Aprile 2016

Oggi voglio parlarvi del Centro Regionale di Farmacovigilanza, unaeccellenza della Sanità Lombarda che sta morendo per colpa di Maroni.

Il Centro Regionale di Farmacovigilanza (CRFV), un ente che garantisce la raccolta, la gestione e l'analisi delle segnalazioni spontanee di sospette reazioni avverse ai farmaci e la pronta e capillare diffusione delle informazioni diramate dall'AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) in merito alla sicurezza dei farmaci.

Il CRFV Lombardo è un esempio di efficienza a livello nazionale e internazionale. Con le sue 1850 segnalazioni per milione di abitanti risulta infatti ai primi posti tra i paesi occidentali più evoluti nel promuovere l'uso di terapie farmacologiche sicure e costituisce un importante punto di riferimento per AIFA, EMA e OMS, in quanto fino al 2014 produceva più di un terzo di tutte le informazioni italiane di farmacovigilanza, necessarie alle autorità nazionali per migliorare il profilo di sicurezza dei farmaci.

Sebbene il centro regionale di Farmacovigilanza sia previsto dalla legge e abbia già stanziamenti assicurati fino ad almeno il 2018, in seguito ad una segnalazione ho scoperto che in realtà il centro farmacologico è già in fase di smantellamento.

Dal 2014 ad oggi infatti il personale del CRFV è passato da 12 esperti in farmacovigilanza, ad una sola unità nel 2016, con una riduzione, nel solo 2015, di oltre un quarto il numero di segnalazioni raccolte rispetto all'anno precedente, mostrando il palese calo di attenzione verso la sicurezza nell'uso dei farmaci.

Il depotenziamento del Centro ha di fatto ridotto al minimo le attività di controllo della qualità dei dati trasmessi all'AIFA e all'EMA, di formazione del personale sanitario, di consulenza e di coordinamento relativamente alle attività di farmacovigilanza sul territorio e negli ospedali.

Ma per quale motivo un centro di eccellenza come quello lombardo, anziché essere un modello per tutta l'Italia, ha subito un progressivo depauperamento di risorse umane e competenze professionali?

Per quali motivi il personale operante non è stato confermato sino al 31 Dicembre 2018, così come previsto dalla Delibera di Giunta Regionale, pur in presenza dei fondi economici necessari?

Come mai, nonostante la quasi totalità del personale del CRFV non sia stato riconfermato, gli stanziamenti economici non sono stati rivisti? E' quantomeno anomalo che, nonostante sia rimasto un solo lavoratore, il fabbisogno economico non sia variato. Come vengono spesi quei soldi?

Mi aspetto che Maroni e l'assessore alla sanità competente (che al momento, in seguito all'arresto di Mantovani, è ancora Maroni) diano risposte precise e circostanziate alla mia interrogazione. La Lega è sempre brava a parlare delle eccellenze lombarde, ma poi nei fatti le smantellano come se nulla fosse, facendo di fatto un favore alle lobby del farmaco che grazie alla sforbiciata leghista avranno un organo di controllo di fatto mutilato e privo delle professionalità necessarie per tutelare la salute dei cittadini lombardi e italiani.

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Il Movimento 5 stelle protesta per la gestione del Progetto di legge sulla Salute mentale in Commissione Sanità.

Paola Macchi, consigliere regionale del M5S Lombardia dichiara: "Non è tollerabile che la Presidenza della Commissione Sanità pretenda che noi discutiamo e votiamo i singoli articoli del Progetto di legge sulla Salute mentale senza darci la possibilità di leggere l'intero progetto di legge.Durante la scorsa commissione ci è stato dato il primo articolo e il relatore Capelli ci ha imposto di discuterlo e votarlo in quella medesima commissione, ora  sono stati inviati i due articoli seguenti ma  non l'intero progetto di legge;  di questo passo, ci troveremo a discutere e votare in Commissione i singoli commi senza sapere cosa comportano quelli successivi e senza avere la possibilità di presentare emendamenti. Ancora una volta ci troviamo davanti ad una sconcertante gestione dei lavori di commissione e abbiamo già comunicato alla Commissione che  non parteciperemo ai lavori in segno di protesta".

"E' necessario che Carlo Belloni si dimetta immediatamente da presidente del collegio dei sindaci della Fondazione Ca' Granda. Le ultime dichiarazioni in cui non trova scandaloso ciò che ha fatto con i beni di FNM dimostra quanto sia lontano dal poter controllare sui beni pubblici. Gli organismi di vigilanza devono essere affidati a persone in grado di offrire garanzie per una puntigliosa attività di controllo e distanza dai partiti. Non è il caso di Belloni, il Comune di Milano ne prenda atto e faccia l'interesse dei cittadini. Speriamo anche Pisapia comprenda la gravità della situazione", così Stefano Buffagni, capogruppo del M5S Lombardia, e Gianluca Corrado, candidato a sindaco di Milano

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[caption id="attachment_11011" align="aligncenter" width="297"]Mappa delle cosche della 'ndrangheta in Lombardia Mappa delle cosche della 'ndrangheta in Lombardia[/caption]

Questa settimana il M5S Lombardia ha invitato in audizione, in Commissione regionale Antimafia, Antonio Calabrò Viceprisendente con la delega per la legalità e la responsabilità sociale d'impresa di Assolombarda, l'associazione degli industriali. Il confronto si è svolto sul tema delle best practice nella prevenzione dell'illegalità e nello sviluppo della cultura della legalità nelle imprese lombarde.

Per l'associazione non è possibile lo sviluppo del tessuto economico lombardo senza legalità: la criminalità organizzata distorce la concorrenza, l'approvvigionamento al credito e il rapporto con la pubblica amministrazione. Le mafie sono presenti da molto tempo in Lombardia. Se si confronta la mappa della loro presenza negli anni Ottanta con quella di oggi, la diffusione del crimine organizzato risulta più massiccia e corposa. I settori più a rischio sono gli appalti del movimento terra, le forniture legata all'edilizia, il settore del credito, il settore della sanità per quello che riguarda soprattutto le forniture. C'è poi un crescente interessamento nelle settore delle farmacie e del commercio.

La presenza della criminalità organizzata va molto aldilà della percezione della popolazione e degli imprenditori. Proprio per questo Assolombarda, che coinvolge seimila imprese (che fatturano il 15% del PIL nazionale), sta lavorando per migliorare la percezione del fenomeno in ambito industriale con, in prima battuta, una mappatura del livello di consapevolezza degli imprenditori rispetto alle aree di rischio a presenza mafiosa in Lombardia.

L'attività dell'Associazione si svolge anche nel rapporto diretto con i tribunali: tra imprese e giustizia non c'è una divergenza di interessi bensì linguaggi diversi e l'obiettivo comune è quello di una reciproca comprensione per accorciare i tempi della giustizia.

Tra i temi portati all'attenzione dei portavoce regionali anche quello dei beni confiscati alle mafie. Assolombarda ha lavorato con il Politecnico di Milano per mappare i beni e per offrire un contributo alla gestione di quei beni. Quando si arriva alla confisca di un'azienda spesso la stessa è fallita perché i tempi burocratici della confisca sono troppo lunghi e il bene è affidato all'amministratore giudiziario. Le aziende però hanno bisogno di un manager. Assolombarda ne ha formati 63 per affiancare gli amministratori giudiziari per dare continuità alle attività produttive.

Assolombarda ha concluso chiedendo alla Commissione regionala Antimafia di insistere di più su di una campagna di consapevolezza sulla presenza in Lombardia della criminalità organizzata. Invito a cui il M5S non mancherà di dare un seguito: la cultura della legalità è nel DNA del movimento.

ITR ARVEDI fondi regionali 20-04-2016

Il M5S solleva nuovamente il caso dell'acciaieria ARVEDI con un'interrogazione regionale (SCARICA QUI) diretta alla Giunta Maroni in cui chiede conto dei 2 milioni di euro a fondo perduto di fondi regionali erogati a questa acciaieria, nonostante non sia in regola con le prescrizioni ambientali.

Iolanda Nanni, consigliere regionale M5S e prima firmataria dell'interrogazione dichiara: "L'ARPA di Cremona, all'interno della relazione finale dell'ispezione ordinaria datata 22 dicembre 2015, ha rilevato all'Acciaieria ARVEDI SpA ben 49 inottemperanze e criticità rispetto alle prescrizioni AIA (Autorizzazione integrata ambientale). Tale ispezione è avvenuta in seguito alla nostra precedente interrogazione del 17 Giugno 2015 in cui portavamo all'attenzione dell'assessorato regionale all'ambiente le denunce del Comitato Ambientale di Spinadesco e dei cittadini dell'area limitrofa all'acciaieria, relative a emissioni di fumi anomale e assordanti rumori continuativi, diurni e notturni, legati alle attività industriali di ARVEDI. Bisogna ricordare in proposito che, già nel 2012, in una precedente ispezione, ARPA aveva denunciato emissioni anomale di fumi dall'industria «senza un adeguato sistema di aspirazione dedicato»."

"In questo quadro desolante di ritardi e inefficienze istituzionali" - prosegue Iolanda Nanni - "Regione Lombardia ha recentemente stanziato ben due milioni di euro a fondo perduto all'azienda. Se il sostegno economico alle attività produttive locali è un'azione importante di Regione Lombardia, tale sostegno economico, nel nostro caso a fondo perduto, non dovrebbe essere indiscriminato. Soprattutto, i finanziamenti pubblici a fondo perduto dovrebbero essere stanziati solamente alle imprese che dimostrino di rispettare in pieno tutte le regole stabilite dall'ordinamento, anche in campo ambientale e sanitario.
Nel caso in oggetto l'ispezione ARPA di Dicembre 2015 ha riscontrato 49 criticità e inottemperanze ambientali nello stabilimento ARVEDI, alcune delle quali già riscontrate in una precedente ispezione del 2012. Tali criticità e inottemperanze riguardano non solo le emissioni diffuse ma anche ad esempio i depositi di scorie nere, il superamento delle soglie di allarme acustico, lo sforamento dei limiti produttivi fissati dall'Autorizzazione integrata ambientale."

