situazione patrimoniale descritta dal bilancio consuntivo 2015 in fase di approvazione sembrerebbe funzionale a ridurre, sulla carta, il valore della società.

Gira difatti voce di una lettera indirizzata a tutti i Sindaci e Consiglieri dei Comuni soci, al Presidente della Provincia e ai Consiglieri provinciali, da parte di un membro del Consiglio di Amministrazione di BEA il quale avrebbe reso noto che, secondo la relazione del collegio sindacale, il bilancio d'esercizio 2015 risulterebbe non in grado di rappresentare la reale situazione economica patrimoniale dell'azienda alla data del 31 dicembre 2015, poiché non risulterebbero contabilizzati nell'esercizio componenti positivi di reddito per oltre 1 milione di euro (al lordo della maggiori imposte).

Sembra che il Presidente di Bea, Daniela Mazzuconi, non abbia avuto alcuna intenzione di correggere il tiro, ribaltando la responsabilità sul come procedere ai Soci, che si riuniranno oggi.

Ormai è evidente a tutti che in BEA non si fanno mancare nulla: dopo tutte le gravissime irregolarità emerse circa la gara a doppio oggetto e l'indagine aperta dall'ANAC, mancava solo il parere negativo dei revisori sul bilancio! e non parliamo di bruscolini, qui c'è in ballo 1 milione di euro!

Vale la pena ricordare che il mancato inserimento nel patrimonio della società di più di un milione di euro rappresenta un danno per i soci (comuni e provincia) in vista della fusione con Cem, dato che il loro "peso" nella nuova società verrebbe ridimensionato rispetto ai soci Cem.

Senza contare che l'approvazione di un bilancio d'esercizio non veritiero e corretto e con un patrimonio netto non corrispondente a quello effettivo potrebbe determinare la fattispecie di reato per falso in bilancio.

Non posso fare altro che riprendere la conclusione del mio post del 19 dicembre, quello in cui ipotizzavo lo scenario che sembra proprio si stia avverando:

Vigileremo sul rigoroso rispetto della legge, se qualcuno pensa di portare avanti la fusione ad ogni costo si sbaglia di grosso. Il Movimento 5 Stelle glielo impedirà. Abbiamo già dimostrato con l'esposto all'Anac sul bando per la turbina del'inceneritore di Desio che siamo pronti a percorrere tutte le strade perché la legge sia rispettata. 

Il Movimento 5 Stelle Lombardia ha incontrato il Dott. Grando, liquidatore di Expo Spa, per avere risposte sulle questioni ancora in sospeso.

BONIFICHE DEI TERRENI, RIPORTI E TERRE

Come vi abbiamo ricordato molte volte, avevamo stimato in ben 72 mln di euro i costi per bonifiche, riporti e terre. Compresi c'erano i 6 mln che risultavano nell'accordo del 2012, il resto è stato già pagato da Expo e ora è da richiedere ai vecchi proprietari, in base al principio "chi inquina paga". Eravamo anche riusciti a far scrivere al Dott. Sala una lettera che ne richiedesse la restituzione ad Arexpo. Quest'ultima società, e in particolare uno dei soci, Fondazione Fiera, aveva alzato le barricate e minacciato di fare causa a Expo.

Poi è accaduto che poche settimane fa un Tavolo di lavoro non ben identificato ha quantificato in soli 29,5 mln i costi che Arexpo avrebbe dovuto restituire a Expo.

Il Dott. Grando ci ha spiegato che il suddetto Tavolo, composto da Regione Lombardia, Comune, Expo, Arexpo e Metropolitane Milanesi, ha lavorato per separare ciò che è imputabile oggettivamente alla voce "bonifiche" da ciò che è soggetto a valutazione ulteriore. Secondo Arexpo infatti, ai vecchi proprietari dei terreni, tra cui Fondazione Fiera (in pieno conflitto di interessi), non andrebbero richiesti i costi per riporti e terre, ma solo quelli per le bonifiche. E così, tutti chini a ridurre da 72 mln a 29,5 mln per le bonifiche accettate come tali, più 5,6 mln per le bonifiche come da precedente accordo, più 1,6 mln per il trattamento dell'amianto, più altri 0,5 mln non meglio identificati.

I restanti 35 milioni circa, già pagati con soldi pubblici, invece non verrebbero recuperati!

Noi ci vogliamo vedere chiaro e non ci accontentiamo dei 40 mln circa, che comunque sono stati recuperati grazie al nostro puntuale e determinato lavoro di "fiato sul collo". Vogliamo capire se qualcuno stia cercando degli escamotage per non importunare ulteriormente alcuni ex proprietari, come Fondazione Fiera e Cabassi.

Abbiamo già chiesto il verbale del Tavolo in questione, dove sono stati concordati i 29,5 mln di euro, e ve ne daremo dettaglio appena lo riceveremo, in modo da analizzare voce per voce i costi riconosciuti e quelli non imputati.

Ma non è finita. Rispetto ai dati di cui disponiamo da un anno, risulta che i 72 mln richiesti da Sala ad Arexpo non contemplano le analisi di laboratorio Arpa per un costo di 290.620,36 euro, i costi di pre-bonifica di 548.369,10 euro, i costi di gestione e assistenze perché ancora da quantificare e gli oneri istruttori di 13.816 euro; per un totale di 852.805,46 euro, importo quantificato a ottobre 2013 (data dell'ultima tabella dettagliata a nostra disposizione) e pertanto mancano ancora per le stesse voci gli importi fino alla data della quantificazione di Sala, oltre a tutti i costi di gestione.

Per quale motivo? Stiamo continuamente giocando al ribasso con i soldi pubblici? In più, rimane ancora il dubbio se la bonifica dell'Areale 4, che era stata rinviata a dopo esposizione, sia stata fatta e/o quantificata per le cifre sopra concordate.

Infine, e per fortuna, il Tavolo ha concordato di quantificare in circa 1,6 mln di euro la spesa necessaria a trasformare l'area Expo da area indicata in tabella B nel Codice Ambiente (a uso industriale) a tabella A (a uso residenziale).

MISE

La Messa In Sicurezza Emergenziale (MISE) da parte di Expo della falda acquifera del nord Milano nell'aprile 2015 ci aveva insospettito e, raccogliendo documenti, siamo risaliti alla situazione in cui una certa società Weiss, poi diventata Brenntag, è stata individuata da tempo come società inquinante. A dicembre 2015 abbiamo ricevuto una lettera da ARPA che ammetteva tutte queste responsabilità e che la falda acquifera era ed è ancora altamente contaminata. E che avrebbe fatto partire nuove misurazioni (i cui risultati sono già stati da noi più volte sollecitati).

Ebbene, Regione Lombardia, e in particolare ARPA, cosa hanno fatto in questi anni per rivalersi su chi stava inquinando? E perché dall'incontro con il dott. Grando ci risulta che la stessa Regione Lombardia, tramite l'Osservatorio Ambientale, abbia chiesto ad Expo di proseguire con l'appalto MISE? E perché l'assessore al dopo Expo, Francesca Brianza, in commissione attività produttive poche settimane fa è sembrata completamente all'oscuro di tutto il problema? Si aggiunga che lo stesso Dott. Grando, presidente dei liquidatori, e i suoi collaboratori, non sapevano nulla di tutta il pregresso del MISE, così come nulla sapevano sull'individuazione del responsabile dell'inquinamento, tanto da avere affermato che i costi per la realizzazione e per il funzionamento dell'impianto sarebbero stati addebitati ad Arexpo anziché al soggetto responsabile.

Ancora una volta soldi pubblici a tutela di un privato. Ovviamente abbiamo chiarito che a livello giuridico e contabile questo è un errore a cui porre rimedio con urgenza. A quanto ammontano i costi dell'opera realizzata da Expo? Abbiamo chiesto copia dei costi dettagliati, che sembra si aggirino intorno ai 700.000 euro solo per la costruzione dell'impianto, per il funzionamento non sono stati in grado di risponderci.

Appena riceveremo, anche in questo caso, copia della documentazione vi aggiorneremo e andremo a fondo una volta per tutte.

ACCORDO SUL VALORE DELLE AREE

Nell'accordo quadro era previsto che, per le opere infrastrutturali realizzate da Expo e per le opere permanenti, Arexpo avrebbe versato a Expo un forfait di 75 mln. A seguito della lettera di richiesta dei costi di bonifiche di Sala, Fondazione Fiera rivendicava il diritto di non versare tutta la cifra poiché non erano state realizzate tutte le opere concordate. Il Dott. Grando ci ha comunicato che al contrario il Tavolo di lavoro ha confermato tutti i 75 mln e che Arexpo pagherà in due tranche presumibilmente a settembre e nei primi mesi del 2017. Anche in questo caso, ci riserviamo di verificare nei verbali quanto ci è stato detto, non appena ci arriveranno.

Abbiamo fatto notare che, come Fondazione Fiera scriveva, le opere permanenti e quelle strutturali risultavano autorizzate solo con titoli provvisori e abbiamo chiesto come avevano intenzione di risolvere questo problema, visto che tali opere non solo devono essere riconsegnate da Expo ad Arexpo con titoli autorizzativi permanenti, ma anche in vista del "Fast Post Expo". Il Dott. Grando ci ha risposto che per il "Fast Post" il problema è stato bypassato grazie a perizie di ingegneri che hanno verificato e prorogato la scadenza del titolo provvisorio a 36 mesi per le strutture temporanee e che per quelle permanenti stanno gradualmente certificando la regolarità urbanistica e che giungeranno alla consegna con le autorizzazioni necessarie.