"A questo punto - conclude Nanni - chiediamo conto con un'interrogazione all'Assessorato Regionale all'ambiente di chiarire come si è potuti elargire all'azienda uno stanziamento pubblico di tale entità ed a fondo perduto, senza accertarsi preliminarmente che ARVEDI sanasse tutte le criticità e inottemperanze riscontrate da ARPA in campo ambientale, che come sappiamo è strettamente correlato alla salute dei cittadini."

glifosato

Ad un anno dalla presentazione della mia interrogazione sullo stop dell'uso dei diserbanti in Lombardia, nello specifico del glifosato (un pesticida bandito già in alcuni Paesi perché considerato tossico), finalmente è arrivata in Commissione Agricoltura la risposta dell'Assessore Gianni Fava.
Sottolineando l'orientamento delle politiche europee verso l'utilizzo sostenibile dei pesticidi chiedevo che anche la Lombardia si attivasse per contrastare l'uso delle sostanze tossiche per il controllo delle infestanti, di orientare il sistema delle pulizie dagli infestanti delle strade verso metodi meccanici e il finanziamento di studi sugli effetti del glifosato sulla salute umana.

L'Assessore Fava ha assicurato che la nostra regione è l'unica che ha applicato il Piano d'Azione Nazionale per l'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, adottando un'apposita delibera. La Lombardia infatti ne prevede una restrizione dell'uso e predilige il diserbo meccanico ed altre metodologie che non prevedono l'utilizzo del glifosato.
L'Assessore ha anche sostenuto che per aver applicato il PAN la giunta regionale è andata incontro a critiche da parte degli operatori, abituati ad utilizzare un diserbante molto aggressivo ma a buon mercato.

L'auspicio del M5S lombardo è che si continui sulla strada intrapresa e non ci si faccia intimorire. Quando si tratta della salute delle persone, non c'è convenienza economica che regga!
Il glisfosato è un erbicida potenzialmente pericoloso per gli esseri umani. Lo dice lo IARC (International Agency for Research on Cancer), che lo classifica come potenzialmente cancerogeno. L'Assessore cita però uno studio dell'EFSA (European Food Safety Authority) che contrasta con quanto stabilito dallo IARC e sostiene che tale diserbante non sia cancerogeno.
In presenza di evidenze contrastanti, deve assolutamente valere il principio di precauzione: se lo IARC dichiara il glifosato come potenzialmente cancerogeno questo va assolutamente bandito dalla nostra regione e dall'Italia.

Mi fa piacere che la nostra sia l'unica regione che fatto qualcosa di concreto su questo tema, ma non si ci può fermare! Bisogna percorrere la strada del totale abbandono di questo erbicida. Come M5S vigileremo affinché si facciano i controlli sui divieti posti in essere dalla Regione e che i percosri formativi previsti per gli operatori servano davvero a migliorare la situazione. Insomma, la delibera della giunta regionale verso le buone pratiche non deve restare lettera morta.
Dispiace infine sottolineare che per ricevere la risposta alla nostra interrogazione abbiamo dovuto aspettare ben un anno (al posto dei 20 giorni previsti per regolamento). Cercheremo di recuperare il tempo perduto attivandoci per "controllare" chi controlla e rassicurare i cittadini!

Gianmarco Corbetta - Portavoce regionale del M5S Lombardia

Trenopoli

A seguito di una circostanziata lettera anonima pervenutaci, il M5S Lombardia ha passato al setaccio il piano di acquisto dei treni TSR a due piani (quelli usati dai pendolari delle linee regionali e suburbane come la S13) che, negli ultimi 10 anni, ha visto spendere quasi 600 milioni di euro di finanziamenti pubblici diretti alle società che gestiscono il servizio. La prima gara di appalto risale al 2003. Da allora la Regione Lombardia approverà ordini di acquisto senza gara per cifre che arriveranno a triplicare i 166 milioni dell'appalto originale, assicurando in 5 anni, incarichi per mezzo miliardo di euro tutti alla stessa impresa aggiudicataria. Il M5S ha tradotto in un esposto la verifica, la raccolta documentale e le analisi del materiale pervenuto. L'esposto è stato inviato all'Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e alla Corte dei Conti perché siano svolti i più approfonditi controlli e si metta fine a questo sperpero di risorse pubbliche

"La costituzione della flotta di treni oggi circolante sulla rete regionale -  spiegano i consiglieri regionali del M5S Lombardia Eugenio Casalino, Silvana Carcano e Iolanda Nanni - ha inizio con l'era Formigoni: la prima gara di appalto per i TSR risale al 2003, e come scopriremo sarà anche l'ultima. Da quel momento infatti, Regione Lombardia approverà ordini di acquisto senza gara per cifre che arriveranno a triplicare i 166 milioni dell'appalto originale, assicurando in 5 anni, incarichi per mezzo miliardo di euro tutti alla stessa impresa aggiudicataria. Il rinnovo dei contratti senza gara pubblica è sicuramente ammesso dalla normativa nazionale ma solo ed esclusivamente in casi di particolare necessità e urgenza, casi particolari che i dirigenti della partecipata regionale hanno di volta in volta descritto e risolto in due righe aleatorie riportate nei contratti. Ma derogare alla normativa, avverte l'ANAC, non solo compromette il vantaggio economico per l'ente pubblico ma costituisce quella zona grigia che è condizione favorevole per il proliferare della corruzione, ad esempio verificatasi con quella sequela di arresti e processi che hanno portato alla fine impietosa del ventennio formigoniano".

"Considerata la lezione - aggiungono - la nuova giunta del presidente Maroni avrebbe dovuto invertire la rotta riportando la spesa di soldi pubblici sul piano della correttezza e della trasparenza, ma non sembra sia andata esattamente così. Infatti, per l'acquisto dei treni TSR tra il 2013 e il 2014, abbiamo verificato che viene nuovamente rinnovato l'appalto del 2003 senza gara spendendo altri 80 milioni di euro fuori dalla regole e arrivando a pagare i  convogli oltre il 50% in più rispetto al costo originario; una condizione che, fatto un confronto con l'operato di altre aziende pubbliche ha confermato la grave inefficacia della politica regionale in questo settore. Ad esempio, nello stesso periodo storico dal 2005 al 2012, l'azienda dei trasporti municipali milanesi ha bandito due (!) gare di appalto per l'acquisto dei treni della metropolitana ottenendo, al contrario dei treni regionali, un abbattimento dei costi del 16%. A nostro avviso è l' ennesimo esempio di spreco di soldi pubblici, tra mancati risparmi e maggiori oneri, di irregolarità diffuse e di una mancata pianificazione degli acquisti. Abbiamo quindi tradotto in un esposto la verifica, la raccolta documentale e le analisi che ci hanno impegnato molto tempo. L'esposto è stato inviato all'Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e alla Corte dei Conti perché siano svolti i più approfonditi controlli e si metta fine a questo ennesimo e continuo sperpero di risorse pubbliche".

bergamaschi-shock

Il direttore generale della sanità uscente Bergamaschi, audito ieri in Commissione sanità, si è tolto un sassolino (anzi un macigno) dalla scarpa, sul quel sistema sanitario lombardo che durante il suo ultimo incarico ha avuto modo di osservare da vicino. Le sue dichiarazioni non lasciano spazio a dubbi o interpretazioni, e confermano le denunce che il M5S in Regione porta avanti da sempre.

«Siamo abituati a pensare che in questa Regione i portatori di interesse privati in Sanità rappresentino dal 30 al 40% della dimensione economica del sistema. La realtà è che rappresentano almeno l'80% perché va considerata anche la produzione di beni e servizi. Questo porta a una massa di portatori di interessi, tutti legittimi, ma orientati a difendere la loro area. E ciò richiede che chi decide sia davvero libero da qualsiasi interesse, a favore del paziente» (Walter Bergamaschi)

La sanità in Lombardia è un affare per pochi che le politiche di Formigoni prima, e Maroni poi, continuano a tutelare (quando non si spartiscono direttamente la torta, vedi gli scandali Mantovani e Rizzi). Le parole di congedo del dg Bergamaschi sono per noi sono un incentivo a continuare la nostra battaglia verso un modello di santità pubblica. Solo così potremo fare realmente gli interessi della popolazione.

Dario Violi - Portavoce del M5S Lombardia e membro della Commissione sanità

Gian Mattia D'Alberto/LaPresse28-10-2011 MilanocronacaEXPO 2015 - posa della prima pietra al cantiere di Rho Fieranella foto: l'inizio lavori Gian Mattia D'Alberto/LaPresse28-10-2011 MilanEXPO 2015 in the photo: the working start
Oggi in Commissione regionale Attività produttive e occupazione si è tenuta un'audizione surreale con l'Assessore al Post-EXPO. Non solo nella relazione presentata dall'Assessore (sull'Atto integrativo all'Accordo di Programma Expo, sulla Programmazione Fast Post Expo, sul Progetto della Fondazione La Triennale di Milano e sullo Human Technopole - Campus Universitario e progetto IBM) si elencano una serie di progetti e iniziative evanescenti (orti botanici, campi sportivi, summer school, gite scolastiche, etc) ma l'Assessore non ha fornito nessuna risposta in merito alle questione relative all'impatto che i progetti avranno su produzione e occupazione, a fronte del grande investimento già effettuato da Regione Lombardia.