Ovviamente noi controlleremo che tutto sia fatto a regola d'arte.

PROTOCOLLO LEGALITA'

Ci siamo lamentati del fatto che ad oggi, ad inizio "Fast Post", ancora Arexpo non lo abbia firmato. Ci è stato garantito che verrà sottoscritto nei prossimi giorni.

DISMANTLING

Abbiamo chiesto lo stato della fase di dismantling e ci è stato risposto che ad oggi circa 8/10 padiglioni stranieri sono stati già smantellati. Come sapete, stiamo verificando che per ognuno sia stato fatto quanto previsto, cioè smantellamento del manufatto, verifica del terreno sottostante, riempimento del buco con terreno a norma e rifertilizzazione finale.

Appena avremo nuove informazioni come sempre vi terremo aggiornati.

L'Ufficio di presidenza del Consiglio regionale ha sospeso per due sedute i portavoce regionali Silvana Carcano e Giampietro Maccabiani a seguito delle proteste in aula per l'intervento dell'ex vicepresidente Mario Mantovani che risulta inquisito.

Per Gianmarco Corbetta, capogruppo del M5S Lombardia: "I nostri portavoce stavano difendendo una istituzione trascinata nel fango dalle inchieste giudiziarie che vedono coinvolti vari politici lombardi. La maggioranza e il PD hanno fatto quadrato e votato allegramente a favore dell'espulsione. Contenti loro di espellere onesti dalle aule istituzionali e consentire agli inquisiti, che dovrebbero difendersi nei tribunali, di usare le aule istituzionali come un predellino.

Inoltre nessuna sanzione per Mantovani che aveva insultato pesantemente la nostra portavoce Carcano. Per stigmatizzare il grave gesto hanno adottato la politica delle tre scimmiette: nessuno ha visto, sentito e parlato. Per noi queste espulsioni sono una medaglia al valore: il Movimento 5 Stelle manda a casa chi tradisce gli impegni con gli elettori, mentre Forza Italia, PD e NCD si tengono volentieri in Consiglio gli indagati per gravi reati contro la pubblica amministrazione".

"Che vergogna un presidente di Regione che scappa dai giudici. Ha usato l'ennesimo escamotage per sfuggire alla Giustizia come un Berlusconi qualsiasi. Viene il legittimo sospetto che la sua candidatura a Varese sia stata utilizzata solo per ottenere l'ennesimo rinvio al suo processo. E' un film già visto e siamo certi che alla prossima udienza, il 23 giugno, Maroni si inventerà un altro escamotage per rinviare ancora. Ne terranno conto i varesini chiamati a sostenere un inquisito e i Lombardi rappresentati da un presidente che gioca a nascondino con i giudici.

Per la saggezza popolare 'male non fare, paura non avere': se davvero Maroni pensa di essere innocente, perché fugge? Maroni merita di andare a casa insieme a tutto il carrozzone leghista che ha regalato piena continuità alla stagione degli scandali politico-giudiziari in Lombardia", così Gianmarco Corbetta, capogruppo del M5S Lombardia, commenta il rinvio del processo che coinvolge il Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni accusato di induzione indebita e turbata libertà di scelta del contraente per presunte pressioni per far ottenere un lavoro e un viaggio a due ex collaboratrici.

 

Sabato mattina M5S sarà in Piazza della Vittoria per illustrare alla città il lavoro svolto in questi anni dal ‪#‎M5S‬ di Lodi per il ripristino della legalità e della trasparenza in Comune.
Un lavoro durato anni che ci ha portato a presentare anche un esposto proprio sulle vicenda delle piscine lodigiane.

Saranno presenti i portavoce Luigi Di Maio, Stefano Buffagni, Danilo Toninelli, Luca Degano.

Ribadiremo inoltre la nostra sfiducia al Sindaco e alla Giunta di Lodi, che nonostante gli scandali che hanno colpito il Comune e il Sindaco, non hanno intenzione di mollare la poltrona!

Amici e cittadini vi aspettiamo numerosi sabato 7 maggio alle ore 11 in Piazza Vittoria a Lodi.

Brescia, 5 Maggio - I consumi dei bresciani sono in stagnazione, mentre le aree commerciali continuano la loro immotivata espansione, una contraddizione in termini. In effetti i risultati sono sotto gli occhi di tutti, i centri commerciali si cannibalizzano l'un l'altro tra continue chiusure e fallimenti dei negozianti.