L'assessore nasconde il vuoto totale della programmazione di questa giunta sul dopo Expo dietro un elenco di iniziative ipotetiche ma non ci è dato sapere, a fronte di 79 milioni investiti di cui 50 coperti da Regione Lombardia, quale sia il piano economico e le ricadute occupazionali né come e dove sono state stanziate queste ingenti risorse. L'assessore è venuta in Commissione a venderci la solita fuffa tralasciano ogni aspetto realmente importante per la cittadinanza.

Calendarizzare quest'audizione in Commissione produttive è stata una mossa strategica per evitare di affrontare i tempi più scottanti come quello delle bonifiche e dell'agibilità dei terreni.
Come pretende l'Assessore Brianza di costruire un campus universitario sull'area se i terreni sono ancora classificati in tabella B, quindi non edificabili? E come può pensare di considerare tra le legacy di Expo la realizzazione di una messa in sicurezza per una falda acquifera inquinatissima? Siamo al paradosso totale. Aggiungo che le modifiche integrative all'Atto servono per rinnovare e prorogare bandi in maniera indefinita, come solo noi italiani possiamo fare. Tra le tante domande a cui non ha risposto l'assessore Brianza ce n'è poi una che mi sta a cuore: dov'è il bando per la ristorazione che partirà dal 25 maggio? noi non troviamo traccia in nessun sito istituzionale!".

Sul post Expo occorrerebbero delle indicazioni di maggior dettaglio sull'utilizzo della dotazione finanziaria per comprendere il rapporto tra le risorse stanziate e gli impegni-progetti previsti, che appaiono riduttivi e sproporzionati rispetto al piano economico di sviluppo dell'area.

Già 4 mesi fa abbiamo richiesto audizione con l'Assessore Brianza in Commissione Territorio e Infrastrutture, ma non si capisce per quale ragione il tema non sia stato mai trattato in quella sede. Peraltro, in Attività produttive ci è stato contestato che i quesiti formulati non hanno pertinenza rispetto alle tematiche attività produttive, occupazione, commercio, turismo; temi questi che presuppongono invece una valutazione preliminare sulla fattibilità dei progetti che si intendono realizzare.

Segnaliamo poi numerosi elementi, nell'Atto integrativo dell'Accordo di Programma, in cui si utilizzano frequentemente espressioni assolutamente vaghe e generiche del tipo "si potrà valutare ...", "eventuale ...", indicative della totale assenza di atti concreti, di una precisa tempistica e incompatibili con l'ormai imminente apertura del sito per il Fast Post Expo.

Fra i nodi ancora irrisolti sull'iniziativa anche la mancata pubblicazione del bando per l'esercizio delle attività di ristorazione (più volte da noi richiesto), della cui esistenza l'Assessore ha dimostrato di essere totalmente all'oscuro e di cui non risulterebbe alcuna traccia sul sito di Regione, in violazione dei principi di pubblicità e trasparenza.

Segnaliamo inoltre la previsione contenuta nell'Addendum all'Atto integrativo, in cui si precisa che l'assunzione degli impegni relativi alle attività di manutenzione e gestione di infrastrutture, impianti, manufatti e spazi potrà realizzarsi anche attraverso il subentro di Arexpo SpA ai contratti stipulati o in fase di aggiudicazione da parte di Expo 2015 SpA. Una previsione, questa, che desta forti perplessità sulle modalità e sulle tempistiche, mancando qualsiasi indicazione sui bandi e sulle relative scadenze che dovrebbero essere soggetti all'applicazione delle regole del codice appalti.

Ancora nell'Atto integrativo si fa impropriamente riferimento all'intervento del MISE, che viene erroneamente ricompreso nella "legacy" (eredità) di EXPO. Già lo scorso dicembre 2015 abbiamo richiesto la misurazione del livello di inquinamento sulla base della relazione di Arpa, nella quale risultano elencati i nominativi delle aziende responsabili delle contaminazioni ambientali dell'area. Richiediamo pertanto una correzione dell'Atto integrativo affinché si specifichi che i costi dell'inquinamento ricadono sui privati responsabili, in quanto costi che non deve sostenere Expo. Manca, peraltro, qualsiasi considerazione sulla compatibilità e l'impatto ambientale, aspetto che abbiamo più volte denunciato e portato all'attenzione della Giunta regionale.
Tra le altre questioni rimaste in sospeso: il concerto del 1° maggio, il grande orto planetario, la summer school, il collaudo dei manufatti provvisori, la bonifica dei terreni...
Insomma c'è abbastanza materiale per continuare a tenere i riflettori puntati su futuro dell'Area Expo.

(foto: Gian Mattia D'Alberto/LaPresse28-10-2011 Milanocronaca - EXPO 2015 - posa della prima pietra al cantiere di Rho Fieranella foto: l'inizio lavori Gian Mattia D'Alberto/LaPresse28-10-2011 MilanEXPO 2015 in the photo: the working start)

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La Commissione Sanità ha incontrato il direttore generale Walter Bergamaschi che ha presentato il quadro dell'incidenza tumorale al seno in Lombardia. Bergamaschi firmerà la sua ultima delibera il 28 aprile prossimo istituendo in Regione Lombardia i centri di senologia che seguiranno l'intero percorso delle donne affette da patologia tumorale.

Paola Macchi, consigliere regionale del M5S Lombardia, ha sottolineato che "la diagnosi precoce non deve essere confusa con la prevenzione primaria e che non è una soluzione a quello che si registra come un aumento dei tumori al seno, ma che ci si deve concentrare sulla ricerca delle cause di questo tumore, che solo in minima parte sono di origine genetica, per mettere in atto una prevenzione efficace a cui potrebbero dare un valido apporto anche le breast units.  E' doveroso e intelligente evitare che le donne si ammalino mettendo in atto una politica di prevenzione che nel piano regionale al momento non esiste"

 

 

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In Commissione regionale antimafia la maggioranza ha eluso la richiesta del M5S Lombardia di istituire un'indagine conoscitiva sugli appalti nella sanità lombarda accampando problemi di competenza. La richiesta sarà esaminata dalla Commissione Sanità. Peccato che le competenze siano proprio in commissione Antimafia.

Per Silvana Carcano, consigliere regionale del M5S Lombardia, "E' l'ennesima prova delll'irresponsabilità di una classe politica che non sa contrastare seriamente la corruzione in ambito sanitario.
Abbiamo assistito ad uno spettacolo di basso livello da parte degli esponenti della maggioranza i quali si sono schierati contro l'istituzione dell'indagine sostenendo che la tematica non è di competenza della Commissione Antimafia e rigirando la patata bollente alla Commissione Sanità. Peccato che proprio in Commissione Antimafia si lavori sui piani anticorruzione. Nel settore sanitario, in molti casi, mancano del tutto oppure sono dei copia incolla privi di contenuti concreti. Gli appalti della sanità lombarda sono un concentrato di opacità amministrativa e contabile. Le volpi a guardia del pollaio hanno eluso ancora una volta la richiesta di piena trasparenza del Movimento 5 Stelle. Ma non finisce qui anche perché abbiamo già chiesto di udire in Antimafia le stesse persone che avremmo voluto udire per l'indagine conoscitiva".

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Il Consiglio regionale ha approvato all'unanimità la risoluzione sul Diritto al cibo voluta dal Movimento 5 Stelle.

La risoluzione nasce come seguito naturale della legge sul diritto al cibo approvata nell'ottobre scorso. In quell'occasione, numerosi emendamenti del M5S vennero accolti, ma tanti altri vennero rifiutati in quanto troppo innovativi; erano tematiche rivoluzionarie che necessitavano approfondimenti da parte di una maggioranza che fatica a muoversi verso altri modelli economici di riferimento (considerato che quelli attuali sono evidentemente fallimentari).
La premessa fondamentale è che, con la crescita della popolazione mondiale da 3 a 7 miliardi d'individui, la produzione agricola è aumentata di ben 10 volte. Ciò significa va evitato lo spreco e ci si deve muovere verso sistemi produttivi a basso impatto socio-ambientale. Oltretutto, è sempre più necessario non tenere più disgiunti i concetti di diritto al cibo e di consumo di suolo.

La risoluzione, che dunque ha raccolto le nostre proposte rifiutate durante la legge sul diritto al cibo, pone quindi le basi per lo sviluppo di sistemi agroalimentari locali sostenibili, attraverso l'istituzione di filiere corte e l'utilizzo di prodotti a chilometro zero; sostiene un modello di agricoltura agro-ecologico in grado di bilanciare l'integrità dell'ambiente, l'equità sociale, la sostenibilità economica e la coerenza culturale con le popolazioni che producono e consumano il cibo; introduce meccanismi che siano in grado di promuovere produzioni alimentari che riducono gli effetti negativi sull'ambiente e gli sprechi e promuove, nei programmi di educazione alimentare, una dieta  sostenibile per l'ambiente; introduce misure di contrasto al fenomeno delle "eco/agro-mafie"e salvaguarda e promuove gli esercizi di vicinato che vendono e somministrano prodotti agricoli locali e sostenibili.

Per Silvana Carcano, consigliere regionale del M5S Lombardia: "L'approvazione della legge regionale sul diritto al cibo non ha consentito di affrontare questioni importantissime da noi sollevate che hanno trovato spazio in questa risoluzione, che giudichiamo un buon risultato anche per il dibattito acceso che l'ha preceduta. Diritto al cibo e consumo di suolo sono elementi legati a doppio filo e dobbiamo lavorare nell'ottica di creare un sistema sostenibile abbandonando la speculazione finanziaria sul cibo. Le tensioni mondiali sul clima, sui migranti, sulla scarsità delle risorse terrestri, impongono una rivoluzione copernicana. L'uomo non è più al centro dell'universo, ma è una delle variabili del più ampio sistema terrestre. Per l'economia e il profitto abbiamo sacrificato tutto. E ora la Terra soffre, l'emergenza alimentare è una guerra tra modelli: è fondamentale dirigerci verso un differente modello economico che sia sobrio, responsabile e solidale".

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A margine della conferenza stampa del Dopo Giunta in Regione Lombardia tenuta ieri dal presidente Maroni la portavoce del M5S Paola Macchi dichiara:

"Si  parla delle misure del Reddito di autonomia che riguardano le famiglie lombarde. Abbiamo ascoltato attentamente le novità e ci domandiamo:

Nidi gratis:


  • si è parlato di coniugi e non di genitori ma speriamo che sia solo una svista, sarebbe gravissimo che i genitori conviventi non potessero accedere a questa misura. Non abbiamo sentito se la misura sarà destinata anche a famiglie monogenitoriali ma lo consideriamo scontato.

  • è stato detto che per accedere alla misura entrambi i genitori devono lavorare, oppure almeno uno deve lavorare ma l'altro deve essere iscritto ad un corso di formazione per il reinserimento lavorativo, ma se la mamma o il papà sono in cerca di lavoro o perdono il lavoro in itinere, cosa succede?

  • ci mancano alcuni dati, ad esempio quanti sono attualmente i nidi comunali o convenzionati con i comuni e quanta richiesta riescano a coprire e quanti sono invece quelli privati, micronidi compresi; sono già state fatte stime per essere certi che gli oltre 30 milioni stanziati bastino per coprire le richieste di tutte le famiglie aventi diritto?


Bonus famiglia:

  • perché, visto che è notorio che la Regione Lombardia è favorevole all'adozione, cosa più volte proclamata quando era in discussione la questione della fecondazione eterologa, non riconosca anche alle famiglie adottive i sei mesi di gravidanza? E' un dato di fatto che queste famiglie devono affrontare, prima di avere il bambino spese molto pesanti e lunghi periodi all'estero per le adozioni internazionali.


Un'ultima domanda: è lecito fare una conferenza stampa in cui prima Maroni e i suoi assessori annunciano delibere di interesse sociale, e poi, casualmente, conferma che sarà il capolista per la Lega a Varese? Le misure saranno attive dal 1 maggio, conferenza stampa o campagna elettorale?"

Paola Macchi - Portavoce Regionale del M5S in Regione Lombardia

IL VIDEO INTEGRALE DEL CONVENGNO

Sala strapiena venerdì scorso, 15 aprile, per l'incontro sulla Terza Rivoluzione industriale!

In Francia l'intera comunità regionale del Nord Pas de Calais si è messa in marcia verso il futuro con un Masterplan che ad oggi prevede 200 progetti (dalle Smart Grid all'apprendimento collaborativo, dall'idrogeno all'economia della condivisione, dalla solarizzazione dell'industria pesante al bike sharing elettrico, dai distretti delle stampanti 3D alle banche del riuso). Obiettivo dichiarata: decarbonizzare l'intera economica entro il 2050, risparmiando 120 miliardi di euro con un saldo attivo di 267 mila posti di lavoro!

Il racconto dell'esperienza che stanno facendo in Francia mi ha fatto provare un profondo senso di rabbia e frustrazione per l'arretratezza culturale (ancora prima che politica) di chi governa Milano, la Lombardia e l'Italia. Ma noi non ci arrendiamo! La Terza Rivoluzione Industriale è l'unica possibilità che abbiamo per uscire dalla crisi profonda che ci attanaglia! E non stiamo parlando affatto di ecologia o di ambiente. Qui si tratta di economia, di piani industriali, di posti di lavoro, di conti pubblici, di salute!

Cosa ci manca per uscire dalla crisi ed entrare nella nuova era industriale? Una cosa sola, l'hanno detto chiaramente tutti i tecnici intervenuti: manca la volontà politicaManca cioè una classe politica al governo che sia moderna, aperta all'innovazione, che sappia capire il nuovo tempo che stiamo vivendo, che sappia guardare al futuro, senza essere prigioniera delle lobby dell'industria fossileInsomma, manca il MoVimento 5 Stelle al governo. Ma ci stiamo lavorando... stay tuned! La Terza Rivoluzione Industriale in Lombardia è alle porte! (Gianmarco Corbetta, portavoce del M5S in Lombardia e organizzatore)

LE FOTO DELL'EVENTO

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"Mi sono astenuto in ufficio di presidenza sull'intitolazione di una sala alla Fallaci perché  la sua figura è troppo divisiva sul piano politico e quindi non opportuna una sala dedicata in una sede istituzionale, senza tenere conto della strumentalizzazione che ne ha fatto la Lega", così Eugenio Casalino, consigliere M5S segretario alla presidenza del Consiglio regionale sull'intitolazione di una sala del Consiglio Regionale a Oriana Fallaci.

Schermata 2016-04-19 alle 13.13.17Blitz del M5S Lombardia nell'aula del Consiglio regionale, poco prima dell'inizio della seduta, sul caso Mantovani, l'ex vicepresidente della regione coinvolto e arrestato per un'inchiesta per corruzione, concussione e turbativa d'asta e riammesso a pieno titolo tra i consiglieri regionali nei giorni scorsi per un cavillo legale.

I consiglieri regionali del M5S si sono presentati in aula con una lettera di dimissioni irrevocabili per Mantovani e dei cartelli con la scritta: "Per rispetto delle istituzioni è vietato l'ingresso gli indagati per corruzione".

Stefano Buffagni, capogruppo del M5S Lombardia, ha dichiarato: "L'unica cosa che può fare Mantovani è presentarsi in aula e firmare le sue dimissioni irrevocabili. Noi le consideriamo già accettate. Questo caso è vergognoso, mette in imbarazzo l'intera maggioranza e scredita l'immagine della nostra Regione, già annebbiata da scandali e inchieste. Il M5S si oppone fermamente a chi pretende di occupare poltrone istituzionali con indagini di tale gravità sulle spalle".

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mercati

"Con le modifiche alla legge sul commercio, come temevamo, l'Assessore Parolini ha dimostrato che vuole andare in due direzione opposte e che la Lombardia non ha una visione d'insieme coerente sul sostegno e la promozione del commercio su area pubblica. Siamo contrari al provvedimento che non consente ai rappresenti delle piccole imprese commerciali di accedere, a parità di condizioni, ai tavoli di consultazione nei piccoli comuni.  Non è possibile poi che gli effetti della liberalizzazione prodotti dalla direttiva Bolkestein ricadano negativamente solo a danno dei piccoli imprenditori. Per fare un esempio, da un lato legittimiamo la concessione a vita dello sfruttamento degli idrocarburi nel nostro mare e dall'altro mettiamo limiti e paletti per i rinnovo o il rilascio delle concessioni per l'esercizio del commercio su area pubblica. Chi governa a Roma e in Lombardia ucciderà i piccoli imprenditori del commercio e continuerà a regalare soldi alle multinazionali", così Stefano Buffagni, capogruppo del M5S Lombardia motiva il voto contrario del gruppo al progetto di legge Disposizioni in materia di Commercio su aree pubbliche.

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La notizia che finalmente Arexpo ed Expo abbiano trovato un accordo per 86,6 milioni di euro, che dovrebbero andare a coprire i costi della fase "post-Expo", potrebbe far tirare a molti un sospiro di sollievo, ma noi non ci sentiamo così ottimisti. Infatti questi soldi, che Arexpo verserà a Expo a partire dal 30 settembre 2016, come da Accordo di 4 anni fa, serviranno "solo" a pagare l'infrastrutturazione dell'area (75 milioni), le bonifiche (5,6 milioni) e la gestione di Expo nei mesi del 2016 (6 milioni).

Alla conta, però, mancano i soldi che dovrebbero andare a coprire il costo dei riporti terre e delle rimozioni che, secondo il tavolo tecnico incaricato di calcolare proprio questa cifra (abbiamo chiesto il verbale di questo Tavolo), ammonterebbero a 29 milioni di euro - cioè meno della metà dei 67 milioni di euro spesi e da noi fatti emergere. Ma non sono soltanto questi i soldi che mancano all'appello: l'accordo iniziale per le bonifiche prevedeva infatti che venissero sborsati 6 milioni di euro e non solo 5,6. Che fine hanno fatto questi 400.00 euro che potrebbero essere utili, visto che alcune bonifiche non sono ancora state fatte?

Per ottenere i 29 milioni di euro per i riporti, Expo dovrà fare causa ad Arexpo, con ulteriori ritardi nei pagamenti, mentre gli 86,6 milioni di euro cominceranno a essere erogati soltanto dal 30 settembre 2016.
E nel frattempo? Semplice, il Governo entrerà come socio in Arexpo portando con sé del denaro pubblico, e ancora una volta il costo di questi lavori verrà accollato ai cittadini.

Siamo di fronte all'ennesimo episodio dell'odissea Expo, dove malagestione e conflitto d'interesse la fanno da padroni - si veda Fondazione Fiera, uno dei proprietari iniziali dei terreni su cui Arexpo dovrebbe rivalersi per coprire i costi di bonifiche e riporti, che è anche socio Arexpo.  A febbraio il dott. Sala aveva dichiarato un patrimonio di 14,2 mln che includeva il rientro dei 72 mln di bonifiche e riporti. Quindi, il patrimonio pubblico continua a diminuire a causa di privati che hanno lucrato su quei terreni più volte: all'inizio del tutto, durante l'era formigoniana e morattiana, vendendo i terreni a prezzi spropositati; nel mezzo, entrando in Arexpo, in palese conflitto di interesse; e alla fine, facendo pagare ai cittadini le bonifiche di quei terreni. Vogliamo chiarezza: quanto ancora dovranno pagare i cittadini, mentre questi signori gestiscono milioni di euro come fossero noccioline?