Chi ne paga le conseguenze sono i cittadini che vedono il loro territorio martoriato da colate di cemento, lavoratori della grande distribuzione sempre più precari, piccoli commercianti di paese fortemente danneggiati dalla selvaggia concorrenza e in conseguenza di ciò i centri abitati si vedono svuotarsi inesorabilmente.

In questa vicenda preoccupa inoltre l'eventuale misura compensativa della Moretti S.p.a. - proponente della variante al PGT del Comune di Erbusco - di trasferire nella ex cava Noce le terre e rocce da scavo estratte nell'ambito dell'ampliamento del centro commerciale. Di circa 80.000 mc di materiale da scavo, ci si chiede in quale modo si riuscirebbe a creare un cosiddetto "recupero ambientale" se la  cava, per essere riempita, ne dovrebbe contenere almeno 1.100.000 mc? Per i rimanenti 1.020.000 mc, quale tipo di materiale verrebbe conferito?

Per queste e mille altre ragioni i parlamentari bresciani del M5S sostengono, insieme a molti erbuschesi, il fronte del "NO" al voto referendario indetto dall'amministrazione di Erbusco per far esprimere la cittadinanza rispetto alla proposta di ampliamento del centro commerciale "Le Porte Franche" avanzato dalla Moretti S.p.a..
Il M5S sarà impegnato con gli attivisti locali con dei banchetti per tutti i weekend di maggio e in tutto il paese, per informare la cittadinanza dell'ennesimo scempio in corso e per promuovere l'affluenza alle urne con l'obbiettivo di raggiungere il quorum fissato al 30% rispetto agli aventi diritto al voto.

Mentre domenica 22 maggio, dalle ore 15, si svolgerà una grande Agorà pubblica, che avrà  luogo con molta probabilità in Via S. Giorgio, 15 - Villa Pedergnano - Erbusco, nel parcheggio del bar dell'oratorio.

Saranno presenti i portavoce del MoVimento 5 Stelle alla Camera dei Deputati Claudio Cominardi, Tatiana Basilio e Dino Alberti; Vito Crimi per il Senato; la consigliera del Comune di Gussago Mara Rolfi e Marco Dotti del Comitato di tutela ambientale di Villa Pedergnano.
I portavoce bresciani del MoVimento 5 Stelle: Claudio Cominardi, Tatiana Basilio, Vito Crimi, Dino Alberti, Mara Rolfi

Iolanda Nanni, consigliere regionale pavese del M5S, a proposito della dissesto finanziario del Policlinico San Matteo, pari a 46 milioni di euro, che mette in ginocchio una delle principali eccellenze sanitarie lombarde, dichiara: "Maroni e la sua Giunta Regionale hanno chiesto un maxi-risarcimento ai responsabili del buco di 46 milioni di euro del San Matteo. La verità è che anche i partiti politici sono corresponsabili di questo disastro che dovrebbero risarcire in solido con i responsabili, dato che sono stati proprio i partiti politici a  nominare, a turno, gli organi di governo e controllo del San Matteo. E Regione Lombardia c'è dentro fino al collo, visto che i componenti dei vari consigli di amministrazione e degli organi di controllo che si sono succeduti sono stati, e sono a tutt'oggi, in prevalenza designati da Regione Lombardia, per il tramite dei partiti che si sono alternati al suo governo. Il problema è che in questi organi, i partiti hanno sempre piazzato politicanti, trombati di turno, uomini di partito o utili al partito, senza mai ispirarsi a un principio di competenza e di specchiata moralità. Dov'erano i revisori che avrebbero dovuto controllare? Dov'era Regione Lombardia che ha il dovere ogni anno di approvare i bilanci dell'ente? Il M5S ha più volte denunciato in Regione queste discrasie a discapito del buon funzionamento dell'IRCSS pubblico San Matteo".

"Sugli aspetti opachi del San Matteo - continua Nanni - ci eravamo già attivati nel 2014 con un'interpellanza per chiedere la revoca di Ettore Filippi Filippi che sedeva ancora nel CDA del San Matteo, nonostante fosse stato arrestato con l'accusa di corruzione. L'allora Assessore alla Sanità Mantovani, pure tratto in arresto a ottobre 2015 e a tutt'oggi imputato di reati come corruzione grave, concussione e turbativa d'incanti, mi rispose assicurandomi che Ettore Filippi Filippi si era autosospeso, salvo scoprire, qualche tempo dopo, che il suddetto era rientrato appieno in carica. Il pesce è marcio dalla testa e finchè saranno questi partiti a governare la Lombardia e ad effettuare le nomine negli enti sanitari, è più che evidente che non ci saranno margini di miglioramento per la sanità lombarda e che saranno messi a rischio centinaia di posti di lavoro".