E poi c'è il capitolo biglietti, nemmeno lì i conti tornano.  Mentre Sala e gli altri partiti in Regione sono intenti a occuparsi della campagna elettorale dimenticandosi dei lombardi, vedi l'inutile indagine conoscitiva su Expo partita in pompa magna meno di un mese fa e già finita nel dimenticatoio, noi abbiamo insistito con gli strumenti a nostra disposizione, e finalmente la giunta ha risposto alle nostre interrogazioni in merito al numero di tagliandi venduti divisi per tipologia di biglietti. E la verità è che dai famosi 21.476.957 biglietti dichiarati da Sala vanno tolti ben1.314.425 di biglietti emessi senza essere pagati per svariate motivazioni, come rapporti istituzionali, fornitori, accrediti di vario tipo e così via. E dei 20 milioni che rimangono ben 5 milioni sono i tagliandi venduti per il solo ingesso serale, ovvero a 5 euro. Quindi ricapitolando: dai 24 milioni di biglietti venduti della stima iniziali si è scesi a 20 milioni, togliendo i 5 milioni a 5 euro si arriva a 15 milioni di biglietti interi venduti. E di quest'ultimi non si può fare una stima precisa degli introiti perché, ad esempio, i rivenditori hanno applicato i loro sconti e il  documento che ci hanno inviato evidenzia un'unica categoria di bambini che non fa differenze tra i paganti e gli ingressi gratuiti, ovvero quelli inferiori ai quattro anni di età. Per concludere se, come dichiarato dallo stesso Sala durante il corso della manifestazione universale, per sostenere le spese di gestione della macchina Expo e per raggiungere il pareggio di bilancio era necessario vendere almeno 24 milioni di biglietti, siamo di fronte a un fallimento totale. Fallimento che Sala, con il supporto dei media, ha venduto come un trionfo.

Dulcis in fundo, di ieri la notizia che Expo Spa ha posticipato la pubblicazione del bilancio a fine giugno, guarda caso proprio dopo la campagna elettorale di Milano: l'ennesima manovra anti-trasparenza di Sala, che continua ad usare Expo per il suo tornaconto elettorale.

Silvana Carcano - Portavoce Regionale del M5S Lombardia

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Da oggi la TOEM non è più inserita nel PRMT di Regione Lombardia. In commissione è stata votata ed approvata la mozione presentata dal M5S Lombardia che elimina definitivamente dal PRMT la TOEM.
"L'approvazione della nostra mozione è una vittoria del territorio per il territorio", dichiara la portavoce del M5S e prima firmataria della mozione Silvana Carcano. "Abbiamo salvaguardato un territorio a forte vocazione agricola come quello del Parco Agricolo Sud Milano ed evitato un altro scempio in stile TEEM e BREBEMI, che hanno consumato il nostro suolo e non hanno generato, dati alla mano, un miglioramento sulla qualità della vita dei lombardi. Ora è necessario non fermarsi a questo primo traguardo, la politica regionale deve fermare definitivamente l'inutile consumo di suolo e imboccare senza indugi la strada della riqualificazione delle infrastrutture esistenti", conclude Silvana Carcano.

 

mantovani dimissioni

Gent.mo Presidente Maroni,

Gent.mo Presidente Cattaneo,

domani in Consiglio Regionale, come previsto dal terzo punto all'ordine del giorno dei lavori, discuteremo la presa d'atto della cessazione della sospensione dalla carica di consigliere regionale del Signor Mario Mantovani, una questione che pone in imbarazzo l'intera vostra maggioranza e al contempo getta ulteriore discredito all'immagine della nostra Regione.

Il M5S, nel pieno rispetto della Costituzione Italiana, è per la presunzione di innocenza, ma si oppone fermamente a chi pretende di occupare le poltrone di un'istituzione con indagini di tale gravità sulle spalle. Siamo fermamente convinti che sia eticamente e moralmente inopportuno: chi è accusato di  reati contro la pubblica amministrazione quali corruzione, concussione e turbativa d'asta non può sedere in Consiglio Regionale a rappresentare gli interessi dei cittadini e del bene comune.

Siamo profondamente turbati da questa ipotesi nonché dall'indifferenza con la quale state affrontando la vicenda. C'è solo un motivo per cui Mantovani è autorizzato a passare in Consiglio Regionale domani: per presentare le sue dimissioni irrevocabili che aspettiamo da mesi.

Per questo motivo, alla vigilia di una seduta d'aula che potrebbe scrivere l'ennesima pagina nera di questa assemblea, auspichiamo che anche dal Presidente del Consiglio Regionale e dal Presidente della Lombardia arrivi un chiaro invito alle dimissioni.

La buona politica, quella con la "P" maiuscola, non si nasconde dietro ai cavilli burocratici ma si assume la responsabilità di mandare segnali inequivocabili ai cittadini: Mantovani si deve dimettere. Per politici come lui non c'è spazio nel luogo in cui rappresentiamo i cittadini lombardi, le loro aspettative e loro speranze di una società più giusta.

I portavoce del M5S Lombardia

mantovani-ritorno

La vicenda Mantovani è di una gravità inaudita: è tornato libero per un cavillo legale e potrà rientrare a pieno titolo tra i consiglieri regionali. Con che coraggio si disquisisce su un 'cavillo' davanti ad indagini in corso per reati come corruzione, concussione e turbativa d'asta? L'unico gesto logico e a tutela della reputazione del Consiglio Regionale sono le immediate dimissioni di Mantovani che leverebbero anche Maroni e la sua maggioranza da questo ennesimo "imbarazzo". I lombardi ne hanno abbastanza e, se Mantovani dovesse tornare in consiglio, ciò costituirebbe la prova provata della perdita definitiva di  statura morale di questa Istituzione, terzo parlamento d'Italia, dopo Camera e Senato. E' eticamente e moralmente opportuno che un indagato per tali reati contro la pubblica amministrazione sieda in Consiglio Regionale a rappresentare gli interessi dei cittadini e del bene comune? I "teorici" garanti delle istituzioni che si trincerano dietro i cavilli burocratici si squalificano da soli. Solo il M5S marca la differenza abissale con tutti gli altri partiti: sì alla presunzione di innocenza ma no a occupare una poltrona nelle Istituzioni con indagini di tale gravità sulle spalle.

I portavoce del M5S Lombardia

 

bullying-679274_960_720Paola Macchi, consigliere regionale del M5S Lombardia, ha scritto all'Ufficio scolastico regionale, a quello territoriale e all'Assessore regionale all'Istruzione Valentina Aprea e all'Assessore all'inclusione sociale Giulio Gallera per denunciare il caso di una giovane alunna di una scuola media di Legnano che ha subito atti di discriminazione e cyber bullismo e chiedere un intervento diretto.

Nella lettera di legge: "Oltre ai ripetuti atti di discriminazione e cyber bullismo i genitori, purtroppo, denunciano anche un'inerzia da parte della dirigente scolastica e del corpo docente. Pertanto desidero condividere con voi e invitarvi a interessarvi alla vicenda affinché: vengano prese tutte le misure a tutela della minore; venga verificato il comportamento della scuola in merito all'accaduto (rispetto alla normativa vigente, POF, Patto di Corresponsabilità e PEI) e vengano attivate tutte le iniziative opportune affinché venga chiarita la situazione".

Macchi dichiara: "Quello di Legnano è un caso emblematico, purtroppo uno dei rari emersi in Lombardia che ci ricorda che il fenomeno sotterraneo del bullismo e della discriminazione verso bambini e ragazzi ritenuti 'diversi' dai loro compagni,  nell' ambito scolastico continua mietere vittime ed è lontano dall'essere risolto. In questo caso la giusta e doverosa battaglia di due genitori coraggiosi ha ottenuto come risultato solo un ulteriore isolamento da parte dei compagni della ragazza. È evidente che si deve intervenire urgentemente in modo che i ragazzi comprendano la profonda ingiustizia e disumanità del loro comportamento,  non mandarli in gita come nulla fosse successo,  si tratta di educazione civica ma ancora di più di umanità. Alla famiglia oltretutto  è stato anche richiesto di pagare una penale,  nonostante la ragazza non vada perché nessuno la voleva in camera. Il M5S ritiene che sia preciso dovere dell'Istituzione regionale e di quelle scolastiche vigilare perché non vengano perpetrate discriminazioni sui minori in condizioni di fragilità e intervenire anche per fare in modo che non si ripetano. A quest'atto formale seguirà un intervento complessivo del Movimento 5 Stelle Lombardia sul tema del bullismo e della discriminazione a scuola.

 

olona-1Una schiuma densa copre, in questi giorni le acque del Fiume Olona. La Regione Lombardia sostiene che attraverso la Commissione Ambiente ha lavorato con impegno per risolvere i problemi storici dell'inquinamento del fiume Olona.

Paola Macchi, consigliere regionale del M5S Lombardia, commenta: "Evidentemente,,  nonostante le molte promesse e le parole rassicuranti del presidente Marsico,  Regione Lombardia non sta facendo abbastanza. L'inquinamento dell'Olona persiste e dall'ultima analisi delle acque risulta una stato ecologico fortemente compromesso. La schiuma è solo l'ultimo episodio di un'agonia continuamente segnalata da cittadini e associazioni che dura da anni. L'assessore all'ambiente Terzi dichiarava un anno fa  che stanno approntando un quadro conoscitivo il più possibile completo in collaborazione con i comuni per avere informazioni aggiornate su scarichi industriali e diretti, acque parassite e sfioratori. Il quadro,  dopo un anno,  dovrebbe essere completo,  se i Comuni hanno fatto avere alle regione i dati. Ma sappiamo che gli studi non bastano, sono solo propedeutici a interventi concreti. Non solo i cittadini devono sentire miasmi,  vedere schiume e avere un  fiume inquinatissimo ma potrebbero subire anche le ricadute di una possibile sanzione conseguente ad una procedura di infrazione della Comunità Europea per la violazione della Direttiva Acque. Se la qualità delle acque non raggiungerà gli standard richiesti entro il 2021 e il Governo italiano verrà sanzionato si  rivarrà su regione e comuni, se mancassero ancora dati,  il motivo che viene sempre portato per giustificare interventi mirati per il risanamento delle acque dell'Olona, auspichiamo che l'assessore Terzi prenda posizione per fare in modo che tutti i comuni interessati forniscano i dati richiesti entro una data fissata per poter procedere al più presto con interventi concreti e mirati".