Ci sentiamo in obbligo di replicare alle "bugie" dichiarate dai membri della giunta.
Invitiamo tutti a fare il gioco più diffuso nei giornali enigmistica, il "trova le differenze":

La Provincia di Como 29/04/2016 e quanto segnalato al 08/06/2015: sono uguali a distanza di quasi un anno? ESATTO , purtroppo!

jjj-300x189Per oltre un anno non sono stati effettuati interventi di nessun genere!

Chiediamo cortesemente di rispettare l'intelligenza della cittadinanza comasca con dichiarazioni del tipo:
"abbiamo effettuato numerosi sgomberi, purtroppo le catene e i lucchetti non hanno fermato l'occupazione dello stabile" o ancora la frase contraddittoria: "non avevamo piena disponibilità del bene"

Chiediamo che almeno quando si chiudono gli occhi, per cercare di sembrare compassionevoli, si eviti di mettere in pericolo i cittadini e le stesse persone che occupavano l'edificio.

Chiediamo la messa in sicurezza con carattere di urgenza!

L'immobile è abbastanza imponente e insistente sul viale Innocenzo XI e alla luce delle dichiarazioni dei tecnici, lette sulla stampa, non possiamo che essere preoccupati per la situazione...

Chiediamo che l'incapacità amministrativa di questa giunta si fermi qui. Mettiamo la giunta di fronte ad un'assunzione di responsabilità, quantomeno politica... il sindaco si dimetta! Se non per incapacità di far fronte alle situazioni di palese degrado, almeno per rispetto dell'intelligenza dei comaschi!

Onestà e rispetto per i cittadini.

M5S Como

alfieri

Abbiamo chiesto a Repubblica di poter replicare alle parole false e lesive della dignità del nostro Movimento del segretario regionale del PD Alessandro Alfieri che ieri, in un'intervista pubblicata dal quotidiano, ha dichiarato che i portavoce del Movimento 5 Stelle "amministrano poche decine di comuni e quasi tutti i loro sindaci sono finiti sotto indagine".
Al momento non risulta nessuna indagine a carico di sindaci del Movimento 5 Stelle a differenza del PD che può vantare, tra le sue file tra sindaci, assessori e nominati, decine di indagati, rinviati a giudizio e spesso condannati. Capiamo il momento difficile di Alfieri, a cui negli ultimi tempi, per restare in Lombardia, hanno indagato una dozzina di eletti e arrestato ben tre sindaci (Pioltello, Valmadrera e Lodi), ma non consentiamo a nessuno di sparare balle in libertà sul buon nome del Movimento 5 Stelle.

Gianmarco Corbetta, capogruppo M5S Lombardia

No del Consiglio regionale alla mozione del M5S Lombardia, presentata dalla portavoce regionale Iolanda Nanni, che chiedeva sconti e tariffe agevolate sul trasporto pubblico locale (su ferro e su gomma) alle categorie economicamente svantaggiate, in particolare ai disoccupati e agli studenti delle scuole medie superiori e dell'università.

Iolanda Nanni, consigliere regionale M5S e prima firmataria della mozione dichiara: "E' uno schiaffo alle migliaia di disoccupati lombardi e a coloro che vivono in condizioni di indigenza. Lega, NCD e Forza Italia hanno dimostrato totale disinteresse, al limite del menefreghismo assoluto, nei confronti del diritto alla mobilità delle categorie di cittadini economicamente svantaggiati. Hanno aumentato i costi del biglietto e dell'abbonamento, ma non fanno alcuno sforzo per andare incontro a disoccupati e studenti, cioè coloro che usano i mezzi pubblici principalmente allo scopo di ricercare una nuova opportunità di lavoro o per motivi di studio. Inoltre, la Lega in Aula, in perfetto stile salviniano, ha millantato che, per erogare le tariffe agevolate, occorrerebbe uno stanziamento di 100 milioni di euro! Si sparano dati a casaccio, senza studi e analisi del problema, quando invece in altre regioni, come il Lazio, con 11 milioni di euro si garantiscono sconti a disoccupati e studenti. Evidentemente, il centrodestra preferisce usare i soldi regionali per foraggiare Trenitalia e i suoi Frecciarossa sulla Milano-Brescia, dove grazie a un Assessorato inerme e prono alle politiche commerciali di Trenitalia, ora i pendolari si trovano oltre al danno, la beffa, piuttosto che usarli per aiutare categorie svantaggiate."

"Nota di colore- continua Nanni - : seppur presente in Aula, l'Assessore Sorte ha fatto la solita scena muta: Giunta e maggioranza del Consiglio sono sulla stessa linea d'onda, quella della propaganda pura, quella degli sprechi assoluti, quella dei senza vergogna che privilegia la logica degli interessi di partito, piuttosto che quelli dei cittadini lombardi. Oggi ne hanno dato ennesima ampia dimostrazione".