(foto: Giornalettismo)

ITR CARPIANO EU-RL fondi europei 13-04-2016

A settembre 2015, con due interrogazioni alla Regione Lombardia, abbiamo denunciato l'allarmante stato di contaminazione di un'area agricola, pari a circa 12 ettari, sita nel Comune di Carpiano. L'analisi effettuata dal Centro Comune di Ricerca di Ispra, diretto dalla Commissione Europea, attesta la presenza a tutt'oggi, oltre i limiti di legge, di metalli pesanti, diossine, PCB, furani  e composti geno-tossici. Ciò è incompatibile con le regole europee sulla tutela dell'ambiente e della salute: per questo motivo il M5S, tramite due nuove interrogazioni di cui una in Regione Lombardia e l'altra in Europa, chiede lo STOP ai finanziamenti europei all'agricoltura ai proprietari di quest'area fino a quando non verrà attuata la bonifica degli stessi e chiede quali verifiche siano state effettuate a fronte dell'erogazione di finanziamenti europei all'azienda in questi anni ."

Al riguardo, l'Eurodeputata M5S Eleonora Evi, prima firmataria dell'interrogazione in Europa, dichiara: "Le regole europee sui finanziamenti all'agricoltura prevedono precise «condizionalità», vale a dire che le imprese agricole per poter accedere ai finanziamenti o co-finanziamenti europei devono rispettare precise norme nell'ambito della tutela del suolo, dell'ambiente, della salute. I terreni contaminati non dovrebbero essere utilizzati a fini agricoli, né ricevere finanziamenti all'agricoltura dai fondi europei. La cittadinanza è venuta a conoscenza della contaminazione oltre i limiti di legge solo grazie all'azione del M5S che a settembre 2015 ha denunciato il caso con due interrogazioni in Regione e che oggi presenta un'interrogazione anche in Europa. I finanziamenti pubblici europei, che sono pagati dalle tasse dei cittadini, devono essere stanziati a favore di aziende agricole che rispettano le regole e che garantiscono la salubrità dei terreni e dei prodotti agricoli".

La Consigliera regionale M5S Iolanda Nanni, prima firmataria della terza interrogazione sul "caso Carpiano" (SCARICA QUI), dichiara: "Con questa nuova interrogazione, nelle more della bonifica dalla scoperta della contaminazione avvenuta ben 10 anni fa, abbiamo chiesto a Regione Lombardia, ente competente per l'erogazione dei fondi europei, di verificare se, in questi anni, nonostante la contaminazione dei terreni, l'azienda proprietaria abbia usufruito di fondi europei e  se ciò sia compatibile con la normativa europea. Inoltre abbiamo chiesto che sia messo uno STOP all'erogazione di detti fondi fino a che la bonifica non sarà avviata e conclusa. E' da Ottobre 2015 che chiediamo che sia apposto su quest'area agricola contaminata un divieto di coltivazione e di allevamento, nonché una recinzione che vieti l'accesso al pubblico. Su quest'area infatti possono circolare persone, totalmente ignare dello stato di contaminazione, nonché animali da allevamento. Solo dopo la nostra denuncia, l'ASL ha condotto i primi campionamenti su latte e su carne nonostante l'azienda agricola rifornisse da anni un noto marchio italiano del latte."

cras

La Regione Lombardia ha approvato, con una delibera, la concessione di 123.575 euro di contributi ai centri per il recupero degli animali selvatici in difficoltà (Cras). Il M5S, il 29 luglio 2015, aveva portato all'approvazione del consiglio regionale un ordine del giorno che chiedeva di "prevedere nei prossimi provvedimenti finanziari opportune risorse economiche al fine di consentire il funzionamento dei Centri di recupero della fauna selvatica attualmente autorizzati da Regione Lombardia". Ma fino ad ora era stato disatteso dalla Giunta, impegnata a finanziare altre opere inutili, vedi la Brebemi. Siamo dovuti arrivare quasi all'emergenza affinchè la Giunta facesse qualcosa

Per Giampietro Maccabiani, consigliere regionale del M5S Lombardia, "Questi finanziamenti, arrivati tardivamente, sono una boccata d'ossigeno per i Cras, che possono proseguire per il momento le loro attività. In una regione che favorisce i cacciatori è una buona notizia. Gli animali selvatici impallinati, investiti dalle auto o feriti potranno essere curati, accuditi e sfamati per essere poi liberati, ove possibile, nell'ambiente, grazie all'opera dei CRAS. La cura e la riabilitazione della fauna selvatica non è una fissazione di ambientalisti, animalisti e  M5S: è un dovere dei cittadini. E la Lombardia potrebbe anche risparmiare se evitasse, ogni anno, politiche totalmente  a favore dei cacciatori". Naturalmente ci aspettiamo che non resti un atto isolato, ma che sia continuato nel tempo e vengano investite sempre più risorse.

Pedemontana va fermata

 

"Ricapitolando: prima si sparano stime di traffico del tutto irrealistiche, poi si progetta un mostro a 10 corsie promettendo mirabolanti compensazioni ambientali (che ancora oggi non ci sono nemmeno per le tratte già realizzate), infine si spendono (tutti e subito) i soldi pubblici stanziati per l'intera opera solo per fare il primo pezzettino e alla fine ci si trova senza soldi, praticamente in braghe di tela. E a questo punto la Regione Lombardia chiede altri soldi al Governo e viene un ministro da Roma a dire che è disponibile a rivedere il progetto? Ma l'unica cosa sensata a questo punto è fermare l'opera la dove è arrivata, bisogna cambiare paradigma e puntare sul trasporto collettivo. E comunque per rivedere il piano finanziario e la progettazione servono anni e Pedemontana, nello stato di crisi finanziaria in cui versa, non ha tutto questo tempo", così Gianmarco Corbetta, consigliere regionale del M5S Lombardia e Davide Tripiedi, deputato del M5S, sulle dichiarazione di Sorte su Pedemontana.

Sorte, rivolgendosi a Delrio che ha sostenuto che su Pedemontana il Governo non può fare da bancomat, ha detto: "Caro ministro, è la Lombardia ad essere stanca di fare da bancomat allo Stato: con le risorse che ogni anno vengono prelevate ai lombardi, ai cittadini e alle imprese, ce ne stanno cento di Pedemontana. Noi chiediamo che ci venga restituita almeno una parte delle ingenti risorse prosciugate dallo stato alla Lombardia con le tasse".

 

 

 

Il 30 marzo scorso, il consiglio comunale di Rho ha ospitato Giovanni Azzone, presidente di Arexpo e rettore del Politecnico di Milano che si è lasciato andare ad ardite fantasie con tanto di spoiler sul futuro immediato dei cantieri di Expo e il loro uso.

Per il Magnifico Azzone dall'1 maggio il perimetro di Expo potrebbe aprire in concomitanza di particolari eventi. Si parla di rendere visitabile Palazzo Italia e di riattivare l'Albero della vita in modo che gli studenti e le scuole, a un mese dagli scrutini, decidano di visitarli.

Sotto tutti questi condizionali si cela il grande sogno del Fast Post Expo di Azzone, che fa il paio con quello di Roberto Maroni che prometteva, nel luglio 2015, la riapertura immediata dei cantieri per l'installazione di "Start up e uffici pubblici nelle aree di "servizio" di Expo: questo il primo intervento. E poi biblioteche, auditorium e sale espositive convertendo in tal senso l'Expo Center e il Padiglione Zero. Ancora uffici pubblici (statali o regionali) per gli edifici del Cardo. Un asilo nido con scuola d'infanzia nel Children Park. L'uso di Cascina Triulza e dell'Auditorium di Expo anche dopo l'esposizione. La valorizzazione di Palazzo Italia (l'unica struttura che, ad oggi, è certo che resterà). Attività sportive nella "collina mediterranea". E infine la conservazione dell'area slow food". Se il sogno di Maroni si è rapidamente infranto, quello di Azzone è più ampio e articolato e ha l'obiettivo di "far sì che il Fast Post Expo ricrei entusiasmo". Come?
Con spazi commerciali e attività di ristorazione: ovvio.

Proprio a Rho, il Magnifico ha spiegato che c'è un bando (fantasma) che vorrebbe favorire aziende del territorio per trovare una azienda nel campo ristorazione che gestirà il Fast Expo. La domanda al Magnifico è: quale bando? Un solo mese (aprile) non è tecnicamente sufficiente per aprire un bando. Se ci fosse, dovrebbe già essere noto l'elenco dei partecipanti che invece ci è stato impossibile reperire.  Invitiamo il rettore ad essere così cortese di farci avere questo elenco e glissiamo (per ora) sull'illegalità di un qualunque bando che possa in qualche modo favorire un'azienda piuttosto che un'altra.

Dimenticavamo: l'11 marzo l'amministratore delegato di Arexpo, Giuseppe  Bonomi, ammetteva candidamente: "Ad oggi non sappiamo su quale budget possiamo contare per il Fast Post Expo, la fase di transizione che occuperà l'anno in corso".

Azzone, Azzone, perché continui a propinarci la solita massa di slogan fumosissimi sull'apertura dei cantieri di Expo? Preferiremmo la verità piuttosto che un catalogo di luoghi comuni. E da presidente di un'azienda pubblica, ti invitiamo a un'attenzione maggiore quando parli di bandi. Sono cose serie, si spendono soldi pubblici, e troppa leggerezza può portare conseguenze pesanti.

Silvana Carcano, M5S Lombardia


Oggi la Commissione Infrastrutture di Regione Lombardia ha audito TRENITALIA, TRENORD e i Comitati pendolari della linea Milano-Brescia sui disagi relativi alla sostituzione dei treni FrecciaBianca con treni FrecciaRossa da parte di TRENITALIA. Doveva essere presente, in quanto regolarmente convocato, anche l'Assessore Regionale ai trasporti.

Iolanda Nanni, consigliere regionale M5S, dichiara: "Anche questa volta, l'Assessore Sorte ha dato buca all'impegno assunto in Commissione V, mandando a risolvere la patata bollente del caso della Milano-Brescia, il Dott. Dell'Acqua, dirigente della struttura Servizio Ferroviario Regionale della DG Infrastrutture, il quale - in risposta alla mia domanda su quando esattamente Regione fosse stata informata da TRENITALIA sul cambio di programmazione sulla linea MI-BS, ha candidamente dichiarato che Regione lo ha saputo il 24 marzo 2016, cioè 3 mesi dopo che TRENITALIA aveva già predisposto sulla linea la sostituzione di ben 8 treni FrecciaBianca con relativi FrecciaRossa. Il fatto è gravissimo ed evidenzia l'assoluta mancanza di autorevolezza di Regione Lombardia e dell'Assessorato Regionale ai Trasporti che si fa bagnare il naso da TRENITALIA senza essere in grado di tutelare i diritti dell'utenza lombarda della linea Milano-Brescia."

"Nel quadro delle attuali agenzie stampa che annunciano una possibile acquisizione di quote di maggioranza, da parte di TRENITALIA, nella società regionale TRENORD, quanto accaduto sulla MI-BS può essere sintomo di un gioco sporco che sta avvenendo nella Giunta lombarda: da una parte si finge di voler tutelare i pendolari ed investire nel SFR, dall'altra si scende a compromesso con un'azienda, TRENITALIA, il cui core-business è solo l'investimento sull'Alta Velocità e quindi la progressiva diminuzione del servizio ferroviario regionale. Uno scivolone assai pericoloso quello dell'audizione di oggi.  Regione Lombardia  non poteva non sapere e se davvero non sapeva questa Giunta ha calato le braghe di fronte ai lombardi. Quello della MI-BS può infatti costituire un pericoloso precedente a cui i pendolari potrebbero assistere anche su altre tratte ferroviarie, come la Milano-Genova. Il M5S ha smascherato l'ipocrisia di questa Giunta lombarda che, dietro gli slogan propagandistici, sta procedendo allo smantellamento del trasporto pubblico ferroviario".

La Commissione regionale Istruzione e cultura ha approvato una risoluzione del Movimento 5 Stelle della Lombardia che invita l'Assessore Valentina Aprea ad attivarsi, a nome di Regione Lombardia, presso il MIUR e l'Ufficio scolastico regionale per sostenere il diritto degli insegnanti con diploma magistrale e dei licei socio psico pedagogico conseguito prima del 2002, che sono a tutti gli effetti abilitati all'insegnamento, ad essere inseriti nelle graduatorie ad esaurimento.

Paola Macchi, consigliere regionale del M5S Lombardia, dichiara: "Ci pare indispensabile che la Lombardia si unisca al coro di insegnanti che stanno chiedendo solo il riconoscimento di un diritto acquisito. Ci sembra incredibile che il Governo Renzi non abbia previsto l'inserimento di questi insegnanti nelle graduatorie. E' un errore, la maggior parte di loro fa parte da molti anni del corpo docente di molte scuole elementari e dell'infanzia, e persino alcuni senatori dello stesso PD hanno presentato in questi giorni un'interrogazione per chiederne l'inserimento in graduatoria 'superando l'evidente discriminazione in essere'. Proprio alla luce di questa interrogazione che i consiglieri regionali del PD in Commissione si siano astenuti dal voto ci risulta del tutto incomprensibile. Il 27 aprile ci sarà l'adunanza plenaria del Consiglio di Stato che dovrà decidere riguardo il destino lavorativo di circa 10 mila insegnanti precari. Il M5S ha ritenuto indispensabile che Regione Lombardia esprimesse con forza, attraverso un atto politico, il suo sostegno a tutti questi insegnanti".

whistleblowing-post

Sono cifre da capogiro quelle relative alla corruzione in Sanità riportate in un articolo del Fatto Quotidiano: "Casi di malaffare nel 37% delle aziende sanitarie italiane negli ultimi cinque anni. Mentre la Guardia di finanza ha accertato in un anno frodi per 300 milioni."

Una piaga per cui l'Italia detiene un triste primato e che il M5S si è impegnato a combattere su tutti i fronti. Ricordate cosa diceva Beppe Grillo? "Uno spettro si aggira per l'Italia... è l'onesto!"
Il Movimento è da sempre dalla parte degli onesti, che vanno tutelati soprattutto quando si oppongono al malaffare denunciando chi ruba ai cittadini privandoli di un diritto sacrosanto come quello delle cure mediche. Per questo abbiamo portato e fatto approvare alla Camera la proposta di legge sul whistleblowing, la denuncia interna di episodi di malaffare e corruzione, a prima firma Francesca Businarolo, deputata M5S, che regola i meccanismi delle segnalazioni e le tutele a favore del denunciante di fronte a possibili ritorsioni.
Per questo anche in Lombardia stiamo lavorando affinché si diffonda questa pratica e affinché chi denuncia illeciti o corruzione, sia che si trovi in una posizione di controllo all'interno delle istituzioni o come semplice dipendente pubblico, sia tutelato da ritorsioni e mobbing e sia invece premiato per la sua onestà.

italcementi-3Heidelberg, il nuovo azionista tedesco dell'azienda cementiera Italcementi ha presentato ieri il piano di riorganizzazione delle attività. Entro il 2020 saranno riallocati in altre sedi circa 170 persone e si stimano esuberi tra le 230 e le 260 lavoratori. Nella sede di Bergamo rimarranno 210-250 persone.

Per Dario Violi, consigliere regionale del M5S Lombardia: "Né Maroni, né l'ex Ministro Guidi hanno mosso un dito per oltre quattrocento lavoratori di Italcementi. E' un atteggiamento irresponsabile e senza giustificazioni che peggiora le condizioni dell'economia bergamasca già devastata dalla crisi. Al Ministero dello sviluppo economico evidentemente ci si preoccupava degli amici petrolieri e dei loro affari sporchi, mentre Bergamo perdeva una colonna dell'industria locale e centinaia di lavoratori venivano mandati a spasso. Quando la politica italiana e lombarda si muove è sempre troppo tardi: non si può chiudere la stalla quando i buoi sono scappati. Il piano di riorganizzazione di Italcementi è inaccettabile e dimostra che le istituzioni italiane sono considerate ormai pari a zero nella difesa della propria economia: gli stranieri comprano e se ne vanno, lasciando dei disagi sociali enormi sui territori. Nell'esprimere piena solidarietà ai lavoratori di Italcementi e alle loro famiglie in questa delicatissima fase torno a ribadire l'urgenza di un intervento risolutivo di Regione Lombardia, del Ministero dello Sviluppo Economico e del Governo. Se esistono battano un colpo: i bergamaschi che lavorano a Italcementi e contribuiscono con migliaia di euro di tasse al benessere del paese meritano risposte incisive".

 

metro-monzaNon c'è traccia degli interventi di prolungamento delle linee metropolitane M2 da Cologno Nord a Vimercate e M5 da Monza Bettola a Monza Parco, dal Dossier Infrastrutture prioritarie di Regione Lombardia consegnato dal Presidente Maroni al Ministro Del Rio il mese scorso. La denuncia è contenuta in una interpellanza depositata dal consigliere regionale del M5S Lombardia Gianmarco Corbetta che chiede alla Giunta regionale  di inserire le due opere tra le priorità regionali e di attivarsi a tutti i livelli per la realizzazione dei prolungamenti e il reperimento delle risorse finanziarie necessarie.
Corbetta spiega: "Siamo stufi di annunci o di tratteggi colorati sulle mappe. La viabilità nel nord Milano e nella Brianza è vicina al collasso nelle ore di punta: ogni giorno un fiume di veicoli si riversa sulle strade e i polmoni dei cittadini, che trascorrono ore inutilmente al volante, ringraziano. Le due opere, di cui si parla da decenni, alleggerirebbero il traffico veicolare e consentirebbero risparmi di tempo e denaro a migliaia di persone. Investire sul trasporto pubblico significa investire sul futuro. La regione deve ribadire con fermezza la volontà di fare le due infrastrutture anche per evitare che si perdano nelle nebbie ministeriali. Maroni si tolga dalla testa un'opera fallimentare come Pedemontana (presente nel Dossier) e si impegni seriamente per una mobilità sostenibile in Brianza".

federparchi

Frigerio Eleonora è la presidente di Federparchi Lombardia ma dei nostri parchi non sembra fregargliene molto, tant'è che nell'ultima seduta della commissione Territorio e Infrastrutture, intervenendo sul PRMT (Programma Regionale della Mobilità e dei Trasporti), che con le sue nuove infrastrutture autostradali interesserà diversi parchi lombardi, ha proposto di cambiare il nome delle "piste ciclabili" nei parchi in "percorsi ciclo pedonali". Questo è stato il suo sensazionale apporto a difesa del nostro verde. Ma come mai la presidente di Federparchi non si è battuta contro il piano della giunta? La risposta proviamo a darla noi. Dal primo gennaio 2015 Frigerio Eleonora è stata assunta dall'ex assessore al post Expo Fabrizio Sala, con un compenso di 55 mila euro, per "curare i rapporti istituzionali con gli organismi nazionali e delle altre Regioni e presidio alle attività per la riforma delle norme in materia di casa più supporto per l'internazionalizzazione delle imprese in relazione all'evento EXPO e post- EXPO 2015". Non solo un incarico non in linea con le competenze indicate nel suo curriculum, ma una nomina che la pone in chiaro conflitto d'interessi con la presidenza di Federparchi. Come può questa persona essere libera di operare, di mettere i bastoni fra le ruote a chi vuole deturpare i nostri parchi con inutili colate di cemento, se i cementificatori sono i suoi stessi datori di lavoro? Non può. Oltretutto la Frigerio non dovrebbe nemmeno lavorare più per chi l'aveva assunta e strapagata, per almeno parte del suo incarico, dato che da ottobre 2015 Francesca Brianza ha sostituito Fabrizio Sala sulla poltrona di assessore al post Expo. Per questi motivi il MoVimento 5 Stelle vuole all'interno delle istituzioni persone con le mani libere. Solo così si possono fare davvero e soltanto gli interessi dei cittadini!