L'Assessore regionale ai trasporti e alle infrastrutture Alessandro Sorte ha risposto a un'interpellanza del M5S Lombardia sui motivi del mancato inserimento del prolungamento delle linee metropolitane M2 da Cologno Nord a Vimercate e M5 da Monza Bettola a Monza Parco nel Dossier Opere Prioritarie per la Lombardia consegnato al Ministro Delrio il mese scorso.

Per Sorte il Piano Regionale della Mobilità e dei Trasporti, attualmente in discussione in commissione territorio, è la Bibbia della mobilità e queste opere sono incluse; "ovviamente il prolungamento è una priorità".

Per Gianmarco Corbetta, capogruppo del M5S Lombardia: "Purtroppo il prolungamento di M2 e M5 è prioritario solo a parole. Il piano mobilità è un il libro dei sogni: contiene di tutto ma alla fine i fondi che realmente sono disponibili vengono concentrari su strade e autostrade. Se davvero Maroni considera prioritario il prolungamento dell'M2 e dell'M5 perché non l'ha inserito nel Dossier Opere Prioritarie? Se sono davvero opere prioritarie avrebbero dovuto essere inserite nel piano inviato al Governo. Se la Regione mettesse nel prolungamento un decimo dell'impegno che mette per una grande opera inutile e devastante come Pedemontana probabilmente avremmo già i cantieri aperti".

 

"Alfieri si conferma il pinocchio lombardo di Renzi. Mentre gli arrestano il sindaco di Lodi se la prende con l'inesistente malaffare dei cinque stelle. Militare nel PD evidentemente mette a dura prova le facoltà cognitive. Capiamo  pure che onestà e legalità possano essere distanti dal suo vocabolario e che non siano tra le priorità del suo partito, ma dichiarazioni che offrono un totale ribaltamento della realtà non fanno deporre alcuna fiducia sulla lucidità di analisi del partito che guida il Paese. Faccia dimettere il sindaco di Lodi, faccia pubblicare i conti Expo al suo candidato Sala e si metta il cuore in pace. A difendere l'immagine e l'onorabilità delle istituzioni c'è solo il M5S, il PD è a rispondere di quello che fanno gli amministratori nelle aule di tribunale", così Gianmarco Corbetta, capogruppo del M5S Lombardia, commenta le parole del capogruppo del PD Lombardo Alessandro Alfieri.

 

 

Il M5S Lombardia, questa mattina, ha occupato i banchi della presidenza regionale esponendo un cartello con la scritta "Onestà" per contestare la riammissione in aula del vice presidente della Lombardia Mario Mantovani, arrestato nell'ottobre 2015, e l'arresto del sindaco del PD di Lodi Simone Uggetti.

Gianmarco Corbetta, capogruppo regionale del M5S Lombardia, dichiara: "Consideriamo vergognosa la presenza del signor Mantovani nell'aula del Consiglio Regionale. La sua presenza infanga l'immagine di una istituzione, la Regione Lombardia, che già di suo non gode di buona reputazione tra i cittadini lombardi a causa di tutti gli scandali che si susseguono da anni. Proprio per questo si tratta di uno sfregio ancora più grave.  Ci auguriamo per il bene della Regione che il signor Mantovani esca pulito dai suoi problemi giudiziari, ma oggi abbiamo un enorme problema di credibilità e di rispetto delle istituzioni. Il giudice Borsellino diceva che un politico non solo deve essere onesto, ma lo deve anche "apparire", cioè non deve esserci nessuna ombra, nessun dubbio su di lui. Oggi invece parliamo di una persona accusata di corruzione, concussione, turbativa d'asta e abuso d'ufficio. Una persona accusata di aver speculato sulla pelle dei più deboli: anziani, disabili, dializzati... che si presenta in Consiglio Regionale solo grazie ad un vizio di forma che ha interrotto il suo arresto. Il nostro è un giudizio politico, quello giuridico non spetta a noi. La politica non può aspettare i tempi della magistratura, c'è un problema di rispetto e dignità delle istituzioni. La Regione Lombardia non può permettersi la benché minima ombra di dubbio sull'onestà, la dignità e la pulizia di ogni suo rappresentante, e nel caso di Mantovani siamo ben oltre l'ombra di dubbio! Poi ci domandiamo perché solo 17 italiani su 100 hanno fiducia nei partiti! Il fatto che il signor Mantovani sia passato, grazie ad un cavillo, dagli arresti all'aula del Consiglio offende tutti i cittadini lombardi e italiani!"

Gianmarco Corbetta - Capogrupo del M5S Lombardia

Domani, in seduta di Consiglio Regionale, il M5S Lombardia presenterà una mozione per richiedere sconti e tariffe agevolate sul trasporto pubblico locale alle categorie economicamente svantaggiate, in particolare ai disoccupati e  agli studenti, anche universitari.