Silvana Carcano - Portavoce Regionale del M5S Lombardia

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Il Consiglio Regionale della Lombardia ha approvato all'unanimità di tutte le forze politiche la mozione del M5S Lombardia che chiede alla Giunta Lombarda di attivare un piano per la sicurezza sui treni e la prevenzione contro gli atti vandalici compiuti sui convogli e nelle stazioni ferroviarie lombarde.

Iolanda Nanni, consigliere regionale M5S e prima firmataria della mozione, dichiara: "Dopo il fallimento dell'operazione "Security Trenord", con l'approvazione della nostra mozione, finalmente partirà un piano serio ed articolato per la sicurezza sui treni e nelle stazioni e la prevenzione degli atti vandalici. Fin qui le iniziative della Giunta sono state solo di facciata ed hanno agito solo in termini di "sicurezza percepita". Prova ne è che gli indici delle aggressioni e vandalismi sui treni continuano ad essere in costante crescita. Oltre 153.000 metri quadri di graffiti, più di 100 finestrini rotti a settimana e svariate carrozze rese inservibili per un costo stimato di 12 milioni di euro all'anno. E' una somma enorme che viene sottratta ogni anno agli investimenti sul sistema regionale ferroviario lombardo".

"La mozione - continua - getta le premesse per una sicurezza non percepita, ma reale, chiedendo alla Regione lo stanziamento di risorse adeguate per l'attività di prevenzione degli atti vandalici, con l'assunzione di vere guardie giurate che vigilino, in particolar modo di notte, sui depositi e sulle stazioni dove viene ricoverato il materiale rotabile, e l'installazione di impianti anti-intrusione e di video-sorveglianza. La Regione si è impegnata anche a promuovere iniziative e campagne informative nelle scuole sull'educazione al rispetto dei beni pubblici. L'Assessorato Regionale ci ha chiesto di stralciare dalla mozione la parte in cui chiedevamo di includere nel calcolo relativo all'erogazione dei bonus all'utenza, anche i ritardi e le soppressioni dei treni causati da atti vandalici, ma ha dichiarato la volontà di attivare un apposito tavolo con TRENORD per la revisione del Contratto di Servizio nel senso da noi indicato".

"Maroni e l'Assessore Sorte hanno sinora sprecato ben 7 milioni di euro dei cittadini lombardi in un'operazione-sicurezza di mera facciata che non ha comportato alcuna variazione sugli indici di atti criminosi e vandalici sui treni. Ora, grazie alla nostra mozione, avremo un vero piano sicurezza e prevenzione che porterà benefici, e non illusioni, alle migliaia di viaggiatori lombardi", conclude Nanni.

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"La risposta dell'assessore non è stata soddisfacente. Ho indicato le elevatissime caratteristiche di sicurezza delle tessere di riconoscimento della Polizia Locale di Milano e evidenziato che sulle nuove tessere regionali c'è stata una regressione. La tessera è in distribuzione in questi giorni e ci sono state lamentele e proteste. Oltre a non avere una numerazione univoca e misurazione irregolare risultano facilmente falsificabili.  Tutte queste problematiche devono essere risolte", così Eugenio Casalino, consigliere regionale del M5S Lombardia ha replicato all'Assessore alla sicurezza Simona Bordonali che ha risposto in Consiglio regionale a un'interrogazione del M5S sulle possibilità di contraffazione delle nuove tessere regionali della polizia locale.

Le foto e il video del primo Lombarday 5 stelle, tenutosi il 2 aprile all'Auditorium Pertini di Cinisello Balsamo. Una giornata d'incontro, di confronto e di partecipazione per rafforzare la rete a 5 stelle!


2016.04.02-Lombarday-103159Le elezioni amministrative si stanno avvicinando, e in tanti comuni lombardi molti di voi sono pronti a fare la loro parte come sindaci e consiglieri a 5 stelle. Il M5S è rete: condividere le conoscenze acquisite in questi anni è un momento fondamentale per gestire al meglio un comune a 5 stelle. E' fondamentale capire cosa fa un comune, partendo da come si struttura un bilancio fino ai piani di governo del territorio, passando dall'organizzazione dei servizi di trasporto pubblico fino a quella dei servizi sociali, senza mai dimenticare da dove veniamo e quali sono i principi cardine del Movimento 5 Stelle! Ad aiutarci in questo percorso sono stati i nostri portavoce nei comuni lombardi, in maggioranza e all'opposizione, a partire dal sindaco di Sedriano! Ci siamo confrontati per capire come contrastare concretamente la corruzione, parleremo di multiutility e di come migliorare la gestione delle società controllate dal comune.



 



Vogliamo che la Lombardia diventi un mosaico di comuni efficienti, produttivi e dove nessuno rimane indietro.





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"È la solita schizofrenia politica per cui lo stesso partito ad un livello vota a favore e ad un altro vota contrario. Ncd in Lombardia ha votato "la maschera" Arac, dietro la quale vorrebbe nascondersi Maroni e i suoi indagati e arrestati. E ora lo stesso Ncd si dichiara contrario, alleato com'è col PD nazionale.  Cosa contrattano nel frattempo questi partiti, tra di loro?
Questa schizofrenia e ipocrisia politica confonde i cittadini e li allontana dalla vita democratica del paese. Noi adottiamo chiarezza a tutti i livelli, non abbiamo legami con nessuno e sappiamo come muoverci nell'interesse del bene pubblico. Le parole di Lorenzin, che ha bocciato l'ente anti-corruzione di Maroni, tolgono la maschera ARAC a Maroni, che non si presenta ai processi. È un ente inutile e dispendioso che non eliminerà  l'illegalità che i partiti hanno portato nelle istituzioni", così Silvana Carcano, consigliere regionale del M5S Lombardia sulle dichiarazioni del Ministro Lorenzin su ANAC.

Il 15 aprile porteremo a Milano l'esperienza della Terza Rivoluzione Industriale in Francia! L'appuntamento è all'auditorium "Stefano Cerri" di via Valvassori Peroni 56 dalle ore 21:00. Interverranno Gianmarco Corbetta (Consigliere Regionale M5S Lombardia), Gianluca Corrado (Candidato sindaco del M5S a Milano), Angelo Consoli (Direttore europeo Foundation on Economic Trends di Jeremy Rifkin), Livio De Santoli (Professore ordinario di Fisica Tecnica Ambientale ed Energy Manager, Università di Roma La Sapienza), Antonio Rancati (Coordinatore del CETRI-EDUCATIONAL), Sistemi Educativi della Terza Rivoluzione Industriale.

Sono stati presentati i primi 200 (duecento!!!) progetti del Master Plan per la Terza Rivoluzione Industriale del Nord Pas de Calais! Di che si tratta? Di tutto: dalle Smart Grid, all'apprendimento collaborativo, dall'idrogeno all'economia della condivisione, dalla solarizzazione dell'industria pesante al bike sharing elettrico, dai distretti delle stampanti 3D alle banche del riuso. L'obiettivo è liberarsi completamente dalla fonti fossili di energia entro il 2050!

Per raggiungere questo obiettivo l'Assessorato alla Terza Rivoluzione Industriale (si, avete capito bene... hanno un assessorato alla Terza Rivoluzione Industriale!!!) prevede di impiegare 200 miliardi di euro al 2050, con risparmi energetici di 320 miliardi e dunque un saldo attivo di 120 miliardi, mentre lo scenario basato sui fossili invece prevede una spesa minima al 2050 di 400 miliardi senza alcun ritorno.

Da dove arrivano i soldi? nella Terza Rivoluzione Industriale non c'è più bisogno di grandi finanziatori e banche d'affari. I progetti li possono finanziare direttamente anche i cittadini tramite i loro risparmi con il crowd funding (azionariato diffuso). E i posti di lavoro? Anche il saldo occupazionale al 2050 è positivo: nello scenario della Terza Rivoluzione Industriale abbiamo la creazione di 165.000 posti di lavoro mentre nello scenario fossile una perdita di 102.000 posti di lavoro.

Tutto questo nel nord della Francia. E da noi cosa stiamo aspettando?? semplice, che il MoVimento 5 Stelle vada a governare Milano, la Lombardia e l'Italia! Finché Milano, la nostra Regione e il nostro Paese saranno in mano a trivellatori, asfaltatori, inceneritoristi e expofanatici non c'è speranza!

In attesa del M5S al governo, l'appuntamento per tutti è per il 15 aprile! Non mancate, sarà una bellissima serata!

Locandina 3a Rivoluzione +Corrado