Iolanda Nanni, consigliere regionale M5S e prima firmataria della mozione dichiara: "In Lombardia usano il trasporto pubblico oltre 700.000 persone al giorno ma potenzialmente potrebbero essere molti di più. Non tutti infatti possono permettersi l'acquisto di un abbonamento a costo pieno, né di biglietti treni e pullman che, negli ultimi anni, hanno subito pesanti aumenti. Pensiamo soprattutto ai disoccupati e agli studenti, anche universitari, e a quelle categorie economicamente svantaggiate che si muovono per motivi di studio, di lavoro o di ricerca di nuova occupazione".

"In altre regioni, come ad esempio il Lazio e le Marche, per queste categorie sono specificatamente previste agevolazioni tariffarie. Regione Lombardia non prevede nulla al riguardo. Con la nostra mozione intendiamo impegnare la Giunta Maroni ad introdurre specifiche agevolazioni tariffarie per i servizi di TPL  (sia su ferro che su gomma) a favore di studenti (almeno fino al 25esimo anno di età), disoccupati e soggetti economicamente svantaggiati."

"La nostra mozione - conclude Nanni - fa perno all'ulteriore stanziamento, pari ad almeno 50 milioni di euro annui, ottenuto dal Governo per le Regioni sul TPL grazie a una risoluzione M5S approvata presso la Commissione IX Trasporti della Camera dei Deputati, presentata dal nostro deputato Michele Dall'Orco. Si chiede dunque alla Giunta Maroni di attivarsi per ottenere la propria quota parte da destinare a sconti e tariffe agevolate sul TPL per disoccupati e studenti. La crisi morde, nessuno deve essere lasciato indietro".

"La legge permette ad un Presidente di Regione, come Maroni, di candidarsi anche come capolista nel suo comune, ma è lecito chiedersi se sia eticamente corretto farlo e se poi sia eticamente ammissibile andare nella città dove si è capolista ad annunciare quanti soldi la regione da lui amministrata abbia finanziato per la sicurezza dei suoi cittadini. E' logico che qualsiasi cittadino legga fra le righe il messaggio che esce chiaro e inequivocabile. La correttezza etica evidentemente non è di questa politica che ci governa", così Paola Macchi, consigliere regionale del M5S Lombardia.

Domani il M5S Lombardia porterà all'attenzione del Consiglio regionale una interrogazione con risposta immediata a Maroni, in merito alla politica di trasferimenti di malati dal Corberi di Limbiate verso altre strutture.

Per il Movimento 5 Stelle il trasferimento di 20 pazienti con disturbi psichici alla struttura San Francesco di Nova Milanese, adottato dall'ASL di Monza e Brianza (guidata dal dottor Matteo Stocco), lo scorso anno presenterebbe profili di dubbia legittimità.

L'interrogazione chiede al Presidente della Lombardia e Assessore alla Sanità Roberto Maroni di "intervenire, alla luce delle anomalie negli atti deliberativi del trasferimento dello scorso anno. [...] affinché sia verificata la piena legittimità delle delibere dell'Asl [...] e venga valutata con particolare attenzione l'opportunità di procedere con nuovi trasferimenti".

Per Gianmarco Corbetta, capogruppo del M5S Lombardia: "Sembrerebbe che la struttura che ha accolto i pazienti, persone fragili affette da patologie psichiatriche gravi, non fosse accreditata al servizio sanitario regionale, inoltre le tempistiche sono molto sospette. Anche le giustificazioni economiche addotte dall'Asl per questo trasferimento ci sembrano molto discutibili. Ci chiediamo, considerato che è previsto un altro trasferimento di 10/20 degenti, se è stata sufficientemente valutata la condizione di fragilità di queste persone. Sono persone che vivono al Corberi da decenni, spesso dall'infanzia e risultano particolarmente suscettibili ai cambi delle loro abitudini di vita quotidiana; un trasferimento di struttura può rappresentare un cambiamento particolarmente traumatico della loro vita abitudinaria. Non sono pacchi postali!".

Da oggi, lunedì 2 maggio 2016, il nuovo capogruppo del Gruppo consiliare M5S Lombardia sarà il consigliere regionale Gianmarco Corbetta in virtù della rotazione semestrale stabilita dalle regole interne del gruppo. Corbetta, che succede a Stefano Buffagni, sarà capogruppo fino alla fine di ottobre.

Nato a Bovisio Masciago (Monza Brianza) nel 1972 è laureato in Scienze Politiche e si è occupato di ricerca e selezione di personale. In Consiglio regionale è componente delle commissioni Ambiente e protezione civile, Antimafia e Cultura, istruzione, formazione, comunicazione e sport. E' membro del Meetup Amici di Beppe Grillo di Monza-Brianza dal 2007, attivista dal 2008, organizer o assistant organizer da gennaio 2009 fino all'elezione in Regione. Dal 2010 in avanti ha contribuito alla nascita delle liste del MoVimento a Monza, Desio, Varedo, Vimercate e Cesano Maderno. E' stato co-fondatore e portavoce del Comitato per l'Alternativa al nuovo inceneritore di Desio, nato nel 2008 su iniziativa degli Amici di Beppe Grillo di Monza, Desio, Carate Brianza e Saronno. Nel luglio 2012 il progetto di costruzione del nuovo inceneritore è stato cancellato.

Creare e mantenere l'area Expo del Padiglione Italia, secondo indiscrezioni della stampa, è costato a Comune, Regione, Governo e sponsor privati un miliardo e duecentocinquantadue milioni di euro. Una somma agghiacciante, è di più del costo di costruzione dell'intera area espositiva che si aggira intorno al miliardo e 147 milioni di euro.

I conti non tornano, succede ogni volta che si mettono le mani nella melma contabile di Expo, e per vederci chiaro abbiamo chiesto di visionare tutti i dati, contenuti in un decreto del Presidente del Consiglio più insabbiatore della storia italiana del 22 aprile che, viste le indiscrezioni, ha potuto visionare solo la stampa.

E ne abbiamo da insistere nelle stanze dei bottoni: in via informale la Presidenza del Consiglio ci ha confermato che il decreto è stato firmato ma non è ancora efficace perché non è stato ancora registrato. Sarebbe in attesa del visto dell'Ufficio del bilancio e per il riscontro di regolarità amministrativo-contabile che potrebbe validare il decreto entro una settimana o richiedere un ulteriore visto da parte della Corte dei Conti. In questo caso ci vorrebbero almeno altri 15 giorni prima della registrazione (e quindi dell'ufficialità).

Abbiamo preteso una bozza, siamo la prima forza politica di opposizione del paese. Ovviamente ci hanno risposto picche. Abbiamo chiesto se e quando il decreto sarà pubblicato in gazzetta ufficiale ma non ci hanno saputo rispondere....

La trasparenza è il mezzo che aiuta a individuare e prevenire situazioni illecite e di conflitto di interessi. E quei dati, oltre che al M5S, devono essere resi immediatamente disponibili ai cittadini (e non solo alla stampa, magari in forma pilotata) perché possano giudicare razionalmente l'attività di politici e amministratori che gestiscono i loro soldi. Certo poi che quei dati siano stati resi disponibili solo alla stampa governativa, in un rapporto che confonde controllore e controllato, è perfettamente in linea con l'abisso nel quale è precipita l'Italia proprio sulla libertà di stampa. Nel 2016 l'Italia siamo precipitati al 77esimo posto seguiti in Europa solo da Cipro (81esimo), Grecia (89esima) e Bulgaria (113esima).

Il dato è strettamente legato a quello diffuso dal report di Transparency International, una classifica che ogni anno indica il grado di corruzione percepito nelle istituzioni pubbliche e politiche delle centosessantotto nazioni censite. Il nostro paese si classifica in sessantunesima posizione, a pari merito con Montenegro, Lesotho, Senegal e Sudafrica. Senza una stampa libera e istituzioni davvero trasparenti non saremo mai un paese democratico. Al momento solo M5S chiede trasparenza a Renzi e il Governo continua a nascondere la catasta immane di fondi pubblici ingoiati da Expo.

Quando capiremo che la trasparenza è il primo passo per fare seria lotta alla corruzione?

I portavoce del MoVimento 5 Stelle

Il M5S Lombardo ha depositato al Consiglio regionale della Lombardia un progetto di legge sul car pooling, dal titolo 'Promozione dell'uso condiviso dei veicoli privati', assegnato alla commissione Territorio. "Sappiamo tutti che grandi arterie da e per Milano nelle ore di punta sono piene di auto con un solo conducente: l'obiettivo del progetto di legge - ha spiegato Gianmarco Corbetta, il consigliere cinquestelle primo firmatario del testo - e' proprio favorire una razionalizzazione mezzi privati con la condivisione dello stesso percorso", con il risultato di una condivisione dei costi per i pendolari, della riduzione dell'inquinamento atmosferico e dell'attenuazione del traffico. Gli strumenti proposti nel pdl del M5S sono una campagna informativa, la presenza sul sito della Regione dedicato a trasporto pubblico di un portale dove i cittadini possano inserire le informazioni sul loro abituale viaggio in auto e che un banner, un collegamento, a questo portale regionale sia presente sui siti internet delle grandi aziende. (ANSA)